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13 settembre 2025

THE BORROWER - IL CACCIATORE DI TESTE

Di John McNaughton. Con Rae Dawn Chong, Don Gordon, Bon Laney, Antonio Fargas, Neil Giuntoli. USA / 1991 / Cannon Pictures    

In un'astronave stile globo di luce, un alieno insettoide trasporta sulla terra un pluriomicida. La sua pena è quella di essere stato "retrocesso" ad umano e a vivere sul nostro pianeta. La sua versione umana però è molto delicata e non appena il suo corpo subirà qualche danno, interverranno delle mostruose mutazioni e dovrà procurarsi una testa nuova per sopravvivere.

Tale è la premessa di questo filmaccio che vorrebbe un po' scimmiottare il body-horror alla Cronenberg, senza però avere né il talento, né l'inventiva, né il budget per avvicinarci neanche minimamente. Oltretutto il film è passato in mezzo ai consueti marosi produttivi dei film pezzenti: girato e concluso nel 1988, rimase abbandonato a prendere polvere negli scaffali a causa della chiusura dell'originaria casa produttrice (la Atlantic), almeno finché l'ineffabile Cannon lo acquisì per un pezzo di pane, lo rimontò a cazzo di cane e lo fece uscire nel 1991.


Non succede sostanzialmente nulla in questo film, eccetto il fatto che l'alieno killer vada in giro periodicamente a sgozzare persone e a mettersi la testa del malcapitato sul suo corpo, acquisendo in qualche modo (ma non è affatto chiaro) alcune conoscenze della persona stessa. Non che la cosa abbiamo un minimo senso, perché si passa dal fatto che sappia a malapena deambulare e a spiccicare due parole, a quando "indossa" la testa del dottore tramite cui impara addirittura a guidare, andare al circolo di tennis e a fare le battute spiritose.


In tutto ciò i veri protagonisti del film sarebbero i detective che gli danno la caccia, ma in realtà loro non fanno assolutamente niente e sono più occupati a provare a catturare un altro criminale, tale Scully, in una sottotrama che non ha la minima attinenza con la storia principale. Il ché mi lascia credere che o sia un'aggiunta forzosa del montaggio Cannon o che sia semplicemente un patetico riempitivo di minutaggio. 


Ad essere onesti qualche pregio questo The Borrower ce l'ha: gli effetti speciali prostetici non sono affatto male, la colonna sonora metal anni '80 spinge, l'ambientazione della città sporca, violenta e disperata funziona bene, così come qualche scena che probabilmente sottintende un certa critica sociale, lasciata lì però troppo fine a sé stessa.

Né sufficiente come film horror, né così disastroso da essere un film thrash, questo Cacciatore di Teste poteva tranquillamente starsene a marcire negli scaffali della Atlantic: nessuno ne avrebbe sentito la mancanza. 

Recensito da: Vidur

VOTI:

TRASH: 71/100

NOIA: 72/100

RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: 48/100

PRESUNZIONE DELLA REGIA: 54/100

INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: 72/100



2 febbraio 2023

BIKER GIRLS (aka Cyborg Conquest, Chrome Angels)

Locandina di Biker Girls
Di Leigh Scott. Con Stacey Dash, Paul Le Mat, Kristen Quintrall, Eliza Swenson, Frida Farrell, Jackey Hall, Collin Galyean. USA / 2009 / First look Studios
Chrome Angels (2009) on IMDb

Approfittando della cataplessia da divano della mia fidanzata, ieri sera sono riuscito a raggiungere facendo il passo del giaguaro il telecomando e a selezionare questo misterioso Biker Girls, completamente rapito dallo sciattume della sinossi (qualcosa tipo "ci sono delle ragazze che si fanno gli affari loro e ad un certo punto arrivano degli androidi cattivi") e molto incuriosito dal tag "inquietante" riportato sulla schermata principale del nostro solito Prime Video. 

Un gruppo di ragazze variegate come le Spice Girls compie una rapina con la quale racimolano la miseria di 60.000 dollari a testa. Non avendo fatto economia domestica alle elementari sono convinte che questa cifra permetterà loro di fare bisboccia tra "tipi da spiaggia e Margaritas" in Messico per il resto della loro vita. Fermandosi in un bar poco affollato per una doverosa birretta pre fuga, subiranno da parte dei clienti del locale numerosi femminicidi; cotanto disprezzo per la donna culminerà nella più classica delle palpate di culo e questo vile atto farà perdere le staffe alla psycho-Spice che in proporzionata risposta svuoterà tutti i 34 proiettili delle sue due Glock in faccia allo scellerato molestatore. Le nostre protagoniste non sembrano lì per lì notare che i proiettili a contatto con le membra della vittima facciano scintille come se si stesse limando una putrella d'acciaio con un flessibile. 

"if you wanna be my lover, you gotta get with my friends"


Vedendo tale scena agli altri avventori vengono gli occhi di un elegantissimo verde fluo, cominciano a parlare come i Dalek del Doctor Who e dopo una pausa tanto pregna di tensione quanto immotivata cominceranno a rispondere al fuoco. Durante lo scontro apprendiamo che questi androidi non rappresentano alcuna minaccia e se gli spari muoiono fin più facilmente rispetto a delle persone in carne ed ossa.

"Sterminare! Sterminare!"

Nel frattempo alla centrale di comando degli androidi il perfido Dottor Elliot Dravos (Paul Le Mat, che mi risulta abbia addirittura avuto un ruolo di primo piano in American Graffiti) sta monitorando la situazione assieme allo stagista di turno: è lui la mente dietro tutto questo florilegio di lucine e voci metalliche ed ha un piano super malvagio per sostituire i lavoratori con androidi che possano svolgere le mansioni pericolose, pesanti o spiacevoli. Se qualcuno di noi potrebbe chiamare tutto ciò "piena automazione", il sogno bagnato del comunismo del terzo millennio, per un americano tutto ciò è assolutamente intollerabile: ci sono già i messicani per tutte quelle mansioni! Ma non si è fermato qui il nostro scienziato con sogni utopistici. Oltre che androidi ha prodotto anche diversi ginoidi, ovvero l'equivalente femminile dell'androide, con l'obbiettivo di sostituire le donne eliminando tutte le rotture di palle tipo compleanni (si, lo ha detto davvero) e le ricorrenze dimenticabili. Come noto siamo tutti disposti a tollerare lo sfruttamento dei lavoratori e il paraschiavismo a 360 gradi, ma il sessismo... In ogni caso è forse la prima volta nella mia vita che sento il termine ginoide utilizzato correttamente in un film, per un grande appassionato di fantascienza come il sottoscritto è una grande soddisfazione. Davvero notevole.

Comunque gli androidi senza faccia sono così.

Giunti a questo punto però la trama diventa un gran casino, perché alcune delle Spice Girls vengono catturate, il malvagio dottore ne fa' delle copie androidi (Ginoidi! pardon...) e si mescolano tutte le carte, le Spice Girls ed in sostanza non si capisce più un cazzo di chi è dove quando e soprattutto perché. Colpa mia? può essere, ma di certo sceneggiatura e struttura del film non aiutano. Quindi le ragazze superstiti vanno ad armarsi dall’ex fidanzato militare di Inutil-Spice per salvare le amichette sequestrate dal perfido Elliot, facendo irruzione nel covo del dottore e facendo amicizia con lo stagista che poi le aiuterà perché, come tutti ben sappiamo, tira più un pelo di fica che un carro di androidi. Ad un certo punto il malvagio dottore per porre una seria ipoteca sull’esito dello scontro esibirà una specie di robottone di quelli che vendono ai cattivi che devono conquistare il mondo. Solo che il budget era stato probabilmente speso tutto in ricerche sull'intelligenza artificiale e quindi l'unico robot che sono riusciti a raccattare purtroppo è questo bidone dell'immondizia: 



Nonostante tale dimostrazione di forza, le Spice Girls riusciranno a sopraffare Elliot facendogli l'inganno della cadrega: gli faranno infatti il test di Blade Runner per capire se uno è un replicante. "Sei in un deserto, vedi una testuggine... bla bla bla…" e niente a Elliot viene un gran mal di testa ed esplode. Ah sì, perché tutti gli androidi e le ginoidi hanno dentro delle bombe perché la malvagità dell'uomo di potere non ha confini. Voto 100 alla citazione, voto 3 alla realizzazione tecnica. 

