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5 dicembre 2023

SPECIALE RECENSIONE NUMERO 300 - PARTE 1

INTRODUZIONE

Cari amici di Pellicole dall'Abisso, dopo oltre tredici anni di indefesso lavoro, il qui presente blog spegne sulla torta delle candeline speciali, ovvero quelle della recensione NUMERO 300!!!
Ebbene sì, dal 2010 abbiamo visto e recensito per voi ben 300 film della peggior risma, spaziando su tutti i generi, tutte le nazioni, tutte le epoche, senza fare distinzioni tra film semi-amatoriali e kolossal hollywoodiani, tra un Nicolas Cage e un Marco Antonio Andolfi, tra una Lindsay Lohan e una Loredana Lecciso, tra un Vito Colomba e un Ridley Scott.

Per celebrare questo speciale traguardo, abbiamo spremuto le nostre importanti meningi e i nostri dotati cervelli hanno partorito quanto segue. Innanzitutto un piccolo video di ripasso di quello che è stato finora, visualizzabile QUI, in secondo luogo, anziché fare una recensione...ne faremo ben due. Quindi, tenetevi ben stretti per la seconda parte. 

Per la prima, intanto, un delizioso gioco di parole ha sollucherato il nostro palato e per l'occasione, dopo ben tre anni di latitanza, è tornato a recensire con la sua proverbiale coincisa malvagità il nostro Azagthoth!


3CIENTO - CHI LA HA DURO...LA VINCE!

Di Jason Friedberg e Aaron Seltzer con Sean Maguire, Kevin Sorbo, Carmen Electra. 2008/USA/New Regency Pictures
Meet the Spartans (2008) on IMDb

La recensione numero 300 di Pellicole dall’Abisso non avrebbe potuto che essere la recensione di 3ciento-chi l’ha duro… la vince e così sarà. Auguri Pellicole dall’Abisso, anche questo traguardo contro qualsiasi pronostico e qualsiasi forma di buon senso è stato tagliato. Urrà, Urrà, Urrà. 

Ma ora basta con l’autocelebrazione e parliamo della pellicola in questione, il cui titolo originale per la verità nulla centra con il numero 300. Il film si intitola infatti più sobriamente Meet the Spartans, l’idea di modificare il titolo con questo geniale gioco di parole a cui noi ci siamo accodati, è stata un'indegna decisione dei distributori italiani, titolo che tuttavia si addice alla perfezione ad un film che è assolutamente indegno. 

Il film rappresenta il prototipo della parodia, o delle parodie, visto il gran numero di riferimenti ad altri film, programmi televisivi, personaggi pubblici e chi più ne ha più ne metta, che non fa MAI, ma proprio MAI, ridere. Ma neanche sorridere perché la stupidità e la frequente volgarità delle gag proposte non solo non strappa una risata, ma neanche un mezzo sorriso. Un cinepanettone è molto, e sottolineo molto, più divertente. Le gag peraltro sono pure ripetute allo sfinimento, come quando Leonida calcia giù nel pozzo un tot di personaggi realmente esistenti ed immaginari o come nell’infinito contest di ballo tra spartani e persiani che vorrebbe parodiare American Idol ma risulta di una noia mortale (ed annoiare lo spettatore in poco più di un’ora di film non è facile). 


Oltretutto, molte delle parodie risultano davvero datate, in quanto ironizzano su personaggi e situazioni che già nel 2023 la maggioranza degli spettatori si è scordata, ed aggiungiamoci pure che purtroppo noi italiani perdiamo il senso delle gag riferite a programmi statunitensi perché non li conosciamo (mannaggia che sfiga!). 


In questo desolante spettacolo non possiamo non provare amarezza vedendo Kevin Sorbo, l’Hercules della nostra adolescenza, partecipare a questa oscena baracconata. Kev avevi problemi economici? Non sapevi come pagare le bollette? Ti aiutavamo noi, mettevamo in piedi una raccolta fondi, o una qualsiasi altra cosa piuttosto che vederti coinvolto in questa indegna pagliacciata.



Si può salvare qualcosa di questa pellicola? Onestamente no, questo forse la rende degna di essere la trecentesima recensione di Pellicole dall’Abisso… Almeno questo, dai sì…




Recensito da: Azagthoth

TRASH: 78/100
Noia: 95/100
Ridicolaggine effetti speciali: 30/100
Presunzione della regia: 72/100




16 aprile 2012

FLU BIRD HORROR (aka Flu Birds)

Di Leigh Scott, con Clare Carey, Lance Guest e Jonathon Trent. USA/2008
Flu Bird Horror (2008) on IMDb


«Do you really think a bird would do that?»
«Well, they used to be dinosaurs.»
Il ranger illustra le sue formidabili teorie.


In una foresta appaiono un bel giorno degli strani esseri alati, affamati di carne umana e allegri portatori di un virus letale e contagioso. Chiunque abbia la fortuna di sopravvivere al loro incontro definirà i mostri come “uccelli” ma sinceramente penso che “nani travestiti da pipistrelli giganti col becco” sia più appropriato. Non fatevi trarre in inganno dalla locandina... i volatili infatti sono questi:


Nel frattempo dei ragazzi in gita dal riformatorio stanno campeggiando con un sorvegliante nella stessa zona, inutile dire che diventeranno il bersaglio preferito degli “uccelli”, cominciando così una fuga tra alberi, case abbandonate e cadaveri. Solo un ranger e una dottoressa accorreranno il loro soccorso, lottando contro il tempo a causa delle misure estreme prese dall’esercito, che intende radere al suolo l’intera foresta pur di non lasciar diffondere il virus.

