31 agosto 2010

GIALLO


Di Dario Argento con Adrien Brody, Emmanuelle Seigner, Elsa Pataky, ITA 2009
Giallo (2009) on IMDb
Per me che sono cresciuto con il mito di "Profondo Rosso", primo horror/thriller (insomma film pauroso) che io abbia mai visto, mai mi sarei aspettato di dover recensire una pellicola di Dario Argento in un sito di film di serie z, ma come ha dimostrato l'odierno ingaggio di Rinaudo da parte della Juventus, purtroppo quando pensi che il peggio sia passato ti trovi spesso a scoprire che invece non ha limite.
Da dove vogliamo partire? Dalla trama, eccola: un serial killer traumatizzato sequestra e uccide brutalmente belle ragazze, sulle sue tracce si metteranno un commissario (Adrien Brody) pure lui traumatizzato e la sorella (Emmanuelle Seigner) dell'ultima ragazza rapita.
Il film parte malissimo, la fotografia é quella di un qualsiasi thriller girato direttamente per la tv, di quelli che infestano i martedì sera di Rai 2 tanto per intenderci, ciò unito ad una trama che suonerebbe già risaputa anche nel Cenozoico ci fa capire immediatamente che il film tutto sarà fuorché qualcosa di memorabile.
Ci rimane comunque la speranza di poter, se non altro, assistere ad un onesto thriller, in grado di intrattenerci piacevolmente per un'oretta e mezza; invece ad annichilire anche quest'ultima speranza ci pensa una delle sceneggiature più squallide dell'intera cinematografia argentiana.
Innanzitutto parliamo del serial killer, tanti elementi non contribuiscono alla ruscita del personaggio: non é uno dei personaggi in scena dunque non possiamo neanche divertirci a scoprirlo, come nel più classico whodunit, il serial killer ci viene rivelato a metà pellicola quindi niente sorpresa finale, inoltre ha una somiglianza imbarazzante con Gargamella, il cattivo dei puffi, ma soprattutto ha il movente più idiota che la storia ricordi:
INIZIO SPOILER:
Come ci spiega con solennità il buon Adrien Brody: "He doesn't like beautiful things".
Capito che psicologia sottile? A lui non piacciano le cose belle, perché lui é brutto come scopriremo, e quindi uccide le belle ragazze. Complimenti, pensate che ci si sono messi in tre (Argento, Keller ed Agnew) per partorire questa genialata
FINE SPOILER

Ora so che qualcuno penserà: "va beh dai ma c'é di peggio, ne "Il cartaio" Silvio Muccino dice che gli passa come un vento tra le mani quando gioca a videopoker, no dai vuoi mettere?"
Il fatto é che questo é solo l'inizio, il colpo di grazia al film lo da l'incredibile storia personale del commisario Avolfi.

INIZIO SPOILER:
Sconvolto dall'aver assistito all'omicidio della madre, quando era ancora bambino, il buon Avolfi troverà il modo di vendicarsi uccidendo l'assassino, verrà per scoperto dal suo futuro superiore, il quale dopo aver ascoltato la sua storia lo aiuterà a diventare commissario!
Si certo come no... Sono cose che capitano tutti i giorni... Sisi assolutamente plausibile...
FINE SPOILER

Dopo un idiozia del genere il film sbraca totalmente, grazie anche al ridicolo espediente con cui viene scoperto l'assassino e ad un finale che vorrebbe essere amaro ma riesce solo ad essere incommentabile, di quelli che ti fanno solo piegare la testa con l'aria rassegnata.
Tirando le somme questo film é consigliato ad un amante del trash? Dipende, se di Dario Argento non ve ne é mai fregato niente guardatevelo le ghignate sono garantite, se però avete amato film come "Profondo rosso" e "Suspiria" (tra l'altro citati entrambi tanto per aumentare la tristezza) e sentendo pronunciare la parola "argento" non pensate solo ed esclusivamente al prezioso metallo, beh allora risparmiatevi lo strazio della visione di "Giallo", ve lo consiglio con il cuore.

