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15 marzo 2024

FRATELLO DELLO SPAZIO

Di Roy Garrett (alias Mario Gariazzo). Con Martin Balsam, Agostina Belli, Silvia Tortosa, William Berger. SPAGNA – ITALIA / 1988 / Turbo Films

The Brother from Space (1988) on IMDb

Ci sono film che ti piacciono, ci sono film che ti rimangono dentro, ci sono film che ti fanno schifo, ci sono film che ti fanno odiare l’umanità, ci sono film che dimentichi il secondo dopo averne terminato la visione, e ci sono film che ti fanno dire…boh! Fratello dello Spazio è uno di quei film che mi hanno fatto dire…boh!

Misconosciuto al limite dell’oblio, quest’opera fantascientifica è diretta da Mario Gariazzo, nascosto dal proverbiale pseudonimo angolofono, già apparso su queste sciagurate pagine virtuali per l’imperdibile Incontri molto ravvicinati del…quarto tipo. Ma se quest’ultimo era un pietoso tentativo di commistione tra fantascienza e commedia erotica, la qui presente pellicola dall’abisso è una deprimente e inspiegabile cacofonia visuale il cui senso di esistere sfugge ad umana comprensione. Non per niente il film, una coproduzione italo-spagnola, è sparito nel nulla senza essere pubblicato da nessuna parte per poi rispuntare come un fungo negli ultimi anni, prima grazie al canale TV Iris e adesso, ovviamente, grazie ad Amazon Prime Video, il quale, analogamente ad una ragazza dai facili costumi, non riesce dire di no a nessuno.

La trama vuole che una nave spaziale aliena abbia un'avaria e che gli occupanti finiscano sulla Terra. Ne sopravvive solo uno: un tenero alienino con una tutina argentata e un enorme testone simile ad una prugna secca. L'esercito inizia le ricerche per catturarlo, ma una ragazza cieca che è anche un po’ medium (E CIT. PURE STAVOLTA!), con i suoi due compagni di viaggio, un prete e un'amica, cercherà di aiutarlo a tornare a casa e a difenderlo dagli umani cattivi


Ma quanto erano belli i pupazzini delle Sunsweet???

La già elisissima trama viene ulteriormente martoriata da un andamento pachidermico e maldestro, in cui le cose si ripetono senza soluzione di continuità, come lo sceriffo della città che non fa che andare da un posto A ad un posto B e dire ai suoi sottoposti di andare dal posto C al posto D. 

Crea un certo sconcerto anche l’incredibile flemma, se non quasi indifferenza, con cui alcuni avvenimenti vengono trattati. I tre protagonisti (la cieca, l’amica e il prete) quasi non fanno una piega davanti ad un alienino-prugna con poteri telecinetici, mentre anche le autorità sembrano prendersela con molta calma, tanto che le supposte scene di azione, quasi prive di musica, si svolgono con la stessa intensità di una siesta messicana dopo un pranzo a base di fajitas e sangria. Il riferimento al Messico non è casuale perché la stessa ambientazione povera e desertica, esaspera ancora di più il senso di desolazione e straniamento che il film trasmette.

Il significato recondito è probabilmente quello di un sottotesto religioso: il prete (interpretato da un decrepito Martin Balsam, che tra gli anni ’60 e ’70 aveva recitato in filmetti quali Psyco, Tutti Gli Uomini del Presidente e Assassinio sull’Orient Express) insiste sulla similitudine tra Gesù e l’alienino-prugna: entrambi scesi dalle stelle e dotati di poteri straordinari, alla fine condannati dalla cattiveria dell’uomo. Tra l'altro l'alienino farà il miracolo dando la vista all'ex non vedente grazie ad un visore stile Geordie LaForge, ovvero un pezzo di plastica arancione. Va bene, ma quindi? Il messaggio qual era? Viva Gesù e/o gli uomini sono malvagi e non imparano mai? Boh.


Da segnalare anche gli effetti speciali altamente risibili: pur ammettendo la povertà di budget, non si può non sorridere amaramente di fronte ai modellini simili a dei lampadari delle astronavi schiaffati sopra a delle immagini di repertorio di bassissima qualità; in particolare il fondale statico della terra non sarebbe stato perdonabile neanche in un film di Ed Wood.


Consigliamo di starne ben alla larga e di guardarlo solo se volete essere la quinta o sesta persona nella storia dell’umanità a martoriarsi gli zebedei con questa mediocre montagnola di sterco di mucca.


Recensito da: Vidur

VOTI

TRASH: 78/100

NOIA: 91/100

RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: 84/100

PRESUNZIONE DELLA REGIA: 71/100

INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: 45/100


 



12 novembre 2023

RAPTORS (aka ZOMBIE 5 - KILLING BIRDS, KILLING BIRDS - UCCELLI ASSASSINI, DARK EYES OF THE ZOMBIE, ZOMBIE FLESHEATERS 4 )

Di Claudio Lattanzi. Con Timothy W. Watts, Lara Wendel, Robert Vaughn, James Villemaire. 1988 / USA-ITALIA / FILMIRAGE

Virgin Witch (1972) on IMDb

Negli anni '80 non si associava ancora il termine "raptor" né ai simpatici dinosauri capaci di aprire le porte, né alla franchigia NBA di Toronto (nata nel 1995), ma semplicemente agli uccelli rapaci. In realtà il termine "raptors" è difficilmente associabile pure a questo film, che gode di una pletora di titoli alternativi tutti ugualmente imbecilli e che non hanno alcun collegamento con la trama.

