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19 febbraio 2023

THE MASK 2 (Aka Son of the Mask)

Locandina di The Mask 2
Di Lawrence Guterman. Con Jamie Kennedy, Alan Cumming, Ryan Falconer, Bob Hoskins, Traylor Howard, Ben Stein, Peter Flett, Kal Penn.
USA 2005 New Line Cinema
Son of the Mask (2005) on IMDb

Al settimo posto tra i film più visti di Netflix questa settimana in Italia, non ho potuto non cogliere l'occasione di gettarmi su questo sequel, uscito dieci anni dopo il grande successo del primo capitolo datato 1994 che aveva visto come protagonista Jim Carrey nel ruolo del simpatico e trasformista Stanley Ipkiss. Pur sapendo dell'esistenza del titolo ed essendo a conoscenza del fatto che si tratti di uno dei peggiori sequel mai realizzati della storia del cinema non mi era mai capitato di ritrovarmelo davanti. Perciò... andiamo!

Questo secondo capitolo non vede la partecipazione dell'attore canadese, ma di un altro comico, Jamie Kennedy, che si cala nei panni di Tim Avery, un aspirante fumettista che un giorno trova una maschera magica capace di trasformarlo in un buffo personaggio verde. La trama di "The Mask 2" è banale e prevedibile quanto una puntata di "Pingu". Tim Avery, il protagonista, è un fumettista alle prime armi, invidioso del successo del suo capo. Un giorno, però, il suo cane trova una misteriosa maschera capace di trasformarlo in un buffo personaggio verde con poteri magici e la faccia verde. Non passa molto tempo prima che Tim inizi a divertirsi con la sua nuova identità, ma ben presto scopre che la maschera ha una vita propria e che niente popò di meno che Loki (Alan Cunning), il dio degli inganni e dei sotterfugi è alla sua ricerca. Come avrete notato la trama del film è fondamentalmente una ripetizione della prima pellicola: un uomo insicuro trova una maschera magica che gli dà poteri straordinari. Peccato solo che in questo caso, però, l'uomo in questione è Jamie Kennedy che alla sua prima prova nel cinema che conta dimostra di non valere un unghia di Jim Carrey. 

Buongiornissimo! Caffè???



[Spoiler non tanto spoiler]
Tornato dal party aziendale di Halloween Tim, che aveva indossato la maschera perchè "non aveva altro da mettersi", copulerà furiosamente con sua moglie la quale sospettosamente non sembra particolarmente sconvolta da trovarsi nel letto uno sconosciuto con una maschera verde. Da questa Santa unione nascerà un insopportabile bambino in cgi con i poteri della maschera. Le dinamiche padre normale/sfigato-figlio con superpoteri dovrebbe far molto ridere nella visione dei produttori ma l'amara realtà è che è solo estremamente cringe.  
[FINE SPOILER]

"The Mask 2" è un film deludente sempre e imbarazzante a larghi tratti, sia dal punto di vista della trama, che della sceneggiatura, che dell'interpretazione degli attori. Jamie Kennedy, che qui interpreta il protagonista, non riesce a reggere il confronto con Jim Carrey, che nel primo film era riuscito a creare un personaggio iconico e divertente. La sua interpretazione è piatta e poco coinvolgente, e non riesce neanche per un secondo a farci simpatizzare per il suo personaggio.
Il film è clone imperfetto dell'originale, con una trama ripetitiva e poco ispirata. Jamie Kennedy non è in grado di reggere il film come Jim Carrey ha fatto nel primo, e sembra spaesato in ogni scena. Anche Alan Cumming sembra fuori luogo, e i suoi tentativi di fare ridere cadono spesso nel vuoto.
Nonostante la scarsa qualità del film, ha comunque guadagnato più di 57 milioni di dollari al botteghino. Sono decisamente troppi, ma il potere del marchio "The Mask" ha evidentemente attirato il pubblico, o forse erano solo curiosi di vedere come avrebbe funzionato un sequel dopo tutti questi anni. In ogni caso, i soldi che ha incassato non possono nascondere la verità: "The Mask 2" fa schifo. Ed in ogni caso non sono sufficienti a ripagare le spese di realizzazione. 

AHAHAHAHA NO VABE'. (ti pareva che il cane del cazzo non si mettesse la maschera?)


Se siete fan della prima pellicola, non vi aspettate chissà che dal sequel. Non riuscirete a trovare nulla di simile o anche lontanamente vicino a ciò che aveva reso il primo film un vero e proprio classico. Preparatevi piuttosto ad amareggiarvi. Non vale la pena di vedere "The Mask 2" nemmeno per un bambino, target di riferimento per questa produzione visto il piglio decisamente più infantile rispetto al predecessore. Il film è solo un brutto ricordo di ciò che era stato un grande successo. La morale della storia? Non tutti i sequel sono uguali e spesso i vecchi classici dovrebbero essere lasciati tranquilli. Una lezione che la Disney non ha ancora imparato. Su Imdb Il figlio di the Mask ha una valutazione di 2.2. Per dire, Bloody Psycho di Leandro Lucchetti è a 3,5. 

Il povero Jaime Kennedy dopo la sua pessima prova come protagonista di questo film non riuscirà mai più a tornare alla ribalta, relegato in piccole particine di film mediocri. Del resto l'attore che offre la prova migliore dell'intera produzione è Otis, il piccolo Jack Russel ammaestrato. Davvero notevole. 



"And the academy award for best supporting actor goes to..."


Trivia non richiesto e che non centra quasi un cazzo: Ma lo sapevate che Jim Carrey nel primo film dice "Sfumeggiante" e non "Spumeggiante"? No perchè io l'ho scoperto tipo un anno fa alla veneranda età di 36 anni. Ok, scusate, me ne vado.

Domanda non richiesta e che non centra quasi un cazzo: Ma come potrà mai essere stata l'infanzia di un ragazzino di 13 anni che si chiama quasi letteralmente "Alan Sborrando"? 


Recensito da: Imrahil

TRASH: 83/100

Noia: 61/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100

Presunzione della regia: 5/100

Incompetenza degli attori: 85/100 (grande Otis)







17 novembre 2012

TROPPO BELLI

Di Ugo Fabrizio Giordani. Con Costantino Vitagliano, Daniele Interrante, Alessandra Pierelli. ITALIA/2005/Medusa Film

Too Beautiful (2005) on IMDb

"E voi da quale paese venite?" Spazzino nero con la voce da zulu anni '30
"Il problema non è da dove veniamo, è dove vogliamo arrivare" 

Sulla scia del successo ottenuto dai due palestrati imbecilli Costantino e Daniele, l'ex piduista Maurizio Costanzo pensa bene di costruire un film a bella posta sui "Troppo Belli" della tv italiana, firmandone la sceneggiatura. Per chi non se lo ricordasse, era il 2005, Costantino e Daniele erano i due protagonisti del programma Uomini & Donne, condotto dalla moglie di Costanzo, Maria De Filippi, specializzata nel creare personaggi dal nulla, la cui prerogativa era la presunta avvenenza fisica, accoppiata ad un encefalogramma non piatto, diciamo ad imbuto.

