Visualizzazione post con etichetta I. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta I. Mostra tutti i post

2 marzo 2024

IT SHALL NOT BE NAMED

Di Cankat Vatanandiran. Con Sylar Witte, Luke Meissner e Audrey Lilyquist. 2023 / USA / Apot Films - Giorgio Films

W-o-w! Non pensavamo più che il cinema moderno potesse regalarci perle di siffatta bellezza e invece il buon Cankat Vatanandiran sorprende e spiazza tutti con una capodopera di abbagliante meraviglia. Destinato a diventare un istant cult del genere, It Shall Not Be Named è un horror ricercato, coraggioso, originale e innovativo, ricco di idee rivoluzionarie che da qui in poi diventeranno necessariamente un punto di riferimento per chiunque avrà il coraggio di misurarsi ancora con la materia.

It Shall Not Be Named ridefinisce gli standard con una sua cifra stilistica che sfugge ad ogni paragone e lo fa con tracotante presunzione, ben conscio di essere un prodotto talmente fuori scala da non poter reggere il confronto con niente fatto in precedenza. 

Pensate già alla trama, la cui intrinseca originalità già spazza via quanto di stantio impera ancora nel mondo dell'horror. È difficile riassumerla in maniera efficace, ma spero perdoniate il fatto che le mie limitate capacità lessicali non siano bastevoli a estrinsecare la magnificenza di quest'opera.

Dunque, Kat, una ragazza disoccupata con un fidanzato stupido e belloccio, accoglie in casa una nuova coinquilina, Jessie. In poco tempo, Kat e il suo fidanzato Chris faranno una scoperta sconcertante: Jessie potrebbe essere una strega!

Prendetevi qualche momento per assorbire e interiorizzare questo concetto, che mi rendo conto non sia facile da processare. 

Ma, questo è solo l'assunto, perché lo svolgimento capovolge completamente ogni aspettativa. Kat, da quando Jessie è in casa, inizia ad avere delle visioni inspiegabili e dei terrificanti incubi! 

Ecco, comprendo che la cosa possa essere spiazzante e totalmente aliena alla filmografia horror (ma non solo) a cui siamo abituati, per tanto eviterò di dilungarmi ulteriormente, comunque consapevole di non avere neanche la capacità intellettiva per dipanare tutti gli strati accuratamente manufatti da Vatanandiran. 

Mi concentrerò per tanto sulla confezione tecnica che è quasi all'altezza della scrittura. Partiamo da una fotografia dai colori fluorescenti e fluttuanti, tanto da cambiare da una scena all'altra per esacerbare il senso di estraniamento dello spettatore. La regia volutamente statica, con una moltitudine di dialoghi ripresi a camera fissa atti a manifestare l'angoscia dei protagonisti imprigionati  in un piccolo appartamento da cui non possono (o non vogliono?) uscire e per estensione alla situazione stessa in cui si sono malgrado ritrovati.

E non dimentichiamo il sapiente uso dei jump scare. I registi di bassa lega li usano come mezzuccio facile e pigro per spaventare lo spettatore, Vatanandiran invece va oltre piazzandone uno ogni quarantacinque secondi e sono talmente ammalianti che il sentimento primigenio che scatenano non è la paura, ma la più sincera incredulità. Anche gli effetti speciali digitali rispettano o addirittura superano l'altissima qualità, tanto da rivaleggiare con un qualunque blockbuster contemporaneo.

Vatanandiran inoltre, per dare tempo di respirare allo spettatore travolto da cotanta virtù, ha costruito degli intermezzi musicali, la cui potenza emotiva è così forte che a qualcuno non potrà che scendere una lacrima.

E infine, un plauso ai tre protagonisti, tutti incredibilmente bravi. Skylar Witte ha avuto da Meryl Streep in persona l'incoronazione a sua designata erede; Luke Meissner è in trattativa con la Marvel per la prossima saga supereroistica e si dice che Ryan Gosling, alla notizia che Meissner fosse in lizza, abbia già rinunciato alla corsa sicuro di perdere. Audrey Lilyquist è stata già corteggiata da Christopher Nolan e l'Oscar come miglior attrice non protagonista sembra ormai scontato. 

Riguardo Vatanadiran, sia Warner che Universal se lo stanno già litigando a suon di milioni, intenzionati a lasciare carta bianca ad un autore destinato a fare la storia del cinema.


Recensito da: Vidur

Ps: sì, ero ironico. 

TRASH: 98/100

Noia: 77/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 92/100

Presunzione della regia: 88/100

Incapacità degli attori: 85/100

7 settembre 2020

INDEPENDENCE DAY-SASTER - La Nuova Minaccia

 Di W. D. Hogan. Con Ryan Merriman, Andrea Brooks, Emily Holmes, Keenan Tracey e Garwin Sanford. CAN/2013

Independence Daysaster (2013) on IMDb
Come ogni 4 luglio, negli Stati Uniti d'Armerica ci si prepara ai festeggiamenti per il giorno dell'indipendenza. Non fa ovviamente eccezione il paesino di merda che diede i natali al presidente americano di questo universo parallelo, il quale per il lieto evento decide di trascorrere le festività in compagnia della sua famiglia trasferendo se stesso e il suo seguito di reggicoda nel sopracitato paese. Purtroppo o per fortuna gli alieni decidono di invadere la terra utilizzando dei trapani giganti seppelliti sotto la superficie del nostro pianeta "milioni di anni fa" e delle seghe circolari volanti. Per lo meno, presumiamo si tratti di alieni perchè nella realtà dei fatti non ne abbiamo visto apparire su schermo nemmanco uno. 

Film canadese girato in 15 giorni senza una singola idea originale (neppure il titolo), noiosissimo, pretestuoso e con una colonna sonora finto-epica insopportabile nel quale possiamo osservare il Presidente degli Stati Uniti e la sua famiglia non fare assolutamente nulla per salvare il pianeta Terra. 

Gli alieni o presunti tali utilizzano queste specie di palle di ferro volanti che molto assomigliano a quelle che si ritroverà lo spettatore nelle mutande dopo aver assistito ai primi tre quarti d'ora di questo asettico lungometraggio. L'unica sortita effettuata dall'aviazione americana contro questi droni rivelerà l'assoluta fragilità ed inefficacia delle navicelle aliene, rendendo quasi del tutto inspiegabile il timore reverenziale della razza umana (composta nella sua interezza dalla decina di attori scritturati) nei confronti di queste creature e dei loro macchinari da falegnami del XXIII secolo. Oltre che a tutte le armi convenzionali ed al fuoco, le suddette navicelle sono inoltre particolarmente suscettibili ai fononi (ovvero, come la bionda stupida del film ci spiegherà in maniera insopportabile, alle vibrazioni prodotte dai forti suoni). Questa feature, oltre a rendere i nostri giurati nemici poco più che dei canarini a cui viene un infarto se batti le mani troppo forte, permetterà l'invenzione in 5 minuti netti di un cannone ad onde sonore e la profusione del suo effetto in CGI. 

Le mie palle, ormai ridotte a sfere di tungsteno, scandagliano l'orizzonte alla ricerca del protagonista per ucciderlo e porre fine alla visione di questa merda.


SPOILER
Dopo un non poi così inaspettato pisolino di una decina di minuti, vengo a sapere che i nerd del S.E.T.I hanno infine scovato la combinazione sonora che ha attirato sulla terra le navi aliene e la invieranno indietro al contrario tipo "Telling People Their Desire" dei Black Sabbath alle navi per farle andare via. O meglio, per farle incasinare giusto il tempo necessario per tappezzare la più classica delle navi madri aliene con tutto l'arsenale nucleare tattico atlantico. Ma attenzione! millantamila navi aliene appena prima dei titoli di coda si avvicinano al nostro amato pianeta! Che sia giunta la fine dell'era dell'uomo sulla Terra? Ci auguriamo francamente di si.
FINE SPOILER

Un film perdibile sotto tutti i punti di vista che regala i pochi sorrisi di cui è in grado esclusivamente per la mediocre e frettolosa realizzazione tecnica, che lo fa addirittura apparire più datato di quanto in realtà sia. Menzione d'onore per il titolo guascone, unico reale motivo che ci ha portato a prendere in considerazione la visione di questa pernacchia su supporto video. 

