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18 luglio 2025

DEAD ANT - L'ATTACCO DELLE GIGANTI FORMICHE KILLER! (aka Dead Ant)

di Ron Carlson. Con Jake Busey, Tom Arnold, Ryhs Coiro, Sean Astin, Cameron Richardson, Syndey Sweeney, Michael Horse. USA / 2017 / August Heart Entertainment

Mi ero approcciato a questo film senza saperne nulla, solo attratto dall’irresistibile stupidità del sottotitolo italiano e da un teaser di una formica gigante che inseguiva una ragazza mezza nuda nel deserto. Non mi sarei mai immaginato di trovarmi di fronte ad un cast di tutto rispetto e soprattutto ad una spassosissima horror comedy demenziale che mi ha genuinamente divertito.

Una band glam metal nostalgica degli anni ’80 con all’attivo una sola hit in carriera (la ballad Don’t Close Your Eyes), è diretta al Noachella Festival (da non confondersi col Coachella, diventato troppo mainstream); durante il viaggio però decidono di fermarsi a comprare del peyote per sballarsi e ritrovare una magica ispirazione per comporre una nuova hit. Le cose però si complicheranno maledettamente quando verranno assaliti da formiche giganti sempre più grandi e fameliche!                            

Volutamente demenziale e sopra le righe, questo Dead Ant si presenta subito per quello che è da un incipit meraviglioso che setta immediatamente il tono del film: una ragazza che fugge da una formica gigante e che mentre lo fa, senza nessun motivo, si denuda completamente. 

La band protagonista invece è quella dei Sonic Grave ed è formata dal cantante erotomane Merrick  (il mitico Jake Busey di Starship Troopers, in quella che sembra essere una chiara parodia di Vince Neil, il cantante dei Mötley Crüe), il chitarrista Pager (l’unico dotato di un minimo buon senso e vero badass del film), la batterista maschiaccio Stevie e il bassista sfigato Art (nientemeno che Sam de Il Signore degli Anelli, visto anche in Stranger Things e qui con una ridicola parrucca). A loro si accompagnano il manager Danny (Tom Arnold), la fidanzata di Merrick -altrettanto erotomane- e in seguito anche una ragazza di colore e una allora sconosciuta ma già fichissima Syndey Sweeney, che non indossa più che uno striminzito bikini per tutto il film. Ah, senza dimenticare Michael Horse, il leggendario “Hawk” di Twin Peaks, nel ruolo dell’indiano che vende il peyote alla band! 

Il film ha buon ritmo e non si perde in lungaggini, anche se la parte più divertente è ovviamente la seconda quando inizia l’attacco delle formiche giganti, ricreate con una CGI talmente brutta che sembra quasi fatta apposta per essere coerente con la cazzonaggine del film.      

Le battute migliori le ha sicuramente Tom Arnold, fantastico nel ruolo del manager, cinico, stronzissimo e sempre sopra le righe, capace di pensare al sostituto del bassista trenta secondi dopo la sua morte oppure di rendere omaggio all’amica di colore di Syndey Sweeney sbranata dalle formiche definendola “bella fichetta nera”. 


SPOILER

Stupendo anche il finale con la band che riesce a sconfiggere le formiche giganti suonando al festival e facendo loro esplodere la testa in pieno stile Mars Attacks! con il pubblico che li applaude coperti di sangue oppure agonizzanti a terra mezzi mangiati.

FINE SPOILER

Da vedere ovviamente a cervello spento e con zero pretese, ma del resto…musica metal, insetti giganti, belle fighe, Sydney Sweeney in bikini, che volete di più?


Recensito da: Vidur

VOTI:

TRASH: 91/100

NOIA: 32/100

RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: 88/100

PRESUNZIONE DELLA REGIA: 14/100

INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: 42/100









23 gennaio 2025

DER DOKTOR – L’OMBRA DELLA MORTE

Di Alessio De Bernardi. Con Matteo Benvenuti, Maurizio Bonanno, Mirko De Bernardi, Matteo Salemi, Rosa Angela Rivituso. ITALIA / 2024 / Cronenter Films

Uno si smazza ore di ricerca per scovare perle perdute nel recondito passato, per poi scoprire che anche nel 2025 i film di merda si continuano a fare, eccome. E in particolare continuano a farli in Italia, cosa che ci riempie di gioia, nonché di orgoglio patrio.

Questo film fanta/horror/slasher/storico realizzato nel bel paese e in particolare a Genova e dintorni, può essere considerato un parente più o meno stretto di Werewolves of the Third Reich, ivi recensito poco tempo fa. Entrambi i film, infatti, riciclano l’idea degli scienziati pazzi nazisti che, con lo scopo di creare dei super soldati, finiscono per generare orrendi mostri mutanti. Ma se il prodotto americano cercava in modo patetico di copiare lo stile di Tarantino, questo filmetto italiano per lo meno cerca di mettere in mostra qualcosa di più originale, seppur con giganteschi limiti e clamorosi strafalcioni.

Limiti giganteschi dovuti anche al budget, a dir poco striminzito, ed evidente praticamente ad ogni fotogramma: pellicola digitale che nei “filmati” d’epoca utilizza uno di quei filtri de merda di Windows Movie Maker, fotografia che è sostanzialmente ridotta a dei fari sparati in faccia agli attori, costumi d’epoca in stile carnevale alla feste delle elementari, colonna sonora pressoché inesistente e spesso totalmente incoerente con la scena, audio quasi sempre in presa diretta e quindi dialoghi incomprensibili, in particolare negli ambienti chiusi in cui rimbomba tutto, e potrei continuare ad oltranza.

