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18 agosto 2023

COSMO 2000 – BATTAGLIE NEGLI SPAZI STELLARI

Di Alfonso Brescia. Con John Richardson, Yanti Somer, Walter Maestosi, Massimo De Cecco. ITALIA / 1978 / NAIS FILM

Invasion Roswell (2013) on IMDb

Prima di sfornare il terrificante La Bestia nello Spazio, il buon Alfonso Brescia aveva già approcciato la fantascienza, dando vita ad una sorta di quadrilogia in cui girava la stessa manciata di attori, che recitavano nelle stesse scenografie, con gli stessi effetti speciali e che “viaggiavano” sulle stesse astronavi rubacchiate qua e là da altri film.

Dapprima ci fu Anno Zero – Guerra nello Spazio, in seguito il qui presente Cosmo 2000 – Battaglie negli Spazi Stellari, poi La Guerra dei Robot e infine Sette Uomini d’Oro nello Spazio, a comporre un Brescia Cinematic Universe, che Marvel levati proprio e smettila di rubare le idee al cinema italiano.

Debbo dire che mi aspettavo un’immondizia invereconda al limite dell’inguardabile - visto anche il voto assurdamente basso su IMDB - e invece questo Cosmo 2000 mi ha relativamente e piacevolmente sorpreso regalandomi un’oretta e mezza di intrattenimento.  

Un'astronave aliena, dopo aver distrutto un veicolo spaziale terrestre, riesce inspiegabilmente a forzare la rete di difesa satellitare approntata intorno alla Terra dagli scienziati Mike Layton e Diana Green, e si dirige verso il pianeta degli umani. Gli alieni provengono dal pianeta Gona e hanno intenzione di colonizzare la Terra!!!

Come anticipato, troviamo tutto il corollario del film di fantascienza italiano anni ‘70-‘80: scenografie di cartone con lucine di natale a simulare tecnologie avanzatissime, pigiamini di licra spacciati per tute spaziali, lo sfondo stellato del presepe a scimmiottare l’immensità dell’universo e ammassi di polistirolo, gommapiuma e lampadine a rappresentare temibili robottoni super intelligenti. 





La realizzazione tecnica è dunque quella assolutamente attesa, quello che sorprende è un intreccio, sì debitore di altri mille film già visti, ma comunque intrigante e tutto sommato costruito con una certa coerenza. Il tocco innovativo è quello di inserire anche degli spunti horror, con gli alieni cattivi del pianeta Gona che -a causa del cambiamento climatico sul loro pianeta- si sono trasformati in delle mummie purulente che uccidono i terrestri appoggiando loro le mani sulle spalle. Non dimentichiamo anche il bambino magico, un cyborg con una parrucca di riccioli biondi che disintegra i cattivi grazie ad una palletta di ferro.


Fantastico anche il finale, con i temibili e superintelligenti cattivi di Gona che perdono a causa del fatto che guardavano le immagini del satellite alla rovescia (non so, così dicono) e che si fossero intesi male sull’orario dell’invasione sulla terra, scherzi del fuso orario.

Tra le note dolenti una colonna sonora davvero al limite della denuncia penale del “Maestro” Giombini, per altro distribuita a caso per tutta la pellicola, e tra quelle buffe il fatto che nei titoli di testa venga citata “la voce narrante di Arduino Sacco”, peccato che nel film non ci sia nessuna voce narrante.  

Notevolissima invece la scienziata Diana Green, ovvero la finlandese Yanti Somer, presente in tutti e quattro i film della “saga” seppure con acconciature diverse; qui sfoggia un taglio alla crucca, ma è talmente figa che glielo si perdona volentieri.



