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15 marzo 2024

FRATELLO DELLO SPAZIO

Di Roy Garrett (alias Mario Gariazzo). Con Martin Balsam, Agostina Belli, Silvia Tortosa, William Berger. SPAGNA – ITALIA / 1988 / Turbo Films

The Brother from Space (1988) on IMDb

Ci sono film che ti piacciono, ci sono film che ti rimangono dentro, ci sono film che ti fanno schifo, ci sono film che ti fanno odiare l’umanità, ci sono film che dimentichi il secondo dopo averne terminato la visione, e ci sono film che ti fanno dire…boh! Fratello dello Spazio è uno di quei film che mi hanno fatto dire…boh!

Misconosciuto al limite dell’oblio, quest’opera fantascientifica è diretta da Mario Gariazzo, nascosto dal proverbiale pseudonimo angolofono, già apparso su queste sciagurate pagine virtuali per l’imperdibile Incontri molto ravvicinati del…quarto tipo. Ma se quest’ultimo era un pietoso tentativo di commistione tra fantascienza e commedia erotica, la qui presente pellicola dall’abisso è una deprimente e inspiegabile cacofonia visuale il cui senso di esistere sfugge ad umana comprensione. Non per niente il film, una coproduzione italo-spagnola, è sparito nel nulla senza essere pubblicato da nessuna parte per poi rispuntare come un fungo negli ultimi anni, prima grazie al canale TV Iris e adesso, ovviamente, grazie ad Amazon Prime Video, il quale, analogamente ad una ragazza dai facili costumi, non riesce dire di no a nessuno.

La trama vuole che una nave spaziale aliena abbia un'avaria e che gli occupanti finiscano sulla Terra. Ne sopravvive solo uno: un tenero alienino con una tutina argentata e un enorme testone simile ad una prugna secca. L'esercito inizia le ricerche per catturarlo, ma una ragazza cieca che è anche un po’ medium (E CIT. PURE STAVOLTA!), con i suoi due compagni di viaggio, un prete e un'amica, cercherà di aiutarlo a tornare a casa e a difenderlo dagli umani cattivi


Ma quanto erano belli i pupazzini delle Sunsweet???

La già elisissima trama viene ulteriormente martoriata da un andamento pachidermico e maldestro, in cui le cose si ripetono senza soluzione di continuità, come lo sceriffo della città che non fa che andare da un posto A ad un posto B e dire ai suoi sottoposti di andare dal posto C al posto D. 

Crea un certo sconcerto anche l’incredibile flemma, se non quasi indifferenza, con cui alcuni avvenimenti vengono trattati. I tre protagonisti (la cieca, l’amica e il prete) quasi non fanno una piega davanti ad un alienino-prugna con poteri telecinetici, mentre anche le autorità sembrano prendersela con molta calma, tanto che le supposte scene di azione, quasi prive di musica, si svolgono con la stessa intensità di una siesta messicana dopo un pranzo a base di fajitas e sangria. Il riferimento al Messico non è casuale perché la stessa ambientazione povera e desertica, esaspera ancora di più il senso di desolazione e straniamento che il film trasmette.

Il significato recondito è probabilmente quello di un sottotesto religioso: il prete (interpretato da un decrepito Martin Balsam, che tra gli anni ’60 e ’70 aveva recitato in filmetti quali Psyco, Tutti Gli Uomini del Presidente e Assassinio sull’Orient Express) insiste sulla similitudine tra Gesù e l’alienino-prugna: entrambi scesi dalle stelle e dotati di poteri straordinari, alla fine condannati dalla cattiveria dell’uomo. Tra l'altro l'alienino farà il miracolo dando la vista all'ex non vedente grazie ad un visore stile Geordie LaForge, ovvero un pezzo di plastica arancione. Va bene, ma quindi? Il messaggio qual era? Viva Gesù e/o gli uomini sono malvagi e non imparano mai? Boh.


Da segnalare anche gli effetti speciali altamente risibili: pur ammettendo la povertà di budget, non si può non sorridere amaramente di fronte ai modellini simili a dei lampadari delle astronavi schiaffati sopra a delle immagini di repertorio di bassissima qualità; in particolare il fondale statico della terra non sarebbe stato perdonabile neanche in un film di Ed Wood.


Consigliamo di starne ben alla larga e di guardarlo solo se volete essere la quinta o sesta persona nella storia dell’umanità a martoriarsi gli zebedei con questa mediocre montagnola di sterco di mucca.


Recensito da: Vidur

VOTI

TRASH: 78/100

NOIA: 91/100

RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: 84/100

PRESUNZIONE DELLA REGIA: 71/100

INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: 45/100


 



22 novembre 2022

FALLING FOR CHRISTMAS


Di Janeen Damian. Con Lindsay Lohan, Chord Overstreet, George Young, Jack Wagner. 2022 / USA / MPCA

Falling for Christmas (2022) on IMDb

Visto che ormai nel nostro blog è più presente di Donald Pleasance e Bruno Mattei, abbiamo deciso di nominare Lindsay Lohan madrina di Pellicole dall’Abisso. Un onore che, siamo sicuri, sia l’acmé non solo della sua carriera cinematografica, ma della sua intera esistenza.

Falling for Christmans, uscito su Netflix, è un’innocua e poco pretenziosa commediola natalizia, il cui unico elemento di attrattiva è proprio la Lohan, che interpreta una ricca e viziata ereditiera di un magnate del settore alberghiero. Un giorno va a fare una gita su degli indefiniti bricchi americani innevati con il suo fidanzato influencer e dalla sessualità ambigua, quando a causa di un cedimento strutturale del green screen, cade e batte la testa contro un albero. Viene così recuperata da un ragazzotto del luogo, proprietario di un albergo sul viale del fallimento, ma -colpo di scena!- quando si sveglia ha l’amnesia. E così, pian piano Lindsay scoprirà grazie a lui e alla sua tenera famiglia, il gusto pieno della vita sorseggiando dell’Amaro Averna.

Visto che il film punta fortissimo sull’originalità, sull'imprevedibilità e sulla costruzione di personaggi profondi e complessi, distraiamoci giocando al Bingo dei cliché! Pronti? Via!

- Protagonista donna ricca e viziata, ma che vale più di quello che sembra – C’È!

- Padre della protagonista severo e un po’ distaccato, ma col cuore d’oro – C’È!

- Fidanzato della protagonista stronzo e/o idiota – C’È!

- Protagonista uomo bello ma povero, con una storia strappalacrime – C’È!

- Figlioletta adorabile del protagonista uomo che fa amicizia con la protagonista donna – C’È!

- Attività economica del protagonista uomo che versa in diffioltà finanziarie per colpa di spietate multinazionali e che viene salvato grazie alla protagonista donna che ha un’idea stupenda per salvare l’attività facendo leva sul cuore della gente – C’È!

- Ritorno in scena del fidanzato stronzo e/o idiota che interrompe l’idillio dei protagonisti proprio nel momento di culmine della loro storia d’amore ancora non sbocciata – C’È!

- Corsa all’albergo/aeroporto/stazione di lui per dire a lei che la ama – C’È!

- Bacino PG-13 con il sottofondo di una musica smielata – C’È!

- Happy ending per tutti, compreso il fidanzato stronzo e/o idiota  - C’È!

