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11 dicembre 2022

RECENSIAMO UN LIBRO DI RECENSIONI: LA PELLICOLA VA NELLA PLASTICA


Incredibile a dirsi, ma il mondo è pieno di gente disturbata come noi che ama visceralmente i film di merda e che ne ha fatto una passione quasi totalizzante. Indagheremo i motivi dei nostri problemi psicologici un'altra volta, nel frattempo vi segnaliamo un libro che dovrebbe obbligatoriamente entrare nella vostra libreria personale, scritto da uno di questi soggetti mentalmente instabili, Alberto Genovese.
Giornalista pubblicista, collaboratore di siti web storici quali Splatter Container e Film Horror, nonché regista di ultracult quali L'Invasione degli Astro-Nazi e gestore del blog Odorama Exploitation Movies, il buon Alberto ha deciso di mettere su carta un'"Enciclopedia breve del Cinema Freak, Trash, Bizzarro, Exploitation" (per citare il sottotitolo dell'opera). 

Le recensioni, divise per "bidoni dell'immondizia" (Carta, Legno, Metallo, Organico, Plastica, Scarpe e Vestiti, Scorie Radioattive e Vetro; lascio a voi il piacere di scoprire il senso di queste sezioni) raccolgono tutto il meglio del peggio del cinema spazzatura degli ultimi cinquant'anni di cinema, partendo dai dimenticati capolavori degli anni '50, fino ad arrivare ai giorni nostri con i deliri della Troma, passando per il decennio per eccellenza fucina dello sterco su celluloide, ovvero gli anni '80; la lettura delle schede dedicate ai film è piacevole, scorrevolissima, divertente, divertita e sottende ad una competenza del settore che non può che definirsi davvero enciclopedica. Piace la scelta di evitare lungaggini o esegesi seriose, lasciando il tutto sul piano del puro divertimento e intrattenimento, che è in fondo è proprio quello che si cerca nel cinema e che molti sembrano aver totalmente dimenticato. 

La ricerca di Genovese scava a fondo esclusivamente nel cinema estero, spaziando da Stati Uniti, Turchia, Indonesia, fino ad arrivare a Messico e Brasile, facendo la precisa scelta di campo di escludere il cinema italiano. Vogliamo pensare che il motivo, come suggerito nell'introduzione del libro, sia quello che il letame prodotto dal cinema del Bel Paese meriti un volume a sé esclusivamente dedicato che, a questo punto, attendiamo con trepidazione. 

Potete facilmente trovare il libro su Amazon o direttamente sul sito della Bepress Edizioni e visto che il Santissimo Natale si avvicina, quale regalo migliore da fare a vostra nonna, al vostro partner, al vostro vicino di casa, alla vostra tartaruga oppure semplicemente a voi stessi (perché in fondo ve lo meritate!) se non questo imperdibile volume?

A cura di: Vidur


4 settembre 2020

PIRANHA 3DD


di John Gulager. Con Danielle Panabaker, Matt Bush, Christopher Lloyd, Ving Rhames, David Hasselhoff. Dimension Films/USA/2012

Piranha 3DD (2012) on IMDb

 "Josh si è tagliato il pene perché qualcosa è uscito dalla mia vagina!"

Dopo i tragici eventi al Lago Victoria, gli spietati e implacabili pesci cannibali tornano a banchettare con carne umana in un parco acquatico. 

Seguito del già notevole Piranha 3D e con un titolo che rivaleggia per stronzaggine con "Riecco Aborym", questo Piranha 3DD intrattiene, diverte e sciorina pure qualche colpo di genio. Insomma, una cazzatona senza ambizioni perfetta per una serata estiva.

Il parco acquatico di nuova apertura è ovviamente gestito da uno stronzo senza scrupoli a cui piacciono molto i soldi e la gnagna. Ed è così che nel suo parco apre anche una "Adult Pool" in cui ci viene mostrato uno splendido florilegio di donne totalmente nude (full frontal!); una gioia per gli occhi tanto gratuita quanto inutile ai fini della trama e forse per questo, ancora più bello.

Lo sviluppo dell'intreccio vede poi la figliastra del proprietario, aiutata da un aitante poliziotto e dall'amico sfigatino, cercare di scoprire se effettivamente i Piranha invaderanno le piscine del parco e se sanno perforare le pareti. Le risposte sono: ma che domande sono? Ovvio!

I Piranha, realizzati un po' con una pezzente CGI e un po' con degli altrettanto pezzenti pupazzetti, come in ogni film horror del cazzo che si conviene, azzannano e mangiano il malcapitato in un nanosecondo oppure ci girano attorno per un quarto d'ora a seconda della convenienza della sceneggiatura. Inoltre, a quanto pare sono in grado di perforare l'acciaio, ma non i vetri di un comune acquario.

Le cose da ricordare di questo Piranha 3DD sono però ben altre. Le apparizioni di Christopher Lloyd (Doc di Ritorno al Futuro!), Ving Rhames (Marsellus Wallace di Pulp Fiction) -entrambi riprendono i personaggi apparsi nel primo film- e nientemeno di David Hasselhoff, a cui è stato proposto di partecipare al film il giorno prima dell'inizio delle riprese perché incontrato dal regista per caso in un ristorante (true story). Il buon David interpreta sé stesso con la sua consueta autoironia e tutte le scene che lo coinvolgono sono un vero spasso.

Il meglio però è riservato ad una coppia che fa sesso per la prima volta. Lei, sconvolta dalla sparizione della migliore amica e da un attacco di Piranha sventato a stento, chiede a lui di sverginarla. Al culmine dell'amplesso però, un Piranha covato in pancia dalla ragazza, spunta dalla vagina e azzanna l'attrezzo del malcapitato. Con un Piranha attaccato all'uccello, il ragazzo si trova costretto ad una sola soluzione: tagliarselo. Esilarante e raggelante allo stesso tempo. 

SPOILER

Notevole anche la morte del cattivo: mentre scappa col malloppo viene magicamente decapitato da un nastrino e la sua testa rotola fra le tette nude e insanguinate di una bagnante.

Il finale con il Piranha che cammina e si mangia la testa del bambino poi, è uno dei più cazzoni mai visti.

FINE SPOILER

Spassoso, sanguinolento, un po' porno e con David Hasselhoff. Che volete di più?


Recensito da: Vidur

VOTO 

TRASH: 84/100

Noia: 44/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100

Presunzione della regia: 20/100

Incompetenza degli attori: 74/100




Double the D's!!!


23 febbraio 2019

THE PREDATOR

Di Shane Black. Con Boyd Holbrook, Jacob Tremblay, Olivia Munn, Thomas Jane. USA/2018/20th Century Fox

The Predator (2018) on IMDb

Continuiamo con il nostro infernale ritmo di una recensione all'anno, che comunque è un bell'andare.

Se vi dicessi che The Predator ha un titolo che richiama un franchising di successo, attori cani e per lo più sconosciuti, una trama ridicola, scene di azione assurde e pretestuose, effetti speciali miseri e un finale aperto, davanti a che tipo di film pensereste di trovarvi davanti? Ma ad un mockbuster dell'Asylum, giusto? No, sbagliato! The Predator è un vero sequel della saga Predator prodotto dalla 20th Century Fox con il mirabolante budget di 88 milioni di dollari! E il regista è pure lo sceneggiatore dell'originale dell'87, nonché uno degli interpreti (il soldato sfigato con gli occhiali), ovvero Shane Black!

Incredibile, davvero, davvero incredibile. Una cosa di una bruttezza rara, tanto da far apparire Alien vs Predator (che comunque secondo me aveva la sua dignità) un capolavoro degno di rivaleggiare con Black Panther (AHAHAHAHAHAH) agli Oscar.