Recensito da: Vidur

TRASH: 84/100

Noia: 52/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100

Presunzione della regia: 56/100

Incompetenza degli attori: 50/100


29 febbraio 2012

DRACULA CONTRO ZOMBI (Aka Zoltan, il mastino di Dracula)

Di Albert Band. Michael Pataki, Jan Shutan, Libby Chase, John Levin. ENG/1978
Dracula's Dog (1977) on IMDb

Carissimi lettori,
oggi abbiamo molto da festeggiare: le nostre 50000 visite, il duecentesimo post, il fatto che finalmente dopo mesi di inattivitá venga recensito qualcosa... Per vostra sfortuna e soprattutto per mia sfortuna la recensione di felicitazione concernerá un film che fa' veramente schifo: appartenente al filone Dracula contro qualcuno, la mai cosí perfida Albione ci propina questa palla colossale in cui non vi sono né dei Dracula né degli zombi. C'é anche da dire che in effetti in Inghilterra é uscito con il titolo, decisamente piú azzeccato, di "Zoltan, hound of Dracula".
LA TRAMA
L'Armata Rossa ha deciso che poteva essere interessante trovare la tomba di Dracula. Detto fatto: si recano in Romania e trovano la tomba senza troppe difficoltá. La guardia incaricata di fare la veglia alle tombe non sa resistere alla tentazione di aprire una delle tombe, e non contento decide anche di sfilare l'apposito paletto di frassino dal corpo esanime di quello che si scoprirá essere un enorme cane-vampiro, Zoltan che dopo essersi abbuffato di comunismo, si affretterá a liberare il suo ex padrone. NO! ah, ci siete cascati. Sarebbe stato troppo facile liberare Dracula, é molto piú divertente liberare il servo-schiavo-zombi inutile. Costui, risvegliatosi, partirá alla spasmodica ricerca del suo padrone, l'ultimo erede di Dracula, che ora vive a Los Angeles.

Da questo momento in avanti il film é un documentario sui cani e sui campeggi all'americana di bruttezza veramente rara. Essendo tutti delle brutte persone, noi di Pellicole dall'Abisso odiamo i cani, i bambini e le mogli petulanti; non abbiamo potuto fare a meno di commiserare il povero Mr. Drake (che é letteralmente pieno dei tre elementi sopracitati) e un po' anche noi stessi.

Proseguendo con la narrazione i ruoli dei cattivi divengono piú chiari: lo zombi non fa' un bel nulla di niente, mentre il cane é un assoluto incapace. Va' da se che quindi i due si trovano un po' come me e Vidur a ridosso di un esame: non combinano nulla fino all'ultimo secondo e poi si dicono "cazzo, cane di merda! é l'ultimo giorno per vampirizzare Drake, se no scompariremo per sempre!". Nessuno ci aveva detto che gli zombi hanno la data di scadenza.

Come potrete immaginare, un po' come me e Vidur con gli esami, anche il loro ultimo tentativo sará un fallimento miserabile.

Ovviamente il finale é stupidissimo ed aperto.

Salvo solo gli addestratori dei cani utilizzati per le riprese.
Le risate sono altrove.
Ma forse anche la voglia di vivere.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 42/100
Noia: 94/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: np
Presunzione della regia: 56/100
Incapacitá degli attori: 79/100

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29 dicembre 2011

INCONTRI MOLTO... RAVVICINATI DEL QUARTO TIPO (Aka incontri molto ravvicinati di un certo tipo)


Di Mario Gariazzo, con María Baxa, Maria Daunia, Mario Maranzana, Monika Zanchi e Gimmy il Fenomeno. ITA/1978.
Very Close Encounters of the Fourth Kind (1978) on IMDb
Tre studenti universitari sono molto indisciplinati; durante il corso di astrofisica fanno battute molto divertenti, tipo ''a profesorè, ma gli alieni fottono?" (in realtà fanno solo questa, ma per mancanza di idee viene riproposta tre volte cambiando il verbo tra fottono, scopano e chiavano.), mettono la diapositiva di un culo mentre la professoressa parla di ''buchi neri'' (ohohohohoh, aspettate un attimo eh.. fatemi ripigliare.. ohohohoohoh no, cioè, troppo ridere.).  Buttati fuori a calci dall'aula i tre demonietti escogitano la loro burla definitiva: travestirsi da marziani per tirare in mezzo la professoressa e la sua giovane assistente, che vivono in una isolata villa di campagna e sono ovviamente molto diverse dalle raggrinzite insegnati di astrofisica che potreste figurarvi. La situazione farà sì che, tra improbabili studi di anatomia terrestre, tutto finisca in un fotti-fotti generale. Scoperto l'inganno, il fotti-fotti continuerà imperterrito.

