Visualizzazione post con etichetta 1970. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1970. Mostra tutti i post

18 febbraio 2023

IL MARCHIO DI DRACULA (aka Scars of Dracula)

Locandina di Il marcio di Dracula
Di Roy Ward Baker. Con Christopher Lee, Dennis Waterman, Christopher Matthews, Jenny Hanley. Regno Unito / 1970 / Hammer Films

Scars of Dracula (1970) on IMDb

Continuiamo il nostro filone vampiresco con uno degli ultimi film della leggendaria Hammer con il leggendario Christopher Lee ad interpretare il leggendario Dracula; si tratta addirittura della quarta pellicola girata da Sir Christopher Frank Carandini Lee nel solo 1970, dopo Il Conte Dracula, Controfigura per un delitto ed Una Messa per Dracula, ovvero le ultime cartucce di un fucile ormai scarico e privo di ogni fascino. 

Girato con quattro soldi e con una svogliatezza generalizzata davvero avvilente, Il Marchio di Dracula è sostanzialmente una rottura di coglioni galattica, in cui non succede praticamente un cazzo. 

Il castello di Dracula e dell’Aigor di turno viene messo a ferro e fuoco dagli abitanti del villaggio vicino -una decina di figuranti vestiti di stracci- dopo l’ennesima uccisione di un'illibata fanciulla. Il Principe delle Tenebre però risorge grazie ad un simpatico pipistrello che sbatte le sue alucce meccaniche cigolando come una bicicletta anni ’60 e che droppa delle goccine di sangue sul suo cadavere. 

Nel frattempo, l’impenitente donnaiolo Paul seduce la fidanzata del fratello alla di lei festa di compleanno e per sfuggire alle guardie del Borgomastro, finisce dritto filato nel castello dell’appena risorto Dracula.

Paul sembrerebbe il protagonista, nonché il personaggio migliore del film e quindi giustamente viene ucciso a metà del secondo rullo. Così, il centro della scena viene preso dal noiosos fratello Simon e dalla sua promessa sposa che non fanno altro che dirsi quanto si amano e quanto siano preoccupati per Paul.

Le cose non si rianimano neanche quando i due arrivano al castello, in quanto Dracula non sarà in scena per più di dieci minuti scarsi in totale e fa pure cose senza senso, come uccidere a coltellate una donna vampira; e qui neppure l’immensa classe di Christopher Lee riesce a mascherare il suo tedio, percepibile fin dal primo momento in cui compare in scena.

Quasi da ridere il finale con Dracula che viene ucciso da un fulmine che colpisce un bastone di ferro che stava brandendo per uccidere il buon Simon.

Pur perdonando le scenografie di gommapiuma e il pipistrello cigolante -data l’epoca e il budget- non si può passare sopra al ritmo catatonico e ad una messa in scena sciatta e impiegatizia, il cui effetto è paragonabile all'iniezione in vena di un mix di Roipnol e radici di valeriana.


Un paio di scene splatter e le splendide grazie esibite dalla popputa Jenny Henley fungono da unici elementi di interesse per un prodotto che anziché fare onore alla gloriosa storia degli horror della Hammer, gli sputa quasi in faccia. 


Recensito da: Vidur


TRASH: 77/100

Noia: 91/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 81/100

Presunzione della regia: 65/100

Incompetenza degli attori: 74/100


5 aprile 2012

TROG IL TERRORE DI LONDRA

Di Freddie Francis, con Joan Crawford, Thorley Walters, Michael Gough, Bernard Kay, Kim Braden, David Griffin, John Hamill, Jack May, Geoffrey Case, Robert Hutton, Simon Lack, David Warbeck, Chloe Franks, Maurice Good, Joe Cornelius, GB, 1970
Trog (1970) on IMDb