Gli uccelli rapaci infatti hanno un ruolo del tutto marginale, non ci sono "uccelli assassini", gli zombie non hanno gli occhi scuri e non c'entra niente con la serie Zombie inaugurata da Fulci e poi proseguita dai nostri amici del cuore Mattei e Fragasso. Il regista in questo caso è il misconosciuto Claudio Lattanzi che firma anche la sceneggiatura con lo pseudonimo di Claude Milliken, ma si dice che dietro, in realtà, ci sia stata la longa manu di Joe D'Amato. Vi è una sorta di disputa su chi abbia effettivamente diretto il film: secondo Lattanzi è stato girato "in simbiosi", secondo altre fonti ha fatto tutto D'Amato, che tra l'altro firma la fotografia con lo pseudonimo di Fred Sloniscko Jr. 

Chiunque sia stato dei due a realizzare fattivamente questo film, farebbe meglio a non vantarsene e forse anche a vergognarsene un po'. 


Un reduce del Vietnam torna a casa e scopre la moglie a letto con un altro. La prende sportivamente sgozzandoli entrambi e uccidendo pure i genitori di lei che stavano per riportare a casa il figlio neonato, prima di venire accecato da alcun rapaci tenuti in veranda (Ah-Ah!).

Anni dopo, una squadra di ornitologi, più una giornalista e una..boh..guardia forestale, partono per una spedizione alla ricerca del rarissimo picchio dal becco argentato d'avorio con la coda tronca (o qualcosa di simile). Caso vuole, che proprio l'ultima persona ad aver visto questo raro esemplare di volatile sia proprio l'ex militare dell'incipit, ora diventato cieco. 


Grazie alle sue indicazioni, il gruppetto di ragazzi si troverà così nella classica casa sperduta...e manca la luce, bla bla bla, le visioni, bla bla bla, e dov'è finita Jennnifer? Jennifer dove sei? Jennifeeeeer? Oh mio dio! Jennifer è morta! Bla bla bla, dobbiamo scappare, ma il furgone non parte! Bla bla bla, non ce la faremo mai! Bla bla bla, scappiamo! Bla bla bla e bla bla. 

Insomma avete capito l'antifona. Aldilà del discreto incipit, la trama è praticamente inesistente, i personaggi insulsi, la recitazione pessima, la realizzazione tecnica men che mediocre, la povertà di idee sconcertante e la noia triturante (i coglioni).

Per vedere il primo zombie bisogna infatti attendere il minuto CINQUANTATRE, dopo che i precedenti trenta erano stati praticamente privi di qualsiasi evento significativo che non fosse la trovata rivoluzionaria di buttare con espedienti risibili dei ragazzetti in una casa più o meno stregata.

Non che dopo l'apparizione degli zombie il ritmo si impenni o il che tutto non si svolga secondo i cliché più beceri e scontati, ma almeno c'è un minimo di azione che ha interrotto il mio berciare contro lo schermo al ritmo di "succederà mai qualche cazzo in questo film di merda?".

Qualcosa è successo, con un mini colpo di scena di nessuna utilità e un finale troncato brutalmente con il classico fermo immagine, tipico degli horror merdosi degli anni '80, di cui in questo blog ne trovate una sostanziosa carrettata.

Per pietà, non mi soffermerò sulla colonna sonora da soap opera piazzata in modo criminale in alcuni punti del film, per tacere delle tastiere da un tanto al chilo piazzate nei momenti di "tensione", mentre gli effetti gore, onestamente, sono di discreta fattura e fanno il loro dovere.

Filmaccio da cui stare alla larga e da guardare solo nei casi in cui soffriate di insonnia o vogliate punirvi per aver commesso qualche peccato capitale.

Per l'attore protagonista, tale Timothy W. Watts, questo è stato l'unico film girato in carriera, mentre Lara Wendel, oltre ad aver recitato nel Tenebre di Argento, diventerà una delle protagoniste della serie TV di Italia Uno, College

Recensito da: Vidur

TRASH: 86/100

Noia: 90/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 45/100

Presunzione della regia: 66/100




23 gennaio 2023

STRESS DA VAMPIRO (aka Vampire’s Kiss)

Locandina di Stress da Vampiro
Di Richard Bierman. Con Nicolas Cage, Maria Conchita Alonso, Jennifer Beals, Elizabeth Ashley, Bob Lujan. USA / 1988 / Magellan Pictures
Vampire's Kiss (1988) on IMDb

In trepidante attesa di Renfield, in cui il Nostro si esibirà nei panni di Dracula, ho deciso di recuperare quest’altra gemma a tema vampirico che ha battezzato Nicolas Cage in qualità di leggenda, nonché meme vivente. 

Peter è uno yuppie single di New York, dirigente di una casa editrice, che passa le sue giornate tra il lavoro, le sedute dalla sua psichiatra e i night club in cui rimorchia belle gnocche, così come era d’uopo nei rampanti anni ’80. Una sera però, una ragazza si rivela essere una vampira e da lì la sua vita si trasforma completamente.

Film che si muove tra la commedia e l’horror, con poco senso e quasi privo di trama, si regge completamente sulle spalle di Nicolas Cage, in un’interpretazione che definire sopra le righe sarebbe un pallido eufemismo. I suoi comportamenti, man mano che si convince di essere davvero un vampiro, diventano sempre più bizzarri ed esagerati, con alcuni esilaranti picchi di eccellenza. In particolare, l’alfabeto snocciolato alla psichiatra e il celeberrimo monologo sputato in faccia alla povera Alva, diventato un meme che tutto il mondo ha visto almeno una volta nella vita, nonché il simbolo di Cage stesso.