Recensito da: Imrahil

TRASH: 67/100
Noia: 92/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 78/100
Presunzione della regia: 1/100 
Incompetenza degli attori: 58/100




  

3 maggio 2018

INFRAMAN - L'altra dimensione


Di Shan Hua. Con Danny Lee, Terri Liu, Hsieh Wang, Bruce Le. Hong Kong/1975

Soul Survivors (2001) on IMDb

A distanza di pochi giorni ci troviamo a recensire un’altra pellicola dalla bella Hong Kong, fucina cinematografica fino ad oggi inspiegabilmente ignorata da pellicoledallabisso ma che fino agli anni novanta ha rappresentato una delle industrie cinematografiche più prolifiche al mondo.
In taluni siti è spacciata una presunta presenza di Bruce Lee nel cast del film, smentita da altri fonti reperibili in internet. La differente caratura artistica tra il protagonista di ‘Dalla Cina con furore’ e questo inutile sfoggio di mostri in cartapesta (unita al non trascurabile fatto che Bruce Lee sia morto due anni prima della realizzazione di Inframan) sembrerebbe proprio confermare queste fonti. Tuttavia tra gli attori è presente il quasi omonimo Bruce Le, artista marziale birmano che pare si spacciasse per Bruce Lee per attirare sprovveduti spettatori (ad esempio me, ottima trovata Bruce).

TRAMA (con spoiler, nessuno mi venga a dire che non si aspettava il finale)

È il 2015 nel 1975, quindi il culmine del progresso è rappresentato da orge di luci intermittenti blu e rosse, palle in plastica luminescente, gente vestita con improbabili tutine grigio metallizzate, risibili parrucchini e nomi anglizzanti per volti asiatici.
Il professor King dirige un laboratorio che si occupa di non ben precisate ricerche sul sottosuolo, finchè un giorno la “regina degli abissi dal regno delle tenebre”(ipse dixit) decide di far spuntare la sua unità da combattimento proprio davanti al laboratorio per prendere possesso della terra dal momento che “ha deciso di conquistarla”.
Armata di scudiscio, pornotutino in pelle nera, casco semi integrale nobilitato da corna vichinghe, cinturone con teschio metallizzato, mantello rosa trasparente nonchè fluida e per niente innaturale chioma biondo-edam, la regina passa in rassegna le sue truppe, di cui riporto un’immagine qua sotto.


 

Con l'aiuto del fior fiore dell'esercito delle tenebre, distrugge un po’ di città, scatena qualche terremoto, minaccia via videomessaggio il professor King e chiede la sottomissione totale del pianeta.
Il professor King, dopo aver chiesto “un’informativa totale su questa regina degli abissi” al suo tirocinante, capisce che c’è poco da scherzare e decide di sfoderare la sua superarma segreta che, senza motivo, ha sviluppato negli ultimi anni: Infra(dito)man.
Inframan è un collaboratore presecelto, di nome Calgon (NDR a posteriori mi sono accorto chiamarsi Talbot, ma preferisco pensare sia Calgon, anticalcare e brillantante) che possiede infra-poteri utilizzando infra-cose, è l’ennesimo supereroe superinfrafigo che maramaldeggia sul poco prestante esercito nemico e salva il pianeta.
La trama è quella classica di qualunque film di questo genere, i combattimenti anche, i dialoghi e gli espedienti pure, ma qualcosa merita davvero di essere ammirato fino in fondo: i mostri che compongono l’esercito della regina delle tenebre.
Gommosissimi, impacciatissimi, anche abbastanza svogliati, agitano in continuazione le braccia/zampe/chele/appendici morbide decisamente più del dovuto, inoltre gorgogliano, ruttano e ridacchiano per tutto il film, chi si nascondeva sotto quei mascheroni deve essersi divertito un mondo, trasformano la noia infinita del film in momenti di puro godimento.
Guardatevi bene dal visionare interamente questo film, cercatevelo su youtube e ammirate estasiati gli spezzoni coi mostri. Poi però basta, per i prossimi venticinque/trenta anni potete anche smettere con questo genere di film. Inframan basta e avanza.

P.S. per me vince lui


Recensito da: Ortnid

VOTI:

TRASH: 95/100
Noia: 75/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 98/100
Presunzione della regia: 72/100
Incompetenza degli attori: 65/100









SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Rodan il mostro alato

15 marzo 2013

INFESTATION


Di Mah Booh, con Chiè Chissà, Nonco Nosco, Tito Maisen, Uto Sconosci, Mister Rioso, SKL 1702
 
Sapete per quale motivo talvolta si forma in voi della  lanugine ombelicale ? No??? Non ve ne frega nulla? allora gustatevi Infestation!
Siamo nel 2034 e una epidemia ha costretto tutta la popolazione terrestre a rifugiarsi nel sottosuolo, dove viene fondata una modernissima civiltà futuristica minacciata però dal terrorismo.
Ahinoi nel sottosuolo si è rifugiato pure Loki, meccanico governativo di mestiere e improbabile eroe demuscolizzato nel tempo libero.
Nonostante si atteggi a macho navigato e vittorioso non ha esattamente le fattezze del campione, anzi la sua faccia da pirla e il suo fisico scolpito nel pangrattato lo fanno più assomigliare ad uno della redazione di pellicoledallabisso che ad un eroe.
Viene però inspiegabilmente ingaggiato come pilota in una spedizione suicida sulla terra agli ordini del supermegaipercomandante Sash, la quale in effetti non conosce lo scopo della loro missione, sa solo che respirare l'aria sulla terra per due secondi vuol dire morire.
Loro però hanno il siero da 48 ore che li rende immuni per tutta la durata del film (geniale, non trovate?).
Dopo un risibile viaggio di 5 minuti arrivano sulla terra dove incontrano degli zombies che decimano tutta la loro non copiosa spedizione.
E' superfluo ricordare che trattasi di zombies da film horror di serie Z, sono quindi dei lercioni in paletot che agitano le mani e camminano barcollando. Pericolosità percepita: zero, pericolosità pretesa: letale.
Si salvano solo Sash, Loki e un commilitone, e visto che durante tutto il film non hanno molto da fare, trovano il tempo di incastrare il loro maggiore Freeman per motivi che ignoro nella maniera più assoluta.
Come i più astuti lettori avranno già intuito il film è confuso, caotico e grezzamente arrangiato in ogni sua parte, gli avvenimenti che si susseguono non sono spesso minimamente collegati fra loro, tante cose non sono spiegate ed è francamente impresentabile sotto ogni punto di vista.
Un capitolo a parte lo merita poi la fotografia, beh qui ragazzi siamo allo sbando totale, le scene sono perennemente girate con una fortissima luce bianca puntuale di sfondo, sono spesso virate in vari colori e qualche volta sono rese ancora più sgradevoli da dei filtri blu e viola.
Quando poi Loki indovina un paio di password segretissime e motiva il tutto con "non sto qui a spiegarti come ho fatto" la cialtroneria raggiunge livelli cosmici, riciclando peraltro la battuta (e che battuta......) da Scontri stellari oltre la terza dimensione.
Giustamente il film è per buona parte girato nel sottosuolo, ed entra quindi prepotentemente fra gli abissi di pellicoledallabisso.
Comunque nel caso voleste sapere di più sulla lanugine ombelicale  potete leggere qui, è sicuramente più interessante che vedere questo film.....
 
 Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 70/100
Noia: 80/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 91/100
Presunzione della regia: 82/100
Incompetenza degli attori: 88/100
 

 
Se ti piace guarda anche: C'è un infestation del 2009, boh prova quello, peggio di questo non può essere.
 
 
 

10 novembre 2012

IRON INVADER (aka Metal Shifters, Iron Golem)

di Paul Ziller, con Kavan Smith, Colby Johannson e Nicole de Boer. Canada/2011
Iron Golem (2011) on IMDb

«Stai bene?»
«Si, ma l’ho toccato... Perché non mi ha uccisa?»
«Il metallo è stato infettato con un batterio che si nutre di ferro nel sangue...grazie a Dio sei anemica.»