Come direbbe il Colonnello Hans Landa, “Ho fatto un Bingo!”.  

Tornando seri, ad affiancare una trama vista, rivista e stravista, di una banalità e di una prevedibilità quasi insostenibile, c’è una confezione estetica patinata, ma pezzente allo stesso momento; tristemente esilaranti  le scene sugli sci con un green screen davvero orrendo, che mi piace pensare siano un omaggio a quellli di Among The Shadows. Ulteriore elemento cringe è il fatto che i protagonisti si comportano come se fossero degli allegri e spensierati ventenni alla ricerca della loro strada nella vita, mentre ormai sfiorano entrambi i 40. 

Non ce la sentiamo tuttavia di essere particolarmente cattivi, innanzitutto perché c'è sempre Lindsay (seppur in una versione family friendly e apparentemente pure sobria) e in secondo luogo perché il film è indirizzato ad un preciso target: le bambine di 8 anni. Nel 1996 però, perché quelle di oggi fanno i balletti in costume da bagno su TikTok e si guardano i porno. 


Recensito da: Vidur

TRASH: 74/100

Noia: 69/100

Ridicolaggine degli Effetti Speciali: 75/100

Presunzione della Regia: 51/100

Incompetenza degli Attori: 72/100





7 giugno 2022

FRESH

Di Mimi Cave. Con Daisy Edgar-Jones, Sebastian Stan, Andrea Bang. 

USA/2022/Searchlight Pictures

Fresh (2022) on IMDb

Dopo l'ondata di classifiche, torniamo ad una cara, classica e proverbiale recensione, anche se con sfumature diverse. Fresh è da considerarsi una Pellicola dall'Abisso non perché sia brutto, tutt'altro, ma per le sue insite caratteristiche: horror, basso budget, ignorato dal grande pubblico, illustre sconosciuta a dirigere e semi-illustri sconosciuti ad interpretare. 

Noa è la classica ragazza che nel 2022 cerca invano l'ammmore su Tinder, finché non incontra in un supermercato un tizio bello ed affascinante. In breve si conoscono, si mettono insieme, partono per un viaggetto fuori porta, finché lui non rivela la sua vera natura di...cannibale. Ops. Spoiler, ma tanto bastava leggere una qualunque sinossi su internet per capirlo (oppure guardare la locandina). 

Opera davvero interessante per la sua struttura, che nella prima parte immerge lo spettatore in quella che sembra essere una qualunque commedia romantica, per poi spingerlo improvvisamente a fondo nei meandri della perversione umana. Tanti cliché per carità, come uno sviluppo finale già visto milioni di volte, ma anche tanta qualità nella messa in scena e nella creazione di un'atmosfera tesa, disturbante, macabra, con un uso spregiudicato di una colonna sonora pop/rock nei momenti più lievi. Per certi versi potrebbe considerarsi quasi un horror di altri tempi, in cui a dominare la narrazione è la situazione e il duello psicologico tra i protagonisti, piuttosto che una giostra di jumpscare o ridicoli demoni in CGI. E nonostante le quasi due ore di durata, il ritmo è incalzante e ben calibrato. 

Brava, seppur un po' scialbina, la protagonista, che mi ha ricordato a tratti la atroce Dakota Johnson delle 50 sfumature di strega comanda color, mentre Sebastian Stan è semplicemente meraviglioso. Conosciuto dal mondo per il suo ruolo da Winter Soldier nel "grande disegno Marvel", a Stan piace sporcarsi le mani anche con produzioni piccole, come questa, o con ruoli anti-convenzionali come la recente serie Pam e Tommy o lo stupendo Le Strade del Male. Il suo Steve è assolutamente magnetico, calamita l'attenzione ad ogni inquadratura, passa dalla dolcezza alla crudeltà in un nanosecondo e l'impressione è che il buon Sebastian abbia messo l'anima in questo ruolo e si sia parecchio divertito. 

Non vi aspettate nulla di sconvolgente a livello di emoglobina, la regia infatti evita di mostrare l'esplicito, lasciando viaggiare più che altro la fantasia dello spettatore. Peccato, perché un po' di gore in più avrebbe dato una marcia superiore ad un film comunque ottimo e che vale una visione dagli appassionati del genere. Recuperabile nientemeno che su Disney Plus.

Recensito da: Vidur

VOTO CLEAN (capito no, perché non è trash, quindi clean...vabè): 78




2 maggio 2018

7, HYDEN PARK - La casa maledetta (Aka Formula for a Murder)

Di Alberto De Martino (Aka Martin Herbert), con Christina Nagy, David Warbeck, Carroll Blumenberg, 
Rossano Brazzi, USA-ITA/1985
7, Hyden Park: la casa maledetta (1985) on IMDb

Inebriati dal bisogno di recensire dopo il nostro non particolarmente compianto silenzio, fagocitiamo questo thrillerino italo-americano senza troppe pretese che non stupisce né in bene né in male, attirati come imberbi ragazzini (non ci vergogniamo a specificarlo) dalla copertina, e dalla piccola sedia a rotelle visibile, che ha riacceso in noi teneri ricordi risalenti ai tempi del mai troppo citato Bloody Psycho.  Ci rimaniamo un po' male, perchè vi dico subito che questo film non è particolarmente disastroso (anche se neppure sto gran capolavoro) e si perde solo in piccole cose. 

Joanna è una ricca e giovane donna, sfortunatamente costretta su una sedia a rotelle. Prodiga nelle donazioni, ha finanziato un centro sportivo specializzato in atleti diversamente abili. Lei stessa è una promettente atleta, seguita da una sorta di personal trainer di nome Graig, che non vede l'ora di sposarla (chissà perchè...). 
Facciamo un passo indietro: direi ad occhio di una ventina di anni. Tanto indietro infatti dobbiamo andare per comprendere l'origine della disabilità di Joanna, senza spoilerare nulla dal momento che ciò viene mostrato addirittura prima dei titoli di testa. Quando aveva 11 anni Joanna è stata abusata da un finto prete, e nel tentativo di divincolarsi cadde da una scalinata rimanendo paralizzata dalla vita in giu'. Premessa indispensabile per capire l'intero intreccio del film. 

SPOILER
Ovviamente il bel personal trainer non ha nessuna voglia di scammellarsi per il resto della vita una signora disabile:siamo negli anni 80, il buonismo non esisteva. Quello a cui punta in realtà è l'enorme fortuna di cui Joanna è ereditiera, benchè non venga mai spiegato da dove nello specifico questa ricchezza provenga. Il problema è che essendo la nostra protagonista un'anima candida, sta dilapidando il patrimonio in beneficenza e simili, quindi oltre a sposarla in fretta, bisogna anche ammazzarla in fretta, per poi scappare con l'amica complice (O FORSE NO! eh eh eh. vedrete. No, lo so che non lo farete. E non posso neanche biasimarvi piu' di tanto.). La cosa che fa sorridere è che il buon Graig, dopo aver sgozzato mezza Philadelphia, ha escogitato questo infallibile piano per uccidere la moglie: vestirsi da prete e farsi trovare su delle scale per farle venire un coccolone al ricordo dell'aggressione di vent'anni prima. Tattica che provoca solo qualche urlettino in Joanna, che in ogni caso, nonostante le ovvie difficoltà, gliele da pure di santa ragione. 
\SPOILER

Considerate che la prima scena del film è questa:


Voi mi direte: "Embè?". Embè io le bambole negli horror o simili non le tollero, volevo veramente strappare coi denti i cavi del proiettore. Fortunatamente, benchè importante, non si cincischia piu' di tanto attorno a questo maledetto bambolotto. A parte questo, il ridicolo modo in cui si cerca di commettere l'omicidio principale, il film ha una sua linearità, non particolarmente brillante e brioso, ma annovera comunque un paio di colpi di scena godibili. L'unica cosa che mi sento di criticare è la gestione dello scorrere del tempo nel film. Non si capisce se da una scena all'altra sono passati 5 minuti, un giorno o quattro mesi, il che crea un po' di confusione nello spettatore con la palpebra già a mezz'asta come era la mia, e come potenzialmente potrebbe esserlo quella di qualunque spettatore. Ovviamente non c'è nessuna casa maledetta e non è affatto un horror come ci viene fatto credere dalla copertina, vecchi trucchetti. 

