Visualizzazione post con etichetta Comico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Comico. Mostra tutti i post

5 dicembre 2023

SPECIALE RECENSIONE NUMERO 300 - PARTE 1

INTRODUZIONE

Cari amici di Pellicole dall'Abisso, dopo oltre tredici anni di indefesso lavoro, il qui presente blog spegne sulla torta delle candeline speciali, ovvero quelle della recensione NUMERO 300!!!
Ebbene sì, dal 2010 abbiamo visto e recensito per voi ben 300 film della peggior risma, spaziando su tutti i generi, tutte le nazioni, tutte le epoche, senza fare distinzioni tra film semi-amatoriali e kolossal hollywoodiani, tra un Nicolas Cage e un Marco Antonio Andolfi, tra una Lindsay Lohan e una Loredana Lecciso, tra un Vito Colomba e un Ridley Scott.

Per celebrare questo speciale traguardo, abbiamo spremuto le nostre importanti meningi e i nostri dotati cervelli hanno partorito quanto segue. Innanzitutto un piccolo video di ripasso di quello che è stato finora, visualizzabile QUI, in secondo luogo, anziché fare una recensione...ne faremo ben due. Quindi, tenetevi ben stretti per la seconda parte. 

Per la prima, intanto, un delizioso gioco di parole ha sollucherato il nostro palato e per l'occasione, dopo ben tre anni di latitanza, è tornato a recensire con la sua proverbiale coincisa malvagità il nostro Azagthoth!


3CIENTO - CHI LA HA DURO...LA VINCE!

Di Jason Friedberg e Aaron Seltzer con Sean Maguire, Kevin Sorbo, Carmen Electra. 2008/USA/New Regency Pictures
Meet the Spartans (2008) on IMDb

La recensione numero 300 di Pellicole dall’Abisso non avrebbe potuto che essere la recensione di 3ciento-chi l’ha duro… la vince e così sarà. Auguri Pellicole dall’Abisso, anche questo traguardo contro qualsiasi pronostico e qualsiasi forma di buon senso è stato tagliato. Urrà, Urrà, Urrà. 

Ma ora basta con l’autocelebrazione e parliamo della pellicola in questione, il cui titolo originale per la verità nulla centra con il numero 300. Il film si intitola infatti più sobriamente Meet the Spartans, l’idea di modificare il titolo con questo geniale gioco di parole a cui noi ci siamo accodati, è stata un'indegna decisione dei distributori italiani, titolo che tuttavia si addice alla perfezione ad un film che è assolutamente indegno. 

Il film rappresenta il prototipo della parodia, o delle parodie, visto il gran numero di riferimenti ad altri film, programmi televisivi, personaggi pubblici e chi più ne ha più ne metta, che non fa MAI, ma proprio MAI, ridere. Ma neanche sorridere perché la stupidità e la frequente volgarità delle gag proposte non solo non strappa una risata, ma neanche un mezzo sorriso. Un cinepanettone è molto, e sottolineo molto, più divertente. Le gag peraltro sono pure ripetute allo sfinimento, come quando Leonida calcia giù nel pozzo un tot di personaggi realmente esistenti ed immaginari o come nell’infinito contest di ballo tra spartani e persiani che vorrebbe parodiare American Idol ma risulta di una noia mortale (ed annoiare lo spettatore in poco più di un’ora di film non è facile). 


Oltretutto, molte delle parodie risultano davvero datate, in quanto ironizzano su personaggi e situazioni che già nel 2023 la maggioranza degli spettatori si è scordata, ed aggiungiamoci pure che purtroppo noi italiani perdiamo il senso delle gag riferite a programmi statunitensi perché non li conosciamo (mannaggia che sfiga!). 


In questo desolante spettacolo non possiamo non provare amarezza vedendo Kevin Sorbo, l’Hercules della nostra adolescenza, partecipare a questa oscena baracconata. Kev avevi problemi economici? Non sapevi come pagare le bollette? Ti aiutavamo noi, mettevamo in piedi una raccolta fondi, o una qualsiasi altra cosa piuttosto che vederti coinvolto in questa indegna pagliacciata.



Si può salvare qualcosa di questa pellicola? Onestamente no, questo forse la rende degna di essere la trecentesima recensione di Pellicole dall’Abisso… Almeno questo, dai sì…




Recensito da: Azagthoth

TRASH: 78/100
Noia: 95/100
Ridicolaggine effetti speciali: 30/100
Presunzione della regia: 72/100




1 agosto 2023

ROBIN, FRECCE, FAGIOLI E KARATE' (Aka Storia di arcieri, pugni e occhi neri)


Di Tonino Ricci. Con Alan Steel (Sergio Ciani), Cris Huerta, Victoria Abril, Iwao Yoshioka, Eduardo Fajardo, Rafael Abaicìn. 
ITALIA-SPAGNA / 1976 / Arco-Films

Storia di arcieri, pugni e occhi neri (1976) on IMDb

"C'erano un tempo e ci sono anche adesso, benchè l'aspetto non sia più lo stesso, potentissimi e ricchi signori che seminavano ingiustizie e terrori. Ma Robin Hood, con freccia tagliente, li combatteva aiutato dalla gente, e i prepotenti non ridevano più quando dovevano andare... a fare in cù. Come centrino poi fagioli e karatè... è una sorpresa e lo vedrai da te!" 

Per voi inurbani ecco la parafrasi di questo gaio sonetto in rima baciata con cui gli sceneggiatori ci augurano una buona visione: questo film su Robin Hood fa un sacco ridere perchè ci sono delle esilaranti battute volgarotte. I fagioli e il karatè non centrano un cazzo ma ce li abbiamo messi lo stesso. Visto? Poi dicono che il liceo classico non serve a nulla...
Il malvagio ed effemminato barone di Nottingham (ma non era lo sceriffo? vabè...) come da tradizione letteraria odia il popolo ed è assetato di potere. Cotanta è la sua prepotenza da voler catturare e uccidere il beneamato duca Alan che a buon diritto reclama la contea di Nottingham. Robin Hood, quasi per caso, incontrerà e salverà la sorella di Alan e pur di scoparsela cercherà un modo per liberare il duca con l'aiuto della sua banda di bricconi. Tanto notevole quanto immotivato il fatto che in questa allegra compagnia di ribaldi sia presente tale Fra' Moikako, un sedicente monaco cappuccino giapponese esperto di arti marziali ed amico di Frate Tuck. Siamo alla metà degli anni '70 e il Duo Padano cantava "Il pianto di Zambo", quindi aspettiamoci per lo meno che il buon frate del Cipango parli come nelle barzellette in cui viene rappresentato un orientale, cercando di costruire frasi con il maggior numero di "erre" possibile al fine di risultare comico. Guadagniamo costui, perdiamo personaggi fondamentali per le vicende di Robin Hood come Little John e Lady Marian dei quali nell'epopea di Tonino Ricci non vi è alcuna traccia. Tra assalti nella foresta più spoglia ed arida che io ricordi, tornei di tiro con l'arco volti a scovare Robin Hood (Si, proprio come nel cartone animato Disney uscito tre anni prima), grandi mangiate nobilitate da squassanti rutti, risse e battute non divertenti, l'annoiato spettatore verrà trascinato stancamente verso l'epilogo scontato nonché sull'orlo della depressione reattiva.

