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18 novembre 2024

TRANCERS - CORSA NEL TEMPO (aka Trancers)

Di Charles Band. Con Tim Thomerson, Helen Hunt, Michael Stefani, Biff Manard. 1984 / USA / Charles Band Productions.

In un futuro imprecisato, un burbero cacciatore di taglie torna indietro nel tempo fino alla Los Angeles degli anni '80 per fermare un criminale che può trasformare le persone in creature simili a zombie tramite il potere della mente, visto che è anche un po’ medium (cit.).

Film di fantascienza totalmente figlio del suo periodo, praticamente coevo ad altre due saghe di enorme successo con il tema centrale del viaggio nel tempo (Terminator e Ritorno al Futuro, ça va sans dire), Trancers è un dignitosissimo b-movie senza troppe pretese, che ha dato vita a sua volta ad una serie di seguiti di cui ignoravo totalmente l’esistenza, così come probabilmente buona parte dell’umanità.

La premessa di questo criminale che è in grado di “sintetizzare il tempo” e dominare le menti deboli è piuttosto interessante, così come la modalità del viaggio nel tempo: tramite un siero i personaggi vengono trasmigrati nel corpo di un proprio antenato. E così, il detective Jack Deth si “reincarna” nel suo antenato Phil, che oh incredibile, è proprio uguale a lui. 


L’interprete è Tim Thomerson, conosciuto precedentemente per ruoli comici e che qui incarna, con una buona dose di ironia, il classico badass dal cuore d’oro. Il suo love interest è una giovanissima e all’epoca ancora sconosciuta Helen Hunt, brava, bella e carismatica, già all’epoca. Peccato che Jack e Leena (il personaggio della Hunt) si passino più di diciassette anni di differenza e la loro storia d’amore sia la classica forzatura campata per aria tipica del genere. Ci si passa sopra volentieri però, visto che questo Trancers ha il pregio di prendersi poco sul serio e di avere un ottimo ritmo, condensato com’è in appena 76 minuti.


Tra i punti deboli annoveriamo un cattivo davvero poco carismatico, di cui non si sa praticamente nulla, e sconfitto in un finale totalmente anti-climatico, grazie a delle bottigliate tirate da un barbone ubriacone e delle scene d’azione ridotte al minimo ed evidentemente scarnissime, visto il budget di una spesa di Natale al supermercato.


Scommetto che questo Trancers fosse ignoto alla stragrande maggioranza di voi (in caso contrario, fateci un fischio!) eppure, come si diceva in apertura può vantare ben cinque seguiti (di cui uno uscito in Italia col titolo I Cavalieri Interstellari e l’ultimo uscito nel 2002!), dalla progressiva ed esponenziale merdosità e proprio per questo motivo di grande interesse per questo simpatico blog, per cui stay tuned!


Recensito da: Vidur

VOTI:

TRASH: 72/100

Noia: 23/100

Presunzione della regia: 41/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 67/100

Incapacità degli attori: 21/100

5 dicembre 2023

SPECIALE RECENSIONE NUMERO 300 - PARTE 1

INTRODUZIONE

Cari amici di Pellicole dall'Abisso, dopo oltre tredici anni di indefesso lavoro, il qui presente blog spegne sulla torta delle candeline speciali, ovvero quelle della recensione NUMERO 300!!!
Ebbene sì, dal 2010 abbiamo visto e recensito per voi ben 300 film della peggior risma, spaziando su tutti i generi, tutte le nazioni, tutte le epoche, senza fare distinzioni tra film semi-amatoriali e kolossal hollywoodiani, tra un Nicolas Cage e un Marco Antonio Andolfi, tra una Lindsay Lohan e una Loredana Lecciso, tra un Vito Colomba e un Ridley Scott.

Per celebrare questo speciale traguardo, abbiamo spremuto le nostre importanti meningi e i nostri dotati cervelli hanno partorito quanto segue. Innanzitutto un piccolo video di ripasso di quello che è stato finora, visualizzabile QUI, in secondo luogo, anziché fare una recensione...ne faremo ben due. Quindi, tenetevi ben stretti per la seconda parte. 

