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22 settembre 2023

CHI E' SEPOLTO IN QUELLA CASA? (Aka House)

Di Steve Miner. Con William Katt, George Wendt, Richard Moll, Kay Lenz, Mary Stävin, Michael Ensign, Susan French. USA / 1985 / New World Pictures

House (1985) on IMDb

Il veterano di guerra diventato autore di libri horror Roger Cobb (William Katt) è nel pieno di una vera e propria crisi esistenziale. Cavalcando l'onda del successo dei suoi primi romanzi, Roger sta cercando di concentrarsi, contro il parere di tutti, sulla scrittura delle sue terribili esperienze vissute in Vietnam. Tuttavia, è vittima del blocco dello scrittore e di un pizzico di disturbo da stress post traumatico che lo rende non proprio regolare come un orologio svizzero. Come se non bastasse sta ancora metabolizzando la scomparsa del figlio e il divorzio dalla bella moglie. Il destino interviene presto quando la zia di Roger si suicida inaspettatamente e lui diventa l'unico erede della sua tenuta. Inizialmente intenzionato a venderla, il nostro protagonista decide invece di trasferirsi lì e concentrarsi sulla redazione del suo libro, sperando di aver trovato l'ambiente giusto per proseguire la stesura. Tuttavia le tanto agognate solitudine e tranquillità si riveleranno impossibili da ottenere, complici un vicino ficcanaso e soprattutto una moltitudine di minacce soprannaturali, tra cui attrezzi da giardino volanti e un nutrito caravanserraglio di mostri.



Pensavo di trovarmi di fronte ad un banale seguito apocrifo della sconfinata saga delle case maledette, invece mi ritrovo in compagnia del buon Ortnid a vedere un filmetto piacevole e da un ritmo discreto, un po' a cavallo tra l'horror e la commedia. Ed in effetti a ben guardare vanta natali nobili, o per lo meno "borghesi". Produttore esecutivo il grande Sean Conningham, niente meno che il regista di "Venerdì 13". Impossibile guardando questa pellicola non pensare al ben più celebre cult "The Evil Dead", da cui il film prende un po' più che un'ispirazione: lo spirito è decisamente quello, e ciò non è necessariamente un male. Il prodotto è realizzato con una cura discreta, presentando un mix di mostri animatronic e di pupazzi ripresi in stop-motion. Questi ultimi tra l'altro portano la firma di Mark Sullivan, forse due delle mani più capaci dell'epoca e famoso per aver lavorato a titoli del calibro di Robocop, il remake di Blob, Ghostbusters II e Hook - Capitan Uncino (quest'ultimo, en passant, gli valse la nomination agli Oscar per gli effetti visivi nel 1992), Il risultato è nel complesso gradevole, seppur con qualche incertezza. Il punto debole del film è probabilmente la trama, che pur non essendo  lineare ci è sembrata un po' incerta e leggerina.




[SPOILER]

Attraverso brevi flashback e dialoghi esplicativi, scopriamo che il figlio di Roger, Jimmy, è misteriosamente scomparso mentre giocava nella piscina della casa. Il protagonista dopo aver visto ciò che la casa è in grado di fare si convince a buon diritto che il piccolo Jimmy sia ancora vivo e che sia stato in qualche modo "rapito" dalle entità soprannaturali che in essa dimorano. Coraggiosamente, il provetto papà svolgerà l'intreccio, grazie anche agli indizi lasciati qua e là dalla defunta zia, e si getterà nella parte "nascosta" della casa, ovvero quella che affaccia su un'altra dimensione. Nel finale del film scopriremo che il vero colpevole di tutte le disgrazie di Roger è "Big Ben", un commilitone di Roger durante gli anni del Vietnam. Lo spirito di Ben incolpa Roger per averlo lasciato indietro per essere torturato e ucciso dai Vietcong ed è desideroso di vendicarsi dalla tomba! Ciò porta infine a uno scontro culminante in cui Roger dovrà affrontare le sue paure, imparare a perdonarsi e trovare il modo di scongiurare l'entità Ben stavolta per sempre. In definitiva, volendo rispondere alla domanda dell'incommentabile titolo italiano: chi è sepolto in quella casa? Un cazzo di nessuno.