Un film tutto sommato perdibile, ma se siete appassionati del genere potreste anche trovarlo piacevole. E non parlo del piacere della comicità involontaria. 

Recensito da: Imrahil


VOTI:

TRASH: 41/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 54/100
Presunzione della regia: 68/100
Incompetenza degli attori: 36/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: un vecchio thriller qualsiasi. 

16 aprile 2012

FLU BIRD HORROR (aka Flu Birds)

Di Leigh Scott, con Clare Carey, Lance Guest e Jonathon Trent. USA/2008
Flu Bird Horror (2008) on IMDb


«Do you really think a bird would do that?»
«Well, they used to be dinosaurs.»
Il ranger illustra le sue formidabili teorie.


In una foresta appaiono un bel giorno degli strani esseri alati, affamati di carne umana e allegri portatori di un virus letale e contagioso. Chiunque abbia la fortuna di sopravvivere al loro incontro definirà i mostri come “uccelli” ma sinceramente penso che “nani travestiti da pipistrelli giganti col becco” sia più appropriato. Non fatevi trarre in inganno dalla locandina... i volatili infatti sono questi:


Nel frattempo dei ragazzi in gita dal riformatorio stanno campeggiando con un sorvegliante nella stessa zona, inutile dire che diventeranno il bersaglio preferito degli “uccelli”, cominciando così una fuga tra alberi, case abbandonate e cadaveri. Solo un ranger e una dottoressa accorreranno il loro soccorso, lottando contro il tempo a causa delle misure estreme prese dall’esercito, che intende radere al suolo l’intera foresta pur di non lasciar diffondere il virus.

[SPOILER]
Infine l’esercito si auto-distruggerà grazie alla propria incompetenza e saranno i giovani delinquenti - aiutati da ranger e dottoressa - a salvare la situazione facendo saltare in aria l’intero stormo, non senza qualche perdita.
[FINE SPOILER]

Film dal ritmo lento e trama insulsa. Notevole il tentativo di ingannare lo spettatore, innanzitutto con quella locandina fuorviante e poi chiamando insistentemente “uccelli” esseri che son tutto fuorché quello. Alla fine è meglio così però, fossero stati piccioni con l’aviaria il livello di noia avrebbe potuto facilmente realizzare qualche record, invece si è pensato bene di inserire dei pupazzotti ridicoli, l’unica vera attrazione del film.

Recensito da: Leotorda


VOTI
TRASH: 78/100
Noia: 79/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 84/100
Presunzione della regia: 25/100
Incapacità degli attori: 86/100


Se ti piace guarda anche: Birdemic

30 dicembre 2011

CRUEL JAWS - Fauci Crudeli

Di William Snyder (il buon Bruno Mattei). Con David Luther, Georges Barnes, Scott Silveria, Kristen Urso. ITA/1995
Cruel Jaws (1995) on IMDb
Ad Hampton Bay, la stagione balneare è alle porte. Tre sommozzatori hanno un importante compito, ovvero recuperare il relitto di una nave della marina degli Stati Uniti affondata proprio nei pressi del piccolo paese. Purtroppo per loro vicino al relitto troveranno delle cruel jaws ad attenderli. Quando il corpo di uno dei sub viene ritrovato sulla spiaggia divampa il panico, non tanto per il fatto che ci sia uno squalo, ma più per il fatto che la stagione andrebbe a remengo e lasciarebbe il villaggio negli affanni della disoccupazione. Per cui il cattivo senza scrupoli di turno cercherà di minimizzare l'accaduto e di dare il via alla stagione prendendo precauzioni minime: sarà un gravissimo errore.

Ennesimo insulto al mondo del cinema firmato Bruno Mattei, che produce questo clone de ''lo squalo" che, come vi illustrerò in seguito, è un po' più di un clone.
Mai come in questo caso Wikipedia corre in mio aiuto, e mai ha espresso il mio pensiero ed i miei sospetti come in questo caso. Mi permetto di esportarne una parte:

Produzione
Mattei durante il montaggio del film aggiunse scene senza autorizzazione da film e documentari, dato che il ristretto bilancio non permetteva le riprese di squali veri. Le scene sono state estrapolate dagli americani "Lo squalo" e "Lo squalo 2" e dagli italiani "L'ultimo squalo" di Enzo G. Castellari e "Deep Blood - Sangue negli abissi" di Joe D'Amato e da alcuni documentari.
A causa di ciò lo squalo appare in diverse forme e dimensioni per via dei riporti documentaristici, infatti viene descritto come squalo tigre, mentre quello mostrato nei vari video è uno squalo bianco; quasi tutte le scene d'azione invece vennero prese dal film di Castellari tanto che a volte è anche considerato un vero e proprio remake dello stesso film, che include anche la clip della scena dell'elicottero che vola sopra lo squalo. Oltre al plagio delle scene, la colonna sonora è una versione sintetizzata della colonna sonora del film Guerre Stellari. [Da Wikipedia, per visualizzare la fonte completa clicca qui]


Eh beh, dai Bruno, anche stavolta ci hai provato.. ma che poi non è tanto quello che mi stupisce, è che ci sei pure riuscito! anche perchè stavolta la cosa è proprio palese.. Si vede perfettamente che lo squalo ogni volta è diverso, e soprattutto si vede quando lo squalo è TUO. Perchè? Perchè è chiaramente di balsa, a differenza degli altri. E poi il plagio della colonna sonora è allucinante: non stiamo parlando di una parte qualsiasi della ciclopica opera di John Williams, stiamo parlando del TEMA PRINCIPALE di Guerre Stellari. Meno una nota. Ma dai Bruno.. Gesù.. Anche le pochissime persone che non hanno mai visto Guerre Stellari (e sono veramente poche) sanno come fa' il tema principale. HA UN TEMA ORIGINALE PERFINO "L'ISPETTORE LUCARELLI - CASO INTERNAZIONALE"!!!


