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15 dicembre 2022

L'AMANTE DI DRACULA (aka La Fiancée de Dracula)

Di Jean Rollin. Con Cyrille Guadin, Thomas Smith, Sandrine Thoquet, Jacques Régis, Denis Tallaron. 2002 / FRANCIA / AVIA FILMS
Dracula's Fiancee (2002) on IMDb

Visto che ci è stato detto che ci stiamo imborghesendo con troppi film mainstream, torniamo a rovistare nel torbido con un'assoluta perla nascosta in fondo all'oceano e sotto tre metri di fondale marino.

In realtà, Jean Rollin è un nome discretamente conosciuto nel settore dei film di genere, avendo dato vita negli anni '70 ad alcuni bizzarri horror a tinte erotiche che avevano riscosso un discreto successo e che erano diventati anche dei piccoli cult. Negli anni '80 era stato poi costretto a ripiegare sulla pornografia per sbarcare il lunario, per tornare infine al suo genere di riferimento nella parte finale della sua carriera, nonché della sua esistenza (è deceduto nel 2010).

L'Amante di Dracula, uscito nel 2002, secondo alcuni (i quattro gatti che l'hanno visto, sottoscritto compreso) è la migliore opera di Rollin, mentre secondo altri è il peggiore. Personalmente l'ho trovato tanto strepitoso che, mi rendo conto, di non riuscire a dargli il giusto plauso.

Trattasi di un film infatti che è allo stesso tempo orrendo e bellissimo, trash e avanguardistico, eccitante e stupido, volutamente ironico e involontariamente comico. Raramente, soprattutto nell'ultimo periodo, mi era capitato di trovarmi così ipnotizzato e coinvolto nella visione di un film; ho passato una buona metà del tempo con la bocca aperta e un'espressione di divertita incredulità, pensando continuamente: "ma che cazzo sta succedendo?".



Vabè, tagliamo i preamboli e sintetizziamo di cosa parla questo piccolo capolavoro. Un professore simil Van Helsing con un infezione all'occhio e che è anche un po' medium (cit.) e il suo protetto -un ricciolone con una faccia incredibilmente quadrata- stanno seguendo i discendenti di Dracula attraverso il mondo dei "paralleli", creature che hanno forma umana e soprattutto adorano "il Maestro". Un nano da circo innamorato di una di queste creature, li conduce in una villa piena di suore dal comportamento bizzarro, l'Ordine delle Vergini Bianche. Le suore trattengono una bellissima donna, Isabelle, che è la promessa sposa dell'ancora esistente Dracula. 




Questa è più o meno la premessa di una trama davvero scombiccherata e a larghi tratti incomprensibile, forse, volutamente di poco senso. Lo spettatore è continuamente bombardato da una serie di dialoghi allucinanti e avvenimenti stranianti, che a tratti possono ricordare i lavori del primo Lynch. Rollin però ci da dentro anche sul versante splatter, soprattutto nella fase del rituale di accoppiamento, con una suora a cui viene estratto il cuore a picconate, che in seguito risorge e lo butta nel fuoco. E non dimentichiamo una piccola dose di erotismo, con il bacio tra la maestra di cerimonie e una vampiressa piena di sangue che difficilmente vi lascerà indifferenti (e non a caso la scena è immortalata nella locandina).



L'ultimo atto si svolge su una spiaggia, con altre suore, sempre più pazze, che non si capisce bene da che parte stiano, visto che continuano a compiere atti totalmente contraddittori.

Memorabile una scena in cui una strega, minacciata da una suora con la pistola, le dice:

"Il tuo Dio ha detto di non uccidere!"

"Sì, ma io non l'ho ascoltato!" e le spara ridendo. 

Fantastico pure il finale, apparentemente felice, ma in realtà assolutamente drammatico.

Ad accompagnare tutte queste bizzarrie, c'è una recitazione molto teatrale -nell'accezione più negativa possibile, ovvero esagerata e caricaturale- ma anche questo sembra essere una precisa scelta del regista per forzare la mano sul versante weirdo. Le altre componenti tecniche in realtà sono di primissima qualità: regia di gran classe, una fotografia quasi perfetta, ambientazioni accattivanti, effetti speciali prostetici credibili, montaggio sostenuto e di un buon ritmo. 