[SPOILER]
Infine l’esercito si auto-distruggerà grazie alla propria incompetenza e saranno i giovani delinquenti - aiutati da ranger e dottoressa - a salvare la situazione facendo saltare in aria l’intero stormo, non senza qualche perdita.
[FINE SPOILER]

Film dal ritmo lento e trama insulsa. Notevole il tentativo di ingannare lo spettatore, innanzitutto con quella locandina fuorviante e poi chiamando insistentemente “uccelli” esseri che son tutto fuorché quello. Alla fine è meglio così però, fossero stati piccioni con l’aviaria il livello di noia avrebbe potuto facilmente realizzare qualche record, invece si è pensato bene di inserire dei pupazzotti ridicoli, l’unica vera attrazione del film.

Recensito da: Leotorda


VOTI
TRASH: 78/100
Noia: 79/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 84/100
Presunzione della regia: 25/100
Incapacità degli attori: 86/100


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2 gennaio 2012

2012 DOOMSDAY

Di Nick Everhart, con Cliff De Young, Dale Midkiff e Ami Dolenz. USA/2008/Faith Films (con The Asylum).
2012 Doomsday (2008) on IMDb

Fino ad un giorno fa il sole splendeva alto e la mia vita era felice e spensierata...poi è scattata la mezzanotte. Una foschia ha oscurato il cielo, la terra ha cominciato a tremare e Conti in tv ha assunto un colorito quasi naturale. È vero, c’è ancora tempo prima dell’apocalisse, ma per non rischiare di farci trovare del tutto impreparati consultiamo il materiale di cui disponiamo. 
Grazie a questo film avrete all’istante mal di testa, mal di stomaco, giramento di palle e una voglia matta che l’apocalisse arrivi per davvero, almeno sulle teste di chi l’ha ideato. E ovviamente non vi sarà affatto utile, a meno che voi non pensiate di starvene seduti in poltrona a guardare la replica de La Corrida mentre il mondo vi crolla in testa, perché tanto è destino e se Dio vuole così ci sarà sicuramente un motivo valido. 

2012 Doomsday è un film più religioso che apocalittico, vi tartasserà per un’ora e mezza con destino, preghiere e quanto è giusto Dio (e non mi sembra esattamente il momento), non per dare qualche sano e saggio principio allo spettatore ma per nascondere in modo barbaro gli squarci della trama, senza alcun successo peraltro.
Il nonsense regna sovrano tutto il tempo, perché nemmeno la fede può spiegare certe trovate idiote, come l’aver prodotto questo film.
Se tutto questo non fosse già di per sé altamente irritante, ci tocca anche subire un continuo salto tra 4 situazioni e personaggi differenti, che sono ovviamente i prescelti dall’Onnipotente per fare cose a caso che non avranno mai una spiegazione.

Il Dottor Richards è un esperto in cose che hanno a che fare con terremoti, vulcani, antichi templi e profezie; mentre ci stiamo ancora chiedendo che cacchio di lavoro sia, lo scienziato trova una cripta con all’interno il crocifisso d’oro più finto che abbia mai visto. 
Il film è cominciato da 5 minuti e già mi sono persa, si nomina una profezia, qualche appello ad avere fede ed eccoci in marcia verso una piramide maya. Così.

[SPOILER]
Intanto, in un ufficio da qualche parte, il Dottor Lloyd capisce che l’apocalisse è in arrivo, la rotazione della terra attorno all’asse sta infatti rallentando senza una spiegazione scientifica valida, non che siano stati più di tanto a ragionarci su.
Ma andiamo Messico, dove Sarah (la figlia di Lloyd) sta aiutando una popolazione gravemente malata, da sola, senza essere un medico. Mentre ne cerca uno incontra un fotografo (che ha visto uno stetoscopio una volta da lontano, in foto...forse) che decide di aiutarla. Corrono al villaggio e...miracolo! La popolazione è sparita. In compenso c’è una donna incinta che vuole assolutamente partorire dentro la piramide maya, e visto che è sicuramente il destino ad averli fatti incontrare, tutti decidono allegramente di prendere l’auto e andare.
Ultimo caso umano è Susan, un paramedico incapace che vede piramidi e crocifissi ovunque e che, notando in tv la piramide maya, decide di andarci. 
Infine solo i personaggi principali arriveranno sani, salvi e convertiti alla piramide e la profezia si compirà con la nascita del bambino. 
Ma a che cosa è servito tutto questo, dato che l’apocalisse è arrivata comunque in tutto il resto del mondo? Mistero della fede. 
[FINE SPOILER]

Dovete avere molta pazienza perché, che siate religiosi o meno, questo film vi porterà all’odio a tempo record! Non è possibile che accadano mille cose senza senso e che si speri pure di farcele dimenticare in blocco, alludendo continuamente ad un misterioso piano divino, che nemmeno il regista conosce però. Ovviamente tutto questo va sommato ad una pessima recitazione e soprattutto a degli effetti speciali fatti da uno che passava di lì, mentre cercava il bagno.
Mr Nick Everhart, so che questo è solo il tuo secondo o terzo film ma stanne certo, pregherò affinché sia pure l’ultimo!


Recensito da: Leotorda.


TRASH: 70/100
Noia: 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 83/100
Presunzione della regia: 31/100
Incompetenza degli attori: 66/100

Se ti piace guarda anche: vai a giocare a biglie sui binari e scopri cosa ha in serbo per te il destino.

