16 ottobre 2011

GODZILLA FURIA DEI MOSTRI (aka Gojira tai Hedora)

Di Yoshimitsu Banno. Con Akira Yamauchi, Hiroyuki Kawase, Keiko Mari, Godzilla, Hydrax. 1971/Giappone/Toho

Godzilla vs. Hedorah (1971) on IMDb

Un altro Godzilla? Sì, un altro Godzilla. Qualcosa in contrario?
Questa volta il nostro amico e tutto il Giappone se la deve vedere con un mostro particolarmente cazzuto, Hydrax (o Hedora secondo la versione originale). Evidentemente ad inzio degli anni '70, anche i giapponesi si sentivano un po' hippie e il film è l'espressione di una forte critica sociale contro l'inquinamento, accompagnato da un rave-party improvvisato nel bosco.
Dicevamo di Hydrax, arrivato sulla terra da una cometa e che si alimenta e cresce grazie allo smog, all'inquinamento e alle scorie nucleari...o qualcosa del genere. Prima assume le sembianze di un enorme girino, poi diventa una specie di anfibio, poi si trasforma in una manta volante di 90 metri che rilascia acido fosforico e infine in un classico mostrone a due zampe.
Dopo una certa esperienza Godzilliana, posso tranquillamente affermare che il buon Hydrax gode del peggiori effetti speciali e della peggiore tutina-mostro della storia, essendo marrone, con delle frange fangose e una specie di terzo occhio rosso sulla testa. Ma è anche uno dei più cazzuti. Infatti può trasformarsi a suo piacimento da manta volante ad antropomorfo, spara del fango fumante e ha un laser sulla testa.
Non ho ancora parlato degli umani, perchè ovviamente non hanno alcun ruolo rilevante, se non il bambinetto e il padre professore che fanno tutte le scoperte e che si ingegnano per battere Hydrax. Chiaramente il clou è lo scontro tra i mostri che regala emozioni nel finale.
I due si battono per un tempo quasi infinito, Hydrax sputa del fango fumante, Godzilla gli cava un occhio, Hydrax lo atterra, lo porta in volo in una cava e lo ricopre di fango. Finalmente l'esercito si sveglia e con un abile stratagemma (abbaggliarlo con i fanali delle auto) lo attirano verso la trappola: due pannelli di elettricità che dovrebbero fulminarlo...o qualcosa del genere. Riescono finalmente a colpirlo e il risorto Godzilla, in un atto di stonata cattiveria, gli preleva due uova del grembo e le distrugge.
Finita? Macchè! Hydrax risorge, vola via in versione manta, Godzilla lo raggiunge volando all'indietro dandosi spinta col fuoco, lo riporta ai pannelli e finalmente lo ammazza senza pietà, facendolo letteralmente a pezzi.
Ma Godzilla non è contento: con uno sguardo carico di rimprovero, ammonisce gli umani a non inquinare più e a riflettere sui loro sbagli.


Classico delirio nippo-Godzilliano, decisamente divertente, dotato di buon ritmo e pregno di minchiate. Consigliato, se siete amanti del genere.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 86/100
Noia: 51/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 91/100
Presunzione della regia: 45/100
Incompetenza degli attori: 50/100

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Vola, Godzilla, Vola!

9 ottobre 2011

STREET FIGHTER - SFIDA FINALE

Di Steven E. de Souza, con Jean-Claude Van Damme, Raul Julia, Ming-Na, Damian Chapa, Kylie Minogue. USA-JAP/1994/Universal

Street Fighter (1994) on IMDb

"So che ti piace guardarti in televisione, paranoico figlio di puttana, perciò guarda questo.. AH! *gesto dell'ombrello*"


Mio nonno, forse, potrebbe recensire questo film meglio di me in quanto, quando altro non ero che un bambino che amava dilapidare le monetine da 500 lire nelle sale giochi, lo costrinsi ad accompagnarmi al cinema ben due volte a vederlo. Perdonami nonnino ti voglio bene.

