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13 giugno 2023

HO VOGLIA DI TE

Di Luis Prieto. Con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Katy Saunders, Susy Laude, Giulia Elettra Gorietti, Filippo Nigro, Ivan Bacchi.
ITALIA / 2007 / Cattleya - Warner Bros.

 Ho voglia di te (2007) on IMDb

In fregola come una ragazzina di 13 anni che ha appena scoperto il proprio corpo ed a pochissimi giorni dalla visione di "Tre metri sopra il cielo" mi getto a capofitto sul sequel! Anche per questo altrettanto noto film, pur essendo universalmente considerato prodotto peggiore rispetto al suo predecessore, temo di avere cattive notizie: neanche "Ho voglia di te" fa ridere. Che amarezza! Questa volta ero davvero speranzoso.

Il nostro caro Step torna dagli Stati Uniti dopo due anni di assenza. La perdita di Babi e dell'amico Pollo lo avevano scosso al punto da fargli prendere la comprensibile decisione di cambiare completamente vita, tuttavia eccolo qua a Fiumicino pronto ad essere nuovamente accolto in seno alla Capitale. Ma ci sono dei fotografi addirittura? Boh, qualcuno gli sta facendo delle foto. Vabè, sarà stata una mia impressione... Tornato in città è tutto un amarcord. Rivede tutti i cari amici di una vita (mai visto uno di questi tizi nel film precedente) e incontra pure Pallina, l'ex fidanzata di Pollo nonchè comune amica di Babi: 

"Ma quindi? L'hai sentita?"
"Ma chi?"
"Eh, tua madre quella buttana..."
"Ah... Babi? no no, ma chemmefrega, checcefaccio."
"Vabbuò..."

In ogni caso, stasera tutti a cena che è tornato Step e lo festeggiamo! Daje! Solo che il nostro beniamino deve fare benza alla moto (che tra l'altro è tutt'altro modello rispetto a quella che aveva nel precedente film, ma non soffermiamoci sui sofismi). Si ferma all'Agip, mette i soldi nel distributore e.. niente, c'è il lucchetto sulla pompa. Calci, urla e strepiti. Si allontana di qualche metro e compare un pandino scassato con un tizio col passamontagna che, provvisto delle chiavi del lucchetto, ruba la benza al povero Step. Il nostro eroe però come ben ricordiamo è praticamente un capobastone della banda della Magliana e conosce tutti i trucchetti del mestiere: becca il malvivente e va a muso duro a fargli brutto. Peccato che il cosiddetto malvivente sia in realtà Laura Chiatti, scoperta che porterà il nostro bello e dannato protagonista a trasformarsi da giustiziere della notte a Rodolfo Valentino nel giro di letteralmente 15 secondi. Con un abilissimo trucco Step infatti convincerà la bella Gin a scarrozzarlo alla cena con i suoi amici, visto che alla fine la benzina è la sua. Sequestro di persona? Decisamente si, ma se hai la faccia di Riccardo Scamarcio sei solo molto romantico, se avesse avuto la mia faccia sarebbe già stato preso in custodia e per lo meno condannato agli arresti domiciliari.

Dopo questa cena estemporanea, durante la quale assisteremo a scene degne di uno zoo in cui giovani romani si tirano il pane come se fossero dei bonobo appena strappati dalla loro rigogliosa foresta pluviale, la bella Gin è già cotta di lui. 

Dunque, da questo momento in avanti la storia diventa bella complessa, per non dire totalmente caotica: la realtà è che succedono davvero un sacco di cose, che un po' di sovrappongono, un po' non centrano un beneamato, un po' si intrecciano male. Insomma, un gran bel mappazzone che sarebbe estremamente tedioso e fine a sè stesso ridurre a mera cronaca. Vi basti sapere che Gin è fondamentalmente una psicopatica mentre Step è una versione molto annacquata del sè stesso di "Tre metri sopra il Cielo" e farà più di una volta la magra figura del gonzo e del bambascione. Saltando quindi a piè pari tutte le sotto-trame trascurabili mi lancio in una violenta sezione spoiler nella quale eviscereremo il pezzo grosso della vicenda.

[SPOILER]


"'Amore te lo giuro... io stavo prendendo il sole supino in spiaggia e lei mi è caduta sopra a cavalcioni, è stato un incidente!"

Premessa importante. Gin vuole fare la valletta in TV e partecipa ad un programma televisivo in degli studi in cui lavora anche Step. Perchè mai il nostro protagonista perdigiorno dovrebbe lavorare in uno studio televisivo? Beh, perchè papi gli ha trovato il posticino, povero cucciolo spaurito. Durante le riprese di una di queste puntate avverrà la seguente conversazione tra i due innamorati:

"Step, amore, stasera io e la mia amica di cui non ricordo il nome siamo state invitate al coca-party dello studio durante la quale certamente NON dovremo donare il nostro corpo ai produttori per avere altre parti in successivi programmi televisivi, vuoi venire?"

"Guarda Gin, verrei davvero volentieri ma purtroppo il mio amico di cui non ricordo il nome mi ha invitato a questa strana festa in un loft ai Parioli con tutta la Roma bene, boh mi chiedo chi potrebbe mai esserci sono curioso al punto che penso parteciperò. Mi spiace, ci si dopo?"

"Bella."