28 dicembre 2011

L’ORA DEL LICANTROPO (Aka Never Cry Werewolf)

di Brenton Spencer, con Nina Dobrev, Kevin Sorbo e Peter Stebbings. Canada/2008/Grodfilm.
Never Cry Werewolf (2008) on IMDb

In una cittadina qualunque vive Loren con la sua famiglia: un fratello rompipalle, la madre sempre assente e un cagnolino nervoso. La monotonia del luogo sta però per essere spezzata dall’arrivo di un nuovo vicino, Jared.
Avete presente quando serve qualcuno nel ruolo del “figone” ma trovano solo un vecchio e cercano poi per tutto il film di convincerti che lui si, è proprio un gran figo? Ecco. In questo caso, per quanto si insista, la cosa non fa che diventare esilarante! Perchè Jared è solo un quarantenne maniaco con le mani pelose che ci prova spudoratamente con Loren (che in tutto ciò va ancora a scuola ed è minorenne). 
Questa comincia a sentire la voce del vicino che la chiama nella sua mente e decide quindi di spiarlo dalla finestra, assistendo così al brutale assassinio di una prostituta. Loren allora non perde tempo, scrive “mani pelose” su Google e scopre che Jared è senza ombra di dubbio un licantropo! Ah ah.

[SPOILER]
Mentre Jared uccide qualcuno una sera si e l’altra anche, la nostra bella riesce a convincere un suo spasimante sfigato ad aiutarla nella ricerca di un’arma in grado di uccidere il mostro, si recano così alla “Fiera del cacciatore” dove il licantropo decide di seguirli, sguinzagliandogli dietro il suo simpatico cane lupo. Questo farà strage di vecchi col cappello e cervi impagliati finché l’attore di una serie tv sulla caccia (Redd) e Loren non riusciranno ad abbatterlo. 
Jared, vivo e incazzato, rapisce allora il fratello petulante (conga!) e ferisce l’accompagnatore di Loren, l’unica soluzione è uccidere il licantropo prima di mezzanotte... poi sarà troppo tardi per entrambi! 
L’interesse del licantropo non è casuale, la ragazza infatti assomiglia molto alla sua defunta moglie ed è per questo destinata secondo lui ad essere la sua nuova compagna! 
La ragazza decide di entrare in azione: tira fuori l’argenteria per farci delle frecce e già che ha tempo da perdere prima di uscire si fa pure un paio di trecce. Davvero. 
Redd, che intanto si era preso tutto il merito per l’uccisione del lupo, decide di aiutarla nel salvataggio del fratello, dimostrando da subito tutta la sua inutilità ma intervenendo poi un secondo prima che la ragazza venga trasformata/violentarla e contribuendo quindi ad abbattere il pedo-licantropo entro la mezzanotte. Giusti giusti ovviamente per annullare la trasformazione di più o meno tutti loro in mostri.
[FINE SPOILER]

Il film, abbastanza noioso per tutta la prima parte, decolla solo con l’arrivo di uno stagionato Kevin Sorbo (Redd) a cui è toccato il ruolo del codardo simpatico e maldestro che con le sue trovate dovrebbe far ridere lo spettatore. Dovrebbe.
La parte degli effetti speciali deficita parecchio, a partire dallo stesso licantropo e questo gioca a favore della godibilità del film ovviamente!  
Tutto ciò, unito alla trama idiota, ne fa un discreto film trash... anche se c’è un particolare che mi ha urtata per tutto il tempo: io capisco che la ragazza avesse 16 anni e non 8, ma è comunque fastidioso vedere per tutto il film un quarantenne che fa proposte sconce (e cerca di metterle in atto) ad una ragazzina.
Carino. Non so quanto valga la pena spenderci tempo e denaro, ma se amate vedere Kevin Sorbo nel ruolo del deficiente non fatevelo scappare!

Recensito da: Leotorda.

TRASH: 73/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 81/100
Presunzione della regia: 30/100
Incompetenza degli attori: 45/100



Se ti piace guarda anche: Scusa ma ti chiamo amore, Dog Whisperer.

23 ottobre 2011

YETI (Aka Curse of the Snow Demon)

di Paul Ziller, con Marc Menard, Carly Pope e Adam O’Byrne. USA/2008/AWP

Yeti: Curse of the Snow Demon (2008) on IMDb

Mettetevi comodi sotto il piumone, stringete bene la vostra tazza di cioccolata fumante e preparatevi ad affrontare la terrificante visione dell’abominevole uomo delle nevi. 
Eccolo in lontananza. 
Vi eravate fatti ingannare dal suo travestimento da pecorella, ammettetelo! Si avvicina ad una velocità incredibile, merito di uno dei suoi superpoteri: il tasto fastforward del telecomando. 
In un attimo è di fronte a voi, perchè lui non cammina, non corre, non rotola e no, non ci pensa nemmeno a tirare fuori l’auto dalla caverna...lui saltella. Saltella tantissimo e velocissimo.


Una squadra di football appartenente ad un qualche college sta sorvolando senza un motivo apparente l’Himalaya in aereo quando questo precipita, colpito da un potente e fintissimo temporale. 
I ragazzi sopravvissuti decideranno di aspettare i soccorsi all’interno della fusoliera nonostante il freddo e l’assenza quasi totale di cibo, ma noteranno ben presto alcuni particolari inquietanti. I cadaveri dei compagni, messi all’esterno, cominceranno infatti a sparire uno dopo l’altro, finchè una ragazza non avrà la brillante idea di bruciare quelli rimasti. A questo punto al nostro saltelloso mostro non resterà che dedicarsi ai superstiti...