È difficile dare un giudizio a questo film. È di una banalità disarmante, prende elementi da altri film più blasonati (l'ispirazione a "Il mondo dei robot" di Michael Crichton è un po' più di una ispirazione...) e li sviluppa male, con un budget risicatissimo, siparietti comici che ti fanno salire il cringe manco fosse la carogna e un gruppo di attori a dir poco disastrosi. Del resto il caro regista Leigh Scott è una vecchia conoscenza nostra e soprattutto di Asylum. Mettiamoci anche che gli effetti speciali sono totalmente inadeguati ed il quadro è davvero completo. Forse averlo visto in solitaria non ha aiutato, ma anche le risate sono state pochine anche se di per sé non è un film noiosissimo. 
Come ogni film brutto che si rispetti questo film vanta un tot di titoli oltre a "Biker Girls", tra cui citiamo "Cyborg Conquest" e "Chrome Angels". Menzione d'orrore per il cammeo di Richard Lynch, nei panni di una specie di mentore che appare nei ricordi della Capa-Spice e che ricordiamo volentieri per la sua partecipazione a numerosi b-movies tra cui “I gladiatori dell'anno 3000”, “la spada a tre lame”, “Invasion USA”, “The Barbarians” e in tempi relativamente recenti “Halloween - The Beginning”, che non ho mai visto ma essendo di Rob Zombie scommetto che è una merda.

 Recensito da: Imrahil

TRASH: 78/100
Noia: 61/100
Ridicolaggine degli Effetti Speciali: 83/100
Presunzione della Regia: 43/100
Incompetenza degli Attori: 91/100



C'è integrale su Youtube, quindi beccatevelo tutto.


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Barb Wire , il film delle Spice Girls

6 settembre 2020

BIG ASS SPIDER!

Di Mike Mendez.  Con Greg Grunberg, Lin Shaye, Ruben Pla, Alexis Kendra, Lombardo Boyar . USA/2013.

Big Ass Spider! (2013) on IMDb

Rovistando nell’infinito mondo delle meraviglie di Amazon Prime la possibilità di imbattersi in ragni, squali, piranha e altri animali che fanno cose brutte è veramente altissima. Estasiati dalla troppa scelta alla fine questo buon ragnone dall’abisso ha battuto in finale un italianissimo film documentario su di una youtuber-influencer di cui non ricordo il nome.

Alex, che di professione fa il disinfestatore burlone (nome di battaglia: lo sterminatore) si trova in ospedale dopo aver perso la lotta impari col ragno brighellino che lo ha punto a tradimento.

Sfortunatamente nell'ospedale è ricoverato anche un BIG ASS SPIDER! ospite temporaneo di un cadavere trasportato lì "per sbaglio", ma che in realtà sarebbe sotto la strettissima sorveglianza del reparto speciale dell'esercito.

In sostanza, nel corso di un esperimento segreto presieduto da un boriosissimo e improbabile scienziato con occhiali perennemente abbassati, Panama in testa e due bombe nello zaino, è stata spruzzata una sostanza aliena su dei pomodori per svilupparne la crescita. Sulla pianta c'era un piccolo ragnetto e...hoplà ecco confezionato il nostro BIG ASS SPIDER!, che quadruplica ogni due ore e divora chiunque non faccia parte del cast principale.

Dunque il ragno fugge dall'ospedale superando diverse fasi di crescita, l'ultima delle quali prevede che deponga delle uova in un luogo tranquillo e senza persone, nello specifico un grattacielo nel centro di Los Angeles.

Al suo inseguimento si lancia questo agguerrito reparto speciale guidato dall'ufficialessa Karly (che ammicca, inspiegabilmente con Alex), e il già citato Alex accompagnato dalla spalla comica Jose (un gringo agente di guardia, macchietta ispanica che conduce la linea comica del film, olè).

Il ragno uccide, infilza, divora chiunque gli si pari davanti fatta eccezione per Karly che viene invece rapita e condotta nel suo nido in cima al grattacielo.

SPOILER

Il resto sono sicuro che lo sapete già, le armi e la forza bruta dell'esercito possono poco, mentre Alex è ironico, spigliato, forse un po' bolso, intelligente e sa benissimo cosa fare per far esplodere il BIG ASS SPIDER! salvando la bella Karly e il mondo.
Ah si, il nido con le uova appena dischiuse in effetti non lo distrugge nessuno.

FINE SPOILER

Nei titoli di coda veniamo a sapere, accompagnati dal ritmo senza tempo de 'la cucaracha' che c'era anche uno scarafaggio gigante sulla stessa pianta di pomodori. (Ahah vi ho spoilerato i titoli di coda...ora vi ho rovinato la visione del film, non ve lo sapreste mai aspettati scommetto)

Sicuramente gli altri duemila titoli proposti da Amazon Prime erano assolutamente equipollenti a questo semplice e in fin dei conti vedibile filmetto senza troppe pretese, che non se la crede troppo ma non è nemmeno volutamente così trash.
Non ho ben capito se dovrebbe fare molto ridere o meno, vedibile ma difficilmente consigliabile, recensito solo perchè minacciato dagli altri big ass membri di pellicoledallabisso.

Recensito da: Ortnid
TRASH: 80/100
Noia: 70/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 60/100
Presunzione della regia: 60/100 
Incompetenza degli attori: 73/100




17 giugno 2018

VAMPIRI DAGLI ABISSI (Aka Beast of the Bering Sea)

Di Don E. Fauntleroy. Con Cassandra Scerbo, Brandon Beemer, Jonathan Lipnicki. USA/2013/SyFy
Bering Sea Beast (2013) on IMDb
"E' un errore mettersi contro Madre Natura, è una cosa più grande di noi." Tutti, su tutto dal 1950 circa.

Ah, la SyFy. Da quanto tempo non mi capitava un bel titolo old school di questo tipo tra le mani. Non è semplice, in questi difficili anni di Sharknado e del broadcasting multicanale del lerciume cinematografico. "Ah, scrivi su Pellicole dall'Abisso? Io adoro i film trash! Ho visto Sharknado 4! ah ah ah ah". Poveri, teneri figli dell'Estate: neanche avete idea di cosa questi occhi abbiano dovuto vedere, nel bene ma soprattutto nel male. Guardati Supercroc o Sodoma's Ghost, poi vediamo se i b-movies ti piacciono e ti interessano ancora. Ci vuole abnegazione spirito di sacrificio. 

Come spesso mi capita, sto divagando. In verità non è proprio questo il caso, e grandi e piccini possono goliardicamente usufruire di questo filmetto spensierato e leggero comprendente una buona dose di luoghi comuni, personaggi stereotipati e mostriciattoli divertenti fatti discretamente male. Quello che mi ha fatto suonare la campanella è per la verità il fatto che questo film abbia 4 o 5 titoli diversi, il che è quasi sempre garanzia di grande serietà in campo cinematografico. Ai due citati nel titolo aggiungo anche "Damn sea Vampires!", che a quanto pare qualche distributore non ha neppure capito essere il sottotitolo. 

