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28 settembre 2023

KARATE MAN

Di Claudio Fragasso. Con Claudio Del Falco, Stefano Maniscalco, Stefano Calvagna, Anne Garcia. ITALIA / 2022 / Ipnotica Produzioni

Karate Man (2022) on IMDb

Non potevamo mancare di recensire l’ultima opera del maestro Claudio Fragasso, figura iconica del cinema horror trash italiano, creatore di capolavori immortali ivi recensiti o per lo meno citati come Virus, I Sette Magnifici Gladiatori, Rats, Zombi 3, La Casa 5, Non Aprite Quella Porta 3, Troll 2 (rimanete sintonizzati!) e Operazione Vacanze.  Seppur orfano del suo compagno di mille birichinate, ovvero Bruno Mattei, Fragasso alla veneranda età di 72 anni non ci pensa neanche di andare in pensione e ancora gliel’ammolla, come direbbero n’aaa capitale.

Claudio è un karateka che lotta segretamente da anni contro il diabete mellito di primo grado, fin quando un giorno, nella finale dei mondiali di karate, viene sconfitto dal suo amico Stefano che lo manda pure in coma. Claudio dovrà quindi affrontare una lunga riabilitazione per riprendersi il titolo, riconquistare l’amore della sua donna e pure il suo centro sportivo.

Come avrete intuito, la trama è chiaramente di una banalità sconcertate, identica ad altri mille film del genere sportivo, marzialesco o pugilistico, quindi, non vale neanche la pena soffermarcisi più di tanto, anche se un twist imprevisto mi ha onestamente sorpreso.

Trattasi di un prodotto che, nonostante l’immarcescibile spirito underground di Fragasso, puzza lontano chilometri di pomeriggio di canale 5. L’impostazione sciatta e didascalica di alcune scene più che ricordare Rocky e Karate Kid sanno di Centovetrine e Gli Occhi del Cuore, o ancora meglio di Alex L’Ariete. Il filone narrativo dei problemi economici e amorosi di Claudio è lo specchio della fiction melodrammatica d’accatto, condito da dialoghi ridicoli, faccette buffe e recitazione oratoriale.

A tal proposito, dobbiamo precisare che il protagonista, Claudio Del Falco, è campione del mondo di kick boxing e campione di arti marziali nella vita vera, seppure abbia una discreta esperienza cinematografica alle spalle. E lui, tutto sommato, fa pure una buona figura, così come Stefano Calvagna, nel ruolo dello spietato maneggione Pericle. Calvagna in questo contesto mi ha ricordato Massimo Coda, l’attaccante ora in forza alla Cremonese. Non perché gli somigli, ma perché Coda in serie B segna 20 gol a stagione, mentre in serie A non segna manco con le mani. Così come Coda, Calvagna in questo contesto sembra Al Pacino, mentre in un film normale…beh non ci sarebbe neanche.

Non me la prendo troppo con Stefano Maniscalco, il rivale-amico di Claudio, in quanto anche lui di professione fa il karateka e non l’attore, anche se sembra il fratello segreto di Fabrizio Corona. Difficilmente scusabili invece l’allenatore, tale Marco Aceti e soprattutto l’interesse amoroso di Claudio, Anne Garcia. Brasiliana e bellina, per carità, ma legnosa quanto un tavolo di tortura medievale ed espressiva quanto un vaso di coccio.

Il buon Fragasso ci delizia inoltre con una delle specialità della casa, ovvero il furto. All’inizio e alla fine vediamo immagini di archivio di veri incontri di karate, mescolati goffamente con due telecronisti -che erano chiaramente in uno scantinato e che parlano come Qui, Quo, Qua, concludendo a vicenda le frasi dell’altro- e con gli incontri di Claudio.

Alcune sequenze a dir la verità sono anche quasi credibili, peccato che Fragasso abbia voluto mettere il suo tocco di genio inserendo a caso delle immagini sgranate di un pubblico di un enorme concerto con i telefoni in mano che chiaramente non c’entra un cazzo con tutto il resto. Notevoli anche le sequenze in cui Claudio “comunica” con il padre scomparso che gli ricorda i fondamenti del karate, con uno sfondo psichedelico buddista, un pipistrello e filmati a 10 frame al secondo di lottatori giapponesi che spaccano cose con la testa.