Parlando degli effetti speciali invece, l’impressione è che il buon De Bernardi avrebbe voluto spingere un po’ di più sullo splatter, ma non avendo a disposizione né soldi né competenze per degli effetti pratici più o meno convincenti, abbia dovuto ripiegare su pessimi effetti in CGI o più spesso sul nulla, con le scene maggiormente cruente suggerite fuori scena.

A livello di recitazione, si salva giusto il Dottore del titolo: è evidente che non sia un tedesco che parla italiano, ma piuttosto un italiano che simula malamente un tedesco che parla italiano, ma per lo meno ha il physique du rôle. Per il resto siamo vicini ad una cagneria di livello abbastanza alto, con le suore - SPOILER! c’è di mezzo anche la chiesa che copre il medico nazista in odore di scoperta del siero dell’eterna giovinezza- FINE SPOILER! che vincono l’abbaio d’oro


La trama è ambiziosa e segue diverse linee temporali il ché di per sé sarebbe anche interessante, peccato che i flashback siano buttati a cazzo, le svolte della trama sembrano dettate esclusivamente dal caso e che nell’insensato finale uno speleologo si trasformi inspiegabilmente in una versione Lidl di Rambo. Il “mostro” che muove la storia invece ha una maschera uruk-hai e un feticismo per lo sfondamento del plesso solare. 

In realtà il film si fa guardare senza noia e considerando le limitatissime risorse economiche in ballo, ci sentiamo di consideralo come un bel divertissement per ogni shit-hunter che abbia voglia di tenersi aggiornato alle pellicole dall'abisso di questo millennio.

Oltretutto, ho scoperto solo in corso d’opera che questo è una sorta di seguito di Stuck: Intrappolati nell’Oscurità, opera prima del regista e che vede i mostri nazisti creati dal Dottore sterminare una squadra di speleologi. Mea culpa che non ero a conoscenza di questo De Bernardi Cinematic Universe in continua espansione.

Da annotare infine che su IMDB Der Doktor vanta una mirabolante media voto di 7.2…un leggerissimo sospetto che le sei persone che lo hanno votato siano parenti del regista mi sovviene. Ma magari sono io a pensare male. Magari.


Recensito da: Vidur

VOTI:

TRASH: 88/100

NOIA: 44/100

RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: 68/100

PRESUNZIONE DELLA REGIA: 74/100

INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: 86/100

 

22 dicembre 2024

DA 1 A 10: IL MEGLIO E IL PEGGIO DEL 2024

Perpetriamo la tradizione di ormai due anni con la classifica di dieci film del 2024. Non i più belli o i più brutti, ma quelli che si meritano un voto da 1 a 10, escludendo ovviamente i film già ivi recensiti.

VOTO 1

MEGALOPOLIS


Eh sì, per qualche motivo c'è anche Shia LaBoeuf travestito da matrona romana.

Non tanto per la qualità in sé, quanto per l'enormità del botto con cui si è schiantato l'ultimo film scritto, diretto e prodotto da Francis Ford Coppola. Oltre 120 milioni scuciti di tasca propria dal regista italo-americano a fronte di un incasso di appena 13! Un'opera ambiziosa e visivamente stupefacente, ma anche tronfia, noiosa e sconclusionata. Per una volta, gli Studios che avevano deciso di starne ben alla larga ci avevano visto giusto.

VOTO 2

JOKER: FOLIE À DEUX

"Ecco, brava, sbatti fuori a calci gli spettatori dalla sala"

Due come il titolo, due come il voto, due come le palle che ha fatto gonfiare a dismisura chiunque abbia avuto la malsana idea di vedere questo sequel totalmente inutile e terribilmente irritante. Gli incassi non sono stati ridicoli come quelli di Megalopolis, ma siamo sicuri che alla Warner si stanno ancora mangiando gli zebedei al pensiero di aver avallato un musical che aveva scritto "fallimento" sulla fronte fin dalla nascita. 

VOTO 3

IL GLADIATORE 2

                                             
     

"No, no, no, no, no, no! Run away from the Sharknado!!!"

Altro sequel fuori tempo massimo e totalmente non richiesto, il secondo capitolo del Gladiatore di Ridley Scott ha ben performato al botteghino, ma è di sicuro destinato a finire presto nell'oblio dei blockbuster usa e getta. Paul Mescal ha il carisma di un sottobicchiere ed è fin troppo facile per Denzel Washington prendersi la scena in un film che a livello di ridicolaggine (e pure di CGI) è molto più parente di un prodotto Asylum che di un capolavoro senza tempo com'era stato il primo.

VOTO 4

GHOSTBUSTERS - MINACCIA GLACIALE


Dan Aykroyd e l'arte di non tenersi in forma.

Meriterebbe almeno un voto in più, se non altro per l'enorme rispetto e amore che trasuda per i personaggi originali del franchise e per le sue ridotte ambizioni, ma è pur vero che questi due nuovi capitoli dei Ghostbusters, seppur divertenti e ben confezionati, rimangono degli innocui passatempo con poco spessore di cui ci si dimentica l'esistenza il minuto dopo passati i titoli di coda.

VOTO 5

BEETLEJUICE BEETLEJUICE


Ah, sì c'è anche Monica Bellucci. Non che abbia il minimo impatto sulla trama e che abbia più di due battute...ma va bene così.