Questa cosa dovrebbe essere l'anello di congiunzione tra la tanto celebre commedia sexy all'italiana e un film più propriamente erotico. Non voglio tenervi sulle spine, fallisce miseramente da entrambi i punti di vista. Forse vorrebbe essere la risposta italiana a "Incontri erotici del quarto tipo" ma mi sento di dire che non riesce a reggere il confronto neanche con questo obbrobrio d'oltre oceano, che è e rimane senza ombra di dubbio uno dei peggiori film che abbia visto in vita mia.

Ci troviamo di fronte ad un film che strappa pochi sorrisi, anche ad un amante del trash e della commedia sexy come il sottoscritto. Ma qui siamo ben oltre. "La dottoressa ci sta col colonnello" e "Chicken Park" sono rispettivamente Metropolis e 2001: Odissea nello spazio paragonati a questa pellicola, che fa' rimpiangere i rutti e le scoregge dei cinepanettoni.

Aggiungete un comparto tecnico decisamente amatoriale e degli attori non propriamente definibili come tali ed il quadro è completo.

Bah, che altro dire.. un film con poche idee, e nessuna di esse particolarmente brillante, avido di sorrisi e completamente privo di risate. Se lo volete guardare per le scene di sesso fermatevi, riflettete, prendete un bel respiro, e prendete la decisione giusta: andate su Youporn. (anche perchè, qualunque sia la vostra perversione, penso vi sarà molto più facile reperire quel materiale in particolare piuttosto che una copia di ''incontri molto.. ravvicinati del quarto tipo'').

Recensito da: Imrahil

VOTI
Trash: 80/100
Noia: 87/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -
Presunzione della regia: 0/100
incompetenza degli attori: 90/100



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8 novembre 2011

SCONTRI STELLARI OLTRE LA TERZA DIMENSIONE (Aka Starcrash)

Di Luigi Cozzi, con Caroline Munro, Marjone Gortner, Christopher Plummer, David Hasselhof. ITA 1978

Starcrash (1978) on IMDb

Stella Star è la migliore nonchè unica guidatrice di navicelle spaziali di tutta la galassia, Akton è un supereroe con dei poteri eccezionalmente straordinari purtroppo concessi ad un uomo eccezionalmente pigro, stupido e svogliato.
Entrambi bighellonano per lo spazio facendosi beffa delle astronavi della polizia spaziale, facendo inversioni a U nelle autostrade spaziali e raggiungendo zone proibite, il tutto dileggiando le pattuglie al loro inseguimento e paventando un'assoluta superiorità verso le autorità.
Nemmeno a dirlo, nel giro di pochi cicli e qualche periodo (unità di misura del tempo in tutto il film che varia dai 15 secondi ai 20 minuti a seconda delle esigenze di scena) vengono catturati, processati e condannati ai lavori forzati, Stella a vita e Akton per 230 cicli.
Non dura però molti cicli la loro prigionia, Stella si stanca presto di buttare palloncini in un buco (questo il suo lavoro) e organizza una rivolta interna tra i lavoratori che si immolano senza motivo per permettere a lei di fuggire.
Nel giro di altri due cicli viene riacciuffata dagli scagnozzi del conte Zarth Arn, che inviano sia lei che Akton alla ricerca della navicella del principe Simon dispersa fra le stelle proibite.
Il motivo di ciò è ignoto non solo a noi, a Stella e ad Akton, ma anche al regista e al cast tutto del film, del resto Stella è la miglior pilota e Akton il miglior navigatore della galassia.
In compagnia di un uomo dalla testa ricoperta di farina, Thor, e un robot chiamato Elle partono alla ricerca.
Il primo pianeta su cui atterrano è abitato da delle scosciate amazzoni molto anni 70' che uccidono gli uomini ma sono sopraffatte dalla forza bruta e invereconda di Stella che riesce a fuggire, al loro inseguimento si lancia (si fa per dire) il più lento, malfermo e scalcinato mostro ferroso della storia che viene abbattuto con facilità irrisoria dall'astronave.