Per la prima, intanto, un delizioso gioco di parole ha sollucherato il nostro palato e per l'occasione, dopo ben tre anni di latitanza, è tornato a recensire con la sua proverbiale coincisa malvagità il nostro Azagthoth!


3CIENTO - CHI LA HA DURO...LA VINCE!

Di Jason Friedberg e Aaron Seltzer con Sean Maguire, Kevin Sorbo, Carmen Electra. 2008/USA/New Regency Pictures
Meet the Spartans (2008) on IMDb

La recensione numero 300 di Pellicole dall’Abisso non avrebbe potuto che essere la recensione di 3ciento-chi l’ha duro… la vince e così sarà. Auguri Pellicole dall’Abisso, anche questo traguardo contro qualsiasi pronostico e qualsiasi forma di buon senso è stato tagliato. Urrà, Urrà, Urrà. 

Ma ora basta con l’autocelebrazione e parliamo della pellicola in questione, il cui titolo originale per la verità nulla centra con il numero 300. Il film si intitola infatti più sobriamente Meet the Spartans, l’idea di modificare il titolo con questo geniale gioco di parole a cui noi ci siamo accodati, è stata un'indegna decisione dei distributori italiani, titolo che tuttavia si addice alla perfezione ad un film che è assolutamente indegno. 

Il film rappresenta il prototipo della parodia, o delle parodie, visto il gran numero di riferimenti ad altri film, programmi televisivi, personaggi pubblici e chi più ne ha più ne metta, che non fa MAI, ma proprio MAI, ridere. Ma neanche sorridere perché la stupidità e la frequente volgarità delle gag proposte non solo non strappa una risata, ma neanche un mezzo sorriso. Un cinepanettone è molto, e sottolineo molto, più divertente. Le gag peraltro sono pure ripetute allo sfinimento, come quando Leonida calcia giù nel pozzo un tot di personaggi realmente esistenti ed immaginari o come nell’infinito contest di ballo tra spartani e persiani che vorrebbe parodiare American Idol ma risulta di una noia mortale (ed annoiare lo spettatore in poco più di un’ora di film non è facile). 


Oltretutto, molte delle parodie risultano davvero datate, in quanto ironizzano su personaggi e situazioni che già nel 2023 la maggioranza degli spettatori si è scordata, ed aggiungiamoci pure che purtroppo noi italiani perdiamo il senso delle gag riferite a programmi statunitensi perché non li conosciamo (mannaggia che sfiga!). 


In questo desolante spettacolo non possiamo non provare amarezza vedendo Kevin Sorbo, l’Hercules della nostra adolescenza, partecipare a questa oscena baracconata. Kev avevi problemi economici? Non sapevi come pagare le bollette? Ti aiutavamo noi, mettevamo in piedi una raccolta fondi, o una qualsiasi altra cosa piuttosto che vederti coinvolto in questa indegna pagliacciata.



Si può salvare qualcosa di questa pellicola? Onestamente no, questo forse la rende degna di essere la trecentesima recensione di Pellicole dall’Abisso… Almeno questo, dai sì…




Recensito da: Azagthoth

TRASH: 78/100
Noia: 95/100
Ridicolaggine effetti speciali: 30/100
Presunzione della regia: 72/100




8 giugno 2023

TRE METRI SOPRA IL CIELO

Di Luca Lucini. Con Katy Saunders, Riccardo Scamarcio, Mauro Meconi, Maria Chiara Augenti, Alessandro Prete, Claudio Bigagli.

ITALIA / 2004 / Cattleya - Warner Bros.

“Questo film è stato realizzato con il contributo del Ministero Beni e Attività culturali, Direzione generale per il cinema, che lo ha riconosciuto film di interesse culturale nazionale”

- Leggerlo come primo fotogramma appena dopo aver inviato il 730 fa ancora più effetto. 

