27 dicembre 2010

H2O - Bagno di sangue (aka Leeches!)

Di David Decoteau, con Matthew Twining, Josh Henderson, Stacey Nelson, Alexandra Westmore, Michael Lutz, Tony Carroccio, Charity Rahmer, Maya Parish, Stephen Sowan, Greg Lyczkowski, USA, 2003

Leeches! (2003) on IMDb

Bene, stavolta tocca a me, è il mio turno di recensire un film di Decoteau, è il mio momento di tuffarmi nella filmografia omosessuale e cercare di uscirne indenne.
Perfetto, i calzini li indosso già, tolgo i pantaloni e resto in boxer, via anche la maglietta, giro la foto di Tramezzani che ho affianco al pc, applico un bollino adesivo su quella della mia ragazza appesa al muro, mi mancano gli addominali scolpiti ma credo che andrò bene per cimentarmi nel campo di Azagthoth, apro anche una pagina youtube e digito "musica da discoteca", mi fa schifo ma è immancabile per entrare nella psicologia  Decoteau.
Allora, eccoci al dunque, un film pienamente Decoteau, con mandrie di giovini in boxer e calzini, delle flashate ripetute, competizione e poco pericolosi gonfiotti neri, spacciati per sanguisughe.
Il film è ambientato nel college di Lakecrest (che peraltro esiste davvero) che sorge su di un lago, protagonisti un gruppo di effemminati atleti che si allenano per i campionati di nuoto, c'è il figaccione bravissimo che se la tira e la lumaca d'acqua che per vincere decide di assumere steroidi e ormoni in quantità industriale.
Ne assume talmente tanti che un giorno dopo un bagno nel sopracitato laghetto gli si attacca una sanguisuga che si porta a spasso aulla schiena senza che nessuno se ne accorga, quando se ne accorge e la toglie è troppo tardi. Il simpatico animaletto parassitario ha pensato bene di succhiargli via non solo sangue ma soprattutto tutti gli steroidi che aveva in corpo, così lui resta una segaccia del nuoto ma la sanguisuga diventa maxi.
Naturalmente l'animaletto non usa le sostanze per farsi bello con gli amici o vincere le gare di nuoto per sanguisughe ma cresce (nemmeno troppo a dire il vero) e acquisisce la capacità di mangiarsi interamente le prede, tende ridicoli agguati nelle docce (e dove sennò in un film di Decoteau!) agli sfortunati atleti che con goffa verve non resistono al simpatico insettino in gomma plasticosa.
Altre vittime le fa a poco vestiti giovani sdraiati (o legati!) al letto della propia camera, nel frattempo alla già noiosa trama delle sanguisughe assassine si aggiunge la storia dello spacciatore di steroidi che scoperto uccide il coach e alla fine del film perirà nell'esplosione elettrica che arrostisce le sanguisughe.
Interessante come nella locandina compaia una donna, davanti a quattro decotaeu-boys, ma niente paura, difatti David ci spiega subito con l'immagine di sfondo quale sia il ruolo per queste figure nei suoi film.
Insomma, come i più sagaci di voi avranno capito, è un film-manifesto di Decoteau, una buona visione per gli appassionati del genere, una clamorosa schifezza per il resto del genere umano, me compreso.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH 83/100
Noia 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 87/100
Presunzione della regia 88/100
Incapacità degli attori  75/100


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25 dicembre 2010

SHOCKWAVE - L’Attacco dei Droidi (aka AI assault)

Di Jim Wynorski, con Joe Lando, Lisa LoCicero, Joshua Cox e la preziosissima partecipazione di Paul Logan. USA/ 2006/ Cinetel.

A.I. Assault (2006) on IMDb

«Come facciamo a fermarli?»
«Lei per caso non ha una bomba nucleare con sè?»
«Ah...no, l’ho lasciata a casa»

Personaggi iniziali che verranno giustamente polverizzati in seguito a questa battuta.