"Mi scusi, vuole sedersi?"


Quasi tre lustri prima di Mel Brooks e del suo "Robin Hood: Men in Tights", il bel paese decide di rivisitare in chiave comica la storia del più famoso arciere del mondo. Un ormai attempato Alan Steel, veterano dei vari Maciste, Sansone, Ursus ed Ercole, mette la tunica in naftalina per indossare la calzamaglia verde (e la cravatta da sceneggiatore!) e partecipa attivamente alla nascita di questo incommentabile guazzabuglio. Non è chiaro se il film debba essere una commedia, un'avventura o qualunque cosa ci sia in mezzo. Un bel minestrone che cerca di unire i generi più in voga degli anni '70, ovvero il film-scazzottata alla Bud Spencer e Terence Hill, la commedia quella di bassissima lega e il filone della cinematografia di Bruce Lee. Quello che è certo è che fallisce su tutta la linea. Il buon Sergio Ciani è vecchio e si vede, benchè cerchi di nascondere le rughe con un ridicolo pizzetto color platino. L'idea di infilare un karateka in un film su Robin Hood è assurda di per sè, ma vale la pena spendere due parole sull'interprete Iwao Yoshioka, esperto di arti marziali che ha costruito tutta la sua carriera cinematografica in Italia, inclusa la celebre miniserie "Sandokan" con il magnetico Kabir Bedi. Yoshioka aveva già distribuito qualche calcio rotante due anni prima sempre sotto la direzione di Tonino Ricci nello spaghetti-western "Storia di karatè, pugni e fagioli". Un titolo praticamente identico a quello di cui stiamo parlando in questa sede e che ci fa intuire che Ricci avesse l'intenzione di creare una sorta di filone dedicato al cinema "di botte e fagioli", ambientando ogni film in un differente contesto. Ma gli dei del cinema sono talvolta giusti, e a quanto pare l'orrida saga si è fermata solo a due lungometraggi. 

"Plego, libelale me, io pligionielo"


Dal momento che il film è stato girato in Spagna e per di più in estate, assisteremo inoltre alla più patetica e sciatta foresta di Sherwood mai rappresentata nella storia del cinema, con tanto di macchia mediterranea, alberi radissimi, gran polveroni e sole che spacca le pietre. Recitazione assurda, ben oltre la commedia dell'arte, quasi da teatro Kabuki, tanto esasperate ed esagerate sono le espressioni degli attori. Non mancano gli effetti sonori da cartone animato aggiunti in post produzione per un sicuro effetto comico (avete presente? fiiiiiiiiiiuuuu, quaquaquaquaaaa, bonk, boing boing...). Inutile dire che se scopri di aver bisogno di faccette, boccacce e degli effetti sonori buffi, vuol dire che la scena in sè non fa ridere e stai perdendo in partenza. Si salva forse la performance seppur caricaturale di Cris Huerta (Fra' Tuck), ben noto caratterista spagnolo che appare in numerose produzioni, soprattutto western. Interessante il cammeo a fine film della "gigantessa" Francesca Romana Coluzzi, che giusto prima dei titoli di coda darà una ripassata a tutta la banda, cinesino incluso. Per il resto, ridatemi Franco e Ciccio. E di corsa.

Ah, la ridente ed impenetrabile foresta di Sherwood


Taluni narrano addirittura che il film sia inedito in Italia. Quel che è certo è che in Spagna gode di un vasta ed immotivata popolarità. Jajajaja! Que divertido! En passant, in Spagna il film si intitola "...Y le llamaban Robin Hood", ovvero "...Lo chiamavano Robin Hood". Furbacchioni! 

Recensito da: Imrahil

TRASH: 82/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 74/100
Presunzione della regia: 16/100
Incompetenza degli attori: 81/100



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: fatti un favore e guarda "Robin Hood - Un uomo in calzamaglia" 

18 aprile 2023

I GUARDIANI DI ATLANTIDE

Di Luca Occhi. Con Matteo Zandonà, Elisa Balzarini, Enzo Africano, Stefano Anoardi, Giovanni Zaccaria. VICENZA / 2013 / Eyes Prductions

I guardiani di Atlantide (2013) on IMDb

"Daltandite... non si capisce neanche cosa sia..." "AAAtlantide" 

Mike ed Elisa vengono contattati da un notaio vicentino: il loro comune amico, Gabriele, è morto "in un incidente d'auto" ed ha lasciato in eredità ai due una strana pietra ed una lettera con le sue ultime volontà, nella quale si chiede con una certa apprensione di recuperare altre due pietre e farle sparire dalla circolazione in quanto molto pericolose. Mike non ne vuole sapere nulla, ma Elisa invece si scopre criptoarcheologa e convincerà anche Mike ad aiutarla nelle ricerche grazie alla sue impareggiabili doti persuasive, come ad esempio l'essere in possesso di una vagina. Nonostante il compianto Gabriele abbia lasciato indizi alla portata di un bambino di terza elementare sull'ubicazione delle altre due pietre, i due protagonisti triboleranno non poco per portare a termine la loro ricerca. Ricerca che li porterà a seguire un percorso tra i principali monumenti vicentini attribuibili al celebre architetto del cinquecento Andrea Palladio, l'ultimo guardiano di Atlantide ad essere stato in possesso di tutte e tre le pietre. 

Un po' Indiana Jones, un po' Codice Da Vinci, un po' guida turistica promozionale per il comune di Vicenza (che infatti patrocina il progetto), questo film dilettantistico ha pochi spunti interessanti, una trama estremamente banale, ed è infarcito di dialoghi abbastanza agghiaccianti e cringe. I due protagonisti sono ex fidanzati e non smettono un secondo di ricordarcelo visto che passano la maggior parte del tempo a punzecchiarsi e farsi battutine al vetriolo. L'intento è comico e, viste anche altre scene, trovo quanto meno difficile categorizzare questo film esclusivamente come "Avventura", come proclamano IMDB e gli altri pochissimi siti di settore che ne parlano. Del resto buttarla sul ridere quando non si hanno a disposizione budget (a quanto pare per davvero stavolta, a detta del regista il budget era letteralmente zero euro) e mezzi tecnici adeguati è facile rifugio e una soluzione molto utilizzata. Personaggi stereotipati oltre l'inverosimile, con un Mike ignorante come un'Alfa 75 Turbo ed una Elisa professorina so-tutto-io-che-ho-studiato-allo-IED, accomunati oltre che dalla loro precedente relazione dal fatto di essere clamorosamente scarsi come attori. Tratto comune peraltro a tutti gli interpreti che a spot compaiono durante lo svolgimento dell'intreccio. Un pregio però questo film ce l'ha: il ritmo è decente e, forse anche aiutato dalla durata di 75 minuti scarsi, esso non risulta mai noioso. 

