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1 novembre 2011

ZOMBIE SELF-DEFENCE FORCE - Armata Mortale (Aka Zonbi jieitai)


Di Naoyuki Tomomatsu. con Miyu Watase, Jun Yamasaki, Kenji Arai. JAP/2006/Museum

Zonbi jieitai (2006) on IMDb

"Quando non ci sarà più posto all'inferno i morti cammineranno sulla terra."
Il regista omaggia George Romero per bocca di Yuri

"Oh merda!"
Alienino puccioso che viene diviso in due da una katana

Come avrete intuito dal titolo, questo film è una allegra puttanata gigantesca. Appartiene a quel genere di commedia-splatter-horror che ha i suoi fondamenti in Bad Taste di Peter Jackson, la serie di The Toxic Avenger, Tromeo & Juliet e compagnia bella. Solo che questa pellicola è giapponese ed il suo regista è palesemente fuori di melone. Ad avvalorare la mia teoria riguardo la pazzia del signor Tomomatsu, il delirante proclama stile cinegiornale lungo 5 minuti buoni nel quale il regista inneggia alla gloria del popolo giapponese, condanna le stragi di Hiroshima e Nagasaki, inneggia alla ribellione dal neocolonialismo americano sostenendo che le uniche cose buone degli USA siano gli hamburger e George A. Romero (vale a dire il regista di ''Zombie''!!!), convince la nazione della necessità di armarsi contro il nemico cinese e nordcoreano. Il tutto con l'unico ausilio sullo sfondo di una bandiera giapponese riprodotta (male) al computer. Per la verità se vedrete il film scoprirete che questo incipit non è affatto l'unico indice che sostiene la mia tesi.

TRAMA
Un disco volante precipita nei pressi del monte Fuji, in Giappone, e sprigiona delle radiazioni verdastre che risvegliano i morti. Protagonisti della vicenda saranno un gruppo di impreparatissimi soldati giapponesi, una pop-star insopportabile e troia, una donna incinta e Yuri, una lady terminator versione giapponese. Pretesto il più semplice e banale possibile per dare il via ad un'olocausto di zombie, ma visto il tono assolutamente non serioso della produzione ci può anche stare.

Il film è un vero splatter-gore ma i mezzi del regista sono talmente limitati dal far risultare gli sbudellamenti redicoli. A questo va' aggiunta la follia di alcune scelte narrative ed il generale squallore del set (nell'unico interno che compare in tutta la proiezione si può apprezzare il pavimento bellamente ricopreto di pellicola trasparente.. per la serie ''la stanza ve la prestiamo ma non osate sporcare in giro con la vostra merda''). Spruzzi di salsa di pomodoro in assoluta profusione misto a sangue fatto con after effect versione 1.0 beta. Questa è la norma, e già di persè vi assicuro che è assolutamente esilarante, ma il meglio giunge dalle scene madri che con le mie limitate proprietà linguistiche cercherò invano di narrarvi, fallendo sicuramente nel tentativo di rendere loro giustizia.

Scena madre 1: Ho citato una donna incinta pocanzi, e di per se in un film di zombie la sua presenza è assolutamente ininfluente, se non per l'eventuale inserimento nella trama di un fantastico feto-zombie che vola da una parte all'altra della stanza (!!!!) e strangola un malcapitato con il cordone ombelicale (!!!!!!). No, non avete capito, ve lo spiego con un'immagine:



Scena madre 2: Yuri non sa di essere un cyborg, ma un altro militare quando siamo agli sgoccioli glielo rivela. Yuri è un ibrido umano-robot, un supersoldato avanzatissimo (che, tra le altre cose, avrebbe dovuto conquistare l'america vendicando l'impero del sol levante...). Schiacciando il praticissimo bottone presente sul suo molare sinistro, il cyborg si trasforma in cyborg super saiyan di secondo livello, viene circondato dall'aura come Goku e prende una katana e fa' esplodere gli zombie.

Scena madre 3: Fuggendo dal ''boss finale'' (uno spirito giapponese di cui a nessuno importa) il cyborg troverà il disco volante causa di tutto questo quarantotto. Da esso esce un tenerissimo alienino manga che dice ''ciao veniamo in pace vi vogliamo un mondo di bene''. Per tutta risposta verrà affettato come un salame.