Tutto ha inizio quando dei capacissimi scienziati costruiscono una potente macchina da guerra: dei dolcissimi granchietti-robot. Questi sono dotati delle più disparate armi oltre che d’intelligenza propria, capaci quindi di ribaltare l’esito di ogni battaglia a proprio vantaggio. Durante il loro trasporto aereo però i mostri meccanici si attivano, impazziscono e fanno precipitare il velivolo su un’isola deserta; sarà compito di una squadra di soldati incompetenti trovare e recuperare i tenerissimi granchi.

I robot in questione sono davvero temibili, infatti hanno in dotazione armi a caso, come cerchi rotanti, raggi laser, mucche volanti, dvd de “Il mondo di Patty” e cose così, inoltre possono neutralizzare il nemico usando i loro occhioni da cerbiatta, correndo in modo buffo o improvvisando teneri balletti con l’aiuto delle braccine di scorta.

[SPOILER]
Dopo un’intro completamente inutile e un cambio di scena discutibile (cosa che caratterizzerà l’intero film) ci troviamo su un aereo dove mezzo cast di Star Trek travestito da scienziati pezzenti sta viaggiando con un carico top secret. Ovviamente cosa potrà mai essere se non una coppia di allegri granchietti, legati con del filo interdentale? Basta infatti un’occhiata tenera a passeggeri e pilota e l’aereo precipita su di un’isola.
Per trovare e disattivare le nuove armi di distruzione viene ingaggiata una squadra di soldati la cui specialità è rotolare a terra senza motivo e non saper centrare una balena da un metro di distanza. Per badare che tutti usino forbici dalla punta arrotondata, la spedizione è guidata da una dottoressa che teoricamente dovrebbe capirci qualcosa, ma anche no. Il suo utile contributo intellettuale si limiterà infatti nel ripetere “non è possibile”, “non ne ho idea”, “chi sono io?”, “attento con quelle forbici” etc
Intanto su una nave da crociera tre rapinatori mettono a segno un colpaccio, uccidono una persona a caso nell’indifferenza generale e scappano in elicottero, sotto una tempesta, con l’aiuto di un pilota a dir poco insopportabile.
A causa del maltempo sono però costretti ad atterrare su un’isola apparentemente deserta (scena che potete trovare identica in tutti i film di Wynorski), dove naturalmente i mostri con gli occhioni hanno fatto coppia fissa, messo su casa e si preparano a partire per il viaggio di nozze recuperando pezzi di ricambio dall’aereo ed ora anche dall’elicottero; come faranno a scappare su dei mezzi che sono un loro terzo rimarrà per sempre un mistero.

Ladri ed esercito si incontrano, personaggi a caso muoiono, le donne piangono e si disperano, il pilota fa battute a raffica; in tutto ciò i nostri eroi riescono ad uccidere una delle macchine, ora i tre fortunati superstiti devono solo pensare ad un piano per distruggere la seconda.
Visto che hanno tempo da perdere e l’isola verrà distrutta nell’arco delle due ore successive, i sopravvissuti si mettono a cazzeggiare in cerchio attorno al fuoco; la dottoressa ribadisce fortemente il suo essere inutile, il pilota è in attesa che qualcuno gli faccia una domanda solo per rispondere con la sua amabile ironia, il maggiore gioca con le forbici dalla punta arrotondata quando...ecco! Gli viene un’idea geniale!
Il piano è ovviamente uno dei più ridicoli della storia, le probabilità che riesca sono nulle...ma loro ce la fanno lo stesso.
Dato che è in arrivo un temporale ed essendo il robot metallico, perchè non usare i fulmini per annientarlo? Però per essere certi che venga colpito da un fulmine, oltre che stare in una zona molto alta, sarebbe comodo se avesse un’antenna gigante in testa, non è forse ovvio?
I tre allora fanno apparire del C4 dal nulla, attirano il mostro sotto un’antenna abbandonata, glie la fanno crollare in testa e proprio a quel punto un fulmine ne colpisce la punta, distruggendo definitivamente il tenero nemico. Già.
Non resta che scappare dall’isola facendo battutine.
[FINE SPOILER]