Sequel, sequel, sequel...chi li fa molto male, chi li fa molto bene e chi li fa molto...medi. Tim Burton riporta in vita uno dei suoi personaggi più iconici e Michael Keaton è obiettivamente eccezionale nel rimettere i panni dello "spiritello porcello", peccato che il resto funzioni poco, con personaggi di contorno piatti e irritanti, più una trama piuttosto inconsistente e un finale attaccato con lo scotch. Carino, ma si poteva fare di più.

VOTO 6

THE FALL GUY


"I'm just Ken...", ah no, quello era un altro film.

Spassosa e scanzonata action comedy con un Ryan Gosling in grande forma, The Fall Guy è un regalo d'amore per gli stunt men e un ben confezionato divertissement ideale per passare una serata a cervello spento. Al botteghino è stato un mezzo flop, ma sta già riprendendo quota nelle piattaforme streaming. Se non l'avete già fatto, dategli una chance, se la merita. 

VOTO 7

GIURATO NUMERO 2


94 anni il giovanotto...che dire, chapeau!

Thriller di stampo classico, come sempre confezionato con mano di artigiano di classe da Clint Eastwood, Giurato Numero 2 ha dalla sua una storia molto interessante e interpreti di qualità, in particolare Toni Colette, fantastica come sempre. Il ritmo però è eccessivamente pesante e una certa freddezza di fondo finisce per lasciare lo spettatore piuttosto indifferente alla sorte del protagonista.

VOTO 8

THE SUBSTANCE


Eh, no, sono protesi, spiace deludervi.

Film rivelazione dell'anno. Un body horror che nella prima parte sfiora la perfezione, con la combo di storia, interpretazioni, regia, fotografia e musica a creare un qualcosa destinato a restare nell'immaginario collettivo e a settare nuovi standard del genere. Chissà cos'è poi passato nella testa della regista Coralie Fargeat, che nel secondo tempo ha deciso di rovinare (quasi) tutto con una serie sterminata di sequenze tanto grottesche e provocatorie, quanto scandalosamente lunghe e stupidamente didascaliche. Magari un giorno uscirà una "fan-cut" senza gli ultimi venti minuti e grideremo al miracolo. 

VOTO 9

FURIOSA: A MAD MAX SAGA

Ci voleva un nasone finto per scoprire che sa pure recitare.

Qualcuno probabilmente trasalirà, ma per certi versi ho apprezzato più questo che il Mad Max del 2015, che era semplicemente un chiassoso circo che si spostava da A a B e poi da B ad A. Furiosa ha una trama più articolata e intrigante, con una Ania Taylor-Joy sempre più convincente e matura e un cattivo (Chris Hemsworth, nell'interpretazione migliore della carriera) che è bello odiare; il tutto incorniciato dalle consuete spettacolari e rutilanti scene d'azione, marchio di fabbrica della saga. Non certo perfetto, ma semplicemente cinema con la C maiuscola.

VOTO 10

DUNE 2


 Anche meno, Javier. 

E qui invece si parla di un altro sport. Se il primo capitolo era sostanzialmente un grande prologo, qui abbiamo lo sviluppo e l'evoluzione della storia oltre che dei personaggi, con un Timothée Chalamet sorprendentemente perfetto nella parte del carismatico leader e uno spassoso Javier Bardem nei panni del suo fanatico seguace. Sarebbe impossibile citare in poche righe il resto del cast straboccante qualità, quindi parliamo del fatto che visivamente si rimane a bocca aperta di fronte alla maestosità di una qualunque inquadratura, tutte studiate nei minimi dettagli e realizzate a regola d'arte, così come l'ipnotica colonna sonora e ogni effetto speciale, compreso quello del vermone della sabbia, che tutti un po' temevano sarebbe stato ridicolo e invece è fighissimo pure quello. Il finale un po' frettoloso non pregiudica la bellezza di quello che è semplicemente un capolavoro del cinema di fantascienza, destinato a rimanere negli annali e predecessore di un terzo capitolo in arrivo nel 2026. 



17 maggio 2024

LA DEA CANNIBALE (aka troppi titoli alternativi per metterli qui)

Di Jose Luis Tabernero (Jess Franco) e Franco Prosperi. Con Al Cliver, Sabrina Siani, Candy Coster, Antony Mayans. 1980/Spagna-Italia-Francia/Eurofilms

So che può sembrare iperbolico considerando chi scrive e dove lo scrive, ma La Dea Cannibale è senza dubbio uno dei FILM PEGGIORI CHE ABBIA MAI VISTO. E sì che di film brutti ne ho visti, uuuuuh, se ne ho visti.

Patetico tentativo di cavalcare il filone cannibal friendly del periodo, si tratta di una rabberciata mezza truffa di una merdosità sconcertante, in cui è evidente che a nessuno fregava un cazzo di quello che stava facendo. In primis, al regista Jesus Franco, nonostante la differente attribuzione ufficiale alla regia, che sottende aneddoti produttivi molto più interessanti del film stesso, che illustrerò più avanti per coloro i quali avessero il buon cuore di continuare la lettura. 

Il professor Taylor (da pronunciarsi Tàilor) va in spedizione in una giungla tropicale con la moglie e la figlia, quando la loro barca viene assaltata da una tribù indigena. I selvaggi sbranano la moglie, amputano un braccio al professore e adottano la figlia come una Dea bianca, conviti che porterà loro lunga vita e prosperità. Anni dopo, il dottor Tàilor, riuscito a scappare, cercherà in ogni modo di tornare nella giungla per recuperare la figlia perduta.