Nella cittadina di Vattelapesca cade un satellite russo, questo verrà prontamente raccolto da due fratelli, Ethan e Jake Sam e Dean, e portato dal loro amico sfasciacarrozze, che userà i suoi pezzi per costruire un golem di metallo in onore del paesino.

Paul Ziller si ispira liberamente alla serie TV di Supernatural, in modo da rendere i primi 30 minuti una bruttissima imitazione del telefilm. La formula dei personaggi è proprio la stessa: due fratelli - il più grande bassino, capelli corti chiari e occhi azzurri, interessato ad una donna, e il più piccolo slanciato, faccia da bambinone, capelli e occhi scuri - trovano un affare con degli strani poteri e lo portano ad un amico, proprietario di uno sfasciacarrozze.
E continua così fino a quando il golem di metallo non prende vita, a quel punto tutto diventa solo un enorme delirio, paragonabile unicamente ai film di Paul Ziller stesso.



Il mostro sembra indistruttibile, anche se sfasciato è in grado di ricomporsi all’infinito, come per magia. Grazie ad una maestra di biologia appena arrivata in città, si scoprirà infatti che non è il metallo ad avere strani poteri, bensì un batterio alieno che se ne “nutre”. Proprio per questo il golem attacca gli umani, per assorbire i metalli presenti nel sangue! Faceva prima ad attaccarsi a qualcos’altro.

[SPOILER]
Svariate morti ridicole dopo, i non pochi superstiti si rifugeranno in un bar e lì scopriranno che il punto debole del batterio è l’alcool. Ma tu pensa i casi della vita!
Quindi, dopo aver fatto saltare in aria il mostro con un’esplosione, andranno ad annaffiare di alcool i resti del Golem, spegnendo così le fiamme, causate dall’esplosione stessa.
Perché come tutti sappiamo l’alcool spegne il fuoco. Segnatevelo bambini.
Sarà per questo che il film è PG-13?
[FINE SPOILER]

Alla fine della visione tante sono le domande che lo spettatore si pone, ma la più importante è indubbiamente: “Perché?”.
Perchè lasciare il tuo filone di film catastrofici tutti uguali per partorire una cosa del genere, Paul?
È stato obbligato, non c’è dubbio! Lui voleva fare un film sulla fine del mondo a causa di un satellite precipitato sulla terra, oppure a causa di un batterio alieno, oppure entrambe. E qualcuno lo ha costretto ad inserire un golem di metallo in CGI!

Non so quanto valga la pena guardare questa cosa. Gli elementi necessari a far schifo ci sono tutti ovviamente, dagli effetti speciali alla recitazione, senza dimenticarci della trama. Ma, come tutti i film di Ziller, fa schifo nella media, non è eccezionale.
Forse solo un fan di Supernatural può disprezzarlo adeguatamente.

Recensito da: Leotorda


VOTI:

TRASH: 72/100
Noia: 67/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 84/100
Presunzione della regia: 15/100
Incapacità degli attori: 78/100

 
Se ti piace guarda anche: un altro film di Paul Ziller, Supernatural.

17 settembre 2012

I AM OMEGA

Di Griff Furst, con Mark Dacascos, Geoff Meed e Jennifer Lee Wiggins. USA/2007/The Asylum.

I Am Omega (2007) on IMDb

In occasione dell’uscita di “Io sono leggenda”, l’Asylum presenta questo capolavoro di noia  e inutilità, commettendo un terribile errore. 
I presupposti per un film pieno di azione e mostri ci sono tutti, con tanto di protagonista campione di Kung Fu, ed è questo quello in cui speravo. 
Ma non era abbastanza credibile, sarebbe stato troppo distante dal film scopiazzato, troppo superficiale: serviva il sentimento, il dramma, l’introspezione. Tutto questo trasmesso ovviamente dal nostro amico campione di Kung Fu, e certo non di recitazione. Come si può ben immaginare il risultato è una noia mortale. 

Il protagonista, Renchard, è l‘ultimo uomo vivo rimasto sulla terra, o così almeno crede. Nonostante non sia mai stato contagiato in chissà quanti anni (quindi si suppone che sia immune) è terrorizzato dal contatto con i mostri, fatto che si sposa alla perfezione con la sua passione per il Kung Fu devo dire. Perché sparare ad un mostro quando posso prenderlo a calci e poi disinfettarmi ogni volta la gamba, imprecando?
Dalla sua villetta di cartapesta e finestre spalancate, Renchard escogita un piano fantastico per eliminare la piaga, almeno da Los Angeles: far esplodere l’intera città, piano che verrà però minacciato da una chiamata Skype sul suo mac. 
Certo.
La chiamata è di una ragazza che vive a LA e ha bisogno di aiuto per fuggirne, e da bravo gentleman Renchard farà la cosa giusta, mandandola a cagare.
Purtroppo per lui i superstiti sono più del previsto e presto riceverà visite da una coppia di ex soldati preoccupati per la ragazza, che gli faranno esplodere casa con un bazooka. Così, giusto per essere convincenti. 
Parte quindi la missione di salvataggio, a venti minuti dalla fine del film e ad un giorno dall’esplosione delle bombe e quindi dell’intera città. 

[SPOILER]
Anche i soldati sono al corrente delle bombe, e useranno Renchard per muoversi più velocemente, attraverso le fogne, fino in centro città.
Ma la vera natura dei loro scopi si mostrerà presto; la ragazza è infatti la salvatrice delle razza umana, porta nel suo sangue "la cura" e, per questo, i due soldati vogliono ucciderla. Toccherà al nostro eroe portarla in salvo da mostri, pazzoidi ed esplosioni varie.
Lo so, sembra non avere senso, infatti non ha affatto alcun senso. 
A parte il delirio su una civiltà marcia che merita di morire, essere infetta e così via, che è messo giusto per non spiegare nulla... ma se volevi uccidere la ragazza, e la città stava per esplodere senza che lei ne sapesse assolutamente nulla, perché diamine hai fatto su tutto sto casino per andare a recuperarla? Non potevi startene a casa tua a guardarla saltare in aria via Skype?
[FINE SPOILER]

Ricapitolando:
1) La trama non torna, tanto per cambiare.
2) Il tentativo di unire la classica vaccata Asylum a qualcosa con un minimo di introspezione ha un risultato tra il tragicomico e il soporifero.
3) Gli umani infetti sono essenzialmente degli zombie, velocissimi nell’arrivare e lentissimi nel combattere, senza nemmeno un minimo di intelligenza o una qualche riserva nell’uscire alla luce del sole. Di conseguenza i combattimenti non possono che far schifo.
4) È inutile cercare una qualche sensatezza in tutto ciò.

Da guardare sorseggiando un buon caffè. Un buon silos, di caffè.

Recensito da Leotorda


VOTI
TRASH: 77/100
Noia: 89/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 78/100
Presunzione della regia: 65/100
Incapacità degli attori: 87/100




Se ti piace guarda anche: un brutto film di zombie, Io sono Leggenda, 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra.

28 luglio 2012

L'ISOLA DEGLI UOMINI PESCE

Di Sergio Martin, con Barbara Bach, Claudio Cassinelli, Richard Johnson, Joseph Cotten, ITA 1979
The Island of the Fishmen (1979) on IMDb


« Approssimativa la sceneggiatura, che evita ogni chiarimento, limitandosi a miscelare con superficialità alcuni stereotipi del genere. Gli attori - compreso uno stanco Joseph Cotten - fanno del loro meglio, ma il risultato è modesto, tanto che negli Usa si è cercato di aggiungervi un po' di sostanza rimontando la pellicola ed inserendovi alcune sequenze girate da Mel Ferrer e da Cameron Mitchell. Anche il finale apocalittico non si discosta da quello di tanti altri film»



Il commento tratto da fantafilm.com dovrebbe immediatamente mettervi di fronte alla dura realtà di questa pellicola, il cui giudizio sulla realizzazione appare ecumenico e definitivo. Non ci sono molte vie d'uscita per questo horror italiano fine anni settanta che miscela insieme troppe tematiche per poter confezionare un prodotto efficace, forse la bellezza delle grotte di Nettuno, dove sono state fatte alcune riprese, merita qualcosa.