Il programma c'è ancora - e certo non sprecherò tempo ad insultarlo perché sarebbe troppo facile - ma, per fortuna, ogni tanto, la giustizia divina colpisce. I due ebeti sono finiti nell'oblio, cancellati non solo dal cinema - e ci mancava - ma pure dalla televisione. E le ragazzine che andavano pazze per loro sette anni fa magari sono cresciute o si sono suicidate per la disperazione.

Nel film Costantino, ma soprattutto Daniele, vogliono entrare nel magico mondo dorato del cinema e, adescati dalla figlia del proprietario, si rivolgono ad una truffaldina agenzia che spilla loro un sacco di soldi in cambio di book e presunte lezioni di recitazione.
Non mi soffermo un secondo in più sulla pretestuossima trama, perché tanto il film ha il solo scopo di esaltare i muscoli e le inespressive facce dei nostri eroi, attorniati da un nulla cosmico.

Come prevedibile, la recitazione dei due protagonisti è aberrante. O meglio, Vitagliano è quasi quasi dignitoso, mentre Interrante è davvero abominevole nella sua incapacità. Il brutto della cosa è che la scarsezza di Interrante trasmette quasi tristezza, mentre per esempio Alberto Tomba in Alex L'Ariete era esilarante. Non fa peggio di Interrante, ma quasi ci va vicino il "maranza milanese", spacciatore arricchito, cafone e spaccone, autore di un'interpretazione talmente stereotipata e fuori dalle righe da non volerci credere.

Bisogna dire però che la confezione formale del film è buona, o comunque nella media. Inquadrature, fotografia, scenografia e regia fanno il loro onesto lavoro, ha un buon ritmo e non è noioso, anche se è palese che in alcuni frangenti i processi causa-effetto vengono totalmente a mancare. Per esempio l'ex ragazza di Costantino, si innamora, si fidanza e si sposa con il loro comune amico nello spazio di 3-4 di giorni. Oppure, all'inizio del film avevano trentotto lavori diversi, poi di punto in bianco sono in giro a non fare un cazzo tutto il giorno. E poi "Visto che produci il loro film, sicuramente sarai stato invitato al matrimonio a cui Costantino e Daniele andranno"???????!!!!!!?????!!!!!!

Vabè, da menzionare l'outfit dei due al suddetto matrimonio. Daniele è in giacca gessata e t-shirt nera, mentre Vitagliano sfoggia un dolcevita rosa e dei capelli ingellati all'indietro, degno del peggiore scagnozzo del Padrino parte III.

Il livello thrash è quasi ai suoi vertici e se volete farvi quattro risate, l'inespressività e la stoltezza dei due mancati decoteauniani è una garanzia. Così come la meravigliosa colonna sonora a firma Gigi D'Alessio e Anna Tatangelo.

La voce fuori campo alla fine dice: "Ah dimenticavo, da quel momento in poi Costantino e Daniele non hanno più smesso di lavorare". 'Sto cazzo. Per fortuna.

Recensito da: Vidur 

VOTI
TRASH: 91/100
Noia: 34/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 63/100
Incapacità degli attori: 98/100




Un sunto

Il maranza milanese e un esemplificativo saggio delle doti di Interrante

18 maggio 2012

BLOODRAYNE

Di Uwe Boll. Con Kristanna Loken, Michael Madsen, Lionel Messi Matthew Davis, Ben Kingsley, Michelle Rodriguez e Billy Zane. USA/2005
BloodRayne (2005) on IMDb
Rayne é una dhampir, ovvero un mostruoso incrocio tra un vampiro e un'umano. Beh, oddio, mostruoso.. fossero tutti cosí gli ibridi esogamici vorrei il mondo ne fosse pieno. Essendo Kagan (Ben Kingsley) un vampiro molto potente ma un po' ciollone, dopo aver violentato la futura madre di Rayne invece di farsi lo spuntino post amplesso decide di andarsene fischiettando, mettendo al mondo una mezzovampira assetata di vendetta che odia tutti. La storia narra, molto rocambolescamente e saltando dei pezzi a pié pari per chiara incapacitá da parte del regista di creare una trama, le vicende di Rayne che, assetata di vendetta, cercherá di uccidere tutti i vampiri del mondo per vendetta.

C'é a chi piace essere incaprettato, c'é a chi piace essere frustato con il gatto a nove code, c'é perfino a chi piace scoparsi i cavalli; il mondo é pieno di perversioni. Quella di Uwe Boll consiste nel dirigere film ispirati a videogiochi. Ambiente estremamente rischioso, perché gli unici due risultati ottenibili sono:

A) Disinteressare completamente coloro che non conoscono il videogame in questione.
B) Far incazzare i fan del videogioco per incongruenze/cazzate, a volte inevitabili ai fini della produzione di un lungometraggio.

Nel curriculum di Uwe, oltre alla trilogia di Bloodrayne, compaiono titoli come Alone in the dark, Postal, Far Cry, In the name of the King (leggi Dungeon Siege)..

Potremmo parlare a lungo su che senso possa avere fare un film di un videogioco il cui unico scopo é dare fuoco ai personaggi non giocanti e pisciare sopra i loro cadaveri ancora fumanti, ma siamo giá andati ben fuori tema. Torniamo a Bloodrayne.

Allora, di per sé il film é fatto bene. Cioé, no.. diciamo che é fatto bene ció in cui Uwe Boll non ha messo becco; i costumi sono ben realizzati, gli effetti speciali piú che decorosi ed al passo coi tempi, fotografia ben curata e location sicuramente suggestiva. Senza parlare del cast che farebbe invidia a gran parte delle produzioni piú blasonate. Detto ció la trama é assolutamente incomprensibile e sconclusionata: attori che compaiono e scompaiono, personaggi mal presentati e che poi si rivelano fondamentali, salti temporali che non ti fanno piú capire un cazzo.

Siamo di fronte inoltre ad un film in cui i vampiri fanno cagare. Oltre a morire come tutti i vampiri infatti, muoiono se vengono immersi in acqua (!) oppure se semplicemente vengono infilzati. Insomma, sono delle creature che sicuramente la selezione naturale non avrebbe risparmiato. Notevole l'apporto di un Billy Zane, il cui compito nel film é esclusivamente quello di mostrare il suo agghiacciante tupé. Perfino un premio oscar come Ben Kingsley risulta ingrigito ed appiattito nei panni di un personaggio assolutamente insignificante ed inquietante solo per via del suo enorme naso, piú che per i suoi poteri da super-vampiro-capo.

Insomma, un film inutile e confusionario, con poche idee. Tecnicamente ben realizzato ma con una parte redazionale (che poi, se vogliamo dirla tutta, é la parte fondamentale) decisamente zoppicante. Per non dire un vero schifo.
BAH.