E non ci dimentichiamo dei “cattivi” del film, volutamente (?) così sopra le righe da apparire esilaranti: lui con il buco alla trachea, lei un troione inguardabile e la nipotina hacker conciata come una goth sfigata anni ’90, talmente fuori contesto da sembrare provenire da un altro pianeta.

In chiusura diciamo che l’ora e venti di Karate Man passa abbastanza in fretta, tutto sommato non ci si annoia e regala diverse risate; se siete pure appassionati di arti marziali, alcune sequenze di allenamento e combattimento potrebbero piacervi parecchio, in quanto comunque realistiche e solo occasionalmente rovinate dal fast forward in stile Ridolini.


Fonti non ufficiali parlano di circa un milione di dollari di budget, a fronte di un incasso in sala di 2900 euro. Sì, Fragasso ancora gliel’ammolla.

Ah! Musiche (atroci) di Demo Morselli. 


Recensito da: Vidur


TRASH: 87/100
Noia: 42/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 83/100
Presunzione della regia: 56/100
Incompetenza degli attori: 91/100

 






15 settembre 2023

MIAMI GOLEM

Di Alberto De Martino. Con David Warbeck, Laura Trotter, Loris Loddi, John Ireland, Giorgio Favretto. 1985 / Italia -USA / Filmustang

Invasion Roswell (2013) on IMDb

Alberto De Martino non è un nome nuovo su Pellicole dall’Abisso; è stato un onesto mestierante che negli anni ’60 si è dedicato principalmente ai peplum e agli spaghetti western, per poi virare su horror e fantascienza negli ultimi anni di attività. Su queste pagine virtuali ci siamo occupati del mitologico Uomo Puma e di 7, Hyden Park: La casa maledetta. Il qui presente Miami Golem non raggiunge né le esilaranti vette trash del supereroe con i mocassini, né la dignitosa mediocrità di Hyden Park, ma rimane in quel triste limbo di schifo poco divertente e molto frustrante.

Un giornalista TV di Miami viene inviato presso un'università locale per confezionare un servizio su un professore che sta clonando una cellula dal DNA trovato all'interno di un meteorite; si ritroverà coinvolto in un’avventura con malvagi uomini d’affari, alieni telepatici e un feto birichino.

Filmaccio infame, noioso, inutilmente complicato e infarcito di una serie di cose totalmente senza senso, a partire dalla premessa. Già di per sé l’idea di clonare una cellula a caso trovata su un meteorite non sembra proprio brillantissima, poi il fatto che per farlo si debba unire astrofisica e ingegneria genetica è ancora più risibile. Si scopre in seguito che in questa cellula risiede del materiale organico appartenente ad uno spietato e potentissimo essere alieno, di cui un gangster vuole impadronirsi per distruggere il mondo. 


Ci sono anche dei messaggi sublimali a forma di proiezioni astrali provenienti dagli etruschi di Atlantide. O qualcosa del genere.

A fermarlo ci penserà il reporter di cui sopra e una bionda che è anche un po’ medium (cit.) che con la sola imposizione delle mani (cit.) riesce a comunicare con degli alieni. Ad interpretare il reporter è David Warbeck, solido caratterista del bis transitato in un milione di merdate contrappuntate da qualche isolato gioiello come …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà di Fulci e Quella Villa in fondo al Parco. Probabilmente la consapevolezza di stare girando una delle peggiori boiate della sua fulgida carriera, hanno portato Warbeck a recitare con una legnosità e un disinteresse quasi insostenibile. Fa un po’ meglio la sua compagna di sventura Laura Trotter, anch’essa specializzata in film di genere e che per lo meno ci delizia con un nudo frontale integrale che definire gratuito sarebbe un pallido eufemismo.


 Ma sta roba è passata su Italia 1??? Come e quando???

Qualche spunto divertente in realtà c’è. Il primo è quando il reporter viene assaltato ad un elicottero in piena campagna, lui si difende a pistolettate, fino a quando passa per caso uno scuolabus guidato da due neri vestiti da anni 30’, uno dei quali gli dice qualcosa del tipo “ehi, fradello, non si sbara ad ucello con grandi ali”. Il secondo è quando gli alieni devono comunicare col reporter: per non spaventarlo o molto più probabilmente per risparmiare sul budget, lo faranno prendendo possesso del corpo del giornalista stesso, con una sorta di effetto caleidoscopico di tragica povertà. 