Ovviamente, chiunque abbia visto il precedente capitolo sa che "festa pariolina" a base di caviale e champagne chiama quasi immediatamente Babi, che apparirà a Step manco fosse la Madonna di Fatima in procinto di snocciolare un paio di profezie. Non solo. Visto che Step si presenterà alla festa per motivi ancora da chiarire senza un mezzo di trasporto, costei si riproporrà di riaccompagnarlo a casa. La ben furbetta Babi, invece che a casa, porterà il nostro bellimbusto dalle parti del castello sulla spiaggia dove venne deflorata due anni prima e i due faranno all'amore in memoria dei vecchi tempi. Tornando verso la città e aspettato con precisione chirurgica il momento in cui il peggior acquazzone della storia della Città Eterna decide di prorompere al massimo della sua intensità, Babi dice a Step di scendere dalla macchina, di farsela a piotte dal Colosseo affanculo ovunque dovesse andare lui e che comunque "Tipo tra una settimana mi sposo, volevo vedere se mi facevi ancora effetto." confermandosi la regina delle troie che avevamo già imparato a conoscere nel precedente capitolo. Va in questa occasione specificato che l'Intera parte di Babi è poco più di un cammeo: sono pochissime le scene in cui compare e per la maggior parte del tempo è più una oscura presenza che aleggia sopra l'intera pellicola. Bene così, anche perchè in questa prova la nostra Katy Saunders è decisamente impresentabile, per lo meno dal punto di vista recitativo. 

Detto ciò, al coca-party l'amica di Laura Chiatti sta per subire una non poi così imprevedibile violenza sessuale da parte di un pezzo grosso della produzione, ma Gin interviene coraggiosamente e riesce a portarsela via in tempo. Step arriva dopo seimila ore a piedi dal Colosseo bagnato come un pulcino: "Dove CAZZO eri? è tutta la notte che ti chiamo. La mia amica che non mi ricordo come si chiama è stata quasi violentata, è stato Tizio della produzione." Al che il nostro protagonista si riprende qualche punto, facendo irruzione alla festa e riempiendo di botte il molestatore in una scena che potremmo definire l'unica del film in linea con il personaggio che ci è stato presentato nel film precedente. Questo però non basta per Gin, è delusa e va riconquistata. Step il giorno dopo andrà a casa sua, ma ci troverà solo il fratello che lo fa accomodare nella cameretta della ragazza. Lì, mezzo nascosto sotto il letto, troverà il diario segreto di Gin, cosparso di sue foto, pagine con cuoricini e "STEP TI AMO" "TVTB" compilate in lunghi anni da liceale. Era lei che faceva le foto all'aeroporto. Lo stalkera da anni. 


Step, invece di andare seduta stante dai carabinieri, decide che l'unico modo di rispondere a cotanto cringe è di tappezzare l'intera via con una foto visibile solo dalla Stazione Spaziale Internazionale di lui e Gin che si baciano con scritta sopra la frase "Ho voglia di te". Solo ora, con il cringiometro ormai fuori scala, possiamo finalmente porre fine ai nostri strazi vedendo apparire i titoli di coda.

Eh lo so, non si capisce un nulla, ma come potete vedere dalla proporzione con le palme è una roba tipo muraglia cinese

[FINE SPOILER]

Degno erede del predecessore, forse meno infantile e con una regia se possibile ancora più piatta. Si rinuncia alle stravaganze del DJ di radio Caos e assieme a lui si perdono gli unici espedienti comici dell'intera narrazione che risulta questa volta pienamente intollerabile. Troppo banale, troppo stereotipata, inaccettabile perfino per un teenager. Film agile come un pachiderma zoppo, caotico e assolutamente terribile sotto qualsiasi punto di vista mi venga in mente in questo momento. Questa ciofeca rimarrà tristemente nota esclusivamente per aver dato inizio alla fastidiosa moda dei lucchetti dell'amore, che hanno con il loro eccessivo peso causato addirittura la rottura dei lampioni di ponte Milvio. Uno storico luogo sul quale si decise più volte il destino di Roma deturpato da questa ridicola pratica pseudo-romantica. Mi fate cagare. 

Manco a li cani!

Recensito da: Imrahil

TRASH: 49/100
Noia: 84/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -
Presunzione della regia: 8/100
Incompetenza degli attori: 77/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Esponi il tuo problema a Top Girl usando l'apposito modulo di contatto con la sedicente sessuologa/psicologa. 

8 giugno 2023

TRE METRI SOPRA IL CIELO

Di Luca Lucini. Con Katy Saunders, Riccardo Scamarcio, Mauro Meconi, Maria Chiara Augenti, Alessandro Prete, Claudio Bigagli.

ITALIA / 2004 / Cattleya - Warner Bros.

“Questo film è stato realizzato con il contributo del Ministero Beni e Attività culturali, Direzione generale per il cinema, che lo ha riconosciuto film di interesse culturale nazionale”

- Leggerlo come primo fotogramma appena dopo aver inviato il 730 fa ancora più effetto. 

Tre metri sopra il cielo (2004) on IMDb

Finalmente il colosso dell'intrattenimento a stelle e strisce con la "N" rossa, quasi a voler compensare lo spettatore italiano dopo il taglio della condivisione degli account, rende disponibile un "grande classico" della cinematografia del Bel Paese e va diretto in tendenze il film tratto dall'omonimo best seller di Federico Moccia che ha contribuito a bagnare le pubescenti nature delle ragazzine della mia generazione. Ecco a voi riproposto a quasi 20 anni dalla sua uscita il temibile 3MSC, come si diceva ai tempi in cui gli SMS costavano davvero e dovevi farti la Summer Card per non finire sul lastrico e ridurti a rispondere alle tipe con gli squilli. 