Recensito da: Azagthoth


VOTI:
TRASH 70/100
Noia 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 50/100
Presunzione della regia 70/100
Incapacità degli attori 70/100

25 agosto 2010

RING OF DARKNESS

Di David DeCoteau con Colin Bain, Matt T. Baker, Adrienne Barbeau USA/2004/Rapid Heart Pictures (ma dai chi l'avrebbe mai detto)

Ring of Darkness (2004) on IMDb

E' notte. Un giovane corre disperato verso la salvezza, quando é circondato da un gruppo di ragazzotti che ne fermano la fuga, il giovane disperato urla: "Racconterò a tutto il mondo ciò che fate" e loro diabolici replicano: "Tu non racconterai niente a nessuno! Ahahah". Parte la musica truzza e compare il titolo: "Ring of Darkness.
So cosa state pensando "ma io questa scena me la ricordo, io questo film devo averlo visto" e invece no, o per meglio dire é possibilissimo che lo abbiate visto ma é più probabile che abbiate assistito un altro qualsiasi film di David DeCoteau (e se seguite minimamente GXT vi sarà capitato di sicuro). Infatti questo non é l'inizio di questo film di DeCoteau ma é l'Inizio (la maiuscola é d'obbligo) di tutti i film di DeCoteau. Non sto esagerando, parlo con cognizione di causa dall'alto della mia esperienza, com'era l'inizio di "Stirpe di sangue"? Uguale. E quello di "The Frightening"? Anche. E quello di Brotherhood: Patto di Sangue (a breve la rece)? Pure. Visto ve lo avevo detto... 
Ma non solo l'inizio ma anche la trama é sempre la medesima ed immutata: un giovine pieno di speranze viene avvicinato da una confraternità di ragazzotti che gli offre mari e monti ma che in cambio vuole da lui qualcosa. E quindi largo a tutti gli elementi più caratteristici del suo cinema, solita trama, solito stile: i ragazzi eternamente in boxer, i flashback che ci ricordano quanto accaduto giusto due minuti prima (per allungare un pò la minestra), le flashate bianche, i giovanotti ripresi con il rallenty (fa sempre parte della melina cinematografica di David), gli enevitabili rituali, gli interminabili dialoghi e via dicendo.
Sono comunque presenti in questo film piccoli variazioni sul tema ad esempio invece della classica confraternita universitaria c'é una boy band i "Taken Ten" alla ricerca di un nuovo membro, c'é un abbozzo di critca sociale nei confronti delle boy band in generale (per carità niente di eccezionale si intende, il livello di profondità é più o meno lo stesso di quelli che scrivono Berlusconi stronzo o Veltroni figlio di puttana sui manifesti pubblicitari in metropoltana) e una ragazza insolitamente carina per la media delle protagoniste femminili dei film di David.
Questo é il cinema di David Decoteau prendere o lasciare.

Recensito da: Azagthoth

VOTI:
TRASH 70/100
Noia 70/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 67/100
Presunzione della regia: 50/100
Incapacità degli attori: 73/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE:
un qualsiasi film di DeCoteau con degli adolescenti a torso nudo in copertina.

24 agosto 2010

SCIAME ASSASSINO

Di Paul Andresen  con  Shane Brolly,  Kaarina Aufranc, USA/2003/Eagle Pictures

Deadly Swarm (2003) on IMDb

Ragazzi che palle! Per la centomillesima volta mi trovo a dover recensire un film uomo versus natura, peraltro passato in tempi recenti su Italia 1. Questa volta a differenza di altre il film è densissimo e succedono una marea di cose (chiaramente tutte inutili al fine della trama), è reso per giunta ancora più insopportabile dal doppiaggio che fa parlare tutti i messicani (cioè chiunque in questo film meno i cattivi) in una specie di misto italo-ispanico con battute del tipo "Hola amigos, como andemos in questo dias, hai visto quante vespe, hasta la vista gringo" e ogni altra sorta di parola spagnoleggiante che vi passa per la vostra testa.
Le comparse messicane, appare scontato dirlo, sono tutte grasse, pigre, ignoranti, ubriacone e si chiamano Ramirez o Gonzalez.