Personalmente, ho amato l'originalità, il coraggio e la follia di questo film, testamento di un cinema piccolo e sconosciuto e per questo libero e anarchico.

E ricordatevi sempre che "Il presbiterio non ha perduto nulla del suo fascino, né il giardino del suo splendore".


Recensito da: Vidur

TRASH: 95/100

Noia: 38/100

Ridicolaggine degli Effetti Speciali: 45/100

Presunzione della Regia: 66/100

Incompetenza degli Attori: 81/100


11 settembre 2020

WOLVES OF WALL STREET

di David De Coteau con Eric Roberts, William Gregory Lee, Michael Bergine. Regent Entertainment/USA/2002

Wolves of Wall Street (2002) on IMDb

Jeff giunge a Wall Street con il sogno di diventare un broker di successo, e non gli pare vero quando la più prestigiosa società di brokeraggio, la Wolves Brothers, gli offre un posto, tuttavia presto si renderà conto che non è tutto oro ciò che luccica, dietro alla società si nasconde un gruppo di sanguinari lupi mannari. 

Il buon David De Coteau, vecchia conoscenza del nostro blog e veterano degli horror di serie Z, questa volta affiancato addirittura da una guest star d’eccezione come Eric Roberts decide di girare, per l’ennesima volta, il suo solito film mettendo questa volta di mezzo un gruppo di licantropi.

Siamo di fronte ad una pellicola decoteauniana al 100%, nessun elemento caro al regista canadese manca: l’incipit in cui il malcapitato che vuole lasciare il gruppo dei cattivi viene fatto fuori, i giovani aitanti in boxer, i rallenty continui messi a casaccio, le flashate, i flashback che rievocano quanto accaduto due minuti prima (tanto per allungare il brodo e raggiungere l’agognato traguardo dell’ora e ventuno minuti di durata titoli di coda inclusi), la musica tamarra di sottofondo, la mutazione del protagonista da ragazzetto sfigato in un burino con gli occhiali da sole e la coppola. 

Insomma potrebbe essere un qualsiasi film di De Coteau, io personalmente ne ho visti una marea, non ci sarebbe nulla di nuovo da segnalare, se non fosse che di mezzo ci sono i licantropi, come il nome Wolves Brothers lasciava facilmente intuire… 

Ora in un film sui lupi mannari, inevitabilmente, bisogna ad un certo punto mostrare la trasformazione dell’uomo in lupo mannaro, spesso si tratta di un momento clou per la pellicola, capace di regalare scene iconiche, basti pensare a “un lupo mannaro americano a Londra” di John Landis o “l’ululato” di Joe Dante. Quindi il nostro David come gestirà questo momento?

SPOILER

Semplice dribbla la questione con eleganza, ovvero non c’è nessuna trasformazione bensì si ripiega su una soluzione classica decoteauniana: i ragazzi in boxer. Avviene ciò: i giovani aitanti si spogliano, restano in boxer, si mettono a quattro zampe, si dirigono verso le vittime con tanto di ululati di sottofondo intervallati dal fermo immagine della luna piena, e la morte delle vittime si consuma fuori scena.

FINE SPOILER 

Ed infine, come in ogni film di De Coteau che si rispetti, non poteva mancare il finale tirato via.

SPOILER

Tutti i licantropi vengono uccisi piantandogli nel petto una penna d’argento. Il fatto che la penna fosse d’argento è un particolare che è stato ben evidenziato sin da subito, così da essere a prova di idiota. Mentre sul come si possa uccidere non una ma ben cinque persone con una penna non è dato saperlo.

FINE SPOILER

Tirando le somme “Wolves of Wall Street” è un concentrato di poetica decoteauniana, che non vi farà rimpiangere l’ora e ventuno minuti trascorsi a vederlo, a patto che siate riusciti a fare anche altro in contemporanea, altrimenti avrete effettivamente perso un’ora e ventuno minuti della vostra vita.