Non ho voglia di raccontarvi la trama perché è talmente stupida che il mio cervello si sta rifiutando di ricordarsela, ma vi basti sapere che un Predator precipita sulla terra, poi arriva un altro Predator più grande che lo vuole uccidere e che nel frattempo vuole rapire un bambino autistico che capisce il predatorese perché i Predator si stanno potenziando e si ibridano con altre razze. Il bambino autistico guarda caso è il figlio di un ex marine cecchino superbadass interpretato da uno degli attori più scarsi che mi sia capitato di vedere in un film americano, tale Boyd Holbrook.

Nel mezzo tanto umorismo di quello divertente, tante scene d'azione di quelle fatte bene, tanti effetti speciali di quelli belli (tipo il cane predator con tanto di dredd che si tiene in bocca le bombe per poi distribuirle ai protagonisti quando fa comodo), tante diatribe tra i militari buoni e militari cattivi di quelle interessanti, una scienziata di quelle fighe che si trasforma in Rambo così d'amblé. In più aggiungiamoci che i Predator in questo film sono degli emeriti coglioni e nessuna delle azioni che compiono ha la minima coerenza. Ma del resto niente ha la minima coerenza in questo film, visto che la banda di "soldati pazzerelli"  occasionalmente ruba motociclette, elicotteri ed astronavi senza la minima spiegazione o credibilità.

Ecco, The Predator per Predator è quello che è Scary Movie per Scream o Balle Spaziali per Star Wars, con la sola differenza che Scary Movie e Balle Spaziali sono nati per far ridere e fanno ridere, mentre The Predator è nato per far ridere e non fa ridere.
L'unica cosa che fa ridere è il fragoroso flop al botteghino (si parla di 50 milioni di incasso a fronte dei quasi 90 di budget) e le recensioni imbufalite di chiunque abbia visto il film e sia dotato di sinapsi funzionanti.

Speriamo che abbiano almeno smesso di mungere latte dalla mucca Predator una volta per tutte, lasciando morire una serie che aveva esaurito il suo motivo di esistere già dal secondo film.

E che magari, dico magari qualcuno, che ne so, inventi qualcosa di nuovo. Ma questo mi sembra già un po' troppo ambizioso.

Recensito da: Vidur

Voto
TRASH: 76/100
Noia: 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 80/100
Incompetenza degli attori: 90/100

6 giugno 2014

PASSEPARTOUT - Tutte le porte sono aperte

di Lorenzo Buscaino. Con Eros Bosi, Andrea Buscaino, Elisa Rosati. ITALIA/2013

'Brutta troia spaziale!'

Avete presente quando siete tra amici e tra un cazzata e l'altra qualcuno salta fuori dicendo “Dai, prendiamo una telecamera e giriamo un film in giardino!”. Ecco, Andrea Buscaino e la sua combriccola, anziché ordinare un'altra birra e mandarsi affanculo reciprocamente, hanno preso una telecamera e girato un film in giardino. 

Dopo “La Mano Infernale”, il regista umbro ci riprova con l'ambizioso 'Passepartout -Tutte le porte sono aperte'. Abbandonato l'horror all'italiana, Buscaino decide di cimentarsi addirittura con la fantascienza.

I fratelli Andy e Manuel, assistono alla caduta di un ufo e soccorrono un'affascinante aliena, a cui sottraggono un misterioso oggetto, capace di aprire tutte le porte del mondo...un passepartout! Grazie a questo simpatico aggeggio, si danno alla bella vita, rubando degli orrendi berretti, dei dvd pirata, uno stereo del '95, ubriacandosi ed esaltandosi alla visione di una sciarpa della Ternana. Al ritorno a casa, l'aliena venuta da un pianeta della terza classe – che è incredibile oh, sono uguali uguali a noi, ma hanno gli occhi rossi! - si rivela essere una spietata assassina. Nel frattempo l'agente Stargot, sbarca sulla terra per fermare questa pericolosa criminale.

Sono tanti gli spunti per farsi quattro risate in questo filmetto amatoriale, realizzato con due soldi, quattro idee, cinque amici e la semplice voglia di divertirsi. Sì, perché il film ha il grande pregio di non prendersi mai sul serio, calcando la mano sull'aspetto più leggero e – passatemi il termine non offensivo – pecorerccio. Il buon Andrea Buscaino (fratello del regista, ma più probabilmente di Novak Djokovic vista l'incredibile somiglianza) si sdoppia nel ruolo del protagonista e dell'alieno Stargot - truccato di verde e con una parrucca alla Lei Wulong - conferendo all'extraterrestre un commovente e pesantissimo accento ternano. Eros Bosi gigioneggia da par suo, mentre Pierluigi Stentella, nel ruolo di un improbabile investigatore privato, viene coinvolto in dialoghi estenuanti ed allucinanti con il buon Stargot. Menzione a parte per Elisa Rosati, alias l'aliena Vegar, la cui interpretazione sfugge ad ogni parametro esistente.

Ciò che piace di questo Passepartout è il coraggio di osare, di non trattenersi e di avere l'ardore di schiaffare degli imbarazzantissimi effetti speciali creati con paint, di spacciare una scatola grigia con dentro delle lampadine colorate per un'arma di distruzione di massa e di far svolgere il “combattimento” finale al ritmo di Feuer Frei dei Rammstein. Il tutto condito da una sana dose di autoironia che fa indulgere su peccati abbastanza gravi, come i troppi riempitivi, l'audio pessimo, alcune inquadrature totalmente sballate, dialoghi assurdi e alla 'buona la prima' e dulcis in fundo una trama potenzialmente interessante che si perde quasi subito (ma il passepartout non doveva essere al centro del film???).

Ribadiamo stima e simpatia per questi ragazzacci ternani, che con passione e sacrificio perseguono il loro sogno di fare cinema. Dai che manca poco al livello Bruno Mattei.

Recensito da Vidur

VOTI
Trash: 88/100
Noia: 58/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 98/100
Presunzione della regia: 25/100
Incapacità degli attori: 82/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: La Mano Infernale


10 settembre 2012

IL MUTANTE - PROJECT V.I.P.E.R.

Di Jim Wynorski, con Patrick Muldoon, Theresa Russell, Curtis Armstrong, Joe Avalon, USA 2002