Un film come tanti del genere; la recitazione (non certo aiutata dal doppiaggio a dir poco elementare) e gli effetti speciali sono ridicoli, i mostri suscitano tenerezza, nulla nella storia viene spiegato, rimane solo quell’alone di mistero che ti fa pensare che, in realtà, nemmeno chi ha scritto la scenografia sappia come giustificare gli avvenimenti. Proprio per questi motivi la visione è piuttosto piacevole, specialmente per chi vuole farsi quattro risate in compagnia.

Recensito da: Leotorda


VOTI
TRASH 80/100
Noia 46/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 83/100
Presunzione della regia 34/100
Incapacità degli attori 85/100



Se ti piace guarda anche: un film a caso con Paul Logan.

18 dicembre 2010

WARBIRDS - L'ISOLA DELLA PAURA

Di Kevin Gendreau, con Jamie Elle Mann, Brian Krause, Tohoru Masamune, Lucy Faust, David Jensen, Gizza Elizondo, Stephanie Honore, Henry Ku, Jon McCarthy, Marel Medina, Caleb Michaelson, USA, 2008, SyFy

Warbirds (2008) on IMDb

Siamo in piena guerra mondiale, nel Pacifico si fronteggiano l'esercito giapponese e quello americano. In un'isola dalla nulla rilevanza strategica l'esercito giapponese (forse lì in gita) trova delle uova di pterodatilo in una caverna che naturalmente si dischiudono dando vita a centinaia di mostri preistorici alati che in poco tempo decimano la guarnigione nipponica.
Dalla'altra parte dello schieramento l'esercito americano nomina un gruppo di soldati scelti (scelti a caso però) per una missione segreta, segretissima, devono portare qualcosa di grosso e importante dall'altra parte dell'oceano, in Giappone, vi lascerò sulle spine fino alla fine ma sappiate che inizia per Bomba e finisce per H, se volete rovinarvi la sorpresa leggete subito in fondo alla recensione.
Insomma questo manipolo di goffi figurini formato da un numero elevato di donne assolutamente dalle identiche fattezze, tra cui la fragile Vanessa (per gli amici Uzzy) ma anche la autoritaria Ruzzy e la scherzosa Puzzy, il colonnello Brutton, il soldato Pelaton e un paio di altre donne è incaricato della missione. Il quartier generale confida infatti sulla loro efficacia e la loro determinatezza nonchè sull'esperienza delle donne, collaudatrici ufficiali dell'esercito, per risolvere in poco tempo questa fondamentale missione.
Difatti in pochissimo tempo per un banale temporale e tra mille cincischiamenti (di cui ne fa le spese la comparsa Guzzy) riescono a precipitare sull'isola dei giapponesi sopracitati.
In breve tempo i glamour e pettinati protagonisti si accorgono della presenza sgradita dei mostri volanti, en passant catturano anche un gruppetto di giapponesi che vengono rinchiusi in una impenetrabile capanna di canne di bambù.
Una tenera storia d'amore inizia fra un soldato e Vanessa (per gli amici Uzzy), passano il tempo così, insubordinando a qualsialsi ordine del colonnello e osservando le bestie alate, nonchè facendo passare del tempo nel timer del lettore dell'ignaro spettatore.
Provano anche talvolta a fuggire, usando gli Zero giapponesi trovati lì, in una di queste fughe Vanessa (per gli amici Uzzy) viene abbattuta da uno pterodattilo mentre la sua guardaspalle Muzzy si lima le unghie.
Nella loro prigionia nella cella di burro i sagacissimi giapponesi capiscono che gli americani dovevano trasportare qualcosa di importante, usando uno stratagemma alquanto ridicolo (del tipo, "aiuto! Kohiro sta male, ha mal di pancia, andate tutti a vede cosa ha!") il loro capo riesce ad entrare nell'aereo e si accorge che trasportavano una bomba H, scoperto dal colonnello gli vengono ripetutamente tirate le orecchie e viene invitato a non farlo mai più.
Quando più avanti, secondo l'infallibile piano del dividiamoci-e-affrontiamo-il-nemico-singolarmente-e-a-mani-nude, i giapponesi fanno prigioniera una soldatina (forse Duzzy) e denunciano il colonnello di volere compiere un genocidio inumano, la autoritaria Ruzzy si accorge del terribile piano che devono eseguire e dopo una patetica riflessione sull'inumanità dell'operazione decide che tutto sommato anche tornare a casa a mettersi il rossetto è importante e che se moriranno centinaia di migliaia di giapponesi forse lei allora potrà persino permettersi una nuova acconciatura.
I giapponesi vengono uccisi, gli americani ripartono con il loro aereo (miracolosamente tornato a posto) e due Zero giapponesi guidati da Fuzzy e Wuzzy.
Uno Zero viene abbattuto, nella fuga uno pterodattilo entra nell'aereo, dove c'è la bomba, il colonnello decide allora di sganciare la bomba tirando l'apposita cordicella sagncia-bomba-atomica, (proprio la stessa che penzola dallo sciacquone di casa vostra) e di cadere anche lui chissà dove.
Mentre i mostri (e chi c'era sotto)sono arrostiti dalla deflagrazione della bomba, Ruzzy può volarsene a casa, del resto aveva finito lo smalto per le unghie.
Una bella porcata targata Asylum era da un po' che mancava, forse un dei prodotti peggiori della non rinomata casa di produzione, colpisce in particolar modo lo spettatore la sottilezza e la ricercatezza degli stratagemmi atti a far proseguire la scena, riescono ad essere sempre scontati e irreali. La grafica è tipica dell'Asylum che si diletta qui addirittura con aerei e pterodattili, la prossima volta chissà forse pastelli colorati cannibali e asparagi giganti. Magari.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH 85/100
Noia 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 80/100
Presunzione della regia -1/100
Incapacità degli attori 88/100