LA TRAMA
Lo scienziato pazzo e sanguinario Schröder si reca in Guatemala alla ricerca dello sciame assassino, che dimora nella foresta dai tempi di Cortez, si imbatte in un villaggio Maya (che tecnicamente si sarebbero estinti 1000 anni fa ma nei film americani Maya=Messicani come già ho avuto modo di scrivere in altre recensioni) e si fa dire dove si trova lo sciame, che secondo lui potrebbe in qualche maniera sconfiggere il cancro.
Una volta trovato lo affida ad un trafficante di droga in camion che ha il compito di portarlo in america ma in un improbabilissimo incidente il camion si rovescia e lo sciame viene liberato nei pressi di un villaggio, il conducente viene ricoverato causa perforazione di un polmone (ma nella scena dopo verrà detto che ha preso un colpo in testa) e muore poco dopo, le vespe iniziano a uccidere gente di qua e di la.

Frattanto nel villaggio il sindaco (un burrito panzone, con sigaro in bocca e che possiede qualunque cosa e persona del paese) licenzia "il ragazzo degli insetti" Lang, che aveva il compito di uccidere le zanzare del paese e invece le ha triplicate, non permette inoltre allo sceriffo Ramirez di impedire la festa dei morti che deve tenersi a breve nel paese.
Per non si sa quale motivo Sandra (l'immancabile ragazza impicciona rompicoglioni presente in ogni filmaccio pseudo ambientalista) che indagava sul traffico di droga assieme ad un suo grasso ed inutile amico si trova sulle tracce dello sciame ed entra in combutta col nostro eroe Lang.
I due capiscono che Schröder vuole che lo sciame di vespe attacchi la popolazione nel giorno della festa, non riescono a impedirlo, lo sciame attacca la festa (una roba tipo festa di fine anno della scuola in maschera) facendo tantissime vittime, Sandra viene punta e qui viene svelato il perchè di tutto ciò, Schröder vuole estrarre il DNA della ragazza per farne un potente antidoto e salvare "milioni di persone", Lang e Sandra uccidono tutti i cattivi e dei pipistrelli mangiano tutte le vespe, la natura ha chiuso il suo cerchio.

Commentarlo mi sembra superfluo, vorrei solo ricordare qualche perla, tipo che i nostri eroi si accorgono solo a metà film che le vespe non uccidono ma mandano in coma (e tutte le vittime fatte fino a quel momento che sono state seppellite senza controllare se fossero vive o morte direte voi? Eeehh vabeh), oppure la scena in cui Ramirez e Lang entrano in ospedale e vedono il medico assalito dalle vespe, cosa fanno, dite che lo aiutano? Chiaro che no, lo chiudono dentro e correndo escogitano un piano complicatissimo: una volta usciti Lang sale sulla macchina e si lancia a tutta velocità contro la porta chiusa dell'ospedale saltando giù poco prima dello schianto, nel frattempo Ramirez ha aperto del gas all'interno della struttura, esce e spara al serbatoio della macchina appena dopo che Lang è saltato facendo esplodere l'ospedale, questo piano che forse non sono riuscito a spiegare in tre righe scritte i due se lo spiegano telepaticamente nel giro di 3 secondi.
Avvilente anche il fatto che nel film viene spiegata 18 volte la dizione e il significato della parola ENTOMOLOGO, che al regista deve essere apparso un vocabolo misterioso e ricercato.
Una recensione caotica per un film ancora più caotico.

recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 61/100
Noia: 70/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 60/100
Presunzione della regia: 69/100
Incapacità degli attori: 73/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Qualsiasi film che abbia il nome di un animale nel titolo

LA CROCE DALLE 7 PIETRE - La Camorra contro il Lupo Mannaro (Aka Talisman)

Di Marco Antonio Andolfi, con Marco Antonio Andolfi, Annie Bella, Gordon Mitchell. ITALIA/1987/G.C. Pictures

Cross of the Seven Jewels (1987) on IMDb

“Aborì, vieni qui!!!”

Ed eccomi qui, anch'io come Aborym, a far fronte all'onere e all'onore di dover recensire uno dei film trash per eccellenza e il suo ancor più memorabile seguito.

“La Croce dalle 7 Pietre”, per chi possegga un minimo di “cultura” cinematografica, dovrebbe essere un titolo noto, in quanto perfetta sintesi del film di merda Made in Italy. Siamo di fronte infatti all'apice del comico involontario, un'opera verso cui tutti gli altri film da “So bad, it's good”, dovrebbero guardare con timore e rispetto.