E infine c’è il feto, il famoso golem. In realtà la creatura ha quell’aspetto pupazzoso inquietante e ridicolo il giusto (e del resto dietro c’è un certo Sergio Stivaletti) ed è un peccato che venga tirato fuori solo negli ultimi dieci minuti di film. 

Il feto che vuole distruggere l'universo e....

...l'intrepido reporter che lo salva.

A sua parziale difesa, De Martino sostenne che la produzione gli aveva impedito di lavorare sul montaggio finale e che quindi disconosceva la paternità del film. Può essere, ma l’imbarazzante sceneggiatura era comunque sua, così come una regia sciatta e impiegatizia. Gli va comunque ascritta una certa lungimiranza: avendo subodorato l’imminente declino del cinema di genere italiano, lasciò la regia proprio dopo questo mezzo aborto per dedicarsi al doppiaggio e all’adattamento. 

In ogni caso, ora che sapete che il film ha fatto schifo anche al regista stesso, avete tutti gli elementi per decidere saggiamente di rimanerci alla larga.


Recensito da: Vidur

TRASH: 67/100

Noia: 82/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 78/100

Presunzione della regia: 46/100

Incompetenza degli attori: 83/100

11 aprile 2023

MORTAL KOMBAT – DISTRUZIONE TOTALE (aka MORTAL KOMBAT – ANNIHILATION)

Di John R. Leonetti. Con Robin Shou, Talisa Soto, Sandra Hess, James Remar. USA / 1997 / New Line Cinema

Mortal Kombat: Annihilation (1997) on IMDb

Seguito del simpatico e riuscito capostipite della serie, il qui presente Mortal Kombat Cagata Totale è un gioiellino trash che, soprattutto negli States, gode di una certa popolarità, anche grazie ad una scena che commenteremo a breve. Già il fatto che molti degli attori che si erano prestati al primo film abbiano rinunciato dopo aver letto la sceneggiatura -  e parliamo di pezzi da novanta quali Linden Ashby (Johnny Cage), Bridget Wilson-Sampras (Sonya Blade) e Christopher Lambert (Raiden) – dovrebbe già farvi un quadro della situazione. Poco male per i primi due - Cage muore dopo dieci secondi e la svizzera Sandra Hess tutto sommato se la cava  - tragicomico per l’ultimo. Lambert non certo sarà il migliore attore del mondo, ma è indubbiamente dotato di un certo carisma e di un’importante presenza scenica, tanto che il suo Raiden era assolutamente convincente. Tutto il contrario del suo sostituto, tale James Remar, talmente inadatto al ruolo che ho il sospetto che abbiano pescato il suo nome dal mazzo “attori scarsi e disoccupati, disposti a fare di tutto per pagarsi la rata del mutuo”.


"Mortal Kombat? E che è? Ah...ok. Quanto mi pagate? Arrivo"


Parlando di attori scarsi, la palma d’oro però non può che andare a Musetta Vander, nel ruolo di Sindel, la perfida madre di Kitana. Proprio lei è la protagonista della famosa scena che su YouTube vale milionate di views:

“Mother! you are alive!”

“Too bad…YOU…WILL DIE!”



Detto che forse neanche Meryl Streep avrebbe potuto rendere dignitoso un dialogo tanto grottesco, l’attrice di origine sudafricana ce la mette tutta per trasformarla in un instant cult so bad it’s good. Anche il resto della sua performance continua su questi altissimi standard, pari quasi a quelli della mitica Machiko Soga, ovvero la Rita Repulsa di Power Rangersiana memoria. E in effetti se sostituissimo Liu Kang, Sonya, Jax e Kitana con i Power Rangers rosso, blu, bianco e giallo, potremmo ritrovarci con un credibile film della saga. La trama inesistente, i personaggi inconsistenti, i dialoghi demenziali, i villain pupazzosi e gli effetti speciali penosamente ridicoli sono tutti lì. 