Basterebbe quanto citato per trasformare Vampire’s Kiss in un piccolo grande cult, ma non dimentichiamoci anche la scena in cui Peter mangia uno scarafaggio (vero!) o quando riesce a litigare perfino con la sua perfetta fidanzata immaginaria. Oltre a Cage, da segnalare l’interpretazione di Maria Conchita Alonso, molto più famosa in Sud America da cantante che da attrice, perfetta nella parte della segretaria Alva, oggetto degli sfoghi sempre più folli e pericolosi del protagonista.



La deriva psicotica di Cage non ha un vero e proprio motivo, o se non altro non è espresso in modo palese, ma si potrebbero ipotizzare i pilastri del capitalismo: solitudine, stress, alienazione, l’esigenza di dare un senso alla propria vita e la vana ricerca dell’amore, sublimata in una serie di sempre più deludenti one-night stand. Tuttavia, l’analisi dei mali dell’uomo moderno finisce comunque per passare in secondo piano in un film che fa dell’originalità, del coraggio, della stranezza e del totale sprezzo del ridicolo i suoi tratti fondamentali. 



Vampire’s Kiss è figlio di un’epoca diversa e non avrebbe potuto esistere senza di Lui, l’unico attore al mondo in grado di sostenere una parte del genere e si tratta della dark comedy ideale per passare una serata nostalgica e spensierata in cui ridere a crepa pelle con (e non di) 

Nicolas Fuckiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiing Uh Ah Cage!!!!


Recensito da: Vidur 

TRASH: 88/100

Noia: 56/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 51/100

Presunzione della regia: 44/100

Incompetenza degli attori: NICOLAS CAGE/100




7 maggio 2015

NATURA CONTRO (Aka Paradiso Infernale)

Di Antonio Climati, Federico Moccia, con Marco Merlo, Fabrizio Merlo, May Deseligny ITA 1988
Paradiso infernale (1988) on IMDb

Chiamato senza motivo apparente anche Paradiso infernale, Green Inferno e Cannibal Holocaust 2 è considerato da wikipedia il film che ha messo fine al genere cannibalesco italiano (e per fortuna anche alla carriera da regista di Antonio Climati).
Posto che comprendo il vostro  sgomento nel dover accettare la fine di cotanto genere cinematografico, è singolare constatare come un film alfiere del suddetto filone cannibal movie sia totalmente sprovvisto di cannibal, oltre che naturalmente di movie.
Ma in fondo della questione  doveva fregargliene poco già al regista, perché dovrebbe interessare allo spettatore?
Fonti ufficiali affermano che la sceneggiatura sia stata scritta da quel Federico Moccia che mi dicono occuparsi di altro genere oggi ,avrà avuto il suo periodo cannibal, capita.

LA TRAMA
Un gruppo di studenti di Biologia della prestigiosa università di Paperopoli, va alla ricerca del professor Korenz, partito a sua volta alla ricerca di non mi ricordo quale tribù di boscimani primitivi nel cuore dell’amazzonia (forse gli eugubini, tanto per attirarmi delle antipatie gratuite di qualche lettore umbro, presenti a corpose frotte immagino).
Per far ciò rubano un idrovolante, ma non della benzina, la qual cosa li costringe a passare il 95% della pellicola alla ricerca  di carburante.
Passano indenni tra anaconde, trafficanti di bambini, indigeni violenti, indigeni lenti, indigeni sonnolenti, indigeni menefreghisti, anaconde indigene, trafficanti lenti, fricchettoni mogi.
SPOILER
Evitato il rischio di addormentarsi nel loro folle cammino raggiungono il professore, che ringrazia per il tentativo di salvarlo e se ne scappa con l’aereo lasciando i nostri eroi a mangiar bruchi e a far palline col caucciù.

Ignobile sotto ogni aspetto, è facile capire come sia stato l’ultimo capitolo di un genere pietoso che andava avanti per produzioni mediocri e scarne (definizione perfetta anche per pellicoledallabisso.com ).
Manca un filo conduttore tra le varie scene, non ha mordente né morale, il titolo è senza senso e impresentabile.
Visione sconsigliata a costo della vita, il vostro tempo libero è prezioso, sprecatelo meglio.


Recensito da: Ortnid

VOTO TRASH: 65/100
Noia: 92/100
Ridicolaggine degli effetti speciali:78/100
Presunzione della regia: 87/100

Incapacità degli attori: 70/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: GRETA LA DONNA BESTIA

30 gennaio 2013

RABID GRANNIES - NONNE CANNIBALI

di Emmanuel Kervyn. Con Catherine Aymerie, Caroline Braeckman, Richard Cotica, Dany Daven. BEL/1988/Troma

Rabid Grannies (1988) on IMDb

"L'Islam ha bisogno di te! Impugna delle armi! Ma non delle armi qualsiasi.. La nostra J-32 è stata costruita con l'aiuto di Allah. Precisa e facile da usare con una scarica elimina fino a VENTI infedeli!"