[SPOILER]
Il film si concluderà in maniera assolutamente imprevista con alienini incazzati per l'assassinio del loro tenero collega che causeranno una zombie apocalypse su scala planetaria (almeno così ho inteso io: la figata del finale è che si presta a più interpretazioni).
[FINE SPOILER]

Una cagata titanoterica ed assolutamente imperdibile, pensata bene ma realizzata malissimo e con una sceneggiatura tra il risibile e l'inutile. Menzione d'onore per la colonna sonora in midi e gli effetti da console 8-bit. Inoltre il regista nel 2009 ha prodotto il promettentissimo ''Vampire Girl vs Frankenstein Girl" che personalmente non vedo l'ora di visionare.
Perla.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 93/100
Noia: 61/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 95/100
Presunzione regia: 0/100
Incompetenza degli attori: 79/100





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19 luglio 2011

MAMMOTH

Di Tim Cox. Con Vincent Ventresca, Constantin Draganescu e Summer Glau. USA-RU/2006/Castel Film Romania.

Mammoth (2006) on IMDb

Dr. Frank Abernathy: Can I be frank with you?
Agent Powers: You are, Frank.
Dr. Frank Abernathy: I know!

Tim Cox su comicità.


Frank è il proprietario di un museo insignificante ed un esperto studioso di mammuth, di cui il museo possiede segretamente un esemplare (non ci è dato sapere perchè una tale attrazione venga tenuta nascosta al pubblico).

Mentre il nostro protagonista si ricorda di essere un pessimo padre e il regista cerca di rendere minimamente interessante il film inserendo gag divertenti (che hanno però l’incredibile capacità di non far ridere), un asteroide alieno telecomandato arriva sulla Terra e colpisce il mammuth-ghiacciolo, risvegliandolo.

Lo scopo dell’asteroide è in realtà infettare il mammuth, rendendolo ghiotto di anime senza che ce ne sia motivo. In soccorso alla cittadina si presenteranno due agenti segreti. Esatto, ho detto due.
Infatti veniamo informati che al reparto “mostri alieni” ci sono stati dei tagli al personale e sarà quindi compito di Frank, accompagnato dall’esilarante (ma anche no) padre e dalla figlia, salvare il mondo dalla terribile minaccia.

[SPOILER]
Il film tira avanti così, con il mammuth che agita la proboscide qua e là alla ricerca di cibo e i protagonisti impegnati in un’eterna fuga, caratterizzata da zero idee e diverse morti, perlopiù inosservate. Quando finalmente le gag riempitive (che ci hanno fatto capire quanto sia simpatico il nonno e altrettanto inutile la figlia) terminano, qualcuno ha un piano: ricongelare il mammuth.

Quindi i nostri eroi si recano in una fonderia con tanto di operai al lavoro, dove nessuno sa chi diamine siano e attirano lì il mostruoso elefante peloso. Cosa diamine centri la fonderia nel piano, ma anche nello sviluppo del film, è un mistero.

Ci penserà il nonno a risolvere la situazione, arrivando a strage di operai fatta (peccato, li avrebbe sicuramente conquistati con la sua simpatia!), e ricongelando il mammuth grazie ad un’autocisterna di azoto liquido, arrivando a sacrificare se stesso a ghiacciolo.
[FINE SPOILER]

Questo film cerca di rimediare alla noia causata dal suo lato “horror” (che non può che essere ridicolo a causa della grafica scrausa usata per realizzare mammuth ed effetti speciali vari) con un lato comico che ha invece del terrificante tanto è idiota.
Non è noioso da morire ma nemmeno lontanamente divertente, tantomeno pauroso o in qualche modo interessante; è fondamentalmente inutile insomma, ma se non avete proprio nient’altro da fare...

Recensito da: Leotorda

VOTI
TRASH: 59/100
Noia: 76/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 73/100
Presunzione della regia: 58/100
Incompetenza degli attori: 45/100






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6 febbraio 2011

SNAKES ON A TRAIN

Di "The Mallachi Brothers", con Julia Ruiz, Giovanni Bejarano, Al Galvex, USA/2006/The Asylum

Snakes on a Train (2006) on IMDb

Quasi ce l'avevano fatta, ci sono andati vicinissimo, dovevano resistere ancora cinque minuti cinque, ma è stato più forte di loro. Alla Asylum non riescono a vivere se non rendono ogni loro film una porcata indecorosa. E' clamoroso, anche difficile, ma sono riusciti in tre minuti scarsi a rovinare un prodotto che aveva inaspettatamente e forse involontariamente una sua dignità (e tutto ciò a dispetto del titolo stupidissimo e attira-tordi che riprende il film ''Snakes on a Plane''). 