Recensito da: Azagthoth


TRASH: 74/100

Noia: 87/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 70/100

Presunzione della regia: 50/100 

Incompetenza degli attori: 72/100


10 settembre 2012

IL MUTANTE - PROJECT V.I.P.E.R.

Di Jim Wynorski, con Patrick Muldoon, Theresa Russell, Curtis Armstrong, Joe Avalon, USA 2002

Project Viper (2002) on IMDb

La Nasa ha assoldato un gruppo di scienziati per la progettazione di un Project V.I.P.E.R., ovvero un microrganismo voracissimo e carnivoro la cui dieta si basa su di uranio e carne umana e che dovrebbe in qualche maniera, assolutamente non spiegata, rendere respirabile l'aria su marte.
La nave spaziale che deve portare il grazioso animaletto sul pianeta rosso però, colpo di scena, impazzisce e i membri dell'equipaggio spariscono nel nulla.
In realtà questo non centra minimamente col resto del film, ma ci verrà utile poi per svelare il finale (no, non lo faremo).
Sulla terra intanto qualcuno riesce a rubare la copia del Project V.I.P.E.R. nonostante sia conservato dalla NASA in una lampada da campeggio nascosta da inviolabili codici cifrati in uno scantinato protetto da un paio di arrendevolissime guardie.
Sfortunatamente i misteriosi complottisti (ben specificato sin dall'inizio complottisti interni) sono ancora più scarsi dei sistemi di sicurezza e dopo una fuga avventurosa e spericolata fanno precipitare il loro traballante aereo nel Nuovo Messico, per la serie lo spionaggio industriale spende mille miliardi per il colpo e poi incarica la banda bassotti di metterlo a segno.
Guarda caso nelle vicinanze c'è una tranquilla cittadina che, sempre guarda caso, sorge proprio su di una vecchia miniera abbandonata di uranio.
Il project V.I.P.E.R., che peraltro non è nemmeno una vipera o similare ma una specie di polpo bavoso, fa colazione con qualche ignaro abitante sebbene sulle sue tracce ci siano gli scienziati creatori e lo sceriffo Tulley che ha appena scoperta di avere un grave tumore (talvolta capita quando si abita sopra una miniera di uranio).
A questo già ben nutrito e chiassoso gruppo di sfaccendati si unisce l'agente speciale Conners, ovvero il personaggio bello, aitante, brillante e spiritoso del film, insomma il primo che speri venga sgranocchiato dal V.I.P.E.R. (ma sai che purtroppo non sarà così)
SPOILER
In breve viene rivelato il tradimento di uno dagli scienziati che ha venduto il V.I.P.E.R. ad un capoccia corrotto della NASA, tuttavia il mostro nonostante le sue mille abilità superpotenti si dimostra vulnerabile ad una bomba al mentolo o giù di lì. Fine.
FINE SPOILER
Nella scialba piattezza del film ci siamo permessi di rimarcare qualcosa di ignobilmente notabile che terrà sveglia la vostra attenzione durante la visione:
-Quando l'aereo precipita nella foresta non solo si materializza una pista d'atterraggio ma ad un certo punto compare una fila di bidoni pieni di benzina ben allineati per creare un'esplosione tanto fragorosa quanto assolutamente ingiustificata.
-Sempre nella stessa scena il pilota fa planare l'aereo senza subire il minimo danno fisico, nella scena dopo è morto.
-La NASA sa che su quell'aereo c'era il V.I.P.E.R., ma non ha alcun motivo si saperlo.
-Lo scienziato corrotto svela al cellulare il suo tradimento, questo nonostante alle sue spalle ci sia la sua collega, che ovviamente sente tutto. La sua telefonata viene inoltre registrata senza nessun motivo.
-Conners ordina una bomba al suo distretto che viene consegnata via posta e ad un'altra persona.
-Lo sceriffo nella scena finale vorrebbe salvare la città da eroe facendosi esplodere col mostro, ma tergiversa in maniera così clamorosa che il V.I.P.E.R. lo mangia, la bomba viene lanciata da Conners al volo dalla sua auto, ma visto che aveva un timer avrebbe potuto comodamente depositarla ai suoi piedi e allontanarsi con calma.
-Il Project V.I.P.E.R è uno dei mostri più informi, vaghi, insulsi che abbia mai calcato lo schermo, fa schifo pure nel nome.
In sintesi è aberrante la mancanza di idee e di fantasia del regista che ripropone tutti i cliché dei film del genere, la speranza che il nome di Wynorski cada nell'oblio eterno insieme ai suoi film è qualcosa che dovrebbe darci speranza, ma a cui in effetti questa recensione non contribuisce affatto.
Mannaggia.