[FINE SPOILER]

Cucù


Questo "cattivone" o mostro finale che dir si voglia è forse la cosa che ci ha convinto meno di tutto il film. Seppur terribile il suo destino ci è sembrata una motivazione un po' moscia per organizzare una tale persecuzione soprannaturale, senza contare che non viene mai spiegato come questa normalissima persona sia stata in grado di ottenere un tale potere. Negli sviluppi finali il film sembra volerci suggerire che tutti questi mostri, ed in particolare Ben, siano in realtà il frutto della mente malata di Roger, alimentata dal suo senso di colpa che rende questa particolare apparizione come quella principale. Tutto molto bello e pure plausibile, se non fosse che questa teoria è smentita da tutto il resto del film: I mostri possono essere visti da tutti i personaggi e il figlio Jimmy e veramente scomparso. Un bel buco, difficilmente perdonabile in una produzione tutto sommato di una certa qualità. Veniamo compensati dalla brillantezza del film, mai noioso e di grande intrattenimento. Nel complesso, una visione piacevole.  

Recensito da: Imrahil


VOTO CLEAN: 72/100




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15 settembre 2023

MIAMI GOLEM

Di Alberto De Martino. Con David Warbeck, Laura Trotter, Loris Loddi, John Ireland, Giorgio Favretto. 1985 / Italia -USA / Filmustang

Invasion Roswell (2013) on IMDb

Alberto De Martino non è un nome nuovo su Pellicole dall’Abisso; è stato un onesto mestierante che negli anni ’60 si è dedicato principalmente ai peplum e agli spaghetti western, per poi virare su horror e fantascienza negli ultimi anni di attività. Su queste pagine virtuali ci siamo occupati del mitologico Uomo Puma e di 7, Hyden Park: La casa maledetta. Il qui presente Miami Golem non raggiunge né le esilaranti vette trash del supereroe con i mocassini, né la dignitosa mediocrità di Hyden Park, ma rimane in quel triste limbo di schifo poco divertente e molto frustrante.

Un giornalista TV di Miami viene inviato presso un'università locale per confezionare un servizio su un professore che sta clonando una cellula dal DNA trovato all'interno di un meteorite; si ritroverà coinvolto in un’avventura con malvagi uomini d’affari, alieni telepatici e un feto birichino.

Filmaccio infame, noioso, inutilmente complicato e infarcito di una serie di cose totalmente senza senso, a partire dalla premessa. Già di per sé l’idea di clonare una cellula a caso trovata su un meteorite non sembra proprio brillantissima, poi il fatto che per farlo si debba unire astrofisica e ingegneria genetica è ancora più risibile. Si scopre in seguito che in questa cellula risiede del materiale organico appartenente ad uno spietato e potentissimo essere alieno, di cui un gangster vuole impadronirsi per distruggere il mondo. 


Ci sono anche dei messaggi sublimali a forma di proiezioni astrali provenienti dagli etruschi di Atlantide. O qualcosa del genere.

A fermarlo ci penserà il reporter di cui sopra e una bionda che è anche un po’ medium (cit.) che con la sola imposizione delle mani (cit.) riesce a comunicare con degli alieni. Ad interpretare il reporter è David Warbeck, solido caratterista del bis transitato in un milione di merdate contrappuntate da qualche isolato gioiello come …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà di Fulci e Quella Villa in fondo al Parco. Probabilmente la consapevolezza di stare girando una delle peggiori boiate della sua fulgida carriera, hanno portato Warbeck a recitare con una legnosità e un disinteresse quasi insostenibile. Fa un po’ meglio la sua compagna di sventura Laura Trotter, anch’essa specializzata in film di genere e che per lo meno ci delizia con un nudo frontale integrale che definire gratuito sarebbe un pallido eufemismo.


 Ma sta roba è passata su Italia 1??? Come e quando???