[SPOILER]
Una volta arrivati, i soccorsi decideranno di aiutare i nostri atleti nella ricerca della ragazza del capitano, rapita nella notte dallo Yeti. La troveranno ancora viva e riusciranno a portarla in salvo, uccidendo una coppia di Yeti sonnacchiosi. 
Ovviamente uno dei due sopravviverà, cominciando a vendicarsi della morte dell’amata, dell’amante, del fratello...insomma qualsiasi cosa fosse per lui l’altro Yeti. I due soccorritori e il ragazzo rompiballe della compagnia non sopravviveranno alla sua ira ma i 4 rimasti riusciranno a sbarazzarsene e a farsi portare in salvo da un elicottero.
Segue un bellissimo finale a sorpresa.
[FINE SPOILER]

Avere un incrocio tra un Uruk-Hai venuto male e una pecora di due metri che saltella velocissimo per 87 minuti, è più di quanto potessi lontanamente sperare, e ringrazio Paul Ziller per questo.
Non è certo un capolavoro ma trama scontata ed effetti speciali ridicoli lo rendono un buon film in caso vogliate farvi quattro risate, da soli o in compagnia.


Recensito da: Leotorda


VOTI
TRASH: 79/100
Noia: 54/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 56/100
Incompetenza degli attori: 65/100




Se ti piace guarda anche: concilia il sonno contando gli Yeti che saltano lo steccato.

8 agosto 2011

WAR OF THE WORLDS 2: THE NEXT WAVE

Di C. Thomas Howell, con Christopher "Kid" Reid, Kim Little. USA 2008

War of the Worlds 2: The Next Wave (2008) on IMDb

George, astrofisico a tempo pieno e papà all'occorrenza sta per partire per le vacanze con la procace moglie e il pargoletto (di dubbia legittimità), purtroppo una telefonata non si sa di chi lo trattiene in città, lascia quindi andare la moglie e il piccolo, dando loro appuntamento all'obelisco davanti alla casa bianca di Washington, decisamente un luogo particolare per le vacanze.
Torna in casa e dopo essersi stravaccato per qualche ora davanti al televisore (bella la scusa della telefonata però) va a farsi due passi in città (prima di andare in una grolla a bere con gli amici presumo) dove si accorge che gli alieni stanno invadendo la terra.
La cosa non lo sconvolge troppo, come non lo proccupa il fatto che non funzionino più nè macchine, nè telefoni, quando il vicino di casa gli chiede cosa stia succedendo lui prontamente lo tranquillizza invitandolo a starsene a casa a continuare a provare a telefonare e che non gli sarebbe accaduto nulla di grave, lo saluta caldamente e torna a casa in tempo per la replica notturna di studiosport.
Il mattino dopo si accorge che gli alieni, oltre che invadendo la terra, stanno sodomizzando il pianeta e abbrustolendo gli abitanti, decide allora pigramente di intraprendere una marcia solitaria e folle verso Washington per vedere se moglie e figlio stanno bene, del resto è sicuro di incontrarli la nonostante Washington sia stata rasa al suolo "E' fisica, due corpi in moto perpetuo e casuale si incontrano una e una sola volta sotto l'obelisco davanti alla casa bianca " (terza legge di Goofy).
Uscito di casa schiva il cadavere del vicino carbonizzato ancora col telefono in mano e si incammina.
Cammina. Ovunque morte e distruzione.
Cammina. Ovunque alieni killer.
Cammina. L'umanità non ha scampo.
Arriva a Washington, trova la moglie e il figlio e gli extraterrestri che muoiono (ma come perchè?? tutti dobbiamo morire!)
Fine.
Davvero finisce così, la trama è questa, ricalca del resto l'originale che ricalca a sua volta il libro.
Ma noi di pellicole dall'abisso, che abbiamo studiato, che siamo laureati e proveniamo da studi classici abbiamo saputo cogliere ben oltre. Ben oltre.
Difatti durante il suo percorso George incontra dei personaggi, vediamo di analizzarli insieme.
Incontra il soldato, di cui è obbligo riportare il dialogo.
Soldato: "Sporco civile cosa fai da queste parti?"
George: "Sono un dottore, posso esservi utile!"
Soldato: "Ottimo, l'esercito ha sempre bisogno di un dottore"
George: "Si in realtà sono dottore in Astrofisica"
Soldato: "Ma vaffanculo va"
Dopo esser stato per qualche interminabile minuto suo compagno di viaggio si autouccide con un altro soldato che tentava di reclutarli per il suo battaglione.
Incontra poi il pastore protestante Viktor, che come dice il nome, oltre ad essere un caprone si lamenta di tutto e continuamente.
Con lui intraprende un lunghiiiiiiiiiiiiiiiiiiiissimo dialogo Fede vesus Ragione, razionalismo scientifico contro Dio, che finisce con un nulla di fatto, uno 0:0 noiosissimo causa la scarsissima preparazione dei due nelle rispettive materie (Viktor viene sberleffato da una pecorella incazzata nera con la teologia, George tenta di convincerci che del siero antirabbica possa salvare l'universo), l'incontro è peraltro bruscamente interrotto dalla morte di Viktor proprio dopo averci confessato di esser fuggito dopo avere messo incinta la ragazza e di essere un ubriacone.
Incontra inoltre il fratello, che in punto di morte cerca di celargli qualcosa di segretissimo "caro fratello, ti ho sempre voluto bene, ma soprattutto a tua moglie, salutami caramente mio figl...aehm tuo figlio e digli che suo papà gli vorrà sempre bene, pardon volevo dire suo zio gli vorrà sempre bene". George non mangia la foglia e passa tutto il resto del film a piangere.