Amaramente recensito da Ortnid


VOTI:

TRASH 74/100
Noia 74/100
Incapacità degli attori 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 73/100
Presunzione della regia 80/100

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11 novembre 2011

DARK DESCENT (Aka Descent into Darkness)

di Daniel Knauf, con Dean Cain, Scott Wiper e Biliana Petrinska. UFO/2002/USA.
Descent Into Darkness (2002) on IMDb
“Murdock sei un coglioneeeeeeeeeeeee!”
Toccante urlo finale del cattivo di turno.


Will Murdock è un efficiente poliziotto, uno dei migliori, ha un solo difetto: è claustrofobico. Ovviamente non poteva fare la guardia al parchetto, o inseguire i malviventi in bicicletta in stile “Pacific Blue”...mannò! Lui pensa bene di andare a lavorare in una base sottomarina.
Questa enorme base pare serva a trivellare il fondale, alla ricerca di non si sa bene quale minerale, ed è quindi dotata di un ampia gamma di operai, un dottore cattivo, dei bulgari armati, un night club pieno di spogliarelliste e una sola persona che controlla tutti: lui.

Presto Will dovrà indagare su una lunga serie di suicidi (ridicoli) tra gli operai e scoprirà così che la causa sono le allucinazioni provocate dai medicinali, distribuiti dal dottore di bordo.
Nel frattempo un gruppo di bulgari incazzati e pagati da un’agenzia (?) per distruggere la documentazione sui farmaci incriminati riuscirà ad arrivare alla base e sarà compito di Will fermare i loro terribili piani (?), cercando di sopravvivere alle loro mitragliette e a certi effetti speciali agghiaccianti...

[SPOILER]
In realtà, documenti a parte, i malviventi ce l’hanno solo con il nostro caro poliziotto, che verrà quindi invitato dal suo capo a lasciare immediatamente la base.
Will invece ha una idea tutta sua su come risolvere la spinosa situazione, decide infatti di far saltare in aria l’intera base!
Per la gioia di tutti.
Anziché prenderlo a testate, l’equipaggio evacua in tutta fretta, permettendo a Will di dedicarsi all’abbattimento uno per uno dei soliti cattivi, per poi zoppicare via all’ultimo con una tuta da sub.
[FINE SPOILER]

Non sforzatevi...tutto ciò non ha affatto senso.

Durante il film si è costretti a sopportare una serie di sfortunati eventi, come la situazione sentimentale del protagonista (che ha perso la sua famiglia mentre se la faceva con l’amante), la sua fobia, il suo rapporto conflittuale con gli operai e con il suo fedele amico e poliziotto, che sarà cacciato a calci nel sedere dal nostro eroe nel giro di due millisecondi. Così.
Se state pensando che tutto ciò possa avere un minimo sviluppo o una qualche utilità per la trama....vi sbagliate di grosso! Tutte queste cose ci vengono dette, vengono ribadite...e basta, non servono a nessuno!
In questo film tutto si risolve con una mezz’ora buona di sparatorie ridicole e un’inutile esplosione finale.

Mi sono fatta abbindolare dalla presenza di Dean Cain (ormai ricorrente in un certo genere di film vergognosi) ma mi son pentita dopo 10 minuti.
Lasciate perdere.


Recensito da: Leotorda


VOTI
TRASH: 65/100
Noia: 77/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 80/100
Presunzione della regia: 54/100
Incompetenza degli attori: 49/100





Se ti piace guarda anche: Post Impact, Lois & Clark - Le nuove avventure di Superman, un film a caso con Dean Cain nei panni dell’eroe.