il generale Bison (Raul Julia) vuole diventare capo del mondo, e per farlo ha rapito 63 ostaggi di cui a nessuno nel mondo reale importerebbe ed ha richiesto un riscatto di 32924 fantastilioni di dollari. Jean-Claude van Damme, nelle vesti di Guille (ovvero il personaggio più scarso della storia di Street Fighter), ovviamente non può sopportare questi vili soprusi e si proporrà da solo di sconfiggere tutto l'esercito del "sedicente Generale", forte del suo essere Coglionello dell'Esercito delle Nazioni Unite.  Il regista si ripropone peraltro di aggiungere 128 sottotrame per giustificare la presenza nella pellicola di tutti gli altri lottatori del famoso videogioco di Capcom (tutti nessuno escluso!!!). Street Fighter non è propriamente un film trash alla fine della fiera, soprattutto se consideriamo il pubblico a cui esso è rivolto. Diciamocelo, io a 9 anni lo consideravo uno dei capolavori della storia del cinema, probabilmente mio nonno avrebbe avuto qualcosa da ridire. Ci troviamo di fronte quindi ad una burinata pazzesca con tanti pugni, tante battute sarcastiche, tante esplosioni, dei cattivi con la tutina rossa ed il casco da motociclista, degli eroi che perseguono la pace, la giustizia e la felicità del mondo (a suon di cannonate, ovviamente). Tra le scene memorabili del film vogliamo ricordare in questa sede:

1) Van Damme che dice in diretta universale agli ostaggi che stanno per andare a salvarli, vanificando qualsivoglia effetto-sorpresa.

2) Blanka che diventa Blanka (cioè un mostriciattolo verde) dopo aver visto dei cinegiornali di guerra e le ''Guerre continue" di Riecco Aborym (ma si salverà guardando Martin Luther King).

3) Mr. Bison che chiede la parità della Sterlina inglese con i Bison Dollars

4) Ken e Ryu che ci costringono a sopportare le loro battute da simpatiche canaglie

5) Mr. Bison che vola e lancia fulmini contro Van Damme.

6) Van Damme che ci prova goffamente con Chun-li

7) L'impagabile scena finale nella quale tutto esplode ed i personaggi si mettono in posa bulla come nel videogame.

Il film si trascina verso la sua banalissima conclusione con un certo ritmo, con effetti speciali in linea con quelli dell'epoca, che inevitabilmente oggi appaiono ridicoli, ed una recitazione uniforme ed adeguata al tipo di prodotto. Raul Julia, il Gomez della famiglia Addams, morirà pochi giorni dopo la conclusione delle riprese di questo film, per un tumore allo stomaco, non potendo così riabilitare la sua carriera in nessun modo dopo aver girato questa cagata gigante.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 81/100
Noia: 54/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 68/100
Presunzione della regia: 36/100
Incompetenza degli attori: 58/100






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5 ottobre 2011

LASERBLAST - L'UOMO LASER

Di Michael Rae. Con Kim Milford, Cheryl Smith e Ron Masak. USA/1978

Laserblast (1978) on IMDb

In un imprecisato deserto americano, un tizio con la faccia verde e un fucile laser al braccio, viene polverizzato da due deliziosi e simpaticissimi alieni dalle sembianze di una tartaruga sgusciata. Dopo un tot di tempo, lo sfigato del paese, Billy Duncan, ritrova l'arma e una specie di pendaglio gigante con cui si trasforma in Laserblast. Billy dunque continua la sua vita di tutti giorni, facendosi malmenare da dei bulletti e passando del piacevole tempo con la sua ragazza Cathy, se non chè di notte, ma anche di giorno senza una spiegazione logica, si rimette il medaglione e con il suo fucilone laser va in giro ad ammazzare gente e a far esplodere auto e cabine del telefono. Tutto ciò finchè non tornano gli alienini dell'incipit e lo uccidono con un raggio viola. Fine.