Proprio gli effetti speciali, pur tenendo in considerazione l'epoca (1997) e il budget (30 milioni di dollari, che comunque non sono proprio due spicci), sono fonte di genuina ilarità; segnaliamo in particolare un effetto in stop motion di una delle palle che i personaggi usano per girare il mondo grazie "al calore della terra" (ok...) e il combattimento finale tra Liu Kang e Shao Khan, il cattivo principale del film. Qui vediamo il trionfo di una primitiva CGI per cui è stato chiaramente usato il motore grafico di una PlayStation 1, visto che le "animality" dei due combattenti sembrano prelevati a forza da degli scarti di Dino Crisis. Di seguito un paio di GIF esplicative.




A contribuire alla piacevolezza della visione di questo amabile schizzo di diarrea c'è anche un ritmo sostenutissimo (siamo alla media di un combattimento al minuto), una durata contenuta, una colonna sonora zarra al punto giusto e la totale mancanza di pretenziosità di una pellicola che ha il buon gusto di prendersi poco sul serio.

Un'ideale divertissement da godersi con gli amici, dei pop corn e delle birre...per gridare tutti insieme...MORTAL KOMBAAAAAAAAAAAAAAAAAT!!!!!!!!!!!!!


Recensito da: Vidur

TRASH: 84/100

Noia: 32/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 90/100

Presunzione della regia: 41/100

Incompetenza degli attori: 88/100






1 aprile 2023

NINJA OCCHIO PER OCCHIO (Aka Ninja: Silent Assassin)

Di Godfrey Ho. Con Alphonse Beni, Richard Harrison, Chris Larris, Stuart Smith, Grant Temple, Pierre Tremblay.
CANADA / HONG KONG 1987

Ninja: Silent Assassin (1987) on IMDb

Il poliziotto francese Alvin dopo (presumibilmente) approfondite e faticose indagini riesce a mettere le mani su una pedina importante del traffico di droga internazionale. Il tutore dell'ordine spera di strappare una testimonianza al criminale per poter incastrare un certo Rudolph, ma costui è omertoso perchè sa bene che il capo dell'organizzazione è un temibile e possente ninja e teme per l'incolumità sua e della sua famiglia. 

Dopo una serrata trattativa Alvin riesce a convincere il reo a rilasciare una dichiarazione che incastri il malvagio Rudolph, ma durante il suo trasferimento verrà assalito da una coppia di ninja che letteralmente infileranno la loro spada di plastica sotto la sua ascella. Come in ogni film di questa risma che si rispetti, i ninja si riconoscono dal fatto che hanno una pratica bandana con su scritto "Ninja" e se sono vestiti di nero sono quasi certamente malvagi. Inoltre mettono la maschera solo quando sono in procinto di combattere, affinchè tutti siano certi di quale sia la loro identità. Non paghi di aver di fatto già risolto il problema, per pura malvagità i ninja si presenteranno a casa di Alvin per dargli una lezione. In quel preciso istante tuttavia Alvin era in bagno (non sto scherzando) e dunque gli assassini si troveranno ad accanirsi sulla inerme moglie del poliziotto. Dopo essersi liberato Alvin scopre il misfatto e coglierà gli assassini ancora nel suo appartamento. Nonostante le sue chiare origini subsahariane, scopriremo che anche Alvin è per qualche motivo anch'egli un temibile ninja e dopo aver roteato le manine gli si cucirà addosso la sua bella tutina giallo canarino (ideale per gli appostamenti notturni) che in contrasto con il suo bel faccione nero lo farà sembrare una elegantissima ape.

Dopo aver pianto la moglie, Alvin viene a sapere che Rudolph senza apparente motivo si è trasferito ad Hong Kong e il poliziotto si sentirà ovviamente in dovere di inseguirlo dall'altro capo del mondo pur di compiere la sua vendetta. Il passaggio ad Hong Kong serve esclusivamente per presentare l'irreprensibile poliziotto ninja Gordon, interpretato dal veterano del genere Richard Harrison, con il quale Alvin suggellerà un sodalizio per braccare il malvagio Rudolph. Al contempo permetterà al regista Godfrey Ho di aprire una inutile, pretestuosa e noiosissima sottotrama con cast integralmente orientale che non si ricollegherà mai con la trama principale. 


