18 giugno 2023

RETROSPETTIVE DALL'ABISSO: Dingo Pictures (Parte Terza)

TERZA E ULTIMA PARTE




PRIMA PARTE

SECONDA PARTE


Alla Ricerca della Valle Incantata è stato, fino all’avvento de La Sirenetta, il cartone animato con il maggiore incasso di tutti i tempi. Ha dato vita a ben tredici seguiti, otto videogiochi e una serie TV, insomma, un successo epocale. Pur non essendo partorito da Mamma Disney, The Land Before Time (titolo originale) non fu certo il colpo fortunato di uno piccolo studio indipendente, dietro infatti c’era nientemeno che la Lucas Film, con George Lucas e Steven Spielberg direttamente coinvolti nel progetto, tanto da essere responsabili del final cut. I lavori durarono più di tre anni, costò dodici milioni di dollari e finì per incassarne ottantaquattro, almeno limitandoci alla sala.



Era naturale quindi che, prima o poi, la Dingo Pictures avrebbe finito per plagiarlo. Dinosauri esce nel 2000 e all’epoca fa la fine di tutti gli altri prodotti dalla compagnia, ovvero viene distribuito in home video nel solito circuito e passa totalmente inosservato alla massa. L’ultimo film “standard” è Atlantis: Der verlorene Kontinent che esce nel 2001, a cui segue un lungo periodo di iato: dal 2001 al 2004 infatti, a causa di vari conflitti con i distributori, la Dingo interrompe la realizzazione di ogni progetto. Nel 2004, la società produce il film Benni und seine Freunde, una versione rieditata sia di Peter und der Wolf che di Balto, narrato da Rainer Maria Ehrhardt, mentre nel 2005 esce Die kleine Hexe Arischa (La piccola strega Arischa). Il film gode di un’animazione leggermente migliore ai precedenti film e presenta anche più tracce musicali e di migliore qualità. Non viene localizzato in altre lingue straniere, mentre la versione tedesca circola solo tramite VHS, per la precisione in 130 esemplari.



È il canto del…Dingo, perché in quello stesso anno la compagnia chiude i battenti. I problemi con i distributori e la sempre più forte concorrenza dell’animazione in computer grafica, mette in ginocchio la piccola società di Ludwig e Roswita.

Poco si sa del loro destino dopo la chiusura dalla Dingo, se non che Roswita Haas muore nel 2015 e che Ludwig Ickert la segue nel 2019. Non sappiamo neanche se fossero a conoscenza della fama postuma delle loro creazioni.

Siamo agli albori dell’era di YouTube, quando iniziano a circolare i primi spezzoni dei cartoni della Dingo Pictures. La produzione dilettantesca, le animazioni inguardabili e il delirante doppiaggio sono inesauribili fonti di comicità involontaria. I primi YouTuber -in particolare Yotobi per quanto riguarda l’Italia- sono coloro i quali spalancano i cancelli della gloria trash alla Dingo Pictures. La clip “Dinosauri antropomorfi dalle voci ambigue” fa la storia del web, finché molti si accorgono che quella è solo la punta dell’iceberg. Recuperano prima il film intero e poi si buttano a capofitto nella filmografia della Dingo Pictures, creando una serie sterminata di video e meme a loro dedicati.




Nel 2021 il musicista tedesca Simon Bohnsack (noto come DJ Kaito) e Josef Roderer entrano in contatto con gli eredi di Ickert, che avevano ereditato l'attrezzatura utilizzata dallo studio. Bohnsack e Roderer informano gli eredi della “fama” di cui lo studio vanta in rete e nel luglio del 2021, organizzano una campagna su Kickstarter per creare un documentario intitolato YEE! -Behind the Meme of DINGO PICTURES!!. I due ragazzi incassano anche di più di quanto prefissato, ma a due anni di distanza ancora non si hanno notizie riguardo la realizzazione di questo documentario. 

Non ci resta che aspettare l'eventuale uscita del documentario e continuare a goderci quello che era nato come semplice intrattenimento a basso costo per bambini e che si è trasformato in un fenomeno di cultura pop.

Se volete un piccolo compendio delle loro opere, ecco il video che fa per voi!