TRAMA
Un fruppo di pigionieri diretti alla Cayenne naufraga e viene assalito da dei lucertoloni di cartapesta che, goffamente, affogano gran parte dell'equipaggio.
Sopravvive solo Claude ed uno sparuto gruppetto che va però assottigliandosi col passare del tempo, in linea i massima i responsablili delle aggressioni sono sempre questi misteriosi mostri, ma senza nessun motivo sono sparse per l'isola delle trappole mortali, messe non si sa da chi non si sa per chi.
Per farla breve Claude si imbatte in Edmond, che ha rapito lo scienziato Marvin e sua figlia Amanda per fargli recuperare il tesoro di Atlantide tramite la creazione degli uomini pesce......ah già poi sparso qua e la c'è del woodoo, della critica all'eugenetica e delle flebili storie d'amore.
Non scriverò nemmeno dell'esplosivo finale confuso, lungo e prevedibile.
L'accozzaglia di elementi ne rende la visione lunga e pesante, soprattutto per i più navigati del genere, è il film ideale da trasmettere su La7 Gold alle 23.15, dopo un film western a caso e prima di Superzap.


Recensito da: Ortnid
VOTI
TRASH: 71/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 80/100
Presunzione della regia: 79/100
Incapacità degli attori: 82/100




Se ti piace guarda anche: Il pianeta degli uomini spenti

12 aprile 2012

L'ISOLA DEI SOPRAVVISSUTI (aka Three)

Di Stewart Raffill. Con Billy Zane, Kelly Brook, Juan Pablo Di Pace. UK/2005
Survival Island (2005) on IMDb
In questi giorni sta uscendo la versione in 3D di “Titanic”. Avete presente il cattivo? Ecco, si chiama Billy Zane. Il buon Billy ha avuto una carriera strana: ha esordito in “Ritorno al Futuro” (era uno dei tre scagnozzi di Biff), ha raggiunto il suo apice proprio con “Titanic” e poi è affondato lentamente, trovandosi impantanato in una serie di filmacci di serie Z. Uno di quelli, è “L'isola dei Sopravvissuti”, spacciato chissà perchè come un horror, ma che in realtà è un banale film d'avventura.

Due coppie di riccastri decidono di fare una bella gita su uno yacht, ma la dabbenaggine di uno dei marinai, Manuel, provoca un incendio a bordo. Tutti i passeggeri sono obbligati ad abbandonare la nave e a sopravvivere sono solo Jenny e proprio Manuel, che approdano a fatica sulla classica isola deserta. Jenny è interpretata da Kelly Brook, che con un tecnicismo oserei definire una gran bella figa, oltre che il motivo principale per vedere questo film. Tra il bel marinaio portoricano (o giù di lì) e la bella figa si crea subito feeling, ma l'idillio viene interrotto dal ritrovamento del marito di lei, Jack, ovvero il nostro Billy Zane, ormai vecchio e pelato. Jack dovrebbe pensare a come sopravvivere e a come tornare a casa, ma il suo unico pensiero in testa è il dubbio che la moglie gnocca l'abbia cornificato con Julio Iglesias. E ne ha ben donde, perchè alla fine Jenny finisce per cedere al corteggiameno dell'ispanico marinaio. Jack se ne accorge subito e si scatena la guerra.
La moglie fedifraga inizia a fare comunella con Manuel, innestando una tragica deriva psicotica per il povero Billy Zane. Se infatti all'inizio Jack si comportava da emerito coglione, da questo momento in poi non si può che passare dalla sua parte, visto che Jenny e Manuel finiscono pure per rubargli la barca che lui si era recuperato facendosi un culo quadro: “Ammazzali Billy, ammazzali!”. Ma Jack aveva calcolato tutto, infatti la scialuppa affonda dopo poco e i due concubini sono costretti a tornare all'isola.

SPOILER

Arriva finalmente la conclusione, in cui il buon Jack riceve la sua vendetta, assistendo alla morte di Manuel che si autotrafigge cadendo su un paletto di bambù finito lì per caso. Dopo un anno una barca arriva a salvare Jenny, che decide di non avvertire il maritino andato a pesca...'sta troia.

FINE SPOILER

Nel complesso siamo di fronte ad un filmetto scialbo e piuttosto banale, realizzato con due lire (il 90% del film si svolge su un'isola deserta, tralasciando le sequenze voodoo che vi ho appositamente risparmiato), ma che in qualche modo prende, soprattutto nella seconda parte. E poi ragazzi, che cos'è Kelly Brook...

Recensito da: Vidur


VOTI
TRASH: 73/100
Noia: 64/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 57/100
Incapacità degli attori: 66/100



Se ti piace guarda anche: Cast Away, L'isola dei Famosi, Titanic, qualcosa con Kelly Brook

29 dicembre 2011

INCONTRI MOLTO... RAVVICINATI DEL QUARTO TIPO (Aka incontri molto ravvicinati di un certo tipo)


Di Mario Gariazzo, con María Baxa, Maria Daunia, Mario Maranzana, Monika Zanchi e Gimmy il Fenomeno. ITA/1978.
Very Close Encounters of the Fourth Kind (1978) on IMDb
Tre studenti universitari sono molto indisciplinati; durante il corso di astrofisica fanno battute molto divertenti, tipo ''a profesorè, ma gli alieni fottono?" (in realtà fanno solo questa, ma per mancanza di idee viene riproposta tre volte cambiando il verbo tra fottono, scopano e chiavano.), mettono la diapositiva di un culo mentre la professoressa parla di ''buchi neri'' (ohohohohoh, aspettate un attimo eh.. fatemi ripigliare.. ohohohoohoh no, cioè, troppo ridere.).  Buttati fuori a calci dall'aula i tre demonietti escogitano la loro burla definitiva: travestirsi da marziani per tirare in mezzo la professoressa e la sua giovane assistente, che vivono in una isolata villa di campagna e sono ovviamente molto diverse dalle raggrinzite insegnati di astrofisica che potreste figurarvi. La situazione farà sì che, tra improbabili studi di anatomia terrestre, tutto finisca in un fotti-fotti generale. Scoperto l'inganno, il fotti-fotti continuerà imperterrito.

Questa cosa dovrebbe essere l'anello di congiunzione tra la tanto celebre commedia sexy all'italiana e un film più propriamente erotico. Non voglio tenervi sulle spine, fallisce miseramente da entrambi i punti di vista. Forse vorrebbe essere la risposta italiana a "Incontri erotici del quarto tipo" ma mi sento di dire che non riesce a reggere il confronto neanche con questo obbrobrio d'oltre oceano, che è e rimane senza ombra di dubbio uno dei peggiori film che abbia visto in vita mia.

Ci troviamo di fronte ad un film che strappa pochi sorrisi, anche ad un amante del trash e della commedia sexy come il sottoscritto. Ma qui siamo ben oltre. "La dottoressa ci sta col colonnello" e "Chicken Park" sono rispettivamente Metropolis e 2001: Odissea nello spazio paragonati a questa pellicola, che fa' rimpiangere i rutti e le scoregge dei cinepanettoni.

Aggiungete un comparto tecnico decisamente amatoriale e degli attori non propriamente definibili come tali ed il quadro è completo.

Bah, che altro dire.. un film con poche idee, e nessuna di esse particolarmente brillante, avido di sorrisi e completamente privo di risate. Se lo volete guardare per le scene di sesso fermatevi, riflettete, prendete un bel respiro, e prendete la decisione giusta: andate su Youporn. (anche perchè, qualunque sia la vostra perversione, penso vi sarà molto più facile reperire quel materiale in particolare piuttosto che una copia di ''incontri molto.. ravvicinati del quarto tipo'').