Project Viper (2002) on IMDb

La Nasa ha assoldato un gruppo di scienziati per la progettazione di un Project V.I.P.E.R., ovvero un microrganismo voracissimo e carnivoro la cui dieta si basa su di uranio e carne umana e che dovrebbe in qualche maniera, assolutamente non spiegata, rendere respirabile l'aria su marte.
La nave spaziale che deve portare il grazioso animaletto sul pianeta rosso però, colpo di scena, impazzisce e i membri dell'equipaggio spariscono nel nulla.
In realtà questo non centra minimamente col resto del film, ma ci verrà utile poi per svelare il finale (no, non lo faremo).
Sulla terra intanto qualcuno riesce a rubare la copia del Project V.I.P.E.R. nonostante sia conservato dalla NASA in una lampada da campeggio nascosta da inviolabili codici cifrati in uno scantinato protetto da un paio di arrendevolissime guardie.
Sfortunatamente i misteriosi complottisti (ben specificato sin dall'inizio complottisti interni) sono ancora più scarsi dei sistemi di sicurezza e dopo una fuga avventurosa e spericolata fanno precipitare il loro traballante aereo nel Nuovo Messico, per la serie lo spionaggio industriale spende mille miliardi per il colpo e poi incarica la banda bassotti di metterlo a segno.
Guarda caso nelle vicinanze c'è una tranquilla cittadina che, sempre guarda caso, sorge proprio su di una vecchia miniera abbandonata di uranio.
Il project V.I.P.E.R., che peraltro non è nemmeno una vipera o similare ma una specie di polpo bavoso, fa colazione con qualche ignaro abitante sebbene sulle sue tracce ci siano gli scienziati creatori e lo sceriffo Tulley che ha appena scoperta di avere un grave tumore (talvolta capita quando si abita sopra una miniera di uranio).
A questo già ben nutrito e chiassoso gruppo di sfaccendati si unisce l'agente speciale Conners, ovvero il personaggio bello, aitante, brillante e spiritoso del film, insomma il primo che speri venga sgranocchiato dal V.I.P.E.R. (ma sai che purtroppo non sarà così)
SPOILER
In breve viene rivelato il tradimento di uno dagli scienziati che ha venduto il V.I.P.E.R. ad un capoccia corrotto della NASA, tuttavia il mostro nonostante le sue mille abilità superpotenti si dimostra vulnerabile ad una bomba al mentolo o giù di lì. Fine.
FINE SPOILER
Nella scialba piattezza del film ci siamo permessi di rimarcare qualcosa di ignobilmente notabile che terrà sveglia la vostra attenzione durante la visione:
-Quando l'aereo precipita nella foresta non solo si materializza una pista d'atterraggio ma ad un certo punto compare una fila di bidoni pieni di benzina ben allineati per creare un'esplosione tanto fragorosa quanto assolutamente ingiustificata.
-Sempre nella stessa scena il pilota fa planare l'aereo senza subire il minimo danno fisico, nella scena dopo è morto.
-La NASA sa che su quell'aereo c'era il V.I.P.E.R., ma non ha alcun motivo si saperlo.
-Lo scienziato corrotto svela al cellulare il suo tradimento, questo nonostante alle sue spalle ci sia la sua collega, che ovviamente sente tutto. La sua telefonata viene inoltre registrata senza nessun motivo.
-Conners ordina una bomba al suo distretto che viene consegnata via posta e ad un'altra persona.
-Lo sceriffo nella scena finale vorrebbe salvare la città da eroe facendosi esplodere col mostro, ma tergiversa in maniera così clamorosa che il V.I.P.E.R. lo mangia, la bomba viene lanciata da Conners al volo dalla sua auto, ma visto che aveva un timer avrebbe potuto comodamente depositarla ai suoi piedi e allontanarsi con calma.
-Il Project V.I.P.E.R è uno dei mostri più informi, vaghi, insulsi che abbia mai calcato lo schermo, fa schifo pure nel nome.
In sintesi è aberrante la mancanza di idee e di fantasia del regista che ripropone tutti i cliché dei film del genere, la speranza che il nome di Wynorski cada nell'oblio eterno insieme ai suoi film è qualcosa che dovrebbe darci speranza, ma a cui in effetti questa recensione non contribuisce affatto.
Mannaggia.

Amaramente recensito da Ortnid


VOTI:

TRASH 74/100
Noia 74/100
Incapacità degli attori 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 73/100
Presunzione della regia 80/100

Se ti piace guarda anche: Un altro film a caso di questo sito

5 luglio 2012

I PREDATORI DI ATLANTIDE (Aka Atlantis Interceptors)


Di Ruggero Deodato. Con Christopher Connelly, Tony King, Gioia Scola. ITALIA/1983
Atlantis Interceptors (1983) on IMDb

“Ah, spinaci e fosforo!”

Per me è doloroso parlare male di un film di Ruggero Deodato, regista che ha regalato al mondo uno dei miei film preferiti di tutti i tempi, nonché un capolavoro assoluto come Cannibal Holocaust. Questo “I Predatori di Atlantide” però ha davvero poche frecce nella sua faretra.
Il “nonsense” si diffonde a macchia d'olio in questo film avventuroso in cui la trama è un pretesto per inscenare degli interminabili combattimenti tra dei bikers filippini e il nostro gruppetto di eroi. La coppia bianco-nera è formata da Mike e Washington (ma lui si chiama Mohamed); i due sono delle canaglie che dopo una gigantesca ondata in un lavandino, dovuto al recupero di un sottomarino atomico, si imbattono in un gruppo di ricercatori che hanno trovato una tavoletta, inconfutabile prova dell'esistenza di Atlantide. L'esplosione dovuta al sottomarino ha fatto riemergere l'isola e con essa gli abitanti, che si sono trasformati in dei cattivissimi bikers anni '80 che hanno l'unico scopo di uccidere il resto dell'umanità.

Inizia così il classico film polpettone d'avventura, con botti, esplosioni, inseguimenti e scontri interminabili, realizzati anche con cura vista la regia, ma che alla lunga finiscono inesorabilmente per rompere le palle. Tra l'altro i nostri punk-bikers sono dei veri idioti, visto che prima di attaccare alle spalle, urlano sempre per segnalare la loro presenza e venire uccisi dal buono di turno.
Il delirio finale con la professoressa rapita dagli atlantidei, proiettata in un videoclip dei Pet Shop Boys e che poi senza alcuna spiegazione si ritrova nell'elicottero, nobilita un tantino un film deboluccio e trascurabile: “Ma come, eri in mano ai saggi di Atlantide truccata di bianco, noi siamo scappati fregandocene di te e adesso ti ritroviamo così d'amblè sull'elicottero? - Eh, spinaci e fosforo!”. In effetti non fa un piega.

“I Predatori di Atlantide” è in definitiva un discreto prodotto trash, ad alcuni potrebbe piacere, ma a noi ha abbastanza fracassato i coglioni.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 71/100
Noia: 80/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 67/100
Presunzione della regia: 55/100
Incapacità degli attori: 51/100



Però, la colonna sonora mega eighties non è così male...

Se ti piace guarda anche: I Predatori dell'Anno Omega, Megaforce, I Predatori dell'Arca Perduta

26 giugno 2012

IL POZZO E IL PENDOLO


Di David Decoteau. Con Lorielle New, Stephen Hansen, Bart Voitila, Danielle Demski e altri ragazzetti imberbi. USA/2009/Regent Pictures

The Pit and the Pendulum (2009) on IMDb

“P.... D.. non si capisce un cazzo! -scoppia a piangere-”
Azaghtoth su “il pozzo e il pendolo”

David Decoteau reinventa e riscrive una delle piú celebri novelle di Edgar Allan Poe. Ovviamente lascio immaginare a voi in un film di questo particolare regista cosa si possa intendere per “pendolo” e cosa si possa intendere per “pozzo”.

Prestanti atleti in boxer e calzini decidono di fare delle sedute di ipnosi per aumentare esponenzialmente la loro omosessualitá forza e velocitá. Per farlo si affideranno ad una vecchia megera gonfia di botulino, che si rivelerá essere una sorta di strega con tendenze sadomaso.

David parte in sordina; per la prima mezzora abbondante non succede assolutamente nulla. -Embé?- Mi direte -Di solito succede qualcosa?- In effetti no, tuttavia l'inconfondibile orma del regista latita. Niente flashate, niente deja-vu.. pensate, quando i ragazzi scendono dalla macchina sono addirittura vestiti.

Liquidato il primo aitante atleta senza troppe cerimonie, si ritorna nella mediocritá per alcuni interminabili minuti; poi, quando piú nessuno se lo aspettava, improvviso come la primavera dopo un lunghissimo inverno, il repertorio del regista canadese in tutto il suo splendore esplode come l'allergia da polline, in un florilegio, un'antologia, un “best of”. Cominciano le flashate, la musica techno sale, i ragazzetti si spogliano sfoggiando i loro boxer e i loro calzini d'ordinanza. Flash back, flash back ovunque, pendole in dissolvenza. 