A cura di: Vidur




13 giugno 2023

HO VOGLIA DI TE

Di Luis Prieto. Con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Katy Saunders, Susy Laude, Giulia Elettra Gorietti, Filippo Nigro, Ivan Bacchi.
ITALIA / 2007 / Cattleya - Warner Bros.

 Ho voglia di te (2007) on IMDb

In fregola come una ragazzina di 13 anni che ha appena scoperto il proprio corpo ed a pochissimi giorni dalla visione di "Tre metri sopra il cielo" mi getto a capofitto sul sequel! Anche per questo altrettanto noto film, pur essendo universalmente considerato prodotto peggiore rispetto al suo predecessore, temo di avere cattive notizie: neanche "Ho voglia di te" fa ridere. Che amarezza! Questa volta ero davvero speranzoso.

Il nostro caro Step torna dagli Stati Uniti dopo due anni di assenza. La perdita di Babi e dell'amico Pollo lo avevano scosso al punto da fargli prendere la comprensibile decisione di cambiare completamente vita, tuttavia eccolo qua a Fiumicino pronto ad essere nuovamente accolto in seno alla Capitale. Ma ci sono dei fotografi addirittura? Boh, qualcuno gli sta facendo delle foto. Vabè, sarà stata una mia impressione... Tornato in città è tutto un amarcord. Rivede tutti i cari amici di una vita (mai visto uno di questi tizi nel film precedente) e incontra pure Pallina, l'ex fidanzata di Pollo nonchè comune amica di Babi: 

"Ma quindi? L'hai sentita?"
"Ma chi?"
"Eh, tua madre quella buttana..."
"Ah... Babi? no no, ma chemmefrega, checcefaccio."
"Vabbuò..."

In ogni caso, stasera tutti a cena che è tornato Step e lo festeggiamo! Daje! Solo che il nostro beniamino deve fare benza alla moto (che tra l'altro è tutt'altro modello rispetto a quella che aveva nel precedente film, ma non soffermiamoci sui sofismi). Si ferma all'Agip, mette i soldi nel distributore e.. niente, c'è il lucchetto sulla pompa. Calci, urla e strepiti. Si allontana di qualche metro e compare un pandino scassato con un tizio col passamontagna che, provvisto delle chiavi del lucchetto, ruba la benza al povero Step. Il nostro eroe però come ben ricordiamo è praticamente un capobastone della banda della Magliana e conosce tutti i trucchetti del mestiere: becca il malvivente e va a muso duro a fargli brutto. Peccato che il cosiddetto malvivente sia in realtà Laura Chiatti, scoperta che porterà il nostro bello e dannato protagonista a trasformarsi da giustiziere della notte a Rodolfo Valentino nel giro di letteralmente 15 secondi. Con un abilissimo trucco Step infatti convincerà la bella Gin a scarrozzarlo alla cena con i suoi amici, visto che alla fine la benzina è la sua. Sequestro di persona? Decisamente si, ma se hai la faccia di Riccardo Scamarcio sei solo molto romantico, se avesse avuto la mia faccia sarebbe già stato preso in custodia e per lo meno condannato agli arresti domiciliari.

Dopo questa cena estemporanea, durante la quale assisteremo a scene degne di uno zoo in cui giovani romani si tirano il pane come se fossero dei bonobo appena strappati dalla loro rigogliosa foresta pluviale, la bella Gin è già cotta di lui. 

Dunque, da questo momento in avanti la storia diventa bella complessa, per non dire totalmente caotica: la realtà è che succedono davvero un sacco di cose, che un po' di sovrappongono, un po' non centrano un beneamato, un po' si intrecciano male. Insomma, un gran bel mappazzone che sarebbe estremamente tedioso e fine a sè stesso ridurre a mera cronaca. Vi basti sapere che Gin è fondamentalmente una psicopatica mentre Step è una versione molto annacquata del sè stesso di "Tre metri sopra il Cielo" e farà più di una volta la magra figura del gonzo e del bambascione. Saltando quindi a piè pari tutte le sotto-trame trascurabili mi lancio in una violenta sezione spoiler nella quale eviscereremo il pezzo grosso della vicenda.

[SPOILER]


"'Amore te lo giuro... io stavo prendendo il sole supino in spiaggia e lei mi è caduta sopra a cavalcioni, è stato un incidente!"