Ok, ora che ho finito la mia sparata cerchiamo di tornare a noi. Dunque, non è un brutto film. I personaggi sono un po' delle macchiette ma alla fine è sempre più o meno così, anche in produzioni molto più impegnative. La trama è abbastanza banale, ma se non altro molto articolata e abbastanza gradevole. Ovviamente quello che non si è potuto rubare ad altre produzioni, è stato fatto (malissimo) in casa, e quindi più volte compare questo ridicolo squalo di cartapesta con la bocca fissa che va' a urtare cose in mare. Sempre meglio che prendere la roba degli altri comunque!
Occhio alla noia che vi assalirà prima di subito e non vi abbandonerà finchè non spegnerete il lettore di DVD. Consigliato a chi non ha visto "Lo squalo" , "Lo squalo 2" , "L'ultimo squalo"  e "Deep Blood - Sangue negli abissi" e vuole portarsi avanti in una botta sola.

recensito da: Imrahil



TRASH: 78/100
Noia: 91/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 20/100
Incompetenza degli attori: 45/100



Dio, perfino il trailer è di una noia mortale..


Se ti piace guarda anche: un film di quelli che ha utilizzato Mattei per produrre questo.

15 novembre 2011

IL RITORNO DI KENSHIRO (Aka The Fist of the North Star)

Di Tony Randel. Con Gary Daniels, Malcolm McDowell, Costas Mandylor, Chris Penn, Isako Washio, “Downtown” Julie Brown. USA/1995

Fist of the North Star (1995) on IMDb

"You are already dead.."

IL FILM DI KEN IL GUERRIERO CON ATTORI VERI. Ho detto tutto. Questa pellicola peró merita una menzione d'onore. Ricordo la prima volta che l'ho vista anni ed anni fa' in camera mia accompagnato da un imberbe Vidur, in uno dei nostri primissimi esperimenti "So bad it's so good". All'epoca ci era sembrato una porcata immonda ma ne é passata di acqua sotto i ponti, e tra varie Croci dalle sette pietre, grazie Padre Pio e Bloody Psycho vari la nostra percezione del bello e del brutto si é pesantemente modificata.

Due pillole di trama per chi proprio non sa nulla di Ken il Guerriero (vergognatevi). Una guerra nucleare ha prosciugato i mari e decimato la popolazione mondiale, che ora vive in accampamenti in una specie di futuro post atomico molto simile all'ambientazione dell'Australia di Mad Max (se anche questo nome non vi dice nulla siete gentilmente invitati ad andarvene e sotterrare la testa da qualche parte). In questo mondo post-atomico Ken il discendente di una scuola di arti marziali (Hokuto) si scontrerá per ragioni "amorose" con Shin, un membro della sacra scuola di Nanto. La serie narra le peripezie dell'eroe per riconquistare la sua amata Julia. 

Il film segue in maniera approssimativa (anche per ragioni "tempistiche") la prima parte dell'avventura di Ken fino allo scontro finale con Shin (Costas Mandylor, pornodivo che annovera nella sua filmografia capolavori come "il delta di Venere"). Per il resto siamo di fronte a quello che ci si potrebbe aspettare. Un eroe pompato e monoespressivo che fa' esplodere le persone ma che alla fine ha un grande cuore, tanto da circondarsi di bambini cinesi petulanti. La realizzazione tecnica e gli effetti sono, riconsiderandoli a posteriori, piú che decorosi ed il film vanta inoltre un discreto ritmo. Tony Randel se la cava tutto sommato bene, anche perché é un regista di discreta esperienza con produzioni decorose alle spalle, come il secondo capitolo della esalogia di Hellraiser. Probabilmente quello che fa' piú ridere di questo prodotto é l'espressione spaesata e gli occhi perennemente sbarrati di Gary Daniels. A controbilanciare la pessima prova del protagonista un'ottimo e cattivissimo Chris Penn (il fratello di Sean, Eddie il bello nel capolavoro "le iene" di Tarantino, per intenderci) nei panni di Jagger, attore di grandissimo talento purtroppo prematuramente scomparso nel 2006. 


La pellicola é abbastanza innocua ed anonima ma ad alzare il livello trash generale é l'idea di fare un film con attori in carne ed ossa su un'icona delle Anime giapponesi come Ken Il Guerriero. Vista la nobiltá delle licenze, forse si poteva aspirare un po' piú in alto. Se volete vedere un film davvero bello tratto da un Anime guardatevi Star Battleship Yamato. 

Curiositá: Non so se é una cosa voluta, ma i personaggi che nell'anime avevano un nome orientale sono interpretati da attori caucasici, e quelli con un nome occidentale sono interpretati da orientali.

In ogni caso film divertente e consigliato.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 77/100
Noia: 58/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 73/100
Presunzione della regia: 30/100
Incompetenza degli attori: 60/100




Nulla meglio di questo video riassume l'intera pellicola

Se ti piace guarda anche: Mad Max fatto di crack

10 novembre 2011

FROGS


Di George McCowan, con Ray Milland, Sam Elliott, Joan Van Ark, USA 1972
Frogs (1972) on IMDb
Per la categoria "film che non hanno dignità" signori e signori ecco al mondo "Frogs", eco-horror vigliacco che non si vergognerà di rubarvi 72' minuti della vostra vita senza ritegno alcuno.
In realtà il film potrebbe tranquillamente chiamarsi Snakes, Lizards, Butterflies, Spiders e via dicendo in quanto dei mille e cento rettili proposti nella pellicola le rane sono in assoluto le più pacioccose, inoffensive e tranquille, si limitano ad osservare per tutto il tempo senza tentare offensive di ogni sorta e scroccando un'immeritata parte da protagoniste.

LA TRAMA
Pickett sta facendo foto in una palude infestata da grossi e innoqui ranocchioni quando viene affondato dal motoscafo del playboy nullafacente Clint Crockett e della sorella Karen. Come indennizzo viene invitato ad un picnic organizzato per il compleanno di nonno Jason, gli viene offerta eterna dimora nonchè l'affetto di Karin, lo portano così a casa Crockett, definita inserita in un vero e proprio "paradiso naturale".
Perchè un posto su di un isola in mezzo al nulla infestato da serpenti, ragni, rane, coccodrilli e ogni tipo di rettile esistente al mondo dal 10.000 a.c. ad oggi sia considerato un paradiso terrestre lo ignoro completamente, fatto sta che tutta l'allegra famigliola se la spassa facendo niente, l'attività più faticosa è preparare tartine per il picnic, al resto pensa la servitù. Nel giro di nemmeno troppo poco tempo TUTTI vengono sterminati da qualunque tipo di animale presente sull'isola, NESSUNO da rane o simili, persino tartarughe e farfalle contribuiscono al massacro, i simpatici anfibi salterini no, osservano pigramente emettendo qua e la un debole crac crac.
Il cugino Kenneth cade in un imboscata di veleno tesagli da dei temibilissimi lucertolini verdi, la zia Iris decide di immolarsi alla causa gettandosi in pasto a degli assopiti biscioni, Bella addirittura si fa sopraffare da una tartaruga, altri cadono sgambettati da coccodrilli, altri ostacolati da varani birichini, persino lo scettico nonno Jason è abbattuto dal continuo e incessante gracchiare delle rane [e vorrei vedere voi, disturbati all'infinito da un regista folle e un cast di menomati mentali].