Recensito da: Imrahil

VOTI:
TRASH: 68/100
Noia: 72/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 34/100
Presunione della regia: 1/100
Incapacitá degli attori: 25/100



Se ti piace guarda anche: immagino che i film di Uwe Boll siano tutti uguali. guardati il resto della trilogia


12 aprile 2012

L'ISOLA DEI SOPRAVVISSUTI (aka Three)

Di Stewart Raffill. Con Billy Zane, Kelly Brook, Juan Pablo Di Pace. UK/2005
Survival Island (2005) on IMDb
In questi giorni sta uscendo la versione in 3D di “Titanic”. Avete presente il cattivo? Ecco, si chiama Billy Zane. Il buon Billy ha avuto una carriera strana: ha esordito in “Ritorno al Futuro” (era uno dei tre scagnozzi di Biff), ha raggiunto il suo apice proprio con “Titanic” e poi è affondato lentamente, trovandosi impantanato in una serie di filmacci di serie Z. Uno di quelli, è “L'isola dei Sopravvissuti”, spacciato chissà perchè come un horror, ma che in realtà è un banale film d'avventura.

Due coppie di riccastri decidono di fare una bella gita su uno yacht, ma la dabbenaggine di uno dei marinai, Manuel, provoca un incendio a bordo. Tutti i passeggeri sono obbligati ad abbandonare la nave e a sopravvivere sono solo Jenny e proprio Manuel, che approdano a fatica sulla classica isola deserta. Jenny è interpretata da Kelly Brook, che con un tecnicismo oserei definire una gran bella figa, oltre che il motivo principale per vedere questo film. Tra il bel marinaio portoricano (o giù di lì) e la bella figa si crea subito feeling, ma l'idillio viene interrotto dal ritrovamento del marito di lei, Jack, ovvero il nostro Billy Zane, ormai vecchio e pelato. Jack dovrebbe pensare a come sopravvivere e a come tornare a casa, ma il suo unico pensiero in testa è il dubbio che la moglie gnocca l'abbia cornificato con Julio Iglesias. E ne ha ben donde, perchè alla fine Jenny finisce per cedere al corteggiameno dell'ispanico marinaio. Jack se ne accorge subito e si scatena la guerra.
La moglie fedifraga inizia a fare comunella con Manuel, innestando una tragica deriva psicotica per il povero Billy Zane. Se infatti all'inizio Jack si comportava da emerito coglione, da questo momento in poi non si può che passare dalla sua parte, visto che Jenny e Manuel finiscono pure per rubargli la barca che lui si era recuperato facendosi un culo quadro: “Ammazzali Billy, ammazzali!”. Ma Jack aveva calcolato tutto, infatti la scialuppa affonda dopo poco e i due concubini sono costretti a tornare all'isola.

SPOILER

Arriva finalmente la conclusione, in cui il buon Jack riceve la sua vendetta, assistendo alla morte di Manuel che si autotrafigge cadendo su un paletto di bambù finito lì per caso. Dopo un anno una barca arriva a salvare Jenny, che decide di non avvertire il maritino andato a pesca...'sta troia.

FINE SPOILER

Nel complesso siamo di fronte ad un filmetto scialbo e piuttosto banale, realizzato con due lire (il 90% del film si svolge su un'isola deserta, tralasciando le sequenze voodoo che vi ho appositamente risparmiato), ma che in qualche modo prende, soprattutto nella seconda parte. E poi ragazzi, che cos'è Kelly Brook...

Recensito da: Vidur


VOTI
TRASH: 73/100
Noia: 64/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: n.p.
Presunzione della regia: 57/100
Incapacità degli attori: 66/100



Se ti piace guarda anche: Cast Away, L'isola dei Famosi, Titanic, qualcosa con Kelly Brook

9 maggio 2011

LOCUSTE – L'Ottava Piaga

di Ian Gilmour. Con Dan Cortese, Julie Benz, David Keith. 2005/USA

Locusts: The 8th Plague (2005) on IMDb

Avrei potuto scrivere la recensione di questo film senza neanche guardarlo. Giusto leggendo il titolo e basandomi sul fatto che è stato trasmesso un sabato sera alle undici su Italia 1. Ormai con film del genere abbiamo dimestichezza, ne abbiamo visti a centinaia: sono noiosi, inutili, banali, stupidi e stereotipati. Eppure l'ho guardato, dall'inizio alla fine, un po' perchè il mio istinto di “shit-hunter” non dorme mai, un po' perchè volevo vedere se ci fosse un qualcosa, una scena, una trovata, un effetto, una battuta o chissà che altro, che potesse far distinguere questo film dagli altri centomila dello stesso genere. No, non c'è un cazzo.

“Locuste” va come deve andare dal primo all'ultimo minuto. Sembra un film girato con il pilota automatico, in cui il regista segue l'immarcescibile canovaccio dell'animaletto solitamente innocuo che, geneticamente modificato, diventa feroce, insanzabile e porta morte e terrore nello sfigato stato americano della situazione (in questo caso l'Idaho, mica cazzi). E infatti è così.
I cattivi sono quelli della Sylogen, una ricca e potente azienda di pesticidi che decide di modificare geneticamente (ma non mi dire) uno sciame di locuste. L'esperimento però va fuori controllo (che sorpresa), le locuste scappano e si dimostrano molto più voraci del previsto (non l'avrei mai detto). A risolvere il casino ci penserà una coppia di entomologi ecologisti buoni, Colt e Vicky (però, originale), che si dovranno scontrare con l'ottusa malvagità della Sylogen (colpo di scena).
La pedanteria e lo sciattume di questo film, in cui gli attori si aggirano palesemente annoiati per il set, è rappresentata anche dall'irritante ripetitività con cui si ripetono gli attacchi delle locuste. Con lo squallido ausilio di una scadentissima computer-grafica (che si adopera anche nel realizzare gli elicotteri, giusto per farvi capire la povertà di mezzi), delle zanzarone rosse si avventano sul malcapitato di turno mangiucchiandolo qua e là. In realtà, per essere un banale film per la tv, c'è una vera “gore” abbastanza sviluppata, in particolare nella scena in cui una locusta trapassa da parte a parte il collo di un tizio al Luna Park, unico guizzo nell'anonimato.

Per il resto è tutto calcolato, prevedibile e scontato. Gli entomologi che mangiano cibo biologico si salvano perchè mangiano solo cibo biologico, l'ottuso e guerrafondaio agente governativo non li ascolta e ci va giù pesante, le locuste si mutano da sole e spaccano il culo a tutti, il malvagio capo dell'azienda cattiva manipolatrice viene mangiato dalle locuste, il tizio dell'azienda cattiva coi rimorsi di coscienza fa l'eroe e salva tutti... e poi ovviamente l'immancabile, intramontabile e soprattutto imbecille, finale aperto.
Vorrei proprio sapere chi ha inventato il finale aperto. Cioè, è veramente possibile che in OGNI film di questo genere ci DEVE essere il finale aperto?? Il primo regista che mi fa un film di animali geneticamente modificati senza finale aperto, riceverà in regalo un pratico porta-penne firmato Pellicole Dall'Abisso. Pronti? Via.