Tre metri sopra il cielo (2004) on IMDb

Finalmente il colosso dell'intrattenimento a stelle e strisce con la "N" rossa, quasi a voler compensare lo spettatore italiano dopo il taglio della condivisione degli account, rende disponibile un "grande classico" della cinematografia del Bel Paese e va diretto in tendenze il film tratto dall'omonimo best seller di Federico Moccia che ha contribuito a bagnare le pubescenti nature delle ragazzine della mia generazione. Ecco a voi riproposto a quasi 20 anni dalla sua uscita il temibile 3MSC, come si diceva ai tempi in cui gli SMS costavano davvero e dovevi farti la Summer Card per non finire sul lastrico e ridurti a rispondere alle tipe con gli squilli. 

Step, al secolo Stefano Mancini, è un ragazzo travagliato: pariolino di nascita ma coatto d'adozione. Lui e i suoi insopportabili amici perdono le loro giornate sui gradoni di una piazza a fare quello che fanno i giovani teppisti. Ma Federico Moccia non ha la più pallida idea di come sia fatto un giovane teppista, quindi si va di stereotipo tipo mia nonna, e ci cucchiamo il teppista basic con motocicletta e giacca di pelle e pochi tatuaggi. A fare da contraltare al rude ed impassibile Step abbiamo la dolce Babi, al secolo Babi, (chissà com'è il codice fiscale) che invece è una fregnettina tutta scuola privata e feste pettinate a base di Moët Chandon in lussuosi appartamenti dell'alta borghesia capitolina. Proprio in occasione di una di queste feste, Step e la sua banda di criminali (perchè di questo si tratta, siamo ben al di sopra della goliardia e delle ragazzate) faranno letteralmente irruzione in stile Arancia Meccanica e i due si conosceranno. A seguito di un'aggressione di cui Babi è testimone, Step scommette con lei che nei tempi in cui ci sarà il processo (siamo in Italia, quindi suppongo entro 15 anni) riuscirà a farla innamorare così follemente che la ragazzina rinuncerà a testimoniare. Lei lo deride e non vede l'ora di spedirlo nell'anfratto più buio di Rebibbia, ma come ben sappiamo gli opposti si attraggono, e nonostante vi sia inizialmente acredine tra i due si scopriranno in breve teneri innamorati. 

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.

Le vicissitudini dei due amanti sono prevedibili come il traffico in tangenziale alle sei di sera. E un po' ci amiamo, e un po' ci odiamo, e vabè ti perdono, e andiamo a vedere il tramonto, e non so se te la do, "lo vedi come sei? Lo vedi come fai? Agli altri la dai sempre e a me non la dai mai". Un collage di scenette e situazioni tenute assieme da un sottilissimo filo conduttore, che in ogni caso tutto sommato c'è. I rapporti causa-effetto sono abbastanza evidenti, quello che veramente si fa fatica a capire è lo scorrere del tempo: non saprei infatti dirvi se la vicenda si svolga nel giro di due giorni, una settimana o sei mesi. Magari avendo idea di cosa ci sia effettivamente scritto nel testo di Moccia la questione sarebbe più chiara, ma non è il mio caso.

Poche poche le risate, molte invece le sopracciglia alzate, soprattutto in occasione degli sproloqui fuori campo del DJ di radio Caos che ogni 20 minuti circa ci propina qualche perla di saggezza a tema romantico. Si tocca forse l'apice quando questo enorme imbecille paragona l'amore alla maionese che in un attimo impazzisce. Come se non bastasse, queste numerose perle di saggezza ci vengono nostro malgrado sciorinate con una fastidiosissima voce nasale che non può non far pensare al mitico Johnny Glamour.
Un vero tocco di classe sono anche i flashback, girati con uno splendido effetto blur che riporta agli anni degli spot anti pirateria. Anni che poi sono quelli ritratti nel film. Devo confessare che in realtà vedere queste relazioni fatte di messaggini a 160 caratteri sul Nokia 3310 mi ha fatto quasi venire voglia di iscrivermi nuovamente a Netlog.