[SPOILER]
Per finire in modo originale, si salvano solo Pickett e karen, mentre la sequenza finale è troncata di netto in maniera greve e scombinata.
[FINE SPOILER]

Nè Eco nè Horror il film si propone come una scombinata sequenza di scene di serpenelli e rettili presi da chissà quale zoo, la trama è debolissima, manca persino il patetico messaggio pseudo-ambientalista che il film vorrebbe custodire, la maggior parte delle sequenze sono inutili, se non ripetitive o impalpabili, non si salva niente e il finale mozzo è la degna conclusione di una pellicola pensata male e realizzata peggio.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 67/100

Noia: 90/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 70/100
Incompetenza degli attori: 73/100


Se ti piace guarda anche: Rats, Bats, Cats, etc etc

20 ottobre 2011

I FABBRICASVIZZERI

Di Rolf Lyssy, con Emil Steinberger, Walo Lüön, Beatrice Kessler, Wolfgang Stendar, Hilde Ziegler, Claudio Caramaschi, Silvia Jost. SUI 1978

Die Schweizermacher (1978) on IMDb

C'era un tempo, prima dell'era del digitale terrestre, quando l'aria era pulita e il cielo azzurro, in  cui in tutta la zona nord della Lombardia  si poteva vedere tranquillamente sui propri schermi TSI 1, una delle televisioni del Canton Ticino.
Ciò permetteva di visionare alcuni film assolutamente terrificanti prodotti a livello nazionale o regionale, di questa pellicola mi ricordavo, con sgomento, solo il titolo.
Rivisto oggi però, allora ero un bambino, ho in realtà mutato profondamente parere e opinione e nel complesso mi è piaciuto, capisco anche che per altri potrebbe essere, visto oggi, un film veramente trash.
"I fabbricasvizzeri" è comunque stato per vent'anni il film più visto in Svizzera.
Siamo a Zurigo, l'ufficio di polizia cantonale deve formare nuovi impiegati col compito di testare quanto gli immigrati presenti in Svizzera siano pronti per ottenere la cittadinanza, all'ispettore Bodmer viene affiancata la giovane recluta Fischer, gli obiettivi da pedinare, spiare e interrogare sono il signor Grimolli, proveniente dall'Italia meridionale, la ballerina slava Vakulic e la coppia di medici Starke, tedeschi.
Questi soggetti dovranno essere ritenuti idonei per un esame di fronte ad una commissione nel quale dovranno dimostrare la loro "Svizzericità".
L'operaio Grimolli maschera ai funzionari, che lo spiano tutto il giorno, le sue attività avverse alla Svizzera, tipo mangiare degli spaghetti ed essere iscritto ai sindacati (salvo poi a fine film dimostrare tutta la sua italianità ad uno sgomentato Bodmer), la ballerina è vista male in quanto artista e frequentatrice di stranieri, tra cui un famigerato turco, i coniugi Starke sono invece giudicati positivamente a causa della loro rettitudine nei comportamenti.

SPOILER
L'unica a non ottenere la cittadinanza sarà la Vakulic, che però, dopo esser stata sedotta da Fischer, riceve un'offerta di lavoro in Olanda e parte insieme allo stesso Fischer che rinnega Bodmer e la Svizzera. Bodmer stesso si ritrova a dovere affrontare un nuovo caso di un sassofonista americano semidisperato.
FINE SPOILER

Il film, purtroppo reperibile solamente in Züritüütsch con sottotitoli nel medesimo dialetto di Zurigo, è in realtà una presa in giro mai volgare e dai ritmi blandi del percorso di naturalizzazione e di ottenimento della cittadinanza svizzera, la stigmatizzazione del comportamento proverbialmente scrupoloso e meticoloso degli svizzeri è evidente, così come la loro immagine mostrata ferma nel tempo e chiusa. Sicuramente visto dopo tanti anni (qualcosa è cambiato ma non molto) potrà essere considerato reliquia del passato e abbastanza trash. Lascio agli spettatori ogni commento ulteriore sia in positivo che in negativo. Grüezi.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 65/100
Noia: 85/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: np/100
Presunzione della regia: 85/100
Incompetenza degli attori: 40/100





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18 settembre 2011

FLESH WOUNDS

Di Dan Garcia. Con Kevin Sorbo, Heather Marie Marsden e Bokeem Woodbine. USA/2011/Most Wanted Films

Flesh Wounds (2011) on IMDb

“Troverete le istruzioni sotto al vostro cuscino, nella tenda A.”
Colonnello cerca di far scoprire la missione segreta ancora prima che parta.

Kevin Sorbo quest’anno ha recitato come protagonista o co-protagonista in almeno 12 film, uno di questi è Flesh Wounds, che ci dà un’idea di come sia possibile girare una tale quantità film in un solo anno... ma col culo ovviamente!
Grande Kevin.

Una squadra speciale di soldati viene ingaggiata per una missione segretissima: andare nel bel mezzo del nulla ad uccidere dei ribelli.
In realtà il colonnello ha pensato bene di fare a tutti una gran burla e di mandarli, completamente impreparati, contro ad una “cosa” non identificata dotata di super-forza, super-velocità e a dir poco incazzosa.
Come se non bastasse per guidare la squadra viene scelto il Tenente Tyler, cioè un Kevin Sorbo oltre la cinquantina con in dotazione una graziosa pancetta traballante, ammirabile nonostante la canotta. Purtroppo quel guastafeste del governo decide di mandare anche una persona preparata, a conoscenza dei fatti...ovviamente una donna; vi lascio immaginare la reazione del Tenente Pancetta e dei suoi fini soldati, che ci rallegreranno per l’intera durata del film con battute di una tristezza imbarazzante, rigorosamente a sfondo sessuale.
Tra frecciate e palpatine i nostri arrivano nel luogo incriminato, un ammasso di alberi, e cominciano ad uccidere chiunque gli si pari davanti, così, senza nemmeno domandarsi a chi diamine stiano sparando! La loro esuberanza è però contagiosa e ben presto anche la “cosa” comincia a darsi da fare, lasciando cadaveri spappolati qua e là e creando qualche perplessità nei soldati. Il loro stupore avrà però vita breve, dato che verranno uccisi uno ad uno, non prima di aver minacciato a turno la tizia, che intanto aveva saggiamente deciso di tenere tutte le informazioni per sè, facendo la finta sorpresa ad ogni cadavere sbudellato.

[SPOILER]
Quando solo Tyler e la soldatessa saranno rimasti in vita, lei si deciderà a parlare e finalmente capiremo anche noi qualcosa: quella “cosa” informe è in realtà un esperimento malriuscito, un super-soldato creato dal governo (che poi ne ha perso stranamente il controllo), dotato di tutti i gadget più trendy del momento.
Invece di prenderla a sprangate per vendetta, il tenente deciderà di fare delle cose a caso, tipo spiare da una finestra il super-soldato durante la sua super-manicure pomeridiana e farsi sgamare dopo cinque secondi. Nonostante ciò il nostro eroe riuscirà a battere il terribile nemico, che a causa della super-demenza (presa in omaggio con la super-pelata grazie alla promozione “prendi due, paghi uno”) deciderà di rimanere ad ammirare la bellezza della granata appena arrivatagli sul suo super-piede.
Inutile spiegarvi come si concluderà il tutto, basti pensare al fascino della pancetta di Kevin che fa capolino da una canotta sudata.
[FINE SPOILER]

Lo ammetto: poteva essere molto peggio.
Detto ciò non si può sorvolare sulla trama già vista, sugli effetti speciali mediocri, sulla recitazione a tratti comica, sul copione scritto da un procione ubriaco e su un’altra infinità di vaccate presenti.
Nonostante tutto ciò...è guardabile, specialmente se avete finito tutte le puntate di Hercules e vi ritrovate a pensare con nostalgia alla sua chioma bionda e alle sue imprese eroiche. E se una volta finito di vedere anche questo ripiomberete nella tristezza, fatevi forza: ce ne sono altri 11 appena sfornati.