[SPOILER]
Dopo aver ritrovato le due pietre mancanti, una nei sotterranei della Basilica Palladiana e una sottratta ad una dolce vecchina che aveva vinto un'asta, i due ragazzi verranno convocati a Villa Cordellina dal notaio, che ovviamente si rivelerà malvagio, sottrarrà le tre pietre e darà ai ragazzi un assaggio della loro potenza. Il potere unito delle tre pietre è in grado di aprire dei portali (l'unico effetto speciale del film, per la verità pure discretamente realizzato). Il super cattivo verrà in fine bloccato da un capo all'altro di uno di questi portali e tranciato in due. Carino.
Mike ed Elisa dopo questa loro avventura decideranno che è cosa buona e giusta seguire le volontà dell'amico Gabriele, e decidono di non usare le pietre per il proprio tornaconto ma di gettarle in un lago. Se non altro questa impresa ha riacceso il reciproco interesse dei due giovani, che si daranno una possibilità andando a cena fuori la sera stessa. A mangiarsi un gatto, presumo.   
[FINE SPOILER]

Due parole sul regista, che poi è anche lo sceneggiatore ed il produttore. Ho visto questo film un po' per caso, senza saperne nulla, come spesso mi capita la domenica pomeriggio quando cerco trashate da recensire sul blog. Quando ho visto il nome del regista mi si è accesa una lampadina, che non sono riuscito più a spegnere: "Occhi" non è un cognome così comune, vuoi vedere che è quello di InnTale? Ebbene sì, è proprio lui! Per chi non lo sapesse, InnTale è un canale Youtube che si occupa di giochi di ruolo cartacei, un po' a tuttotondo. Luca "Eyes" Occhi è uno dei Game master del roster. Ne approfitto per fargli un po' di pubblicità. Non che ne abbiano bisogno, sono un canale di successo e con un ampio seguito, ma è un prodotto molto ben riuscito e i loro video sono confezionati con grande cura. 

Ecco, ora mi sento in colpa ad aver stroncato il suo film.

Recensito da: Imrahil

TRASH: 80/100
Noia: 55/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -
Presunzione della regia: 68/100
Incompetenza degli attori: 91/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Una recita parrocchiale. Possibilmente quella dell'oratorio della Basilica Palladiana.

5 aprile 2023

ANATAR

Di Alan Smithee, con Azzurra Rocchi, Raffaele De Vita, Ciro Villano, Walter Lippa, Davide Marotta, Paolo Perinelli. 
ITALIA / 2023 / Tyche Productions

Anatar (2023) on IMDb

Gli Anat, una popolazione di anatre antropomorfe, hanno dovuto abbandonare il proprio pianeta natale a seguito dell'esaurimento delle sue risorse naturali e sono dunque alla ricerca di una nuovo luogo che possano chiamare casa. A bordo della loro Corvetta Corelliana CR90 rubata direttamente dal franchise Star Wars, giungono in fine nei pressi del pianeta Pandoro (sic!) e, visto che è ricchissimo di mele (ri-sic!), decidono di conquistarlo. Il malvagio Darth Feathers (tri-sic!) vorrebbe sterminare la popolazione locale come farebbe qualsiasi normale civiltà avanzata che entra in contatto con una civiltà inferiore, ma la principessa Avia ha il cuore tenero e vuole scendere sul pianeta a prendere contatto con i locali, trasformandosi in una di loro utilizzando un.. Avatar? Anatar? Umanatar? Boh.
Vabé dai, tutto sommato lineare no? No, perché quello che non vi ho detto è che tutto ciò l'ho appreso mediante sottotitoli: i personaggi di questa vicenda infatti sono letteralmente anatre starnazzanti e l'unica cosa che uscirà dal loro becco posticcio sarà di conseguenza "Quack quack". Non solo, il tutto sarà infarcito da battute paper-simpatiche tipo "ti spenno" "sei proprio un pollo" "ti sei fatto l'uovo addosso" e altre infantili scenette a tema ornitologico.

"Per Anat! Ehm.. cioè, volevo dire.. Quack Quack"


Sul pianeta Pandoro ci sono una ventina di abitanti con fattezze umane, divisi in due popolazioni: gli Americheni e i Messicheni. I primi vorrebbero tra l'altro costruire un muro per impedire ai secondi di sconfinare; manco la satira politica in ritardo di 5 anni ci hanno risparmiato. Ma sto al solito divagando, dove eravamo rimasti? Ah si...

Il più furbo degli americheni si chiama Germano (Reale? voglio pensare di si.) e tutti lo odiano perchè invece di essere un tanghero come gli altri ha vedute un po' più ampie ed è fondamentalmente un cucciolone. Un vero e proprio vaso di coccio tra vasi di ferro. Come potrete immaginare Germano e la principessa Avia si incontreranno fortuitamente e subiremo i risvolti comico-romantici con i tipici qui-pro-quo dell'incontro tra due civiltà incompatibili nonché la successiva caccia alle streghe (in questo caso letterale) perpetuata dagli infidi Americheni nei confronti della principessa Avia. Del resto cosa pretendete, questo film è una parodia di Avatar che a sua volta è una parodia di Pocahontas.

Gli Americazzi e i Messicheni uniti per la libertà di Pandoro.


Onestamente c'è poco da salvare di questo film tutto italiano (e di tutti gli italiani, visto che è stato prodotto con i nostri soldi) che come dicevo poc'anzi vorrebbe essere una parodia in salsa trash del colossal di James Cameron. Si vede il tentativo di "nobilitare" per certi versi il titolo: il tipo di comicità utilizzata è un pochino più snob e patinata rispetto a quella di un rozzo e banale cinepanettone, e secondo me l'errore del film è stato proprio questo. Se l'avessero buttata in caciara completamente e fin da subito staremmo probabilmente parlando di un instant-cult della cinematografia trash italiana. Invece il regista si impegna a cercare raffinate citazioni che se vogliamo si rifanno un po' alla comicità Brooksiana. Regista che tra l'altro si nasconde dietro lo pseudonimo Alan Smithee, il nome utilizzato da chi disconosce la paternità di un film hollywoodiano. Tutto questo impegno è palpabile ma purtroppo il risultato finale non è soddisfacente: Anatar non fa ridere. Mai. Ed in alcune sue lunghe parti è pure noioso. Punto il dito in particolare contro una interminabile sequenza con canzone romantica in sottofondo che dovrebbe raccontarci la storia di Germano e Avia che scoprono i reciproci sentimenti. Cinque interminabili minuti di canzone che hanno messo davvero a dura prova la forza di volontà mia e dei miei sventurati compagni d'avventura.
Mi sento tuttavia di promuovere i costumi, orgogliosamente artigianali e ben realizzati, considerato anche i limitati mezzi a disposizione. Certamente sono buffi, ma del resto l'intento suppongo fosse esattamente quello. Mi hanno ricordato un sacco il disastroso Howard the Duck di Willard Huyck. Nonostante tutto quanto detto finora devo confessare che questo Anatar pare abbia riscontrato un insperato successo: è infatti disponibile su Prime Video, in Italia è passato al cinema e pare ci siano state richieste anche dall'estremo oriente. Bella per voi ragazzi. Come e perché per me rimane un mistero. Forse se avessero avuto la sfacciataggine di fare un "Chicken Park" avrebbero paradossalmente guadagnato punti.

A chi la Vittoria?


C'è una sequenza che mi ha fatto un po' sorridere, la riporto perché tra l'altro svela un retroscena succoso sulla realizzazione di questo film. Siamo all'epilogo quindi occhio, spoilerone violento.