LA TRAMA
Alaska. Un tizio senza nessuna esperienza nel campo viene assunto da una piccola impresa a conduzione familiare che si occupa di dragaggio dei fondali marini. Non che svolgano un qualsivoglia servizio alla comunità, ci mancherebbe altro: il loro unico obbiettivo è trovare oro. Durante un sopralluogo in una zona di mare del quale la famiglia sta valutando l'acquisto, un membro dell'equipaggio muore attaccato da uno squalo (AHAHAHA, ma no, ovviamente si tratta di un vampiro del mare, ma per ora lo sappiamo solo noi, quindi shhh). Nonostante tutti si guardino bene dal denunciare l'accaduto alle autorità, arriva col ditino inquisitorio una non particolarmente dotata biologa marina che ha per culo trovato il cadavere sulla spiaggia e che indagava sullo sterminio di foche sulla costa ad opera di un misterioso predatore che le ha dissanguate completamente.

SPOILER
Nel frattempo, papà cercatore d'oro ha preso la barca per vendicare il suo dipendente ucciso dallo squalo, ma non trattandosi di squali il suo tentativo è vano. E' questa l'occasione in cui vediamo per la prima volta il mostro nella sua magnificenza, dal momento che furbescamente il regista ha deciso di girare i tre quarti delle scene con i mostri di notte e con il buio pesto. 

Tuttavia, affinchè il film non finisca dopo 20 minuti, il mostro deve fare qualcosa di inaspettato (probabilmente anche per lui) quindi, invece di papparsi papino, decide di estrarre il suo enorme pene e di ingravidarlo, lasciandolo in posizione fetale sul ponte della barca da solo con i suoi incubi. Ok, forse è un po' romanzata (e neppure troppo), ma nella sostanza è quello che succede.

"Sarai la mia puttanella. io amo le puttanelle."
Quindi salviamo papà, scopriamo che è stato ingravidato e partorisce "alla Alien" sulla via dell'ospedale, permettendo ad uno di questi mostri di giungere comodamente a riva. Peraltro il fatto di essere fondamentalmente un pesce non sembra essere un limite alla sua voglia di camminare (letteralmente) sulla terra ferma. Bazzeccole, in seguito scopriremo che addirittura possono volare. 

Fortunatamente la biologa scende in campo e, dopo aver rinchiuso il mostriciattolo, si dedica al suo studio. Non riuscendo a prendere dei campioni di sangue con la siringa perchè la creatura si muove troppo velocemente decide di farle una foto che "TANTO E' LA STESSA COSA". Altro non è che il modo per farci scoprire che questi vampiri del mare sono fotofobici e si paralizzano con il flash della macchina fotografica. "Abbiamo trovato la loro criptonite". Bene, ma non benissimo.

Da qui in avanti il film diventa una divertente lotta tra Vampiri (si, perchè tipo ce ne sono un casino) e umani armati di lampade da serra e armi improvvisati ai raggi ultravioletti che li fanno letteralmente esplodere. Del resto sono "Vampiri" in tutto per tutto, no? No, ma va bene. Come atto finale si andranno a braccare le bestie nel loro stesso territorio con una nave raffazzonata e armata con proiettori ultravioletti, verso l'inevitabile vittoria del genere umano. 
FINE SPOILER

Che dire, un film divertente e ricco di ilarità, forse non imperdibile ma di certo merita una visione. Ho limitato un po' a dire il vero il racconto, ma gli spunti per prendere per il culo questo film sono molteplici. In aggiunta a quanto detto citerò il fatto che la dimensione dei mostri varia dai 20 centimetri ai 2 metri a seconda delle necessità di scena, l'invenzione di delle pratiche granate di luce e il fatto che quello che ci viene presentato come il protagonista (che poi non è affatto il protagonista) abbia un figlio tipo di 3 anni che a quanto pare è stato abbandonato da solo per una settimana, visto che giorno e notte lavora/caccia vampiri ma tuttavia è orgogliosamente un "padre single".  

Dategli una possibilità, non resterete delusi. 

Recensito da: Imrahil

VOTI:

TRASH: 87/100
Noia: 58/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 79/100
Presunzione della regia: 46/100
Incompetenza degli attori: 78/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Alien Apocalypse

28 dicembre 2012

UN NATALE ROSSO SANGUE (aka Black Christmas)

Di Bob Clark. Con Olivia Hussey, Keir Dullea, Margot Kidder. USA/1974

Black Christmas (1974) on IMDb

In onore delle festività del Santo Natale di Nostro Signore, ecco un bel film natalizio, "Black Christmas", che oltre essere un film natalizio, è anche un mistero. Nel senso che senza motivo questo film gode di un'incredibile fama. Cioè viene considerato un bel film. Un classico, un cult. Boh.

In una confraternita femminile, il Santo Natale di Nostro Signore Gesù Cristo, viene scosso dalle telefonate di un maniaco che pian piano (ma piano) comincerà a mietere vittime tra le ragazze, tra cui l'innocente Claire, la sboccata ubriacona Barbara e l'orribile e vecchia governante.
Al centro dell'intrigo, Jess, ragazza in rotta col fidanzato, cioè Keir Dullea (sì, proprio quello di "2001: Odissea nello Spazio"), un pianista che vorrebbe sposarla e tenere il bambino che la ragazza porta in grembo. Intanto il tenente Fuller e lo stupidissimo sergente Nash indagano.

Questo film avrebbe dovuto intitolarsi "Natale al telefono", visto che nel 90% delle scene i protagonisti sono all'apparecchio che squilla un'ottantina di volte nell'arco di un'ora e mezza, cosa che personalmente mi ha irritato oltremodo. Per il resto siamo di fronte ad un film discreto, in cui a parte una cura formale (affiancata alla sempre allucinante moda degli anni '70) e una dignitosa prova attoriale complessiva, manca di pathos e tensione, perdendosi in un ritmo noiosetto e trascurabile.

Tuttavia "Black Christmas" è un precursore dei tempi, tanto che da molti viene considerato il primo slasher della storia e il primo a tema "maniaco assassino ti chiama al telefono per dirti che ti ucciderà". Neanche veniva trasmesso in tv perché troppo spaventoso. Non ho certo voglia di controllare, ma penso che la media voto di 7,1 su Imdb sia la più alta del nostro sito (o almeno in Top 5).

Boh, forse la colpa è nostra che lo guardiamo con gli occhi del 2012, ma questo film ci ha lasciati del tutto indifferenti sia sul piano della "paura", sia sul piano dell'"emoglobina", visto che tutti i delitti sono fuori campo e di violenza non se ne vede neanche l'ombra. Cioè la curiosità di capire chi è l'assassino rimane viva fino all'ultimo, però non è certo quella che ti tiene incollato allo schermo. Infatti...

SPOILER
...alla fine l'identità dell'assassino non viene rivelata. E la nostra reazione è stata più o meno questa.
FINE SPOILER

Ne hanno fatto anche un remake nel 2008. Che dire. Probabilmente non capiamo un cazzo.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 68/100
Noia: 70/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 88/100
Incapacità degli attori: 40/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Mortuary, molto simile, a mio parere anche migliore



19 ottobre 2012

IL LIBRO DELLE STREGHE: BLAIR WITCH 2 (aka Book of Shadows: Blair Witch 2)

Di Joe Berlinger. Con Kim Director, Jeffrey Donovan, Erika Leerhsen. 2000/USA
Book of Shadows: Blair Witch 2 (2000) on IMDb
Alcuni di voi si ricorderanno di "The Blair Witch Project", uscito nel 1999. Fu una delle più grandi truffe della storia della cinematografia. Era stato spacciato come un vero documentario e venduto come l'horror più terrificante di tutti i tempi: orde di adolescenti, compreso il sottoscritto, si precipitarono al cinema nella speranza di assistere ad un film evento. La triste realtà è che era (ovviamente) un fake e il film in sé era una discreta merda in cui non succedeva assolutamente niente, eccetto gli ultimi 5 minuti.

