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3 dicembre 2022

BOLLE DALL'ABISSO: SAMARITAN




Attenzione! Attenzione! Si inaugura da oggi una lunga e proficua (forse) "collab", come dicono i giovani d'oggi, tra Pellicole dall'Abisso e la mitica Babol, dea ex machina di un blog molto migliore del nostro, ovvero, Il Bollalmanacco di Cinema, che molti di voi già conosceranno.

In questa nuova rubrica che sarà contrassegnata dall'elaborato banner, di cui sopra, concepito dal nostro team di designer dopo giorni di lavorazione, la nostra Babol ci delizierà con le sue recensioni di quello che più le aggrada o più probabilmente di quello che più ha sgradito, mentre noi potremo ogni tanto far riposare le nostre stanche pupille dallo sterco su celluloide per scrivere di qualche film non di merda. Ma non temete, ci sarà comunque letame per i nostri denti!



Di Julius Avery. Con Sylvester Stallone, Javon "Wanna Walton", Pilou Asbaek, Sophia Tatum. USA / 2022 / MGM

Non capisco se sono io ad essere diventata una gigantesca spaccapalle o se i film fanno sempre più pena, soprattutto quelli che approdano direttamente in streaming (probabilmente la seconda che ho detto, visto quanto mi sono divertita guardando Bullet Train, film che ha lasciato parecchi spettatori tiepidi). Da Samaritan, per carità, non mi aspettavo un capolavoro; il regista è quello di Overlord, il protagonista è Sylvester Stallone che fa l'ex supereroe in pensione, costretto a tornare in pista quando la città dove vive diventa teatro di attentati terroristici, al massimo credevo mi sarei divertita parecchio con una serata a base di tamarrate assortite.

Purtroppo, Samaritan ha un enorme difetto, ovvero quello di avere qualche ottima idea a livello di scrittura, che viene prontamente fiaccata da banalità e sciatteria non solo per quanto riguarda la trama, ma anche per la regia e gli effetti speciali. Il film, infatti, veicola un paio di riflessioni interessanti sulla natura del male, che non è mai nero al 100% ma potrebbe anche essere grigio, dipende dai punti di vista; in una città come quella mostrata in Samaritan, l'ennesimo schifo a base di poveracci e bande criminali, sarebbe ipocrita consigliare al piccolo protagonista di essere buono e basta, quando l'unico modo per sopravvivere parrebbe essere quello di affiliarsi a qualche delinquente così da raggranellare soldi che la società non permette di fare in altro modo, e lo stesso villain, almeno all'inizio, non è un semplice cattivo tout court, ma pensa ad una rivoluzione proletaria che scuota le coscienze.



Questo paio di ragionamenti vagamente articolati, neanche a dirlo, si perdono nel giro di un paio di sequenze, e Samaritan diventa il solito film in cui un eroe è costretto, suo malgrado, a tornare a vestire gli antichi panni per salvare un brat in distress da un criminale neppure troppo irragionevole che, tutt'a un tratto, diventa un rincoglionito senza speranza, un pazzo urlante a livello Dr. Evil (sorvolo sui buchi di trama. Un istante prima Cyrus è una specie di fratellone per il piccolo Sam e un istante dopo gli punta una pistola alla testa designandolo come "persona più importante per Samaritan", nonostante, di fatto, nessuno dei criminali coinvolti abbia mai avuto sentore di un legame particolare tra i due. Ma potrei andare avanti per ore).



Sfortunatamente, detto pazzo urlante è anche la cosa migliore della pellicola. Chiù Pilou per tutti, mi verrebbe da dire, citando il bardo, ché al decimo apprezzamento sul bel ragazzone danese il mio compagno era anche un po' stufo, ma non posso farci nulla; lo dico in ogni recensione di film dove compare Pilou Asbæk e lo ripeto, il fanciullo è davvero bello (o, meglio, è il tipo di zamarro biondo e un po' ciccio che mi piace, non posso farci nulla), peccato per i personaggi un po' MEH che gli tocca interpretare. 