Il film è tutto sommato considerabile molto poco Asylum, mancano infatti i mostri plasticoni e monopixel ai quali ci avevano abituato, gli alieni si vedono pochissimo e sempre in secondo piano, la recitazione è però piatta e scialba come in ogni buon film di questa casa produttrice.
Tutto sommato, il prodotto finale risulta profondo, strutturato con convinzione, commovente e impegnato, moderno ma allo stesso tempo sagace indagatore storico e foriero di valori che domineranno il prossimo secolo.
Naturalmente ve ne consiglio la visione così come ovviamente sto parlando di un altro film.


Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 69/100
Noia: 98/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 60/100
Presunzione della regia: 54/100
Incapacità degli attori: 60/100 


Se ti piace guarda anche: 3336645056, questo è (forse) il numero di Vidur, parlane con lui, ti aiuterà a smettere. 

4 agosto 2011

THE LOST TREASURE OF THE GRAND CANYON

Di Farhad Mann. Con Michael Shanks, Shannen Doherty e JR Bourne. Canada/2008/SyFy.

The Lost Treasure of the Grand Canyon (2008) on IMDb

Ci sono notti in cui non riesci a dormire e decidi di guardarti un film. Purtroppo nel mio caso la visione del soffitto, nell'attesa di prendere sonno, sarebbe stata certamente più proficua o almeno più interessante. Guardando tra i nomi degli attori scorgo quello di una delle protagoniste di "Streghe", come posso quindi non cedere? Come posso non guardarlo sapendo cosa ci ha donato un altro famoso interprete di quella serie, Brian Krause? E allora cedo.

La nostra protagonista, la dottoressa Susan Jordan, è un'archeologa. Il suo team è formato da una donna che non si sa pettinare (Hildy), un tizio che si crede figo ma non lo è (Marco) e una persona seria, che viene però sfottuta per questo (Jacob). Il loro affatto proficuo lavoro viene però interrotto dalla stessa Susan; l'anziano padre infatti, anch'esso archeologo, è scomparso da quasi un mese durante una spedizione, ma a nessuno sembra importare; questo perchè l'allegro vecchietto era partito alla ricerca di una piramide egizia nascosta (a suo parere) nel Grand Canyon. Gli ci vorrà un po' più di un mese per trovarla temo... Tutti festeggiano uno scemo in meno ma Susan no, parte alla sua ricerca portandosi dietro tutta la baracca e qualche persona che passava di lì per caso.
Arrivati in Messico si fanno ovviamente truffare da tutti i messicani nel raggio di un chilometro, strisciano fino alla montagna ai cui piedi è scomparso il padre e trovano un superstite della spedizione precedente, che ci avvisa di sentire suonare dei bonghi di tanto in tanto.

Siamo a metà film e la noia regna sovrana ma ho visto quel mostro sulla locandina del film, non posso rinunciare proprio ora...perdonami soffitto.

[SPOILER]
Grazie a Jacob, che nel corso del viaggio ci ha confermato di essere l'unica persona con un cervello nonchè un guardone (e sento puzza di storia d'amore campata su in cinque minuti), i nostri riescono ad entrare nella montagna e vi scoprono un villaggio azteco, dove gli abitanti si stanno divertendo a strappare il cuore dei primi visitatori per sacrificarlo al loro dio, un drago che ha tutti i poteri della CGI più scadente. Il padre viene sfortunatamente trovato ancora vivo e la combriccola comincerà quindi la ricerca della chiave per riaprire il passaggio nella montagna, chiusosi poco dopo il loro passaggio. Dopo mille cazzate prevedibili, una manciata di guardie imbarazzanti e inseguiti da un drago che distrugge ogni regola della prospettiva ma nemmeno uno dei personaggi, la chiave viene trovata. Nella fuga vengono ovviamente sgamati in gruppo ma sarà sempre Jacob a permettere a tutti di salvarsi, uccidendo il drago e conquistando così la salvezza, nonchè l'amore di Susan.
[FINE SPOILER]

Noia. Non c'è stato un solo minuto interessante in tutto il film. No, nemmeno quando un azteco ha fatto gli occhi dolci alla spettinatissima Hildy, ne mentre il mostro fissava indeciso per ore le sue possibili vittime, che intanto si prendevano un caffè, ne quando il gruppo piangeva la morte di un cavallo, che sbatteva la ciglia e respirava tranquillamente.
Questo film ti illude prima con la falsa promessa di piramidi nel Grand Canyon e poi con la comparsa di un mostriciattolone in CGI...ma non ne vale la pena, nemmeno per conciliare il sonno!

Recensione di: Leotorda

VOTI
TRASH: 65/100
Noia: 87/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 81/100
Presunzione della regia: 56/100
Incompetenza degli attori: 58/100






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21 luglio 2011

MONSTER ARK - La profezia

di Declan O’Brien, con Renée O'Connor, Tim DeKay and Tommy 'Tiny' Lister. USA/2008/Sci Fi Pictures

Nicholas è un archeologo e, come tale, non ha mai scoperto nulla di interessante in vita sua.
Un giorno, guardando una mappa a caso ha un’intuizione geniale e, accompagnato dai suoi due fidati schiavi studenti, scoprirà degli antichissimi rotoli, contenenti quella che potrebbe essere la copia originale della genesi. Tutto ciò lo veniamo a sapere grazie all’aiuto di Ava, sua ex moglie e capace traduttrice, nonchè esperta rompipalle; da quando la nostra bella Ava appare assistiamo infatti ad un continuo dibattito sulla fede, che ci accompagnerà finchè anche l’ultimo degli atei non sarà convertito.