Due dolci nonnine, in occasione del loro 92esimo compleanno (si, a quanto pare compiono gli anni assieme) hanno invitato nella loro magione tutti i più grandi figli di puttana del Benelux, che poi sarebbero il loro sconfinato stuolo di nipotini. Parenti serpenti, si sà.. come la maggior parte di voi lettori potrà confermare queste riunioni familiari allargate sono un rottura di cazzo pazzesca, e i nipoti delle due tenere vecchine parteciperanno a questa simpatica rimpatriata solo ed esclusivamente perchè sperano che le carampane schioppino il più velocemente possibile e possano così accaparrarsi l'eredità.  Questo compleanno però, grazie al regalo del cugino Christopher, che ben si è guardato dal partecipare alla festicciola, sarà una minima più movimentato del solito..

Altra pellicola targata Troma, altro autentico capolavoro del trash. Una vera perla con un buon ritmo, un buon livello di splatter e dei dialoghi assolutamente FOLLI e divertentissimi. Va' tuttavia segnalato che il titolo non si prende particolarmente sul serio e nasce a tutti gli effetti per essere una cagatona divertente, ma la tutto sommato bassa presunzione della regia non inficia quasi per nulla la godibilità, il divertimento, e le grasse risate che la visione di questo film è in grado di regalare allo spettatore.

Non vi è nulla di lineare in questo film. La trama praticamente non esiste, la sceneggiatura è follia allo stato puro: è semplicemente un tripudio alla volgarità ed alle cattiverie familiari che si trasforma con l'evolversi delle vicende in un trionfo di frattaglie. Si tratta a mio avviso di una soluzione vincente, ed ora vi spiego il perchè: gran parte dei film horror, in particolare quelli di serie B, si sviluppano in maniera estremamente piatta e lineare. La partenza è quasi sempre lenta e spesso noiosa, perchè devi presentare i personaggi (di cui in realtà non ti frega un cazzo), devi illustrare la situazione, che è sempre di calma apparente, poi se sei fortunato ti trovi una quarantina di minuti scarsa di follia, budella e grasse risate (a volte manco quella...) che termina con il ripristino dello status quo. In Rabid Grannies, per evitare di uccidere di noia lo spettatore durante la prima mezzora, si è deciso di aggiungere la variabile "dialoghi folli a ripetizione", ed è stata a mio avviso una splendida idea.

Mi addentro nel dettaglio, visto che tutto sommato all'inizio della recensione sono stato un po' nebuloso per quanto riguarda la trama..

[SPOILER]
Il nipote Christopher era "fissato e adoratore di Satana" (cit.) e faceva delle messe nere nei cimiteri. Scoperto è stato diseredato dalle buone nonnine, e per vendicarsi in occasione del loro compleanno, fa' recapitare una scatola di merda (che viene presentata come un regalo bellissimo) dalla quale esce del fumo che trasforma le nonnine in dei demoni incazzati che decimeranno i membri della disgustosa famiglia
[FINE SPOILER]

La vicenda si conclude con il più banale dei finali aperti, ma tutto sommato ci sta, siamo rimasti tutti soddisfatti ugualmente.

Titolo adatto a tutti i palati (come il nostro segreto amico Cosminscontra86 potrà confermare), da gustare avidamente per quasi tutta la sua durata (un'ora e mezza scarsa), assolutamente consigliato su tutta la linea. Per grandi e piccini!

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 94/100
Noia: 47/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 84/100
Presunzione della regia: 20/100
Incapacità degli attori: 76/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: The Toxic Avenger, un altro film della Troma

31 luglio 2010

LUNA DI SANGUE (aka Fuga dalla morte)

Di Enzo Milioni con Jacques Sernas, Barbara Blasko, Alex Berger. ITA / 1988

Luna di sangue (1989) on IMDb

“Vediamo se hai un membro vigoroso come quello del mio Larry” Ann a Larry

Ann ritrova il cadavere di suo marito Larry nel proprio maneggio. Sconvolta, Ann si dirige verso casa e trovandovi il dottor Mark, il medico che la tiene in cura per disturbi nervosi, lo informa subito del macabro ritrovamento. Mark comincia le ricerche, ma del cadavere non c'è alcuna traccia. L'assenza di Larry sembra essere spiegata da una lettera ritrovata inseguito dove l'uomo afferma di volersi concedere un lungo periodo di riposo. Ann é incredula, ma un giorno un uomo arriva alla sua porta, sostenendo di essere Larry, ritornato dal suo periodo di assenza.

Ebbene si ancora un film della serie “Lucio Fulci presenta” ed ebbene si un'altra rottura di palle colossale!
Stiamo parlando di “Luna di Sangue” che con “Sodoma's Ghost” é da considerarsi il peggio del peggio della serie, complimenti Enzo Milioni!
Non c'é nulla che possa spingervi a guardare questa immmonda porcata forse solo un folle impulso masochista. Ho deciso comunque di scrivere questa recensione, recensione che ci tengo a sotto lineare tutti i miei compagni di avventura si sono rifiutati disgustati di scrivere e l'ho fatto solo per te caro lettore!
Perché non voglio che tu commetta il nostro stesso sbaglio, non lasciarti abbindolare da quella frase sul membro di Larry, non sperare che possa trattarsi di una cazzatona spassosa! Non c'é proprio niente da ridere! E vero fa parte della stessa serie di “Bloody Psycho” ma non é degno di farne parte e di vedere il proprio nome accostato a quello dell'immortale capolavoro di Lucchetti! 
L'unica cosa che può dirsi a discolpa del buon Enzo Milioni e che almeno un'idea buona ce l'ha avuta

SPOILER: 
il film inizia dalla fine della vicenda che viene poi narrata tutta in flashback
il problema é che se la gioca subito e poi il resto é il nulla più totale.
Per il resto l'unica cosa degna di nota, si fa per dire, é la partecipazione di Pamela Prati (!) inserita peraltro in maniera totalmente pretestuosa ed inutile nella vicenda, giusto nella speranza di richiamare una mezza dozzina in più di spettatori immagino...