Qualche spunto divertente in realtà c’è. Il primo è quando il reporter viene assaltato ad un elicottero in piena campagna, lui si difende a pistolettate, fino a quando passa per caso uno scuolabus guidato da due neri vestiti da anni 30’, uno dei quali gli dice qualcosa del tipo “ehi, fradello, non si sbara ad ucello con grandi ali”. Il secondo è quando gli alieni devono comunicare col reporter: per non spaventarlo o molto più probabilmente per risparmiare sul budget, lo faranno prendendo possesso del corpo del giornalista stesso, con una sorta di effetto caleidoscopico di tragica povertà. 

E infine c’è il feto, il famoso golem. In realtà la creatura ha quell’aspetto pupazzoso inquietante e ridicolo il giusto (e del resto dietro c’è un certo Sergio Stivaletti) ed è un peccato che venga tirato fuori solo negli ultimi dieci minuti di film. 

Il feto che vuole distruggere l'universo e....

...l'intrepido reporter che lo salva.

A sua parziale difesa, De Martino sostenne che la produzione gli aveva impedito di lavorare sul montaggio finale e che quindi disconosceva la paternità del film. Può essere, ma l’imbarazzante sceneggiatura era comunque sua, così come una regia sciatta e impiegatizia. Gli va comunque ascritta una certa lungimiranza: avendo subodorato l’imminente declino del cinema di genere italiano, lasciò la regia proprio dopo questo mezzo aborto per dedicarsi al doppiaggio e all’adattamento. 

In ogni caso, ora che sapete che il film ha fatto schifo anche al regista stesso, avete tutti gli elementi per decidere saggiamente di rimanerci alla larga.


Recensito da: Vidur

TRASH: 67/100

Noia: 82/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 78/100

Presunzione della regia: 46/100

Incompetenza degli attori: 83/100

28 novembre 2022

LE AVVENTURE DELL'INCREDIBILE ERCOLE (Aka Hercules II)

Locandina di Hercules 2
Di Luigi Cozzi. Con Lou Ferrigno, Milly Carlucci, Sonia Viviani, William Berger, Claudio Cassinelli, Serena Grandi. 1985 / ITALIA / Cannon Films

The Adventures of Hercules (1985) on IMDb

Ricordate com'era finito Hercules di Luigi Cozzi? Neanche io! ma non preoccupatevi tanto le due trame non sono per nulla collegate. O meglio si, ma anche no. Insomma E' COMPLICATO, dopo vi spiego. 

Il sempre catarifrangente Lou Ferrigno nei panni del possente Ercole se la sta spassando in forma di costellazione semi-divinizzata finchè Zeus non ne combina un'altra delle sue: gli altri dei, capeggiati dalla perfida Era, hanno sottratto le sue sette saette e senza di quelle il figlio di Crono è completamente inerme. Inoltre la Luna si sta per schiantare contro la Terra, perchè boh. La lapalissiana soluzione a questo grande problema è quella di precipitare a calci sulla Terra Ercole dandogli dei vaghi indizi su quello che il nostro eroe più o meno dovrebbe fare. L'impassibile Lou Ferrigno e la sua curatissima barba atterrano direttamente a dorso di cavallo convenientemente a non più di venti metri da un uomo vestito da Lessie che viene polverizzato in 10 secondi e che "droppa", proprio come se stessimo giocando a World of Warcraft, la prima delle sette saette di Zeus. 

Il volto soddisfatto di chi non ha capito un cazzo.

Cambio scena - concilio degli dei secessionisti: "Oh no, c'è Ercole adesso come facciamo?" domanda un impensierito Poseidone. "Ma va' tranqui raga" risponde la perfida Era: "l'uomo-leone (sic!) faceva cagare gli altri sei guardiani delle saette fanno molto più brutto di lui". Visto che non ci crede nessuno che gli altri guardiani facciano più brutto dell'uomo-collie, il gran consiglio degli dei ribelli decreta che sarebbe saggio resuscitare il crudele re Minosse, la vecchia nemesi di Ercole; benchè costui nella sua agenda abbia come primo impegno alle 8:00 del mattino "distruggere tutti gli dei" sicuramente li aiuterà ad uccidere il figlio di Zeus, grato di aver ricevuto nuovamente il dono della vita. Nel frattempo il nostro eroe non ha perso il suo charme e gira sottobraccio con Milly Carlucci e Sonia Viviani (la segnaliamo per le sue preziose performances in "KZ9 - Lager di Sterminio" di Bruno Mattei e in "Incubo sulla città contaminata" di Umberto Lenzi), macinando chilometri e sconfiggendo orde di mostri che droppano saette. Tra questi temibili antagonisti come non citare una freschissima Serena Grandi (sulla quale Tinto Brass non aveva ancora messo le mani) nei panni della gorgone Euryale, circondata da figuranti con la faccia pitturata di grigio invece che da statue quantunque di cartapesta.  