[SPOILER]
La coalizione Americazzi-Messicheni fronteggia a muso duro le truppe volatili di Darth Feathers che sono nel frattempo sbarcate sul pianeta Pandoro con l'intento di fare un bel genocidio. Germano ed Avia si trovano in mezzo a cercare di far ragionare le due parti, con poco successo. C'è tensione tra le parti, ad un certo punto dallo schieramento umano parte un sasso (o una freccia, onestamente non ricordo) e il povero Germano viene preso in pieno e muore. "Fermi tutti" si sente urlare dalla regia. "Aspetta aspetta, questo è il vecchio script, niente rifamo tutto". Germano quindi si rialza dandosi una bella spolverata: è stato solo leggermente ferito.
[FINE SPOILER]

La scena è abbastanza riuscita ed arrivando nel momento di massima tensione del film funziona. A quanto pare il motivo per cui il regista Lorenzo Zanoni ha deciso di disconoscere il film e di diventare come molti prima di lui "Alan Smithee" è stato un alterco con la produzione, che si sarebbe impuntata per cambiare il finale del film. Beh, signori, devo proprio supporre che la scena incriminata fosse questa e che il regista si sia preso una discreta rivincita girando entrambe le versioni.

A mio avviso sufficiente la prova attoriale, per lo meno quella dei protagonisti. Diciamo così, come direbbe Stanis La Rochelle "Molto, molto, ma molto italiano". Non che ci aspettassimo qualcosa di diverso. Segnalo la presenza in un ruolo di un certo rilievo del caratterista napoletano Davide Marotta. Il nome non ti dice nulla? Se sei nato negli anni '80 dentro di te sai di chi sto parlando. Ciribiribì, Kodak!

Comunque secondo SkyTG24 (per bocca del produttore Salvatore Scarico) questo Anatar si propone di essere addirittura il capostipite di un nuovo genere, lo Spaghetti-Fi. Dio ce ne scampi.

Sei di Roma? Oneri e onori, ragazzo. Vivrai anche nella capitale, ma Anatar lo hai pagato tu. 


Recensito da: Imrahil

TRASH: 64/100
Noia: 82/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 70/100
Presunzione della regia: 81/100
Incompetenza degli attori: 63/100



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Chicken Park, La parte di Box Office 3D ambientata su Pandora.



1 marzo 2023

SIMONE E MATTEO - UN GIOCO DA RAGAZZI (Aka Convoy Buddies)

Locandina di Simone e matteo - un gioco da ragazzi
Di Giuliano Carnimeo. Con Paul Smith, Antonio Cantafora, Dominic Barto, Giuliana Calandra, Ángel del Pozo, Mario Brega, Francisco Merino. ITA-SPA / 1975 / Produzioni Atlas

Convoy Buddies (1975) on IMDb

Ragazzi, ma quanto ci mancano gli anni '70? Beh a me in realtà non più di tanto, non fosse altro perché non ho avuto modo di viverli, ma che turbinio di emozioni quando li vedo rappresentati su pellicola! Tra i personaggi più iconici di questa stagione cinematografica di certo non possiamo dimenticarci di citare la super coppia protagonista di decine di scazzottate nelle più svariate ambientazioni: Bud Spencer e Terence Hill! Due personaggi talmente iconici da aver di fatto creato attorno alle loro figure un genere a sé. Genere che, se vogliamo, rientra pienamente nello spirito dei "B-Movie" ma che ha riscontrato un tale successo e un tale apprezzamento anche fuori dal territorio nazionale (amatissimi soprattutto in Germania) che davvero sarebbe assurdo vedere "Chi trova un amico trova un tesoro" o "...Altrimenti ci arrabbiamo!" recensito qui su Pellicole dall'Abisso. Farebbe storcere il naso tanto voi quanto a noi, cari lettori. 

Tutto questo successo, essendo stato praticamente istantaneo, ha tuttavia prodotto il più classico degli effetti collaterali: l'emulazione! ma che dico emulazione... l'imitazione! Ma che dico imitazione... La copia carbone!

Nascono così dal concept del regista Mauro Bolognini ben sei lungometraggi con protagonisti tali Simone (Paul Smith) e Matteo (Antonio Cantafora, accreditato come Michael Coby): la versione Asylum ante-litteram di Bud Spencer e Terence Hill! 

Recensisco questo insipido "Simone e Matteo - Un gioco da ragazzi" a titolo esemplificativo per l'intero filone, per il semplice motivo che è l'unico che ho visto. E no, non penso ne vedrò altri. 

Che amarezza..

LA TRAMA

Due spiantati ladruncoli di strada allergici al lavoro accettano di trasportare un camion carico di insetticida da Milano (credo) a Marsiglia. La paga è oggettivamente molto allettante per un lavoro tutto sommato semplice: il "gioco da ragazzi" del titolo. Ma ovviamente visto che al mondo non ti regala niente nessuno scopriremo che dietro a questo apparentemente innocuo carico c'è ben altro: armi per qualche famiglia mafiosa d'oltralpe! Sfruttando l'espediente comico tutto sommato banale del protagonista inconsapevole la vicenda si dipanerà tra inseguimenti fraintesi, qualche interminabile scazzottata e un breve siparietto amoroso. 

Il film è in fin dei conti inoffensivo e quasi guardabile, quello che davvero manca è il mordente. Battute e situazioni sono tirate per le lunghe al limite dell'intollerabile, la trama è inconsistente, dialoghi e sceneggiatura sono banalotti, l'interpretazione da parte dei personaggi è quanto meno approssimativa. Del resto è praticamente impossibile sostituire il carisma di due mostri sacri come Bud e Terence. La cosa davvero straordinaria e decisamente da segnalare è la quasi maniacale ricerca da parte del regista e della produzione di ricreare un clone perfetto. Riprese, dialoghi, situazioni. Tutto il possibile.

Per dire l'attenzione al dettaglio, gli attori scritturati per i ruoli secondari sono tutti personaggi ben riconoscibili di altri film con i veri Bud Spencer e Terence Hill. Per doppiare Paul Smith e Michael Coby vennero ingaggiati Glauco Onorato e Pino Locchi, ovvero i due doppiatori della ben più famosa coppia emulata. La colonna sonora è di un complesso sconosciuto che si fa chiamare Juniper; poi vai a controllare bene e viene fuori che altri non sono che Guido e Maurizio De Angelis, ovvero gli Oliver Onions. C'è cura e attenzione. Quasi autismo. 

Insomma questo film non è la copia cinese malfatta di un prodotto, è la cialda compatibile Nespresso.
Funziona? Si (più o meno). 
Costa di meno? Si. 
È più buona? No. 
Alla lunga ti rompe la macchinetta i coglioni? Si. 

Il problema è che se questa logica, che applicata ad un prodotto può avere senso, la applichiamo ad una produzione artistica non può funzionare, perché il prezzo del biglietto del cinema è lo stesso sia per il film originale che per la sua brutta copia. Quindi visto che io spettatore non ho alcun vantaggio economico, perché dovrei scegliere il prodotto più scadente?
Beh, la risposta è semplice, non lo farebbe nessuno. Ma a tutto c'è una soluzione: basta truffare il pubblico! Ad esempio in Francia il film "Carambola" (il primo e forse il più celebre dei film con Simone e Matteo) venne distribuito con il titolo guascone di "Il mio nome è Trinità" sperando che qualche allocco mangia rane pensasse di andare a vedersi un sequel di "Lo chiamavano Trinità...". Anche i nostri non particolarmente svegli amici tedeschi ci siano cascati:   sembra infatti che in un cinema in Germania ci sia stata addirittura una specie di rivolta che ha portato alla distruzione della sala quando gli spettatori, attirati da una fallace locandina, si accorsero che non stavano affatto assistendo ad un film con Bud Spencer e Terence Hill. Una volta usciti dal cinema hanno poi rivendicato Danzica e invaso la Polonia.  