Ci troviamo di fronte ad un’ora e venti spicciola in cui gli avvenimenti significativi si contano sulle dita di una mano, contornati da sfiancanti riempitivi di nulla, dialoghi allucinanti e buchi di trama. Non si capisce infatti come e perché il dottor Tàilor aspetti molti anni (cit.) per tornare a salvare la figlia. Va bene che doveva riprendersi dal trauma, ma salvare una figlia da una tribù cannibale dovrebbe essere una spinta sufficiente per disciularsi un minimo prima, o no? E invece, da che la figlia Lena era una bambina in fase preadolescenziale, che eccola con le sembianze di Sabrina Siani, da definirsi con un tecnicismo come un pezzo di figa atomica, promessa sposa del figlio del capo del villaggio.

Passati gli anni, dunque, Tàilor alla fine convince dei tizi random ad accompagnarlo a recuperare la figlia, cosa che fanno insieme ad altri tizi random vestiti da scampagnata scolastica e talmente stupidi ed insignificanti da morire quasi tutti nell’arco di cinque minuti, compresa la guida super cazzuta che viene ucciso alla prima freccia scagliata. È in questa fase che il film raggiunge il suo punto più basso: non è specificato in quale zona del pianeta si svolgano i fatti, ma in ogni caso gli indigeni sono i meno credibili della storia: trattasi infatti di una mandria di rom ingaggiati dal regista con dei ridicoli face-painting colorati che ridono mentre fanno i balletti ed esibiscono senza vergogna catene, anelli, pance alcoliche e baffoni. E la giungla? Un parchetto pieno di palme che più che apparire come una pericolosa e impenetrabile foresta, sembra un parco avventura in cui portare i figli la domenica pomeriggio. 



Il dottor Tàilor, tra l’altro, si rivela essere un vero pezzo di merda: l’infermiera/amante che lo aveva amorevolmente accudito per anni muore, per colpa sua, davanti ai suoi occhi e lui non se ne cura minimamente. Poi, una volta ritrovata la figlia la picchia per rapirla, poi fa combattere un altro tizio al suo posto (chi cazzo fosse questo, perché fosse lì, perché era addirittura pronto a morire per salvare la figlia di Tàilor non è dato saperlo) e infine forza la ragazza a tornare alla civiltà sebbene lei chiaramente non ne abbia la minima intenzione. 

Detto dei patetici effetti speciali, della musica terribile, del grossolano montaggio e delle interpretazioni indecenti, arriviamo alla parte più interessante. Volendo passare all’incasso della febbre cannibal, il veterano dei B-Movie spagnoli Jess (o Jesus) Franco, già recensito più volte in questo blog, celato dietro lo pseudonimo di José Luis Tabernero, accettò la regia di questo soggetto scritto -non accreditato- da Jean Rollin, regista francese di cui abbiamo parlato -molto bene!- qui. Per non farci mancare niente, per ragioni di marketing fu aggiunto il nome di Franco Prosperi, peccato che non si trattasse del “vero” Prosperi, quello di Mondo Cane, ma solo di un omonimo. 

Fatto sta che a Franco i cannibal movie facevano schifo e a quanto pare gli faceva schifo pure questo film e la cosa risulta evidente da ogni fotogramma. Per gli indigeni come detto ingaggiò un gruppo di zingari spagnoli, mentre per la location scelse una foresta di palme vicino Alicante. 

Di Sabrina Siani disse invece che si trattava della peggior attrice con cui avesse mai lavorato (seconda solo a Romina Power) e che la sua unica qualità era il suo “delizioso culetto”. Su questo Jess, siamo perfettamente d’accordo.  



Recensito da: Vidur

TRASH: 91/100

NOIA: 71/100

RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: 82/100

PRESUNZIONE DELLA REGIA: 61/100

INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: 90/100


PS: per i cultori ecco l'elenco di tutti i titoli alternativi con cui è circolato questo capolavoro in giro per il mondo.

La Déesse Cannibale (titolo di rodaggio)

Les Cannibales (Francia)

Mondo Cannibale

Barbarian Goddess (versione per esportazione)

White Cannibal Queen (VHS statunitense)

Mondo Cannibale 3: Die blonde Göttin (Repubblica Federale Tedesca)

Une Fille pour les Cannibales (Belgio)

The Cannibals (Gran Bretagna)

Cannibals (DVD statunitense e inglese)


16 dicembre 2023

SPECIALE RECENSIONE NUMERO 300 - PARTE 2 - DANIEL DER ZAUBERER

Di Ulli Lommel, con Daniel Küblböck, Ulli Lommel, Peter Schamoni, Rudolf Waldemar Brem, Günther Küblböck, Marina Lommel, Manolito Lommel. Germania / 2004

Daniel the Wizard (2004) on IMDb

Dopo la magia di Treciento recensiamo il film che per lunghi periodi ha ottenuto il posto più basso nelle autorevoli graduatorie dei siti Imdb (1,2/10) e Moviepilot (0,4/10), unico motivo che ci ha spinti alla visione.


TRAMA

C'è un tizio di nome Daniel Küblböck che partecipa ad un reality basato su un format americano (Pop Idol, sicuramente sapete tutti di cosa si tratta) da cui viene eliminato diventando comunque famoso a causa del suo fare provocatorio e sgraziato.