Ma andiamo con ordine. Il messicano (assoluto sinonimo di maya nei film americani, come più volte detto in questo blog) Brujo è fuggito dal suo paese con la sua bella (si fa per dire) Alma che doveva essere data in sposa ad un altro, per questo lo stregone del villaggio le ha lanciato contro una terribilile maledizione: continuare a generare serpenti che cercano in tutti i modi di uscirle dal corpo ma che fanno comunque parte di lei che non può vivere senza. Sti cazzi direte voi, questo potrebbe danneggiare seriamente la salute, ma la cosa peggiore della maledizione è che l'unica persona in grado di toglierla si trova a Los Angeles, e per un messicano arrivare a Los Angeles è un po' come per un pesce raggiungere una pescheria da turista e tornare a casa.
I due iniziano così un viaggio clandestino oltre il confine fino ad una cittadina dove salgono come imboscati su di un treno diretto Los Angeles. Inutile dire che su quel treno ci sono più messicani clandestini che passeggeri.
E lì la loro misera e rivoltante storia si mescola ad altre storie altrettanto misere e rivoltanti.
C'è l'ingegnere pelato che torna a casa, il complessato schizofrenico, la bellamascema che porta innocentemente droga con se e che viene beccata in quattro picosecondi dal ranger del treno che "patteggia" la pena, l'agente segreto che becca il ranger che "patteggia" la ragazza e lo uccide, dei clandestini che messicaneggiano tutto il tempo, il capotreno che chiede i biglietti, insomma tutti i personaggi che si incontrano su qualunque treno del mondo (a parte il Milano-Busto Arsizio della domenica mattina, ostaggio degli hip-hop sudamericani, NDR).
Il film scorre, come il viaggio del treno, condito all'inverosimile da serpenti che continuano ad uscire schifosamente ma in maniera convincente dalla bocca di Alma e Brujo che li ricaccia dentro recitando antiche preghiere Maya ("Sutra Sutra palapeliggos sutra stocazzolutos"), questo finchè i serpenti non decidono di esplorare anche il resto del treno insediandosi di qua e di la fra un sedile e le budella di un passeggero.
Come già detto il film scorre più che dignitosamente, buoni attori, dialoghi decenti, episodi con un minimo di senso, un film da oscar conoscendo i canoni dell'Asylum, ci eravamo seriamente convinti che ci fossero riusciti a produrre qualcosa di accettabile ma in cuor nostro lo sapevamo, la Asylum non ti delude, MAI!
Come un gol di mano in fuorigioco all'88' di una partita stradominata (il film dura appunto 90 minuti) ecco apparire in maniera assolutamente gratuita un serpentello che dopo essersi mangiato Alma e Brujo cresce a dismisura arrivando a diventare più grande del treno e ad ingoiare lo stesso prima di svanire nel nulla, il tutto in un tripudio di pixel e di computer grafica di serie C, assolutamente senza senso e vanificando clamorosamente il buon prodotto confezionato fino a quel momento. Ma del resto sarebbe stata una delusione il contrario. Chapeau Asylum.

Recensito da Ortnid


VOTI
TRASH 65/100
Noia 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 0/100 fino all'88, poi 100/100
Presunzione della regia 80/100
Incapacità degli attori  40/100




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25 dicembre 2010

SHOCKWAVE - L’Attacco dei Droidi (aka AI assault)

Di Jim Wynorski, con Joe Lando, Lisa LoCicero, Joshua Cox e la preziosissima partecipazione di Paul Logan. USA/ 2006/ Cinetel.

A.I. Assault (2006) on IMDb

«Come facciamo a fermarli?»
«Lei per caso non ha una bomba nucleare con sè?»
«Ah...no, l’ho lasciata a casa»

Personaggi iniziali che verranno giustamente polverizzati in seguito a questa battuta.


Tutto ha inizio quando dei capacissimi scienziati costruiscono una potente macchina da guerra: dei dolcissimi granchietti-robot. Questi sono dotati delle più disparate armi oltre che d’intelligenza propria, capaci quindi di ribaltare l’esito di ogni battaglia a proprio vantaggio. Durante il loro trasporto aereo però i mostri meccanici si attivano, impazziscono e fanno precipitare il velivolo su un’isola deserta; sarà compito di una squadra di soldati incompetenti trovare e recuperare i tenerissimi granchi.

I robot in questione sono davvero temibili, infatti hanno in dotazione armi a caso, come cerchi rotanti, raggi laser, mucche volanti, dvd de “Il mondo di Patty” e cose così, inoltre possono neutralizzare il nemico usando i loro occhioni da cerbiatta, correndo in modo buffo o improvvisando teneri balletti con l’aiuto delle braccine di scorta.