Recensito da: Imrahil


TRASH: 68/100

Noia: 86/100

Ridicolaggine degli Effetti Speciali: 46/100

Presunzione della Regia: 12/100

Incompetenza degli Attori: 72/100


Non perdetevi questo esilarante spezzone con Ennio Antonelli che parla in polacco invece che in romanaccio

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Vorrei dirvi un film di Bud Specer e Terence Hill. Anzi, guardate quelli al posto di questo. 

19 febbraio 2023

THE MASK 2 (Aka Son of the Mask)

Locandina di The Mask 2
Di Lawrence Guterman. Con Jamie Kennedy, Alan Cumming, Ryan Falconer, Bob Hoskins, Traylor Howard, Ben Stein, Peter Flett, Kal Penn.
USA 2005 New Line Cinema
Son of the Mask (2005) on IMDb

Al settimo posto tra i film più visti di Netflix questa settimana in Italia, non ho potuto non cogliere l'occasione di gettarmi su questo sequel, uscito dieci anni dopo il grande successo del primo capitolo datato 1994 che aveva visto come protagonista Jim Carrey nel ruolo del simpatico e trasformista Stanley Ipkiss. Pur sapendo dell'esistenza del titolo ed essendo a conoscenza del fatto che si tratti di uno dei peggiori sequel mai realizzati della storia del cinema non mi era mai capitato di ritrovarmelo davanti. Perciò... andiamo!

Questo secondo capitolo non vede la partecipazione dell'attore canadese, ma di un altro comico, Jamie Kennedy, che si cala nei panni di Tim Avery, un aspirante fumettista che un giorno trova una maschera magica capace di trasformarlo in un buffo personaggio verde. La trama di "The Mask 2" è banale e prevedibile quanto una puntata di "Pingu". Tim Avery, il protagonista, è un fumettista alle prime armi, invidioso del successo del suo capo. Un giorno, però, il suo cane trova una misteriosa maschera capace di trasformarlo in un buffo personaggio verde con poteri magici e la faccia verde. Non passa molto tempo prima che Tim inizi a divertirsi con la sua nuova identità, ma ben presto scopre che la maschera ha una vita propria e che niente popò di meno che Loki (Alan Cunning), il dio degli inganni e dei sotterfugi è alla sua ricerca. Come avrete notato la trama del film è fondamentalmente una ripetizione della prima pellicola: un uomo insicuro trova una maschera magica che gli dà poteri straordinari. Peccato solo che in questo caso, però, l'uomo in questione è Jamie Kennedy che alla sua prima prova nel cinema che conta dimostra di non valere un unghia di Jim Carrey. 

Buongiornissimo! Caffè???



[Spoiler non tanto spoiler]
Tornato dal party aziendale di Halloween Tim, che aveva indossato la maschera perchè "non aveva altro da mettersi", copulerà furiosamente con sua moglie la quale sospettosamente non sembra particolarmente sconvolta da trovarsi nel letto uno sconosciuto con una maschera verde. Da questa Santa unione nascerà un insopportabile bambino in cgi con i poteri della maschera. Le dinamiche padre normale/sfigato-figlio con superpoteri dovrebbe far molto ridere nella visione dei produttori ma l'amara realtà è che è solo estremamente cringe.  
[FINE SPOILER]

"The Mask 2" è un film deludente sempre e imbarazzante a larghi tratti, sia dal punto di vista della trama, che della sceneggiatura, che dell'interpretazione degli attori. Jamie Kennedy, che qui interpreta il protagonista, non riesce a reggere il confronto con Jim Carrey, che nel primo film era riuscito a creare un personaggio iconico e divertente. La sua interpretazione è piatta e poco coinvolgente, e non riesce neanche per un secondo a farci simpatizzare per il suo personaggio.
Il film è clone imperfetto dell'originale, con una trama ripetitiva e poco ispirata. Jamie Kennedy non è in grado di reggere il film come Jim Carrey ha fatto nel primo, e sembra spaesato in ogni scena. Anche Alan Cumming sembra fuori luogo, e i suoi tentativi di fare ridere cadono spesso nel vuoto.
Nonostante la scarsa qualità del film, ha comunque guadagnato più di 57 milioni di dollari al botteghino. Sono decisamente troppi, ma il potere del marchio "The Mask" ha evidentemente attirato il pubblico, o forse erano solo curiosi di vedere come avrebbe funzionato un sequel dopo tutti questi anni. In ogni caso, i soldi che ha incassato non possono nascondere la verità: "The Mask 2" fa schifo. Ed in ogni caso non sono sufficienti a ripagare le spese di realizzazione. 

AHAHAHAHA NO VABE'. (ti pareva che il cane del cazzo non si mettesse la maschera?)


Se siete fan della prima pellicola, non vi aspettate chissà che dal sequel. Non riuscirete a trovare nulla di simile o anche lontanamente vicino a ciò che aveva reso il primo film un vero e proprio classico. Preparatevi piuttosto ad amareggiarvi. Non vale la pena di vedere "The Mask 2" nemmeno per un bambino, target di riferimento per questa produzione visto il piglio decisamente più infantile rispetto al predecessore. Il film è solo un brutto ricordo di ciò che era stato un grande successo. La morale della storia? Non tutti i sequel sono uguali e spesso i vecchi classici dovrebbero essere lasciati tranquilli. Una lezione che la Disney non ha ancora imparato. Su Imdb Il figlio di the Mask ha una valutazione di 2.2. Per dire, Bloody Psycho di Leandro Lucchetti è a 3,5. 

Il povero Jaime Kennedy dopo la sua pessima prova come protagonista di questo film non riuscirà mai più a tornare alla ribalta, relegato in piccole particine di film mediocri. Del resto l'attore che offre la prova migliore dell'intera produzione è Otis, il piccolo Jack Russel ammaestrato. Davvero notevole. 



"And the academy award for best supporting actor goes to..."


Trivia non richiesto e che non centra quasi un cazzo: Ma lo sapevate che Jim Carrey nel primo film dice "Sfumeggiante" e non "Spumeggiante"? No perchè io l'ho scoperto tipo un anno fa alla veneranda età di 36 anni. Ok, scusate, me ne vado.

Domanda non richiesta e che non centra quasi un cazzo: Ma come potrà mai essere stata l'infanzia di un ragazzino di 13 anni che si chiama quasi letteralmente "Alan Sborrando"? 