Recensito da:  Azagthoth
Voti
TRASH: 40/100
Noia: 94/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 67/100
Presunzione della regia: 70/100
Incompetenza degli attori: 80/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: un qualsiasi film della serie “Lucio Fluci presenta”

28 luglio 2010

LA CASA 3 (aka Ghosthouse)

Di Humphrey Humbert (Umberto Lenzi) con Lara Wendel e Greg Scott. ITA / 1988

Ghosthouse (1988) on IMDb

Paul, un nullafacente radioamatore con la passione dei computers (si pronunci bene computerS ), capta una richiesta di aiuto e una musichetta fastidiosissima col suo potente Kenwood anni 70'.
Immediatamente capisce che si tratta di una disperata richiesta di aiuto e che da qualche parte è avvenuto un misterioso omicidio.
Decide quindi con la compagna Martha di scoprire la fonte del segnale tramite logaritmi e il suo potente computers (si si anche al singolare) e di andare in cerca del luogo che trova prontamente grazie anche alla sua antenna capta segnale fatta in casa.
Trovano una casa abbandonata dove venti anni prima era stata sterminata la famiglia Becker e dove al loro arrivo trovano una compagnia di altri fannulloni in camper anchessi radioamatori.
Inizia la carneficina da parte della casa, di tanto in tanto appare una bambina con un pupazzo parecchio inquietante, qualche scena ridicola, qualche riempitivo, alcune scene sono ripetute.
La tattica del gruppo è quella di dividersi ed entrare a turno in una stanza buia non armati, tattica che, come da ogni buon film horror che non si rispetti, risulta assolutamente cretina.

SPOILER
Paul scopre che il signor Becker lavorava alle pompe funebri e aveva l'abitudine di alleggerire i corpi da cremare di monili o oggetti preziosi. Tra questi anche un pupazzo che aveva poi regalato alla figlia, da qui il mancato rispetto dei morti aveva causato l'ira divina assassina e vendicativa.
Paul decide, così senza una ragione precisa nè un movente, di dar fuoco alla tomba della bambina facendo così svanire nel nulla (con un effetto speciale davvero risibile) fantasmi e assassini dalla casa.
Naturalmente qualche tempo dopo Martha vede il pupazzo in una vetrina e mezzo secondo dopo Paul viene investito da un autobus. Qui termina il film.
Il film in realtà è fatto abbastanza bene, a parte la follia della trama senza senso, ha effetti horror più che decenti, la recitazione è scadente, pessima a tratti. E' un film schifosamente anni 80', con acconciature e capi d'abbigliamento tipici del periodo, la celebrazione ostentata della tecnologia Kenwood e l'utilizzo compulsivo del verbo spengere fanno sorridere se rapportate a oggi.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 65/100
Noia: 45/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 68/100
Presunzione della regia: 72/100
Incapacità degli attori: 86/100

 

19 luglio 2010

NON AVER PAURA DELLA ZIA MARTA (Aka The Murder Secret)

Di Mario Bianchi con Gabriele Tinti, Maurice Poli, Sascha Darwin, Italia/1988/AVO Film

The Murder Secret (1988) on IMDb

La famiglia Hamilton passerà il fine settimana nel vecchio casolare di zia Marta. Non sarà un fine settimana come tanti altri: sono passati infatti quasi trent'anni da quando Richard ha visto per l'ultima volta sua zia. Le uniche immagini che affiorano alla memoria sono quelle della zia Marta in un ospedale psichiatrico. Quando gli Hamilton arrivano alla villetta di campagna, vengono accolti dal custode, il quale per conto di Marta continua a rinviare il suo arrivo a casa.

Allora sto film ha un problema fondamentale: é noiosissimo. Di fatto nella prima ora non succede niente ma niente di niente! I protagonisti arrivano nella casa della zia Marta e se ne stanno lì a dirsi: “Accipicchia quando arriverà la zia Marta?” “E già dovrebbe essere già qui” “Va beh aspettiamo” “Attenzione forse arriva! Ah no é mio figlio Charles!!!” e così via... A tenere un minimo di tensione dovrebbero pensarci le patetiche burle che il figlio più piccolo alla sorellona, le quali ovviamente falliscono miseramente nel loro scopo e riescono solo a rendere la visione del film ancora più straziante. Poi dopo un ora quando ormai lo spettatore é regredito in uno stato catatonico, la svolta improvvisa! Una serie di omicidi a casaccio, tra cui uno sotto la doccia (che idea originale eh?), che fanno da apripista ad una interminabile scazzottata e ad un finale privo di senso (una delle costanti della serie “Lucio Fulci presenta”). Purtroppo a salvare questo film non bastano nemmeno le buone prove offerte dal protagonista (Gabriele Tinti) e del custode (Maurice Poli) a cui fanno da contraltare le pessime prove di tutti gli altri attori coinvolti. Certo non é il peggiore dei film dei “Maestri del Thriller”, ma non é che ci volesse molto...