Non che ci sia qualcun altro di interessante a livello di cast, se non vogliamo contare Sly che si limita a fare lo Sly un po' più vecchio, profondendosi persino in un momento Rocky assieme al piccolo protagonista, anche perché va bene Old Man Stallone, ma i momenti più fisici del film sono coreografati e diretti con una pochezza rata, mentre io avrei voluto uno sfogo molto più fluido di viuleenza. A questi punti, inoltre, vorrei anche riguardare Overlord, che forse ricordo male altrimenti non si spiegherebbe perché da Julius Avery mi sarei aspettata di più: di quell'horror truce e tamarro rammento sequenze al cardiopalma e concitate, oltre ad un ottimo utilizzo di effetti speciali artigianali, ma qui la CGI è una delle più posticce viste di recente e non c'è una sola sequenza degna di venire ricordata o perlomeno segnalata, nel bene o nel male. A mio avviso, Samaritan non va bene neppure per i fan di Stallone che non si perdono un film e il mio consiglio è quello di evitarne la visione senza problemi, ché Prime è pieno di pellicole migliori!



Se Samaritan vi fosse piaciuto recuperate Unbreakable. ENJOY!

Recensito da: Babol


3 maggio 2018

INFRAMAN - L'altra dimensione


Di Shan Hua. Con Danny Lee, Terri Liu, Hsieh Wang, Bruce Le. Hong Kong/1975

Soul Survivors (2001) on IMDb

A distanza di pochi giorni ci troviamo a recensire un’altra pellicola dalla bella Hong Kong, fucina cinematografica fino ad oggi inspiegabilmente ignorata da pellicoledallabisso ma che fino agli anni novanta ha rappresentato una delle industrie cinematografiche più prolifiche al mondo.
In taluni siti è spacciata una presunta presenza di Bruce Lee nel cast del film, smentita da altri fonti reperibili in internet. La differente caratura artistica tra il protagonista di ‘Dalla Cina con furore’ e questo inutile sfoggio di mostri in cartapesta (unita al non trascurabile fatto che Bruce Lee sia morto due anni prima della realizzazione di Inframan) sembrerebbe proprio confermare queste fonti. Tuttavia tra gli attori è presente il quasi omonimo Bruce Le, artista marziale birmano che pare si spacciasse per Bruce Lee per attirare sprovveduti spettatori (ad esempio me, ottima trovata Bruce).

TRAMA (con spoiler, nessuno mi venga a dire che non si aspettava il finale)

È il 2015 nel 1975, quindi il culmine del progresso è rappresentato da orge di luci intermittenti blu e rosse, palle in plastica luminescente, gente vestita con improbabili tutine grigio metallizzate, risibili parrucchini e nomi anglizzanti per volti asiatici.
Il professor King dirige un laboratorio che si occupa di non ben precisate ricerche sul sottosuolo, finchè un giorno la “regina degli abissi dal regno delle tenebre”(ipse dixit) decide di far spuntare la sua unità da combattimento proprio davanti al laboratorio per prendere possesso della terra dal momento che “ha deciso di conquistarla”.
Armata di scudiscio, pornotutino in pelle nera, casco semi integrale nobilitato da corna vichinghe, cinturone con teschio metallizzato, mantello rosa trasparente nonchè fluida e per niente innaturale chioma biondo-edam, la regina passa in rassegna le sue truppe, di cui riporto un’immagine qua sotto.


 

Con l'aiuto del fior fiore dell'esercito delle tenebre, distrugge un po’ di città, scatena qualche terremoto, minaccia via videomessaggio il professor King e chiede la sottomissione totale del pianeta.
Il professor King, dopo aver chiesto “un’informativa totale su questa regina degli abissi” al suo tirocinante, capisce che c’è poco da scherzare e decide di sfoderare la sua superarma segreta che, senza motivo, ha sviluppato negli ultimi anni: Infra(dito)man.
Inframan è un collaboratore presecelto, di nome Calgon (NDR a posteriori mi sono accorto chiamarsi Talbot, ma preferisco pensare sia Calgon, anticalcare e brillantante) che possiede infra-poteri utilizzando infra-cose, è l’ennesimo supereroe superinfrafigo che maramaldeggia sul poco prestante esercito nemico e salva il pianeta.
La trama è quella classica di qualunque film di questo genere, i combattimenti anche, i dialoghi e gli espedienti pure, ma qualcosa merita davvero di essere ammirato fino in fondo: i mostri che compongono l’esercito della regina delle tenebre.
Gommosissimi, impacciatissimi, anche abbastanza svogliati, agitano in continuazione le braccia/zampe/chele/appendici morbide decisamente più del dovuto, inoltre gorgogliano, ruttano e ridacchiano per tutto il film, chi si nascondeva sotto quei mascheroni deve essersi divertito un mondo, trasformano la noia infinita del film in momenti di puro godimento.
Guardatevi bene dal visionare interamente questo film, cercatevelo su youtube e ammirate estasiati gli spezzoni coi mostri. Poi però basta, per i prossimi venticinque/trenta anni potete anche smettere con questo genere di film. Inframan basta e avanza.