Quello che veniamo a sapere dai rotoli è che ci furono ben due arche di Noè, la prima trasportava “il male” ma affondò prima di giungere ai confini del mondo, dove il male era destinato a scomparire. Quale attrazione più grande per un archeologo?
Dopo due conti fatti, non sappiamo come, i nostri capiscono che l’arca deve sicuramente trovarsi in Iraq, probabilmente in un campo minato ma chissenefrega, insomma, è l’arca di Noè!
Dopo un giorno hanno già convinto l’esercito a scortarli e partono per l’Iraq, su un bellissimo elicottero in CGI che nemmeno l’Asylum.

[SPOILER]
Arrivati a destinazione individuano l’arca in due nanosecondi. Il comandante dell’esercito vuole però sapere cosa si cela dentro un’enorme cassa così, dopo aver minacciato anche i sassi, questa verrà aperta liberando niente popo di meno che...il male!

Il male per la cronaca è un mostro in CGI imbarazzante, che saltella qua e là agitando le braccia a caso e che non soccombe nemmeno se colpito da un bazooka. Scopriamo infatti che l’unica arma efficace contro di lui è il bastone di Noè.

A questo punto anche lo spettatore è convertito dall’evidenza dei fatti, ma Nicholas no! Resiste. Ava non ne è contenta e ce lo dimostra rompendo come sempre i maroni. Cinque minuti dopo fortunatamente l’ateissimo archeologo sta per morire, chiede aiuto a Dio e lo riceve, salvandosi. Evviva!

In “soccorso” ai nostri eroi arriverà anche un esponente del segretissimo ordine dei discendenti di Noè che se prima cercherà di ucciderli, verrà poi convinto a collaborare dalla simpatia di un fucile puntato.
Quindi indicherà loro dove trovare il bastone, con il quale Nicholas, forte della sua neonata ma saldissima fede, impacchetterà nuovamente il mostro saltellante e riconquisterà così l’amore dell’ex moglie.
[FINE SPOILER]

Come resistere ad un film del genere? Contiene così tante vaccate che è impossibile trattenersi dal guardarlo! La storia d’amore andata male, gli antichi rotoli ritrovati con tanto di arca di Noè, discorsi random sulla fede e sulla guerra, l’intervento divino, dei soldati che cercano di risolvere qualsiasi cosa con un’esplosione e soprattutto il mostriciattolone. Solo dopo il suo arrivo il film diventa veramente godibile, quando nessuno ha tempo della bontà divina o di fare gli occhi dolci perchè troppo impegnato a scappare da un essere ridicolo.
Da notare tra l’altro che in Italia è stato mandato in onda con tanto di bollino rosso!
Carino.

Recensito da: Leotorda

VOTI
TRASH: 72/100
Noia: 68/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 87/100
Presunzione della regia: 50/100
Incompetenza degli attori: 45/100





Se ti piace guarda anche: Grazie Padre Pio, telepace.

19 luglio 2011

BIRDEMIC: Shock and terror

Di James Nguyen. Con Alan Bagh, Withney Moore, Tippi Herden e Nick Camp. USA/2008/Nguyen Production
Birdemic: Shock and Terror (2010) on IMDb
Rod è un venditore di successo. Ha appena venduto uno scantinato per un miliardo di dollari e conosciuto una avvenente modella, Nathalie, che seduce parlando di football in un ristorante cinese. Rod è al settimo cielo, al top della sua carriera e sta anche per infornarsi la sua bella. Sfortunatamente delle aquile orribili ed infette piombano sulla pacifica cittadina. Alcune esplodono, altre si spiattellano goffamente, altre fanno il rumore di uno Stuka prima di kamikazzizzarsi contro qualcosa. Difendendosi con delle grucce appendiabiti (!!!!) i due innamorati e due perfetti sconosciuti trovati per caso guadagnano l'uscita dell'hotel in cui pernottavano, raggiungono un furgone pieno di fucili d'assalto e cominciano il loro viaggio/fuga/scampagnata verso non si sa bene che cosa.

Questo film, se così lo possiamo chiamare, è considerato da molti critici cinematografici come il peggior film mai creato (fonte BBC News). Non sono un critico, ma sono decisamente d'accordo. L'incipit, la presentazione dei personaggi, è la cosa più noiosa che io abbia mai visto. E lo è già a cominciare dai titoli di testa. Prosegue stancamente con uno spaccato della vita di Rod, un'esperienza estremamente simile, sia dal punto di vista sensoriale che da quello oggettivo delle riprese, alla visione di un filmino delle vacanze di una persona di cui non ti frega un cazzo. Il tutto per una buona quarantina di minuti. Riprese estenuanti che si soffermano per interminabili secondi sui prezzi della benzina, un ballo lento tra la coppia di innamorati di almeno 5 minuti con un finto cantante di colore. Inoltre tutta la pellicola è caratterizzata da un reparto audio raccapricciante e per giunta in presa diretta. Quindi mentre uno dei due personaggi sembrerà di averlo in braccio, l'altro emetterà un flebile bisbiglio, e sarà assolutamente impossibile capirlo a causa del rumore di fondo, che non si è nemmeno tentato di eliminare.

Poi, ad un tratto, loro: Rod e Nathalie vengono svegliati da un "gniiiiik gniiiiik" e sono delle aquile si librano nell'aria staticamente muovendo esclusivamente le ali. Vi assicuro che un simile lavoro di computer grafica mi vergognerei a proporlo anche per fare il banner di questo blog. Comincia la lotta selvaggia dell'uomo contro la natura, che terminerà solo quando...