Ma andiamo con ordine. Il mitico, leggendario, straordinario, unico e solo Marco Antonio Andolfi è un attore e regista teatrale di Roma; un bel giorno del 1987 decide di fare un film e ottiene i fondi (limitatissimi a dir la verità) grazie ad una sovvenzione statale (!).

Il buon Marco Antonio (che decide di usare lo pseudonimo di Eddy Endolf per l'occasione) scrive, dirige e interpreta.

La trama: Marco (sempre Andolfi) è un ragazzo di Roma che viene invitato a Napoli dalla cugina. Una volta arrivato lì viene subito rapinato della sua croce (quella del titolo ovviamente) da due tizi in moto. Da qui inizierà la sua ricerca disperata per recuperare il magico amuleto fra gli ambienti della camorra. Infatti senza di esso, allo scoccare della mezzanotte, Marco si trasforma in un lupo mannaro.

E' quasi impossibile descrivere nei dettagli questo film. La sciatteria e la noncuranza della regia è spettacolare, lo sviluppo dello script è risibile - con una decina di sottotrame totalmente slegate tra loro che non hanno alcun senso e che vengono aperte e mai chiuse - l'interpretazione degli attori è inimmaginabile, i dialoghi massacranti e gli effetti speciali sarebbero inadeguati in una recita parrocchiale.
Quindi ora mi limiterò a gettare alla rinfusa ciò che questo film è in grado di offrire.

La pseudo-orgia satanica della prima scena in cui il mitico Gordon Mitchell (dove c'è un film di merda c'è anche lui) nelle sue migliori smorfie invoca il demonio Aborym, al grido di “Aborì, vieni qui!”.
Marco Antonio con la sua faccia da idiota e il suo tic agli occhi, che si crede un adone in grado di conquistare tutte le donne che incontra.
La scena al bar, dove viene inquadrata per un quarto d'ora la ragazza che compone il numero (due volte, e in uno di quei telefoni con la tastiera a “cerchio”).
Il sogno di Marco dopo 20 minuti, in cui praticamente ci fanno rivedere ciò che abbiamo appena visto con un filtro blu e Aborym con una bolla rossa che gli esce dalla testa.
I camorristi che hanno battute del tipo “San Gennà, aiutaci tu!” o “Iamme a vedè Maradona”.
L'incontro col ricettatore Totonno O' Cafone, al cui Marco trasformato in licantropo, scioglierà la faccia (vedere il video più in basso per credere).
La scena della discoteca in cui Marco incontra una ragazza che gli offre della marijuana e che dopo un secondo dopo si innamora di lui e diventa la donna della sua vita...e poi c'è la TRASFORMAZIONE.

Ovvero quando Marco da pacifico bancario di Roma, privo della sua croce, si trasforma in un terribile e fortissimo uomo lupo.
La trasformazione avviene 4-5 volte in tutto il film e dura un'eternità. Fotogramma per fotogramma vedremo Marco Antonio digrignare i denti ricoprirsi pian piano di peli, solo sulla faccia però. Eh già, perchè poi sarà totalmente nudo, ad eccezione di una ridicola maschera sul volto,, dei guanti da cucina ricoperti di pelo e di una specie di toupet a coprire le parti intime. La creatura diventa potentissima, è in grado di uccidere un uomo con una manata e di far sciogliere la faccia alle persone. Questo perchè la madre del suddetto era “fissata e adoratrice di Satana” e aveva fatto un patto col diavolo. Poi un giorno cambiò idea e un vescovo le diede questa croce da mettere al collo al figlioletto in modo da proteggerlo. Ma Aborym non è mica un pirla, infatti è un'incrocio fra un gorilla, il cugino It della Famiglia Addams e Chewbecca. Però parla con accento napoletano e dice cose tipo “Sgualdrina...devi morire..devi morire...” ed è in grado di far esplodere lo stomaco alle persone.

E non è finita qui, sicuramente sto dimenticando qualcosa, ma mi dovete perdonare perchè il film è talmente pregno di merda che è difficile ricordarsela tutta.