27 giugno 2011

THE HEXER (aka Wiedzmin)

Di Marek Brodzki. Con Michal Zebrowski, Olaf Lubaszenko, Zbigniew Zamachowski e Grazyna Wolszczak. PL/2002

The Hexer (2002) on IMDb
Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Andrzej Sapkowski. Pochi, presumo. In Polonia in particolare e nell'europa dell'est più in generale è molto noto e apprezzato come autore di libri fantasy, che hanno avuto un grande successo e che hanno ispirato il celebre capolavoro videoludico "The Witcher". Sfortunatamente, qualche anno prima che i ragazzi di CD Projekt iniziassero a lavorare al loro gioco di ruolo, ha anche ispirato questa schifezza che, a cavallo tra il 2001 e il 2002, ha preso vita sul piccolo schermo polacco. Come se non bastasse è nata anche una serie TV omonima (qualcuno ha detto Lasko?) che, grazie al cielo, non ha valicato i freddi e storicamente instabili confini polacchi.

Geralt di Rivia è uno strigo (o witcher, o hexer, o wiedzimin), un sorta di cacciatore di taglie specializzato nell'uccisione di mostri. Gli strighi vengono presi fin da bambini e costretti ad un'addestramento durissimo nonchè sottoposti a mutazioni genetiche ed oscuri incantesimi volti ad incrementare la loro forza e ad azzerare le proprie emozioni. La pellicola altro non è che un collage di cortometraggi che narrano alcune delle avventure di Geralt e compagni. E' giusto specificare che anche i libri sono fondamentalmente costruiti in questo modo, tuttavia ritengo che per mantenere alta l'attenzione dello spettatore e per permettergli di seguire un filo logico sarebbe stato più opportuno optare per una scelta diversa. Encomiabile il tentativo di seguire la linea guida usata dall'autore dei libri. La trama, o meglio le trame, possono anche essere cosiderate piacevoli, se piace il genere, gli attori non sono neanche troppo un disatro, sono ben caratterizzati e anche scelti con un certo criterio (tralasciando il fatto che Ranuncolo, il bardo sciupafemmine amico di Geralt è un mostro orribile ed anche abbastanza avanti negli anni).

Quello che abbassa il livello generale del film è la pietosa realizzazione tecnica ed il comparto effetti speciali; da notare la scena in cui Geralt esce da una grotta trasinandosi dietro ciò che dovrebbe essere un basilisco, il quale ondeggia come un budino essendo di gommapiuma. Ma potrei citare tentacoli gommosi, draghi fatti con Paint e vermotti di plastica...

In conclusione ci troviamo di fronte ad un classico prodotto per la televisione, con tutto ciò che ne consegue (pressapochismo, basso budget, la Polonia..); prodotto che parte da una base solida ma non del tutto adatta alla trasposizione su pellicola. Per di più il tutto fatto da dei polacchi. Mi sentirei di dirvi di evitarlo, in particolare se siete fan del Lupo Bianco. Se non lo siete e volete diventarlo, questo film NON è assolutamente il modo migliore per affacciarvi sul magico regno di Temeria.

Recensito da: Imrahil

VOTI:
Trash: 67/100
Noia: 79/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 57/100
Incapacità degli attori: 50/100



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: un altro film. ma gioca a the Witcher.

23 ottobre 2010

PINATA – L'ISOLA DEL TERRORE (aka Demon Island)

Di David e Scott Hillenbrand, con Nicholas Brendon, Jamie Pressley, Garrett Wang. USA/2002/Radder Pictures

Survival Island (2002) on IMDb

“Dovevi farlo tu. No tu. Ma no, io l'ho scambiato con Lady Terminator! Ma no, tu devi fare Virus che ti è anche piaciuto! No, lo deve fare Azaghtoth! Ma no, lui deve fare Sebastian Gaki e Chuck Norris contro Steven Seagal e i vampiri gay...vabè lo faccio io e vaffanculo”.