Inizia a fare concerti ma, ahilui e ahinoi, fa schifo nell'anima, così tanto che due tizi (Rike e Tom) lo vogliono comprensibilmente uccidere e lo rapiscono. Il bene però si sa che vince sempre, quindi si commuovono e ballano tutti insieme diventando i suoi migliori amici dopo che lui regala loro la sua chitarra.

Daniel, supportato per tutto il film dal fantasma del nonno, riceve da quest'ultimo la bacchetta magica come regalo di natale e diventa anche lui un mago.

Fine.

Il motivo principale dell'insuccesso del film è la sua realizzazione misera e stentata, l’intera pellicola è girata con una traballante telecamera di bassissima qualità. Nessuna scena appare come un film reale ma piuttosto come una sequenza di scene e dialoghi deboli e mal collegati, una consistente parte della durata del film è occupata da raccapriccianti canzoni o da personaggi estremamente noiosi che discutono di temi naïf intorno ad un tavolo.



Ma per quale motivo è considerato su diversi siti il film “peggiore in assoluto”? Possibile che non ci sia di peggio? Come può essere superato dall’ultimo Indiana Jones?

In effetti il titolo di “peggiore in assoluto” è assolutamente ingeneroso, considerando che è stato realizzato con pochi soldi e non ha assolutamente pretese, sembra anzi prendersi addirittura un po’ in giro in alcuni punti (forse).

Il motivo del cucchiaio di legno è semplice, Daniel Küblböck e la sua storia sono esistiti veramente, e per una quindicina di anni, da inizio anni 2000 Küblböck è stato un personaggio dello showbiz tedesco.

Beh, oddio, in realtà è Küblböck che ha fatto di tutto per entrare nello showbiz, partecipando a programmi, film, sceneggiati e grandi fratelli vari, ma soprattutto schiantandosi senza patente contro un camion di cetrioli (poco prima di girare il film), facendosi adottare da una settantenne milionaria (già, in Germania si può), cambiando nome e sesso un paio di volte, e non da ultimo tuffandosi nel mare del Labrador da una nave da crociera, sparendo apparentemente per sempre.


In effetti non sarebbe nemmeno morto, secondo una molto diffusa leggenda metropolitana sarebbe riapparso un anno dopo la sua sparizione alla guida di una nave nel mar mediterraneo, sotto il falso nome di Carola Rackete (googolare per credere).

Tornando al film, è stato un totale insuccesso sia di immagine per Küblböck, che di botteghino, non me la sento tuttavia di giudicarlo così negativamente vista la natura modesta della sua realizzazione.

Guardarlo vi deprimerà se siete tristi e vi annoierà se siete allegri, lasciate perdere.


Recensito dopo tempo immemore da: Ortnid

 TRASH: 70/100

Noia: 90/100

Ridicolaggine effetti speciali: 30/100

Presunzione della regia: 70/100

Incapacità degli attori: 85/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: scrivi Küblböck su youtube e ti apparirà un mondo.

11 luglio 2023

DEVIL GIRL FROM MARS

Di David MacDonald. Con Hugh McDermott, Hazel Court, Peter Reynolds, Patrica Laffan. Regno Unito / 1954 / Danziger Productions. 

Devil Girl from Mars (1954) on IMDb

"May I introduce your latest guest? Miss Nyah. She's from Mars"

Una malvagia marziana arriva sulla terra per rapire gli uomini e ripopolare la specie di Marte! Con queste premesse cosa vi aspettereste? Azione, battaglie, esplosioni, conflitti su scala globale, battaglie spaziali, e pure magari qualche risvolto pruriginoso...e invece, niente.

Niente, si sta in una locanda scozzese, le donne bevono il tè, gli uomini bevono lo scotch, si fa avanti indietro dall'astronave, si sconfigge la cattiva -non si sa come- e tutti a casa. 

Solitamente non indugiamo su film di epoche così remote, tuttavia il titolo e qualche still con un'aliena sexy ha acchiappato il gonzo che sta in me. Film cult piuttosto famoso in patria -inedito in Italia- Devil Girl From Mars si inserisce in quel filone fantascientifico anni 50'-60,' foriero di isolati gioielli come Ultimatum alla Terra e Il Pianeta Proibito, così come di una valanga di Z-movies di cui Plan 9 from Outer Space di Ed Wood rimane capostipite imbattibile.

Devil Girl from Mars non può competere con nessuna delle pellicole summenzionate in nessun senso, visto che si tratta di una mediocre classe media, la cui ilarità involontaria è soprattutto derivata dai dialoghi da soap opera e dall'ingenua banalità dell'intreccio, che rimane racchiuso in una cerchia di sei persone e di un paio di location, evidentemente per limiti di budget. La storia d'amore tra l'evaso Robert/Albert e la cameriera, come quella totalmente senza senso -nata nell'arco di un paio d'ore- tra il giornalista e la modella, non sono del minimo interesse e servono a far minutaggio, anche perché per il resto succede poco o nulla. 

Paradossalmente, gli effetti speciali sono la cosa migliore del film. L'astronave è una sorta di smerigliatrice con le lucine e quattro gambe di un tavolino, mentre il temibile robot tutto fare Johnny è essenzialmente un grosso scaldabagno con una luce di un'ambulanza appoggiata sulla testa. Gli effetti laser, applicati sui dei convincentissimi modellini, considerando epoca e budget fanno la loro figura.