Step, al secolo Stefano Mancini, è un ragazzo travagliato: pariolino di nascita ma coatto d'adozione. Lui e i suoi insopportabili amici perdono le loro giornate sui gradoni di una piazza a fare quello che fanno i giovani teppisti. Ma Federico Moccia non ha la più pallida idea di come sia fatto un giovane teppista, quindi si va di stereotipo tipo mia nonna, e ci cucchiamo il teppista basic con motocicletta e giacca di pelle e pochi tatuaggi. A fare da contraltare al rude ed impassibile Step abbiamo la dolce Babi, al secolo Babi, (chissà com'è il codice fiscale) che invece è una fregnettina tutta scuola privata e feste pettinate a base di Moët Chandon in lussuosi appartamenti dell'alta borghesia capitolina. Proprio in occasione di una di queste feste, Step e la sua banda di criminali (perchè di questo si tratta, siamo ben al di sopra della goliardia e delle ragazzate) faranno letteralmente irruzione in stile Arancia Meccanica e i due si conosceranno. A seguito di un'aggressione di cui Babi è testimone, Step scommette con lei che nei tempi in cui ci sarà il processo (siamo in Italia, quindi suppongo entro 15 anni) riuscirà a farla innamorare così follemente che la ragazzina rinuncerà a testimoniare. Lei lo deride e non vede l'ora di spedirlo nell'anfratto più buio di Rebibbia, ma come ben sappiamo gli opposti si attraggono, e nonostante vi sia inizialmente acredine tra i due si scopriranno in breve teneri innamorati. 

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.

Le vicissitudini dei due amanti sono prevedibili come il traffico in tangenziale alle sei di sera. E un po' ci amiamo, e un po' ci odiamo, e vabè ti perdono, e andiamo a vedere il tramonto, e non so se te la do, "lo vedi come sei? Lo vedi come fai? Agli altri la dai sempre e a me non la dai mai". Un collage di scenette e situazioni tenute assieme da un sottilissimo filo conduttore, che in ogni caso tutto sommato c'è. I rapporti causa-effetto sono abbastanza evidenti, quello che veramente si fa fatica a capire è lo scorrere del tempo: non saprei infatti dirvi se la vicenda si svolga nel giro di due giorni, una settimana o sei mesi. Magari avendo idea di cosa ci sia effettivamente scritto nel testo di Moccia la questione sarebbe più chiara, ma non è il mio caso.

Poche poche le risate, molte invece le sopracciglia alzate, soprattutto in occasione degli sproloqui fuori campo del DJ di radio Caos che ogni 20 minuti circa ci propina qualche perla di saggezza a tema romantico. Si tocca forse l'apice quando questo enorme imbecille paragona l'amore alla maionese che in un attimo impazzisce. Come se non bastasse, queste numerose perle di saggezza ci vengono nostro malgrado sciorinate con una fastidiosissima voce nasale che non può non far pensare al mitico Johnny Glamour.
Un vero tocco di classe sono anche i flashback, girati con uno splendido effetto blur che riporta agli anni degli spot anti pirateria. Anni che poi sono quelli ritratti nel film. Devo confessare che in realtà vedere queste relazioni fatte di messaggini a 160 caratteri sul Nokia 3310 mi ha fatto quasi venire voglia di iscrivermi nuovamente a Netlog.

Che ve lo dico a fare

Se proprio vogliamo trovare una scena più non-sense che divertente, posso proporvi la seguente: Step sta scappando tanto per cambiare dai carabinieri in moto con la sua bella Babi al seguito. Ad un certo punto la fa scendere, che i soldi sono finiti quindi l'inseguimento va concluso fuori campo. La povera Babi si nasconderà dietro un muretto e si ritroverà completamente ricoperta di letame, perchè a quanto pare in piena città a Roma è normale avere delle vasche piene di merda a bordo strada. Sarà per tenere lontani i cinghiali. La scena in realtà il "sense" ce l'ha eccome: serve come scusa per costringere la ragazza a mostrare le proprie grazie davanti ai glaciali occhi del nostro Scamarcio. Magari bastava che dietro il muretto ci fosse un canale.

[SPOILER]
Merita menzione la morte più citofonata della storia del cinema: Step, come tutti i tangheri dei film italiani, ha un amico/spalla che dovrebbe essere la macchietta comica, tale Pollo. Un nome una garanzia. Questo Pollo, come del resto il nostro protagonista e tutti i suoi amici centauri, hanno ovviamente il vizio delle corse clandestine in moto. Dal momento che Step è stato incastrato da Babi in una festa fighetta è impossibilitato a partecipare alla gara, e allora il buon Pollo se ne esce con un: "Massì, corro io! me la sento che sta volta vinco!". 

Una frase, una sentenza. 

Sulle struggenti note di "Sere Nere" di Tiziano Ferro verremo trasportati alla notevolissima scena in cui Babi si incazza e molla Step, che sta letteralmente ancora raccogliendo i pezzi del suo migliore amico dal selciato, perchè "Non si può mai essere felici con te! Ce ne deve sempre essere una!". Una nuova ed inesplorata vetta dell'essere troia, anche perchè sarà il definitivo addio al povero Scamarcio: da questo momento infatti terminerà il tira e molla adolescenziale tra i due e la cara Babi si troverà il suo bel fidanzatino pariolino e tanti cari saluti al buon Step. Per lo meno fino al sequel del 2007, "Ho voglia di te" che non ho ancora avuto modo di visionare. Chi vivrà, vedrà.