E' con queste esaltanti premesse che mi vedo costretto a recensire questa boiata clamorosa.
Un gruppo di classici universitari idioti americani, si trova su un isola per una specie di caccia al tesoro, ma uno di loro inavvertitamente libera un demone intrappolato in un'antica pignatta di terracotta. Il suddetto demone animerà l'oggetto che inizierà a seminare morte e terrore fra gli sventurati aventori.
La trama in effetti non è male, cioè una bella minchiata anche di quelle originali, peccato che lo sviluppo non sia granchè. Del resto i registi sono quell di King Cobra, mica cazzi.
Il gruppo di ragazzi è ovviamente insopportabile e stereotipato, con Nicholas Brendon di “Criminal Minds” e quella gnoccolona di Jaime Pressley di “My Name is Earl” a farla da protagonisti.
Però tra le ragazze si segnala anche una dal carattere irremovibile:
- “Dai facciamoci una canna”
- “No”
-” Dai”
- “Va bene”.

- “Dai facciamo sesso”
- “No”
- “Dai”
- “Va bene” e così via...

Per il resto la famosa Pinata che uccide fa abbastanza ridere. In certe scene c'è chiaramente un attore dentro un vestito da pignatta che si muove lento e goffo e che si vede nelle scene delle uccisioni. Poi una volta montato il film, i due registi si sono resi conto che faceva troppo cagare anche per loro, così hanno deciso di inserire delle scene in CGI in cui la Pinata corre, salta, rotola, e routa come una pazza, ma l'effetto è talmente misero che non ci si può non fare quattro risate.
C'è anche una buona dose di splatter: non è niente di sconvolgente, ma almeno riesce ogni tanto a mitigare l'aria di commedia pecoreccia all'americana. Eh già, perchè Pinata lo sa di essere una cagata e non lo nasconde, infatti tutto il tono del film è chiassoso e caciarone.
Nel complesso "Pinata..." si rivela abbastanza divertente, ma se ne può fare tranquillamente a meno.
Solo per gli irriducibili.

Recensito da: Vidur



VOTI
TRASH: 71/100
Noia: 75/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 87/100
Presunzione della regia: 40/100
Incompetenza degli attori: 65/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: una festa di messicani che rompone delle pignatte.

4 agosto 2010

THE FRIGHTENING

Di David DeCoteau, con Matt Twining, James Foley, Charity Rahmer. USA/2002

The Frightening (2002) on IMDb

Depressi dal triste “La Casa nel Tempo”, nonostante la brillante presenza di un cattivissimo Peter Hintz, decidiamo di buttarci su un DeCoteau, che è sempre garanzia di risate assicurate.

Per una volta mi permetto di saccheggiare un'opera del cineasta canadese al più grande esperto del suddetto regista nel globo terracqueo, il nostro Azagthoth.

Corey si è appena trasferito in una nuova scuola, ma sotto la maschera di studente per bene nasconde incofessabili segreti legati al suo passato che continuano a perseguitarlo. Le ossessioni riaffiorano quando cominciano a verificarsi strani eventi: morti inspiegabili e sparizioni misteriose terrorizzano il liceo.

L'inizio è entusiasmante: un piccolo compendio della poetica DeCoteauniana in pochi minuti. E' notte e un ragazzo con dei pantalondi di latex e una canotta a rete, si introduce di soppiatto nella scuola, quando arrivano quattro loschi figuri vestiti di nero che lo uccidono senza pietà; il tutto condito da una valanga di flashate e da un montaggio talmente isterico da provocare immediata epilessia. Dove l'abbiamo già visto? Ah già, E' LO STESSO IDENTICO INIZIO DI OGNI FILM DI DECOTEAU! Grande David, davvero senza nessun pudore.

Ma il senso di dejavù è ricorrente in tutta la pellicola: io sono convinto che intere scene di questo film (tipo quelle della lotta o il dialogo di Corey con la cheerleader) siano state prese di peso da un altro film di DeCoteau. I miei soci dicono che sono pazzo e che me lo sono inventato...purtroppo non sono riuscito a portare nessuna prova a sostegno della mia tesi, quindi non posso fare altro che arrendermi e constatare che i film di David siano così identici gli uni agli altri da confonderli totalmente o che mi stia rincoglionendo in modo preoccupante.