L'anno successivo uscì questo spurio seguito dal titolo chilometrico giustamente ignorato da tutto il mondo. Questa volta non si vuole spacciare un documentario come reale, la struttura è quella di un film vero e proprio, in cui cinque persone decidono di passare una notte nel bosco infestato dalla strega di Blair, diventato un posto di culto turistico dopo il successo del primo film. C'è Jeff, il capo spedizione, attrezzato di mille telecamere; Stephen e Tristen una coppia che sta scrivendo un libro sulla strega di Blair; Erika, una bella fighetta che assomiglia un pò a Isabella Adjani, che dice di essere una vera strega e Kim, una goticona che è anche un pò medium (cit.)

L'allegra combriccola si fa una passeggiata nel bosco, dove incontra un altro gruppo di turisti nippo-tedeschi in loco per il loro stesso motivo. I nostri cinque protagonisti passano la nottata all'insegna di alcol e droghe, ma al loro risveglio trovano tutta l'attrezzatura distrutta (a parte le cassette), hanno degli strani segni sul corpo e Tristen, che era incinta, deve fare i conti con un aborto.

I nostri dunque, per capire cosa è successo in quella notte di cui non ricordano niente, vanno nella casa di Jeffrey, una ex fabbrica abbandonata, per riesaminare i nastri. Nel frattempo i turisti nippo-coreani sono stati trovati sventrati e disposti a pentacolo, nella migliore tradizione stregonesca e proprio i nostri amici vengono accusati di questo scempio.

E da qui parte la solita tiritera di avvenimenti senza logica e senso, apparizioni, sparizioni, gufi morti che sfondano finestre, la streghetta che sparisce e tante altre amenità. Il film mantiene dunque un profilo di perenne ambiguità, cercando di confondere lo spettatore in una continua altalena tra realtà, fantasia e visioni indotte dalla strega di Blair o giù di lì.

La cosa però funziona poco, perché sono cose già viste un milione di volte e al di là dei chiari omaggi (su tutti La Casa), il filo logico è talmente labile che fin dal principio sai che tutte le cose inspiegabili non saranno spiegate con la scusa "eh beh l'occulto, la magia, la strega Nocciola".

Nonostante sia dunque un horrorino denso delle solite cazzate, nel complesso  bisogna dire che la confezione è di buona qualità, così come la colonna sonora e le interpretazioni degli attori. La sensazione di straniamento, una buona dose splatter e un discreto ritmo  tengono un pò su il livello, ma in definitiva si tratta di un film trascurabile, che ha però almeno il pregio di non essere una truffaldina trovata commerciale come il primo.

Recensito da: Vidur

VOTI

TRASH: 57/100
Noia: 45/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 35/100
Presunzione della regia: 78/100
Incapacità degli attori: 51/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: The Blair Witch Project, un qualsiasi horror di bassa lega uscito negli ultimi 30 anni




Ps: chi ha fatto il trailer non ha palesemente guardato il film. I cinque non sono amici perchè si incontrano lì per la prima volta e non sono affatto appassionati di cinema. 

22 agosto 2012

THE BROTHERHOOD V: ALUMNI

Di David Decoteau con Maria Aceves, Preston Davis, Brett Novek, Here! Films/Usa/2009
The Brotherhood V: Alumni (2009) on IMDb
Sia resa lode al signore David finalmente ce l'ha fatta! Dopo aver girato 267 film uguali con protagonisti giovani prestanti che celebrano rituali in boxer e calzini senza mai osare spingersi oltre, il regista canadese si arma di coraggio e decide finalmente di fare outing. Ebbene si in Brotherhood V Alumni c'é tutto quello che avreste sempre voluto chiedere a Decoteau e che lui non ha mai fatto, cioé ci sono uomini che baciano altri uomini... Non vi sto a descrivere lo sbigottimento per chi come me pensava che con Beastly Boyz David avesse finalmente raggiunto la perfezione formale della sua poetica a base di boxer attillati, ma come si sa l'arte non ha confini ed é in continuo evolversi, David Decoteau non fa eccezione. Peccato che il canadese sia giunto ormai stanco a questo traguardo e il film manchi totalmente di verve; la pellicola si trascina stancamente sin dall'inizio, con l'ormai classicissimo prologo (il medesimo di tutti i suoi film) che qui raggiunge la spropositata lunghezza di un quarto d'ora, con una serie di scene in cui i protagonisti si lavano a turno gli addominali con l'assassino pronto a colpirli a fine doccia, con il suddetto bacio come unico momento capace di risvegliare l'attenzione dell'ormai spento spettatore. Un film fondamentale nel percorso cinematografico decoteauniano quindi, ma totalmente privo di trovate geniali, come il voler scrivere “questa é la mia passerina” sul culo di un malcapitato sotto le docce, che hanno reso grande il regista. Insomma una pellicola ad uso e consumo dei cultori del genere, caldamente sconsigliata a chiunque altro.

Recensito da: Azagthoth

VOTI:
TRASH 68/100
Noia 97/100
Incapacità degli attori 89/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 94/100
Presunzione della regia 40/100

18 maggio 2012

BLOODRAYNE

Di Uwe Boll. Con Kristanna Loken, Michael Madsen, Lionel Messi Matthew Davis, Ben Kingsley, Michelle Rodriguez e Billy Zane. USA/2005
BloodRayne (2005) on IMDb
Rayne é una dhampir, ovvero un mostruoso incrocio tra un vampiro e un'umano. Beh, oddio, mostruoso.. fossero tutti cosí gli ibridi esogamici vorrei il mondo ne fosse pieno. Essendo Kagan (Ben Kingsley) un vampiro molto potente ma un po' ciollone, dopo aver violentato la futura madre di Rayne invece di farsi lo spuntino post amplesso decide di andarsene fischiettando, mettendo al mondo una mezzovampira assetata di vendetta che odia tutti. La storia narra, molto rocambolescamente e saltando dei pezzi a pié pari per chiara incapacitá da parte del regista di creare una trama, le vicende di Rayne che, assetata di vendetta, cercherá di uccidere tutti i vampiri del mondo per vendetta.

C'é a chi piace essere incaprettato, c'é a chi piace essere frustato con il gatto a nove code, c'é perfino a chi piace scoparsi i cavalli; il mondo é pieno di perversioni. Quella di Uwe Boll consiste nel dirigere film ispirati a videogiochi. Ambiente estremamente rischioso, perché gli unici due risultati ottenibili sono:

A) Disinteressare completamente coloro che non conoscono il videogame in questione.
B) Far incazzare i fan del videogioco per incongruenze/cazzate, a volte inevitabili ai fini della produzione di un lungometraggio.

Nel curriculum di Uwe, oltre alla trilogia di Bloodrayne, compaiono titoli come Alone in the dark, Postal, Far Cry, In the name of the King (leggi Dungeon Siege)..

Potremmo parlare a lungo su che senso possa avere fare un film di un videogioco il cui unico scopo é dare fuoco ai personaggi non giocanti e pisciare sopra i loro cadaveri ancora fumanti, ma siamo giá andati ben fuori tema. Torniamo a Bloodrayne.

Allora, di per sé il film é fatto bene. Cioé, no.. diciamo che é fatto bene ció in cui Uwe Boll non ha messo becco; i costumi sono ben realizzati, gli effetti speciali piú che decorosi ed al passo coi tempi, fotografia ben curata e location sicuramente suggestiva. Senza parlare del cast che farebbe invidia a gran parte delle produzioni piú blasonate. Detto ció la trama é assolutamente incomprensibile e sconclusionata: attori che compaiono e scompaiono, personaggi mal presentati e che poi si rivelano fondamentali, salti temporali che non ti fanno piú capire un cazzo.