Se non fosse per la consapevolezza di aver gettato un'ora e mezza della tua vita in una spirale di inutile banalità, sarebbe rassicurante e quasi consolatorio, avere a che fare con questi film, in cui puoi prevedere tutto, dalla prima all'ultima scena, battuta per battuta. Quasi come per i DeCoteau, con al posto dei ragazzi in boxer degli animali geneticamente modificati. Ci mancano solo un po' di flashate e la musica zarra.

Recensito da: Vidur


VOTI
TRASH: 52/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 76/100
Presunzione della regia: 30/100
Incompetenza degli attori: 55/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Bats, Rats, Slugs, Frogs, Flops, Rugs, Pogues, Roots, Lops, Pops...

Ps: mai vista una locandina più estranea al film in vita mia. Non so dove abbiano preso quella ragazza con l'accetta, perchè nel film non c'è traccia.

28 gennaio 2011

FRANKENSTEIN & THE WEREWOLF REBORN!

Di Jeff Burr, David DeCoteau (!!), con Ashley Lyn Cafagna, Ben Gould, Jaason Simmons, Robin Downes, USA-Romania 2005 a.c.

Frankenstein & the Werewolf Reborn! (2005) on IMDb

AVVERTENZA: Questo film, cialtrone e pretestuoso, è vigliaccamente diviso in due parti totalmente slegate fra di loro ma legate da un grossolano filo di povertà, squallore e disagio sociale. E' girato in un luogo senza tempo e senza spazio, pur essendo svolto in Romania la protagonista femminile arriva in treno da New York facendo scalo a Ginevra, inoltre indossa scarpe da ginnastica ma la pellicola vorrebbe essere ambientata in un fantomatico medioevo. Clamorose e ripetute comparse del microfono di scena che penzola spesso dall'alto risultando più appariscente lui di Frankenstein e del lupo mannaro messi assieme.

EPISODIO 1
Anna Frankenstein dopo la morte dei genitori è inviata a trascorrere il resto della sua vita nel castello dello Zio, uno scienziato che vive in Romania e che si diletta con misteriosi esperimenti. Purtroppo il suo treno è in aticipo di 12 ore (capita spesso in Romania) e così arriva nel cuore della notte e ad accoglierla c'è la governante Frau Messner che la prende a pesci in faccia fin da subito, come peraltro faranno lo zio e il suo assistente Ludwig. Ad Anna viene detto di non uscire mai dalla sua stanza e di poter solo giocare con le altre bambine in cortile, poco importa che Anna abbia 35 anni e che nel cortile non ci sia nessuna ragazza.
Nel cortile c'è però Thomas, un aiuto giardiniere che aiuta Anna ad esplorare il castello. Nella notte i due intravedono da una finestrella l'esperimento compiuto dallo zio: creare un essere vivente utilizzando parti di cadavere (esperimento originale per uno che si chiama Frankenstein di cognome e fa lo scienziato).
Causa la pecoraggine dei due l'essere mostruoso riesce a scappare e giunto al lago di fronte al castello strangola un malcapitato in gita con la famiglia.
Il giorno dopo, mentre lo zio e Ludwig ronfano della grossa, Anna va al lago e incontra il mostro davanti al quale invece che fuggire terrorizzata offre del pane, del latte e insegna delle parole come Amico, Anna, Caravanserraglio e altre cose che posson sempre tornare utili nella vita.
Quando lo zio e Ludwig si accorgono che Anna sa dove si trova la loro creatura decidono di far prendere aria alle loro terga e di mettere finalmente il naso fuori dal castello per catturarlo, riuscendo nell'impresa con estrema facilità.
Giunti di fronte al calderone dove vogliono buttarci il prodotto di lunghi anni di esperimenti (che poi cosa lo hanno fatto a fare se poi lo vogliono distruggere, eeeeh boh!) indugiano grezzamente finchè il mostro non si risveglia e butta nel calderone Ludwig, lo zio viene ferito e muore, il castello esplode con solo Anna che si salva (senza peraltro avvisare nessuno dell'imminente esplosione del castello). 
Cedo la parola a Imrahil che vi narrerà sapientemente la tediosa seconda parte.


EPISODIO 2
Grazie Ortnid, ed eccoci giunti alla seconda parte. 
Senza alcuno stacco di qualsivoglia genere troviamo una giovane ragazza (un'altra..) giunta nella landa fatata senza nome, in una squallida stazione dove viene maltrattata dal capostazione, poi da tuttio il resto della Romania. I suoi genitori, impegnati in politica internazionale [citazione necessaria], non sapendo cosa farsene di una petulante e curiosa ragazzina di sedici anni hanno ben pensato di mollarla allo zio licantropo affinchè la sbrani  tenerone per una rifocillante vacanza nel countryside rumeno. Prima di giungere al maniero dello zio, tale signor Kranek, la ragazza incontra degli zingari che le danno un foglietto (evento che non ha la benchè minima rilevanza se non quella di fare della facile retorica sulla discriminazione razziale). Giunta a destinazione scopre che il buon zio ha mandato una lettera ai suoi genitori per dire che non la voleva affatto tra i piedi, ma la lettera non è mai arrivata . La verità è che lo zio è un buono di cuore, ma nasconde un orribile segreto: un giorno un lupo mannaro è entrato dalla finestra (così..) e ha copulato con lui lo ha morso, trasmettendogli la lupomannarite. Da quel giorno in poi, quando sorge la luna piena (e se avrete modo di vedere questa ciofeca noterete che sarà di dimensioni tali che trasformerebbe in licantropo pure don Bosco) il signor Kranek si trasforma in un terribile mostro assetato di sangue con agghiaccianti somiglianze con quello visto ne "La croce dalle sette pietre". La polizia sta nel frattempo indagando riguardo alle orrendi morti violente da cui la tranquilla cittadina è falcidiata, e giunge in casa del signor Kranek giusto nel momento in cui egli confida alla nipote di essere un licantropo, motivo per cui viene arrestato. 
[SPOILER]
non so più cosa scrivere quindi vi spiattello bellamente il finale: gli zingari danno alla ragazza una pistola con dei proiettili d'argento (visto che nessuno ci aveva pensato...) e lei dopo un breve ma noiosissimo ''scontro'' con lo zio lupacchiotto gli spara. fine.
[FINE SPOILER]
Il secondo episodio risulta essere decisamente più lungo rispetto al primo, ma essendo diretto da David Decoteau è anche di una noia mortale e costituito di vuoto cosmico. Tralasciando il fatto che noi ci aspettavamo di vedere Frankenstein combattere contro un lupo mannaro, questo/i film sono una merda gigantesca, carino il primo, un disastro il secondo. Il voto trash è alto anche e soprattutto per la truffa ideata dai produttori.