Tutto qui? certo che no. David stavolta vuole strafare, e distrugge anni di lavoro basato sull'omosessualitá (non troppo) velata, sul vedo-non-vedo, sul vorrei-ma-non-posso con minuti di scena in cui due giovani in boxer limonano felicemente nella loro stanza dopo aver letto un saggio sull'autocontrollo. Quarantadue minuti di applausi per l'outing di David, alla buon'ora. Certo, era molto piú divertente vedere i suoi ometti scrivere con l'indelebile “la mia passerina” sul culo della loro vittima (cfr. l'undicesimo comandamento) , ma si tratta comunque di una svolta epocale.

Per par condicio tengo ad informare la gentile clientela che vi sono anche alcune scene lesbo tanto random quanto immotivate. L'importante é eliminare qualunque forma di eterosessualitá dalla pellicola. Tant'é che l'unico che ci prova con una tipa é il primo a morire (ricorda, l'eterosessualitá uccide).

Un capolavoro della cinematografia Decoteauniana, una pietra miliare nella crescita psicosociale del regista e perdibile per tutti, tranne che per i duri e puri e per chi conosce a fondo l'artista. In sostanza sconsigliato per tutti tranne che per Azaghtoth.

Recensito da: Imrahil

TRASH: 88/100
Noia: 91/100
Ridicolaggine effetti speciali: 78/100
Presunzione della regia: 89/100
Incompetenza degli attori: 93/100 (peró sono ben definiti)


Se ti piace guarda anche: Beastly Boyz, Prepuzio in cappella.  

16 gennaio 2012

PAGANINI HORROR

Di Luigi Cozzi. Con Daria Nicolodi, Jasmine Main, Donald Pleasance. ITALIA/1989

Paganini Horror (1988) on IMDb

Una pietosa pop band anni '80 guidata da una cialtrona con la bocca di Steven Tyler, è in crisi compositiva e tutto quello che compone è una merda (come il plagio di “You give love a bad name” di Bon Jovi). Dunque il batterista si imposessa di un' antica pergamena con su scritta un'inedita composizione del violinista dell'800 Niccolò Paganini, la cui leggenda narra che abbia venduto l'anima al diavolo per il successo. Senza un come o un perchè, la cattivissima produttrice comprende che dietro a questo pezzo di musica classica possa celarsi un clamoroso successo pop.
E allora tutti alla villa stregata per girare il video. E qui parte la solita tiritera della casa maledetta. Infatti, a parte il ridicolo espediente del video pop e di Paganini, il film assomiglia in maniera inquietante a quelle cagate del ciclo delle Case. Quindi gente che sparisce, un assassino con la maschera di Paganini, buchi, gallerie, scosse elettriche, sangue e gente che si chiama e si cerca a ripetizione.
Una disgustata Daria Nicolodi, che interpreta la padrona di casa, si aggira per il set chiedendosi il motivo di quello che sta facendo, mentre la protagonista Jasmine Main è una cagna spaventosa, affossata ulteriormente da un doppiaggio terrificante. Ma la cosa più incredibile di “Paganini Horror” è il filtro notte. Avete presente quel filtro blu che i film poveri usano di giorno per fingere che sia notte? Ecco qui è usato in maniera assolutamente ridicola e pretenziosa. Infatti la fotografia blu vorrebbe suggerirci che fuori sia buio, e allora perchè il cielo è bianco, i lampioni sono spenti e si vedono le ombre degli alberi sulla casa? Roba da non credere.

Filtro notte ne abbiamo?


Ma anche il finale non è male.

[SPOILER]
L'assassino è il “fantasma” di Paganini che però è così stupido da dimenticarsi che lui muore al sorgere del sole. Infatti mentre lui suona beato dopo aver imprigionato la protagonista, ecco che dalla finestra filtra un raggio di luce.... e puff...rimane solo della cenere a forma di chiave di violino!
Geniale. Del resto Luigi Cozzi è quello di Scontri Stellari oltre la Terza Dimensione... mica cazzi.
[FINE SPOILER]

Siamo dunque di fronte ad un interessante horror anni '80 di un buon livello trash che consente di farsi quattro risate in compagnia. Sappiamo che "Paganini Horror" gode di una certa fama nel “nostro ambiente”, ma non fatevi abbindolare, l'eccellenza è altrove.
E ricordate che Paganini non ripete.
PS: Occhio all'onnipresente Donald Pleasance, più presente nel nostro blog di Azaghtoth.

Recensito da: Vidur

VOTI:
TRASH: 83/100
Noia: 64/100
Presunzione della regia: 55/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 86/100
Incapacità degli attori: 100/100 (alla protagonista) 78/100 (agli altri)




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Il Bosco 1, La Dolce Casa degli Orrori nel Tempo 4.



29 settembre 2011

IL PIANETA DEGLI UOMINI SPENTI (Aka Battle of the Worlds)

Di Antonio Margheriti, con Umberto Orsini, Claude Rains, Renzo Palmer, Italia 1961

Battle of the Worlds (1961) on IMDb

Ci sono diversi modi per sprecare del tempo e perdersi dei gioiosi e colorati momenti di vita, c'è chi passa ore davanti alla televisione, chi scrive recensioni su internet, chi passa il tempo a domandarsi sull'altrui demenza.
In un colpo solo, cari lettori, riuscirete a fare tutto questo se deciderete di cimentarvi in questa lenta e deprimente visione, sempre ammesso che abbiate il fegato per sopportare stoicamente tutti gli 84 minuti del film.
Il titolo è praticamente anche la spiegazione del film, un qualcosa che trasmette svogliatezza, noia e tedio, un prodotto molto anni sessanta, in cui lo spazio era visto come qualcosa di interessantissimo, vasto e aperto a tutte le maggiori castronate scientifiche immaginabili.
La trama è riassumibile in poche righe: un pianeta sta per schiantarsi contro la terra senza nessun motivo, viene così interpellato l'arrogantissimo professor Benson, il quale da consigli spassionati ma rigorosamente matematici direttamente dall'amaca nel giardino di casa sua. Quando dopo 840 ore (questo il tempo dell'impatto di collisione ad inizio film) la comunità scientifica si accorge di aver perso un po' troppo tempo e si accorge che in realtà il pianeta non si sta schiantando casualmente ma sta attaccando la terra con tanto di dischi volanti (un piatto rovesciato assomiglia ad un disco volante, ve ne eravate mai accorti? Io no ma il regista di questo film si).
Per farla breve il professor Benson va sul pianeta deserto, sconfigge i dischi volanti con la forza del pensiero e capisce al volo la situazione: gli alieni volevano attaccare la terra e hanno impostato il computer di bordo (del pianeta) per un attacco automatico, nel frattempo sono morti durante il viaggio a causa del tempo e della radioattività. Il professore si sacrifica per il bene della verità.
Che palle direte voi! Assolutamente vi rispondo!
Il regista ha usato praticamente tutto il suo  budget per ingaggiare Claude Reins, che interpreta il fastidiosissimo professore e ha dovuto utilizzare gli scarti per tutto il resto, dai dischi volanti al pianeta alieno che pullula di tubi rossi e carta stagnola.
Non basta la supponenza del professore nè lo squallore degli effetti speciali per rendere risibile questa pellicola, onestamente inconsigliabile.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 70/100 
Noia: 98/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 85/100
Presunzione della regia: 70/100
Incompetenza dell'attore: 99/100 per la simpatia, praticamente recita solo lui



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Space Men

14 marzo 2011

LADY TERMINATOR - LA MALEDIZIONE DI ERIKA (Aka Pembalasan ratu pantai selatan)