[SPOILER]
...le aquile, così come erano venute, decideranno di andarsene. (...)
[FINE SPOILER]

Non c'è molto altro da aggiungere, se non che per la verità questo film ha avuto un successo tanto folle quanto ingiustificato e che il regista ha in serbo per noi niente popò di meno che BIRDEMIC II: The resurrection 3D. 3D. 10 euro ben spesi.

Congratulazioni Mr. Nguyen. Io una cosa del genere non avrei avuto il coraggio di mostrarla neanche a mia madre.

Recensito da: Imrahil

VOTI:
Trash: 96/100
Noia: 99/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 100 e lode/100
Presunzione della regia: 83/100
Incapacità degli attori: 95/100



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: riprendi una recita parrocchiale, scaricala sul pc, accendi windows movie maker, vai su ''effetti'', inserisci aquilotto e creati il tuo BIRDEMIC

14 febbraio 2011

IAGO

Di Volfango De Biasi, con Nicolas Vaporidis, Laura Chiatti, Fabio Ghidoni. ITALIA/2008
Iago (2009) on IMDb
“Questo non è un fazzoletto, è il mostro dagli occhi verdi che viene in mio soccorso!”

Ho visto questo film per due volte (sì, ho dei problemi). La prima al cinema mi aveva immensamente divertito, la seconda mi ha lasciato invece con un po' di desolata tristezza. Non fatevi ingannare dai nomi altisonanti degli attori e della impostazione patitnata della pellicola, questo film è una merdata trash al 100%.
Si tratta della 700esima trasposizione cinematografica in chiave moderna dell'Otello di Shakespeare. Vaporidis impersona Iago, un dotato ma povero studente di architettura a Venezia, innamorato follemente di Desdemona (Laura Chiatti), figlia del rettore della facoltà di architettura. Ma l'arrivo del Moro Otello (Aurelien Gaya) stravolgerà tutto. Iago dunque ordirà un sordido piano, aiutato dai suoi amici Emilia (Giulia Steigerwalt) e Rodrigo (Lorenzo Gleijseles) e che coinvolge anche lo stupido Cassio (Fabio Ghidoni), per conquistare il cuore della bella Desdemona.

Allora il film è di una idiozia colossale. E' veramente tutto, ma proprio tutto sbagliato. Manco a farlo apposta si poteva realizzare una porcata di tal risma.
La sceneggiatura, come avrete capito, è la patetica copia dell'opera di Shakespeare, travisata, semplificata e impoverita fino alla denuncia. Il film si svolge in un' assurda Venezia tutta bianca e fuori dal tempo. Non so poi quale fosse l'intento del regista e del costumista. Tutti sono vestiti in modo assolutamente delirante, in una via di mezzo fra la moda del 1600, un futuro post-apocalittico e un gay-pride riuscito malissimo. I dialoghi sono allucinanti, passano da un tono volutamente ricercato e aulico tipico dell'opera a cui si ispira, a dei momenti di volgarità da trattoria di quart'ordine. La reazione potrà di essere di totale incredulità o di irrefrenabili risate.
Basterebbe questo per farvi capire a quale immondizia siamo di fronte, ma c'è molto di peggio.
La recitazione. Mai visto (e dire che di esperienza in questo campo ne ho a pacchi), un branco di attori cani tutti insieme. Allora, che Vaporidis e la Chiatti siano due inguardabili merdacce lo sapevamo già e il fatto che questi due incapaci siano le punte del cinema italiano, dice tutto.
Vaporidis, oltre ad essere imbarazzato e imbarazzante, sfoggia per tutto il film l'hi-liner nero sugli occhi, rendendosi ancora più ridicolo. Ma anche Otello non scherza, il classico bellimbusto di colore, sessualmente un po' ambiguo e penosamente doppiato. Si salvano parzialmente dal baratro, ma neanche tanto, il super-gay Lorenzo Gleijeseles e il mitco Gabriele Lavia (sì, quello di Profondo Rosso), costretto probabilmente dalle rate del mutuo in scadenza, a prestarsi a questa ignobile pagliacciata. Ma l'attore più cane di tutti i tempi, che si mangia in un sol boccone Marco Antonio Andolfi, Peter Hintz, Sebastian Gaki e Nicholas Cage, è lui, Fabio Ghidoni.
C'è da dire che gli hanno affibiato un ruolo infame, quello di Cassio. Un povero demente erotomane che c'è dice robe del tipo “Ma tu ti sei mai fatto una giappa?!” o che con le mutandine lasciate lì da una tipa ne ipotizza la provenienza annusandole e dicendo robe del genere “Pelo corto, odore forte, pelle giovane...”. Ma aldilà delle oscene battute che è costretto a ripetere, il buon Fabio ce la mette tutta per vincere nella gara dell'attore più merdoso di tutti i tempi. E dire che la concorrenza, anche solo in questo film, è davvero spietata. Ma lui ce la fa. Complimenti, clap clap, Fabio Ghidoni.
Lo sviluppo della trama non me lo ricordo, è troppo stupida e complicata e non ha alcuna importanza. L'importante è che tutte le componenti di questo film convergono a cooperare al male, cioè assolutamente al bene per noi shit-hunter.
Passato infatti il primo naturale sbigottimento per cotanta oscenità, Iago saprà ricompensarvi con grasse risate e divertimento in compagnia, sempre che non subentri in voi un sentimento di pietà e vergogna per le persone coinvolte, in primis per il regista Volfango De Biasi, già autore di “Come tu mi vuoi”. Infatti Volfango se la crede a nastro, davvero pensa di stare facendo un film serio e ricercato...e questa vergognosa presunzione della regia è un altro tassello a favore di questa immonda porcata.
Ah, particolarmente raccapriccianti le sequenze del ballo in maschera (con tanto di travestimento in drag-queen di Rodrigo) e la scena finale, che potete vedere qui sotto.