RIP Pollo, insegna agli angeli a vincere le gare di impennate

[FINE SPOILER]

Tre metri sopra il cielo è esattamente ciò che ci si aspetta: un prodotto spudoratamente confezionato per il pubblico femminile di età compresa tra i 12 e i 15 anni che, contestualizzato sul target di riferimento, ha un discreto senso da un punto di vista puramente commerciale. Non ha invece alcun senso per chiunque altro si cimenti nella visione, essendo una gran fiera dei luoghi comuni e delle storie già viste. Contornano una regia piatta e una sceneggiatura a tratti raccapricciante: il regista Luca Lucini è alla sua prima esperienza cinematografica e si vede. E' interessante segnalare tuttavia che costui fosse già al 2004 un affermato regista di videoclip musicali, lavorando per artisti nazionali del calibro di Alexia, Irene Grandi e Carmen Consoli. Al netto di quanto affermato finora devo confessare che nè io nè la mia compagna ci siamo addormentati durante la visione, fatto assolutamente straordinario considerato il ritmo tutt'altro che forsennato del film e l'esperienza delle serate passate, che ci hanno visto accasciarci manco il Galata Morente di Epigono anche di fronte a produzioni ben più blasonate. Inoltre, con un Riccardo Scamarcio oggettivamente al top della sua presenza/prestanza fisica è più che comprensibile il successo della pellicola tra il pubblico femminile più giovane. Successo tuttavia non sufficiente a coprire le spese di produzione (circa 900.000 € di incassi contro 2.500.000 di budget stanziato), ma del resto la differenza ce l'abbiamo messa noi con le nostre tasse quindi perchè preoccuparsi?
 

Recensito da: Imrahil


TRASH: 77/100
Noia: 69/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -
Presunzione della regia: 28/100
Incompetenza degli attori: 67/100



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12 marzo 2022

LE 30 DONNE PIU' BELLE DELLA STORIA DEL CINEMA

Niente recensioni o autocitazioni questa volta, solo una celebrazione delle più grandi bellezze femminili apparse nella storia del cinema, ovviamente secondo il nostro immodesto parere. C'è tanto mainstream, ma anche un tocco di Abisso. Sappiate che l'ordine è totalmente randomico e che vi sono delle escluse eccellenti. 

                                    1. SHARON STONE - ATTO DI FORZA (1990)

Nel cult di fantascienza di Paul Verhoeven, la ancora relativamente sconosciuta Stone si mostra di una bellezza talmente perfetta da risultare quasi irreale. Meglio in Basic Instinct? Forse, ma vuoi mettere con Atto di Forza?



2. MEGAN FOX - JENNIFER'S BODY (2009)

Il film all'epoca fu un flop, anche se negli ultimi anni sta pian piano raggiungendo lo status di culto. Merito, soprattutto, di una Megan Fox ancora non botulinata capace di far arrapare pure gli oggetti inanimati.



3. LINDSAY LOHAN - MEAN GIRLS (2004)

A proposito di culto e botox, Lindsay Lohan in questa commediola al femminile, prima di seguire la proverbiale dieta Hollywood, appare bellissima in jeans e maglietta e da infarto nella sua versione "Barbie". Anche se sappiamo che il suo meglio lo ha dato in Among The Shadows. 




4. MARGOT ROBBIE - WOLF OF WALL STREET (2013)

Che dire? 


                               5. BARBARA CRAMPTON - FROM BEYOND (1986)

Se non lo avete visto, fatevi un favore e recuperatevi questo piccolo horror/splatter/fantasy capolavoro in pieno stile anni '80, con una Barbara Crampton che, in una breve scena in versione sadomaso, popolerà i vostri sogni erotici per mesi. 



    6. NATALIE PORTMAN - IL CIGNO NERO (2010)

 Quella scena con Mila Kunis...quella lì...capito quale, no?    



                               7. CHARLIZE THERON- L'AVVOCATO DEL DIAVOLO (1997)

L'attrice sudafricana, all'alba dei 46 anni, è ancora di una bellezza illegale e nel ruolo della moglie dell'avvocato del titolo, con quell'aria naive da ragazza di campagna, era al suo top.



                                            8. LIZ TAYLOR - CLEOPATRA (1963)

Facciamo un salto indietro nel tempo per celebrare una delle attrici più famose della storia, in un colossal hollywoodiano d'epoca. Uno sguardo della Taylor bastava, e basta ancora, per incendiare lo schermo. 



                                        9. ROSARIO DAWSON - CLERKS II (2006)

Bellezza sicuramente peculiare, la Dawson ha interpretato la bomba sexy in tanti film (Alexander, La 25esima Ora, Death Proof...), ma a noi piace di più nella versione da ragazza della porta accanto, nel poco riuscito seguito del cult di Kevin Smith. 



 10. SCARLET JOHANSSON -  MATCH POINT (2005)

Potremmo prendere quasi ogni film della carriera della Johansson e metterlo in classifica, quindi scegliamo quello che l'ha lanciata e che l'ha trasformata nell'oggetto del desiderio del 99% degli uomini del globo terracqueo. 




                         11. MICHELLE PFEIFFER -  BATMAN IL RITORNO (1992)

Esiste UNA E UNA SOLA Catwoman. 




 12. DIANNE KRUGER -  TROY (2004)

Elena di Troia era descritta da Omero come la donna più bella del mondo e nel pur pessimo e plasticoso blockbuster di Wolfgang Petersen, la scelta dell'attrice tedesca non poteva essere più azzeccata. 



13. NICOLE KIDMAN -  GIORNI DI TUONO (1990)

Il personaggio di Tom Cruise non poteva credere che la Kidman fosse una dottoressa in questa divertente cagatona a tema corse Nascar e non ci crediamo neanche noi, quindi ci limitiamo a fissarla con sguardo estatico senza farci troppe domande.