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17 dicembre 2010

PARANORMAL ENTITY

Di Oren Pel... Ops volevo dire di Shane Van Dyke con Erin Marie Hogan, Shane Van Dyke, Fia Perrera USA/2009/The Asylum

Paranormal Entity (2009) on IMDb

Senza vergogna. Quelli della Asylum rinunciano a qualsiasi parvenza di pudore gli fosse rimasta e decidono, sull'onda del successo di Paranormal Activity, di realizzare questo Paranormal Entity che in quanto a plagi spudorati farebbe impallidire persino il buon Bruno Mattei. Infatti non solo il titolo richiama in maniera evidente la pellicola di Oren Peli, ma tutto lo svolgimento del film non é altro che uno squallido copia/incolla. Quindi abbiamo il nostro allegro spiritello che sbatte le porte, che scopre la gente nel sonno, ogni tanto possiede qualcuno, si nasconde in soffitta, lascia orme in giro, tutto esattamente come nell'originale. Addirittura la protagonista femminile é molto simile fisicamente a quella di Paranormal Activity e l'atteggiamento del protagonista maschile é analogo a quello della sua controparte nella versione mainstream. L'unica piccola differenza é che qui lo spirito é decisamente più cattivo, infatti ricorre al crudele stratagemma dello scherzo telefonico per terrorizzare gli inquilini della casa... Capito che perfidia?
Tutto sommato é un peccato che il tutto sia stato realizzato in maniera così sciatta, l'Asylum si é lasciata sfuggire l'occasione d'oro di far meglio della versione originale, infatti a differenza di altre occasioni il budget necessario era sicuramente alla portata anche delle loro miserabili tasche, ma sopratutto, aldilà del successco di pubblico, l'originale era già di suo una cacatella e far di meglio non era poi così difficile...
Va beh dai amici dell'Asylum non abbattevi troppo, provate a chiedere un parere a Spielberg la prossima volta, magari vi va meglio...