Di Di Jalil Jackson, con Barbara Anne Constable e Cristopher J. Hart. Indonesia/1989

Lady Terminator (1989) on IMDb

La giovane antropologa Tania Wilson, che compie studi sulla leggenda della regina dei mari del sud in Indonesia, viene rapita e posseduta dalla stessa regina che usa il suo corpo per dare la caccia alla nipote di Eelias (Erika), il tipo che con irridente facilità la ha spodestata  in passato. Inizia così una strage che coinvolge chiunque le si pari davanti, dai pusillanimi playboy indonesiani che evira ignobilmente senza l'uso di arma alcuna, all'intero esercito indonesiano massacrato a colpi di mitra, naturalmente il tutto avviene plagiando clamorosamente "Terminator", con buona pace della leggenda farlocca e pretestuosa dalla nullissima rilevanza scenica.
Erika però non è sola a difendersi, per sua sfortuna il poco aitante Bob si è proposto suo malgrado di aiutarla: nè la sua flemma da coleottero,  nè la sua fine mente caprina gli impediranno inoltre di far sì che la poco appetibile Erika, si innamori di lui. L'anziano Massabu spiega diligentemente a Erika che è lei la caccia dello spirito della regina del mare, ma che lui la proteggerà almeno fin quando Lady Terminator non troverà il suo punto debole.
Con disarmante facilità Lady Terminator scopre il punto debole di Massabu, nonostante esso sia nascosto e insospettabile: gli spara con violenza nelle palle.
Anche Lady Terminator ha però un punto di debolezza, si tratta del piccolo stiletto (Kriss), che nel finale Erika le pianta fra le costole generandone la distruzione e facendo svanire lo spirito annesso.
Nonostante la spudorata copiatura da Terminator, la disunicità della trama, la gratuità della violenza e la presunta censura da parte del governo Indonesiano, il film risulta essere pesante e difficilmente sopportabile, anche perchè girato in gran parte in notturna e perchè molto spesso ripetitivo. Per gli amanti del genere è comunque importante vedere come mentre da questa parte del mondo eravamo impegnati a girare roba del tipo "Megaforce" o "Bloody Psycho", nell'Asia più profonda non stavano certo a rigirarsi i pollici.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 73/100
Noia: 84/100
Ridicolaggine degli effeti speciali: 74/100
Presunzione della regia: 60/100
Incompetenza degli attori: 78/100


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30 dicembre 2010

POST IMPACT - Il giorno dopo

Di Christoph Schrewe, con Dean Cain Joanna Taylor Nigel Bennett Hanns Zischler, GER-USA/2004/Eagle Pictures

Post Impact (2004) on IMDb

A Berlino lo scienziato al soldo degli americani Starndorf e il suo socio Hintz (aimè non Peter) hanno inventato un potentissimo raggio laser comandabile da una satellite chiamato  SolStar 2 in grado di distruggere qualunque cosa nel raggio di 1000 kilometri, non si sa bene per quale ragione questa potentissima arma di distruzione di massa è stata creata per salvare milioni di vite umane; la figlioletta Anna è inspiegabilmente perplessa e pure l'insopportabile portalettere dell'ambasciata statunitense Parker lo è.
Nonostante i complicatissimi calcoli, gli studi balistici, le simulazioni di traiettoria e la consultazione delle tabelline di Ufotto-leprotto un asteroide che sarebbe dovuto passare anni luce dalla terra si scopre puntare dritto alla Germania settentrionale, tra venti minuti.
Grande scompiglio all'ambasciata americana costretta a dover terminare in anticipo il party organizzato proprio da Starndorf, ognuno prende posto su di un aereo per l'evacuazione,  Starndorf decide però di restare tra le lacrime della figlia Anna che invece parte. Parker invece è tranquillamente salito sull'aereo e se ne sta tranquillo seduto quando ad un certo punto gli sovviene che appena cinque minuti prima ha detto alla moglie e alla figlioletta che le avrebbe condotte in salvo con lui, cerca  tardivamente di scendere ma l'aereo sta già partendo ed entra anche in colluttazione con un pelatone maggiore dell'esercito.

Tre anni dopo Parker si ricorda che aveva una famiglia a Berlino e decide di tornare col suo tenero, dolce e totalmente inutile cagnolone a cercarla, per capire se si sono salvate o se si sono trasformate in bastoncini Findus visto che dopo l'esplosione dell'asteroide il clima è decisamente peggiorato in Europa e nevica sempre.
Parallelamente anche l'esercito dei Nuovi Stati Uniti d'America dislocati per l'occasione in Marocco intraprende una missione per capire chi si diverte a maneggiare il SolStar 2 arrostendo impunemente i loro aerei da ricognizione.
Con l'espediente più banale dell'universo (i due si incontrano al mercato, sic!) Parker entra in collaborazione con Anna e insieme al colonnello pelato e alla scienziata Sara (che fa presto scordare allo sbadato Parker che sta andando a cercare moglie e figlia abbandonate tre anni prima, vedasi video a fondo recensione) partono alla volta di Berlino.
Dopo avere chiaramente sbagliato strada (atterrano a Parigi, attraversano Colonia e compare un cartello "Berlino 10 Km"), perso un'unità corazzata, perso parecchi soldati, essere stati costretti a riparare in un tunnel, incontrano un gruppo di persone che vive nella metropolitana di Berlino e che non sono stranamente nè venditori di rose nè controllori dei biglietti calabresi (ovvero la fauna  comune al 90% delle metropolitane del mondo) ma sono solo gente che gli chiede per quale motivo non siano mai venuti a soccorerli nei tre anni precedenti, seguono risposte generiche e vaghe e colpetti di tosse imbarazzati.

Lasciati al loro posto con schifo questi poveretti (e rispondendo indirettamente alla domanda posta qua sopra) il nostro Parker decide oltre al cane inutile di portare con se anche un altro elemento che può sempre essere inutile nel caso di pericolose missioni segrete: una bambinetta piagnucolosa e muta.
Ben presto scoprono che Starndorf aveva creato una piccola comunità in grado di sopravvivere, mentre Hintz si è impossessato del laser per fare probabilmente del bene all'umanità, forse. Starndorf viene ucciso fra le braccia di Anna che prima di morire gli chiede la password per entrare nella stanza del laser, egli risponde con un sentenzioso "Ricorda!".
Sgominata la sonnacchiosa guarnigione a difesa del laser arrivano alla porta, dietro a questa porta a vetri c'è Hintz che spiega loro che vuole usare il raggio laser per distruggere la loro civiltà visto che non sono venuti ad aiutarli dopo la catastrofe ( e in effetti non è che abbia tutti i torti), Anna dopo aver provato qualche password finalmente mangia la foglia e capisce che il padre non intendeva "Ricordati la password che appuntavi sul tuo diario quando avevi 7 anni" ma intendeva proprio, in un tripudio di banalità, la parola "Ricorda".
Entrano e uccidono Hintz dando finalmente una conclusione al film.
NO! Infatti Sara faceva il doppio gioco e vuole usare il laser per distruggere la Mecca visto che gli arabi hanno alzato i prezzi del petrolio essendone aumentato il bisogno (quello che tu chiami ricatto si chiama mercato cara la mia Sara), Parker con tanta tanta ridicolaggine glielo impedisce e lui e Anna ne escono vivi avendo salvato il mondo.
Parker va allora dove c'era la sua vecchia casa, entra e trova un messaggio strappalacrime della moglie che dice che anche se le hanno abbandonate lo ama ma che fa tanto freddo e non sa se sopravviveranno.
Sia la moglie che la figlia sono infatti in modalità Polaretto Dolfin sul letto di casa, Parker piange un po' ma poi decide che tutto sommato una donna vale l'altra e che Anna saprà essere anche meglio della vecchia moglie, almeno finchè non abbandonerà anche lei fra i ghiacci.
Film abbastanza noioso e assurdo, gli attori sono clamorosamente insopportabili, Parker su tutti, si salva veramente poco.


Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH 68/100
Noia 82/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 70/100
Presunzione della regia 70/100
Incapacità degli attori  83/100





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PRISON OF THE DEAD - Prigione di Sangue (aka The Game)

Di David DeCoteau, con Patrick Flood, Jeff Peterson, Sam Page, Kim Ryan e Alicia Arden. USA/2000

Prison of the Dead (2000) on IMDb

"Sutra Sutra palapeliggos sutra stocazzolutos"
Tutti i personaggi ogni 3 secondi su qualsiasi cosa

[ANTEFATTO]
Quella vecchia volpe di Azagthoth ha proposto una follia per oggi: una maratona di film di merda che ci ha occupato praticamente tutta la giornata fino a poco tempo fa'. Ogni componente di pellicole dall'abisso ha scelto un film da vedere e anche un recensore per la suddetta pellicola. A me è stata affibiata questa palla colossale firmata David Decotau, che per l'occasione si firma Victoria Sloan (...). Grazie Azagthoth.

[TRAMA]
Kristof, con la complicità del suo migliore amico (Calvin), organizza un simpatico scherzo ai suoi amici: Calvin fingerà di essere morto e Kristof così avrà l'occasione di riunire la vecchia compagnia in occasione della falsa veglia funebre, che ovviamente si svolgerà nel castello di Dracula. Lo scherzo riesce e tutti ridono. AH AH AH AH. Per movimentare la serata i giovinotti decidono allora di organizzare una seduta spiritica, al fine di evocare uno spirito (a caso, a quanto ho capito) che dicesse loro dove trovare la chiave di Talon che a quanto pare è il desiderio più grande di Kristof. A questa scena segue un vuoto temporale, in quanto mi sono addormentato una decina di minuti. I miei compagni di sventura in ogni caso mi hanno raccontato che facendo la seduta sono state risvegliate tre mostruose creature con gli occhi fiammeggianti che uccidono persone a caso. Il resto del film è un continuo di scene già viste, questi mostri che sgozzano le persone, gente che viene posseduta da spiriti che gli fanno dire "Sutra Sutra" eccetera a gettito continuo.

Fondamentalmente in questo film non succede nulla. Paradossalmente succede meno perfino rispetto ad un normale film di David Decoteau, visto che non vi sono neppure situazioni ambigue/omoerotiche nè ragazzetti in boxer e calzini (ok, uno c'è.. forse il maestro non ha saputo resistere, ma è chiaro che la vicenda non è incentrata su quello). Un cazzo di niente fino alla fine, una vera tortura.
[SPOILER]
Sopravvive solo Kristof che riesce anche a trovare la chiave che andava cercando. Dribla i mostriciattoli 3 o 4 volte, che per l'occasione sono diventati paralitici, li umilia, fa' il tunnel ad uno il sombrero all'altro e prende la chiave dal collo del terzo apre la porta e tutti muoiono. E questa è la fine dei mostri più babbei di sempre.
[FINE SPOILER]
Settantatre dei peggiori minuti della mia vita. Una gran merda di film che strappa pochi sorrisi ed annoia fino a desiderare di prenderlo nel culo piuttosto che proseguire la visione (sarà una tattica di David?).

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH 51/100
Noia 95/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 79/100
Presunzione della regia 20/100
Incapacità degli attori  77/100



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17 dicembre 2010

PARANORMAL ENTITY

Di Oren Pel... Ops volevo dire di Shane Van Dyke con Erin Marie Hogan, Shane Van Dyke, Fia Perrera USA/2009/The Asylum

Paranormal Entity (2009) on IMDb

Senza vergogna. Quelli della Asylum rinunciano a qualsiasi parvenza di pudore gli fosse rimasta e decidono, sull'onda del successo di Paranormal Activity, di realizzare questo Paranormal Entity che in quanto a plagi spudorati farebbe impallidire persino il buon Bruno Mattei. Infatti non solo il titolo richiama in maniera evidente la pellicola di Oren Peli, ma tutto lo svolgimento del film non é altro che uno squallido copia/incolla. Quindi abbiamo il nostro allegro spiritello che sbatte le porte, che scopre la gente nel sonno, ogni tanto possiede qualcuno, si nasconde in soffitta, lascia orme in giro, tutto esattamente come nell'originale. Addirittura la protagonista femminile é molto simile fisicamente a quella di Paranormal Activity e l'atteggiamento del protagonista maschile é analogo a quello della sua controparte nella versione mainstream. L'unica piccola differenza é che qui lo spirito é decisamente più cattivo, infatti ricorre al crudele stratagemma dello scherzo telefonico per terrorizzare gli inquilini della casa... Capito che perfidia?
Tutto sommato é un peccato che il tutto sia stato realizzato in maniera così sciatta, l'Asylum si é lasciata sfuggire l'occasione d'oro di far meglio della versione originale, infatti a differenza di altre occasioni il budget necessario era sicuramente alla portata anche delle loro miserabili tasche, ma sopratutto, aldilà del successco di pubblico, l'originale era già di suo una cacatella e far di meglio non era poi così difficile...
Va beh dai amici dell'Asylum non abbattevi troppo, provate a chiedere un parere a Spielberg la prossima volta, magari vi va meglio...

Recensito da: Azagthoth

VOTI
TRASH 63/100
Noia 83/100
Ridicolaggine degli effetti speciali np
Presunzione della regia 30/100
Incapacità degli attori 79/100




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23 ottobre 2010

PINATA – L'ISOLA DEL TERRORE (aka Demon Island)

Di David e Scott Hillenbrand, con Nicholas Brendon, Jamie Pressley, Garrett Wang. USA/2002/Radder Pictures

Survival Island (2002) on IMDb

“Dovevi farlo tu. No tu. Ma no, io l'ho scambiato con Lady Terminator! Ma no, tu devi fare Virus che ti è anche piaciuto! No, lo deve fare Azaghtoth! Ma no, lui deve fare Sebastian Gaki e Chuck Norris contro Steven Seagal e i vampiri gay...vabè lo faccio io e vaffanculo”.

E' con queste esaltanti premesse che mi vedo costretto a recensire questa boiata clamorosa.
Un gruppo di classici universitari idioti americani, si trova su un isola per una specie di caccia al tesoro, ma uno di loro inavvertitamente libera un demone intrappolato in un'antica pignatta di terracotta. Il suddetto demone animerà l'oggetto che inizierà a seminare morte e terrore fra gli sventurati aventori.
La trama in effetti non è male, cioè una bella minchiata anche di quelle originali, peccato che lo sviluppo non sia granchè. Del resto i registi sono quell di King Cobra, mica cazzi.
Il gruppo di ragazzi è ovviamente insopportabile e stereotipato, con Nicholas Brendon di “Criminal Minds” e quella gnoccolona di Jaime Pressley di “My Name is Earl” a farla da protagonisti.
Però tra le ragazze si segnala anche una dal carattere irremovibile:
- “Dai facciamoci una canna”
- “No”
-” Dai”
- “Va bene”.

- “Dai facciamo sesso”
- “No”
- “Dai”
- “Va bene” e così via...