[SPOILER]
Dopo un’intro completamente inutile e un cambio di scena discutibile (cosa che caratterizzerà l’intero film) ci troviamo su un aereo dove mezzo cast di Star Trek travestito da scienziati pezzenti sta viaggiando con un carico top secret. Ovviamente cosa potrà mai essere se non una coppia di allegri granchietti, legati con del filo interdentale? Basta infatti un’occhiata tenera a passeggeri e pilota e l’aereo precipita su di un’isola.
Per trovare e disattivare le nuove armi di distruzione viene ingaggiata una squadra di soldati la cui specialità è rotolare a terra senza motivo e non saper centrare una balena da un metro di distanza. Per badare che tutti usino forbici dalla punta arrotondata, la spedizione è guidata da una dottoressa che teoricamente dovrebbe capirci qualcosa, ma anche no. Il suo utile contributo intellettuale si limiterà infatti nel ripetere “non è possibile”, “non ne ho idea”, “chi sono io?”, “attento con quelle forbici” etc
Intanto su una nave da crociera tre rapinatori mettono a segno un colpaccio, uccidono una persona a caso nell’indifferenza generale e scappano in elicottero, sotto una tempesta, con l’aiuto di un pilota a dir poco insopportabile.
A causa del maltempo sono però costretti ad atterrare su un’isola apparentemente deserta (scena che potete trovare identica in tutti i film di Wynorski), dove naturalmente i mostri con gli occhioni hanno fatto coppia fissa, messo su casa e si preparano a partire per il viaggio di nozze recuperando pezzi di ricambio dall’aereo ed ora anche dall’elicottero; come faranno a scappare su dei mezzi che sono un loro terzo rimarrà per sempre un mistero.

Ladri ed esercito si incontrano, personaggi a caso muoiono, le donne piangono e si disperano, il pilota fa battute a raffica; in tutto ciò i nostri eroi riescono ad uccidere una delle macchine, ora i tre fortunati superstiti devono solo pensare ad un piano per distruggere la seconda.
Visto che hanno tempo da perdere e l’isola verrà distrutta nell’arco delle due ore successive, i sopravvissuti si mettono a cazzeggiare in cerchio attorno al fuoco; la dottoressa ribadisce fortemente il suo essere inutile, il pilota è in attesa che qualcuno gli faccia una domanda solo per rispondere con la sua amabile ironia, il maggiore gioca con le forbici dalla punta arrotondata quando...ecco! Gli viene un’idea geniale!
Il piano è ovviamente uno dei più ridicoli della storia, le probabilità che riesca sono nulle...ma loro ce la fanno lo stesso.
Dato che è in arrivo un temporale ed essendo il robot metallico, perchè non usare i fulmini per annientarlo? Però per essere certi che venga colpito da un fulmine, oltre che stare in una zona molto alta, sarebbe comodo se avesse un’antenna gigante in testa, non è forse ovvio?
I tre allora fanno apparire del C4 dal nulla, attirano il mostro sotto un’antenna abbandonata, glie la fanno crollare in testa e proprio a quel punto un fulmine ne colpisce la punta, distruggendo definitivamente il tenero nemico. Già.
Non resta che scappare dall’isola facendo battutine.
[FINE SPOILER]

Un film come tanti del genere; la recitazione (non certo aiutata dal doppiaggio a dir poco elementare) e gli effetti speciali sono ridicoli, i mostri suscitano tenerezza, nulla nella storia viene spiegato, rimane solo quell’alone di mistero che ti fa pensare che, in realtà, nemmeno chi ha scritto la scenografia sappia come giustificare gli avvenimenti. Proprio per questi motivi la visione è piuttosto piacevole, specialmente per chi vuole farsi quattro risate in compagnia.

Recensito da: Leotorda


VOTI
TRASH 80/100
Noia 46/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 83/100
Presunzione della regia 34/100
Incapacità degli attori 85/100



Se ti piace guarda anche: un film a caso con Paul Logan.