Recensito da: Imrahil

VOTI
Trash: 80/100
Noia: 87/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -
Presunzione della regia: 0/100
incompetenza degli attori: 90/100



Se ti piace guarda anche: uno psicologo

19 dicembre 2011

ICE SPIDERS

Di Tibor Takàcs. Con Patrick Muldoon, Vanessa Williams e Thomas Calabro. USA/2007/SciFi Channel
Ice Spiders (2007) on IMDb
Un adorabile gruppetto di giovani promesse dello sci olimpico vengono spediti in una sperduta località sciistica a prepararsi per i mondiali. Il luogo è completamente isolato, proprio perchè i ragazzi non devono avere distrazioni nella maniera più assoluta: verranno disturbati da un manipolo di ragni killer incazzati modificati geneticamente da uno scienziato e "dopati come degli atleti" (cit.) per studiare le loro ragnatele (!!!!!!).

Altro film inutile trasmesso da sky cinema max (ma li varrà i suoi 59 euro al mese?) che si presenta come il più classico dei film con degli scienziati pazzi che perdono il controllo delle loro creature; ormai avrò visto più di una trentina di questo tipo di film, e sono giunto alla conclusione che questi film sono veramente uguali in tutto e per tutto. Nulla vi salverà quindi da  una mandria di attori di dubbia capacità recitativa, da ragnotti sculettosi in CGI, personaggi stereotipatissimi e scene folli random.

[SPOILER]
Dovete inoltre sapere che i ragni sono 6 e sono tutti diversi. proprio come i Cavalieri dello Zodiaco. Quindi c'è il ragno salterino, che prende al volo gli sciatori che fanno i salti acrobatici, c'è quello che sputa veleno, c'è quello timido e riservato, quello intelligentissimo (sicuramente molto più intelligente del ragazzo che cercava di ucciderlo con l'insetticida)
[FINE SPOILER]

A onor del vero non è un film noiosissimo. In alcune sue parti è anche abbastanza divertente, ma lo è esclusivamente per la povertà generale della produzione. I ragni hanno degli occhioni tondi tondi e lucidi che fa' venir voglia di abbracciarli, durante i primi piani. Non perdetevi la base militare supersegreta con tanto di cartello ''Military proving ground" scritto con un pennarello giallo su un foglio A4 e la bellissima scena del protagonista che pugnala un ragno con un trofeo di caccia.

[SPOILER]
Il film si conclude con Dash, il maestro di sci che la sa più lunga di tutti, che si getta con gli sci e una torcia dalla montagna facendosi seguire da tutti i ragni del mondo manco fosse il pifferaio di Hamelin, i quali vengono prontamente catturati dall'esercito con delle apposite pistole cattura-ice-spiders.
[FINE SPOILER]

Davvero nulla da aggiungere, tutto sommato una visione spensierata da fare solo se siete in vena, e possibilmente se siete accompagnati.

Recensito da: Imrahil


TRASH: 77/100
Noia: 59/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 85/100
Presunzione della regia: 31/100
Incompetenza degli attori: 79/100





Se ti piace guarda anche: uno dei mille film con degli animali dopati

14 novembre 2011

LA GUERRA DEL FERRO - IRONMASTER (aka Vindicator)

Di Umberto Lenzi, con Dardano Sacchetti, Lea Martino, Pamela Field, Benito Steffanelli, William Berger, Elvire Audray, Sam Pasco, ITA/FRA 18000 a.c.-1983

Ironmaster (1983) on IMDb

Bene cari 25 lettori, osservate attentamente la locandina qui a fianco, si è proprio quella originale tratta dalla fornitissima pagina wikipedia del film.
Cosa osservate? Un impavido eroe muscolosissimo armato di un'ascia enorme e dei muffetti in pelo alle gambe, una succinta e fedele compagna anch'essa armata, degli pterodattili nel cielo e dei barbuti cavernicoli che minacciano l'incontrastata forza del mangiasteroidi in primo piano.
Naturalmente trattasi della più classica locandina attirabeoti del più classico dei film fantasy anni 80', ad una prima visione (almeno per chi ha visto il film) sembrerebbe trattarsi di Ela, l'oliatissimo eroe buono, trattasi invece di Vud, il non muscolosissimo eroe cattivo in compagnia di Isa, la compagna pacifinta di Ela con uno sfondo di pterodattili non presenti nel film, nemmeno dell'alabarda in mano a Vud c'è traccia nella pellicola.
Fatta questa doverosa premessa passiamo alla trama.
In un tranquillo e sonnacchioso villaggio-caverna di una non ben precisata epoca del paleolitico, Vud pare essere l'eletto alla successione al potere dell'ultracentenario Iksay e dello stregone Rag, purtroppo la stupidità cronica di Vud lo porta ad essere mogio e depresso in quanto non è in grado nemmeno di cacciare un cinghiale nè di essere di utiltà alcuna al suo popolo.
Una notte la tribù dei cavernicoli infangati decide di fare una sortita nella caverna di Vud a spargere un po' di odio barbaro, con irridente facilità vengono respinti ma Vud, la cui utilità nel respingere l'attacco è stata pari a quella di un attaccapanni, decide spinto dalla frustrazione di uccidere Iksay, sotto il vigile ma spento occhio di Ela, l'altro candidato alla successione al trono.
Ela però, il cui unico paleoneurone è perennemente in ritardo, si ricorda di questo solo durante i funerali di Iksay urlandolo a squarcia gola, Vud nel maldestro tentativo di colpire Ela abbatte anche Rag e viene messo in fuga dal resto del villaggio, che nel giro di due ore ha perso tutta l'eminenza grigia dell'intero popolo.
Nella sua fuga Vud si rifugia nei pressi di un vulcano in eruzione dove trova accidentalmente una spada forgiata nel ferro che aspettava solo lui dando così inizio all'età del ferro.
Compiaciuto del gentile regalo di Lenzi  Efesto, Vud inizia subito a farsi bello squoiando dei leoni finchè non si imbatte, inaspettatamente, in Pamela Prati che gli rivela che il villaggio dietro la montagna è già entrato nell'età del ferro da un po' di tempo ma non avevano mai pensato di usarlo per farne delle armi, decide però di abbandonare il capo del suo villaggio (Pippo Franco si presume) e di seguirlo fedelmente. 
Vud, ormai rassegnato a far diventare la sua ascendente epopea di pioniere del ferro in una scialba commedia sexy all'italiana accetta.
Come prima cosa ritorna al villaggio dove detronizza Ela e raduna un esercito col quale conquistare tutto il paleomondo.
Ela girovaga un po' nel vano tentativo di farsi venire un'idea facendo cose da consumato eroe  tipo sconfiggere degli scimmiotti quasi al suo livello intellettuale, finchè il nostro svogliato e inespressivo eroe si imbatte in Isa, pacifista, ambientalista e attivista che lo conduce al suo villaggio.
Il padre di Isa, il capovillaggio  filosofo Mogo, cerca di redimerlo dall'uso delle armi sciorinando delle micidiali frasi antiguerra tipo "la violenza che oggi ti da la libertà domani te la toglierà", "siamo tutti uomini", "fate l'amore non fate la guerra", "altezza mezza bellezza" e così dicendo. Gli mostra anche il suo felice e pacifico villaggio in cui l'onore non è  misurato dalla spada ma da chi appende più pannocchioni gialli alle case, dove si costruiscono pontili sulle pozzanghere e si cazzeggia come in ogni buon posto di pacifisti che si rispetti.
Insomma per farla breve, il villaggio di Mugo è il primo della lista dei villaggi da conquistare da Vud, e il giorno successivo viene preso con facilità estrema.
Mugo, una volta accortosi che forse il paleomondo non è proprio il luogo ideale dove costruire la pace, incarica allora il desso Ela di riconquistare il villaggio.
Ela inventa per l'occasione degli archi temibilissimi coi quali arma il suo esercito di 5 persone (non che quello di Vud fosse molto più cospicuo) e punta sull'effetto sorpresa per riprendere il villaggio.
I soldati di Vud, sorpresissimi dall'arco di Ela, cadono sotto i docili e prevedibili colpi delle nuove armi assolutamente non convenzionali, nel giro di una mattinata il villaggio è ripreso e Wood ucciso.
Mugo, Isa ed Ela decidono di gettare tutte le armi negli abissi delle loro pozzanghere, disponibili per il primo esercito di passaggio, e decretano che l'unico modo per mantenere la pace sempiterna del mondo è non avere armi e che così facendo non ci saranno mai più guerre.
Fonti storiche di una certa attendibilità giurano il contrario tuttavia pare che la pace nel villaggio di Mugo durò per quasi sei giorni e mezzo.
 