Premessa importante. Gin vuole fare la valletta in TV e partecipa ad un programma televisivo in degli studi in cui lavora anche Step. Perchè mai il nostro protagonista perdigiorno dovrebbe lavorare in uno studio televisivo? Beh, perchè papi gli ha trovato il posticino, povero cucciolo spaurito. Durante le riprese di una di queste puntate avverrà la seguente conversazione tra i due innamorati:

"Step, amore, stasera io e la mia amica di cui non ricordo il nome siamo state invitate al coca-party dello studio durante la quale certamente NON dovremo donare il nostro corpo ai produttori per avere altre parti in successivi programmi televisivi, vuoi venire?"

"Guarda Gin, verrei davvero volentieri ma purtroppo il mio amico di cui non ricordo il nome mi ha invitato a questa strana festa in un loft ai Parioli con tutta la Roma bene, boh mi chiedo chi potrebbe mai esserci sono curioso al punto che penso parteciperò. Mi spiace, ci si dopo?"

"Bella."

Ovviamente, chiunque abbia visto il precedente capitolo sa che "festa pariolina" a base di caviale e champagne chiama quasi immediatamente Babi, che apparirà a Step manco fosse la Madonna di Fatima in procinto di snocciolare un paio di profezie. Non solo. Visto che Step si presenterà alla festa per motivi ancora da chiarire senza un mezzo di trasporto, costei si riproporrà di riaccompagnarlo a casa. La ben furbetta Babi, invece che a casa, porterà il nostro bellimbusto dalle parti del castello sulla spiaggia dove venne deflorata due anni prima e i due faranno all'amore in memoria dei vecchi tempi. Tornando verso la città e aspettato con precisione chirurgica il momento in cui il peggior acquazzone della storia della Città Eterna decide di prorompere al massimo della sua intensità, Babi dice a Step di scendere dalla macchina, di farsela a piotte dal Colosseo affanculo ovunque dovesse andare lui e che comunque "Tipo tra una settimana mi sposo, volevo vedere se mi facevi ancora effetto." confermandosi la regina delle troie che avevamo già imparato a conoscere nel precedente capitolo. Va in questa occasione specificato che l'Intera parte di Babi è poco più di un cammeo: sono pochissime le scene in cui compare e per la maggior parte del tempo è più una oscura presenza che aleggia sopra l'intera pellicola. Bene così, anche perchè in questa prova la nostra Katy Saunders è decisamente impresentabile, per lo meno dal punto di vista recitativo. 

Detto ciò, al coca-party l'amica di Laura Chiatti sta per subire una non poi così imprevedibile violenza sessuale da parte di un pezzo grosso della produzione, ma Gin interviene coraggiosamente e riesce a portarsela via in tempo. Step arriva dopo seimila ore a piedi dal Colosseo bagnato come un pulcino: "Dove CAZZO eri? è tutta la notte che ti chiamo. La mia amica che non mi ricordo come si chiama è stata quasi violentata, è stato Tizio della produzione." Al che il nostro protagonista si riprende qualche punto, facendo irruzione alla festa e riempiendo di botte il molestatore in una scena che potremmo definire l'unica del film in linea con il personaggio che ci è stato presentato nel film precedente. Questo però non basta per Gin, è delusa e va riconquistata. Step il giorno dopo andrà a casa sua, ma ci troverà solo il fratello che lo fa accomodare nella cameretta della ragazza. Lì, mezzo nascosto sotto il letto, troverà il diario segreto di Gin, cosparso di sue foto, pagine con cuoricini e "STEP TI AMO" "TVTB" compilate in lunghi anni da liceale. Era lei che faceva le foto all'aeroporto. Lo stalkera da anni. 


Step, invece di andare seduta stante dai carabinieri, decide che l'unico modo di rispondere a cotanto cringe è di tappezzare l'intera via con una foto visibile solo dalla Stazione Spaziale Internazionale di lui e Gin che si baciano con scritta sopra la frase "Ho voglia di te". Solo ora, con il cringiometro ormai fuori scala, possiamo finalmente porre fine ai nostri strazi vedendo apparire i titoli di coda.