14. MILLA JOVOVICH -  IL QUINTO ELEMENTO (1997)

Dal talento attoriale proporzionalmente inverso alla sua bellezza, l'attrice d'origine russa dà il meglio di sé quando non parla, come nell'ipercinetico, stordente e supersopravvalutato film fantascientifico di Besson. 




15. EVA GREEN -  SIN CITY 2 (2014)

Il sottotitolo del film è Una Donna Per Cui Uccidere e, in effetti, per l'attrice francese un pensierino ce lo farei...




16. AMY ADAMS -  AMERICAN HUSTLE (2013)

Solitamente più brava che bella, la Adams in questo film va in giro talmente scollata e scosciata che è in grado di far perdere la testa sia a Christian Bale che a Bradley Cooper, scusate se è poco. 



17. LIV TYLER -  UN CORPO DA REATO (2001)

Se non ricordo assolutamente niente di questo film, a parte lei, un motivo ci sarà.



                                        18. MIRIAM LEONE -  DIABOLIK (2021)

Miriam Leone è come Cannibal Holocaust: illegale in più di 37 paesi. (cit. VictorLaszlo88)



                              19. MITZI MARTIN - FATTI, STRAFATTI E STRAFIGHE (2000)

Nella demenziale e spassosa commedia con Ashton Kutcher e Sean William Scott, la misconosciuta Mitzi Martin (mai più vista né prima né dopo), è la leader delle aliene "strafighe" del titolo che si produce in una scena in cui ingoia un ghiacciolo che...Geeeessù. 



                            20. LAURA HARRING - MULLHOLLAND DRIVE (2001)

Nel controverso e spettacolare thriller del Maestro David Lynch, Laura Harring splende nell'enigmatico ruolo di Rita, forte di una sensualità abbacinante e di una corpo da Oscar.




                                             21. CAMERON DIAZ - THE MASK (1994)

Come per altre presenze in classifica, potremo prendere un film qualunque della carriera della Diaz (almeno fino al 2010), quindi indichiamo il primo in assoluto, quando a 21 anni, da illustre sconosciuta fece l'esordio sul grande schermo nella quasi dimenticata commedia con Jim Carrey. 



                                     22. COURTNEY COX - ACE VENTURA (1994)

Sempre il 1994 e sempre Jim Carrey, ma questa volta con Monica, in una rara licenza da Friends, ovviamente stupenda, prima della trasformazione degli ultimi anni in un ibrido con una cavalletta. 



                                         23. AMBER HEARD - ALPHA DOG (2006)

Prima di lasciarci la pelle, il personaggio di Zack, si produce in una cosa a tre con Amber Heard e Amanda Seyfried. Insomma, ci sono cose peggiori da fare prima di morire. 



                            24. STACY MARTIN - NYMPHOMANIAC VOL.1 (2013)

Bellezza tutta francese nonostante il nome anglofono, la versione più giovane di Charlotte Gainsbourg nella monumentale opera di Lars Von Trier, ci fa vedere di tutto e di più, con una sensualità prorompente che trasuda da ogni sguardo. 


   
  25. DINA MEYER - STARSHIP TROOPERS (1997)

Il buon Johnny Rico, nel mitico film di fantascienza di Verhoeven, è conteso tra Denise Richards e Dina Meyer. Un bel dilemma, non c'è che dire. Diamo un punto in più alla Meyer che ci fa vedere, più di una volta, tutte le sue grazie. 




26. ELIZABETH OLSEN - AVENGERS AGE OF ULTRON (2015)

In un film alla soglia dell'inguardabile, l'introduzione di Wanda Maximoff, ancora in versione goth, ci riconcilia con il senso dell'esistenza. 




27. SIMONETTA STEFANELLI - IL PADRINO (1972)

Così come Michael Corleone, tutti ci siamo innamorati all'istante di Apollonia, che ora nella vita fa la moglie di Michele Placido e la mamma di Violante.




28. KELLY BROOK - L'ISOLA DEI SOPRAVVISUTI (2005)

Ne abbiamo parlato qui e a ben ragione. La prosperosa attrice inglese ci delizia con il suo corpo coperto solo da un minuscolo bikini ed è ovviamente l'unica ragione per sorbirsi questo filmaccio a costo zero.



29. MACHA MAGALL - LA BESTIA IN CALORE (1977)

In questo film del filone nazisploitation all'italiana, la misconosciuta attrice belga non sarà particolarmente avvenente, ma il suo sguardo gelido e perverso è destinato ad entrarti nell'anima. 



30. STEFANIA SANDRELLI - LA CHIAVE (1983)

Chiudiamo con un orgoglio tutto italico: il miglior film della carriera di Tinto Brass assurge a mito grazie alle forme generose di Stefania Sandrelli, che si concede alla macchina da presa senza remore in un'interpretazione indimenticabile. 




Classifica ad opera di: Vidur

20 maggio 2018

SOUL SURVIVORS - Altre vite

Di Stephen Carpenter (no, non sono parenti). Con Casey Affleck (si, sono parenti), Melissa Sagemiller, Wes Bentley, Luke Wilson ed Eliza Dushku. USA/2001/Original Film
Soul Survivors (2001) on IMDb
Sean: "*suona il clacson con l'intento di dire muoviti a scendere mannaggia la puttanazza di Eva*"
Amico:"è per questo che [Cassie] ti ha puntato.."
Ah, l'amore.

Cassandra, per gli amici Cassie, è davvero molto bionda e si ritrova a dover andare al college. Dopo una serata di bagordi e 12 sottotrame da teen-movie solo per organizzare il preambolo ha un incidente automobilistico nel quale sfortunatamente muore il suo fidanzato Sean. Complice il trauma sia fisico che morale ed i sensi di colpa, da quel giorno la sfortunata Cassie avrà strane visioni ed allucinazioni. O forse qualcuno sta cercando di ucciderla?