24 ottobre 2010

BEASTLY BOYZ

Di David Decoteau con Sebastian Gacki, Emery Wright, Valerie Murphy Canada, 2006, Rapid Heart "Extreme" Production

Beastly Boyz (2006) on IMDb

“This is the end, my only friend the end” ebbene si amici questa é la fine, la fine del percorso cinematografico di David Decoteau.
Abbiamo attraversato i corridoi di college in mezzo a flashate bianche seguendo ragazzi in boxer e calzini camminare al rallenty, siamo rimasti per ore ipnotizzati dall'ossessività della musica eletronica di sottofondo e da interminabili dialoghi, ma infine siamo giunti alla meta ultima del nostro percorso; con “Beastly Boyz” siamo infine giunti al cuore di tenebra di David Decotau. David conscio di aver raggiunto, con “Brotherhood IV”, la perfezione formale della sua poetica a base di confraternite di prestanti giovani in boxer, decide quindi di voltar pagina e di andare oltre. Così come fece il grande Michelangelo per scolpire il suo ultimo capolavoro la Pietà Rondanini, anche David per realizzare la sua opera ultima ha dovuto sbarazzarsi di tutti gli inutili orpelli, a cominciare dai dialoghi (di fatto assenti nell'intera durata della pellicola) fino addirittura a cambiare la trama.
Proprio così Decoteau rinuncia alla Sua Trama, quella che é presente medesima ed immutata in tutti i suoi film! Quindi niente collage, niente confraternite, niente rituali! E di fatto niente trama! Infatti il film non ci mostra altro che la ripetizione, fino alla strazio, della stessa identica sequenza: Travis si allena in boxer rossi, Travis fa una seduta spiritica in boxer bianchi, riceve dalla sorella morta il nome del ragazzo che l'ha struprata, Travis lo raggiunge, si mette in boxer (ovviamente) e gli passa il coltello sul corpo per un tempo che pare eterno, per poi piantarglielo non so dove (gli omicidi sono quasi tutti fuori scena) quando finalmente il babbione si accorge, dopo secoli, della sua presenza. Tutto qui, questa é la più alta espressione del cinema di David, questo é il suo testamento spirituale: ragazzi in boxer e coltelli, tutto il resto non esiste.
Anche lo stile registico é quanto di più minimalistico si possa concepire, anzi di più: pellicola 16mm marcissima (addio dunque al patinato digitale), ossessiva nenia elettronica, rare comparse della voce del protagonista e di quella insopportabile della sorella, ritmo catatonico...
In conclusione tengo a precisarlo, questo non é un film per tutti, a dispetto dell'alta votazione conseguita. E' fondamentale per chi ha già intrapreso il cammino nella selva oscura decoteauniana e vuole finalmente terminare il suo viaggio, ma l'occasionale spettatore deve stare in guardia , per lui questa pellicola potrebbe rivelarsi ne più ne meno che un'esperienza allucinante.

Recensito da Azagthoth


VOTI
TRASH 92/100
Noia 86/100
Ridicolaggine degli effetti speciali np
Presunzione della regia 91/100
Incapacità degli attori 88/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: niente, ormai sei giunto all'orizzonte degli eventi, oltre non puoi andare.

IL COLLEZIONISTA DI OCCHI (aka See No Evil)

Di Gregory Drak con Glen Jacobs, Christhina Vidal, Michael J. Pagan USA, 2006, World Wrestling Entertainment

See No Evil (2006) on IMDb

Me ne stavo triste sul divano, convinto che nulla potesse rallegrare la mia serata di giovane malato, quando tadaaaaan! Mi ritrovo sintonizzato su gxt e di fronte a me compare il logo della Wwe films! Forse non tutti voi lo saprete ma la Wwe (o World Wrestling Enterteinment) é la più importante federazione di wrestling del pianeta, la quale tuttavia ha anche la malsana abitudine di far girare film alle proprie stelle. I film targati Wwe sono una vera garanzia: nella migliore dell'ipotesi sono delle cazzatone spassose e senza pretese, come “Il Tesoro dell'Amazzonia” con The Rock, nella peggiore invece sono degli immani abomini del calibro di “Presa Letale” con John Cena, tanto per citarne uno. In questo caso il wrestler protagonista è Kane, al secolo Glen Jacobs, il quale contro ogni previsione non si rivelerà inadatto alla parte, anzi sarà tutto sommato il migliore tra gli attori coinvolti, il che la dice lunga sulle capacità recitative degli altri peraltro.
Ma veniamo al film: un gruppo di detenuti viene spedito a riqualificare un edificio in rovina, ad accompagnarli c'é un poliziotto, il quale alcuni anni prima aveva perso un braccio, mentre cercava di arrestare un maniaco che cavava gli occhi alle vittime. Così mentre la combriccola si ritrova isolata nell'edifico, appositamente isolato per impedire la fuga dei detenuti, ecco che il maniaco torna a colpire... il film parte subito malissimo, la regia é insopportabilmente videoclippara, detenuti sono presentati con un'introspezione psicologica che rasenta lo zero. In pratica i detenuti maschi sono delle specie di babbuini idrofobi che passano il tempo ad insultarsi ed azzuffarsi tra di loro, mentre le femmine si insultano e basta. Per fortuna che c'é Gregory Dark (che solo per aver scelto un nome d'arte così idiota credo meriti la dannazione eterna, della serie “eh si faccio film horror e allora mi chiamo Dark, che idea fica!”, ma vai a cagare va'...), il quale prende in mano il timone e rivoluziona tutto. Infatti come il serial killer compare, ecco che i galeotti, che fino a poco fa si stavano accoltellando o struprando a vicenda, fanno gruppo ed iniziano a lottare fianco a fianco, pronti a rischiare la vita l'uno per l'altro. Si segnala soprattutto in quest'ottica il detenuto più infame di tutti, ovvero lo spacciatore/rapinatore/pappone, il quale si rivela un po' l'eroe della situazione, rusciendo a salvare la vita alla ragazza che aveva costretto a prostituirsi/spacciare, il tutto dopo essersi peraltro comportato da stronzo per metà della pellicola. Che dire del serial killer? Mah, Kane come detto non se la cava male, purtroppo il suo personaggio é un po' troppo banale e monodimensionale, con il classico trauma necessario più che altro a garantire un po' di violenza, anche abbastanza gratuita nello specifico. Insomma “Il Collezionista di Occhi” é il classico film da vedere sdraiti sul divano, con una coperta addosso e il cervello spento per farsi quattro risate.