Recensito da: Imrahil

TRASH: 83/100

Noia: 61/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100

Presunzione della regia: 5/100

Incompetenza degli attori: 85/100 (grande Otis)







23 dicembre 2020

IN VACANZA SU MARTE

Di Neri Parenti. Con Christian De Sica, Massimo Boldi, Milena Vukotic, Herbert Ballerina, Paola Minaccioni. Cattleya//Italia/2020

Holidays on Mars (2020) on IMDb

Nell'anno peggiore della storia dell'umanità dal 1816 - il celebre anno senza estate - ecco arrivare un'ulteriore piaga, molto più letale e devastante del coviddi: il cine-(non)-panettone-sci-fi targato Neri Parenti con Boldi e De Sica.  

Uscito ovviamente solo sulle piattaforme streaming, "In vacanza su Marte" rappresenta il secondo film a seguito della reunion dei due pezzi grossi della commedia all'italiana, ovvero il genere di film che il mondo ci invidia (cit.). Ma, attenzione, qui non c'è solo commedia, c'è anche della fantascienza! Ebbene sì, De Sica e Boldi sbarcano su Marte! Niente più Natale a Cortina, Hawaii, New York o Campodarsego, bensì su Marte! E neanche Natale in realtà, visto che a parte due alberi addobbati sullo sfondo, non c'è traccia della festività, tanto che si è deciso di togliere la magica parola pure dal titolo.

Ma non temete, anche se l'ambientazione è cambiata, tutto il resto è rimasto uguale. E visto che non voglio risultare banale con un riassunto della trama o con una citazione delle battute più divertenti, e visto che, a quanto pare, criticare questo genere di film oggidì significa essere degli stronzi radical chic che passeggiano con una copia de "I Duellanti" sottobraccio, mi limiterò a giocare al bingo dello humor da cine-panettone. 

Pronti? Via.

Il marito, cioè De Sica, odia sua moglie. [✅] 

Il marito, cioè De Sica, tradisce sua moglie. [✅] 

Il marito, cioè De Sica, sta con la moglie solo per i soldi. [✅]

Il matrimonio fa schifo. [✅] 

Gli smartphone sono stupidi e difficili da usare. [✅]

La tecnologia è stupida e difficile da usare. [✅] 

Le donne sono stupide e difficili da usare. [✅] 

Battute sulla merda. [✅] 

Battute sugli anziani. [✅] 

Battute sul sesso. [✅] 

Battute sul sesso tra anziani. [✅] 

Tette / Donne nude. [❌]

Scenette divertenti sulle flatulenze. [❌]

Scenette divertenti sulle persone che russano.  [✅] 

Scenette divertenti sui gay. [✅] 

Gli adolescenti non sanno cos'è un libro. [❌]

I Toscani. [✅] 

69 [✅] 

Enzo Salvi. [❌]

Biagio Izzo. [❌]

Sottotrama inutile che strizza l'occhio ai ggggiòvani perché parla della moda del momento.  [✅] 

Livello medio di recitazione tra l'ignobile e l'indescrivibile.  [✅] 


A tutto ciò aggiungiamo come bonus round:

[✅] La tinta di De Sica.

[✅] De Sica che dà della troia a Milena Vukotic in una scena su due (per Dio, Milena! Ok che neanche Fantozzi era Strasberg, però un po' di dignità...).

[✅] Paola Minaccioni che era pure in "Lockdown all'Italiana".


Su Massimo Boldi non mi pronuncio, solo perché se dicessi qualcosa su di lui potrei essere accusato di maltrattamento su anziani e la sensazione di pena che mi ha suscitato è pari solo a quella che fa questo film. 

Non posso però esimermi di puntare il ditino su Herbert Ballerina, passato da Maccio Capatonda a questo, ovvero a tutto quello che ha sempre preso per il culo. Come si suol dire "pecunia non olet", o come direbbe De Sica "mortacci vostra, i sordi non puzzano de merda e piscio, c'ho le palle che me sfregano, mannaggia ar cazzo, bella zinnona, annamose a farci n'ingroppata". 


Recensito da: Vidur


TRASH: 88/100

Noia: 65/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 87/100

Presunzione della regia: 10/100 

Incompetenza degli attori: 95/100



30 giugno 2013

CHICKEN PARK

Di Jerry Calà. Con Jerry Calà, Demetra Hampton, Alessia Marcuzzi. ITALIA/1994/RCS

Chicken Park (1994) on IMDb

Pensavate di esservi liberati di noi, eh? Ve l'avevamo detto che saremmo tornati, brutti stronzi.
E torniamo col botto, con una perla della cinematografia italiana: Chicken Park di Jerry Calà.
Uscito nel 1994 come parodia di Jurassic Park, Chicken Park è uno dei quei cult super-trash made in Italy che non poteva mancare nella nostra fornita bacheca.

Vladimiro Corsetti è un allevatore italiano che, stroncato da un atto di sabotaggio da parte della concorrenza, va nella Repubblica Dominicana con Joe, un pollo addestrato al combattimento per scommesse clandestine; quest'ultimo però gli viene quasi subito rubato, e Vladimiro cerca di recuperarlo. Così scopre che è stato portato a "Chicken Park", un parco dove polli giganti mutati geneticamente padroneggiano sul territorio, e si ritrova prigioniero dello scienziato che li ha creati da cavie sperimentali. Con l'aiuto della dottoressa Sigourney cercherà di liberare il suo Joe...

Questa è la trama, che in realtà è un semplice pretesto per mettere in atto una serie di gag da sganasciarsi dal ridere. Ah, no. No, non fa ridere. Ma proprio per niente. Noi abbiamo accompagnato la visione di questo film con un silenzio attonito. Ogni tanto ci scambiavamo degli sguardi di profondo disagio. Ogni tanto ridavamo, ma per l'imbarazzo.


Davvero una cosa raccapricciante. Tutto il film è una sequela di scene totalmente senza senso, illogiche, raffazzonate, messe in scena con due lire, senza un minimo di professionalità e competenza. Ah, tra l'altro è originariamente recitato in inglese (perchè? pensavano di distribuirlo all'estero?) e poi doppiato in maniera ignobile. Compresa una 22enne Alessia Marcuzzi, che fa il suo esordio cinematografico nel ruolo di una hostess in calore.

Il clou però giunge quando si arriva a Chicken Park, parco popolato da enormi polli, ideato da Mr. Eggs e dalla scienziata Sigourney, ovvero quella bella gnocca di Demetra Hampton, che di professione faceva la ginnasta.

I polli giganti sono resi con una sapiente alternanza di pupazzoni (nelle scene ravvicinate) e di normalissime galline che si aggirano per modellini. L'effetto è di una tristezza sconvolgente.

Sono numerosi i riferimenti ad altri film, oltre che a Jurassic Park. La Famiglia Addams, Lo Squalo, Edward Mani di Forbice, Mamma ho perso l'aereo e pure a Hot Shots. Ma non temete, nessuno di questi fa ridere.

Il finale con la dottoressa Sigourney che vuole farsi chiavare dal pollo T-Rex, poi sconfitto dal pollo Ibridus (cioè il pollo gay con tanto di orecchino) che poi vuole chiavare Jerry Calà, a sua volta salvato da delle patatine fritte giganti, finisce dritto dritto nel museo della merda su celluloide. E con un posto d'onore.

In conclusione Chicken Park, non fa ridere, né quando vorrebbe, né quando non vorrebbe. Però è una tacca immancabile nella cintura di ogni shit-hunter che si rispetti. E poi scusa, la colonna sonora è di Umberto Smaila.