"Lexikon des Internationalen Films", il più grande e autorevole dizionario dei film tedesco lo definisce "Dilettantistico film d'avventura, ignobilmente arrangiato e miserabilmente interpretato", credo che non sia necessario esprimere ulteriori commenti.


Recensito da: Ortnid


VOTI
TRASH: 83/100
Noia: 82/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 85/100
Presunzione della regia: 81/100
Incompetenza degli attori: 92/100
 



Se ti piace guarda anche: Sangraal



20 marzo 2011

INVASION USA

Di Joseph Zito con Chuck Norris, Richard Lynch, Billy Drago, USA/1985/Cannon Films

Invasion U.S.A. (1985) on IMDb

“Come odio questi simboli borghesi” un cubano guardando un'albero di natale.
“E' tempo di morire Rostoff” Chuck Norris ogni cinque minuti.

I cubani, con a capo un russo cattivo di nome Rostoff, decidono di invadere gli Stati Uniti, ma qui ad attenderli c'é Chuck Norris, pronto a fermarli a suon di calci rotanti. Come potete immaginare con queste premesse le nostre aspettative erano schizzate alle stelle, purtroppo però “Invasion USA” pur essendo un discreto trashone, non riesce a soddisfare appieno lo spettatore, colpa di un inizio fin troppo lento e noioso, e di una parte finale, che pur pullulando discretamente di cazzate, risulta troppo monotona e ripetitiva.
Ma andiamo con ordine, all'inizio ci viene svelato il grande piano segreto di Rostoff e del suo stato maggiore: piazzare bombe in giro per Stati Uniti, preferibilmente in centri commerciali o su scuolabus, allo scopo di gettare la nazione nel caso e spingerla verso una nuova guerra civile! WOW, veramente geniale... L'attuazione di questo piano incontra subito un piccolo problema, il malvagio Rostoff (un po' come l'uomo nero) ha il terrore di Chuck Norris; se lo sogna di notte, ha crisi isteriche quando lo vede o lo sente parlare... Insomma per distruggere gli Stati Uniti bisogna prima distruggere Chuck Norris. E Chuck che fa? Niente di niente, perchè, povero, é molto deluso per il fatto che gli hanno impedito di uccidere Rostoff, quando ne aveva avuto l'occasione anni prima, e quindi é offeso e a fare l'eroe buono non ci gioca più. Ma quando i sicari di Rostoff gli distruggono la baracca in cui vive, gli trucidano il migliore amico ma soprattutto terrorizzano a morte il suo armadillo da compagnia, Chuck decide che la misura é colma e scende finalmente in campo.
A questo punto la sceneggiatura deraglia completamente, assistiamo alla ripetizione della stessa identica sequenza: i cattivi piazzano i loro ordigni, stanno per far esplodere tutto, dal nulla compare Chuck che glieli tira in faccia, pronuncia una battuta e li fa saltare in aria. Si prosegue così, con situazioni ottusamente ripetitive, fino alla resa di conti finale con il malvagio Rostoff.
In conclusione, “Invasion Usa” riesce ad essere un titolo abbastanza divertante, grazie soprattutto all'inettitudine recitativa di Norris e ad una sceneggiatura che nemmeno un Regan in preda all'alzaheimer avrebbe potuto partorire, ma non manca anche di annoiare lo spettatore con la sua eccessiva lentezza e ripetitività delle situazioni.

Recensito da: Azagthoth

VOTI
TRASH 71/100
Noia 89/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 60/100
Presunzione della regia 77/100
Incapacità degli attori 86/100



14 febbraio 2011

IAGO

Di Volfango De Biasi, con Nicolas Vaporidis, Laura Chiatti, Fabio Ghidoni. ITALIA/2008
Iago (2009) on IMDb
“Questo non è un fazzoletto, è il mostro dagli occhi verdi che viene in mio soccorso!”

Ho visto questo film per due volte (sì, ho dei problemi). La prima al cinema mi aveva immensamente divertito, la seconda mi ha lasciato invece con un po' di desolata tristezza. Non fatevi ingannare dai nomi altisonanti degli attori e della impostazione patitnata della pellicola, questo film è una merdata trash al 100%.
Si tratta della 700esima trasposizione cinematografica in chiave moderna dell'Otello di Shakespeare. Vaporidis impersona Iago, un dotato ma povero studente di architettura a Venezia, innamorato follemente di Desdemona (Laura Chiatti), figlia del rettore della facoltà di architettura. Ma l'arrivo del Moro Otello (Aurelien Gaya) stravolgerà tutto. Iago dunque ordirà un sordido piano, aiutato dai suoi amici Emilia (Giulia Steigerwalt) e Rodrigo (Lorenzo Gleijseles) e che coinvolge anche lo stupido Cassio (Fabio Ghidoni), per conquistare il cuore della bella Desdemona.

Allora il film è di una idiozia colossale. E' veramente tutto, ma proprio tutto sbagliato. Manco a farlo apposta si poteva realizzare una porcata di tal risma.
La sceneggiatura, come avrete capito, è la patetica copia dell'opera di Shakespeare, travisata, semplificata e impoverita fino alla denuncia. Il film si svolge in un' assurda Venezia tutta bianca e fuori dal tempo. Non so poi quale fosse l'intento del regista e del costumista. Tutti sono vestiti in modo assolutamente delirante, in una via di mezzo fra la moda del 1600, un futuro post-apocalittico e un gay-pride riuscito malissimo. I dialoghi sono allucinanti, passano da un tono volutamente ricercato e aulico tipico dell'opera a cui si ispira, a dei momenti di volgarità da trattoria di quart'ordine. La reazione potrà di essere di totale incredulità o di irrefrenabili risate.
Basterebbe questo per farvi capire a quale immondizia siamo di fronte, ma c'è molto di peggio.
La recitazione. Mai visto (e dire che di esperienza in questo campo ne ho a pacchi), un branco di attori cani tutti insieme. Allora, che Vaporidis e la Chiatti siano due inguardabili merdacce lo sapevamo già e il fatto che questi due incapaci siano le punte del cinema italiano, dice tutto.
Vaporidis, oltre ad essere imbarazzato e imbarazzante, sfoggia per tutto il film l'hi-liner nero sugli occhi, rendendosi ancora più ridicolo. Ma anche Otello non scherza, il classico bellimbusto di colore, sessualmente un po' ambiguo e penosamente doppiato. Si salvano parzialmente dal baratro, ma neanche tanto, il super-gay Lorenzo Gleijeseles e il mitco Gabriele Lavia (sì, quello di Profondo Rosso), costretto probabilmente dalle rate del mutuo in scadenza, a prestarsi a questa ignobile pagliacciata. Ma l'attore più cane di tutti i tempi, che si mangia in un sol boccone Marco Antonio Andolfi, Peter Hintz, Sebastian Gaki e Nicholas Cage, è lui, Fabio Ghidoni.
C'è da dire che gli hanno affibiato un ruolo infame, quello di Cassio. Un povero demente erotomane che c'è dice robe del tipo “Ma tu ti sei mai fatto una giappa?!” o che con le mutandine lasciate lì da una tipa ne ipotizza la provenienza annusandole e dicendo robe del genere “Pelo corto, odore forte, pelle giovane...”. Ma aldilà delle oscene battute che è costretto a ripetere, il buon Fabio ce la mette tutta per vincere nella gara dell'attore più merdoso di tutti i tempi. E dire che la concorrenza, anche solo in questo film, è davvero spietata. Ma lui ce la fa. Complimenti, clap clap, Fabio Ghidoni.
Lo sviluppo della trama non me lo ricordo, è troppo stupida e complicata e non ha alcuna importanza. L'importante è che tutte le componenti di questo film convergono a cooperare al male, cioè assolutamente al bene per noi shit-hunter.
Passato infatti il primo naturale sbigottimento per cotanta oscenità, Iago saprà ricompensarvi con grasse risate e divertimento in compagnia, sempre che non subentri in voi un sentimento di pietà e vergogna per le persone coinvolte, in primis per il regista Volfango De Biasi, già autore di “Come tu mi vuoi”. Infatti Volfango se la crede a nastro, davvero pensa di stare facendo un film serio e ricercato...e questa vergognosa presunzione della regia è un altro tassello a favore di questa immonda porcata.
Ah, particolarmente raccapriccianti le sequenze del ballo in maschera (con tanto di travestimento in drag-queen di Rodrigo) e la scena finale, che potete vedere qui sotto.