Recensito da: Azagthoth

VOTI

TRASH 63/100
Noia 77/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 55/100
Presunzione della regia 82/100
Incopetenza degli attori 71/100

14 ottobre 2010

PARENTESI TONDE

Di Michele Lunella (mortacci tua) con Raffaella Lecciso, Giucas Casella, Flavia Vento, Pippo Pelo, Eva Henger, Patrizia De Blanck, Antonio Zequila e Karim Capuano. ITALIA/2006/Lunella production

Parentesi tonde (2006) on IMDb

"cosa fa' la bambina Alice quando esce dall'acqua? si Acciuga.."
Pippo Pelo su umorismo

Vanessa (Raffaella Lecciso) ha abbandonato il suo bel fidanzato sull'altare (Antonio ''er mutanda'' Zequila) senza un preciso motivo e giustamente decide di sfruttare il viaggio di nozze per andare a troieggiare in un villaggio turistico con la sua amica Emanuela (una gran figa assolutamente sconosciuta). Ci riesce perfettamente, tra mille peripezie, battute e situazioni comiche esilaranti (oh oh oh oh oh..)

Basta leggere il cast, che ho riportato in maniera mai così esaustiva proprio a questo scopo, per comprendere che questo film è stato prodotto utilizzando tutti i peggiori scarti della televisione italiana. Personaggi che sono troppo oltre perfino per Barbara d'Urso, Maria de Filippi e le peggiori tv locali. Dunque, potrei partire con il solito attacco all'Italia e ad un certo tipo di italiani.. quelli che guardano Amici, Uomini e Donne e blah blah blah è una vergogna e blah blah blah dove andremo a finire e blah blah blah la cultura in Italia.. ma: 1) non ne ho voglia 2) mi tengo questo discorso per film di gran lunga più seri, tipo Troppo Belli. Si, perchè questo è senza alcun dubbio il peggior film che abbia mai visto, e non sono certo una persona a completo digiuno di pellicole trash. La trama è assolutamente impalpabile, e come se non bastasse coperta da 327 sottotrame inconcludenti che riescono a farti perdere il filo (c'è mai stato? boh..) in meno di un secondo. Ma alla fine chi cazzo se ne frega, il quoziente intellettivo del pubblico per il quale è stato girato questo film è minore/uguale a quello di Raffaella Lecciso, per cui tutto a posto. Pubblico peraltro (e qui mi sono sentito fiero di essere italiano) che ha grazie al cielo risposto malissimo alla produzione di questo film che ha incassato la miseria di 9000 euro (fonte mymovies); evidentemente era troppo anche per le ragazzine di 15 anni che si strofinano la fagiana davanti ai tronisti, traete da soli le vostre conclusioni. E' superfluo dirvi come sia il livello della recitazione potendo attingere ad un cast di tale livello; no non è superfluo, perchè non è come vi potreste aspettare. E' molto peggio. Prima di intraprendere la visione di Parentesi Tonde, abbiamo visto Alex l'Ariete e vi assicuro che il film di Damiani sembra un film di Monicelli in confronto e che Alberto Tomba recita come Vittorio Gasman paragonato a tutti gli altri attori dell'altra pellicola. Bisogna sottolineare che questo film non fa' ridere. è una di quelle produzioni che ti lascia oggettivamente l'amaro in bocca.. ma cosa dico.. il sapore di merda in bocca. E' necessario prenderla in maniera estremamente leggera, senza pensare alle ripercussioni che questo film ha sulla reputazione della nazione Italia. Se siete abbastanza distaccati dal vostro paese per prenderlo così, vi spaccherete dal ridere. Altrimenti cadrete in una profonda depressione e vi suiciderete. Addio a tutti *bang*.