Recensito da: Azagthoth


VOTI
TRASH: 50/100
Noia: 87/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 45/100
Presunzione della regia: 60/100
Incompetenza degli attori: 60/100 (é una media)


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: un qualsiasi film della serie "Lucio Fulci presenta"

14 luglio 2010

APOCALISSE A FROGTOWN (aka Hell Comes To Frogtown)

Di Donald G. Jackson e R.J. Kizer, con Roddy Piper, Sandahl Bergman, Cec Verrel. USA/1988
Hell Comes to Frogtown (1988) on IMDb

L'ex wrestler Roddy Piper (Sam “Hell” nel film) nel solito scenario post-apocalittico, è uno dei pochi uomini fertili rimasti sulla terra. Viene quindi assoldato dalla “Medtech” per andare a Frogtown e liberare, e dunque ingravidare, un nugolo di ragazze rapite dagli uomini-rana, frutto di mutazioni scaturite dalla guerra nucleare. Peccato che al buon Roddy abbiano anche installato alle parti basse un congegno pronto a esplodere qualora qualcuno tentasse di toglierlo e telecomandato a distanza, tramite orecchino, dalla soldatessa cazzuta, ma sotto sotto vogliosa, di turno.

Come si può facilmente intuire dal titolo e dalla trama, il film non si prende affatto sul serio. Lo stesso protagonista recita con un ironico sorrisetto stampato in faccia per tutto il tempo e anche lo sviluppo stesso della sceneggiatura, lascia suggerire come l'intera pellicola sia realizzata con il solo scopo di intrattenere e divertire.
E bisogna dire che ci riesce. Nonostante la stupidità di fondo, questo “Apocalisse...” scorre che è un piacere, è divertente, ben fatto e raramente noioso.
I costumi degli uomini-batrace sono davvero ben realizzati e credibili, nulla di stupefacente per carità, ma il risultato è comunque ottimo. Il finale è tirato un po' troppo per le lunghe e sopraggiunge ogni tanto qualche momento di stallo, ma il ritmo è sempre abbastanza sostenuto e i registi si fanno perdonare anche queste piccole cadute.

Da menzionare la scena della danza dei “Tre serpenti”, dove Sandahl Bergman si esibisce in un provocante ballo atto a eccitare il re rana, che sotto le vesti e in mezzo alle gambe nasconde...provate un pò a indovinare!

Capolavoro del trash no, buona cialtronata da guardare in allegria con gli amici sì.


Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 71/100
Noia: 46/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 30/100
Presunzione della regia: 45/100
Incompetenza degli attori: 51/100





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12 luglio 2010

SLUGS - Vortice d'orrore (aka Muerte Viscosa)

Di Juan Piquer Simòn, con Michael Garfield, Kim Terry, Philip MacHale, Alicia Moro. USA/1988/New World Pictures

Slugs (1988) on IMDb

"mi ha morso! D:"
protagonista su lumaca assassina

Delle innocue lumache che pascolano placidamente nei pressi di un piccolo centro americano chiamato Ashton, in seguito allo scarico di sostanze tossiche negli scoli fognari, si trasformano in aggressivi lumaconi carnivori ed iniziano a terrorizzare tutta la cittadina, spolpando letteralmente fino all'osso chiunque incontrino sul loro (lentissimo) cammino.

Beh, si, non c'è molto altro da dire effettivamente, ci troviamo di fronte ad un monster movie abbastanza classico; ora però parliamone.. delle lumache assassine con tanto di dentini acuminati sono effettivamente una minaccia così terrificante? ok sono tante, ok sono mutate, però sono sempre delle lumache! penso che come arma di difesa uno spostamento a passo quasi svelto possa essere più che sufficiente. Penso sia proprio questo ciò che fa' di questo lungometraggio un film trash: si perchè in realtà il film non è fatto male, gli effetti speciali sono a mio avviso più che al passo coi tempi (del 1988, ovviamente) la recitazione è più che accettabile anche se non eccezionale: potrebbe essere un qualsiasi filmetto senza troppe pretese da guardare con la ragazza che si vuole limonare, anche perchè si tratta di una pellicola abbastanza splatter. La realtà però è che le lumache non fanno paura a nessuno e schifo a pochissimi (io le trovo addirittura carine) ed è un vero peccato (per i cinefili in generale, io sono supercontento che abbiano usato delle lumache) perchè se ci fosse stato il Supercroc di turno o il King Kobra di turno questo Slugs sarebbe potuto essere un film serio.

Leggero, ma serio. Fortuna per noi ci sono delle lumachine tenere invece di un insetto gigante e quindi almeno un pochino possiamo deridere Simòn e company, ma con molto rispetto, perchè tenendo conto del budget risicato che avevano hanno prodotto un piccolo capolavoro (non trash). 

Recensito da: Imrahil

VOTI
Trash: 53/100
Noia: 45/100
Ridicolaggine effetti speciali: 23/100
Presunzione della regia: 68/100
Incompetenza degli attori: 46/100


SLAGS mmmuerte viscossa!