Eh lo so, non si capisce un nulla, ma come potete vedere dalla proporzione con le palme è una roba tipo muraglia cinese

[FINE SPOILER]

Degno erede del predecessore, forse meno infantile e con una regia se possibile ancora più piatta. Si rinuncia alle stravaganze del DJ di radio Caos e assieme a lui si perdono gli unici espedienti comici dell'intera narrazione che risulta questa volta pienamente intollerabile. Troppo banale, troppo stereotipata, inaccettabile perfino per un teenager. Film agile come un pachiderma zoppo, caotico e assolutamente terribile sotto qualsiasi punto di vista mi venga in mente in questo momento. Questa ciofeca rimarrà tristemente nota esclusivamente per aver dato inizio alla fastidiosa moda dei lucchetti dell'amore, che hanno con il loro eccessivo peso causato addirittura la rottura dei lampioni di ponte Milvio. Uno storico luogo sul quale si decise più volte il destino di Roma deturpato da questa ridicola pratica pseudo-romantica. Mi fate cagare. 

Manco a li cani!

Recensito da: Imrahil

TRASH: 49/100
Noia: 84/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -
Presunzione della regia: 8/100
Incompetenza degli attori: 77/100




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8 giugno 2023

TRE METRI SOPRA IL CIELO

Di Luca Lucini. Con Katy Saunders, Riccardo Scamarcio, Mauro Meconi, Maria Chiara Augenti, Alessandro Prete, Claudio Bigagli.

ITALIA / 2004 / Cattleya - Warner Bros.

“Questo film è stato realizzato con il contributo del Ministero Beni e Attività culturali, Direzione generale per il cinema, che lo ha riconosciuto film di interesse culturale nazionale”

- Leggerlo come primo fotogramma appena dopo aver inviato il 730 fa ancora più effetto. 

Tre metri sopra il cielo (2004) on IMDb

Finalmente il colosso dell'intrattenimento a stelle e strisce con la "N" rossa, quasi a voler compensare lo spettatore italiano dopo il taglio della condivisione degli account, rende disponibile un "grande classico" della cinematografia del Bel Paese e va diretto in tendenze il film tratto dall'omonimo best seller di Federico Moccia che ha contribuito a bagnare le pubescenti nature delle ragazzine della mia generazione. Ecco a voi riproposto a quasi 20 anni dalla sua uscita il temibile 3MSC, come si diceva ai tempi in cui gli SMS costavano davvero e dovevi farti la Summer Card per non finire sul lastrico e ridurti a rispondere alle tipe con gli squilli. 

Step, al secolo Stefano Mancini, è un ragazzo travagliato: pariolino di nascita ma coatto d'adozione. Lui e i suoi insopportabili amici perdono le loro giornate sui gradoni di una piazza a fare quello che fanno i giovani teppisti. Ma Federico Moccia non ha la più pallida idea di come sia fatto un giovane teppista, quindi si va di stereotipo tipo mia nonna, e ci cucchiamo il teppista basic con motocicletta e giacca di pelle e pochi tatuaggi. A fare da contraltare al rude ed impassibile Step abbiamo la dolce Babi, al secolo Babi, (chissà com'è il codice fiscale) che invece è una fregnettina tutta scuola privata e feste pettinate a base di Moët Chandon in lussuosi appartamenti dell'alta borghesia capitolina. Proprio in occasione di una di queste feste, Step e la sua banda di criminali (perchè di questo si tratta, siamo ben al di sopra della goliardia e delle ragazzate) faranno letteralmente irruzione in stile Arancia Meccanica e i due si conosceranno. A seguito di un'aggressione di cui Babi è testimone, Step scommette con lei che nei tempi in cui ci sarà il processo (siamo in Italia, quindi suppongo entro 15 anni) riuscirà a farla innamorare così follemente che la ragazzina rinuncerà a testimoniare. Lei lo deride e non vede l'ora di spedirlo nell'anfratto più buio di Rebibbia, ma come ben sappiamo gli opposti si attraggono, e nonostante vi sia inizialmente acredine tra i due si scopriranno in breve teneri innamorati. 

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.