Chi fa la miglior figura però è ovviamente la ragazza diavola di Marte, Patricia Laffan. Inguainata in una tutina nera di PVC -il latex non era ancora stato inventato- spaventa, ipnotizza e seduce col suo sguardo ammaliante. 



Per i più fantasiosi potrebbe essere una versione un po' sado di una Darth Vader in gonnella. 



Detto ciò, la visione del film costa solo un'ora e un quarto del vostro tempo, quindi anziché vedere la prima puntata della nuova serie Netflix in cui una coppia interraziale gay combatte il patriarcato facendo del gossip con una ragazza indiana dotata di superpoteri in un college americano frequentato da vampiri, potete sentire dei vecchi locandieri parlare con un ruspante accento scozzese e vedere un boiler disintegrare il modellino di un fienile.

Altrimenti, se vi piacciono i titoli bizzarri, ascoltatevi Robot Werewolves of Planet 89 del gruppo stoner doom australiano Blacksmith.


Recensito da: Vidur


TRASH: 79/100

Noia: 86/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 77/100

Presunzione della regia: 54/100

Incompetenza degli attori: 62/100




18 giugno 2023

RETROSPETTIVE DALL'ABISSO: Dingo Pictures (Parte Terza)

TERZA E ULTIMA PARTE




PRIMA PARTE

SECONDA PARTE


Alla Ricerca della Valle Incantata è stato, fino all’avvento de La Sirenetta, il cartone animato con il maggiore incasso di tutti i tempi. Ha dato vita a ben tredici seguiti, otto videogiochi e una serie TV, insomma, un successo epocale. Pur non essendo partorito da Mamma Disney, The Land Before Time (titolo originale) non fu certo il colpo fortunato di uno piccolo studio indipendente, dietro infatti c’era nientemeno che la Lucas Film, con George Lucas e Steven Spielberg direttamente coinvolti nel progetto, tanto da essere responsabili del final cut. I lavori durarono più di tre anni, costò dodici milioni di dollari e finì per incassarne ottantaquattro, almeno limitandoci alla sala.



Era naturale quindi che, prima o poi, la Dingo Pictures avrebbe finito per plagiarlo. Dinosauri esce nel 2000 e all’epoca fa la fine di tutti gli altri prodotti dalla compagnia, ovvero viene distribuito in home video nel solito circuito e passa totalmente inosservato alla massa. L’ultimo film “standard” è Atlantis: Der verlorene Kontinent che esce nel 2001, a cui segue un lungo periodo di iato: dal 2001 al 2004 infatti, a causa di vari conflitti con i distributori, la Dingo interrompe la realizzazione di ogni progetto. Nel 2004, la società produce il film Benni und seine Freunde, una versione rieditata sia di Peter und der Wolf che di Balto, narrato da Rainer Maria Ehrhardt, mentre nel 2005 esce Die kleine Hexe Arischa (La piccola strega Arischa). Il film gode di un’animazione leggermente migliore ai precedenti film e presenta anche più tracce musicali e di migliore qualità. Non viene localizzato in altre lingue straniere, mentre la versione tedesca circola solo tramite VHS, per la precisione in 130 esemplari.



È il canto del…Dingo, perché in quello stesso anno la compagnia chiude i battenti. I problemi con i distributori e la sempre più forte concorrenza dell’animazione in computer grafica, mette in ginocchio la piccola società di Ludwig e Roswita.

Poco si sa del loro destino dopo la chiusura dalla Dingo, se non che Roswita Haas muore nel 2015 e che Ludwig Ickert la segue nel 2019. Non sappiamo neanche se fossero a conoscenza della fama postuma delle loro creazioni.

Siamo agli albori dell’era di YouTube, quando iniziano a circolare i primi spezzoni dei cartoni della Dingo Pictures. La produzione dilettantesca, le animazioni inguardabili e il delirante doppiaggio sono inesauribili fonti di comicità involontaria. I primi YouTuber -in particolare Yotobi per quanto riguarda l’Italia- sono coloro i quali spalancano i cancelli della gloria trash alla Dingo Pictures. La clip “Dinosauri antropomorfi dalle voci ambigue” fa la storia del web, finché molti si accorgono che quella è solo la punta dell’iceberg. Recuperano prima il film intero e poi si buttano a capofitto nella filmografia della Dingo Pictures, creando una serie sterminata di video e meme a loro dedicati.




Nel 2021 il musicista tedesca Simon Bohnsack (noto come DJ Kaito) e Josef Roderer entrano in contatto con gli eredi di Ickert, che avevano ereditato l'attrezzatura utilizzata dallo studio. Bohnsack e Roderer informano gli eredi della “fama” di cui lo studio vanta in rete e nel luglio del 2021, organizzano una campagna su Kickstarter per creare un documentario intitolato YEE! -Behind the Meme of DINGO PICTURES!!. I due ragazzi incassano anche di più di quanto prefissato, ma a due anni di distanza ancora non si hanno notizie riguardo la realizzazione di questo documentario. 

Non ci resta che aspettare l'eventuale uscita del documentario e continuare a goderci quello che era nato come semplice intrattenimento a basso costo per bambini e che si è trasformato in un fenomeno di cultura pop.

Se volete un piccolo compendio delle loro opere, ecco il video che fa per voi!



A cura di: Vidur




1 febbraio 2023

BOLLE DALL'ABISSO: DEADSTREAM


Di Joseph e Vanessa Winter. Con Joseph Winter, Melanie Stone, Pat Barnett. USA / 2022 / Winterspectre Entertainment

Tornano le collaborazioni con il blog Pellicole dall'Abisso! Per l'occasione, ho scelto di recuperare un film interessantissimo e divertente uscito l'anno scorso, ovvero Deadstream, diretto e sceneggiato dai registi Joseph Winter e Vanessa Winter.