Recensito da: Azagthoth

VOTI
TRASH 63/100
Noia 83/100
Ridicolaggine degli effetti speciali np
Presunzione della regia 30/100
Incapacità degli attori 79/100




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16 dicembre 2010

GIOVANI VAMPIRE (aka The Sisterhood)

Di David Decoteau con Barbara Crampton, Jennifer Holland, Michelle Borth USA/2004/Regent Entertainment

The Sisterhood (2004) on IMDb

Un David Decoteau in bolletta o obbligato da un qualche contratto capestro é costretto a girare questo “The Sisterhood”, che altro non é che un remake in chiave femminile del suo seminale “The Brotherhood”. Quindi invece della solita fratellanza abbiamo la sorellanza (beta alfa tau, cioé “bat” della serie ma che saranno forse vampiri?), invece dei due rivali Chris e Devon, abbiamo Christine e Devin, per il resto invece lo svolgimento é identico a quello di un qualsiasi film del maestro canadase. Quindi apriamo le danze con il solito incipit che prevede la morte della traditrice della confraternita, poi a seguire il tentativo della capa della sorellanza di attrarre a se la candida protagonista, che apre al solito finale mal realizzato, il tutto in un deliro di flashate bianche musica zarra ed insensati flashback.
Cercando di fare un discorso specifico, che esuli dalle altre pellicole decoteauniane, impresa non semplice, questo “Giovani Vampire” (complimenti tra l'altro ai distributori italiani per il titolo...) può innanzitutto vantare un livello recitazione che definire osceno sarebbe riduttivo, con delle espressioni appena abbozzate dalle protagoniste che riescono a far impallidire persino l'abituale controparte maschile dei film di David. Il film inoltre può vantare un comparto di effetti speciali di prim'ordine e in generale una messa in scena pezzente come poche, con tanto di residence alla buona spacciato per un'università di eccellenza e lezioni di psicologia che cominciano parlando di "streghe" e di "stregoneria" con alunni che se le ascoltano a torso nudo ed altre amenità simili. Ma soprattutto é Decoteau a mostrarci ancora una volta tutto il suo valore, anche in un contesto come questo, che dovrebbe, in teoria, penalizzarlo: come non apprezzare la profonda metamorfosi a cui viene sottoposto il secchione sfigato dalla perfida Devin? In pratica passa dall'andare in giro con occhialoni spessi, capelli spettinati e camicia di flanella, all'atteggiarsi a bel tenebroso con capello ingellato, occhiale da sole, camicia aperta fino all'inguine e petto depilato. E non mi venite a parlare di luoghi comuni eh?!
Ma soprattutto é la comparsa di due ragazzi in boxer, ciascuno con una rosa in mano a lasciare di stucco, a tal proposito non so voi, ma io la scena me la vedo già:
“Presto David dobbiamo finire il film siamo già al quarto giorno di riprese! Domani dobbiamo sbaraccare presto!”
“Uff, basta sono stufo o mi ci fate mettere un ragazzo in boxer o io questo film non lo faccio più!”
“Ma te lo abbiamo già spiegato mille volte David! Questa é la sorellanza, non la fratellanza, i ragazzi in boxer che ci azzeccano?!”
“Allora io questo film non lo voglio fare più! Finitevelo voi il VOSTRO film!”
“Oddio... Va bene hai vinto, mettici sto ragazzo in boxer...”
“Si però uno non basta, ne voglio due... E ciascuno con una rosa in mano!”
“Una rosa in mano!!! Ma che c'entra?”
“O la rosa o niente!”
“D'accordo, d'accordo”
E ragazzi in boxer e rose in mano furono...

Recensito da: Azagthoth

VOTI
TRASH 91/100
Noia 67/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 81/100
Presunzione della regia 70/100
Incapacità degli attori 90/100


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LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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