Recensito da: Imrahil

VOTI:
TRASH: 90/100
Noia: 80/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: np
Presunzione della regia: 0/100 (spero)
Incapacità degli attori: 100 e lode/100




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22 agosto 2010

BLACK SHEEP- PECORE ASSASSINE

 Di Jonathan King, con Nathan Meister, Danielle Mason, Tammy Davis, Peter Feeney, Nuova Zelanda, 2006
Black Sheep (2006) on IMDb
"Le pecore hanno qualcosa che non va"
Henry mentre osserva delle pecore-cannibali che si stanno mangiando metà della popolazione della nuova Zelanda

Nuova Zelanda, 3 milioni di persone, 70 milioni di pecore, se vogliono girare un film horror-splatter chi saranno i protagonisti? Ovvio no, sarebbe come se in Svezia facessero "renne assassine" o in Svizzera "mucche assassine", gli improbabili protagonisti di questo film sono proprio loro, delle belanti e innocuissime pecore.
Ma ovviamente le pecore sono animali troppo pacifici e tranquilli per essere delle assassine e allora ecco il colpo di genio, immaginate quello che ha scritto il copione che sobbalza sulla sedia dicendo "Eureka, facciamo che c'è un uomo avido che pensa solo al guadagno che tramite esperimenti genetici crea delle pecore assetate di sangue, e faccciamo che c'è anche il fratello buono che salva il mondo, e mettiamoci anche due ecologisti in mezzo a far numero" si deve essere andata prprio così.
Qualcuno potrebbe avere obbiettato che è una trama un po' banaluccia e inflazionata ma la risposta deve essere stata probabilmente un belato di disapprovazione.
LA TRAMA [INIZIO SPOILER]
Angus e Henry sono due garruli giovani neozelandesi che passano le loro giornate a bighellonare e a tosare pecore nel ranch di papà, un giorno il padre muore e sono loro a dover mandare avanti la baracca, Henry sviluppa una improbabile fobia per le pecore (la scusa più vergognosa del mondo per andarsene per i cazzi suoi) e se ne va lasciando il fratello a mandare avanti l'attività.
Passano gli anni e Angus, che è una avido umano (l'uomo è sempre avido) vuole spremere a più non posso la sua attività e inizia così  a fare esperimenti sulle pecore al fine di migliorare la produzione, chiaramente qualcosa va storto e crea delle pecore mangia-uomini che con il loro morso possono inoltre infettare l'uomo e trasformarlo in pecora assassina. Ciò alla vigilia del più grande congresso di pecorai-pecoroni del mondo.
Quando Henry decide di tornare alla fattoria e di vincere la sua paura si rende conto di quello che sta succedendo e, con il fastidiosissimo aiuto di una ambientalista (di quelle che dopo cinque minuti già odiate la natura e tutto ciò che si muove al mondo) riesce, dopo stragi e spargimenti di sangue a far esplodere tutte le pecore.
[FINE SPOILER]
Ho scassato le palle ai miei amici di Z-movie per mesi con questo film, lo avevo adocchiato per la prima volta al Blockbuster nello stesso scaffale dove anni prima avevamo scovato Frankenfish, non poteva essere un caso. Nonostante ciò sono stato deriso per tantissimo tempo e accusato di volere vedere un film non ritenuto all'altezza, alla fine, impietositi dal mio pianto disperato sono riuscito a convincerli (o a scassare loro i coglioni fino a livelli di insopportabilità aulici) e hanno ceduto, conoscendo anche il mio debole per i mostri gommosi.
Per quanto mi riguarda sono mediamente soddisfatto, bisogna dire che gli effetti speciali sono abbastanza belli e l'ambientazione è stupenda (stessi creatori del signore degli anelli, almeno così dicono loro, poi probabilmente se lo vengono a sapere gli fanno causa) il che è un deterrente per un film di "pellicoledallabisso", però a far pendere l'ago della bilancia verso il basso pesa tantissimo la trama e la sceneggiatura, stucchevolmente banale e mai imprevedibile, ridicola e risibile per l'intera durata del film.
Dai, con lo spirito giusto vale la pena di vederlo, è beeeeehllo (ecco ho scritto l'orrenda freddura che volevo scrivere dall'inizio della recensione, chiedo venia)