Recensito da: Vidur


VOTI
TRASH: 92/100
Noia: 47/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 95/100
Incompetenza degli attori: 99/100





SE TI PIACE GUARDA ANCHE: l'altro film di Volfango De Biasi, un qualunque film italiano con Vaporidis e la Chiatti, una recita parrocchiale.

30 dicembre 2010

L'INVASIONE DEGLI ASTROMOSTRI (aka Kaiju Daisenso)

Di Ishiro Honda. Con Nick Adams, Akira Takarada, Jun Tazaki, Godzilla, Rodan, Ghidora. Giappone/1966

Invasion of Astro-Monster (1965) on IMDb

"Guarda Rodan e Godzilla, sembrano quasi risentiti che li abbandoniamo qui..."

Dell'infelice poker di film visionati nella giornata maratona, "L'invasione degli Astromostri", a mio parere, vince a mani basse. Trattasi del classico delirio nipponico di mostri, alieni, invasioni, tsunami, guerre, bordelli, pane, amore e fantasia.
La trama rasenta la follia pura: due astronauti (un giapponese e un americano), vengono spediti in missione sul Pianeta X, da poco scoperto nelle vicinanze di Giove.
I due però appena atterrati, vengono rapiti da dei misteriosi alieni, ovvero dei giapponesi con delle tutine argentate e gli occhiali da sole. Questa razza evoluta di extraterrestri ha un grosso problema: non può vivere sulla superficie perchè un terrificante drago a tre teste di nome Ghidora, infesta il loro pianeta. Dunque pensano bene di chiedere ai terrestri in prestito Godzilla e Rodan, che avranno il compito di uccidere il loro mostro spaziale. In cambio gli alieni promettono di donare alla terra le loro mirabolanti ricerche scientifiche. Dopo un iniziale tentennamento, ma solo perchè i giapponesi sono affezionati ai loro mostri, i due astronauti acccettano e poco dopo gli alieni si troveranno sulla terra con i loro fantastici dischi volanti a prelevare i due mostroni, che ovviamente erano in Giappone a farsi i cazzi loro. Si ritorna dunque sul Pianeta X, dove i nostri astronauti lasceranno le due creature e prenderanno in cambio una scatola d'oro con dentro i segreti medici tanto agognati.
Ma è tutta una truffa! Infatti il nastro alieno contiene solo un perentorio ordine di arresa. Già, questo macchiavelico piano era stato ordito dagli alieni col solo scopo di invadere la terra. A ben vedere è stata una tiritera assolutamente inutile, dato che potevano tranquillamente arrivare sulla terra, svegliare i mostri e distruggere tutto senza che gli umani si accorgessero di niente.
Comunque sia, da qui in poi si scatena, finalmente (dopo più di un'ora di film!), la solita gazzarra made in Japan, con i tre mostri in cooperazione (Godzilla, Rodan il mostro alato e Ghidora) che distruggono tutto, con l'intervento dell'esercito, con la gente che scappa e con lo sviluppo di due o tre sottotrame inutili.
SPOILER
A risolvere la situazione sarà poi ovviamente l'idiota del film che aveva inventato un pulsante che emette un suono fastidiosissimo che è l'unica cosa che sputtana gli alieni. Infatti gli invasori, non sopportando questo terribile rumore (che Mars Attacks abbia preso l'idea da qui???), sono costretti alla resa e anche i due mostri amici giapponesi, non più soggiogati dal potere alieno, si rivoltano e insieme uccidono Ghidora. Ecco diciamo che il grosso lo fa Godzilla, perchè Rodan è veramente una merda e non fa assolutamente un cazzo per tutto il tempo.
FINE SPOILER
Tirando le somme, il film stenta ad ingranare e soffre di un ritmo abbastanza lento (bisogna sempre considerare che è del '66!), ma si fa guardare, soprattutto grazie alla trama delirante e allo spasmodico uso di modellini. La produzione doveva essere così pezzente che hanno deciso di fare modellini per tutto: per i mostri, per le case, per il mare, per le navi, per le macchine, per i carroarmati...persino per gli astronauti che scendono dallo shuttle! Insomma, la gioia di ogni appassionato di modellistica.
Consigliato solo ai patiti dei mostri gommosi.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 73/100
Noia: 81/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 54/100
Incapacità degli attori: 48/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: qualunque film della serie Godzilla & i suoi amici del cuore, un filmato sui modellini.

17 settembre 2010

L'IMPERO DELLE TERMITI GIGANTI (aka Empire of The Ants)

Di Bert I. Gordon, con Joan Collins, Robert Lansing, Robert Pine. USA/1978

Empire of the Ants (1977) on IMDb

Per l'immensa e immarcescibile serie di “qualcosa” di gigante, ecco le formiche.
Non vi fate ingannare dal titolo, probabilmente i distributori italiani non si sono neanche presi la briga di guardare il film, infatti i protagonisti dovranno fronteggiare delle formiche troppo cresciute e non delle termiti.

La trama: Marylin Frasier (Joan Collins, attrice americana in auge negli anni '50-'60) invita dei potenziali compratori a visitare un'isola semideserta dove presto sorgerà un complesso residenziale, con la speranza che qualcuno di essi decida di acquistare qualche terreno. Ma Marylin e i suoi ospiti non sanno che l'isola è infestata da gigantesche formiche assassine, trasformatesi grazie ai soliti rifiuti tossici.

Il film ha i suoi anni e si vede. A partire da vestiti 100% anni 70', dai pantaloni a zampa, alle camicie a fiori dall'enorme colletto, alla fascia per capelli della nostra Joan.

Inoltre è di una noia mortale. Infatti il grosso problema di questa pellicola è che ci sono dei momenti di stasi annichilenti, a partire dall'inizio. Più di 40 minuti di inutili e pallosissimi dialoghi tra i vari clienti. Poi finalmente entrano in scena le formiche e qui si ride abbastanza. Infatti da lontano gli insetti non sono altro che delle semplicissime formiche riprese in un formicaio (sapete quando si aggrovigliano tra di loro e si arrampicano sul vetro?) e sovraesposte all'ambiente circostante. L'effetto è pietoso e ridicolo. Da vicino invece quando i “mostri” attaccano le persone, sono dei pupazzoni fatti abbastanza bene ma chiaramente immobili. Il gruppo verrà decimato pian piano, fino all'arrivo ad una cittadina dall'altra parte dell'isola. Qui i problemi sembrano finiti e invece sono appena iniziati.

[SPOILER]
Tutta la popolazione è infatti assoggettata al volere della formica regina grazie ad una sostanza vaporosa. Umani e formicone convivono pacificamente, anzi sono gli abitanti della città a servire e adorare i mostri. Ma i nostri eroi riusciranno a sovvertire tutto.
[FINE SPOILER]

Momenti di ridicolo involontario (come il fantastico effetto pioggia col sole o la perenne indecisione dei personaggi se scappare o aiutare l'amico in difficoltà), sono però sovrastate da lunghe sequenze di nulla assoluto, che rendono la visione del film un'immensa rottura di coglioni.