1 luglio 2010

DELIRIO DI SANGUE (aka Blood Delirium)

Di Sergio Bergonzelli con John Philip Law, Gordon Mitchell, Brigitte Christensen. ITALIA/1988/Cine Decima
Delirio di sangueundefined on IMDb
"Traspare un certo misticismo che si affianca spesso alla.. parapsicologia''
un coglione davanti ad un merdosissimo quadro del ''maestro''

In seguito ad una grave malattia la moglie di un visionario pittore muore, e da quel giorno l'artista non riesce più a concentrarsi, tanto meno ad avere l'ispirazione. Ha bisogno di una nuova musa ispiratrice e la troverà in Sybille, una ragazza fisicamente identica alla defunta moglie, che egli incontra ad una sua mostra e invita nel suo lugubre castello. Sembra andare tutto bene, ma... ovviamente il ''maestro'', come spesso viene apostrofato nel film, è ovviamente un pazzo maniaco (non a caso il suo modello è Vincet Van Gogh).
Le presenze di Gordon Mitchell (La croce dalle sette pietre.. ve lo ricordate? Aboriiiiiiiiiiiiim, vieni qui) e Brigitte Christensen (Bloody Psycho, Hansel e Gretel) sono delle assolute garanzie di merda su pellicola, e di fatti Blood Delirium non tradisce: in realtà darne un giudizio è un po' complicato.. di per sè non è un lavoro indegno.. voglio dire, non è una cagata proprio enorme.. certo, è fatto con due lire, ad un certo punto compare uno scheletro davvero patetico e gli unici effetti speciali sono delle luci fastidiosissime che dovrebbero essere in linea teorica dei fantasmi, insomma sono ridotti (giustamente, non te li puoi permettere) al minimo. Quello che frega Bergonzelli è il tono, il suo modo di porsi. Ebbene si, Bergonzelli sembra proprio convinto di aver fatto il capolavoro di introspezione, con dialoghi altisonanti, discorsi pseudo-intellettuali. La pellicola ne è letteralmente stracolma, e sono assolutamente queste le parti più (involontariamente) comiche.. perchè si, Sergio, ci hai provato.. ma tutto ciò visto in un film di un tale sciattume oggettivamente fa' ridere. Aggiungete una colonna sonora altrettanto pretenziosa e soprattutto estremamente invadente ed il quadro è completo. Si prendi delle grandi pernacchie, il nostro caro Sergio, anche perchè, forse proprio per sopperire alla mancanza di mezzi il regista/sceneggiatore ha voluto proprio calcare la mano sull'aspetto filosofico/intellettuale, che di fatto non c'è, ed il risultato è un'accozzaglia di paroloni inutilmente aulici e peraltro pronunciate con enfasi assolutamente esagerata e fuori luogo da un John Philip Law in forma smagliante (ma anche no). La trama è tutto sommato è abbastanza originale, ma il finale è decisamente scontato.

Tirando le somme ci troviamo di fronte a un film dal ritmo abbastanza basso, ma tutto sommato godibile, soprattutto se visto insieme a numerosi amici e tanta birra.

Recensito da: Imrahil

VOTI
Livello Trash: 72/100
Noia: 76/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 70/100
Presunzione della regia: 100/100
incompetenza degli attori: 78/100



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25 giugno 2010

IL BOSCO 1 (aka Evil Clutch)

di Andrea Marfori. Con Coralina Cataldi-Tassoni, Diego Ribon, Luciano Crovato. Italia/1988/Troma