Trama: Uno youtuber caduto in disgrazia cerca di tornare sulla cresta dell'onda promettendo a followers e sponsor che passerà una notte in una casa infestata senza mai uscire, qualunque cosa accada. Ovviamente, cose ne accadranno diverse e nessuna piacevole...

Prima di cominciare il post, una doverosa dichiarazione: Marika, Lucia, NO MA GRAZIE EH!! "Deadstream è l'horror più divertente dell'anno", allora la sottoscritta decide di guardarselo una sera che è sola in casa, ma poi è costretta ad aspettare il ritorno del Bolluomo perché troppo terrorizzata per andare a dormire. Ragazze, vi amo, ma vi odio anche un po', sempre con love. 

Finito lo shoutout alle mie due gurE dell'horror, parliamo di Deadstream. La pellicola di Joseph (che ci mette anche la faccia) e Vanessa Winter è tutto quello che avrebbe potuto essere quella schifezza malvagia di Dashcam e che invece non è stato, pur partendo da presupposti molto simili. Anche qui abbiamo uno youtuber di dubbissima simpatia, uno stile che ripropone i livestream con tanto di commenti degli utenti e una situazione in cui al protagonista ne succedono di ogni, ma i due film non potrebbero essere più diversi. Intanto, e per fortuna, il protagonista Shawn è un minchia fatto e finito ma è anche un personaggio di finzione verso il quale, di tanto in tanto, si può anche provare empatia, mentre Annie Hardy è purtroppo vera ed è, per quanto mi riguarda, la feccia dell'umanità. Seconda cosa, Deadstream è tecnicamente molto più valido e piacevole da guardare, nella misura in cui all'interno di Dashcam non c'è una sola maledetta inquadratura a fuoco e l'effetto vomitillo o "vedononvedomasoprattuttoNONvedo" è assicurato, qui invece il protagonista è dotato del top di gamma delle attrezzature da youtuber, il che non solo rende chiarissime le riprese in soggettiva ma consente anche degli stacchi di montaggio comprensibili e coerenti con la situazione. In ultimo, ma non meno importante, Deadstream è divertente e vario nonostante la presenza di un solo protagonista chiuso all'interno di un edificio per tutta la durata del film.


Attenzione, però. Il fatto che Deadstream sia divertente (e lo dico perché ci ho picchiato col naso, come avete capito dalle prime righe del post) non vuol dire che non faccia paura, così come succedeva con i primi due Evil Dead, ai quali il film di Joseph e Vanessa Winter guarda spesso e volentieri. Shawn è solo come un cane, genuinamente spaventato, e le varie telecamere che ha montato non solo mostrano segni tangibili di attività paranormale, ma si rivelano anche inutili nel momento in cui è costretto ad andare a vedere di persona, come promesso a follower e sponsor; in più, le presenze (per quanto spesso "giocose" e veicolo di uno humor nero molto Raimiano) hanno un make-up efficace ma disgustoso quanto le cose zozze e schifide che infestano la casa, a proposito delle quali in un paio di scene ho distolto lo sguardo, sì, ma dal ribrezzo. 


Il risultato, con me, è stato quello di costringermi a guardarmi attorno ad ogni rumore, soprattutto all'inizio del film, quando i due registi e sceneggiatori giocano con ombre, suoni sospetti e suggestioni, filtrando il tutto attraverso lo sguardo di un povero belinone che se le va letteralmente a cercare. In questo senso, sì, si ride parecchio. L'interazione tra Shawn e i suoi followers, soprattutto quando a un certo punto cominciano ad arrivare video funzionali e spietati, è molto più interessante e divertente di quella mostrata in Dashcam, e da "linguista" che odia tantissimo sia il massacro perpetrato dalla pronuncia inglese ai danni del latino (non avete idea dei brividi che mi venivano guardando Le terrificanti avventure di Sabrina) sia l'ignoranza bue del popolastro americano, ho quasi sputato un polmone dal ridere nella sequenza in cui Shawn si presta a ripetere parole latine dal significato lapalissiano, offrendosi come un cretino a qualunque demone abiti la casa. 

In conclusione, se cercate un horror simpatico e divertente, di sicuro Deadstream fa al caso vostro ma attenti a non sottovalutarlo o rischiate di fare la mia stessa, ingloriosa fine. 

Recensito da: Babol


28 dicembre 2022

DA 1 A 10: IL MEGLIO E IL PEGGIO DEL 2022


Siccome ci piace essere originali, ecco una classifica di dieci film del 2022. Non i più belli o i più brutti, ma quelli che si meritano un voto da 1 a 10, escludendo ovviamente i film già ivi recensiti.

VOTO 1

PINOCCHIO  


Fai schifo e ti odio.

Non poteva che andare all'ennesimo e raccapricciante tonfo targato Disney il voto più basso dell'anno. Realizzazione immonda, storia rielaborata in modo del tutto arbitrario e insensato, una bella dose di “cultura” woke, la peggiore prova di Tom Hanks in carriera ed ecco la ricetta per il perfetto disastro.