Se non avessero scritto "Ninja" sulla bandana potrebbe benissimo trattarsi di una scena di "Lawrence d'Arabia"


A detta di molti questo è uno dei film peggiori di questo filone ninja, ed in effetti non è nulla di eclatante, ma conserva le consuete buffonate riscontrabili negli altri titoli affini. Si passa da combattimenti di arti marziali montati con il fast forward, a ridicoli gesti alla Naruto che permettono ai personaggi di passare dalla giacca di tweed al completo ninja con tanto di armi incorporate; non stiamo parlando solo di shuriken eh, diversi personaggi esibiscono lance e alabarde, dove diavolo se le tenevano? Io una mezza idea ce l'avrei. Probabilmente tuttavia la cosa più divertente del film è il fatto che esso non abbia nè un inizio nè una fine: le riprese iniziano che Alvin sta già letteralmente arrestando il malcapitato di cui parlavo all'inizio e termina nell'istante esatto in cui Rudolph verrà trafitto (rigorosamente sotto l'ascella) dalla katana di Gordon. Cioè proprio schermo rosso con scritta "The End". Basta. Fine. Non c'è la minima traccia di un preambolo e tanto meno di un epilogo. Che ne sarà dei nostri personaggi? Probabilmente il regista ha compreso che a nessuno sarebbe importato e ha deciso di tagliare. Di certo ne ha guadagnato il ritmo del film. Comunque se non ci credete vi invito a visionare la battaglia finale che riporto da Youtube in coda alla recensione. Tra l'altro è probabilmente l'unica parte dell'intera pellicola che valga davvero la pena di essere vista.

Visione tutto sommato evitabile, ma neanche una completa tragedia. Sicuramente Godfrey Ho ha girato puttanate più gargantuesche, quindi avendo la possibilità di scegliere dedicatevi ad altri titoli equipollenti. Attenzione in particolare ai titoli "Ninja Operation: Knight and Warrior", "Black Ninja" e "Knight & Warrior", da evitare per il semplice fatto che sono in realtà tutti titoli alternativi di questo film. 


Recensito da: Imrahil     

TRASH: 79/100
Noia: 71/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 85/100
Presunzione della regia: 47/100
Incompetenza degli attori: 80/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: un qualsiasi film di Godfrey Ho con Richard Harrison che fa il ninja.

1 marzo 2023

SIMONE E MATTEO - UN GIOCO DA RAGAZZI (Aka Convoy Buddies)

Locandina di Simone e matteo - un gioco da ragazzi
Di Giuliano Carnimeo. Con Paul Smith, Antonio Cantafora, Dominic Barto, Giuliana Calandra, Ángel del Pozo, Mario Brega, Francisco Merino. ITA-SPA / 1975 / Produzioni Atlas

Convoy Buddies (1975) on IMDb

Ragazzi, ma quanto ci mancano gli anni '70? Beh a me in realtà non più di tanto, non fosse altro perché non ho avuto modo di viverli, ma che turbinio di emozioni quando li vedo rappresentati su pellicola! Tra i personaggi più iconici di questa stagione cinematografica di certo non possiamo dimenticarci di citare la super coppia protagonista di decine di scazzottate nelle più svariate ambientazioni: Bud Spencer e Terence Hill! Due personaggi talmente iconici da aver di fatto creato attorno alle loro figure un genere a sé. Genere che, se vogliamo, rientra pienamente nello spirito dei "B-Movie" ma che ha riscontrato un tale successo e un tale apprezzamento anche fuori dal territorio nazionale (amatissimi soprattutto in Germania) che davvero sarebbe assurdo vedere "Chi trova un amico trova un tesoro" o "...Altrimenti ci arrabbiamo!" recensito qui su Pellicole dall'Abisso. Farebbe storcere il naso tanto voi quanto a noi, cari lettori. 

Tutto questo successo, essendo stato praticamente istantaneo, ha tuttavia prodotto il più classico degli effetti collaterali: l'emulazione! ma che dico emulazione... l'imitazione! Ma che dico imitazione... La copia carbone!

Nascono così dal concept del regista Mauro Bolognini ben sei lungometraggi con protagonisti tali Simone (Paul Smith) e Matteo (Antonio Cantafora, accreditato come Michael Coby): la versione Asylum ante-litteram di Bud Spencer e Terence Hill! 

Recensisco questo insipido "Simone e Matteo - Un gioco da ragazzi" a titolo esemplificativo per l'intero filone, per il semplice motivo che è l'unico che ho visto. E no, non penso ne vedrò altri. 