P.S. per me vince lui


Recensito da: Ortnid

VOTI:

TRASH: 95/100
Noia: 75/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 98/100
Presunzione della regia: 72/100
Incompetenza degli attori: 65/100









SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Rodan il mostro alato

27 settembre 2014

LUCY

Di Luc Besson. Con Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Min-Sik Choi. USA/2014
Lucy (2014) on IMDb

Ci deve essere qualcosa di molto strano nel mondo. Ma molto molto strano. Qualcosa che permette a Luc Besson di fare un film come Lucy. Qualcosa che spinge Scarlett Johansson a fare un film come Lucy. Qualcosa che spinge la gente ad andare a vedere un film come Lucy. Qualcosa che fa sì che alla gente piaccia un film come Lucy, tanto che su imdb ha raggiunto il mirabolante rating di 6.6.

Perché ragazzi, che cos'è Lucy? No davvero, ragazzi, che cos'è Lucy? Ho chiesto, NO, RAGAZZI, CHE CAZZO E' LUCY??!!!!?

E' presto detto: Lucy è Scarlett Johansson, una scappata di casa che a Taiwan finisce in un pasticciaccio brutto e il mafioso coreano locale gli impianta nello stomaco dei pacchi di droga blu. Questa droga blu entra nel corpo di Lucy, che progressivamente comincia ad incrementare l'utilizzo delle sue capacità cerebrali: dal 10%, al 20%, al 50% è così via. Questo incremento dell'attività cerebrale permette a Lucy di fare qualunque cosa. No, aspetta come qualunque cosa. Sì, Sì, qualunque cosa: tutti i poteri dell'universo che ti possono venire in mente (tranne quello di cambiarsi lo smalto argerntato).

Cioè se metti insieme Anakin Skylwalker, Superman, Q, L'uomo Ragno, Stephen Hawking, Magneto, tutti gli Avenger, ET, i supersoldati di X-Files, Roger Federer, Merlino, Amelia la Strega che Ammalia, Albert Einstein, Paperinik, Giucas Casella, Dio, Satana, Buddha, Quezalcoatl e le Spice Girls, manco ti avvicini.

Non ci credete? Poveri stolti. Perché io l'ho visto con i miei occhi. Questi occhi che non vi dicono che cosa hanno visto in passato -se volete, rileggetevi le recensioni – Ah ah ah! - ma questi occhi alla visione di Lucy si sono sentiti smarriti e persi. E forse per la prima volta si sono sentiti REALMENTE IMBARAZZATI dalla visione di un film. E per la prima volta questi occhi, e tutti il resto del corpo, hanno avuto la tentazione di andarsene da quella cazzo di sala del Plinius dove ci sono sempre 100 gradi e le poltrone sono comode come un calcio sui denti.

Sì, perché Lucy afferma di poter sentire la rotazione della terra, la forza di gravità, di ricordarsi il momento della sua nascita, legge nel pensiero mettendo le mani sulle tempie del cattivone, può cambiare forma e colore dei capelli, solleva le persone,sciorina una diagnosi medica alla sua amica abbracciandola, comanda le onde elettromagnetiche, tante altre cose che ho voluto rimuovere e SPOILER
nello sprizzante finale si trasforma in un computer, si sposta nello spazio-tempo seduta su una sedia da ufficio per poi trasmettere tutto il sapere dell'universo in una chiavetta USB. 
FINE SPOILER

Ma voi direte: “Ehi ma è fantascienza!”. “No, questa è Spart...No, questa è solo una puttanata sesquipedale!”. "Ehi, ma lei è gafi!" "Sì, ok, ma...ok, non so come ribattere".

Una regia delirante e psichedelica, una sceneggiatura rubacchiata un tot da Limitless, un tot dal Quinto Elemento, un tot da una lezione di fisica teorica for dummies, un tot da un trip di crystal meth, più una CGI di scarsezza livello Asylum, più scene d'azione random in cui ci sono dei asiatici cattivi e dei poliziotti francesi, più una Scarlett che non ci fa vedere neanche un po' di tette. Ma si può?