Riecco dal profondo degli abissi l'ennesimo mostro assassino, questa volta nei panni di un troglodita di dieci milioni di anni, un cavernicolo grezzo e peloso.
LA TRAMA
Un gruppo di studenti di geologia si imbatte in una grotta mai visitata dall'uomo (sapiens) all'interno della quale rinvengono quello che pare essere un omaccione con una ridicola mascherina e del pelo penzolante dalle ascelle, che viene però spacciato come un neanderthaliano.
Il bestione abbatte in maniera risibile due dei tre studenti lasciandone però fuggire un altro che va a rivelare tutto alla dottoressa Brockton con la speranza di farsi assumere nel suo laboratorio dopo la laurea.
La Brockton, che in un film di serie Z non inglese sarebbe una scollata di trent'anni e invece qui è nonna Abelarda,  assume seduta stante il giovane e convince la polizia a non uccidere il bestione, di cui lei stessa scatta un'istantanea da due metri tipo fototessera.
Lo cattura e con la forza della scienza e delle buone maniere trasforma il sanguinario primate in un effemminato pelosone che gioca con le bambole, ascolta musica leggera e predilige i fiocchetti rosa da mettere al collo.
Murdock, il rivale della Brockton, non può sopportare tutto ciò e intenta una causa per l'abbattimento di quello che considera un animale, il giudice non lo appoggia e anzi la sua sentenza si scaglia contro il machismo violento in un tripudio di banalità sulla scienza che crea il progresso.
Intanto Trog (si, viene chiamato proprio così!) compie passi da gigante, impara l'utilizzo di tre parole usate però in maniera casuale, gioca con una pallina, picchia a sangue i cani, impara due colori, insomma fa tutto quello che anche la vostra puzzola da compagnia saprebbe fare se solo ne aveste una.
Elabora inoltre flashback lunghissimi in cui ci viene spiegata l'estinzione dei dinosauri che lui ha visto personalmente, gettando nel cesso la base della paleontologia, cioè che dinosauri e uomini non hanno mai vissuto insieme.
Murdock, invidiosissimo dei progressi di Trog, una notte si intrufola nel laboratorio e lo libera dal suo gabbiotto, ricevendone come ricompensa una serie di randellate in testa, Trog è libero così di andare in giro per il paese (nel titolo Londra, nel film Abbiategrasso) ad uccidere e a spargere sangue innocente, finchè non rapisce una bambina e fa ritorno alla grotta.
Asserragliato dalla polizia riconsegna senza proferire grugnito la bambina alla Brockton prima di essere ucciso dalla polizia.
Filmaccio che gode però del classico aplomb inglese di relativa clama e tranquillità. che in una pellicola del genere si traducono però con tediosità e noia, il costume di Trog è veramente notevole nella sua totale assenza, consiste infatti di mutande nere e mascherone.
Magnifico il profilo di Murdock che è proprio un malvagio dentro che vuole uccidere solo per cattiveria e vuole far fare brutta figura alla Brockton perchè "una donna non può essere il capo di un laboratorio".
Commoventi anche i due speleologi che esplorano un fiume sotterraneo in mutande bianche, ad un certo punto compaiono anche dei dinosauri di plastilina: tripudio!

Recensito da: Ortnid
VOTI
TRASH:75/100
Noia: 85/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 70/100
Incapacità degli attori: 70/100


Se ti piace guarda anche: Korang, la terrificante belva umana

9 agosto 2011

7 PER L'INFINITO CONTRO I MOSTRI SPAZIALI (aka Horror of the Blood Monsters)

Di Al Adamson. Con John Carradine, Robert Dix, Vicky Volante. USA/1970

Horror of the Blood Monsters (1970) on IMDb
"Ah, è molto triste vedere un mondo che muore"

Ecco, diciamo che considerare "7 per l'infinito contro i mostri spaziali" un film è una mossa quantomeno generosa. Più che altro è un guazzabuglio sconclusionato e delirante, realizzato senza un dollaro e senza il minimo di impegno e professionalità. Ne viene fuori una pellicola dall'abisso che sa regalare momenti di pura ilarità, come lunghi periodi di stasi annichilente e di sequenze ripetute fino allo sfinimento.