Il secondo pianeta non ha nememno la grazia di un abitante, è un pianeta freddo dove scopriamo del tradimento di Thor che stordisce l'inetto Akton, il quale però resuscita dopo qualche ciclo e sconfigge Thor, qui ci viene rivelato che fra i poteri supernormali di Akton, oltre a creare delle inutilissime luci dalle mani, c'è anche quello di riflettere raggi laser. Nella scena anche un gustoso congelamento di Stella che viene mantenuta in vita da Elle e successivamente scongelata e sbrinata in un grosso forno a microonde.

Arrivano al terzo pianeta, abitato da cavernicoli che fanno letteralmente a pezzi Elle, Stella è salvata all'ultimo da un uomo misterioso che la conduce nella sua grotta.
Scopriamo che trattasi del principe Simon, indossante per l'occasione la maschera di Agamennone spara laser.
Il film, abbondantemente e già da diversi cicli ad un punto morto, non potrebbe affatto proseguire senza qualcosa di totalmente senza senso, e puntualmente eccolo qua:
Arriva Akton, tranquillamente rimasto sull'astronave a pensare a quanto è figo avere superpoteri a propria discrezione anche se sei nato stanco, che si inventa un'altra capacità:  sapere cosa accade nel futuro.
Questo potere risulta indubbiamente utile, visto che conduce dritti dritti i quattro alla sala di comando svelando loro la trama del film.
Purtroppo ad attenderli c'è il conte Zarth Arn che decide di farli saltare in aria con tutto il pianeta, per l'occasione ha anche invitato l'imperatore che arriverà di lì a poco.
Lascia però a sorvegliarli due robot con una sciabola che assomigliano più a due appendini, almeno nel loro muoversi.
Con estrema calma e semplicità vengono presto sconfitti, cade solo Akton, ferito di striscio ma che decide di rimanere lì nonostante le suppliche disperate e lagnose di Stella.
Le suppliche disperate e lagnose di Stella terminano in vero presto, quando si accorge di avere un principe con cui amoreggiare invece che un sottosviluppato con superpoteri inutili.
In quel momento arriva l'imperatore, che quando scopre che il pianeta sta per scoppiare fa quello che un po' tutti gli imperatori spaziali fanno: ferma il tempo per due cicli.
Inizia così la guerra Imperatore versus Conte.

Se il conte spara raggi laser potentissimi, dall'altra parte l'imperatore lancia dei capsulotti gialli che sfondano le vetrate della navicella dell'imperatore, si aprono ed escono due soldati armati di cerbottana che non hanno nemmeno il  tempo di alzarsi in piedi che vengono subito colpiti.
Nonostante questo effetto a sorpresa sia redicolarmente inefficace l'imperatore sacrifica tutte le sue truppe così ed è molto stupito quando si accorge che non ha più un esercito, già scarno in partenza a dire il vero.
Ma è l'imperatore, foriero di idee e strategie di battaglia, non un cretinetti qualunque!
Come fanno i grandi della storia se messi alle strette, decide ancora una volta di contare sull'effetto a sorpresa, e cosa c'è di più sorprendente che attaccare il conte con un'isola spaziale proveniente dalla quarta dimensione?
L'isola pilotata da Stella e da Elle, inspiegabilmente ricomposto ( "il perchè te lo spiego dopo [ il film]" risponde alla sbigottita Stella), si schianta contro l'astronave del conte sorpresissimo da una trovata tanto cialtrona quanto pretestuosa, Elle e Stella si salvano e tronano all'astronave dell'imperatore a nuoto nello spazio.

Plagio clamoroso e senza ritegno di Star Wars (uscito l'anno prima) Star Crash si propone arrogantemente come un filmaccio vigliacco e senza senso, ogni situazione contorta del film è risolta con superpoteri pazzi,  spiegazioni frettolose o addirittura senza motivare l'accaduto.
La piattezza degli attori, lo squallore degli effetti speciali, l'inconsistenza della trama classificano questo film  molto in alto nella nostra classifica, è goffamente evidente la trasposizione nello spazio di personaggi provenienti da un'altra epoca, che rendono cosmico ogni oggetto semplicemente postponendoci la parola "spaziale"  (cannone spaziale, elmo spaziale, tergicristallo spaziale e via dicendo), i costumi poi variano dal completo Luigi XIV in vestaglia del conte alle cuffiette d'oro dei soldati.
Come scritto da Gerry Shamray sul "Sun Newspaper of Cleveland" e come esposto dal nostro Vidur in sede di commento Caroline Munro è l'unico motivo per il quale una persona dotata di cervello dovrebbe vedere questo film. La pellicola ha comunque vinto un non troppo prestigioso Saturn Award nel 1980 come miglior film straniero, era però l'unico in gara (ahimè è vero!)
Insensato, inconcludente, inespressivo, in altre parole: Imperdibile!