Cassie riprende la sua vita universitaria tra frasi fatte alla: "Mi hanno detto che sei un po' giù." due giorni dopo che il suo fidanzato è morto in un incidente d'auto. Tutto ciò detto peraltro dal suo migliore amico, che due giorni prima era nella stessa macchina; Oppure alla "Come hai fatto ad entrare in casa mia?" "Beh, ho fatto un duplicato delle tue chiavi mentre eri in ospedale.." No ma prego, fai pure.
Ma le cose non vanno affatto bene: Cassie si sente braccata, ci sono dei tizi che la inseguono quando è da sola. Continua a vedere Sean, che le dice "vieni con me, devi vivere!" (mmmmmmmh.. cosa avrà voluto dire..?). c'è un prete che nella sua stanza ha un calendario del 1981 (mmmmmh, cosa mai potrebbe significare?)

[SPOILER]
Nel remoto caso in cui non lo abbiate capito, Cassie si è sognata tutta la vicenda mentre era in coma e l'unico morto (Sean) era in realtà l'unico vivo che la chiamava dal letto dell'ospedale: esatto, si trovava in una specie di limbo tra la vita e la morte.

YAWN.
[/SPOILER]

Teen-horror-non horror senza troppe pretese ma realizzato tutto sommato decentemente, di quelli con i colpi di scena che ti dovrebbero sconvolgere ma che in realtà potevi tranquillamente capire anche senza guardare il film. Tutte queste produzioni infatti hanno fondamentalmente tre vie per svolgere il gomitolo dell'intreccio, in questo caso viene scelta l'opzione basic-teen-movie descritta nello spoiler.

Sebbene il film non sia esattamente esaltante in realtà ho passato un'ora e mezza abbastanza piacevole, complice il fatto che gli attori sono competenti, l'ambientazione non è nulla di che ma ci può stare e nel finale l'effetto "sto cominciando a capire" è ben realizzato con l'ausilio di flashback non invasivi e che in effetti spiegano anche ai più zucconi cosa stia succedendo senza farli sentire dei cretini patentati. Questo davvero non è da tutti.

Non osceno, non bello. In una parola, inutile.

Recensito da: Imrahil

VOTI:

TRASH: 57/100
Noia: 66/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 24/100
Presunzione della regia: 8/100
Incompetenza degli attori: 40/100




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12 aprile 2014

LOVE STEAKS

Di Jakob Lass, Timon Schäppi, Ines Schiller, Nico Woche, con Franz Rogowski, Lara Cooper, GER 2013
Love Steaks (2013) on IMDb
Direttamente dalle vellutate e costose poltroncine di un cinema tedesco arriva una pellicola dall’abisso che probabilmente mai solcherà i confini nazionali e difficilmente quindi arriverà in Italia.
Intanto però ha solcato i confini delle mie tasche facendomi sborsare i 9,30 euro forse peggio spesi del 2014.
I nostri lettori più avveduti che hanno avuto la possibilità di vederlo obietteranno che si tratta di un capolavoro del cinema alternativo, che ha intricatissimi significati reconditi e che ha una sensibilità fuori dal comune.
Ma come ben sapete noi di pellicoledallabisso siamo degli inguaribili sempliciotti che non sanno apprezzare significati celati e regie troppo ricercate, ci accontentiamo di capire ciò che ci viene detto e mostrato, in questo caso nemmeno troppo.
LA TRAMA
Lara ha un grosso problema: l’alcol.
Del resto chi non ne ha di problemi? Io, voi, vostro zio Udalrico, il cast e il regista di questo film.
Si però Lara non ha solo questo problema, Lara è anche scema. E come sa bene il solito lettore erudito, non si tratta di problema di poco conto.
Specialmente se anche il coprotagonista non brilla esattamente di intelligenza, e a ben vedere nemmeno i personaggi secondari.
Dunque dicevamo, Lara lavora come cameriera in un Hotel di lusso sulla costa del mar Baltico, nello stesso albergo dove lavora lo scanzonato dislessico Clemens, il quale fa due cose in questo film: dei massaggi a facoltose clienti e farsi prendere a calci da Lara.
La seconda di queste attività è senza dubbio quella che gli riesce meglio.
Dunque il ritmo del film è questo: Clemens massaggia, Lara cucina; Clemens massaggia ancora, Lara beve; Clemens parla a Lara che in risposta lo prende a calci e pugni. Di tanto in tanto fanno delle piccole variazioni tematiche e si picchiano a vicenda, ad un certo punto Lara picchia l’ignudo Clemens negli zebedei con del salmone surgelato.
Come perché?
Perché è cinema impegnato! Se vi fate queste domande vuol dire che non capite niente della vita, della vostra ma soprattutto di quella di Lara e Clemens (e non dite che non ve ne frega niente perché sotto sotto siamo tutti Lara e Clemens, alzi la mano chi non ha mai dato fuoco ad una barca a remi ballando e lanciando sterpaglie in segno propiziatorio?).
Dunque Lara continua a maltrattare Clemens, che ha ormai definitivamente vestito i panni del rassegnato protagonista passivo, lo butta in piscina, gli spinge contro delle cose, gli vomita addosso, a momenti lo fa licenziare e gli fa fare improbabili fioretti.
Però si amano perché l’amore è più forte. Anche della vostra voglia di smettere di leggere spero.
 