Serena Grandi dopo la trasformazione

Eppure c'è qualcosa che stona: nel precedente capitolo Ercole sconfiggeva a mani nude enormi mostri meccanici con una facilità imbarazzante, come è dunque possibile che ora arranchi contro le guardie del tempio di sà-il-cazzo-cosa o gli uomini delle paludi ricoperti di palta? E' forse invecchiato? fare la costellazione gli ha infiacchito le possenti membra? No, probabilmente la risposta è molto più agghiacciante: il tandem dell'orrore Bruno Mattei / Claudio Fragasso infatti aveva appena finito di girare un aborto su pellicola che si sarebbe dovuto intitolare "I magnifici sette gladiatori", sempre con Lou Ferrigno come protagonista. A quanto pare alla Cannon Films fece così schifo che chiesero a Luigi Cozzi di riutilizzare le poche scene salvabili de "i gladiatori", rimescolarle come cazzo pareva a lui e raffazzonare un sequel di Hercules. Pensate che il povero Lou Ferrigno venne richiamato per girare alcune scene ma non gli dissero mai che stava impersonando Ercole, dal momento che temevano che il palestratissimo attore chiedesse un adeguamento del suo cachet. Passerò almeno tutta la prossima settimana a pensare a chi fossero gli altri sei magnifici gladiatori, rammaricandomi al contempo di non poter mettere le mani su un film rigettato da un produttore che dopo aver visto il primo Hercules di Cozzi ha detto "si, dai, tutto sommato ci sta!".

Wèlla, wèlla, allora magari qualcosa si trova...

Ammetto tuttavia che il lavoro di montaggio, considerate le premesse, è quasi decoroso e non si ha mai l'impressione di essere in un altro film. Anzi, a livello stilistico è in piena continuità col precedente capitolo della saga. Aspettatevi pertanto il solito consueto florilegio di effetti speciali risibili, lucine e rumorini. Tra tutti spicca decisamente il combattimento finale tra Ercole e Minosse, durante la quale i due combattono inizialmente in una versione cartone animato luminoso fino al momento clou in cui si trasformano rispettivamente in un gorilla e una specie di dinosauro e continuano la scazzottata in una visionaria citazione dello scontro tra King Kong e Godzilla. Perchè mi chiedete? Perchè una volta il cinema era bello. 

Non sto scherzando raga

Dopo la vittoria di King Kong (ovvero di Ercole) la malvagia dea Era diventa improvvisamente buona e confessa che l'ultima saetta è stata nascosta in culo a Milly Carlucci e che dunque è necessario che costei si sacrifichi perchè Lou Ferrigno non vede l'ora di lootarla per completare la collectible e platinare il gioco sul Play Station Network. Con l'estremo sacrificio della coraggiosa Milly ora Zeus ha finalmente ritrovato il suo antico potere e sicuro come l'oro salverà la Terra dall'impatto con la Luna. Tuttavia la caratteristica principale del re degli Olimpi è quella di essere incredibilmente pigro, quindi invece di salvare la terra da solo usando un dito infonderà parte del suo potere in Ercole e gli farà compiere uno sforzo sovrumano per fermare il satellite e rimetterlo con precisione chirurgica nell'esatta orbita terrestre. Bravi tutti, missione compiuta. Come premio Zeus rende Ercole un Dio così la prossima volta manco deve alzare il culo per chiamarlo a risolvere qualche casino. 