Le vicissitudini dei due amanti sono prevedibili come il traffico in tangenziale alle sei di sera. E un po' ci amiamo, e un po' ci odiamo, e vabè ti perdono, e andiamo a vedere il tramonto, e non so se te la do, "lo vedi come sei? Lo vedi come fai? Agli altri la dai sempre e a me non la dai mai". Un collage di scenette e situazioni tenute assieme da un sottilissimo filo conduttore, che in ogni caso tutto sommato c'è. I rapporti causa-effetto sono abbastanza evidenti, quello che veramente si fa fatica a capire è lo scorrere del tempo: non saprei infatti dirvi se la vicenda si svolga nel giro di due giorni, una settimana o sei mesi. Magari avendo idea di cosa ci sia effettivamente scritto nel testo di Moccia la questione sarebbe più chiara, ma non è il mio caso.

Poche poche le risate, molte invece le sopracciglia alzate, soprattutto in occasione degli sproloqui fuori campo del DJ di radio Caos che ogni 20 minuti circa ci propina qualche perla di saggezza a tema romantico. Si tocca forse l'apice quando questo enorme imbecille paragona l'amore alla maionese che in un attimo impazzisce. Come se non bastasse, queste numerose perle di saggezza ci vengono nostro malgrado sciorinate con una fastidiosissima voce nasale che non può non far pensare al mitico Johnny Glamour.
Un vero tocco di classe sono anche i flashback, girati con uno splendido effetto blur che riporta agli anni degli spot anti pirateria. Anni che poi sono quelli ritratti nel film. Devo confessare che in realtà vedere queste relazioni fatte di messaggini a 160 caratteri sul Nokia 3310 mi ha fatto quasi venire voglia di iscrivermi nuovamente a Netlog.

Che ve lo dico a fare

Se proprio vogliamo trovare una scena più non-sense che divertente, posso proporvi la seguente: Step sta scappando tanto per cambiare dai carabinieri in moto con la sua bella Babi al seguito. Ad un certo punto la fa scendere, che i soldi sono finiti quindi l'inseguimento va concluso fuori campo. La povera Babi si nasconderà dietro un muretto e si ritroverà completamente ricoperta di letame, perchè a quanto pare in piena città a Roma è normale avere delle vasche piene di merda a bordo strada. Sarà per tenere lontani i cinghiali. La scena in realtà il "sense" ce l'ha eccome: serve come scusa per costringere la ragazza a mostrare le proprie grazie davanti ai glaciali occhi del nostro Scamarcio. Magari bastava che dietro il muretto ci fosse un canale.

[SPOILER]
Merita menzione la morte più citofonata della storia del cinema: Step, come tutti i tangheri dei film italiani, ha un amico/spalla che dovrebbe essere la macchietta comica, tale Pollo. Un nome una garanzia. Questo Pollo, come del resto il nostro protagonista e tutti i suoi amici centauri, hanno ovviamente il vizio delle corse clandestine in moto. Dal momento che Step è stato incastrato da Babi in una festa fighetta è impossibilitato a partecipare alla gara, e allora il buon Pollo se ne esce con un: "Massì, corro io! me la sento che sta volta vinco!"

Una frase, una sentenza. 

Sulle struggenti note di "Sere Nere" di Tiziano Ferro verremo trasportati alla notevolissima scena in cui Babi si incazza e molla Step, che sta letteralmente ancora raccogliendo i pezzi del suo migliore amico dal selciato, perchè "Non si può mai essere felici con te! Ce ne deve sempre essere una!". Una nuova ed inesplorata vetta dell'essere troia, anche perchè sarà il definitivo addio al povero Scamarcio: da questo momento infatti terminerà il tira e molla adolescenziale tra i due e la cara Babi si troverà il suo bel fidanzatino pariolino e tanti cari saluti al buon Step. Per lo meno fino al sequel del 2007, "Ho voglia di te" che non ho ancora avuto modo di visionare. Chi vivrà, vedrà.

RIP Pollo, insegna agli angeli a vincere le gare di impennate

[FINE SPOILER]