Che amarezza..

LA TRAMA

Due spiantati ladruncoli di strada allergici al lavoro accettano di trasportare un camion carico di insetticida da Milano (credo) a Marsiglia. La paga è oggettivamente molto allettante per un lavoro tutto sommato semplice: il "gioco da ragazzi" del titolo. Ma ovviamente visto che al mondo non ti regala niente nessuno scopriremo che dietro a questo apparentemente innocuo carico c'è ben altro: armi per qualche famiglia mafiosa d'oltralpe! Sfruttando l'espediente comico tutto sommato banale del protagonista inconsapevole la vicenda si dipanerà tra inseguimenti fraintesi, qualche interminabile scazzottata e un breve siparietto amoroso. 

Il film è in fin dei conti inoffensivo e quasi guardabile, quello che davvero manca è il mordente. Battute e situazioni sono tirate per le lunghe al limite dell'intollerabile, la trama è inconsistente, dialoghi e sceneggiatura sono banalotti, l'interpretazione da parte dei personaggi è quanto meno approssimativa. Del resto è praticamente impossibile sostituire il carisma di due mostri sacri come Bud e Terence. La cosa davvero straordinaria e decisamente da segnalare è la quasi maniacale ricerca da parte del regista e della produzione di ricreare un clone perfetto. Riprese, dialoghi, situazioni. Tutto il possibile.

Per dire l'attenzione al dettaglio, gli attori scritturati per i ruoli secondari sono tutti personaggi ben riconoscibili di altri film con i veri Bud Spencer e Terence Hill. Per doppiare Paul Smith e Michael Coby vennero ingaggiati Glauco Onorato e Pino Locchi, ovvero i due doppiatori della ben più famosa coppia emulata. La colonna sonora è di un complesso sconosciuto che si fa chiamare Juniper; poi vai a controllare bene e viene fuori che altri non sono che Guido e Maurizio De Angelis, ovvero gli Oliver Onions. C'è cura e attenzione. Quasi autismo. 

Insomma questo film non è la copia cinese malfatta di un prodotto, è la cialda compatibile Nespresso.
Funziona? Si (più o meno). 
Costa di meno? Si. 
È più buona? No. 
Alla lunga ti rompe la macchinetta i coglioni? Si. 

Il problema è che se questa logica, che applicata ad un prodotto può avere senso, la applichiamo ad una produzione artistica non può funzionare, perché il prezzo del biglietto del cinema è lo stesso sia per il film originale che per la sua brutta copia. Quindi visto che io spettatore non ho alcun vantaggio economico, perché dovrei scegliere il prodotto più scadente?
Beh, la risposta è semplice, non lo farebbe nessuno. Ma a tutto c'è una soluzione: basta truffare il pubblico! Ad esempio in Francia il film "Carambola" (il primo e forse il più celebre dei film con Simone e Matteo) venne distribuito con il titolo guascone di "Il mio nome è Trinità" sperando che qualche allocco mangia rane pensasse di andare a vedersi un sequel di "Lo chiamavano Trinità...". Anche i nostri non particolarmente svegli amici tedeschi ci siano cascati:   sembra infatti che in un cinema in Germania ci sia stata addirittura una specie di rivolta che ha portato alla distruzione della sala quando gli spettatori, attirati da una fallace locandina, si accorsero che non stavano affatto assistendo ad un film con Bud Spencer e Terence Hill. Una volta usciti dal cinema hanno poi rivendicato Danzica e invaso la Polonia.  


Recensito da: Imrahil


TRASH: 68/100

Noia: 86/100

Ridicolaggine degli Effetti Speciali: 46/100

Presunzione della Regia: 12/100

Incompetenza degli Attori: 72/100


Non perdetevi questo esilarante spezzone con Ennio Antonelli che parla in polacco invece che in romanaccio

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Vorrei dirvi un film di Bud Specer e Terence Hill. Anzi, guardate quelli al posto di questo. 

12 marzo 2022

LE 30 DONNE PIU' BELLE DELLA STORIA DEL CINEMA

Niente recensioni o autocitazioni questa volta, solo una celebrazione delle più grandi bellezze femminili apparse nella storia del cinema, ovviamente secondo il nostro immodesto parere. C'è tanto mainstream, ma anche un tocco di Abisso. Sappiate che l'ordine è totalmente randomico e che vi sono delle escluse eccellenti. 