Recensito da: Leotorda

VOTI
TRASH: 70/100
Noia: 69/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 73/100
Presunzione della regia: 55/100
Incapacità degli attori: 67/100



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FIRE SERPENT

Di John Terlesky, con Nicholas Brandon, Sandrine Holt, Randolph Mantooth e Robert Beltran. USA/2007/SyFy
Fire Serpent (2007) on IMDb

"Ti ricordi di me butto figlio di puttaaaanaaaaa!"
Dutch mentre cerca di domare un incendio con un lancia-granate

Forse non tutti sanno che il nostro caro Sole, talvolta, lancia dei Fire Serpents (tm) nello spazio. Alcuni di essi cadono sulla terra e danno luogo a terribili incendi, in quanto decisamente Fire; allo stesso tempo riescono a sopravvivere, pensare, muoversi, fuggire ai pompieri e ad utilizzare tante altre interessanti features essendo anche un po' Serpent.

Siamo nel 1966 e l'atletico pompiere Dutch sta copulando felicemente con la sua ragazza, invece di salvare delle inutili vite. La sua ragazza (anch'essa pompiera) nota alle spalle del suo uomo in posizione di monta selvaggia un piccolo tizzone ancora acceso e, stacanovista com'è, decide di prenderlo a mazzate spegnerlo con un'ascia (!). Il problema è che questo tizzone è un Fire Serpent (tm) originale (diffidate dalle imitazioni.), il quale si impossessa del corpo della ragazza che si trasforma in Caròn dimonio con occhi di bragia e comincia a lanciare palle di fuoco, lasciando il suo ragazzo (nonchè me) alquanto perplesso.

Giunti ai nostri giorni troviamo un altro pompiere, Jake, alle prese con un incendio nel quale si nasconde un Fire Serpent (tm). Non essendo preparato alla cosa, anche lui (oltre a me) rimane alquanto perplesso quando vede un Fire Serpent (tm) cavalcare una roulotte mentre possiede sessualmente un suo collega con dei tentacoli di fuoco. Per Jake la soluzione è lapalissiana: andare ad ubriacarsi. Ed è proprio lì che incontra l'ormai attempato Dutch, che probabilmente era lì dentro ad ubriacarsi dal '66, il quale gli racconta la storia dei Fire Serpents (tm):

[SPOILER]
Una folle e sconclusionata serie di informazioni che ha l'intento di tangere tutti gli argomenti più trendy del momento. Teorie della cospirazione, antiche leggende, astronomia, Antico Testamento, alieni, Fire Serpents (tm), Apocalisse, Maya e Angeli della Morte con un intreccio talmente intricato che non sto a raccontarvi. Non tanto per lasciarvelo gustare, ma più perchè non me lo ricordo affatto.
[FINE SPOILER]

Da qui in avanti la pellicola è un tripudio di idee balzane, tra cui l'invenzione di un lancia-granate-uccidi-Fire-Serpents(tm) che se usato sulle persone causa chiaramente ragadi fulminanti. Persone che indemoniate dividono a metà altre persone lanciando lame di fuoco che neanche Trider G7 e cose del genere. In seguito ad accurate e scrupolose (vi lascio immaginare..) indagini si viene a scoprire che

[SPOILER]
Il governo degli Stati Uniti era a conoscenza dei Fire Serpents da anni e volevano usarli come arma di distruzione di massa. Ma alcuni americani ancora più coglioni volevano liberarli perchè, come detto nella Bibbia non si sa bene quando, essi avrebbero purificato il mondo. E così un ciccione lancia un Fire Serpent (tm) verso un deposito strategico di carburante dell'esercito.
Ovviamente il Fire Serpent (tm) viene sconfitto, ma non chiedetemi come, perchè da quello che ho capito io gli hanno spruzzato sopra della benzina. Non sono un pompiere ma non mi sembra la tecnica più sicura per spegnere un incendio.
Comunque sia andata non preoccupatevi, il Sole è pieno di Fire Serpents (tm)...
[FINE SPOILER]

Fire Serpent (tm) è un filmetto piacevole e con un certo ritmo, discretamente ricco di boiate, alcune delle quali clamorose. Una pellicola dall'abisso abbastanza appetitosa da guardare senza troppo impegno. Mi sento di consigliarlo su tutta la linea, detto ciò non aspettatevi una gemma. Solo una gradita sorpresa.


Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 83/100
Noia: 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 86/100
Presunzione della regia: 57/100
Incapacità degli attori: 63/100




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28 gennaio 2011

FRANKENSTEIN & THE WEREWOLF REBORN!

Di Jeff Burr, David DeCoteau (!!), con Ashley Lyn Cafagna, Ben Gould, Jaason Simmons, Robin Downes, USA-Romania 2005 a.c.

Frankenstein & the Werewolf Reborn! (2005) on IMDb

AVVERTENZA: Questo film, cialtrone e pretestuoso, è vigliaccamente diviso in due parti totalmente slegate fra di loro ma legate da un grossolano filo di povertà, squallore e disagio sociale. E' girato in un luogo senza tempo e senza spazio, pur essendo svolto in Romania la protagonista femminile arriva in treno da New York facendo scalo a Ginevra, inoltre indossa scarpe da ginnastica ma la pellicola vorrebbe essere ambientata in un fantomatico medioevo. Clamorose e ripetute comparse del microfono di scena che penzola spesso dall'alto risultando più appariscente lui di Frankenstein e del lupo mannaro messi assieme.

EPISODIO 1
Anna Frankenstein dopo la morte dei genitori è inviata a trascorrere il resto della sua vita nel castello dello Zio, uno scienziato che vive in Romania e che si diletta con misteriosi esperimenti. Purtroppo il suo treno è in aticipo di 12 ore (capita spesso in Romania) e così arriva nel cuore della notte e ad accoglierla c'è la governante Frau Messner che la prende a pesci in faccia fin da subito, come peraltro faranno lo zio e il suo assistente Ludwig. Ad Anna viene detto di non uscire mai dalla sua stanza e di poter solo giocare con le altre bambine in cortile, poco importa che Anna abbia 35 anni e che nel cortile non ci sia nessuna ragazza.
Nel cortile c'è però Thomas, un aiuto giardiniere che aiuta Anna ad esplorare il castello. Nella notte i due intravedono da una finestrella l'esperimento compiuto dallo zio: creare un essere vivente utilizzando parti di cadavere (esperimento originale per uno che si chiama Frankenstein di cognome e fa lo scienziato).
Causa la pecoraggine dei due l'essere mostruoso riesce a scappare e giunto al lago di fronte al castello strangola un malcapitato in gita con la famiglia.
Il giorno dopo, mentre lo zio e Ludwig ronfano della grossa, Anna va al lago e incontra il mostro davanti al quale invece che fuggire terrorizzata offre del pane, del latte e insegna delle parole come Amico, Anna, Caravanserraglio e altre cose che posson sempre tornare utili nella vita.
Quando lo zio e Ludwig si accorgono che Anna sa dove si trova la loro creatura decidono di far prendere aria alle loro terga e di mettere finalmente il naso fuori dal castello per catturarlo, riuscendo nell'impresa con estrema facilità.
Giunti di fronte al calderone dove vogliono buttarci il prodotto di lunghi anni di esperimenti (che poi cosa lo hanno fatto a fare se poi lo vogliono distruggere, eeeeh boh!) indugiano grezzamente finchè il mostro non si risveglia e butta nel calderone Ludwig, lo zio viene ferito e muore, il castello esplode con solo Anna che si salva (senza peraltro avvisare nessuno dell'imminente esplosione del castello). 
Cedo la parola a Imrahil che vi narrerà sapientemente la tediosa seconda parte.