Siamo di fronte inoltre ad un film in cui i vampiri fanno cagare. Oltre a morire come tutti i vampiri infatti, muoiono se vengono immersi in acqua (!) oppure se semplicemente vengono infilzati. Insomma, sono delle creature che sicuramente la selezione naturale non avrebbe risparmiato. Notevole l'apporto di un Billy Zane, il cui compito nel film é esclusivamente quello di mostrare il suo agghiacciante tupé. Perfino un premio oscar come Ben Kingsley risulta ingrigito ed appiattito nei panni di un personaggio assolutamente insignificante ed inquietante solo per via del suo enorme naso, piú che per i suoi poteri da super-vampiro-capo.

Insomma, un film inutile e confusionario, con poche idee. Tecnicamente ben realizzato ma con una parte redazionale (che poi, se vogliamo dirla tutta, é la parte fondamentale) decisamente zoppicante. Per non dire un vero schifo.
BAH.

Recensito da: Imrahil

VOTI:
TRASH: 68/100
Noia: 72/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 34/100
Presunione della regia: 1/100
Incapacitá degli attori: 25/100



Se ti piace guarda anche: immagino che i film di Uwe Boll siano tutti uguali. guardati il resto della trilogia


19 marzo 2012

BOX OFFICE 3D - Il film dei film

Di Ezio Greggio. Con Ezio Greggio, Gigi Proietti, Enzo Salvi, Maurizio Mattioli, Giorgia Wurth senza considerare infiniti cammei di improbabilissimi personaggi televisivi tipo Cesara Bonamici, Aldo Biscardi o Luca Giurato. ITA/2011
Box Office 3D: The Filmest of Films (2011) on IMDb
"Questo è più infortunato di Iaquinta e Quagliarella messi insieme"

"Ave Cesara"
a Cesara Bonamici, battuta talmente sprezzante da essere la scena madre del trailer (...)

Ezio Greggio ha sempre vantato una grande amicizia con Mel Brooks, ed ha sempre dichiarato di ispirarsi a lui dal punto di vista comico. Ed in effetti se si prende in esame il suo primo film, "il silenzio dei prosciutti" i riferimenti alla comicità "Brooksiana" sono molteplici. Evidentemente l'atmosfera italiana ha condotto il volto più noto di "Striscia la Notizia" a ridimensionare il suo progetto. Almeno spero.

La trama non ve la posso raccontare, anche perchè non c'è: Box Office 3D altro non è che una sequenza di finti trailer di celebri block-buster rifatti all'italiana con attori che infarciscono il plot originale di "li mortacci" "un capitano c'è solo un capitano" e amenità simili rendendone una visione (assolutamente non) spiritosa.

Lo ammetto. Speravo di sbagliarmi; speravo di non dover recensire questo film, speravo che il trailer visto al cinema fino alla nausea non rendesse giustizia alla pellicola intera. Insomma, speravo in una specie di "Silenzio dei prosciutti 2", film che a differenza di Box Office offriva una trama con una sua (folle) linearità, un cast decoroso e battute brillanti e divertenti. Qui c'è pochissimo Mel Brooks, molto Ezio Greggio e soprattutto troppissima televisione italiana. Uno spettacolo di cabaret venuto male, che non lascia la possibilità al pubblico di ribellarsi con lancio di pomodori e ortaggi vari, dal momento che gli attori si nascondono dietro il telo da proiezione. Le battute sono citofonate, scontate, e soprattutto non fanno ridere: passeremo da un Avatar che prende il viagra, all'imperatore Commodo che vuole andare a vedere "er Pupone" all'olimpico invece di vedere i gladiatori ad un "simpaticissimo" Zorro napoletano che cade da cavallo. Vediamo il lato positivo, rutti e scoregge almeno ce le hanno risparmiate.

Un mostruoso ibrido alieno tra un Cinepanettone, una brutta puntata di Colorado Caffè e la recita degli animatori del villaggio Ventaglio di Ladispoli. Mi dispiace Ezio, mi sei sempre stato simpatico e continuerai ad esserlo per me, ma questa volta hai toppato pesantemente.

Se non altro rimarrà nella storia per essere il primo film italiano girato in 3D.. Me cojoni, tanto per citare Commodo..  


Recensito da: Imrahil


VOTI
TRASH: 83/100
Noia: 88/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 40/100
Presunzione della regia: 0/100
Incapacità degli attori: 94/100



Se ti piace guarda anche: Parentesi Tonde (ma ammetto che Box Office rimane 1000000 volte più decoroso)

11 febbraio 2012

THE BARBARIANS

Di Ruggero Deodato, con Peter Paul, David Paul, Eva La Rue, Virginia Bryant, ITA, 1987
The Barbarians (1987) on IMDb

La poco tribù nomade dei Ragnics baratta tutto il suo oro con un rubino magico che permette loro due importanti conquiste sociali: la prima è avere diritto di passaggio su tutte le terre, la seconda è di avere il dono della felicità.
Mentre la prima fortuna non è loro di alcun utilizzo, la seconda nemmeno, salvo renderli un popolo di giocolieri, acrobati, musicanti e cantastorie, la loro evoluzione in zingari è odiata dal resto della popolazione mondiale che non vede l'ora di fargli la festa e di dar fuoco ai loro carrozzoni.
Accade un giorno che un travestito col cerone di nome Kadar riesca a sottomettere la loro spensierata popolazione e a imprigionare la regina Canary, riduce poi in schiavitù due bambini che, insolentemente, gli avevano mangiato due dita (beh, fra barbari capita).
I due imberbi, Kutchek e Gore, vengono madati a lavorare in una cava di pietra dove sviluppano, di pari passo con una sconfinata ignoraza, dei muscoloni ben oliati pronti per la rivoluzione.
Detto fatto, dopo qualche tempo fuggono e vanno alla ricerca di Canary e del rubino, difeso da un drago segaccione e da mostri molto simili a quelli visti in Robot Holocaust, ovvero dei grossi e inermi moci vileda. Portano con se una misteriosa scosciata raccattata cammin facendo che ben si adatta ai costumini in cuoio da buon film barbaro anni ottanta che si rispetti, naturalmente è lei la nuova regina.
Riescono ad entrare nelle segrete del castello dove Canary li incarica di ritrovare il rubino prima di liberarla.
In realtà prima di andare alla ricerca del rubino si dedicano all'amore giocoso con l'harem di Kadar, momentaneamente assente, dopodichè si avviano garruli e pacioccosi alla ricerca della pietra preziosa, la trovano e vanno a fare i gradassi da Kadar.
Dopo combattimenti alla Bud Spencer  e Terence Hill (eterno rispetto) e mostrando una insospettabile spiritosaggine barbara nonchè la incapacità scenica dei fratelli Paul, sconfiggono il parruccone Kadar e riportano chili e chili di baracconate e vita spensierata alla popolazione Ragnics.
Tralasciando la durata esagerata dei combattimenti e la plasticosità del mondo barbaro, colpisce in particolar modo la poco barbaricità dei due muscolosissimi eroi, dallo sguardo perennemente perso e dalle battute alla Qui Quo Qua (ovvero fare una frase in due dicendo una parola a testa).
Se mai in vita vostra avete visto anche un solo film con dei barbari, degli uomini oliati e/o dei fricchettoni vestiti da cavenicoli avete già visto troppo e potete, ghignando, saltare a piè pari la visione di questo film, in alternativa potete vederne il riassunto nel filmato qua sotto.