                                    1. SHARON STONE - ATTO DI FORZA (1990)

Nel cult di fantascienza di Paul Verhoeven, la ancora relativamente sconosciuta Stone si mostra di una bellezza talmente perfetta da risultare quasi irreale. Meglio in Basic Instinct? Forse, ma vuoi mettere con Atto di Forza?



2. MEGAN FOX - JENNIFER'S BODY (2009)

Il film all'epoca fu un flop, anche se negli ultimi anni sta pian piano raggiungendo lo status di culto. Merito, soprattutto, di una Megan Fox ancora non botulinata capace di far arrapare pure gli oggetti inanimati.



3. LINDSAY LOHAN - MEAN GIRLS (2004)

A proposito di culto e botox, Lindsay Lohan in questa commediola al femminile, prima di seguire la proverbiale dieta Hollywood, appare bellissima in jeans e maglietta e da infarto nella sua versione "Barbie". Anche se sappiamo che il suo meglio lo ha dato in Among The Shadows. 




4. MARGOT ROBBIE - WOLF OF WALL STREET (2013)

Che dire? 


                               5. BARBARA CRAMPTON - FROM BEYOND (1986)

Se non lo avete visto, fatevi un favore e recuperatevi questo piccolo horror/splatter/fantasy capolavoro in pieno stile anni '80, con una Barbara Crampton che, in una breve scena in versione sadomaso, popolerà i vostri sogni erotici per mesi. 



    6. NATALIE PORTMAN - IL CIGNO NERO (2010)

 Quella scena con Mila Kunis...quella lì...capito quale, no?    



                               7. CHARLIZE THERON- L'AVVOCATO DEL DIAVOLO (1997)

L'attrice sudafricana, all'alba dei 46 anni, è ancora di una bellezza illegale e nel ruolo della moglie dell'avvocato del titolo, con quell'aria naive da ragazza di campagna, era al suo top.



                                            8. LIZ TAYLOR - CLEOPATRA (1963)

Facciamo un salto indietro nel tempo per celebrare una delle attrici più famose della storia, in un colossal hollywoodiano d'epoca. Uno sguardo della Taylor bastava, e basta ancora, per incendiare lo schermo. 



                                        9. ROSARIO DAWSON - CLERKS II (2006)

Bellezza sicuramente peculiare, la Dawson ha interpretato la bomba sexy in tanti film (Alexander, La 25esima Ora, Death Proof...), ma a noi piace di più nella versione da ragazza della porta accanto, nel poco riuscito seguito del cult di Kevin Smith. 



 10. SCARLET JOHANSSON -  MATCH POINT (2005)

Potremmo prendere quasi ogni film della carriera della Johansson e metterlo in classifica, quindi scegliamo quello che l'ha lanciata e che l'ha trasformata nell'oggetto del desiderio del 99% degli uomini del globo terracqueo. 




                         11. MICHELLE PFEIFFER -  BATMAN IL RITORNO (1992)

Esiste UNA E UNA SOLA Catwoman. 




 12. DIANNE KRUGER -  TROY (2004)

Elena di Troia era descritta da Omero come la donna più bella del mondo e nel pur pessimo e plasticoso blockbuster di Wolfgang Petersen, la scelta dell'attrice tedesca non poteva essere più azzeccata. 



13. NICOLE KIDMAN -  GIORNI DI TUONO (1990)

Il personaggio di Tom Cruise non poteva credere che la Kidman fosse una dottoressa in questa divertente cagatona a tema corse Nascar e non ci crediamo neanche noi, quindi ci limitiamo a fissarla con sguardo estatico senza farci troppe domande.



14. MILLA JOVOVICH -  IL QUINTO ELEMENTO (1997)

Dal talento attoriale proporzionalmente inverso alla sua bellezza, l'attrice d'origine russa dà il meglio di sé quando non parla, come nell'ipercinetico, stordente e supersopravvalutato film fantascientifico di Besson. 




15. EVA GREEN -  SIN CITY 2 (2014)

Il sottotitolo del film è Una Donna Per Cui Uccidere e, in effetti, per l'attrice francese un pensierino ce lo farei...