Comunque sia, la variante senza confraternita prevede lo scontro fra due gruppi di studenti: i lottatori sono fighetti e indossano i maglioni a losanghe (i cattivi), gli pseudo-punk hanno la cresta e canotte leopardate (i buoni).

Interessante notare come in questo film ci sia una girandola di uccisioni di studenti senza sosta, una media di due al giorno, ma che tutti se ne sbattano allegramente. Addirittura la secchiona che viene ammazzata a teatro (altra scena secondo me presa da un altro film), viene totalmente dimenticata da tutti e nessuno ne farà più menzione.

Notevole anche la scena top: Corey e il suo amichetto punk si devono intrufolare di notte nella scuola chiusa. Arrivano davanti al portone e uno dice: “Di solito la porta è sprangata e c'è un allarme inserito...ma non oggi!”. Aprono la porta ed entrano tranquillamente, usando l'espediente più idiota della storia del cinema.

Per il resto è un DeCoteau “doc”: giovinetti implumi in boxer, flashate, musica zarra, montaggio folle e uccisioni ridicole. Il finale però è diverso dal solito, ma solo perchè copiato da un altro celeberrimo film, che non vi sto a dire, casomai vorreste avventurarvi nella visione di questo capolavoro.
Nulla di indimenticabile, ma comunque un DeCoteau di buon livello.

Recensito da: Vidur

VOTI:
TRASH: 73/100
Noia: 68/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 75/100
Presunzione della regia: 51/100
Incapacità degli attori: 75/100

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19 giugno 2010

MEGALODON


Di Pat Corbitt, con Leighanne Littrel, Robin Sachs, Al Sapienza. USA/2002/Fusion International

Megalodon (2002) on IMDb

Una grande compagnia petrolifera sta allestendo la più grande piattaforma di trivellazione mai costruita nel mar glaciale artico (o giù di lì). Trivellando a grandissima profondità si crea una breccia in una sorta di ''mondo perduto'', una parte di oceano rimasta separata in tempi antichissimi da una parete di roccia e piena di pesci preistorici.. incluso un Carcharodon megalodon, il più grande squalo mai apparso sulla faccia della terra.

Ragazzi CHE PALLE! Il 90% del film ci sono gli operai e i giornalisti che cazzeggiano tutto il tempo. Cazzeggiano in acqua, cazzeggiano nei sottomarini, cazzeggiano sulla piattaforma. Ci sono ogni tanto piccoli espedienti per mantenere alta la tensione (?!) che lasciano lo spettatore assolutamente impassibile e con una espressione anche vagamente malinconica. E' un film che si guarda con il muso lungo. Dopo un'estenuante attesa compare finalmente il pesciolone che sembra uno di quelli che si vede in mano ai bambini in spiaggia i primi di luglio.. quelli che puzzano tantissimo di plasticaccia cinese. Si boh, è veramente una merda di squalo indubbiamente.. però boh.. è triste.. cioè.. non lui nello specifico povero pesciolino.. è colpa del resto del film. In una produzione un po' più movimentata forse sarebbe stato anche divertente vedere quel patetico squalo in computer grafica muoversi a scatti inseguendo un mini-sottomarino, ma la verità è che quando si arriva a questo punto lo spettatore è già stato ucciso dai 50 minuti di nulla totale precedenti (e fate conto che il film dura si e no 1 ora e un quarto).
 Un titolo che non ha ragione d'essere, di una noia mortale, con un budget superbasso e degli effetti redicoli fatti con windows movie maker dal figlio del regista. Il Supercroc degli shark-movies. L'ho già detto che è noioso?

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 64/100
Noia: 92/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 81/100
Presunzione della regia: 48/100
Incompetenza degli attori: 53/100

Si, avete ragione.. qui dovrebbe esserci il trailer o lo spezzone.. ma NON ESISTE.. potrei caricarne un pezzo ma se Pat Corbitt venisse a chiedermi i diritti d'autore penso potrei sputargli in faccia.

SE TI PIACE GUARDA ANCHE..
qualsiasi altra cosa. Era questo che non dovevi guardare..

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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