Recensito da: Ortnid
VOTI
TRASH: 80/100
Noia: 87/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 75/100
Presunzione della regia: 70/100
Incapacità degli attori: 85/100




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18 gennaio 2012

BLOOD ANGELS (Aka Thralls)

Di Ron Oliver, con Lorenzo Lamas, Leah Cairns, Fiona Scott, Sonya Salomaa, Moneca Delain, Kevan Ohtsji, Richard Ian Cox, Nigel Vonas, Willy Taylor, Crystal Lowe, Curtis Caravaggio. Canada / 2004

Thralls (2005) on IMDb

Direttamente dal cotonato mondo dei teenager americani, ecco un film di cui ne dimenticherete l'esistenza a partire dal giorno dopo la sua visione.
Dopo avere sconfitto a mani nude un mega shark e aver ricacciato indietro un gigant octopus, Lorenzo Lamas veste i panni di un vampiro cattivone ma bonario che intrappola in casa sua delle ragazze da usare come banchetto quotidiano, col morso del vampiro queste ragazze si trasformano in thrans (no, non nel senso che pensate voi), dei mezzi vampiri che prendono il peggio sia dell'essere vampiri sia dell'essere umani.
Capita però che un giorno queste ragazze riescano a fuggire con il libro sacro dei vampiri, chiamato Balabiott o qualcosa del genere e scoprano che per diventare vampiri devono compiere un rituale magico la notte del solstizio d'inverno.

Decidono perciò di aprire una discoteca che organizza sfrenati rave party per adolescenti sfigati, il motivo è oscuro, viene anche invitata la sorella di una di queste thrans senza nessun motivo apparente salvo quella di essere stata maltrattata dal padre e di sapere il latino a menadito.
Dopo un po' arriva il buon Lorenzo incazzato come una bestia che fa evacuare la discoteca e decide di eseguire lui il rituale (perchè poi se già era un vampiro fatto e finito?) anche per mezzo del CD magico allegato al libro (ndr il CD è allegato al libro dal 1500, per 500 anni tutti i vampiri si sono chiesti a cosa servisse quel disco lucido).

Anche grazie al goffo intervento di personaggi capitati lì per caso le thrans riescono ad impedirglielo e se ne vanno vittoriose per la loro strada, il vampirone resta fatto a pezzetti tra i rifiuti, ma un banalissimo finale aperto lo fa resuscitare. Tra gli sbadigli assoluatemente notabili un paio di scene:
Le thrans hanno bisogno di ricaricare le batterie di tanto in tanto, non solo succhiando sangue dalle loro vittime (e anche sulle modalità di ciò ci sarebbe da parlarne ma non lo farò per senso del pudore) ma anche inserendo due spine fuoriuscenti dai loro capezzoli scoperchiabili, non avete idea di quanto mi dispiaccia non aver trovato il video di questa scena.
Se due thrans, che sono mezzi vampiri, mischiando il sangue chi lo beve diventa un vampiro intero, logico no?
A meno che non abbiate fra i tredici e i quindici anni non perdete tempo della vostra vita con questo film, piuttosto contatevi le celllule del vostro naso o misurate l'area della vostra ombra ma non consumate dei momenti della vostra esistenza in questa maniera aberrante.

Recensito da: Ortnid

VOTI:
TRASH: 71/100
Noia: 86/100
Presunzione della regia: 70/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 85/100
Incapacità degli attori: 80/100


Se ti piace guarda anche: Qualunque film per teenager, anche quello che stanno trasmettendo in questo momento su Italia Uno

30 novembre 2011

BIRTH RITE - Dono di sangue

di Devin Hamilton, con Natalie Sutherland, Danny Wolske e Laura Nativo. USA/2003

Birth Rite (2003) on IMDb

Ho deciso di guardare questo film convinta di aver scovato un DeCoteau sotto pseudonimo. Presto però mi sono accorta della mancanza di elementi fondamentali come i soliti ragazzi in boxer e calzini e ho capito: si tratta di un seguace di David, un suo abile ma ancora inesperto discepolo! 
Ci sono una setta, una strega, un medaglione magico e un tizio palestrato che ammicca anche al suo comodino, direi quindi di goderci speranzosi la visione. 

Allo scoccare del suo diciottesimo compleanno, Rebecca viene avvicinata uno sconosciuto che, apparendo e scomparendo in pose da figo, la informa sulla sua reale identità... 
La ragazza scopre così di essere:

a) la figlia (orfana) di due stregoni e quindi lei stessa una strega;
b) la “Gran Dama” di una setta di stregoni di cui il tizio sconosciuto, Roman, è l’unico superstite;
c) la sua promessa sposa.

Dopodiché le viene affidato un “potentissimo” medaglione, col quale Rebecca farà cose troooppo fighe come accendere e spegnere lampadine, far rotolare palloni e dondolare altalene. Molte lampadine dopo la nostra cara protagonista si stancherà (solo pochi eletti tra voi avranno la fortuna di sopravvivere a tanta noia) e comincerà a sedurre e uccidere gente a caso, tra questi riuscirà a portarsi effettivamente a letto solo il fratellastro.

[SPOILER]
L’avventato gesto la rende però impura, indebolendo il potere del medaglione, Roman tenterà dunque di convincerla (indovinate come...) ad uccidere la causa del suo peccato e l’avrà infine vinta. L’affettuosa sorellastra di Rebecca però comincerà ad insospettirsi, saranno i compagni di scuola che muoiono decapitati o inghiottiti da gabinetti ogni giorno, sarà il cadavere nel letto del fratello, ma il suo intuito la spinge a sospettare di Rebecca, a cui ruberà quindi il medaglione, dando così inizio ad un’esilarante lotta con Roman.
Dopo salti, capriole, ruote e verticali, tutti rigorosamente inutili, lo stregone riuscirà a spezzare il collo alla giovane, per la gioia dello spettatore. Solo a questo punto Rebecca si pentirà del male fatto, decidendo di sacrificare poteri e vita per tornare indietro nel tempo e cancellare il suo ricordo dalla memoria di tutti, amata sorella esclusa.
[FINE SPOILER]

Pur assomigliando terribilmente ad un DeCoteau questo film ha alcune, evidenti differenze. In primis il budget, o l’uso che se ne è fatto: ben sapendo di non essere in grado di introdurre effetti speciali degni di questo nome, la loro presenza è ridotta a persone ed oggetti che compaiono e scompaiono con tanto di “puff”, ed è abbastanza triste. David non lo avrebbe mai permesso! Avrebbe aperto Paint, colorato di fucsia gli occhi di Rebecca, messo una lampadina lampeggiante nel medaglione e soprattutto non avrebbe mai fatto vedere delle scene di nudo, come in effetti in questo caso avviene.
Ovviamente non sto troppo a soffermarmi su cose prevedibilmente ridicole come la recitazione, le location e insomma...tutto? 
Imitando grossolanamente un DeCoteau il film risulta nel complesso divertente, godibile e purtroppo anche molto noioso. Da guardare a tratti velocizzato per sopravvivere.


Recensito da: Leotorda

VOTI
TRASH: 86/100
Noia: 87/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 80/100
Presunzione della regia: 38/100
Incompetenza degli attori: 92/100



Se ti piace guarda anche: un DeCoteau, possibilmente con qualche scena etero.