Se mi è concessa una piccola riflessione, cercherò di tracciare una linea che colleghi entrambi i film tramite elenco, per analizzare ciò che le due produzioni hanno in comune.
A- Ci sono dei mostri
B- Gli zii sono buoni ma hanno dei segreti cattivi (diffidate se vi invitano al pranzo di Natale..)
C- Tutti hanno dei microfoni appesi sul soffitto
D- Tutti odiano le ragazze
E- I titoli di coda

Recensito da Ortnid (Frankenstein); Imrahil (il lupo mannaro)

TRASH 84/100
Noia 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 85/100
Incapacita degli attori 80/100
Presunzione della regia 69/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE:  Ebetesaur versus il coniglio mannaro, due volte


28 dicembre 2010

JOLLY ROGER: IL MASSACRO HA INIZIO (aka Massacre at Cutter's Cove)

Di Gary Jones con Rhett Giles, Tom Nagel, Kristina Korn e Thomas Downey. USA/2005/The Asylum.

Jolly Roger: Massacre at Cutter's Cove (2005) on IMDb

"La sai l'ultima sui pirati? ARRH!"
ragazzo simpatico su pirateria

"non avrai la mia testa così facilmente!"
Il sindaco un secondo prima di perdere la testa

Tre coppie di ragazzini sono sulla spiaggia a godersi una splendida serata romantica con tanto di falò e marshmallows. La più arrapata delle tre coppie decide di appartarsi nell'angolo più buio e più fuori mano della spiaggia a pomiciare.... cosa potrebbe succedere ad una coppia in tale situazione in un film horror di serie b? Si, corretto. Essere fatta a pezzi da un'entità malvagia a caso, che per l'occasione è il pirata non morto Jolly Roger (nome decisamente originale, non trovate?). Da questo momento in avanti il film è un tripudio di teste mozzate, squartamenti, mutilazioni che coinvolgerà praticamente tutto il paese, il tutto realizzato con la grafica che permette un budget di 500000 dollari. I ragazzi sopravvisuti al massacro della spiaggia sono ovviamente sospettati di aver compiuto tutto quel casino, e si trovano al centro della più redicola investigazione della storia del cinema, con tanto di fuga dall'ufficio dello sceriffo tramite una porta di cartapesta "nascosta" dietro un armadio. Mi duole ammetterlo, a volte il film stupisce sinceramente per l'entità del massacro e le scelte della regia ma per fortuna la realizzazione di tali scene è talmente scadente da vanificare tutto il buon lavoro della regia. Va' inoltre segnalato che alcune scene sono talmente fuori dal mondo che si può intravedere l'intenzione di produrre apposta un film scanzonato e leggero un po' splatter. Ad ogni modo se paragonato ad un film della Asylum standard, questo Jolly Roger gode di una trama estremamente elaborata e quasi originale: il pirata non-morto è stato risvegliato dal ritrovamento di un antico forziere contenente il suo teschio, ed il mostro non avrà pace fino a quando non avrà mozzato la testa a tutti i discendennti della sua ex-ciurma. Facendo ciò egli potrà saldare il patto col demonio che il pirata aveva fatto e potrà riavere il tuo tèssssooooro. Beh, cosa vi aspettavate? Un capolavoro di introspezione? è pur sempre un film della Asylum..! E come tale non si smentisce.
[SPOILER]
Non avendo la più pallida idea di come far finire il film, il regista attua la seguente strategia: Jolly Roger sta facendo bruttissimo come in tutto il film, ma ad un certo punto Alex, il protagonista, gli va' alle spalle, prende la sua sciabola e gli taglia la testa. Fine. Una tale banalità che ti sorprende.
Non disperate, non è finita qui.. c'è il finale a "sorpresa".
[FINE SPOILER]
E' un film strano. Per certi versi il lavoro del regista è encomiabile e si vede l'intento di fare per davvero un film.. per lo meno, mi sentirei di premiarlo per l'impegno, poi le idee vabè, sono un po' banali, la realizzazione è quella che è. Nelle battute finali è probabile che il regista Gary Jones abbia detto ''ma andate tutti a fare in culo, che cazzo ci faccio qui a fare sta merda, finitevelo voi il film" (motivo per cui nei lunghissimi titoli di testa appaiono due ''directors''?) ed è andata a finire come vi ho raccontato pocanzi. Cercando di fare una media direi che il film è assolutamente ininfluente nel curriculum di uno shithound, è a tratti noioso, a tratti carino, a tratti Asylum, ma le grasse risate si tengono mediamente alla larga. Certo, uno zombie che canta ''15 uomini sulla cassa del morto yohohooo e una bottiglia di rhum" fa' abbastanza ridere. Sopratutto considerando che per l'occasione gli uomini diventano sedici. Così.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH 71/100
Noia 75/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 87/100
Presunzione della regia 20/100
Incapacità degli attori  67/100



Se ti piace guarda anche: ARRH!

13 novembre 2010

KILLER BASH (aka Vendetta di Sangue)


Di David Decoteau con Raquel Riskin, Cory Monteith, Sebastian Gacki. USA/2005/Rapid Heart

Killer Bash (2005) on IMDb

Il giovane Robert Hyde viene ucciso per sbaglio dai membri della confraternità “Delta Boys”, gli anni passano, finché il suo spirito desideroso di vendetta, non si reincarna nella giovane studentessa Becky.

Ma come ancora un film di Decoteau?!
Ebbene si, ancora una volta mi accingo a recensire una pellicola di David Decoteau, che volete farci, ormai per me é una missione a cui non posso sottrarmi.
Venendo al film, ci troviamo di fornte alla solita pellicola in pieno Decoteau style, non lasciatevi abbindolare dalla trama che vuole come protagonista una ragazza, a farla da padrone saranno come sempre i giovinetti definiti in boxer. Insomma sapete cosa aspettarvi, ragazze con pigiamoni che vanno dalla caviglia alla gola e ragazzoni in boxer e calzini che si strusciano a destra e a manca.
Ma allora cosa permette a questo Killer Bash di ottenere una valutazione così alta? Cosa lo rende, a mio giudizio, così meritevole di una visione?
Innanzitutto la presenza nel cast di Sebastian Gacki, qui al terzo film con David, il quale dopo aver interpretato la parte del giovane sbarbatello in Brotherhood IV e quella dell'implacabile angelo vendicatore in Beastly Boyz (non due film qualsiasi tra l'altro, ma due pietre miliari del cinema decoteaniano, già recensite in questo blog), qui si erge a mattatore assoluto della pellicola. E' lui a divorarsi la scena ogni volta che entra in gioco, denudandosi ad ogni occasione, bagnandosi i pettorali con qualsiasi liquido, versando della vodka nei boxer dei giovinetti durante il rito d'iniziazione (si, ve lo giuro, fa pure questo) e via dicendo. Insomma, pur non essendo protagonista, riesce a dominare la scena con la personalità di un veterano.
E non é tutto, per sollazzarci David ci regala una girandola di uccisioni ultra ridicole, che meritano di essere elencate una ad una:

SPOILER:
La mattanza di giovinetti si apre con un ragazzo soffocato dal suo stesso bilanciere; il tutto accade nell'indifferenza dei suoi compagni troppo impegnati a pomparsi per accorrere in suo aiuto (della serie fitness or death). Segue la morte di un confratello, il quale durante un allenamento di calcio, inciampa goffamente e picchia la testa contro un gradone di granito. E per chiudere in bellezza il terzo muore soffocato da uno sneakers.
FINE SPOILER

Autentica ciliegina sulla torta é poi l'apparizione di un ragazzo in boxer, la quale può essere considerata la più pretestuosa che la storia del cinema di Decotau (ergo della cinematografia mondiale) ricordi.
In pratica, un ragazzo esce da un portone, scende in strada ed inizia a palleggiare, ovviamente tutto ciò in boxer. Cos'é qualcosa non va? Non dite che non vi é mai capitato nulla di simile...