Recensito da:  Ortnid
Voti
TRASH: 66/100
Noia: 71/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 65/100
Presunzione della regia: 60/100
Incompetenza degli attori: 74/100


19 giugno 2010

CURSE OF KOMODO & KOMODO VS. COBRA


Di Jim Wynorski, USA/2004-2006/Eagle Picture (pensa te..)

Questi film sono una merda totale ma il trash è intrinseco nella loro stessa esistenza. In ogni atomo che compone ognuna delle 3 confezioni dvd che avranno venduto. Ora vi racconto una storiella, così capirete meglio.. 

“Salve, mi chiamo Jim Wynorsky, vorrei fare un filmaccio con dei draghi di Komodo fatti male al PC” 
“Va bene Jim, tieniti 15 euro, ti occupi di tutto tu vero?”. 

Bene. Penso questa più o meno sia la storia della nascita di “The Curse of Komodo”, un film del tutto insignificante con attori patetici, un drago di komodo gigante da sbellicarsi dal ridere ma che nel complesso non ti lascia nulla.. un film che si prende fin troppo sul serio. Anche la trama è alquanto lineare: un gruppo di scienziati fa' degli studi sui draghi di komodo che diventano giganteschi e cominciano a mangiarsi dottori a colazione e bla bla bla.. va' beh, avete capito no? 

Due anni dopo il regista ha un'idea grandiosa: 
“Visto che il mio film non se lo sarà visto nessuno.. ci aggiungo un cobra gigante e lo facciamo uguale! Dai, che figata non se ne accorgerà nessuno!”.

Non sto per nulla scherzando. L'ha fatto sul serio. All'inizio ero dubbioso: ho visto i due film a grande distanza di tempo, e mentre mi occupavo di “Curse of the Komodo” avevo quella strana sensazione di deja-vu cinematografico. “Cazzo, ma io questo film l'ho già visto..”
Una volta a casa mi sono affidato ad internet e ho scoperto il genio di Jim Wynorski.. Penso di essere l'unico a sapere il suo piccolo segreto, dubito che qualcuno al mondo abbia visto entrambi i suoi “capolavori”! Quindi Wynorski plagia sé stesso. E ciò a mio avviso è fantastico.. è un livello avanti a Bruno Mattei che plagia film strafamosi dicendosi “Beh, minchia, ha fatto successo George Lucas, perchè non dovrei farlo io con la stessa idea?”. 

Aspettate! Non è tutto! Come se non bastasse Wynorski ricicla gli attori, ne cambia il ruolo ma è circondato dai suoi fedelissimi. Per me è stata un'esperienza terrificante. “Dai ragazzi, ma questo l'abbiamo già visto!” “ma no che cazzo dici bla bla bla” “MA DAI! Quella faccia di merda! Io l'ho già vista.. cos'è specializzato in film sui draghi di Komodo?”. Avevamo ragione sia io che i miei amici, in un certo senso. Perchè Curse of Komodo e Komodo vs Cobra sono effettivamente lo stesso film. Si, beh, in uno c'è anche un cobra. Il gigantesco problema ora è che io me li confonderò per sempre. Non avrò mai una nitida visione dei due film separati.. non posso neanche raccontarvi la trama nel dettaglio, perchè dal mio racconto probabilmente uscirebbe un terzo film.. tipo boh.. “Komodo Jaws” che sarebbe un miscuglio dei due. Certo potrei rivedermeli... (ma anche no). 

Se guardate i due film a distanza di qualche giorno l'uno dall'altra vi si apriranno le porte dell'inferno, non saprete più chi siete e tutti rideranno di voi, fino a che non diventerete pazzi voi stessi nel cercar di capire se state rivedendo lo stesso film, se ne state rivedendo un altro. Attenti, potreste starne vedendone un terzo. DAN DAN DAAAAAAAAAAAAAAN.


Recensiti da: Imrahil

Trash: 50/100
Noia: 73/100
Ridicolaggine effetti speciali: 76/100
Presunzione della regia: 1/100.. o forse 100? chi può dirlo..
Incompetenza degli attori: 63/10



presi singolarmente questi sono i voti.. se considerate la coppia il voto trash aumenta esponenzialmente.






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LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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