10 novembre 2011

BARBIE E LA MAGIA DELLA MODA

Di William Lau. Con Barbie, Ken e compagnia bella. USA/2010/Barbie Entertainment
Barbie: A Fashion Fairytale (2010) on IMDb
Si, lo so che i miei amici non mi guarderanno mai più con gli stessi occhi e probabilmente neanche voi, affezionati lettori, ma sentivo la necessità di esplorare nuovi orizzonti, senza cimentarmi in cose decisamente più grandi di me, come lo sconfinato cinema indiano. Tutti sanno che Barbie, la bambola più famosa della storia dell'umanità, ha un intero distaccamento che si chiama Barbie Entertainment, dedicato alla produzione di lungometraggi d'animazione che hanno per protagonista il giocattolo di Ruth Handler. E, con decine di film all'attivo, non si può certo dire che se ne stiano con le mani in mano. Dunque da perfetto profano e da persona allergica ad i buoni sentimenti mi addentrerò in questo mondo totalmente nuovo per me e scegliendo un titolo assolutamente a caso tasterò con mano il lavoro di questa attivissima società.

Barbie è al tracollo più assoluto, è appena stata licenziata, Ken l'ha lasciata vigliaccamente al telefono. Le sue inseparabili amiche le consigliano dunque di fare un viaggio per ''staccare''. La sua destinazione sarà Parigi, dove una sua zia ha una casa di moda, che però non attraversa un buon periodo a causa della concorrenza. Utilizzando le sue fatine-schiave, che possono far diventare glitterosi i vestiti, e con l'opinabile idea di far sfilare la propria insopportabile barboncina parlante con una collezione canina, riporterà alle vette del successo la sua cara zietta.

Pellicola estremamente lineare e prevedibile, proprio come piace ai bambini, con un comparto tecnico più che sufficiente e personaggi estremamente stereotipati ma nel complesso ben doppiati e caratterizzati.

Barbie viene giustamente licenziata dal set de ''la principessa sul pisello'' in quanto si oppone all'idea assolutamente illuminante del regista di inserire nella produzione dei fantastici piselli zombie. Sarebbe stato un capolavoro assoluto della storia del cinema. Abbastanza inutile la sottotrama riguardante Ken, rimodernato in un biondiccio scombinato per piacere alle ragazzine di oggi, che vuole a tutti i costi ricongiungersi con Barbie, dal momento che non l'aveva affatto lasciata, era tutto un artifizio studiato dalla perfida Rachele. Ovviamente l'amore trionfa sempre, l'amicizia bla bla bla bla. Questa Barbie con i-phone, facebook e quant'altro tuttavia lascia un po' di amaro in bocca, considerato il pubblico a cui è rivolta la pellicola, ma del resto questo decadimento dei costumi che rende le nostre figlie di 6-7 anni delle piccole troiette snob sembra inevitabile e sicuramente non imputabile solo a questo genere di produzioni. Tuttavia nel mio mondo ideale le bambole fanno le bambole, non le attrici. Vabè, nel mio mondo ideale c'è ancora l'Unione Sovietica ed il muro di Berlino, la benzina super ed è il 1983.

In ogni caso, c'è molto di peggio anche in carne ed ossa...


Recensito da: Imrahil  


VOTI
TRASH: 49/100

Noia: 81/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -/100 : Merdosità della realizzazione tecnica 66/100
Presunzione della regia: 72/100
Incompetenza degli attori: -/100 : Incompetenza dei doppiatori: 35/100



L'invitante promo pubblicitario

Se ti piace guarda anche: Penso tutti i film di Barbie si equivalgano (e non intendo indagare, quindi prendete per buona questa mia supposizione)

19 luglio 2011

BIRDEMIC: Shock and terror

Di James Nguyen. Con Alan Bagh, Withney Moore, Tippi Herden e Nick Camp. USA/2008/Nguyen Production
Birdemic: Shock and Terror (2010) on IMDb
Rod è un venditore di successo. Ha appena venduto uno scantinato per un miliardo di dollari e conosciuto una avvenente modella, Nathalie, che seduce parlando di football in un ristorante cinese. Rod è al settimo cielo, al top della sua carriera e sta anche per infornarsi la sua bella. Sfortunatamente delle aquile orribili ed infette piombano sulla pacifica cittadina. Alcune esplodono, altre si spiattellano goffamente, altre fanno il rumore di uno Stuka prima di kamikazzizzarsi contro qualcosa. Difendendosi con delle grucce appendiabiti (!!!!) i due innamorati e due perfetti sconosciuti trovati per caso guadagnano l'uscita dell'hotel in cui pernottavano, raggiungono un furgone pieno di fucili d'assalto e cominciano il loro viaggio/fuga/scampagnata verso non si sa bene che cosa.

Questo film, se così lo possiamo chiamare, è considerato da molti critici cinematografici come il peggior film mai creato (fonte BBC News). Non sono un critico, ma sono decisamente d'accordo. L'incipit, la presentazione dei personaggi, è la cosa più noiosa che io abbia mai visto. E lo è già a cominciare dai titoli di testa. Prosegue stancamente con uno spaccato della vita di Rod, un'esperienza estremamente simile, sia dal punto di vista sensoriale che da quello oggettivo delle riprese, alla visione di un filmino delle vacanze di una persona di cui non ti frega un cazzo. Il tutto per una buona quarantina di minuti. Riprese estenuanti che si soffermano per interminabili secondi sui prezzi della benzina, un ballo lento tra la coppia di innamorati di almeno 5 minuti con un finto cantante di colore. Inoltre tutta la pellicola è caratterizzata da un reparto audio raccapricciante e per giunta in presa diretta. Quindi mentre uno dei due personaggi sembrerà di averlo in braccio, l'altro emetterà un flebile bisbiglio, e sarà assolutamente impossibile capirlo a causa del rumore di fondo, che non si è nemmeno tentato di eliminare.

Poi, ad un tratto, loro: Rod e Nathalie vengono svegliati da un "gniiiiik gniiiiik" e sono delle aquile si librano nell'aria staticamente muovendo esclusivamente le ali. Vi assicuro che un simile lavoro di computer grafica mi vergognerei a proporlo anche per fare il banner di questo blog. Comincia la lotta selvaggia dell'uomo contro la natura, che terminerà solo quando...

[SPOILER]
...le aquile, così come erano venute, decideranno di andarsene. (...)
[FINE SPOILER]

Non c'è molto altro da aggiungere, se non che per la verità questo film ha avuto un successo tanto folle quanto ingiustificato e che il regista ha in serbo per noi niente popò di meno che BIRDEMIC II: The resurrection 3D. 3D. 10 euro ben spesi.

Congratulazioni Mr. Nguyen. Io una cosa del genere non avrei avuto il coraggio di mostrarla neanche a mia madre.

Recensito da: Imrahil

VOTI:
Trash: 96/100
Noia: 99/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 100 e lode/100
Presunzione della regia: 83/100
Incapacità degli attori: 95/100



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: riprendi una recita parrocchiale, scaricala sul pc, accendi windows movie maker, vai su ''effetti'', inserisci aquilotto e creati il tuo BIRDEMIC

14 gennaio 2011

BATS

di Louis Morneau, con Lou Diamond Phillips, Dina Meyer, Bob Gunton. USA/Gotham city/1999.
Bats (1999) on IMDb

ATTENZIONE!: Questo film contiene dei celatissimi messaggi subliminali che non sareste sicuramente in grado di comprendere  (se siete dei brontosauri tediosi), anche se ciò potrebbe sconvolgervi inconsciamente tra parentesi vi verrà svelato quale è il significato recondito delle azioni del film, buona lettura sagaci volponi.