Potreste trovare qualcosa di interessante qua e là, ma occhio che ci vogliono palle di ferro.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 58/100
Noia: 95/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 90/100
Presunzione della regia: 81/100
Incompetenza degli attori: 40/100





SE TI PIACE GUARDA ANCHE: qualsiasi cosa abbia degli animali giganti, squali, coccodrilli, lumache...

13 settembre 2010

INCUBO SULLA CITTA' CONTAMINATA (Aka Nightmare City)

Di Umberto Lenzi, con Hugo Stiglitz, Laura Trotter, Mel Ferrer, Italia 1980

Nightmare City (1980) on IMDb

TRAMA 
Il giornalista Dean si sveglia dopo un incubo notturno, si alza in fretta e va veloce verso l'aereoporto dove deve intervistare un'equipe di medici che deve tranquillizzare l'opinione pubblica su di un incidente avvenuto poco prima in una centrale nucleare nelle vicinanze. 
Una volta giunto all'aereoporto militare dall'aereo scendono degli zombies (che altro non sono che delle comparse con del fango spalmato in faccia) che a colpi di accetta-martello-pugnale, tutti rigorosamente di gomma, sterminano la scorta di Dean e assaltano la città.
Dean naturalmente riesce a scamparsela utilizzando armi del tipo portierate in faccia, dita negli occhi o altri mezzucci poveri da attore di serie Z che si crede un gran figo, inizia a girare per la città e cerca di fermare l'invasione con l'aiuto dell'esercito.
E qui inizi a domandarti: 'chissà cosa si inventerà quel geniaccio di Lenzi per far finire il film, questi mostri sembrano davvero invincibili'
In breve tempo gli zombies invadono infatti tutta la città, alcune delle loro vittime si trasformano a loro volta in zombies, ma senza una logica, così a caso.
La città è in poco tempo ai piedi dei mostri, le armi non fanno niente, restano solo Dean e la moglie Sheila contro una città di morti viventi cannibali. Dopo essere fuggiti dall'ospedale scoprono che l'unico modo per ucciderli è sparare loro in testa (pofferbacco chi lo avrebbe mai detto che le fucilate in testa fanno male), tuttavia restano in due contro migliaia di cattivi.
E continui a chiederti: 'sono proprio curioso di vedere come finisce'
Scappano dalla città inseguiti da un'orda di assetati di sangue, con un astutissimo piano distruggono l'unico mezzo di fuga che avevano, riescono a far secchi un po' di zombies ma si trovano accerchiati e fuggono in cima ad una ruota panoramica da Luna Park.
Sono in cima e si avvicina un elicotttero, potrebbe salvarli, ma Sheila cade nel vuoto; ora i mostri sono sempre più vicini, non sembra possibile la salvezza di Dean e la fine del film, tuttavia il timer del DVD dice che mancano tre minuti, ma come farà Umberto Lenzi a mettere una fine a questo film?
Probabilmente giunti a questo punto anche Umberto se lo è chiesto.
Il giornalista Dean si sveglia dopo un incubo notturno, si alza in fretta e va veloce verso l'aereoporto dove deve intervistare un'equipe di medici che deve tranquillizzare l'opinione pubblica su di un incidente avvenuto poco prima in una centrale nucleare nelle vicinanze. Una volta giunto all'aereoporto militare dall'aereo scendono degli zombies (che altro non sono che delle comparse con del fango spalmato in faccia) che a colpi di accetta-martello-pugnale, tutti rigorosamente di gomma, sterminano la scorta di Dean e assaltano la città. .........................................................................................................
.........................................................................................................
.........................................................................................................
Ebbene si, lo ha fatto.
Lenzi ha usato il trucco (già vecchio e banale ai tempi di Esopo) del risveglio dall'incubo nel momento cruciale del film, come un moderno deus ex machina per sceneggiatori incapaci ha deciso di mettere fine alla sua già penosa produzione con un irritante quanto inopportuno 'risveglio da incubo'.
Ma Umberto non è certo il primo pirla che passa davanti alla telecamera, per dare un tocco di originalità ha anche deciso di fare rincominciare la storia da capo, un film infinito insomma, che si può rivedere più e più volte.
Il tocco di genio finale fa passare in secondo piano alcuni particolari come la non esitenza di una trama, la macchinosità degli effetti speciali, televisori che splodono e altre dimenticabilissime scene da film povero.
E l'incubo divenne realtà.

Recensito da: Ortnid

VOTI:
TRASH: 68/100
Noia: 75/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 75
Presunzione della regia: 87/100
Incapacità degli attori: 75/100

Se ti piace guarda anche:Lo stesso film più e più volte

9 luglio 2010

INCONTRI EROTICI DEL QUARTO TIPO (aka Wam bam thank you Spaceman)

Di quel coglione di William A. Levey, con Jay Rasumny, Samual Mann, John Ireland, Dyanne Thorne, Mendel Pincus, Robert George, Anne Gaybis, Pepi La Rue, Maria Aronoff, Bo Tackman. USA / 1975.

Night in Paradise (2020) on IMDb

Ammetto di essere enormemente imbarazzato nel dove recensire questa ‘cosa’ (perché definirla pellicola mi sembra eccessivo per questa accozzaglia di scene senza senso), è passato un anno, forse due, da quando lo abbiamo visto, ma ancora ognuno di noi prova un certo imbarazzo quando viene citato, nessuno voleva fare questa recensione, nemmeno io, ma qualcuno doveva farla, beh mi vergogno un po’ anche di questo.
Come definirlo?
Patetico? Si certamente, ma va oltre.
Erotico? No, decisamente un erotismo grezzo, grossolano e indicibilmente fastidioso.
Grottesco? Si, ma non rende ancora del tutto l’idea
Ridicolo? No, sarebbe un complimento immeritato.
Il termine più adatto ritengo sia ‘porcata ignobile’, di sicuro rende bene l’idea e senza dubbio è quello che aveva in mente il regista e soprattutto quel folle che ha scritto la scenografia e i copioni (roba da ospedale psichiatrico)

LA TRAMA
Due alieni, provenienti da un pianeta affetto evidentemente da grossi problemi psichici e sessuali, vengono inviati sulla terra per riprodursi col maggior numero di donne possibili.
Tralasciando il fatto che l’organo sessuale di questi alieni dai movimenti a scatti e dal linguaggio assolutamente fuori da ogni logica sia un bastoncino che esce dal naso (BASTONCINO CHE ESCE DAL NASO avete capito???????), il film presenta dei momenti che lasciano assolutamente allibiti.
La stessa scena della durata di 10-15 minuti in cui gli alieni (due drogati con un cestino in testa e due fogli di stagnola) vanno a zonzo per una città viene ripetuta due volte (LA STESSA SCENA, DUE VOLTE UGUALE IDENTICA!!!!!!!!!!!!!!!!) per simulare la loro assidua ricerca.
Poi, stufi di girare si introducono in una sorta di bordello, dove a tutti pare normale che due alieni ‘dotati’ di un bastoncino appaiano e spariscano da una stanza all’altra (ma forse sono io malato e tutto ciò è normale e accade quotidianamente nel mondo).
Si introducono in set cinematografici, rapiscono donne di qua e di la, ripetono le stesse frasi continuamente, intervallano le loro performances con meritato riposo  (eh già sti cazzi che gran lavoro faticoso) fino a quando, soddisfatti non tornano a casa, mentre tempo dopo nascono i loro orribili figlioletti sulla terra.
Adesso io non so se il regista volesse essere spiritoso, comico, serio o burlone, di certo questo film è fastidiosissimo alla visione in tutto e per tutto, non me ne vogliate per la recensione, non volevo vederlo….
Se proprio volete cimentarvi nella visione NON fatelo in compagnia di una persona che vi stima o che vi apprezza, di certo perdereste tutta la vostra influenza, se lo vedrete con la vostra ragazza verrete immediatamente lasciati, ma non dite che non siete stati avvisati.

recensito da: ORTNID 

VOTI
Livello Trash: 90/100
Noia: 87/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 99/100
Presunzione della regia: 80/100
incompetenza degli attori: 90/100


LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

ARCHIVIO RECENSIONI