Recensito da: Vidur

VOTI:
TRASH: 92/100
Noia: 45/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 22/100
Incapacità degli attori: 84/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Il Silenzio dei Prosciutti, che in realtà in confronto è un capolavoro di introspezione. 



30 gennaio 2013

RABID GRANNIES - NONNE CANNIBALI

di Emmanuel Kervyn. Con Catherine Aymerie, Caroline Braeckman, Richard Cotica, Dany Daven. BEL/1988/Troma

Rabid Grannies (1988) on IMDb

"L'Islam ha bisogno di te! Impugna delle armi! Ma non delle armi qualsiasi.. La nostra J-32 è stata costruita con l'aiuto di Allah. Precisa e facile da usare con una scarica elimina fino a VENTI infedeli!"

Due dolci nonnine, in occasione del loro 92esimo compleanno (si, a quanto pare compiono gli anni assieme) hanno invitato nella loro magione tutti i più grandi figli di puttana del Benelux, che poi sarebbero il loro sconfinato stuolo di nipotini. Parenti serpenti, si sà.. come la maggior parte di voi lettori potrà confermare queste riunioni familiari allargate sono un rottura di cazzo pazzesca, e i nipoti delle due tenere vecchine parteciperanno a questa simpatica rimpatriata solo ed esclusivamente perchè sperano che le carampane schioppino il più velocemente possibile e possano così accaparrarsi l'eredità.  Questo compleanno però, grazie al regalo del cugino Christopher, che ben si è guardato dal partecipare alla festicciola, sarà una minima più movimentato del solito..

Altra pellicola targata Troma, altro autentico capolavoro del trash. Una vera perla con un buon ritmo, un buon livello di splatter e dei dialoghi assolutamente FOLLI e divertentissimi. Va' tuttavia segnalato che il titolo non si prende particolarmente sul serio e nasce a tutti gli effetti per essere una cagatona divertente, ma la tutto sommato bassa presunzione della regia non inficia quasi per nulla la godibilità, il divertimento, e le grasse risate che la visione di questo film è in grado di regalare allo spettatore.

Non vi è nulla di lineare in questo film. La trama praticamente non esiste, la sceneggiatura è follia allo stato puro: è semplicemente un tripudio alla volgarità ed alle cattiverie familiari che si trasforma con l'evolversi delle vicende in un trionfo di frattaglie. Si tratta a mio avviso di una soluzione vincente, ed ora vi spiego il perchè: gran parte dei film horror, in particolare quelli di serie B, si sviluppano in maniera estremamente piatta e lineare. La partenza è quasi sempre lenta e spesso noiosa, perchè devi presentare i personaggi (di cui in realtà non ti frega un cazzo), devi illustrare la situazione, che è sempre di calma apparente, poi se sei fortunato ti trovi una quarantina di minuti scarsa di follia, budella e grasse risate (a volte manco quella...) che termina con il ripristino dello status quo. In Rabid Grannies, per evitare di uccidere di noia lo spettatore durante la prima mezzora, si è deciso di aggiungere la variabile "dialoghi folli a ripetizione", ed è stata a mio avviso una splendida idea.

Mi addentro nel dettaglio, visto che tutto sommato all'inizio della recensione sono stato un po' nebuloso per quanto riguarda la trama..

[SPOILER]
Il nipote Christopher era "fissato e adoratore di Satana" (cit.) e faceva delle messe nere nei cimiteri. Scoperto è stato diseredato dalle buone nonnine, e per vendicarsi in occasione del loro compleanno, fa' recapitare una scatola di merda (che viene presentata come un regalo bellissimo) dalla quale esce del fumo che trasforma le nonnine in dei demoni incazzati che decimeranno i membri della disgustosa famiglia
[FINE SPOILER]

La vicenda si conclude con il più banale dei finali aperti, ma tutto sommato ci sta, siamo rimasti tutti soddisfatti ugualmente.

Titolo adatto a tutti i palati (come il nostro segreto amico Cosminscontra86 potrà confermare), da gustare avidamente per quasi tutta la sua durata (un'ora e mezza scarsa), assolutamente consigliato su tutta la linea. Per grandi e piccini!

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 94/100
Noia: 47/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 84/100
Presunzione della regia: 20/100
Incapacità degli attori: 76/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: The Toxic Avenger, un altro film della Troma

19 marzo 2012

BOX OFFICE 3D - Il film dei film

Di Ezio Greggio. Con Ezio Greggio, Gigi Proietti, Enzo Salvi, Maurizio Mattioli, Giorgia Wurth senza considerare infiniti cammei di improbabilissimi personaggi televisivi tipo Cesara Bonamici, Aldo Biscardi o Luca Giurato. ITA/2011
Box Office 3D: The Filmest of Films (2011) on IMDb
"Questo è più infortunato di Iaquinta e Quagliarella messi insieme"

"Ave Cesara"
a Cesara Bonamici, battuta talmente sprezzante da essere la scena madre del trailer (...)

Ezio Greggio ha sempre vantato una grande amicizia con Mel Brooks, ed ha sempre dichiarato di ispirarsi a lui dal punto di vista comico. Ed in effetti se si prende in esame il suo primo film, "il silenzio dei prosciutti" i riferimenti alla comicità "Brooksiana" sono molteplici. Evidentemente l'atmosfera italiana ha condotto il volto più noto di "Striscia la Notizia" a ridimensionare il suo progetto. Almeno spero.

La trama non ve la posso raccontare, anche perchè non c'è: Box Office 3D altro non è che una sequenza di finti trailer di celebri block-buster rifatti all'italiana con attori che infarciscono il plot originale di "li mortacci" "un capitano c'è solo un capitano" e amenità simili rendendone una visione (assolutamente non) spiritosa.

Lo ammetto. Speravo di sbagliarmi; speravo di non dover recensire questo film, speravo che il trailer visto al cinema fino alla nausea non rendesse giustizia alla pellicola intera. Insomma, speravo in una specie di "Silenzio dei prosciutti 2", film che a differenza di Box Office offriva una trama con una sua (folle) linearità, un cast decoroso e battute brillanti e divertenti. Qui c'è pochissimo Mel Brooks, molto Ezio Greggio e soprattutto troppissima televisione italiana. Uno spettacolo di cabaret venuto male, che non lascia la possibilità al pubblico di ribellarsi con lancio di pomodori e ortaggi vari, dal momento che gli attori si nascondono dietro il telo da proiezione. Le battute sono citofonate, scontate, e soprattutto non fanno ridere: passeremo da un Avatar che prende il viagra, all'imperatore Commodo che vuole andare a vedere "er Pupone" all'olimpico invece di vedere i gladiatori ad un "simpaticissimo" Zorro napoletano che cade da cavallo. Vediamo il lato positivo, rutti e scoregge almeno ce le hanno risparmiate.

Un mostruoso ibrido alieno tra un Cinepanettone, una brutta puntata di Colorado Caffè e la recita degli animatori del villaggio Ventaglio di Ladispoli. Mi dispiace Ezio, mi sei sempre stato simpatico e continuerai ad esserlo per me, ma questa volta hai toppato pesantemente.

Se non altro rimarrà nella storia per essere il primo film italiano girato in 3D.. Me cojoni, tanto per citare Commodo..  


