Di Marc Meyers. Con Alexandra Daddario, Keean Johnson, Amy Forsyth, Johnny Knoxville. USA / 2019 / Magna Entertainment
Nell'estate del 1988, durante un periodo di isteria di massa a causa di una serie di omicidi a sfondo satanico, tre smandruppate ma avvenenti metallare incrociano e rimorchiano tre metallari altrettanto smandruppati ma poco avvenenti e ancora meno intelligenti, che ovviamente non credono ai loro occhi quando le suddette li invitano a passare la notte nella casa di campagna di una di loro.
Slasherino di discreto livello con un paio di colpi di scena non troppo telefonati, We Summon The Darkness presenta pregi e difetti in egual misura, con un promettente inizio, un intrigante sviluppo e un finale piuttosto stupido e scontato.
Una delle punte di diamante del film è sicuramente Alexandra Daddario, da annoverare fra le fagiane supertop di sempre e che nell'occasione dimostra di essere pure capace a recitare piuttosto benino.
Positiva anche l'ambientazione di fine anni '80 -per cui è stata fatta una buona ricerca fra musica e vestiario- e il rovesciamento dei canonici ruoli, per cui le aguzzine si rivelano essere le fanciulle e le vittime i poveri maschietti.
Le fanciulle però, benché molto piacenti, si dimostrano mediamente imbecilli e incapaci nel loro intento, anche a causa del ripensamento all’ultimo minuto di una di loro. Da qui si scatena una lotta fra i due ragazzi sopravvissuti e le ragazze con arrivi a sorpresa, tra cui la matrigna di Alexandra Daddario, uno sceriffo ancora più babbeo dei protagonisti e un inedito Johnny Knoxville (sì, quello di Jackass) nei panni dello spietato capo di una setta religiosa.
Gli effetti speciali pratici non sono male, ma non aspettatevi certo un bagno di sangue; il tasso di emoglobina è piuttosto contenuto e un paio di morti sfiorano, chissà quanto volutamente, il ridicolo.
Mediamente pessimi e scontati i dialoghi, davvero oscene le musiche. Anche nelle scene d'azione più concitate vi è una sorta di orrenda ninna nanna sintetica che cozza totalmente con le immagini e che va a smorzare inevitabilmente ogni tipo di tensione.
Peccato, perché il potenziale c'era e con un po' di attenzione e d'amore in più, questo filmetto sarebbe potuto diventare un piccolo cult e invece è solo un piccola minchiata.
Recensito da: Vidur
VOTI:
TRASH: 77/100
NOIA: 45/100
RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: 38/100
PRESUNZIONE DELLA REGIA: 34/100
INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: 66/100