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 95/100

Noia: 64/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 95/100
Presunzione della regia: 95/100
Incompetenza degli attori: 89/100


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20 ottobre 2011

I FABBRICASVIZZERI

Di Rolf Lyssy, con Emil Steinberger, Walo Lüön, Beatrice Kessler, Wolfgang Stendar, Hilde Ziegler, Claudio Caramaschi, Silvia Jost. SUI 1978

Die Schweizermacher (1978) on IMDb

C'era un tempo, prima dell'era del digitale terrestre, quando l'aria era pulita e il cielo azzurro, in  cui in tutta la zona nord della Lombardia  si poteva vedere tranquillamente sui propri schermi TSI 1, una delle televisioni del Canton Ticino.
Ciò permetteva di visionare alcuni film assolutamente terrificanti prodotti a livello nazionale o regionale, di questa pellicola mi ricordavo, con sgomento, solo il titolo.
Rivisto oggi però, allora ero un bambino, ho in realtà mutato profondamente parere e opinione e nel complesso mi è piaciuto, capisco anche che per altri potrebbe essere, visto oggi, un film veramente trash.
"I fabbricasvizzeri" è comunque stato per vent'anni il film più visto in Svizzera.
Siamo a Zurigo, l'ufficio di polizia cantonale deve formare nuovi impiegati col compito di testare quanto gli immigrati presenti in Svizzera siano pronti per ottenere la cittadinanza, all'ispettore Bodmer viene affiancata la giovane recluta Fischer, gli obiettivi da pedinare, spiare e interrogare sono il signor Grimolli, proveniente dall'Italia meridionale, la ballerina slava Vakulic e la coppia di medici Starke, tedeschi.
Questi soggetti dovranno essere ritenuti idonei per un esame di fronte ad una commissione nel quale dovranno dimostrare la loro "Svizzericità".
L'operaio Grimolli maschera ai funzionari, che lo spiano tutto il giorno, le sue attività avverse alla Svizzera, tipo mangiare degli spaghetti ed essere iscritto ai sindacati (salvo poi a fine film dimostrare tutta la sua italianità ad uno sgomentato Bodmer), la ballerina è vista male in quanto artista e frequentatrice di stranieri, tra cui un famigerato turco, i coniugi Starke sono invece giudicati positivamente a causa della loro rettitudine nei comportamenti.

SPOILER
L'unica a non ottenere la cittadinanza sarà la Vakulic, che però, dopo esser stata sedotta da Fischer, riceve un'offerta di lavoro in Olanda e parte insieme allo stesso Fischer che rinnega Bodmer e la Svizzera. Bodmer stesso si ritrova a dovere affrontare un nuovo caso di un sassofonista americano semidisperato.
FINE SPOILER

Il film, purtroppo reperibile solamente in Züritüütsch con sottotitoli nel medesimo dialetto di Zurigo, è in realtà una presa in giro mai volgare e dai ritmi blandi del percorso di naturalizzazione e di ottenimento della cittadinanza svizzera, la stigmatizzazione del comportamento proverbialmente scrupoloso e meticoloso degli svizzeri è evidente, così come la loro immagine mostrata ferma nel tempo e chiusa. Sicuramente visto dopo tanti anni (qualcosa è cambiato ma non molto) potrà essere considerato reliquia del passato e abbastanza trash. Lascio agli spettatori ogni commento ulteriore sia in positivo che in negativo. Grüezi.