Recensito da: Azagthoth

VOTI:
TRASH 88/100
Noia 71/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 72/100
Presunzione della regia 40/100
Incapacità degli attori 78/100



17 ottobre 2010

THE BROTHERHOOD - PATTO DI SANGUE (aka The Brotherhood IV: The Complex)

Di David Decoteau con Sebastian Gacki, April Telek, Graham Kosakoski. Canada/2005/Regent Entertainment

The Brotherhood IV: The Complex (2005) on IMDb

Brotherhood IV rappresenta una delle più alte espressioni di cinema decoteauniano, esempio vivente di come un sequel possa superare nettamente il capostipite della serie. Uscito in Italia con il titolo “Patto di sangue”, Brotherhood IV null'altro é, se non la summa di tutti gli elementi più cari al regista canadese, insomma una delle migliori pellicole esistenti aventi come oggetto una confraternità di giovini in boxer e calzini.
Per chi non conoscesse David Decoteau, vi aggiornerò rapidamente, stiamo parlando di un regista canadese la cui grande passione é girare film con ragazzi in boxer e calzini e girarli tutti uguali. Quando dico uguali non intendo grossolanamente simili eh... Nono intendo proprio uguali spiccicati. Il tutto narrato poi con uno stile inconfondibile per i dettagli del quale vi rimando alla recensione del primo "Brotherhood".
Ma allora cosa rende questo quarto capitolo così meritevole di una visione? Innanzitutto David in questa pellicola non si risparmia, e ci tempesta di ragazzi in boxer a tutto spiano, in qualsiasi contesto e da ogni angolatura, per tutta la durata della pellicola, durata che ammontando ad un'ora e mezzo risulta così inusualmente lunga per i suoi standard (ulteriore riprova di tutto il cuore messoci per confezionare l'opera).
Ma soprattutto ciò che rende questa pellicola fondamentale per qualsiasi amante del trash sono una serie di intuizioni geniali.
Il protagonista, Lee, deve indagare su una confraternità segreta, bene questa confraternita di segreto non ha nulla! Tutta la marina degli Stati Uniti di America é a conoscenza della sua esistenza, lo stesso Lee viene informato della sua esistenza dal suo compagno di stanza sin dal suo arrivo, ma il meglio deve ancora venire: come farà Lee a carpire i segreti dei Black Skulls (così si chiama la confraternita, insomma una specie di Skull and Bones dei poveri)?

SPOILER
Semplice gli basterà introdursi nella stanza del capo, lì vi troverà il “Santuario” (uno sgabuzzino di merda con quattro teschi ed una paio di foto), dove c'é un pc già acceso con il documento di testo riguardante i Black Skulls aperto e con tanto di stampante collegata, e così con un click svelati e stampati tutti i segreti della potentissima confraternità.
FINE SPOILER

D'altronde che se ne fanno i confratelli della segretezza? Loro hanno il super potere più fico del mondo, sparano fulmini dall'ombelico (e così ve lo giuro non sto scherzando, si tiran su la maglietta e zac)! E di questo potere ne fanno un uso smodanto, sterminando indiscriminatamente chiunque gli capiti a tiro, in particolare ci rimette le penne un ragazzo, di cui nessuno sa come si chiama o chi cazzo sia, tuttavia in virtù di un fisico particolarmente scolpito e defenito si conquista ben dieci minuti di film, nei quali nel cuore della notte: cammina per il corridoio in boxer, si fa un idromassaggio (di notte e in boxer!), sente rumori inquietanti, da quindi una controllatina in giro, si fa una doccia (sempre in boxer), si asciuga e viene fulminato, così tanto per gradire...
Concludo segnalandovi l'ultima chicca: nel film assistiamo ad una vera e propria rivoluzione copernicana del cinema di Decoteau! I Black Skulls infatti rinunciano alla classica tenuta da confraternita, ovvero il boxer e il calzino coordinato bianco, preferendogli, fatto senza precedenti, anfibi, boxer nero e baschetto! Imperdibile.

Recensito da Azagthoth

VOTI:
TRASH 90/100
Noia 70/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 93/100
Presunzione della regia 60/100
Incapacità degli attori 79/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: sei al top, ora non ti rimane che superare il confine e guardare "Beastly Boyz". Avrai il fegato? 

7 settembre 2010

ALIEN APOCALYPSE

Di Josh Becker, con Bruce Campbell e Renee O'Connor, USA/2005/SciFi Pictures
Alien Apocalypse (2005) on IMDb

''Di-dicevi.. di essere.. un medico! i medici non.. doverbbero uccideereeh''
''Sono un medico. La tua stupidità è in fase terminale e questa è la mia cura!''
Il dottor Ivan dopo aver trafitto un tipo con la barba finta

Quattro astronauti, o forse tre, non che il loro numero abbia una qualche rilevanza, rientrano sulla terra dopo una missione nello spazio di quarant'anni (!!!); pensano di trovare un mondo più maturo di quando l'avevano lasciato, un mondo molto vicino a quello ideale ed idilliaco... e invece ci trovano delle termiti giganti che parlano come i chipmunks e che staccano le teste alle persone che indossano le parrucche e la barba finta (cioè tutta la popolazione terrestre). Questi alieni sono venuti sulla terra perchè vogliono mangiarsi il legno delle nostre foreste e tutti gli umani vengono ridotti in schiavitù e costretti a lavorare (si fa' per dire...) in delle segherie. Bruce Campbell si riproporrà condottiero dell'umanità, come già fece nel celebre ''La casa 2'' contro i mostri invasori, aiutato (ma anche no) da una nota ''aiutante inutile se non controproducente'' delle serie tv, Renee O'Connor, ovvero la Olimpia di Xena.