Tre metri sopra il cielo è esattamente ciò che ci si aspetta: un prodotto spudoratamente confezionato per il pubblico femminile di età compresa tra i 12 e i 15 anni che, contestualizzato sul target di riferimento, ha un discreto senso da un punto di vista puramente commerciale. Non ha invece alcun senso per chiunque altro si cimenti nella visione, essendo una gran fiera dei luoghi comuni e delle storie già viste. Contornano una regia piatta e una sceneggiatura a tratti raccapricciante: il regista Luca Lucini è alla sua prima esperienza cinematografica e si vede. E' interessante segnalare tuttavia che costui fosse già al 2004 un affermato regista di videoclip musicali, lavorando per artisti nazionali del calibro di Alexia, Irene Grandi e Carmen Consoli. Al netto di quanto affermato finora devo confessare che nè io nè la mia compagna ci siamo addormentati durante la visione, fatto assolutamente straordinario considerato il ritmo tutt'altro che forsennato del film e l'esperienza delle serate passate, che ci hanno visto accasciarci manco il Galata Morente di Epigono anche di fronte a produzioni ben più blasonate. Inoltre, con un Riccardo Scamarcio oggettivamente al top della sua presenza/prestanza fisica è più che comprensibile il successo della pellicola tra il pubblico femminile più giovane. Successo tuttavia non sufficiente a coprire le spese di produzione (circa 900.000 € di incassi contro 2.500.000 di budget stanziato), ma del resto la differenza ce l'abbiamo messa noi con le nostre tasse quindi perchè preoccuparsi?
 

Recensito da: Imrahil


TRASH: 77/100
Noia: 69/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -
Presunzione della regia: 28/100
Incompetenza degli attori: 67/100



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: una collezione di gif animate di Diddl da importare su MSN.


5 giugno 2023

RETROSPETTIVE DALL'ABISSO: Dingo Pictures (Parte Due)


SECONDA PARTE

La Scena Drammatica. Potrebbe sembrare il sunto delle opere della Dingo Pictures, ma invece è il nome del piccolo teatro indipendente di Francoforte in cui Roswitha Haas gravita come figura di spicco. Proprio dai suoi amici attori, la Haas e Ickert assoldano quelli che comporranno il nucleo principale della compagnia: Simone Greiss, Armin Drogat (nomen omen?), Raiija Sikavirta e Thortsein Morawietz. 

Oltre alla manovalanza tecnica, gli attori amici di Roswitha verranno impiegati per un compito che li proietterà direttamente nella leggenda. 

“Dovremmo assumere dei doppiatori per le voci dei personaggi”, osserva Ludwig.

“E con quali soldi?”, chiede Roswitha

“Eeeh...forse con le vasche da bagno racimolo qualcosina...”

“Ma, no lascia perdere! Ci pensiamo noi al doppiaggio”

“Voi?”

“Certo, siamo attori. Non sarà mica così difficile, no?”

E così, al fine di risparmiare sull'ingaggio di doppiatori professionisti, la piccola compagnia di attori decide di prestare le proprie voci ai cartoni animati della Dingo Pictures. Perseo e Sigfrido vengono dunque commercializzati con il doppiaggio tedesco originale di Roswitha and company. Viene giudicato scadente, ma tutto sommato accettabile e comunque in linea con la qualità delle animazioni. Ludwig e Roswitha però non vogliono fermarsi alla sola Germania, la Dingo deve avere respiro internazionale. E così, decidono di ampliare la propria offerta, doppiando i cartoni in altre lingue, in particolare inglese, francese e italiano. 

Ricalcando quanto fatto per il tedesco, si fanno tradurre i copioni e si danno al doppiaggio in lingua estera, fatto in casa. Si sa, però, che in Italia il doppiaggio è sacro, quindi il distributore nostrano (il cui nome è andato purtroppo perduto, la Legocart è probabilmente solo l'azienda addetta al packaging), rigetta il delirante, maccheronico e dilettantesco adattamento originale e assolda dei doppiatori professionisti. A causa di questa imposizione del distributore italiano, la Dingo è però costretta a cedere i diritti delle opere; questo fatto avrà due importanti conseguenze: la prima è che da lì in poi nessun altro cartone verrà doppiato da altri al di fuori degli attori della società e la seconda è che Perseo e Sigfrido spariscono per sempre dai cataloghi ufficiali. 



Dopo aver attinto dalle mitologie greche e teutoniche, la Dingo decide di anticipare la specialità che farà famosa l'Asylum, ovvero il mockbuster. Esce dunque in rapida successione una pletora di cloni Disney: Aladin (1993), Goldie -la versione...Asylum di Bambi- (1994), Il Re degli Animali (1994), Pocahontas (1995), Il Gobbo di Notre-Dame (1996), Balto (1997), Hercules (1997) e Anastasia (1998). 