VOTO 2

ACQUE PROFONDE


"Ancora la moglie fuori di testa mi tocca? Come se già non mi bastasse Jennifer Lopez"

Thrillerino che puntava a rinverdire i fasti di Gone Girl (vedi Ben Affleck) e la crescente popolarità di Ana de Armas e che invece fallisce su tutta la linea. Il buon Ben è più legnoso e svogliato che mai, la de Armas ci prova, ma la sceneggiatura non è minimamente credibile e la realizzazione tecnica non si discosta da una qualunque produzione televisiva di mediocre caratura. Due ore letteralmente buttate nel cesso.

 VOTO 3

ONION GLASS - KNIVES OUT

Sono Daniel Craig e cerco di far ridere vestendomi da pirla.

È vero, il voto può sembrare troppo basso, ma la severità è dovuta alle legittime aspettative che covavo dopo l'eccellente primo capitolo. E invece Rian Johnson è riuscito a rovinare pure questa saga, con un prodotto tanto esteticamente pregevole quanto effettivamente imbecille. Tutti gli attori sembrano interpretare la caricatura di loro stessi, la trama è convulsa e improbabile, dura troppo e il finale a forza di fiamme ed esplosioni sembra scritto da Michael Bay. 

VOTO 4

CRIMES OF THE FUTURE 


"Pss, pss, pss, pss" (dialogo inudibile, come la metà di quelli presenti nel film)

Altre aspettative deluse per il ritorno di Cronenberg. Intrigante, originale, interpretato magistralmente ma anche scritto in modo scriteriato, con una trama flebile e confusa in cui vengono lanciati una serie di interrogativi che rimangono senza nessuna risposta. Un'occasione sprecata, anche se presumibilmente sarà oggetto di culto nei prossimi anni.

VOTO 5

DON'T WORRY DARLING

Flo 💙

Debutto alla regia per Oliva Wilde per un'opera che ha davvero diviso la critica. Personalmente, sto nel mezzo: film interessante, con un buon ritmo, belle interpretazioni (Florence Pugh al solito una spanna sopra tutti) e una regia ben confezionata, ma anche pretenzioso, banale e con un finale piuttosto maldestro. Vedibile, ancorché trascurabile.

VOTO 6

X - A SEXY HORROR STORY 


Mia Goth. Sì, sì, lei eccezionale, per carità.

Accolto dagli esperti e amanti del settore horror come la venuta del Messia e premiato al botteghino con numeri stratosferici, X è un riuscito omaggio ai classici slasher con personaggi potenti e una pregevole estetica vintage. Bellino, eh, però tutto sommato niente di che. Storia vista e stravista che, a parte un paio di piccoli twist, percorre tracce ampiamente battute; poca roba anche dal punto di vista “grafic”, insomma per uno slasher con protagonista una troupe di un film porno ti aspetteresti sangue e sesso in quantità e invece c'è poco sia dell'uno che dell'altro. No, Pearl non l'ho ancora visto, quindi non rompete i coglioni. 

VOTO 7

THE NORTHMAN 


Robert, lascia perdere li sordi che te fanno male.

Lo sbarco nel mondo mainstream di Robert Eggers (autore di due capolavori già cult come The Witch e The Lighthouse) si risolve in un film maestoso e brutale, visivamente eccezionale e con mille sfumature. Sono però penosamente evidenti i tagli dovuti alla produzione che hanno tolto coerenza e fluidità alla storia, nonché il sotto testo magico, tema caro ad Eggers. La sensazione è quindi quella di un film mutilato a cui non è stata fatta vera giustizia.

VOTO 8

ELVIS


"UUUUUUUHHHHH"

Biopic esagerato come nel classico stile di Luhrmann che, al netto di un montaggio iniziale discutibile, decolla clamorosamente nella seconda parte. Intrattenimento di qualità, dove musica, ritmo e dialoghi funzionano alla perfezione. I puristi della vita del Re si mettano il cuore in pace e si godano semplicemente lo spettacolo. Austin Butler poi è talmente bello e bravo che me lo sarei scopato pure io. 

VOTO 9

EVERYTHING EVERYWHERE ALL AT ONCE


"Fai la roccia"

Un caravanserraglio stordente e straniante, incredibilmente divertente e di un'originalità che nel 2022 pensavamo solo di poter sognare. Finalmente un film che ha il coraggio di osare e lo fa premendo tutti i bottoni giusti, anche se un quarto d'ora in meno non gli avrebbe fatto male. Un dettaglio però, per un'opera che porta lo spettatore su una montagna russa che provoca mille emozioni diverse e che la protagonista Michelle Yeoh mette in scena in modo impeccabile. Se volete sapere com'è farvi di LSD senza dover andarla a comprare al parchetto sotto casa, questo è il film che fa per voi. Lavatouille!

VOTO 10

TOP GUN MAVERICK


Della serie, come invecchiare bene.

Fanculo Avatar, il film del 2022 è Top Gun Maverick, senza cazzi e il miliardo e mezzo mal contato raccolto il tutto il mondo è lì a testimoniarlo. Praticamente un miracolo, però facilmente spiegabile: Top Gun Maverick è un film praticamente perfetto, con una storia semplice ma non scontata, svolte narrative sempre ben piazzate, personaggi interessanti con un bell'arco narrativo, fenomenali scene d'azione, un Tom Cruise in grande forma per le femminucce e un'abbagliante Jennifer Connelly per i maschietti. E poi niente politica, niente lezioncine moraleggianti, niente propaganda liberal-sinistroide, niente intersezionalità femminista, solo puro e semplice intrattenimento. A quanto pare, si può ancora fare. 


A cura di: Vidur


LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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