Recensito da: Vidur

VOTO TRASH: 98/100
Noia: 82/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 68/100
Presunzione della regia: 95/100
Incapacità degli attori: 56/100

15 novembre 2011

IL RITORNO DI KENSHIRO (Aka The Fist of the North Star)

Di Tony Randel. Con Gary Daniels, Malcolm McDowell, Costas Mandylor, Chris Penn, Isako Washio, “Downtown” Julie Brown. USA/1995

Fist of the North Star (1995) on IMDb

"You are already dead.."

IL FILM DI KEN IL GUERRIERO CON ATTORI VERI. Ho detto tutto. Questa pellicola peró merita una menzione d'onore. Ricordo la prima volta che l'ho vista anni ed anni fa' in camera mia accompagnato da un imberbe Vidur, in uno dei nostri primissimi esperimenti "So bad it's so good". All'epoca ci era sembrato una porcata immonda ma ne é passata di acqua sotto i ponti, e tra varie Croci dalle sette pietre, grazie Padre Pio e Bloody Psycho vari la nostra percezione del bello e del brutto si é pesantemente modificata.

Due pillole di trama per chi proprio non sa nulla di Ken il Guerriero (vergognatevi). Una guerra nucleare ha prosciugato i mari e decimato la popolazione mondiale, che ora vive in accampamenti in una specie di futuro post atomico molto simile all'ambientazione dell'Australia di Mad Max (se anche questo nome non vi dice nulla siete gentilmente invitati ad andarvene e sotterrare la testa da qualche parte). In questo mondo post-atomico Ken il discendente di una scuola di arti marziali (Hokuto) si scontrerá per ragioni "amorose" con Shin, un membro della sacra scuola di Nanto. La serie narra le peripezie dell'eroe per riconquistare la sua amata Julia. 

Il film segue in maniera approssimativa (anche per ragioni "tempistiche") la prima parte dell'avventura di Ken fino allo scontro finale con Shin (Costas Mandylor, pornodivo che annovera nella sua filmografia capolavori come "il delta di Venere"). Per il resto siamo di fronte a quello che ci si potrebbe aspettare. Un eroe pompato e monoespressivo che fa' esplodere le persone ma che alla fine ha un grande cuore, tanto da circondarsi di bambini cinesi petulanti. La realizzazione tecnica e gli effetti sono, riconsiderandoli a posteriori, piú che decorosi ed il film vanta inoltre un discreto ritmo. Tony Randel se la cava tutto sommato bene, anche perché é un regista di discreta esperienza con produzioni decorose alle spalle, come il secondo capitolo della esalogia di Hellraiser. Probabilmente quello che fa' piú ridere di questo prodotto é l'espressione spaesata e gli occhi perennemente sbarrati di Gary Daniels. A controbilanciare la pessima prova del protagonista un'ottimo e cattivissimo Chris Penn (il fratello di Sean, Eddie il bello nel capolavoro "le iene" di Tarantino, per intenderci) nei panni di Jagger, attore di grandissimo talento purtroppo prematuramente scomparso nel 2006. 


La pellicola é abbastanza innocua ed anonima ma ad alzare il livello trash generale é l'idea di fare un film con attori in carne ed ossa su un'icona delle Anime giapponesi come Ken Il Guerriero. Vista la nobiltá delle licenze, forse si poteva aspirare un po' piú in alto. Se volete vedere un film davvero bello tratto da un Anime guardatevi Star Battleship Yamato. 

Curiositá: Non so se é una cosa voluta, ma i personaggi che nell'anime avevano un nome orientale sono interpretati da attori caucasici, e quelli con un nome occidentale sono interpretati da orientali.

In ogni caso film divertente e consigliato.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 77/100
Noia: 58/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 73/100
Presunzione della regia: 30/100
Incompetenza degli attori: 60/100




Nulla meglio di questo video riassume l'intera pellicola

Se ti piace guarda anche: Mad Max fatto di crack

5 ottobre 2011

LASERBLAST - L'UOMO LASER

Di Michael Rae. Con Kim Milford, Cheryl Smith e Ron Masak. USA/1978

Laserblast (1978) on IMDb

In un imprecisato deserto americano, un tizio con la faccia verde e un fucile laser al braccio, viene polverizzato da due deliziosi e simpaticissimi alieni dalle sembianze di una tartaruga sgusciata. Dopo un tot di tempo, lo sfigato del paese, Billy Duncan, ritrova l'arma e una specie di pendaglio gigante con cui si trasforma in Laserblast. Billy dunque continua la sua vita di tutti giorni, facendosi malmenare da dei bulletti e passando del piacevole tempo con la sua ragazza Cathy, se non chè di notte, ma anche di giorno senza una spiegazione logica, si rimette il medaglione e con il suo fucilone laser va in giro ad ammazzare gente e a far esplodere auto e cabine del telefono. Tutto ciò finchè non tornano gli alienini dell'incipit e lo uccidono con un raggio viola. Fine.