SPOILER
Visto che il nostro sito fa tante cose, alcune delle quali nemmeno troppo di cattivo gusto, vi racconterò la fine, tanto è uguale al resto del film.
Clemens parla dei problemi di Lara al direttore dell’albergo e si licenzia quando si accorge che nessuno fa niente di concreto per aiutarla.
Lara lo picchia a sangue. Si amano. Fine.
FINE SPOILER
 
Il significato del film presumo vorrebbe essere l'analisi di due soggetti con evidenti problemi sociali e comportamentali, chi per causa propria (Lara è alcolizzata) chi per dono di natura (Clemens è gnogno), l'insensibilità dei datori di lavoro fa da cornice alla loro, orribile, storia d'amore.
Il titolo gioca sulle professioni dei due protagonisti, Lara batte la carne in cucina, Clemens massaggia le corrugate membra della clientela.
Questo film a onor del vero ha vinto premi (premio Max Ophüls al festival Max Ophüls), ha un suo sito internet, degli amiratori istruiti, in sala c'era gente che rideva di gusto (sic!).
L'impressione che siano quattro riprese svogliatamente girate un sabato pomeriggio qualunque è tuttavia forte, ma non potrei mai scrivere una cosa del genere.
Caro, carissimo cineasta d'avanguardia tedesco, forse in questa vita potrai anche convincermi della profondità di questa pellicola, ma quando ti presenterai biotto al crepuscolo degli dei e dovrai renderne conto all'onnipotente, non ti stupire se ti condannerà ad essere tartassato di colpi di merluzzo surgelato per l'eternità. Ma non temere, ti piacerà, sarà molto alternativo.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 89/100
Noia: 82/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 92/100
Incompetenza degli attori: 66/100 







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17 marzo 2013

LAURA NON C'E'

Di Antonio Bonifacio. Con Nicholas Rogers, Gigliola Aragozzini, Francesco Apolloni. ITALIA/1998
Laura non c'è (1998) on IMDb
Capita che gironzolando al Cartoomics di Milano ci si imbatta in un fantastico cestone di dvd di infimo livello, di quelli 10 a 50 a centesimi. Capita anche che Imrahil, con la sua infallibile vista da cecchino-shithunter, peschi dal suddetto cestone un misterioso film dal titolo "Laura non c'è". Ebbene sì. Questo film si ispira alla canzone "Laura non c'è" di Nek. "Ma no, non ci credo! E invece è proprio vero! Gioca al fantamercato di Telelombardia..." Ah no, scusate non c'entra niente.

La trama. Lorenzo è un fumettista bello e tenebroso, un pò Raz Degan e un pò Johnny Deep dei poveri.  Ovviamente essendo un fumettista è povero e non ha i soldi per l'affitto. Per fortuna c'è il simpaticisssssssimo personaggio spalla, Luca, il suo amico sceneggiatore, un romanaccio che ci prova con tutte le donne del mondo, a tirargli su il morale. La routine di Lorenzo però viene sconvolta dall'incontro con Laura, una ragazza misteriosa che continua a comparire e sparire dalla sua vita. Inoltre lei è discretamente pazza e dice che nella prossima vita si reincarnerà in un gattino bianco.

Ad un certo punto succede che Laura ricompare magicamente dopo essersi volatilizzata senza motivo, concedendosi al bel Lorenzo, che notando dei buchi sulle sue braccia, crede che la ragazzina del suo cuore sia eroinomane. Laura fugge furiosa da questa infamante accusa e non vuole più vederlo: "Hai rinunciato al più grande amore della tua vita", disse quella dopo due giorni che si conoscevano.

In realtà Laura soffre di una grave forma di diabete, Lorenzo non lo sa, ma poi finiscono per fare pace e passare una bella giornata insieme, con tanto di foto al parco.

Peccato che...
SPOILER
...era tutto un sogno, visto che Lorenzo aveva preso dei sonniferi e aveva solo sognato di aver passato la giornata con Laura, che nel frattempo aveva avuto una crisi di diabete ed era morta. Allora Lorenzo adotta un gattino bianco convinto che sia la reincarnazione di Laura.
Ma - altro incredibile colpo di scena - tutto il film era solo un fumetto scritto da Nek, che fa il suo trionfale cammeo nel finale.
FINE SPOILER

"Laura non c'è" è proprio quello che si aspetta. Una cazzatona realizzata con quattro soldi, con una trama risibile, attori cani, dialoghi allucinanti, scene al ralenty messe totalmente a caso e lunghe sequenze del protagonista che si aggira per casa con il sottofondo delle canzoni di Nek.

Una vera e propria pellicola dall'abisso che saprà regalare buone dosi di divertimento a grandi e piccini.

Dulcis in fundo, cammei di Amadeus (nel ruolo del dottore della ragazza), di Federica Panicucci (nel ruolo di una relatrice su una conferenza sull'occulto), di Cloris Brosca (la zingara di non mi ricordo quale programma Rai, nel ruolo della portinaia) e di una giovanissima Laura Chiatti (nel ruolo di una cantante dance). Cosa volete di più?

Recensito da: Vidur 

VOTI
TRASH: 90/100
Noia: 56/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 44/100
Incompetenza degli attori: 86/100

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Ps: Ho scoperto adesso che Gigliola Aragozzini, l'attrice che interpreta Laura, è morta anche nella realtà, uccisa dalla leucemia. RIP.