Recensito da: Vidur


VOTI
TRASH: 92/100
Noia: 47/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 95/100
Incompetenza degli attori: 99/100





SE TI PIACE GUARDA ANCHE: l'altro film di Volfango De Biasi, un qualunque film italiano con Vaporidis e la Chiatti, una recita parrocchiale.

18 dicembre 2010

WARBIRDS - L'ISOLA DELLA PAURA

Di Kevin Gendreau, con Jamie Elle Mann, Brian Krause, Tohoru Masamune, Lucy Faust, David Jensen, Gizza Elizondo, Stephanie Honore, Henry Ku, Jon McCarthy, Marel Medina, Caleb Michaelson, USA, 2008, SyFy

Warbirds (2008) on IMDb

Siamo in piena guerra mondiale, nel Pacifico si fronteggiano l'esercito giapponese e quello americano. In un'isola dalla nulla rilevanza strategica l'esercito giapponese (forse lì in gita) trova delle uova di pterodatilo in una caverna che naturalmente si dischiudono dando vita a centinaia di mostri preistorici alati che in poco tempo decimano la guarnigione nipponica.
Dalla'altra parte dello schieramento l'esercito americano nomina un gruppo di soldati scelti (scelti a caso però) per una missione segreta, segretissima, devono portare qualcosa di grosso e importante dall'altra parte dell'oceano, in Giappone, vi lascerò sulle spine fino alla fine ma sappiate che inizia per Bomba e finisce per H, se volete rovinarvi la sorpresa leggete subito in fondo alla recensione.
Insomma questo manipolo di goffi figurini formato da un numero elevato di donne assolutamente dalle identiche fattezze, tra cui la fragile Vanessa (per gli amici Uzzy) ma anche la autoritaria Ruzzy e la scherzosa Puzzy, il colonnello Brutton, il soldato Pelaton e un paio di altre donne è incaricato della missione. Il quartier generale confida infatti sulla loro efficacia e la loro determinatezza nonchè sull'esperienza delle donne, collaudatrici ufficiali dell'esercito, per risolvere in poco tempo questa fondamentale missione.
Difatti in pochissimo tempo per un banale temporale e tra mille cincischiamenti (di cui ne fa le spese la comparsa Guzzy) riescono a precipitare sull'isola dei giapponesi sopracitati.
In breve tempo i glamour e pettinati protagonisti si accorgono della presenza sgradita dei mostri volanti, en passant catturano anche un gruppetto di giapponesi che vengono rinchiusi in una impenetrabile capanna di canne di bambù.
Una tenera storia d'amore inizia fra un soldato e Vanessa (per gli amici Uzzy), passano il tempo così, insubordinando a qualsialsi ordine del colonnello e osservando le bestie alate, nonchè facendo passare del tempo nel timer del lettore dell'ignaro spettatore.
Provano anche talvolta a fuggire, usando gli Zero giapponesi trovati lì, in una di queste fughe Vanessa (per gli amici Uzzy) viene abbattuta da uno pterodattilo mentre la sua guardaspalle Muzzy si lima le unghie.
Nella loro prigionia nella cella di burro i sagacissimi giapponesi capiscono che gli americani dovevano trasportare qualcosa di importante, usando uno stratagemma alquanto ridicolo (del tipo, "aiuto! Kohiro sta male, ha mal di pancia, andate tutti a vede cosa ha!") il loro capo riesce ad entrare nell'aereo e si accorge che trasportavano una bomba H, scoperto dal colonnello gli vengono ripetutamente tirate le orecchie e viene invitato a non farlo mai più.
Quando più avanti, secondo l'infallibile piano del dividiamoci-e-affrontiamo-il-nemico-singolarmente-e-a-mani-nude, i giapponesi fanno prigioniera una soldatina (forse Duzzy) e denunciano il colonnello di volere compiere un genocidio inumano, la autoritaria Ruzzy si accorge del terribile piano che devono eseguire e dopo una patetica riflessione sull'inumanità dell'operazione decide che tutto sommato anche tornare a casa a mettersi il rossetto è importante e che se moriranno centinaia di migliaia di giapponesi forse lei allora potrà persino permettersi una nuova acconciatura.
I giapponesi vengono uccisi, gli americani ripartono con il loro aereo (miracolosamente tornato a posto) e due Zero giapponesi guidati da Fuzzy e Wuzzy.
Uno Zero viene abbattuto, nella fuga uno pterodattilo entra nell'aereo, dove c'è la bomba, il colonnello decide allora di sganciare la bomba tirando l'apposita cordicella sagncia-bomba-atomica, (proprio la stessa che penzola dallo sciacquone di casa vostra) e di cadere anche lui chissà dove.
Mentre i mostri (e chi c'era sotto)sono arrostiti dalla deflagrazione della bomba, Ruzzy può volarsene a casa, del resto aveva finito lo smalto per le unghie.
Una bella porcata targata Asylum era da un po' che mancava, forse un dei prodotti peggiori della non rinomata casa di produzione, colpisce in particolar modo lo spettatore la sottilezza e la ricercatezza degli stratagemmi atti a far proseguire la scena, riescono ad essere sempre scontati e irreali. La grafica è tipica dell'Asylum che si diletta qui addirittura con aerei e pterodattili, la prossima volta chissà forse pastelli colorati cannibali e asparagi giganti. Magari.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH 85/100
Noia 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 80/100
Presunzione della regia -1/100
Incapacità degli attori 88/100





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LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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