Si tratta di un elenco parziale, in quanto la produzione della compagnia negli anni '90 è incredibilmente prolifica. Tutti i film mantengono comunque dei tratti in comune che possiamo riassumere qui di seguito:

- disegni orrendi

- animazioni raccapriccianti

- scene ripetute più e più volte all'interno dello stesso film

- disegni di personaggi riciclati all'interno dello stesso film e/o in più film 

- storia solitamente più fedele all'originale che a quella Disney

- scrittura pedissequa e approssimativa

- montaggio atroce

- minutaggio molto contenuto (dai circa 20 minuti al massimo 55)

- musica quasi del tutto assente, quella poca presente è di solito una generica campionatura in linea con l'ambientazione della storia



In senso orario: Perseo, il protagonista di Atlantis (?), Aladino, Esmeralda de Il Gobbo di Notre-Dame, Pocahontas e Anastasia. 


Riguardo al doppiaggio italiano (ma lo stesso si potrebbe applicare al francese e all'inglese) invece riassumiamo le principali caratteristiche:

- volume altalenante

- frasi e/o suoni fuori sincrono rispetto ai disegni

- frasi sconnesse, sgrammaticate, prive di senso, con punteggiature errate tipiche di chi non capisce la lingua che sta leggendo

- errori di battuta

- doppiatori che prestano la voce a più personaggi nello stesso film, spesso non facendo neanche lo sforzo di cambiare il timbro (esempio massimo: Aladino, in cui una doppiatrice presta la voce a TUTTI i personaggi). 

Con queste credenziali, ci si aspetterebbe una vita dura per la Dingo Pictures e invece le loro opere fanno il giro del mondo. I film vengono distribuiti su VHS dalle società Jünger (1992 - 1999), in seguito da Best Buy Movie (2000 -2001) e infine da Best Entertainment, con Jörg Zahradnicek responsabile della maggior parte delle copertine.

Best Entertainment ha anche pubblicato alcune delle produzioni Dingo che Jünger apparentemente aveva ignorato come ...noch mehr Dalmatiner e Atlantis: Der verlorene Kontinent. Durante gli anni '90 e l'inizio degli anni 2000, i film sono stati distribuiti su VHS e DVD nei paesi scandinavi da Danish Video Duplication/Kids Only, e alcuni sono addirittura diventati dei videogames, il più noto dei quali è Animal Soccer World (dal film Das unglaubliche Fussballspiel der Tiere). 



Distribuiti nei paesi europei su Sony PlayStation e PlayStation 2 da Midas Interactive Entertainment e Phoenix Games durante i primi 2000, i videogames non avevano un vero e proprio gameplay. C'era la possibilità di vedere il film e poi di giocare a dei mini puzzle games che non avevano alcuna attinenza col cartone. La Phoenix Games è fallita nel 2010, mentre  il sito della Midas Interactive è ancora online, ma non viene aggiornato dal 2014.


Sul finire di un decennio di gloria, la Dingo Pictures tenta anche degli esperimenti. Ne La Spada di Camelot del 1998, i disegni sono alternati a delle scene con attori in carne e ossa, con Armin Drogat che interpreta un inquietante quanto risibile Merlino (in tedesco con un altrettanto terribile voice over in inglese). 


I tempi intanto sono maturi per raggiungere l'apogeo, con la pubblicazione dell'opera che sarà sinonimo di Dingo Pictures per il resto dei secoli a venire e che farà riecheggiare il suo nome per l'eternità: nel 2000 esce Abenteuer im Land der Dinosaurier.


FINE SECONDA PARTE

A cura di: Vidur




4 giugno 2023

RESTROSPETTIVE DALL'ABISSO: Dingo Pictures



PRIMA PARTE 

“Guardi signora, lei apre questo sportello e può entrare comodamente nella vasca da bagno, senza dover scavalcare la parete”

“Oh, giovanotto, ma questa è davvero un'eccellente idea! Finalmente io e mio marito potremo tornare ad usare la vasca da bagno, farci la doccia e fare l'amore come quando eravamo giovani!”

“Ehm, va bene signora, non sono necessari tutti questi dettagli”

“Eeeh, ma guardi che mio marito ancora adesso...”

“Va bene, signora, sono contento per lei...cosa dice della vasca da...”