Recensito da: Ortnid

VOTI
TRASH: 65/100
Noia: 85/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: np/100
Presunzione della regia: 85/100
Incompetenza degli attori: 40/100





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5 ottobre 2011

LASERBLAST - L'UOMO LASER

Di Michael Rae. Con Kim Milford, Cheryl Smith e Ron Masak. USA/1978

Laserblast (1978) on IMDb

In un imprecisato deserto americano, un tizio con la faccia verde e un fucile laser al braccio, viene polverizzato da due deliziosi e simpaticissimi alieni dalle sembianze di una tartaruga sgusciata. Dopo un tot di tempo, lo sfigato del paese, Billy Duncan, ritrova l'arma e una specie di pendaglio gigante con cui si trasforma in Laserblast. Billy dunque continua la sua vita di tutti giorni, facendosi malmenare da dei bulletti e passando del piacevole tempo con la sua ragazza Cathy, se non chè di notte, ma anche di giorno senza una spiegazione logica, si rimette il medaglione e con il suo fucilone laser va in giro ad ammazzare gente e a far esplodere auto e cabine del telefono. Tutto ciò finchè non tornano gli alienini dell'incipit e lo uccidono con un raggio viola. Fine.

Laserblast è sostanzialmente tutto qui. Venduto come uno dei capolavori trash di fantascienza, il film si snoda con lentezza esasperante e noia mortale, piazzando riempitivi a destra e a manca. A ben pensarci tutto il film è praticamente un riempitivo, visto che la fine e l'inizio sono intercambiabili. Tutto quello che succede nel mezzo è sostanzialmente inutile, tanto quanto il misterioso uomo della CIA che arriva in città per non fare un cazzo di niente, così come lo sceriffo della Signora in Giallo. Il regista si diverte quindi a far esplodere cose ogni 2x3, giusto per far trascorrere un pò di tempo prima del finale.

A salvare il tutto però ci sono i due simpatici alieni-tartaruga; realizzati con la tecnica «stop-motion» che avrebbe fatto arrossire una recita parrocchiale del '32, stanno sulla loro astronave di cartapesta con una telecamera (chissà dove, come e quando) puntata sul nostro Billy, fanno quattro chiacchere col capo-alieno, e da buoni «deus ex machina», giungono infine a laserare l'uomo laser sul tetto di una casa.

Buchi di sceneggiatura, noia, realizzazione da quattro soldi ed effetti speciali ridicoli. Siamo nel posto giusto.

Stranamente questo è l'unico film diretto da Michael Rae però se volete, potete vedere il secondo film degli sceneggiatori: «Pornorella».

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 85/100
Noia: 90/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 95/100
Presunzione della regia: 74/100
Incompetenza degli attori: 61/100

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Laserblast...Will blow your mind!!!

4 agosto 2011

LE RADICI DELLA PAURA (Aka The Evil)

Di Gus Trikonis, con Richard Crenna, Joanna Pettet e Andrew Prine. USA/1978

The Evil (1978) on IMDb

Un gruppo di pseudo-volontari guidati da uno psicologo decidono di acquistare una gigantesca casa abbandonata per creare una clinica di riabilitazione per tossicodipendenti. La casa però ha qualcosa che non va'; si sentono strani rumori, si notano evanescenti presenze. Una cosa tutto sommato gestibile, tenendo conto dell'ottimo affare che è stato fatto! L'imbecillità e la curiosità dello psicologo-capo purtroppo però risveglierà niente popò di meno che Satana in persona che comincerà a sbattere fortissimo le finestre e a tirare i protagonisti con dei cavi.

Il cestone di Mediaworld questa volta ci regala questo horror estremamente classico della categoria ''case maledette". Nonostante la mia introduzione non sia per nulla invitante mi premuro di dire che questo film ci ha stupito ed è sinceramente piaciuto a tutti (cioè a me, a Ortnid e perfino all'incontentabile Vidur) e che se non fosse per la realizzazione decisamente a basso budget, avrebbe probabilmente sfondato e ora non lo troveremmo nel cestone delle porcate ma forse nello scaffale in ombra 2 x 6 euro.

Il film comincia malissimo. La lentezza è quella tipica dei film horror anni '70 con delle case maledette, e già temevamo di trovarci di fronte a qualcosa di molto simile a "la dolce casa degli orrori" o qualcosa del genere. La nostra pazienza dopo una mezzoretta scarsa ed interlocutoria di presentazione dei personaggi è premiata ed il ritmo accelera improvvisamente. Il cane indemoniato, satana si risveglia, gli occupanti della casa (che sono un buon numero) cominciano a morire come mosche, ed anche in modi abbastanza fantasiosi, tenendo conto della scarsità di mezzi a disposizione del regista. A proposito di ciò: gli unici oggetti utilizzati per realizzare gli effeti speciali di questo film sono dei ventilatori e dei cavi (in alcune scene si vedono abbastaza chiaramente purtroppo), ma considerato ciò il prodotto finito non è assolutamente pacchiano. La definirei una dignitosa povertà.