Laserblast è sostanzialmente tutto qui. Venduto come uno dei capolavori trash di fantascienza, il film si snoda con lentezza esasperante e noia mortale, piazzando riempitivi a destra e a manca. A ben pensarci tutto il film è praticamente un riempitivo, visto che la fine e l'inizio sono intercambiabili. Tutto quello che succede nel mezzo è sostanzialmente inutile, tanto quanto il misterioso uomo della CIA che arriva in città per non fare un cazzo di niente, così come lo sceriffo della Signora in Giallo. Il regista si diverte quindi a far esplodere cose ogni 2x3, giusto per far trascorrere un pò di tempo prima del finale.

A salvare il tutto però ci sono i due simpatici alieni-tartaruga; realizzati con la tecnica «stop-motion» che avrebbe fatto arrossire una recita parrocchiale del '32, stanno sulla loro astronave di cartapesta con una telecamera (chissà dove, come e quando) puntata sul nostro Billy, fanno quattro chiacchere col capo-alieno, e da buoni «deus ex machina», giungono infine a laserare l'uomo laser sul tetto di una casa.

Buchi di sceneggiatura, noia, realizzazione da quattro soldi ed effetti speciali ridicoli. Siamo nel posto giusto.

Stranamente questo è l'unico film diretto da Michael Rae però se volete, potete vedere il secondo film degli sceneggiatori: «Pornorella».

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 85/100
Noia: 90/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 95/100
Presunzione della regia: 74/100
Incompetenza degli attori: 61/100

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Laserblast...Will blow your mind!!!

QUATTRO CAROGNE A MALOPASSO

Di Vito Colomba, con Salvatore Cipponeri, Tony Genco, Nino Scaduto, Gennaro Quagliarulo. Regno delle due Sicilie 1989

Quattro carogne a Malopasso (1989) on IMDb

Da dove iniziare? E' difficile trovare una introduzione a questo pizza-western più che dall'abisso dal cassonetto dell'immondizia.
Forse dire che già nei titoli di testa viene espressamente detto che il film è stato realizzato con mezzi di fortuna (nel caso non ve ne accorgeste) può essere un buon viatico. Titoli di coda peraltro infarciti di errori di battitura, errori di grammatica, errori esistenziali, che introducono le gesta dei nostri eroi quali Bill Annunziato Nelson, lo sceriffo Sam Pasquale Hoara (in seguito scritto Sem O'Hara) con la figlia Mary Addoloratah Concezione e altri pusillanimi personaggi dal biascicante accento siciliano (forse).
Il film è interamente girato nel non ridente entroterra siciliano (o forse nei pressi di Bagdad dopo la guerra) spogliato per l'occasione di ogni ammennicolo moderno, fatte salve per le pentole inox, alcuni oggetti in plastica e non poche altre cose molto poco Western.

LA TRAMA

Il bel cowboy Bill torna al suo paese natale dopo tanti anni (passati in carcere per riciclo di denaro sporco si presume) e si imbatte nello sceriffo del paese  Sam che, come buon impiegato statale del west Sicilia se ne sta bello comodo a casa ad aspettare che la legge si risolva da sola ("in questo paese c'è chi comanda e chi ha il potere") mentre la banda di mafiosi locali dei Parker compie attività criminali tipo rubare del bestiame, giocare a carte, vestire orribili impermeabili zebrati.
Sam avvisa Bill che i suoi genitori sono stati uccisi dalla banda di Parker, Bill allora con lentezza ferma ma decisa uccide delle persone a caso in un saloon, libera un carcerato, intraprende conflitti a fuoco coi banditi, rapisce il cuore della bella sessantacinquenne Mary, agita la folla contro la criminalità organizzata, inizia la riscossa di Malpasso contro la mafia locale.
Purtroppo però non tutte le cose sono come vorremmo, nessuno gli da seguito, nessuno lo aiuta, lo sceriffo viene ucciso e Bill è costretto a tornarsene a casa con la coda fra le gambette pelose. FINE.
Non mi dilungherò oltre nel citare gli episodi, le recensioni internet su questo film sono molteplici ed è reperibile integralmente anche dal web, le righe conclusive in un italiano stentatissimo ci svelano la morale assolutamente inaspettata e clamorosa (no, non è vero), purtroppo l'audio in presa diretta accompagnato dall' incomprensibile alfabeto biascicato dei protagonisti formano un prodotto micidiale di cui si capisce poco o nulla.
La visione è comunque consigliata agli amanti del trash, almeno della versione "tagliata" di un ora e mezza, quella completa di oltre tre ore potrebbe seriamente danneggiare il vostro sistema nervoso.