Per il resto la famosa Pinata che uccide fa abbastanza ridere. In certe scene c'è chiaramente un attore dentro un vestito da pignatta che si muove lento e goffo e che si vede nelle scene delle uccisioni. Poi una volta montato il film, i due registi si sono resi conto che faceva troppo cagare anche per loro, così hanno deciso di inserire delle scene in CGI in cui la Pinata corre, salta, rotola, e routa come una pazza, ma l'effetto è talmente misero che non ci si può non fare quattro risate.
C'è anche una buona dose di splatter: non è niente di sconvolgente, ma almeno riesce ogni tanto a mitigare l'aria di commedia pecoreccia all'americana. Eh già, perchè Pinata lo sa di essere una cagata e non lo nasconde, infatti tutto il tono del film è chiassoso e caciarone.
Nel complesso "Pinata..." si rivela abbastanza divertente, ma se ne può fare tranquillamente a meno.
Solo per gli irriducibili.

Recensito da: Vidur



VOTI
TRASH: 71/100
Noia: 75/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 87/100
Presunzione della regia: 40/100
Incompetenza degli attori: 65/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: una festa di messicani che rompone delle pignatte.

14 ottobre 2010

PARENTESI TONDE

Di Michele Lunella (mortacci tua) con Raffaella Lecciso, Giucas Casella, Flavia Vento, Pippo Pelo, Eva Henger, Patrizia De Blanck, Antonio Zequila e Karim Capuano. ITALIA/2006/Lunella production

Parentesi tonde (2006) on IMDb

"cosa fa' la bambina Alice quando esce dall'acqua? si Acciuga.."
Pippo Pelo su umorismo

Vanessa (Raffaella Lecciso) ha abbandonato il suo bel fidanzato sull'altare (Antonio ''er mutanda'' Zequila) senza un preciso motivo e giustamente decide di sfruttare il viaggio di nozze per andare a troieggiare in un villaggio turistico con la sua amica Emanuela (una gran figa assolutamente sconosciuta). Ci riesce perfettamente, tra mille peripezie, battute e situazioni comiche esilaranti (oh oh oh oh oh..)

Basta leggere il cast, che ho riportato in maniera mai così esaustiva proprio a questo scopo, per comprendere che questo film è stato prodotto utilizzando tutti i peggiori scarti della televisione italiana. Personaggi che sono troppo oltre perfino per Barbara d'Urso, Maria de Filippi e le peggiori tv locali. Dunque, potrei partire con il solito attacco all'Italia e ad un certo tipo di italiani.. quelli che guardano Amici, Uomini e Donne e blah blah blah è una vergogna e blah blah blah dove andremo a finire e blah blah blah la cultura in Italia.. ma: 1) non ne ho voglia 2) mi tengo questo discorso per film di gran lunga più seri, tipo Troppo Belli. Si, perchè questo è senza alcun dubbio il peggior film che abbia mai visto, e non sono certo una persona a completo digiuno di pellicole trash. La trama è assolutamente impalpabile, e come se non bastasse coperta da 327 sottotrame inconcludenti che riescono a farti perdere il filo (c'è mai stato? boh..) in meno di un secondo. Ma alla fine chi cazzo se ne frega, il quoziente intellettivo del pubblico per il quale è stato girato questo film è minore/uguale a quello di Raffaella Lecciso, per cui tutto a posto. Pubblico peraltro (e qui mi sono sentito fiero di essere italiano) che ha grazie al cielo risposto malissimo alla produzione di questo film che ha incassato la miseria di 9000 euro (fonte mymovies); evidentemente era troppo anche per le ragazzine di 15 anni che si strofinano la fagiana davanti ai tronisti, traete da soli le vostre conclusioni. E' superfluo dirvi come sia il livello della recitazione potendo attingere ad un cast di tale livello; no non è superfluo, perchè non è come vi potreste aspettare. E' molto peggio. Prima di intraprendere la visione di Parentesi Tonde, abbiamo visto Alex l'Ariete e vi assicuro che il film di Damiani sembra un film di Monicelli in confronto e che Alberto Tomba recita come Vittorio Gasman paragonato a tutti gli altri attori dell'altra pellicola. Bisogna sottolineare che questo film non fa' ridere. è una di quelle produzioni che ti lascia oggettivamente l'amaro in bocca.. ma cosa dico.. il sapore di merda in bocca. E' necessario prenderla in maniera estremamente leggera, senza pensare alle ripercussioni che questo film ha sulla reputazione della nazione Italia. Se siete abbastanza distaccati dal vostro paese per prenderlo così, vi spaccherete dal ridere. Altrimenti cadrete in una profonda depressione e vi suiciderete. Addio a tutti *bang*.

Recensito da: Imrahil

VOTI:
TRASH: 90/100
Noia: 80/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: np
Presunzione della regia: 0/100 (spero)
Incapacità degli attori: 100 e lode/100




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1 agosto 2010

I PREDATORI DELL'ANNO OMEGA (aka Warrior of the Lost World)

Di David Worth, con Robert Ginty, Pershis Kambatta, Donald Pleasance. Italia/USA 1983

Warrior of the Lost World (1984) on IMDb

“I Predatori dell'Anno Omega” è un film gemello a Megaforce. Stessa ambientazione pseudo-futurista, stesse spropositate pretese, stessa messa in scena miserevole, stessa “risposta italiana” a “Mad Max” e pure qualche attore in comune, come Pershis Kambatta.

Ma se “Megaforce” era essenzialmente un polpettone noiosissimo, “I Predatori...” svolge invece più che dignitosamente il suo ruolo di film di merda, divertendo e intrattenendo lo spettatore.

Il Guerriero senza nome si aggira per un mondo scampato all'olocausto nucleare combattendo razziatori e bande di giovani delinquenti. Salvato dalla misteriosa Nastasja dopo l'ennesima imboscata, si unisce a lei e ad un gruppo di uomini che combatte il potente e dispotico dittatore Prosser. La missione del guerriero sarà quello di liberare il padre di Nastasja, ma non tutto va secondo i piani...

La storia e il suo sviluppo sono assolutamente prevedibili, il barbuto Robert Ginty (il protagonista) è un abitiué di film di tal risma ed è il classico eroe cinico, cazzuto e totalmente monodimensionale; sprecatissimo invece un attore serio e di valore come Donald Pleasence nel ruolo del cattivo.

Il film si incentra dunque sopratutto sulla “spettacolarità” delle scene d'azione e degli effetti speciali.

La moto del Guerriero (una Benelli carenata?) è addirittura dotata di un computerino che parla in falsetto e di mitragliette uzi, ma il meglio sono le “sparatorie” i cui effetti sonori sono stati chiaramente fatti con la bocca, proprio come i bambini che giocano in cortile.

Nel complesso l'effettistica è discretamente ridicola, ma non abbastanza per ricevere una menzione di merito e lo stesso vale per tutto il film, che si lascia vedere abbastanza volentieri, senza eccellere in nessun campo.

Certo, i ralenty con le moto in fiamme dotate di rotelle non sono male, ma era lecito aspettarsi qualcosina in più...

La curiosità maggiore del film risiede però nella dubbia attribuzione della regia. Ufficialmente è stata accreditata allo sconosciuto David Worth, che secondo qualcuno è stato messo come tappabuchi dopo la dipartita di Joe D'Amato. Alcuni rifiutano totalmente il coinvolgimento del regista italiano, altri ancora dicono che a Worth abbiano messo il film in mano senza soggetto e sceneggiatura e che si sia dovuto basare solo sulla locandina. Più facilmente siamo di fronte ad un “puzzle” composto da scene girate da persone diverse e... si vede!