Ma “La Croce...” è davvero magica, perchè riesce in altre 4 prodezze:
1)Nonostante questo turbinìo di situazioni deliranti ed esilaranti, il film è anche noioso, tanti pezzi sono da bypassare senza remore.
2)Il film, Marco Antonio e tutti gli interpeti si prendono dannatamente sul serio. Non vi è la minima ombra di ironia.
3)In Giappone è stato venduto col titolo di “Talysman” e con un montaggio diverso. Beh sembra che abbia avuto un successone.
4)Darà vita ad un seguito, a mio modesto parere addirittura migliore, il clamoroso “Riecco Aborym”.

“La Croce dalle 7 Pietre” è dunque un articolo indispensabile per chiunque voglia approciarsi al genere, una summa di tutto ciò che amiamo e veneriamo. Uno dei “Film di merda” per eccellenza, una pillola contro il cattivo umore, un toccasana per la depressione, il perfetto esempio pratico di quello che succede quando si mette un inetto, pazzo visionario, che si crede insieme Kubrick e un modello di Armani, dietro la macchina da presa. O semplicemente un'opera di Marco Antonio Andolfi.

recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 97/100
Noia: 85/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 98/100
Presunzione della regia: 91/100
Incapacità degli attori: 99/100



Una delle grandi trasformazioni di Marco Antonio



La brutta fine di Totonno O' Cafone

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22 agosto 2010

BARB WIRE

Di David Hogan con Pamela Anderson, Udo Kier, Temuera Morrison, USA/1996/Dark Horse Entertainment

Barb Wire (1996) on IMDb

"Non chiamarmi baby!"

"Barb Wire" appartiene a quella categoria di film che hanno un solo ed unico scopo, quello di cercare di lanciare nel mondo del cinema qualcuno che con il suddetto mondo non dovrebbe aver mai nulla a che fare. Come potete immaginare questa categoria di pellicole raccoglie alcuni tra i più agghiaccianti aborti che la storia ricordi, come "Presa Letale" con protagonista il wrestler John Cena tanto per citarne uno.
Il nostro "Barb Wire" ha invece l'arduo compito di lanciare nel firmamento delle stelle hollywodiane Pamela Anderson (qui pure Lee) e noi dopo 14 anni possiamo dire con il senno di poi se fu vera gloria ovvero: Pam é diventata una star del cinema? La risposta é no. La causa? Forse il film in questione faceva altamente cagare? La risposta é si.
La vicenda é ambientata in un futuro post cataclisma (in questo caso la seconda guerra civile americana) in cui da una parte ci sono i governativi, classici cattivoni simil nazi, dall'altra ci sono i ribelli, buoni, scalcinati e con le pezze al culo nel mezzo c'é la protagonista una cinica (almeno all'apparenza) mercenaria di nome Barb Wire.
Ora se ti chiami Kurosawa o Leone da questa premessa puoi anche far nascere un gran film, ma se ti chiami David Hogan evidentemente no. Il film non decolla mai, il soggetto é di una piattezza avvilente, insomma tutto é buttato sulle spalle di Pamela Anderson. E lei? Beh lei durante tutta la durata del film sembra semplicemente annoiata, annoiata a morte. Probabilmente se ne era accorta pure lei che questa schifezza non se la sarebbe filata nessuno.
Non perderò tempo a dilungarmi sulla fedeltà o meno al fumetto da cui é tratto, per due motivi fondamentali: primo, perché non l'ho mai letto, secondo, perché non credo che a nessuno, dal regista all'ultimo dei truccatori sia mai fregato qualcosa del personaggio di Barb Wire e della sua storia, come ho già detto l'unico scopo del film era lanciare Pamela Anderson, tutto il resto é solo contorno. E la cosa si nota e molto purtroppo.
Dai Pam non te la prendere, rimarrai C.J. Parker di Baywatch per sempre ma il cinema lascialo perdere va che é meglio.
Accludo il video del singolo che ha accompagnato la distribuzione del film Welcome to Planet Boom di Tommy Lee perché é una delle cose peggiori che io abbia mai ascoltato in vita mia.

Recensito da: Azagthoth


Voti
TRASH 51/100
Noia 77/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 50/100
Presunzione della regia 55/100
Incapacità degli attori 60/100





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LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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