L'unica vera pecca è il finale, estremamente sbrigativo e decisamente banale. Capisco il ritmo elevato, ma a tutto c'è un limite

[SPOILER]
Lo psicologo va' nello scantinato chiude la botola da cui è uscito satana con la croce che egli stesso aveva tolto risvegliando il demone. Tempo effettivo su pellicola 30 secondi. Il tempo di andare in cantina.
[FINE SPOILER]

Abbiamo discusso lungamente se questo film dovesse essere recensito o meno su questo blog. Perchè oggettivamente non è un brutto film. Si tratta di un b-movie, ma l'unica cosa a categorizzarlo come tale è la disponibilità del portafoglio. Al cinema si vede molto di peggio. Magari più figo, magari in 3D, magari coloratissimo. Ma peggio.

Recensito da: Imrahil

VOTO CLEAN: 72





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17 settembre 2010

L'IMPERO DELLE TERMITI GIGANTI (aka Empire of The Ants)

Di Bert I. Gordon, con Joan Collins, Robert Lansing, Robert Pine. USA/1978

Empire of the Ants (1977) on IMDb

Per l'immensa e immarcescibile serie di “qualcosa” di gigante, ecco le formiche.
Non vi fate ingannare dal titolo, probabilmente i distributori italiani non si sono neanche presi la briga di guardare il film, infatti i protagonisti dovranno fronteggiare delle formiche troppo cresciute e non delle termiti.

La trama: Marylin Frasier (Joan Collins, attrice americana in auge negli anni '50-'60) invita dei potenziali compratori a visitare un'isola semideserta dove presto sorgerà un complesso residenziale, con la speranza che qualcuno di essi decida di acquistare qualche terreno. Ma Marylin e i suoi ospiti non sanno che l'isola è infestata da gigantesche formiche assassine, trasformatesi grazie ai soliti rifiuti tossici.

Il film ha i suoi anni e si vede. A partire da vestiti 100% anni 70', dai pantaloni a zampa, alle camicie a fiori dall'enorme colletto, alla fascia per capelli della nostra Joan.

Inoltre è di una noia mortale. Infatti il grosso problema di questa pellicola è che ci sono dei momenti di stasi annichilenti, a partire dall'inizio. Più di 40 minuti di inutili e pallosissimi dialoghi tra i vari clienti. Poi finalmente entrano in scena le formiche e qui si ride abbastanza. Infatti da lontano gli insetti non sono altro che delle semplicissime formiche riprese in un formicaio (sapete quando si aggrovigliano tra di loro e si arrampicano sul vetro?) e sovraesposte all'ambiente circostante. L'effetto è pietoso e ridicolo. Da vicino invece quando i “mostri” attaccano le persone, sono dei pupazzoni fatti abbastanza bene ma chiaramente immobili. Il gruppo verrà decimato pian piano, fino all'arrivo ad una cittadina dall'altra parte dell'isola. Qui i problemi sembrano finiti e invece sono appena iniziati.

[SPOILER]
Tutta la popolazione è infatti assoggettata al volere della formica regina grazie ad una sostanza vaporosa. Umani e formicone convivono pacificamente, anzi sono gli abitanti della città a servire e adorare i mostri. Ma i nostri eroi riusciranno a sovvertire tutto.
[FINE SPOILER]

Momenti di ridicolo involontario (come il fantastico effetto pioggia col sole o la perenne indecisione dei personaggi se scappare o aiutare l'amico in difficoltà), sono però sovrastate da lunghe sequenze di nulla assoluto, che rendono la visione del film un'immensa rottura di coglioni.

Potreste trovare qualcosa di interessante qua e là, ma occhio che ci vogliono palle di ferro.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 58/100
Noia: 95/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 90/100
Presunzione della regia: 81/100
Incompetenza degli attori: 40/100





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LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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