In conclusione un trash discreto, non indimenticabile, ma che può meritare una visione.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 71/100
Noia: 64/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 73/100
Presunzione della regia: 75/100
Incompetenza degli attori: 60/100



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7 luglio 2010

PYTHON

Di Rod MacDonald, con Casper Van Dien, Robert Englund,
USA/2000/Eagle Pictures

Python (2000) on IMDb

Un aereo sta volando senza motivo in mezzo ad una tempesta, un soldato senza motivo apre una cassa all'interno dell'aeromobile dalla quale, altrettanto senza motivo esce un gigantesco pitone piallaculi che si mangia l'equipaggio e fa' precipitare l'aereo.
Queste sono le premesse.. pensate un po' il resto. l'aereo (e di conseguenza il pitone) precipitano nei pressi di una tranquilla cittadina, dove vivono: quattro ragazzi, tra cui un agente immobiliare con i capelli fucsia e un scimmiato di mountain bike. due operai teste di cazzo. una caterva di sbirri, di cui uno fastidiosissimo che dovrebbe essere la macchietta comica. Un ufficiale della scentifica che assomiglia ad un gremlin. Un altro agente immobiliare talmente bravo da essere chiamato KENNY IL CLAMOROSO [SPOILER] che grazie al cielo viene pappato abbastanza velocemente e peraltro in maniera stupidissima. [FINE SPOILER]

Casper Van Dien è il capo della squadra di servizi segreti più stupida della storia del cinema. vera star di questo lungometraggio (lo ricordiamo per Starship troopers, ma soprattutto per Skeleton Man.. mica pizza e fichi) assieme ad un magnetico (cit) Robert Englund (Nightmare) che interpreta il più classico dei professori rompicazzo che tiene al progetto più che alla vita delle persone e bla bla bla bla. Il nostro Casper, con tanto di riga di lato e baffetti preadolescenziali cercherà di uccidere il pitone a tutti i costi sbattendosene del professore che vorrebbe catturarlo.. vabè.. solita storia. Il mostro di per se non è che compaia spessissimo, soprattutto all'inizio, ma quando si concede è un tripudio di pixel.. io poi apprezzo la computer grafica. veramente una poverata. ma non dimentichiamo che si parla comunque di 10 anni fa'.. La recitazione è abbastanza di basso livello, in alcuni casi imbarazzante. Menzione speciale per Jenny McCarthy che interpreta una puttana di origini italiane che vuole acquistare una casa da Kenny il Clamoroso ed abbassare il prezzo tipo con un chinotto; una scena veramente fastidiosa a tratti, penso volesse essere comica. Devo dire che ho passato un'oretta e mezza piacevole in compagnia dei miei amici e di Python: alla fine la trama si svolge in maniera lineare ma con un certo ritmo, alcune scene sono clamorosamente dei riempitivi ma tutto sommato sono godibili. L'unica cosa che un po' abbassa il voto di questo film è la sua bassissima presunzione.. voglio dire, è stato probabilmente detto agli attori di fare i coglioni totali per far apparire il film ancora più una cagata.. tuttavia mi sento di consigliarlo per una serata tranquilla un po' sciallo.


recensito da: Imrahil

VOTI
Trash: 69/100
Noia: 56/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 75/100
Presunzione della regia: 17/100 
incompetenza degli attori: 79/100






19 giugno 2010

PRIMAL PARK – lo zoo del terrore (aka Attack of the Sabretooth)

Di George Miller, con Robert Carradine, Nicholas Bell, Brian Wimmer. USA/AUS/2005/Sony Home Entertainment,

Attack of the Sabertooth (2005) on IMDb

“Il terzo, quello che stava per sposare [è morto] in un bizzarro incidente di giardinaggio: è caduto da un albero mentre lì sotto degli uomini agitavano i loro machete.. ed è stato decapitato!”
Figiano sulla sfiga che porta la fidanzata del co-protagonista

“Gli piace uccidere più di quanto gli piaccia mangiare. E loro adorano mangiare.”
Il figiano di prima su frasi ad effetto scontate

Un uomo d'affari sull'orlo del fallimento e dalla calvizie incipiente ha deciso di spendere ciò che rimaneva della sua fortuna nella creazione di uno zoo su un'isola delle Fiji. Uno zoo per la verità un po' particolare. Finanziando degli esperimenti genetici è infatti riuscito a ricreare in laboratorio delle tigri dai denti a sciabola e vuole arricchirsi svelandole al mondo intero. Superfluo ricordare che giocare a fare Dio non ha mai portato bene a nessuno..
Miei cari amici, ci troviamo di fronte a una piccola miniera di gemme trash, tanto che mi trovo nell'imbarazzo più totale non sapendo proprio da dove cominciare. Cerchiamo di andare con ordine.
Le due cose di questo film che vi salteranno all'occhio fin dai primi minuti sono il totale disinteresse di tutti nel fare i propri doveri ed il fatto che tutti si odiano. Nessuno in questo parco ha voglia di fare un cazzo: a cominciare dal primo sventurato figiano che verrà sbranato inseguendo una pagina del suo giornaletto porno rubatagli da una dispettosa folata di vento, per poi passare agli addetti al centro di controllo: ''ehi c'è un'allarme di tipo arancione nel settore tal dei tali, non sarebbe meglio darci un'occhiata? ''no.. lo fa' sempre'' ''ehi, il nostro collega non è tornato, è il caso di vedere che fine ha fatto?'' ''no.. sarà solo un po' in ritardo..'' .. E come dicevo tutti si odiano. Tutti. Non dico solo i colleghi tra di lavoro.. ma anche la gente a caso in giro. Si trattano davvero malissimo è una cosa fin imbarazzante! Per citarvi alcuni esempi: ''ehi, io qui potrei giocarmi il posto!'' ''sarebbe una bella fortuna''; c'è inoltre un altro gruppo di universitari stronzi attira guai che è lì sull'isola per una specie di concorso, una sorta di caccia al tesoro (che consiste in realtà nello svaligiare il parco).. ecco, loro si odiano tantissimo. E' un continuo di ''imbecille'' ''maiale''.. lo so che detto così non sembra nulla di sconvolgente.. è che loro sembrano proprio incattiviti, non sembrano proprio burle cameratesche o battute bonarie! Un po' frastornati giungerete di fronte ad una scena che vi farà letteralmente sciogliere in brodo di giuggiole: verrà finalmente inquadrata la struttura del primal park, sul cui tetto poggia una gigantesca e trashosissima statua dorata di una tigre dai denti a sciabola nella PEGGIOR COMPUTER GRAFICA CHE ABBIA MAI VISTO.. ma una cosa che non si può raccontare. Dovete vedere per credere. In realtà il film è veramente gravido di perle e non vorrei né rovinarvi troppo la sorpresa né fare una recensione di 400 pagine. Inutile dirvi che le tigri (che poi tipo sono tre in tutto lo zoo e non ci sono altri animali in tutto il parco se non dei maialotti selvatici) sono assolutamente ridicole.

SPOILER
Pensate, quella più grossa e pericolosa è perfino storpia e si muove strisciando sulle zampe anteriori.. “cazzo aiuto, come farò a salvarmi? Beh, penso salirò delle scale.. oppure semplicemente camminerò via”.
FINE SPOILER

Il film dura circa 90 minuti, personalmente l'ho visto tre volte e devo ammettere che alla terza proiezione ho un po' accusato il colpo e alla fine della visione ero abbastanza annoiato. In ogni caso si tratta di un film assolutamente da non perdere per un amante del trash, e da consumare insieme a più persone possibili.


Recensito da: Imrahil


Trash: 87/100
Noia: 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 98/100
Presunzione della regia: 72/100
Incompetenza degli attori: 52/100


!!!VIDEO CON SPOILER!!!





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Potrei dire qualsiasi monster-movie, ma dubito ce ne siano molti al livello di Primal Park.

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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