Recensito da: Ortnid


VOTI
TRASH: 93/100
Noia: 90/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 90/100
Presunzione della regia: 95/100
Incompetenza degli attori: 100/100



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2 ottobre 2011

CARIBBEAN BASTERDS

Di Enzo G. Castellari. Con Vik C. Ryan, Eleonora Albrecht, Maximilano Bruno. ITALIA/2010

Caribbean Basterds (2010) on IMDb

Enzo Girolami Castellari è uno dei grandi registi di genere del cinema italiano, attivo soprattutto negli anni '70-'80. E' diventato celebre con una serie di film di vario genere tra cui «La Polizia incrimina, la legge assolve», «Il cittadino si ribella», «Vado...l'ammazzo e torno» e «Quel maledetto treno blindato», il cui titolo originale è «Bastardi senza gloria», poi ovviamente ripreso da Quentin Tarantino, a sua volta omaggiato nel titolo di questo film e nel nome di un personaggio.
Oggi, a 73 anni, Castellari ritorna sulle scene con questo «Caribbean Basterds»; richiamato dal nome del regista e da qualche recensione che ne aveva parlato bene, decido di dargli una possibilità. Pessimo errore. La verità è che il film è stupido, noioso, realizzato male ed eccessivamente violento e spinto. Sesso e violenza non sono certo un deterrente di per sè, ma è chiaro che in questo caso sono stati inseriti gratuitamente e con il solo intento di (ri)destare l'attenzione dello spettatore.
La trama: Roy e Linda sono due fratelli con un rapporto per lo meno ambiguo, figli di un ricchissimo trafficante d'armi in vacanza (?) ai Caraibi. Un giorno il bel Roy litiga col padre, ripudiando i suoi sporchi traffici, portandosi appresso la sorella. A loro si unisce lo stupido Josè, altro miliardario annoiato dalla vita che intraprende una relazione con Linda. I tre decidono di divertirsi facendola pagare agli amici di famiglia anch'essi trafficanti d'armi.
E così che travestiti da drughi di «Arancia Meccanica», i «pirati della giustizia» vanno a picchiare e violentare i sedicenti uomini d'affari. Il gioco però prende una brutta piega quando, a causa di un colpo sbagliato, si mettono contro i narcotrafficanti dell'isola guidati dal terribile Diego Tarantino. I tre si trovano dunque costretti a fuggire, ma lo stupido Josè cadrà nella trappola della polizia, spinto anche dalla gelosia verso Linda, vittima di un rapporto malato ed incestuoso col fratello. Vi risparmio i particolari ed inutili risvolti della trama, dicendovi che la fine sarà terribile per tutti.
Non sono poche le cose che girano storte in questo film. Innanzitutto una regia degli anni '70 nel 2010. Si passa dai classici primi piani stretti all'improvviso, al ritmo lento, agli stupidissimi ralenty nelle sparatorie, a scene di sesso e nudità totalmente gratuite, e soprattutto delle incredibili flashate in bianco e nero che fermano l'immagine nei «momenti clou».
La trama poi si accartoccia su sè stessa finendo preda delle sue contraddizioni: Roy molla il padre perchè stufo di sostenere il suo traffico d'armi, se non chè nella fuga finisce per comprare delle armi da chi? Ma da trafficanti d'armi ovviamente.
Aggiungeteci un paio di sequenze vodoo che non hanno alcun seguito e un finale mieloso e tirato troppo per il lungo e otterrete questo triste «Caribbean Basterds», che regala sì qualche momento di involontaria ilarità (soprattutto grazie alle magiche flashate), ma che si perde in un oceano di noia e imbecillità difficilmente superabili.
Consigliato solo agli arditi.


Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 78/100
Noia: 86/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 90/100
Incompetenza degli attori: 77/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: qualche bel film di Castellari.

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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