La dottoressa Casper è una zoologa con specializzazione in chirotteri e per questo motivo, oltre che reietta dalla società e disoccupata, ha anche come assistente l'abbronzato Sands,  assolutamente inetto a qualsialsi attività fisico-lavorativa nonchè ignorante sui pipistrelli e pavido per natura (chi ama la natura non è amato dalla società).
Quando in un segretissimo esperimento del governo americano fuggono due pipistrelli geneticamente modificati per uccidere (una nuova arma! L'uomo è cattivo) i due vengono chiamati in causa ufficialmente per debellarli ma in realtà per far loro da colazione. 
Questi pipistrelli infatti sono intellligentissimi, astutissimi, fortissimi, cattivissimi e onnivori, anche se a vedere il film pare abbiano una leggera predisposizione per la carne umana piuttosto che per le crocchette di Mais e avena (la natura è buonguistaia).
Una volta giunta sul posto, dopo aver cercato di defilarsi sostenendo che non possono essere pipistrelli (la natura è buona), la dottoressa si rende conto del problema e individua la causa in una voracissima specie di pipistrelli asiatici (con un nome trucissimo tipo i volpotti sbaciucchiosi, la natura è romantica). I
l dottor Swanbeck, molto timidamente invero, spiega lei i diabolici piani del governo e che lui è uno scienziato e quindi è suo dovere studiare lo sviluppo degli animali e ha così deciso di creare una nuova specie di pipistrelli in grado di sopravvivere in ogni dove (l'uomo è malvagio).
Con queste banali motivazioni la Casper con l'aiuto dello sceriffo Kimsey si mette sulle tracce dei topi volanti che nel frattempo hanno seminato morte, distruzione e guano su tutta la popolazione (è l'uomo che provoca la natura!).
Dopo aver spiegato che lei ama i pipistrelli perchè sono indispensabili per la vita dell'uomo in quanto mangiano le zanzare, aiutano la foresta pluviale e fanno da segnalatori ambientali (pensate un po' io non so fare nessuna di queste cose, l'uomo è inutile) e che per nessun  motivo al mondo ne ucciderebbe uno individua tramite il software batshunt 1.0 il loro nido, che è banalmente in una miniera poco lontana.
Adesso, parrà ovvio che l'unica cosa da fare sia chiudere la miniera con l'esplosivo ed è esattamente quello che i militari intendono fare, bombardando l'ingresso (l'uomo è violento).
ASSOLUTAMENTE NO!
E' lapalissiano che sia necessario inserire un refrigeratore gigante nel nido in modo da ibernarli e chiudere poi la miniera, forse, e comunque badando bene di non disturbare troppo i teneri muffetti di pelo (che intanto da 2 sono diventati milioni, la natura non usa metodi contraccettivi).
Lo scienziato pazzo sostiene invece di poter controllare la mente dei pipistrelli avendoli inventati lui e ostacola in tutti i modi l'operato della dottoressa più di quanto già non lo facessero i suoi goffi aiutanti (l'uomo è incapace, l'uomo abbronzato ancora di più).
Il mattino seguente il neo-papà viene sbranato dai pipistrelli che gli dimostrano così tutta la loro riconoscenza (la natura odia chi la vuole modificare), una spedizione dell'esercito viene sterminata mentre cerca di infilare il gigantesco refrigeratore nel nido e la Casper, Sands e Kimsey decidono di andare loro ad accenderlo, il tempo a disposizione è però poco perchè sono in arrivo degli aerei ultrasonici per nuclearizzare l'aerea, per fortuna questi aerei arrivano con incredibile calma visto che il colonnello dà loro un tempo di 62 minuti, probabilmente erano impegnati a nuclerizzare qualche altra parte del mondo (l'uomo è perfidissimo ma è lento).
Mentre Sands sta tranquillamente all'aperto a grattarsi le unghie dei piedi e a fare battutine via radio coi due  la dottoressa e lo sceriffo scendono nella miniera, dopo delle interessantissime spiegazioni di lingua in cui la saputella-chirotterofila ci spiega termini tecnici di oscura comprensione tipo chirottero o guano (l'uomo è ignorante), raggiungono il nido, abbassano la levetta di accensione del refrigeratore e cincischiano clamorosamente nel ritorno facendosi anche assaltare da un pipistrello addormentato, ben presto vengono inseguiti da tutta la colonia, ma con le loro doti di corridori velocissimi in salita, al buio, indossando uno scafandro riescono ad uscire dalla miniera, a far saltare l'ingresso e a ridersela di tutta la vicenda (l'uomo è sadico, la natura talvolta è gnogna).
Filmaccio che racchiude tutte le banalità dei film del genere (Bats, Rats, Cats, Bratz etc.) avvolgendole in un panno di noia e pesantezza estenuante, dei buoni effetti grafico-meccanici diluiti in 90 minuti di grossolanità e umorismo spiccio, dotata di una macchina da presa madre natura avrebbe fatto sicuramente meglio (ma si sa, la natura è perfetta, l'uomo è il più stupido dei bipedi).

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 70/100
Noia: 71/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 65/100
Presunzione della regia: 60/100
Incapacità degli attori: 65/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Rats, Slugs etc.

24 ottobre 2010

BEASTLY BOYZ

Di David Decoteau con Sebastian Gacki, Emery Wright, Valerie Murphy Canada, 2006, Rapid Heart "Extreme" Production

Beastly Boyz (2006) on IMDb

“This is the end, my only friend the end” ebbene si amici questa é la fine, la fine del percorso cinematografico di David Decoteau.
Abbiamo attraversato i corridoi di college in mezzo a flashate bianche seguendo ragazzi in boxer e calzini camminare al rallenty, siamo rimasti per ore ipnotizzati dall'ossessività della musica eletronica di sottofondo e da interminabili dialoghi, ma infine siamo giunti alla meta ultima del nostro percorso; con “Beastly Boyz” siamo infine giunti al cuore di tenebra di David Decotau. David conscio di aver raggiunto, con “Brotherhood IV”, la perfezione formale della sua poetica a base di confraternite di prestanti giovani in boxer, decide quindi di voltar pagina e di andare oltre. Così come fece il grande Michelangelo per scolpire il suo ultimo capolavoro la Pietà Rondanini, anche David per realizzare la sua opera ultima ha dovuto sbarazzarsi di tutti gli inutili orpelli, a cominciare dai dialoghi (di fatto assenti nell'intera durata della pellicola) fino addirittura a cambiare la trama.
Proprio così Decoteau rinuncia alla Sua Trama, quella che é presente medesima ed immutata in tutti i suoi film! Quindi niente collage, niente confraternite, niente rituali! E di fatto niente trama! Infatti il film non ci mostra altro che la ripetizione, fino alla strazio, della stessa identica sequenza: Travis si allena in boxer rossi, Travis fa una seduta spiritica in boxer bianchi, riceve dalla sorella morta il nome del ragazzo che l'ha struprata, Travis lo raggiunge, si mette in boxer (ovviamente) e gli passa il coltello sul corpo per un tempo che pare eterno, per poi piantarglielo non so dove (gli omicidi sono quasi tutti fuori scena) quando finalmente il babbione si accorge, dopo secoli, della sua presenza. Tutto qui, questa é la più alta espressione del cinema di David, questo é il suo testamento spirituale: ragazzi in boxer e coltelli, tutto il resto non esiste.
Anche lo stile registico é quanto di più minimalistico si possa concepire, anzi di più: pellicola 16mm marcissima (addio dunque al patinato digitale), ossessiva nenia elettronica, rare comparse della voce del protagonista e di quella insopportabile della sorella, ritmo catatonico...
In conclusione tengo a precisarlo, questo non é un film per tutti, a dispetto dell'alta votazione conseguita. E' fondamentale per chi ha già intrapreso il cammino nella selva oscura decoteauniana e vuole finalmente terminare il suo viaggio, ma l'occasionale spettatore deve stare in guardia , per lui questa pellicola potrebbe rivelarsi ne più ne meno che un'esperienza allucinante.

Recensito da Azagthoth


VOTI
TRASH 92/100
Noia 86/100
Ridicolaggine degli effetti speciali np
Presunzione della regia 91/100
Incapacità degli attori 88/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: niente, ormai sei giunto all'orizzonte degli eventi, oltre non puoi andare.

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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