Recensito da: Imrahil


VOTI
TRASH: 83/100
Noia: 88/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 40/100
Presunzione della regia: 0/100
Incapacità degli attori: 94/100



Se ti piace guarda anche: Parentesi Tonde (ma ammetto che Box Office rimane 1000000 volte più decoroso)

29 dicembre 2011

INCONTRI MOLTO... RAVVICINATI DEL QUARTO TIPO (Aka incontri molto ravvicinati di un certo tipo)


Di Mario Gariazzo, con María Baxa, Maria Daunia, Mario Maranzana, Monika Zanchi e Gimmy il Fenomeno. ITA/1978.
Very Close Encounters of the Fourth Kind (1978) on IMDb
Tre studenti universitari sono molto indisciplinati; durante il corso di astrofisica fanno battute molto divertenti, tipo ''a profesorè, ma gli alieni fottono?" (in realtà fanno solo questa, ma per mancanza di idee viene riproposta tre volte cambiando il verbo tra fottono, scopano e chiavano.), mettono la diapositiva di un culo mentre la professoressa parla di ''buchi neri'' (ohohohohoh, aspettate un attimo eh.. fatemi ripigliare.. ohohohoohoh no, cioè, troppo ridere.).  Buttati fuori a calci dall'aula i tre demonietti escogitano la loro burla definitiva: travestirsi da marziani per tirare in mezzo la professoressa e la sua giovane assistente, che vivono in una isolata villa di campagna e sono ovviamente molto diverse dalle raggrinzite insegnati di astrofisica che potreste figurarvi. La situazione farà sì che, tra improbabili studi di anatomia terrestre, tutto finisca in un fotti-fotti generale. Scoperto l'inganno, il fotti-fotti continuerà imperterrito.

Questa cosa dovrebbe essere l'anello di congiunzione tra la tanto celebre commedia sexy all'italiana e un film più propriamente erotico. Non voglio tenervi sulle spine, fallisce miseramente da entrambi i punti di vista. Forse vorrebbe essere la risposta italiana a "Incontri erotici del quarto tipo" ma mi sento di dire che non riesce a reggere il confronto neanche con questo obbrobrio d'oltre oceano, che è e rimane senza ombra di dubbio uno dei peggiori film che abbia visto in vita mia.

Ci troviamo di fronte ad un film che strappa pochi sorrisi, anche ad un amante del trash e della commedia sexy come il sottoscritto. Ma qui siamo ben oltre. "La dottoressa ci sta col colonnello" e "Chicken Park" sono rispettivamente Metropolis e 2001: Odissea nello spazio paragonati a questa pellicola, che fa' rimpiangere i rutti e le scoregge dei cinepanettoni.

Aggiungete un comparto tecnico decisamente amatoriale e degli attori non propriamente definibili come tali ed il quadro è completo.

Bah, che altro dire.. un film con poche idee, e nessuna di esse particolarmente brillante, avido di sorrisi e completamente privo di risate. Se lo volete guardare per le scene di sesso fermatevi, riflettete, prendete un bel respiro, e prendete la decisione giusta: andate su Youporn. (anche perchè, qualunque sia la vostra perversione, penso vi sarà molto più facile reperire quel materiale in particolare piuttosto che una copia di ''incontri molto.. ravvicinati del quarto tipo'').

Recensito da: Imrahil

VOTI
Trash: 80/100
Noia: 87/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -
Presunzione della regia: 0/100
incompetenza degli attori: 90/100



Se ti piace guarda anche: uno psicologo

14 ottobre 2010

PARENTESI TONDE

Di Michele Lunella (mortacci tua) con Raffaella Lecciso, Giucas Casella, Flavia Vento, Pippo Pelo, Eva Henger, Patrizia De Blanck, Antonio Zequila e Karim Capuano. ITALIA/2006/Lunella production

Parentesi tonde (2006) on IMDb

"cosa fa' la bambina Alice quando esce dall'acqua? si Acciuga.."
Pippo Pelo su umorismo

Vanessa (Raffaella Lecciso) ha abbandonato il suo bel fidanzato sull'altare (Antonio ''er mutanda'' Zequila) senza un preciso motivo e giustamente decide di sfruttare il viaggio di nozze per andare a troieggiare in un villaggio turistico con la sua amica Emanuela (una gran figa assolutamente sconosciuta). Ci riesce perfettamente, tra mille peripezie, battute e situazioni comiche esilaranti (oh oh oh oh oh..)

Basta leggere il cast, che ho riportato in maniera mai così esaustiva proprio a questo scopo, per comprendere che questo film è stato prodotto utilizzando tutti i peggiori scarti della televisione italiana. Personaggi che sono troppo oltre perfino per Barbara d'Urso, Maria de Filippi e le peggiori tv locali. Dunque, potrei partire con il solito attacco all'Italia e ad un certo tipo di italiani.. quelli che guardano Amici, Uomini e Donne e blah blah blah è una vergogna e blah blah blah dove andremo a finire e blah blah blah la cultura in Italia.. ma: 1) non ne ho voglia 2) mi tengo questo discorso per film di gran lunga più seri, tipo Troppo Belli. Si, perchè questo è senza alcun dubbio il peggior film che abbia mai visto, e non sono certo una persona a completo digiuno di pellicole trash. La trama è assolutamente impalpabile, e come se non bastasse coperta da 327 sottotrame inconcludenti che riescono a farti perdere il filo (c'è mai stato? boh..) in meno di un secondo. Ma alla fine chi cazzo se ne frega, il quoziente intellettivo del pubblico per il quale è stato girato questo film è minore/uguale a quello di Raffaella Lecciso, per cui tutto a posto. Pubblico peraltro (e qui mi sono sentito fiero di essere italiano) che ha grazie al cielo risposto malissimo alla produzione di questo film che ha incassato la miseria di 9000 euro (fonte mymovies); evidentemente era troppo anche per le ragazzine di 15 anni che si strofinano la fagiana davanti ai tronisti, traete da soli le vostre conclusioni. E' superfluo dirvi come sia il livello della recitazione potendo attingere ad un cast di tale livello; no non è superfluo, perchè non è come vi potreste aspettare. E' molto peggio. Prima di intraprendere la visione di Parentesi Tonde, abbiamo visto Alex l'Ariete e vi assicuro che il film di Damiani sembra un film di Monicelli in confronto e che Alberto Tomba recita come Vittorio Gasman paragonato a tutti gli altri attori dell'altra pellicola. Bisogna sottolineare che questo film non fa' ridere. è una di quelle produzioni che ti lascia oggettivamente l'amaro in bocca.. ma cosa dico.. il sapore di merda in bocca. E' necessario prenderla in maniera estremamente leggera, senza pensare alle ripercussioni che questo film ha sulla reputazione della nazione Italia. Se siete abbastanza distaccati dal vostro paese per prenderlo così, vi spaccherete dal ridere. Altrimenti cadrete in una profonda depressione e vi suiciderete. Addio a tutti *bang*.

Recensito da: Imrahil

VOTI:
TRASH: 90/100
Noia: 80/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: np
Presunzione della regia: 0/100 (spero)
Incapacità degli attori: 100 e lode/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: una violenza sessuale. su tua madre.

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

ARCHIVIO RECENSIONI