Il bosco 1 (1988) on IMDb

Il “Bosco 1” è semplicemente l'antifilm. Cioè è tutto quello che un film non dovrebbe mai essere; visto che siamo in un blog di film di merda, direte: “che bello, farà ridere!” e invece no.
“Il Bosco 1” ti lascia in uno stato prima catatonico, poi annoiato, poi disgustato, poi incredulo, poi imbarazzato, a tratti divertito, a tratti depresso e alla fine senza voglia di vivere.
La “trama” del “film” (notare le virgolette) è stata probabilmente scritta su un tovagliolo con una bic rotta, mentre Marfori ordinava dell'LSD. Una coppietta arriva in un paese disabitato, incontra un losco figuro che racconta loro una storiella del terrore, vanno a fare una gita in un bosco, si trovano in una casa maledetta in compagnia di una strega e poi bla bla bla..insomma come originalità non c'è male.
La prima parte è di una noia mortale, ma di quelle che ti fa urlare allo schermo: “dai cazzo fa succedere qualcosa”.
7 ore della macchina della coppietta che va per strada, 7 ore dell'interno della macchina con la coppietta che finge di parlare con della musica sotto, arriva la strega dell'incipit, non succede un cazzo, incontrano il “personaggione” del film.
Il personaggione è uno scrittore che va in giro su una moto, con un impermeabile bianco, un caschetto e occhiali da aviatore e che parla col vocalizzatore perchè ha avuto un tumore alla gola. Il suddetto personaggione dovrebbe fare paura o chissà cosa, invece riesce solo a farti innervosire ulteriormente. Durante la sua filippica sui Cimbri (sì, i Cimbri) non puoi fare altro che non ascoltare un cazzo e sperare che tutto ciò finisca presto.
Quello che colpisce è l'assoluta mancanza di idee del regista che oltretutto si crede dio, altrimenti non si spiegherebbero i 7000 ore di inutili pianosequenza sulla coppia che cammina per il bosco, sul “personaggione” che cammina per il bosco, sulla strega che li guarda maliziosa da lontanto e cammina per il bosco, sulle nubi oscure che coprono la luna sul bosco, sui ruscelli che scorrono nel bosco, gli alberi del bosco...ma porca troia, se non sai che cazzo mettere cosa lo fai a fare un film????!!!!
Comunque sia, dopo tutto questo inutile tedio, la coppietta e la strega arrivano finalmente a questa cazzo di casa verso cui camminavano da ore. Casa è una parola grossa, una stanzaccia con del fieno per terra e un orologio a cucù sulla parete.
Da qui in poi è il delirio, una serie di scene di una stupidità sovrumana, totalmente slegate fra loro e collocate a caso, senza il minimo senso logico-temporale, condite dal comportamento assolutamente idiota di tutti (tutti...4 più uno zombie, un povero coglione con della merda bianca in faccia) gli attori in scena e da effettacci speciali della recita dell'oratorio...
[SPOILER]
In ordine sparso: la strega si trasforma e diventa cattiva, arriva lo zombie, loro scappano, poi boh non mi ricordo, poi diventa cattivo anche lui, lei scappa, lui inizia a far sesso con la strega, un albero prende vita e con delle radici di plastica lo vuole uccidere, arriva il personaggione con un ascia che viene ucciso in 1 secondo dalla strega, lo zombie amputa le mani a lui a pietrate, lui torna da lei con le mani amputate, lei: “vado a cercarti dell'acqua fresca” (notoriamente un toccasana quando perdi le mani), lei va cercare l'acqua in una catacomba (notoriamente il posto migliore per trovare dell'acqua), lo zombie arriva e stacca la testa a lui, lo zombie insegue lei nella catacomba con una falce,risorge da zombie il personaggione, nel frattempo la strega non mi ricordo cosa fa ma esce da una scena con dei ridicoli occhi posticci gialli che non le fanno vedere dove va e quindi cammina a caso per il set, lei viene assediata nella casa, trova per caso una motosega con cui uccide il peronsaggione-zombie, uccide con la luce del sole riflessa in uno specchietto l'altro zombie, lei riesce a scappare, 12 ore di pianosequenza di lei che corre piangente per il bosco, lei che dice “Grazie dio della luce”, ultima scena con la strega che riprende vita (non so che cazzo di fine avesse fatto). Fine.
[FINE SPOILER]
Ci sono stati momenti durante la visione in cui mi sono chiesto se questo film fosse uno scherzo...e dire che io di merda in celluloide ne ho vista a camionate...una cosa da non credere.
Ripeto, non fa ridere (almeno a me e ai miei soci di visione), questo film ti lascia una profonda malinconia interiore e un profondo imbarazzo per le persone coinvolte in tutto ciò.
Ultima annotazione sugli attori: Coralina Cataldi-Tassoni (attrice feticcio di Dario Argento, noto per scegliere gente che non sa minimamente recitare) sembra un clone mal riuscito di Cindy Lauper, lui è un cane di merda, la strega è vecchia, cessa e incapace, il personaggione non è giudicabile perchè secondo me è cerebroleso dalla nascita, lo zombie è uno zombie, cosa volete che faccia.

“Il Bosco 1”...ma porca puttana...


Recensito da: Vidur

VOTI:
TRASH: 20/100
Noia: 80/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 99/100
Presunzione della regia: 100/100
Incompetenza degli attori: 100/100

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19 giugno 2010

IL FANTASMA DI SODOMA

Di Lucio Fulci, con Teresa Razzanti, Zora Kerowa, Claudio Aliotti. ITA 1988, AVO Films

Il fantasma di Sodoma (1988) on IMDb

“Sodoma's ghost é il mio peggior film”
Commento di Lucio Fulci al film

Il tuo peggior film Lucio? Te credo, eccome se te credo... Si ragazzi il film in questione é veramente una porcheria immonda, e non solo se lo raffrontiamo ai grandi capolavori della storia del cinema, ma anche se lo paragoniamo agli altri film che fanno parte di quel merdoso microcosmo chiamato “I maestri del Thriller” o altresì noto come “Lucio Fulci presenta”, beh anche di fronte a questa miserabile concorenza riesce a svettare con la sua bruttezza. E con ciò ho detto tutto.
Se qualcuno fosse ancora interessato a saperne qulacosa di più, ecco la trama:

“Un gruppo di nazisti si ritira in una villa in compagnia di un gruppo di donne, tra orge di ogni genere. Un'esplosione distrugge la villa. Alcuni anni dopo dei giovani s'imbattono nella stessa villa e decidono di passarvi la notte. Ma quella villa è infestata dai fantasmi dei nazisti!”

Trama, che detto per inciso, é assolutamente pretestuosa e piena zeppa di incongruenze colossali, tanto per citarvene una: la casa é stata bombardata no? Beh quando arrivano i ragazzi non c'é traccia del bombardamento e la cucina é piena di provviste... Evidentemente i fantasmi si occupano anche di ristrutturare immobili e di far la spesa non solo di spaventare gli avventori.
Ma il vero problema del film é un altro e si chiama noia! Ogni singola scena e tirata per il lungo fino all'inverosimile tutto ciò nel disperato tentativo di raggiungere l'ora e mezza durata minima imposta dalla produzione, ma così il film risulta essere completamente privo di ritmo e di tensione. Paradigmatica in tal senso é la scena della roulette russa con il fantasma del nazista e uno dei ragazzi, la cosa va talmente per le lunghe che alla fine non ve ne fregherà più un cazzo di sapere se il ragazzo ne uscirà vivo o meno ma vorrete solo che la scena finisca.
Se ci aggiungiamo una recitazione patetica, effetti speciali poverissimi e un finale incommentabile beh il quadro é completo. Da evitare assolutamente!

Recensito da: Azagthoth

VOTI
Trash: 30/100
Noia: 100/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 70/100
Presunzione della regia: 60/100
Incompetenza degli attori: 85/100





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un qualsiasi film della serie “Lucio Fulci presenta”

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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