Milly Carlucci in procinto di farti la macumba

Filmaccio inguardabile fatto male e di fretta con attori cani, una trama da neuropsichiatria, una ventina di plot-twist non necessari e la summa degli effetti speciali di tutti i videoclip musicali usciti nel lustro 1982-1987. Il tutto condito da una storia realizzativa che dire rocambolesca è un eufemismo. Esattamente quello che si cerca qui a Pellicole dall'Abisso. Talmente brutto da rasentare il sublime. 

Per gli amanti della compagnia del Bagaglino segnalo inoltre la presenza di Pamela Prati, nemmanco accreditata dal momento che dice tipo una sola battuta. 

Vai Pamelona

Recensito da: Imrahil

TRASH: 95/100
Noia: 58/100
Ridicolaggine degli Effetti Speciali: 86/100
Presunzione della Regia: 32/100
Incompetenza degli Attori: 90/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: il Video di "Enola Gay" e di "Funky Town". Insieme.


2 maggio 2018

7, HYDEN PARK - La casa maledetta (Aka Formula for a Murder)

Di Alberto De Martino (Aka Martin Herbert), con Christina Nagy, David Warbeck, Carroll Blumenberg, 
Rossano Brazzi, USA-ITA/1985
7, Hyden Park: la casa maledetta (1985) on IMDb

Inebriati dal bisogno di recensire dopo il nostro non particolarmente compianto silenzio, fagocitiamo questo thrillerino italo-americano senza troppe pretese che non stupisce né in bene né in male, attirati come imberbi ragazzini (non ci vergogniamo a specificarlo) dalla copertina, e dalla piccola sedia a rotelle visibile, che ha riacceso in noi teneri ricordi risalenti ai tempi del mai troppo citato Bloody Psycho.  Ci rimaniamo un po' male, perchè vi dico subito che questo film non è particolarmente disastroso (anche se neppure sto gran capolavoro) e si perde solo in piccole cose. 

Joanna è una ricca e giovane donna, sfortunatamente costretta su una sedia a rotelle. Prodiga nelle donazioni, ha finanziato un centro sportivo specializzato in atleti diversamente abili. Lei stessa è una promettente atleta, seguita da una sorta di personal trainer di nome Graig, che non vede l'ora di sposarla (chissà perchè...). 
Facciamo un passo indietro: direi ad occhio di una ventina di anni. Tanto indietro infatti dobbiamo andare per comprendere l'origine della disabilità di Joanna, senza spoilerare nulla dal momento che ciò viene mostrato addirittura prima dei titoli di testa. Quando aveva 11 anni Joanna è stata abusata da un finto prete, e nel tentativo di divincolarsi cadde da una scalinata rimanendo paralizzata dalla vita in giu'. Premessa indispensabile per capire l'intero intreccio del film. 

SPOILER
Ovviamente il bel personal trainer non ha nessuna voglia di scammellarsi per il resto della vita una signora disabile:siamo negli anni 80, il buonismo non esisteva. Quello a cui punta in realtà è l'enorme fortuna di cui Joanna è ereditiera, benchè non venga mai spiegato da dove nello specifico questa ricchezza provenga. Il problema è che essendo la nostra protagonista un'anima candida, sta dilapidando il patrimonio in beneficenza e simili, quindi oltre a sposarla in fretta, bisogna anche ammazzarla in fretta, per poi scappare con l'amica complice (O FORSE NO! eh eh eh. vedrete. No, lo so che non lo farete. E non posso neanche biasimarvi piu' di tanto.). La cosa che fa sorridere è che il buon Graig, dopo aver sgozzato mezza Philadelphia, ha escogitato questo infallibile piano per uccidere la moglie: vestirsi da prete e farsi trovare su delle scale per farle venire un coccolone al ricordo dell'aggressione di vent'anni prima. Tattica che provoca solo qualche urlettino in Joanna, che in ogni caso, nonostante le ovvie difficoltà, gliele da pure di santa ragione. 
\SPOILER

Considerate che la prima scena del film è questa:


Voi mi direte: "Embè?". Embè io le bambole negli horror o simili non le tollero, volevo veramente strappare coi denti i cavi del proiettore. Fortunatamente, benchè importante, non si cincischia piu' di tanto attorno a questo maledetto bambolotto. A parte questo, il ridicolo modo in cui si cerca di commettere l'omicidio principale, il film ha una sua linearità, non particolarmente brillante e brioso, ma annovera comunque un paio di colpi di scena godibili. L'unica cosa che mi sento di criticare è la gestione dello scorrere del tempo nel film. Non si capisce se da una scena all'altra sono passati 5 minuti, un giorno o quattro mesi, il che crea un po' di confusione nello spettatore con la palpebra già a mezz'asta come era la mia, e come potenzialmente potrebbe esserlo quella di qualunque spettatore. Ovviamente non c'è nessuna casa maledetta e non è affatto un horror come ci viene fatto credere dalla copertina, vecchi trucchetti. 

Un film tutto sommato perdibile, ma se siete appassionati del genere potreste anche trovarlo piacevole. E non parlo del piacere della comicità involontaria. 

Recensito da: Imrahil


VOTI:

TRASH: 41/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 54/100
Presunzione della regia: 68/100
Incompetenza degli attori: 36/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: un vecchio thriller qualsiasi. 

20 marzo 2011

INVASION USA

Di Joseph Zito con Chuck Norris, Richard Lynch, Billy Drago, USA/1985/Cannon Films

Invasion U.S.A. (1985) on IMDb

“Come odio questi simboli borghesi” un cubano guardando un'albero di natale.
“E' tempo di morire Rostoff” Chuck Norris ogni cinque minuti.

I cubani, con a capo un russo cattivo di nome Rostoff, decidono di invadere gli Stati Uniti, ma qui ad attenderli c'é Chuck Norris, pronto a fermarli a suon di calci rotanti. Come potete immaginare con queste premesse le nostre aspettative erano schizzate alle stelle, purtroppo però “Invasion USA” pur essendo un discreto trashone, non riesce a soddisfare appieno lo spettatore, colpa di un inizio fin troppo lento e noioso, e di una parte finale, che pur pullulando discretamente di cazzate, risulta troppo monotona e ripetitiva.
Ma andiamo con ordine, all'inizio ci viene svelato il grande piano segreto di Rostoff e del suo stato maggiore: piazzare bombe in giro per Stati Uniti, preferibilmente in centri commerciali o su scuolabus, allo scopo di gettare la nazione nel caso e spingerla verso una nuova guerra civile! WOW, veramente geniale... L'attuazione di questo piano incontra subito un piccolo problema, il malvagio Rostoff (un po' come l'uomo nero) ha il terrore di Chuck Norris; se lo sogna di notte, ha crisi isteriche quando lo vede o lo sente parlare... Insomma per distruggere gli Stati Uniti bisogna prima distruggere Chuck Norris. E Chuck che fa? Niente di niente, perchè, povero, é molto deluso per il fatto che gli hanno impedito di uccidere Rostoff, quando ne aveva avuto l'occasione anni prima, e quindi é offeso e a fare l'eroe buono non ci gioca più. Ma quando i sicari di Rostoff gli distruggono la baracca in cui vive, gli trucidano il migliore amico ma soprattutto terrorizzano a morte il suo armadillo da compagnia, Chuck decide che la misura é colma e scende finalmente in campo.
A questo punto la sceneggiatura deraglia completamente, assistiamo alla ripetizione della stessa identica sequenza: i cattivi piazzano i loro ordigni, stanno per far esplodere tutto, dal nulla compare Chuck che glieli tira in faccia, pronuncia una battuta e li fa saltare in aria. Si prosegue così, con situazioni ottusamente ripetitive, fino alla resa di conti finale con il malvagio Rostoff.
In conclusione, “Invasion Usa” riesce ad essere un titolo abbastanza divertante, grazie soprattutto all'inettitudine recitativa di Norris e ad una sceneggiatura che nemmeno un Regan in preda all'alzaheimer avrebbe potuto partorire, ma non manca anche di annoiare lo spettatore con la sua eccessiva lentezza e ripetitività delle situazioni.

Recensito da: Azagthoth

VOTI
TRASH 71/100
Noia 89/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 60/100
Presunzione della regia 77/100
Incapacità degli attori 86/100



LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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