Un cast stellare, non c'è che dire, per un direct-to-video fatto con veramente pochi soldi per il canale SciFi, ben noto ricettacolo b-movies fantascientifici di basso livello che non si prendono troppo sul serio. Alien Apocalypse non fa' eccezione; pensate avevano talmente le pezze al culo che il film è stato girato in Bulgaria. Si tratta di un film non particolarmente brillante (anche se in alcuni punti vi farà letteralmente ribaltare dal ridere) con una trama che non starebbe nè in cielo nè in terra neanche se ammettessimo l'esistenza di pixelosissime termiti giganti in computer grafica imperialiste. Per prima cosa gli astronauti, se si fa' eccezione per il Dottor Ivan (Bruce Campbell), hanno tutti palesemente meno di 40 anni; è scientificamente provato che in orbita il tempo trascorra più lentamente che sulla terra, ma si parla di pochi secondi.. Quindi è legittimo supporre erano stati mandati in orbita dei neonati (il che è probabile, considerato che il dottor Ivan è un osteopata.. CHE CASPITA DOVREBBE FARCI UN OSTEOPATA NELLO SPAZIO?!). Il regista avrebbe potuto salvarsi in corner parlando di qualche futuristico sistema di ibernazione, ma non lo ha fatto, lasciando noi poveretti ad arrovellarci le budella nel dubbio. Seconda cosa, gli abitanti della terra, inclusi i più vecchi, si comportano come se fossero rimasti al di fuori della civiltà da sempre: ''oooh sei un dottore? e che cos'è un dottore?'' ''ma chestrani vestiti hai addosso''; pensate, non sanno neanche cosa vuol dire darsi la mano in segno di saluto.. sono passati 40 anni non 5000..! anzi, 20 anni, a quanto dice il vecchio saggio del caso che dice di avere 35 anni dimostrandone 200. Basta, mi sto dilungando troppo. Questo film in realtà non merita affatto tale sforzo intellettuale da parte mia per comprendere cosa cazzo ci sia nella zucca di Josh Becker. Quindi mi limiterò ad aggiungere che il film è abbastanza noioso, soprattutto nella parte centrale, che corrisponde alla ''ricerca dei compagni di avventura'' da parte di Ivan: la stessa sequenza è riproposta circa 12 volte e consiste più o meno in:

Ivan: ''Ehi ciao'' *da' la mano*
Tipo di turno: *non capisce cosa Ivan stia facendo*
Ivan: ''dannazione! devo smettere di dare la mano alla gente! (ah ah ah ah ah) ehi, sei storpio, aspetta che ti raddrizzio, sono un osteopata! *trrraaaack!*''
Tipo di turno: ''AAAAAH sei pazzo mi hai quasi ucciso e poi che cazzo è un osteopata?? ehi.. sto meglio! mi unirò a te! il presidente vive!!''

Effetti speciali da vedere per credere; a partire dalle già citate barbe finte e parrucche che sono proprio quelle di carnevale ai ferocissimi alieni. Siamo a livelli veramente molto bassi.
Non perdetevi il rito funebre delle termiti per un loro compagno morto.
 In totale, croce e delizia. Film che tocca le più alte vette del trash in certi punti e che si abbassa alla noia di un film di Lucio Fulci in altri. Nel complesso valutazione ampiamente sopra la sufficienza.


Recensito da: Imrahil

VOTI:
TRASH 84/100
Noia 75/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 95/100
Presunzione della regia 20/100
Incapacità degli attori 78/100



21 giugno 2010

LASKO - Il treno della morte (aka Im Auftrag des Vatikans)

di Diethard Küster, con Mathis Landwerh e Arnold Vosloo, GER/2005/Eagle Pictures

Death Train (2005) on IMDb

Lasko il pugno di dio é tornato! Beh ragazzi come s può restare indifferenti di fronte ad un titolo così? Impossibile, ma tenetevi forte perché la Lasko non é solo un bel titolo ma molto di più!

Inanzitutto la nostra storia inizia con un bambino malato di una rara malattia per la quale é necessaria una cura costossima e una madre disposta a tutto pur di salvarlo; disposta persino a lanciarsi in bungie-jumping giù dal tetto della cattedrale per attirare l'attenzione, gesto che non passa inosservato al parroco il quale per tutta risposta cosa fa?
Gli da il denaro di cui ha bisogno? Noooo!
L'aiuta a raccogliere i fondi necessari? Nemmeno!
E allora? Allora gli da un biglietto per Lourdes!!! Per la serie ma grazie mille padre per il vostro aiuto! Anzi già che ci siete non é che mi prestereste anche un badile per scavare la fossa? No sapete non vorrei farmi trovare impreparato nel caso il decorso della malattia fosse fin troppo rapido!
Nel film invece la madre non se la piglia più di tanto ed insieme a suo figlio piglia il treno per lourdes dove incontra il nostro eroe Lasko.
Chi è Lasko? Lasko é il solito ex-soldato che traumatizzato dall'esperienza della guerra e d quanto sia sporco il mondo a deciso di ritirarsi e dedicarsi ad una vita contemplativa senza usare più violenza e blabla... Avrete capito benissimo di cosa sto parlando... Il buon Lasko lega subito con i due nonostante il loro primo incontro sia costellato da una sequela interminabile di gaffe da parte di Lasko del tipo:
Lasko: “Siete in viaggio di piacere?”
Madre: “No siamo qui perché mio figlio ha una grave malattia” (anche tu cretino che cazzo pensi ci vadano a fare a Lourdes?!!)
L: “Ah e dove tuo padre piccolo?”
Bambino: “Eh mio padre non c'é più”
Nonostante questo primo incontro poco promettente il nostro eroe si riscatterà nel prosegui del film sgominando la solita banda di terroristi che ha rubato il solito super virus dal solito super laboratorio di massima sicurezza militare e blabla... Ma non preoccupatevi le sorprese non sono ancora finite! Nonostante il banale taglio che il film inizia a prendere da questo momento ci sono ancora geniali intuizioni ad illuminare la pellicola! Ad esempio? Ve ne cito giusto un paio:
Spolier:
  1. Lasko prenderà il posto del suo mentore ucciso e tornerà a combattere sotto le insegne del Pugnus Dei società segreta vaticana che addestra preti-combattenti mega cazzuti per difendere i cristiani in tutto il mondo. Il tutto condito da una storica frase:
    Terrorista: “Chi sei tu?”
    Lasko: “Il Pugno di Dio!!!”
  2. Lasko salverà i passeggeri del treno somministrandogli l'antidoto tramite delle ostie inscenando un'eucarestia per ingannare i malvagi terroristi!
Eh che vi dicevo Lasko ne ha di cartucce da sparare!
Fine Spoiler

Vi lascio scoprire da soli le restanti chicche della pellicola, segnalandovi (per i fortunati di voi che masticano il tedesco) l'esistenza anche di una serie di telefilm con protagonista Lasko girati per la tv tedesca, io purtroppo non posso godere di questo privilegio non capendo una sola parola di linga germanica... Mannaggia a me avrei dovuto ascoltare mia madre quando mi diceva studia le lingue!