Il "film" si apre con un incipit secondo il quale i vampiri della terra stanno colonizzando il pianeta uccidendo tutti gli umani. Per fermare questa mattanza, viene organizzata una spedizione sul pianeta natale degli stessi vampiri per toglierli di mezzo una volta per tutte. Quest'ultima parte l'ho capita leggendo la sinossi su internet, perchè in realtà nel film questo passaggio non viene minimamente spiegato, tanto più che nessuno farà più cenno ai vampiri sulla terra, rendendo il prologo totalmente insensato e inutile.

La spedizione spaziale su un'astronava di cartone con delle sdraio di legno, è formata dal vecchio professore John Carradine, una serie di tizi indistinguibili e una biondona con la faccia anni '70 che mostra un pò di tette dalla scollatura. Tutto l'equipaggio è vestito con una bella e pratica tuta spaziale di tela marrone e un foulard blu al collo. "Dopo un lungo viaggio cosmico" e qualche incidentello, i nostri arrivano sul pianeta chiamato Astrogeos, che guarda caso è uguale alla terra e che non necessita di tute spaziali. Per ragioni totalmente oscure, il professore esperto di tutto rimane sull'astronave a combattere delle guerre stellari, mentre i valenti piloti scenderanno a cazzeggiare sul pianeta. Su di esso, due tribù nemiche (una buona e una cattiva con i denti da vampiro) si massacrano da tempo immemore. Assisteremo dunque a delle interminabili e tediosissime sequenze di questi pseudo selvaggi in mutande di pelo che si prendono a legnate con clave di plastica. Questo, finchè l'equipaggio non trae in salvo una ragazza con un costume bianco, che grazie al magnifico siero psicotico (o qualcosa del genere), si mette a parlare italiano spiegando tutta la storia per filo e per segno. L'aliena fraternizzerà con uno degli esploratori, ma chissà perchè, ma a quello viene mal di testa, sviene, viene portato sull'astronave che torna sulla terra, lasciando la povera ragazza al suo destino di essere vampirizzata. Questo è a grandi linee ciò che succede.

Le vere chicche del film però sono altre: i cattivi spaziali (non so chi) hanno il potere di far cambiare colore all'astmosfera del pianeta; ciò vuol dire che il buon Al Adamson si diverte a modificare continuamente colore del filtro della fotografia, passando dal rosso, al giallo, al verde, al blu rendendo oltremodo faticoso continuare la visione del film senza attacchi epilettici e rendendo chiaro l'uso di sostanze psicotrope da parte del suddetto regista. Essendo come detto, pazzo, povero e drogato, Adamson ha anche saccheggiato delle immagini di vecchi telefilm di fantascienza, propinandoci senza alcuna logica e con frequenza indicibile, le stesse quattro o cinque scene di spremiagrumi che volano nello spazio, di astronavine giocattolo che partono da qualche pseudo-base, esplosioni e botti vari, il tutto corredato da delle incomprensibili voci fuori campo che cianciano di flotte guerriere, imperi spaziali, guerre e guerre continue. Il tutto per far credere che il professore rimasto sulla sdraio dell'astronave stia combattendo un incredibile lotta spaziale. Come, perchè e contro di chi, è del tutto incomprensibile.

Dulcis in fundo, su Astrogeos il buon Al Adamson ci piazza delle creature primitive casuali, sovrapponendo immagini rubate a chissà chi di brontosauri, mammuth, lucertoloni e godzilla. Degni di menzione anche degli spettacolari uomini granchio (praticamente il dottor Zoidberg di Futurama) che vengono fuori dal fiume e anche degli uomini pipistrello nelle caverne.

Sicuramente sto dimenticando qualcosa, ma raccapezzarsi tra l'infinito nugolo di stronzate di questo film, vi assicuro che non è facile. Memorabile il finale rabberciato in tre secondi con la spettacolare frase ad effetto che apre la recensione.

Non trash, di più.

Recensito da: Vidur
VOTI:
TRASH: 91/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 98/100
Incapacità degli attori: 66/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: prendi dell'LSD, i colori sono quelli.
 


 
 

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

ARCHIVIO RECENSIONI