22 agosto 2012

THE BROTHERHOOD V: ALUMNI

Di David Decoteau con Maria Aceves, Preston Davis, Brett Novek, Here! Films/Usa/2009
The Brotherhood V: Alumni (2009) on IMDb
Sia resa lode al signore David finalmente ce l'ha fatta! Dopo aver girato 267 film uguali con protagonisti giovani prestanti che celebrano rituali in boxer e calzini senza mai osare spingersi oltre, il regista canadese si arma di coraggio e decide finalmente di fare outing. Ebbene si in Brotherhood V Alumni c'é tutto quello che avreste sempre voluto chiedere a Decoteau e che lui non ha mai fatto, cioé ci sono uomini che baciano altri uomini... Non vi sto a descrivere lo sbigottimento per chi come me pensava che con Beastly Boyz David avesse finalmente raggiunto la perfezione formale della sua poetica a base di boxer attillati, ma come si sa l'arte non ha confini ed é in continuo evolversi, David Decoteau non fa eccezione. Peccato che il canadese sia giunto ormai stanco a questo traguardo e il film manchi totalmente di verve; la pellicola si trascina stancamente sin dall'inizio, con l'ormai classicissimo prologo (il medesimo di tutti i suoi film) che qui raggiunge la spropositata lunghezza di un quarto d'ora, con una serie di scene in cui i protagonisti si lavano a turno gli addominali con l'assassino pronto a colpirli a fine doccia, con il suddetto bacio come unico momento capace di risvegliare l'attenzione dell'ormai spento spettatore. Un film fondamentale nel percorso cinematografico decoteauniano quindi, ma totalmente privo di trovate geniali, come il voler scrivere “questa é la mia passerina” sul culo di un malcapitato sotto le docce, che hanno reso grande il regista. Insomma una pellicola ad uso e consumo dei cultori del genere, caldamente sconsigliata a chiunque altro.

Recensito da: Azagthoth

VOTI:
TRASH 68/100
Noia 97/100
Incapacità degli attori 89/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 94/100
Presunzione della regia 40/100

19 giugno 2012

AMORI IN CORSO

Di Giuseppe Bertolucci, con Amanda Sandrelli, Stella Vordemann, Francesca Prandi, 96 il rospo gay, ITA 1989
Amori in corso (1989) on IMDb
Noi di Pellicole dall' abisso, che abbiamo un anima e che pensiamo quotidianamente al calcio a tutti quelli che combattono per la libertà, rattristandoci  (cit.) non possiamo (ma vorremmo) esimerci dal recensire immortali (immorali) capolavori che, a causa della loro profonda carica emotiva, sono ingiustamente (giustissimamente) relegati a seconde visioni notturne di Rai Movie (sempre sia lodata).
E così, ritrovatici all'alba di mezzanotte di fronte a cotanta arte, non abbiamo saputo rifiutarci di passare un paio d'ore a martellarci insistentemente le palle qualche momento di pura e profonda introspezione morale.

La pellicola, o meglio questa ignobile cialtroneria, La Pellicola ci propone fin da subito un ritmo lento, ripetitivo e sottile che ne rende la visione una mattonata di proporzioni bibliche continua riflessione formale sulla caducità della vita e sulla fredda inutilità delle emozioni ripetitive.
La scelta di far bisbigliare gli attori continuamente nella direzione opposta al microfono rendendo l'audio qualcosa di stancamente farfugliato e inascoltabile di mantenere un tono basso e pacato nella recitazione onde non ferire i puri sentimenti di incontrollabile furia assassina dello spettatore e permettere così una comprensione completa ed esaustiva del film, è sicuramente qualcosa di ignobile e toccante.

Le protagoniste ( Bianca e Anna) sono due studentesse sensibili, fragili e coscienziose, e noiose e  pesanti e ruffiane che si ritrovano a studiare in un casolare in attesa di Cesare, il fancazzista del loro corso universitario che passa le lezioni a dare voti alle altrui terga il diligente e bel ragazzo di cui sono entrambe innamorate.
Bianca confida ad Anna i suoi affettuosi istinti di boviniana memoria trovando il suo alter ego in Anna Karenina l'esatta battuta nel film è: "Anna devo dirti una cosa, sono un vacca, anzi una gran vacca" a cui Anna rispode con un muggito di approvazione e interrogandosi sul gusto e il piacere della sofferenza morale che ci costringe a sorbirci la visione di un film del genere domandarci sempre il perchè delle cose e a non essere mai sazi di conoscenza.

Nell'attesa di Cesare che si guarda bene dal mettere la propria faccia in un film del genere che misteriosamente tarda ad arrivare, arriva Daniela, la scema del villaggio, la ragazza di Cesare, che dopo qualche momento di delirio da copione pazzo e con frasi sconnesse scoramento e di difficile adattamento con le rivali in amore è costretta a confessare il suo tanto fragile quanto inconfessabile segreto che la costringe ad evadere dalla sua  flebile realtà di linda ragazza per bene in quanto è in cinta di Enea, il grezzo poliziotto che la ha fermata per darle una multa e si è fatto saldare il conto in natura perchè in dolce attesa di un alto funzionario dello stato che la ha concupita coi suoi pugni modi gentili e cavallereschi. Abbandona così il casolare e sparisce di punto in bianco da una scena all'altra, forse si è accorta in che razza di film stava recitando se ne va verso il suo destino.
Tutto questo in novanta interminabili minuti di agonia e sofferenza per lo spettatore nemmeno un'ora e mezza di film che si conclude con l'arrivo di Cesare, al quale le due ragazze non aprono la porta in quanto poteva anche arrivare prima  avendo scoperto l'allegra spensieratezza dell'amore tra delle rane loro.

Recensito da: Ortnid (Imrahil vergogna)


VOTI
TRASH: 70/100
Noia: 98/100 illimitata
Ridicolaggine degli effetti speciali: np/100
Presunzione della regia: 100/100 sconfinata
Incompetenza degli attori: 70/100


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LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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