EPISODIO 2
Grazie Ortnid, ed eccoci giunti alla seconda parte. 
Senza alcuno stacco di qualsivoglia genere troviamo una giovane ragazza (un'altra..) giunta nella landa fatata senza nome, in una squallida stazione dove viene maltrattata dal capostazione, poi da tuttio il resto della Romania. I suoi genitori, impegnati in politica internazionale [citazione necessaria], non sapendo cosa farsene di una petulante e curiosa ragazzina di sedici anni hanno ben pensato di mollarla allo zio licantropo affinchè la sbrani  tenerone per una rifocillante vacanza nel countryside rumeno. Prima di giungere al maniero dello zio, tale signor Kranek, la ragazza incontra degli zingari che le danno un foglietto (evento che non ha la benchè minima rilevanza se non quella di fare della facile retorica sulla discriminazione razziale). Giunta a destinazione scopre che il buon zio ha mandato una lettera ai suoi genitori per dire che non la voleva affatto tra i piedi, ma la lettera non è mai arrivata . La verità è che lo zio è un buono di cuore, ma nasconde un orribile segreto: un giorno un lupo mannaro è entrato dalla finestra (così..) e ha copulato con lui lo ha morso, trasmettendogli la lupomannarite. Da quel giorno in poi, quando sorge la luna piena (e se avrete modo di vedere questa ciofeca noterete che sarà di dimensioni tali che trasformerebbe in licantropo pure don Bosco) il signor Kranek si trasforma in un terribile mostro assetato di sangue con agghiaccianti somiglianze con quello visto ne "La croce dalle sette pietre". La polizia sta nel frattempo indagando riguardo alle orrendi morti violente da cui la tranquilla cittadina è falcidiata, e giunge in casa del signor Kranek giusto nel momento in cui egli confida alla nipote di essere un licantropo, motivo per cui viene arrestato. 
[SPOILER]
non so più cosa scrivere quindi vi spiattello bellamente il finale: gli zingari danno alla ragazza una pistola con dei proiettili d'argento (visto che nessuno ci aveva pensato...) e lei dopo un breve ma noiosissimo ''scontro'' con lo zio lupacchiotto gli spara. fine.
[FINE SPOILER]
Il secondo episodio risulta essere decisamente più lungo rispetto al primo, ma essendo diretto da David Decoteau è anche di una noia mortale e costituito di vuoto cosmico. Tralasciando il fatto che noi ci aspettavamo di vedere Frankenstein combattere contro un lupo mannaro, questo/i film sono una merda gigantesca, carino il primo, un disastro il secondo. Il voto trash è alto anche e soprattutto per la truffa ideata dai produttori.


Se mi è concessa una piccola riflessione, cercherò di tracciare una linea che colleghi entrambi i film tramite elenco, per analizzare ciò che le due produzioni hanno in comune.
A- Ci sono dei mostri
B- Gli zii sono buoni ma hanno dei segreti cattivi (diffidate se vi invitano al pranzo di Natale..)
C- Tutti hanno dei microfoni appesi sul soffitto
D- Tutti odiano le ragazze
E- I titoli di coda

Recensito da Ortnid (Frankenstein); Imrahil (il lupo mannaro)

TRASH 84/100
Noia 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 85/100
Incapacita degli attori 80/100
Presunzione della regia 69/100


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4 agosto 2010

THE FRIGHTENING

Di David DeCoteau, con Matt Twining, James Foley, Charity Rahmer. USA/2002

The Frightening (2002) on IMDb

Depressi dal triste “La Casa nel Tempo”, nonostante la brillante presenza di un cattivissimo Peter Hintz, decidiamo di buttarci su un DeCoteau, che è sempre garanzia di risate assicurate.

Per una volta mi permetto di saccheggiare un'opera del cineasta canadese al più grande esperto del suddetto regista nel globo terracqueo, il nostro Azagthoth.

Corey si è appena trasferito in una nuova scuola, ma sotto la maschera di studente per bene nasconde incofessabili segreti legati al suo passato che continuano a perseguitarlo. Le ossessioni riaffiorano quando cominciano a verificarsi strani eventi: morti inspiegabili e sparizioni misteriose terrorizzano il liceo.

L'inizio è entusiasmante: un piccolo compendio della poetica DeCoteauniana in pochi minuti. E' notte e un ragazzo con dei pantalondi di latex e una canotta a rete, si introduce di soppiatto nella scuola, quando arrivano quattro loschi figuri vestiti di nero che lo uccidono senza pietà; il tutto condito da una valanga di flashate e da un montaggio talmente isterico da provocare immediata epilessia. Dove l'abbiamo già visto? Ah già, E' LO STESSO IDENTICO INIZIO DI OGNI FILM DI DECOTEAU! Grande David, davvero senza nessun pudore.

Ma il senso di dejavù è ricorrente in tutta la pellicola: io sono convinto che intere scene di questo film (tipo quelle della lotta o il dialogo di Corey con la cheerleader) siano state prese di peso da un altro film di DeCoteau. I miei soci dicono che sono pazzo e che me lo sono inventato...purtroppo non sono riuscito a portare nessuna prova a sostegno della mia tesi, quindi non posso fare altro che arrendermi e constatare che i film di David siano così identici gli uni agli altri da confonderli totalmente o che mi stia rincoglionendo in modo preoccupante.

Comunque sia, la variante senza confraternita prevede lo scontro fra due gruppi di studenti: i lottatori sono fighetti e indossano i maglioni a losanghe (i cattivi), gli pseudo-punk hanno la cresta e canotte leopardate (i buoni).

Interessante notare come in questo film ci sia una girandola di uccisioni di studenti senza sosta, una media di due al giorno, ma che tutti se ne sbattano allegramente. Addirittura la secchiona che viene ammazzata a teatro (altra scena secondo me presa da un altro film), viene totalmente dimenticata da tutti e nessuno ne farà più menzione.

Notevole anche la scena top: Corey e il suo amichetto punk si devono intrufolare di notte nella scuola chiusa. Arrivano davanti al portone e uno dice: “Di solito la porta è sprangata e c'è un allarme inserito...ma non oggi!”. Aprono la porta ed entrano tranquillamente, usando l'espediente più idiota della storia del cinema.