Laserblast è sostanzialmente tutto qui. Venduto come uno dei capolavori trash di fantascienza, il film si snoda con lentezza esasperante e noia mortale, piazzando riempitivi a destra e a manca. A ben pensarci tutto il film è praticamente un riempitivo, visto che la fine e l'inizio sono intercambiabili. Tutto quello che succede nel mezzo è sostanzialmente inutile, tanto quanto il misterioso uomo della CIA che arriva in città per non fare un cazzo di niente, così come lo sceriffo della Signora in Giallo. Il regista si diverte quindi a far esplodere cose ogni 2x3, giusto per far trascorrere un pò di tempo prima del finale.

A salvare il tutto però ci sono i due simpatici alieni-tartaruga; realizzati con la tecnica «stop-motion» che avrebbe fatto arrossire una recita parrocchiale del '32, stanno sulla loro astronave di cartapesta con una telecamera (chissà dove, come e quando) puntata sul nostro Billy, fanno quattro chiacchere col capo-alieno, e da buoni «deus ex machina», giungono infine a laserare l'uomo laser sul tetto di una casa.

Buchi di sceneggiatura, noia, realizzazione da quattro soldi ed effetti speciali ridicoli. Siamo nel posto giusto.

Stranamente questo è l'unico film diretto da Michael Rae però se volete, potete vedere il secondo film degli sceneggiatori: «Pornorella».

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 85/100
Noia: 90/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 95/100
Presunzione della regia: 74/100
Incompetenza degli attori: 61/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Pornorella


Laserblast...Will blow your mind!!!

30 settembre 2011

SPACEMAN CONTRO I VAMPIRI DELLO SPAZIO (Aka Sûpâ jaiantsu - Kaiseijin no majô)

di Teruo Ishii. Con Ken Utsui, Minoru Takada, Junke Ichenki, Junko Ikeuchi. JAP/1957

Sûpâ jaiantsu - Kaiseijin no majô (1957) on IMDb

"Arrendetevi, o distruggeremo il Giappone"
chiunque (tra cui i vampiri dello spazio) con cadenza annuale dal 1945 ad oggi


Come sappiamo fin troppo bene, il Giappone è un ricettacolo di sfighe e disastri incommensurabili. Questa volta degli alieni con i loro immancabili dischi volanti vogliono conquistare il pianeta Terra. Evidentemente Godzilla era in ferie, perchè a ergersi a barriera contro di loro in favore della libertà del giappomondo è un giapponesino in tutina super-aderente. Tale Spaceman. Un giovane scienziato sta scappando con in mano una valigia che, a quanto pare, contiene l'embrione di un mostro pericolosissimissimo. I cattivissimi gli sottraggono la valigia, ma se non altro Spaceman giunge a salvare lo studioso. Invece di chiedergli per quale ragione stesse correndo con una valigia con dentro un mostro, Spaceman lo porta a casa sua e da quel momento lo scienziato diventerà parte del ''team Spaceman'' per lo studio sui mostri cattivi.


Questo film ha tutte le carte in regola per essere il classico prodotto di merda giapponese anni '50. C'è l'eroe senza macchia e senza paura, ci sono i bambini fastidiosi che si mettono nei guai, ci sono dei mostri gommosi, ci sono dei (non molti in realtà) modellini che esplodono, ci sono degli alieni cattivissimi che vogliono conquistare l'universo e hanno deciso di cominciare dai sobborghi di Sapporo. Nulla di più, nulla di meno.


Lo spettatore subisce con una certa regolarità dei pippotti di trama da una voce fuoricampo in stile cinegiornale della seconda guerra mondiale, scelta fastidiosa ma necessaria: dovete infatti sapere che Spaceman contro i vampiri dello spazio in giappone era una serie tv, ricucita e rimontata secondo criterio affinchè venisse fuori un lungometraggio per la distribuzione europea.