16. AMY ADAMS -  AMERICAN HUSTLE (2013)

Solitamente più brava che bella, la Adams in questo film va in giro talmente scollata e scosciata che è in grado di far perdere la testa sia a Christian Bale che a Bradley Cooper, scusate se è poco. 



17. LIV TYLER -  UN CORPO DA REATO (2001)

Se non ricordo assolutamente niente di questo film, a parte lei, un motivo ci sarà.



                                        18. MIRIAM LEONE -  DIABOLIK (2021)

Miriam Leone è come Cannibal Holocaust: illegale in più di 37 paesi. (cit. VictorLaszlo88)



                              19. MITZI MARTIN - FATTI, STRAFATTI E STRAFIGHE (2000)

Nella demenziale e spassosa commedia con Ashton Kutcher e Sean William Scott, la misconosciuta Mitzi Martin (mai più vista né prima né dopo), è la leader delle aliene "strafighe" del titolo che si produce in una scena in cui ingoia un ghiacciolo che...Geeeessù. 



                            20. LAURA HARRING - MULLHOLLAND DRIVE (2001)

Nel controverso e spettacolare thriller del Maestro David Lynch, Laura Harring splende nell'enigmatico ruolo di Rita, forte di una sensualità abbacinante e di una corpo da Oscar.




                                             21. CAMERON DIAZ - THE MASK (1994)

Come per altre presenze in classifica, potremo prendere un film qualunque della carriera della Diaz (almeno fino al 2010), quindi indichiamo il primo in assoluto, quando a 21 anni, da illustre sconosciuta fece l'esordio sul grande schermo nella quasi dimenticata commedia con Jim Carrey. 



                                     22. COURTNEY COX - ACE VENTURA (1994)

Sempre il 1994 e sempre Jim Carrey, ma questa volta con Monica, in una rara licenza da Friends, ovviamente stupenda, prima della trasformazione degli ultimi anni in un ibrido con una cavalletta. 



                                         23. AMBER HEARD - ALPHA DOG (2006)

Prima di lasciarci la pelle, il personaggio di Zack, si produce in una cosa a tre con Amber Heard e Amanda Seyfried. Insomma, ci sono cose peggiori da fare prima di morire. 



                            24. STACY MARTIN - NYMPHOMANIAC VOL.1 (2013)

Bellezza tutta francese nonostante il nome anglofono, la versione più giovane di Charlotte Gainsbourg nella monumentale opera di Lars Von Trier, ci fa vedere di tutto e di più, con una sensualità prorompente che trasuda da ogni sguardo. 


   
  25. DINA MEYER - STARSHIP TROOPERS (1997)

Il buon Johnny Rico, nel mitico film di fantascienza di Verhoeven, è conteso tra Denise Richards e Dina Meyer. Un bel dilemma, non c'è che dire. Diamo un punto in più alla Meyer che ci fa vedere, più di una volta, tutte le sue grazie. 




26. ELIZABETH OLSEN - AVENGERS AGE OF ULTRON (2015)

In un film alla soglia dell'inguardabile, l'introduzione di Wanda Maximoff, ancora in versione goth, ci riconcilia con il senso dell'esistenza. 




27. SIMONETTA STEFANELLI - IL PADRINO (1972)

Così come Michael Corleone, tutti ci siamo innamorati all'istante di Apollonia, che ora nella vita fa la moglie di Michele Placido e la mamma di Violante.




28. KELLY BROOK - L'ISOLA DEI SOPRAVVISUTI (2005)

Ne abbiamo parlato qui e a ben ragione. La prosperosa attrice inglese ci delizia con il suo corpo coperto solo da un minuscolo bikini ed è ovviamente l'unica ragione per sorbirsi questo filmaccio a costo zero.



29. MACHA MAGALL - LA BESTIA IN CALORE (1977)

In questo film del filone nazisploitation all'italiana, la misconosciuta attrice belga non sarà particolarmente avvenente, ma il suo sguardo gelido e perverso è destinato ad entrarti nell'anima. 



30. STEFANIA SANDRELLI - LA CHIAVE (1983)

Chiudiamo con un orgoglio tutto italico: il miglior film della carriera di Tinto Brass assurge a mito grazie alle forme generose di Stefania Sandrelli, che si concede alla macchina da presa senza remore in un'interpretazione indimenticabile. 




Classifica ad opera di: Vidur

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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