Per il resto è un DeCoteau “doc”: giovinetti implumi in boxer, flashate, musica zarra, montaggio folle e uccisioni ridicole. Il finale però è diverso dal solito, ma solo perchè copiato da un altro celeberrimo film, che non vi sto a dire, casomai vorreste avventurarvi nella visione di questo capolavoro.
Nulla di indimenticabile, ma comunque un DeCoteau di buon livello.

Recensito da: Vidur

VOTI:
TRASH: 73/100
Noia: 68/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 75/100
Presunzione della regia: 51/100
Incapacità degli attori: 75/100

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25 luglio 2010

FRANKENFISH – PESCI MUTANTI

Di Mark A.Z. Dippé, con Tory Kittles, K.D. Aupert, China Chow. USA/2004

Frankenfish (2004) on IMDb

Sono ormai passati quasi 6 anni da quando, riuniti in una compagnia insospettabilmente numerosa, decidemmo a casa di Imrahil di noleggiare un film da Blockbuster.
Fu mandato in avanscoperta il virtuoso Ortnid, che in combutta con un losco individuo che poi rinnegherà ciò a cui ha dato inizio, irresistibilmente attratto dal geniale titolo, si buttò su questo “Frankenfish – Pesci mutanti”.

Questa non è una vera e propria recensione, è un tributo al punto zero. Un tributo al momento in cui un insano virus sconvolse le menti dei quattro responsabili di questo blog e che li costringe tuttora a sprecare periodicamente preziose ore del proprio tempo a guardare film di merda.

Gli amici li disprezzano e li accusano di follia; qualcuno prova a insinuarsi, poi gli capita un Decoteau o un “Etrusco uccide ancora” e scappa a gambe levate.

Poveri stolti, sapessero cosa abbiamo dovuto affrontare. Cose che voi umani non potere neanche immaginare...cose che in confronto questo “Frankenfish” è un capolavoro di Zulawsky.
Eh sì, perchè la pellicola in questione è una bella cazzatona e di quelle col botto, ma rimane un paio di gradini sopra a produzioni Asylum o cicli horror di Lucio Fulci.

La trama: un medico e una biologa indagano sulla presenza di un predatore acquatico che potrebbe aver massacrato un pescatore nelle paludi della Lousiana. Il mostro esiste davvero: è uno spaventoso cefalo-seprente dalla dimesioni di uno squalo.

Il tema è sempre quello, la natura geneticamente modificata che si vendica sull'uomo.
Lo stuolo di personaggi è particolarmente eccessivo e irritante e gli attori si muovono giusto in attesa di essere sbranati dal mostro di turno.
Il pesciazzo realizzato in computer-grafica è di quelli brutti davvero, che ti trasmettono un misto di ilarità e tristezza.
Un po' di splatter, un po' di frattaglie, un po' di dialoghi cazzuti, un po' di bracconieri cattivi...insomma la solita roba, senza infamia e senza lode.
Un canonico “monster-movie” con un paio di picchi dovuti alla ridicolaggine degli effetti speciali e al comportamento idiota della carne da macello, altrimenti conosciuta come i personaggi principali.

Ma come dicevo, è l'importanza storica del titolo a fare la differenza.
L'esperienza di sbertucciare cagate come queste è diventato il nostro obbligo morale.

Quindi, grazie Mark A.Z. Dippè, grazie Ortnid e grazie Frankenfish.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 75/100
Noia: 66/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 81/100
Presunzione della regia: 53/100
Incapacità degli attori: 61/100


N.b.: il film è disponibile per intero su Youtube diviso in più parti.

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: i suoi seguiti, qualsiasi altro film di natura geneticamente modificata vs. uomo avido e stolto

8 luglio 2010

Il RITORNO DI GORGO - IL FIGLIO DI GODZILLA (aka Kaijū-tō no Kessen: Gojira no Musuko)

Di Ishirô Honda. Con Tomonori Yazaki, Eisei Amamoto, Sachio Sakai, Kazuo Suzuki, Kenji Sahara. Giappone/1967/Koala Films (!)

Son of Godzilla (1967) on IMDb

Gorgo è tornato signori! O meglio Gorgo si è Giapponessizzato, ed è diventato tenerissimo!
Dovete difatti sapere che non si tratta di film dell’orrore, né di film comico né tantomeno di film trash.
‘Il ritorno di Gorgo’ è invece un film di un’importanza sociale FONDAMENTALE nella vita di un uomo, un film educativo, romantico, che ha fatto scendere una piccola lacrima sulle nostre gote rosse ancora traumatizzate dalla visione di ‘Incontri erotici del quarto tipo’ della sera precedente.
Non c’era imbarazzo sui nostri volti al termine del film, non c’era rabbia e nemmeno delusione, eravamo commossi, sinceramente e semplicemente commossi.

LA TRAMA
Un giornalista ficcanaso Nipponico si intrufola su di un’isola del Pacifico dove stanno compiendo sospetti esperimenti sul clima, nel momento in cui viene scoperto non viene però né arrestato né dato in pasto ai pescecani ma bensì viene accettato e aggregato alla missione. L’esperimento ovviamente si rivela un fallimento totale, ma dall’esplosione vengono generati un ragno gigante, delle mantidi giganti e ovviamente Gorgo, un piccolo cucciolo di Godzilla (!!!!!!).
Da questo punto in poi ciò che succede agli uomini (che trovano anche una isolana) diventa assolutamente secondario e l’attenzione si sposta sui mostri, realizzati in paglia e colla, con effetti speciali veramente eccezionali.
Le mantidi e il ragno malmenano (letteralmente) il piccolo Gorgo per un tempo interminabile finchè il ‘Gorghino’ richiama l’attenzione del padre con dei ridicolissimi mugoli.
Arriva il padre e sgomina le mantidi con indicibile forza cartapestosa mettendo in salvo il pargoletto.
E’ qui arriva il capolavoro di tenerezza, un punto che solo ‘Gappa’ nella scena finale ha saputo eguagliare:
Papà Gorgo insegna al piccolo come gira il mondo e come si comporta un vero Gorgo! La scena è tenerissima, il piccolo stuzzica il papà mentre dorme, questi si sveglia e gli insegna attività da vero godzilla tipo sputare fuoco, ruttare, giocare a calcio (!!!!!!!!!!!!) e abbattere mantidi giganti. Nel combattimento finale sarà proprio il piccolo a salvare il padre arrostendo il ragno inaspettatamente.
Beh forse scriverlo così non rende, ma la scena è davvero dolce anche per dei grezzoni come i presenti, la fine del film poi è drammatica, quando quei quattro zuzzurelloni di Giapponesi riescono nel loro esperimento e creano una tempesta di neve e ghiaccio sull’isola che congela i mostri mentre loro fuggono.
Inevitabile che anche Gorgo e suo papà vengano congelati , la scena finale vede i due esemplari di Gorgo che si stringono in mezzo alla neve andando incontro alla morte per assideramento (nonostante la ragazza dica che si sono addormentati, ma è solo una manovra per non far piangere i bambini che vedono il film)
La verità è che Gorgo, il mostro dal cuore umano è stato ucciso dalla cinica malvagità umana e non tornerà mai più. Ciao piccolo grande Gorgo, ultima frontiera del patetico.


recensito da: ORTNID

VOTI
Trash: 88/100
Noia: 30/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 91/100
Presunzione della regia: 60/100
incompetenza degli attori: 60/100


LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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