Recensito da: Azagthoth

VOTI
Livello Trash: 86/100
Noia: 55/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 72/100
Presunzione della regia: 60/100
Incompetenza degli attori: 60/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE:
la serie di telefim di Lasko o un qualsiasi action movie teutonico

20 giugno 2010

GLASS TRAP - FORMICHE ASSASSINE

Di Fred Olen Ray, con Thomas Howell, Stella Stevens, Siri Baruc. USA/2005/FOX video

Glass Trap (2005) on IMDb

"Vediamo se gli piace il thrash heavy metal.."
Teenager ribelle su gusti musicali delle formiche assassine

I soliti rifiuti radioattivi hanno contaminato la solita serra nella quale erano presenti i soliti animaletti del caso (in questo caso delle formiche) che ovviamente diventano grandissime, affamatissime e soprattutto plasticosissime. Il tutto però con un grande sorriso sulle labbra.. perchè alla fine siamo qui per ridere e penso che Fred Olen Ray l'abbia capito perfettamente. Siamo di fronte ad un titolo completamente diverso da quello che potrebbe essere Supercroc (che è un po' il mio termine di paragone in negativo) anche se le premesse iniziali sono pressochè identiche. In Supercroc il regista è sognante in un certo senso.. cioè, lui vorrebbe fare un bel film, ma è troppo povero: sembra che dica ''no dai, non facciamo vedere troppo il nostro mostro, dai, fa' cagare" "dai, magari per questo prendiamo delle immagini di repertorio se no sai che merda..". In Glass Trap invece il regista è perfettamente conscio di star girando una cagata pazzesca, quindi si lascia andare.. formiche di plastica in abbondanza.. di plastica, badate. la computer grafica è per fighette radical chic. Noi siamo della vecchia scuola! Una cagatona unplugged. Quanta stima.. le formiche sono una cosa che fa' venire le lacrime per la commozione.. in certi casi sembra che siano mosse dalle mani di qualcuno della troupe (e per la verità sono quasi sicuro sia così). I personaggi sono esasperati e stereotipati fino all'inverosimile; lo noterete soprattutto nel capo della polizia supercattivo che non guarda in faccia nessuno. La trama è volutamente di una banalità e di una linearità impressionante ma se non altro la proiezione scorre con un certo ritmo scandito dall'uso dei merdosissimi "effetti speciali" e dalle generose apparizioni dei sopracitati insetti. Signori, tengo ad informarvi che siamo di fronte a una vera e propria perla dei monster-movie a bassissimo costo. Raramente mi sono divertito tanto.

Recensito da: Imrahil

VOTI
Trash: 84/100
Noia: 52/100
Ridicolaggine effetti speciali: 91/100
Presunzione regia: 33/100
Incompetenza degli attori: 61/100







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19 giugno 2010

PRIMAL PARK – lo zoo del terrore (aka Attack of the Sabretooth)

Di George Miller, con Robert Carradine, Nicholas Bell, Brian Wimmer. USA/AUS/2005/Sony Home Entertainment,

Attack of the Sabertooth (2005) on IMDb

“Il terzo, quello che stava per sposare [è morto] in un bizzarro incidente di giardinaggio: è caduto da un albero mentre lì sotto degli uomini agitavano i loro machete.. ed è stato decapitato!”
Figiano sulla sfiga che porta la fidanzata del co-protagonista

“Gli piace uccidere più di quanto gli piaccia mangiare. E loro adorano mangiare.”
Il figiano di prima su frasi ad effetto scontate

Un uomo d'affari sull'orlo del fallimento e dalla calvizie incipiente ha deciso di spendere ciò che rimaneva della sua fortuna nella creazione di uno zoo su un'isola delle Fiji. Uno zoo per la verità un po' particolare. Finanziando degli esperimenti genetici è infatti riuscito a ricreare in laboratorio delle tigri dai denti a sciabola e vuole arricchirsi svelandole al mondo intero. Superfluo ricordare che giocare a fare Dio non ha mai portato bene a nessuno..
Miei cari amici, ci troviamo di fronte a una piccola miniera di gemme trash, tanto che mi trovo nell'imbarazzo più totale non sapendo proprio da dove cominciare. Cerchiamo di andare con ordine.
Le due cose di questo film che vi salteranno all'occhio fin dai primi minuti sono il totale disinteresse di tutti nel fare i propri doveri ed il fatto che tutti si odiano. Nessuno in questo parco ha voglia di fare un cazzo: a cominciare dal primo sventurato figiano che verrà sbranato inseguendo una pagina del suo giornaletto porno rubatagli da una dispettosa folata di vento, per poi passare agli addetti al centro di controllo: ''ehi c'è un'allarme di tipo arancione nel settore tal dei tali, non sarebbe meglio darci un'occhiata? ''no.. lo fa' sempre'' ''ehi, il nostro collega non è tornato, è il caso di vedere che fine ha fatto?'' ''no.. sarà solo un po' in ritardo..'' .. E come dicevo tutti si odiano. Tutti. Non dico solo i colleghi tra di lavoro.. ma anche la gente a caso in giro. Si trattano davvero malissimo è una cosa fin imbarazzante! Per citarvi alcuni esempi: ''ehi, io qui potrei giocarmi il posto!'' ''sarebbe una bella fortuna''; c'è inoltre un altro gruppo di universitari stronzi attira guai che è lì sull'isola per una specie di concorso, una sorta di caccia al tesoro (che consiste in realtà nello svaligiare il parco).. ecco, loro si odiano tantissimo. E' un continuo di ''imbecille'' ''maiale''.. lo so che detto così non sembra nulla di sconvolgente.. è che loro sembrano proprio incattiviti, non sembrano proprio burle cameratesche o battute bonarie! Un po' frastornati giungerete di fronte ad una scena che vi farà letteralmente sciogliere in brodo di giuggiole: verrà finalmente inquadrata la struttura del primal park, sul cui tetto poggia una gigantesca e trashosissima statua dorata di una tigre dai denti a sciabola nella PEGGIOR COMPUTER GRAFICA CHE ABBIA MAI VISTO.. ma una cosa che non si può raccontare. Dovete vedere per credere. In realtà il film è veramente gravido di perle e non vorrei né rovinarvi troppo la sorpresa né fare una recensione di 400 pagine. Inutile dirvi che le tigri (che poi tipo sono tre in tutto lo zoo e non ci sono altri animali in tutto il parco se non dei maialotti selvatici) sono assolutamente ridicole.

SPOILER
Pensate, quella più grossa e pericolosa è perfino storpia e si muove strisciando sulle zampe anteriori.. “cazzo aiuto, come farò a salvarmi? Beh, penso salirò delle scale.. oppure semplicemente camminerò via”.
FINE SPOILER

Il film dura circa 90 minuti, personalmente l'ho visto tre volte e devo ammettere che alla terza proiezione ho un po' accusato il colpo e alla fine della visione ero abbastanza annoiato. In ogni caso si tratta di un film assolutamente da non perdere per un amante del trash, e da consumare insieme a più persone possibili.


Recensito da: Imrahil


Trash: 87/100
Noia: 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 98/100
Presunzione della regia: 72/100
Incompetenza degli attori: 52/100


!!!VIDEO CON SPOILER!!!





SE TI PIACE GUARDA ANCHE..
Potrei dire qualsiasi monster-movie, ma dubito ce ne siano molti al livello di Primal Park.

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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