“Proprio ieri abbiamo fatto la posizione dello gnu, non so se ha presente, io era messa a...”

“Ehm, sì ma guardi...”

“Praticamente lui è in piedi sul letto con il...”

“Fanculo, lei e la vasca da bagno”.


Prima puntata di Retrospettive dall'Abisso, la rubrica nata così d'emblée, per raccontare delle storie di cinema, quelle che piacciono a noi. 

E iniziamo con la storia di un gruppo musicale. Si fanno chiamare The Rangers e alla fine degli anni '60 suonano il classico beat pop dell'epoca, ricalcando pedissequamente lo stile dei Beatles. Ottengono un buon successo con una cover dei Los Bravos, “Black is Back”, tanto da entrare nella Top 40 dell'epoca. La loro fama dura però lo spazio di un mattino: la CBS fa loro causa in quanto il nome The Rangers era già usato da una band sotto contratto con la rete; il gruppo perde la causa e tutti i soldi guadagnati fino a quel momento vanno alla CBS e da lì a breve si sciolgono.

“Cosa diavolo c'entrano le vasche da bagno e un fallito gruppo pop degli anni '60 con Pellicole dall'Abisso?” vi starete di sicuro chiedendo. Ebbene, l'uomo che ha brevettato la vasca con lo sportello e il cantante dei The Rangers è la stessa persona. E quella persona si chiamava Ludwig Ickert, il fondatore della Dingo Pictures.


Ickert è quello in piedi con gli occhiali.

Tedesco, classe 1944, Ickert, evidentemente polìtropo come Odisseo, trova la sua vera vocazione, grazie all'amore di una donna, Roswitha Haas. Niente più vasche da bagno, né canzoni pop. Roswitha è un'attrice, attiva soprattutto presso un piccolo teatro indipendente di Francoforte, ma non solo: è una disegnatrice e appassionata di nuove tecnologie. Ludwig e la sua nuova compagna dunque partoriscono un'idea geniale: produrre cartoni per bambini sulla stregua di quelli Disney. Nascono così i mockbuster ante-litteram e soprattutto nasce la Media Company, poi rinominata Dingo Pictures nel 1992. In realtà sembra che la prima società fondata da Ickert fosse la LUI.TV, con sede a Rosbach vor der Höhe, vicino a Friedrichsdorf. La società ha operato sotto il nome di Super-Sound-Video fino al marzo 1985 quando ha presentato istanza di fallimento ed è stata rifondata come LUI.TV nel 1986. La LUI.TV gestiva la produzione cinematografica e televisiva, mentre Media Concept era all'epoca poco più di un servizio di duplicazione di nastri per VHS, Betamax e Video 2000. Sembra che la LUI.TV sia stata rinominata "Dingo Productions PartG", quindi è possibile che sia stata la società erede di LUI.TV e che il nome Media Concept non sia mai stato utilizzato.


Il primo logo della casa di produzione.



In ogni caso, i primi due “figli” della coppia sono Griechisce Sagen: Perseus e Die Niebelungen Sage: Siegfried, entrambi prodotti nel 1992. L'animazione veniva realizzata con Deluxe Paint III per Amiga e prevedeva la preventiva registrazione degli sfondi e la successiva sincronizzazione dell'animazione con la videocamera. 



Deluxe Paint per l'epoca era un programma all'avanguardia e ritenuto rivoluzionario nell'ambito della grafica. È utilizzato ancora adesso per alcuni lavori di pixel art. 


Si trattava ovviamente di una tecnica decisamente veloce ed economica, rispetto a quella della concorrenza mainstream, che invece utilizzava telecamere multi-piano, technicolor, cinemascope, fondali ad acquerello e soprattutto centinaia se non migliaia di tecnici. La Dingo invece si faceva forza di un ristrettissimo numero di persone, quattro o cinque, escludendo i due fondatori. 

Ludwig bussa a varie porte e alla fine trova qualcuno disposto a credere in lui, ovvero la Junger, casa di distribuzione editoriale e cinematografica, attiva nel mondo dell'educazione per bambini. Perseo e Sigfrido vengono dunque dati alle stampe su videocassetta. Il Dingo ha spiccato il primo volo. 



La prima storica VHS della Dingo in tedesco.

FINE PRIMA PARTE

A cura di: Vidur



LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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