Il mostro, che poi si scoprirà essere più mostri, è una persona con in faccia una maschera malvagia, saltella, e combatte contro Spaceman sfoggiando un ottimo Karate (tutti i vampiri dello spazio lo studiano fin da piccoli..). Sia vampirotti che Spaceman possono volare: una gioia per gli occhi.


Una cosa Interessante è che lo sforzo che compiono gli alieni per conquistare il nostro pianeta è quello di stare seduti attorno ad un tavolo per tutto il film, a parte annunciare a 10 minuti dalla fine un minaccioso ''arrendetevi, o distruggeremo il Giappone".


Siamo di fronte ad una pellicola allegra, spensierata, montata un po' a caso, con uno Spaceman in giacca e cravatta che si trasforma accovacciandosi sotto la telecamera e sconfigge gli alieni supertecnologici a colpi di arti marziali. Non è certamente imperdibile ma può regalare qualche gioia

Recensito da: Imrahil


VOTI
TRASH: 83/100
Noia: 71/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 63/100
Incompetenza degli attori: 79/100


Se ti piace guarda anche: I suoi telefilm!


28 gennaio 2011

L'UOMO PUMA (aka The Pumaman)

Di Alberto Di Martino, con Walter George Alton, Miguel Angel Fuentes, Donald Pleasance. ITALIA/1980

The Pumaman (1980) on IMDb

“Ah! Ho mal di testa! Mi succede sempre quando percepisco un pericolo!”

Come tutti ben sapete gli inca, gli aztechi, i maya e compagnia cantante hanno discendenze aliene. Non lo dico io, ma Alberto Di Martino, regista di questo divertente e allucinato pastrocchio, nato in qualità di “risposta italiana a Superman”. Questa volta non si tratta di un bambino abbandonato da Krypton in un campo di grano, ma bensì di uno stupido paleontologo, Tony, discendente inconsapevole della stirpe extraterrestre degli Aztechi (giunti come si vede nel prologo, a bordo di un lampadario arancione).
Inconsapevole fino all'arrivo di Vadinho, un gigantesco cileno con una faccia a metà tra Frankenstein e Ivan Zamorano, sacerdote degli dei che dopo varie insistenze farà indossare al suddetto paleontologo una cintura magica capace di trasformarlo nell'Uomo Puma. Il nostro “supereroe” avrà il compito di fermare il folle criminale Kobras (l'onnipresente Donald Pleasance), che ordisce un piano politco-internazionale per diventare il capo del mondo. Lo fa con: a)una tuta nera di pelle, b)con una antica maschera d'oro azteca con cui è capace di controllare le menti e che racchiude un'incredibile tecnologia, c)con delle facce di gomma delle persone controllate, attaccate ad un macchinario pseudo-elettrico d)con l'aiuto di una paleontologa bionda, doppiata con la voce e con l'accento finto-olandese più insopportabile della terra e che ovviamente poi si innamorerà dell'Uomo Puma.

Oltre all'assunto ridicolo e inconsistente, il film ha una struttura previdibile e scontata, passando anche dei momenti di fiacca abbasanza lunghi, ma ci sono alcune perle che risollevano decisamente le sorti di questa pellicola.
Innanzitutto la “divisa” da supereroe dell'Uomo Puma è quanto di più ridicolo visto nella storia: una maglietta nera attillata con sopra una faccia azteca, dei pantaloni di tela marroni e un mantello rosso e nero. E poi ci sono gli effetti speciali...roba che avrebbero fatto morire di vergogna i fratelli Lumiere. Le sequenze di volo sono fatte talmente male che non ci si può credere: l'Uomo Puma viene sovrapposto sullo sfondo in modo così casereccio e approssimativo che non potrete non sganasciarvi dalle risate. Stessa sorte vi accadrà, quando vedrete l'incredibile attraversamento delle pareti e le fantastiche scazzottate in stile Bud Spencer e Terence Hill.
Il meglio però arriva alla fine, con l'inseguimento dell'Uomo Puma all'elicottero in cui sta fuggendo Kobras. Le parole non servono, guardate il video qua sotto e giudicate da soli.

In conclusione si tratta di un discreto film trash abbastanza divertente, dove l'infinita bruttezza degli effetti speciali gioca un ruolo decisivo. Consigliato.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 75/100
Noia: 71/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 98/100
Presunzione della regia: 82/100
Incompetenza degli attori: 51/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Superman e tutti i film con delle leggende azteche, inca, maya che implicano gli dei animali, cioè quasi tutti.




La fantastica sequenza dell'elicottero

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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