Che ve lo dico a fare

Se proprio vogliamo trovare una scena più non-sense che divertente, posso proporvi la seguente: Step sta scappando tanto per cambiare dai carabinieri in moto con la sua bella Babi al seguito. Ad un certo punto la fa scendere, che i soldi sono finiti quindi l'inseguimento va concluso fuori campo. La povera Babi si nasconderà dietro un muretto e si ritroverà completamente ricoperta di letame, perchè a quanto pare in piena città a Roma è normale avere delle vasche piene di merda a bordo strada. Sarà per tenere lontani i cinghiali. La scena in realtà il "sense" ce l'ha eccome: serve come scusa per costringere la ragazza a mostrare le proprie grazie davanti ai glaciali occhi del nostro Scamarcio. Magari bastava che dietro il muretto ci fosse un canale.

[SPOILER]
Merita menzione la morte più citofonata della storia del cinema: Step, come tutti i tangheri dei film italiani, ha un amico/spalla che dovrebbe essere la macchietta comica, tale Pollo. Un nome una garanzia. Questo Pollo, come del resto il nostro protagonista e tutti i suoi amici centauri, hanno ovviamente il vizio delle corse clandestine in moto. Dal momento che Step è stato incastrato da Babi in una festa fighetta è impossibilitato a partecipare alla gara, e allora il buon Pollo se ne esce con un: "Massì, corro io! me la sento che sta volta vinco!". 

Una frase, una sentenza. 

Sulle struggenti note di "Sere Nere" di Tiziano Ferro verremo trasportati alla notevolissima scena in cui Babi si incazza e molla Step, che sta letteralmente ancora raccogliendo i pezzi del suo migliore amico dal selciato, perchè "Non si può mai essere felici con te! Ce ne deve sempre essere una!". Una nuova ed inesplorata vetta dell'essere troia, anche perchè sarà il definitivo addio al povero Scamarcio: da questo momento infatti terminerà il tira e molla adolescenziale tra i due e la cara Babi si troverà il suo bel fidanzatino pariolino e tanti cari saluti al buon Step. Per lo meno fino al sequel del 2007, "Ho voglia di te" che non ho ancora avuto modo di visionare. Chi vivrà, vedrà.

RIP Pollo, insegna agli angeli a vincere le gare di impennate

[FINE SPOILER]

Tre metri sopra il cielo è esattamente ciò che ci si aspetta: un prodotto spudoratamente confezionato per il pubblico femminile di età compresa tra i 12 e i 15 anni che, contestualizzato sul target di riferimento, ha un discreto senso da un punto di vista puramente commerciale. Non ha invece alcun senso per chiunque altro si cimenti nella visione, essendo una gran fiera dei luoghi comuni e delle storie già viste. Contornano una regia piatta e una sceneggiatura a tratti raccapricciante: il regista Luca Lucini è alla sua prima esperienza cinematografica e si vede. E' interessante segnalare tuttavia che costui fosse già al 2004 un affermato regista di videoclip musicali, lavorando per artisti nazionali del calibro di Alexia, Irene Grandi e Carmen Consoli. Al netto di quanto affermato finora devo confessare che nè io nè la mia compagna ci siamo addormentati durante la visione, fatto assolutamente straordinario considerato il ritmo tutt'altro che forsennato del film e l'esperienza delle serate passate, che ci hanno visto accasciarci manco il Galata Morente di Epigono anche di fronte a produzioni ben più blasonate. Inoltre, con un Riccardo Scamarcio oggettivamente al top della sua presenza/prestanza fisica è più che comprensibile il successo della pellicola tra il pubblico femminile più giovane. Successo tuttavia non sufficiente a coprire le spese di produzione (circa 900.000 € di incassi contro 2.500.000 di budget stanziato), ma del resto la differenza ce l'abbiamo messa noi con le nostre tasse quindi perchè preoccuparsi?
 

Recensito da: Imrahil


TRASH: 77/100
Noia: 69/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -
Presunzione della regia: 28/100
Incompetenza degli attori: 67/100



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: una collezione di gif animate di Diddl da importare su MSN.


25 marzo 2022

LE 30 DONNE PIU' BELLE DELLA STORIA DELLE SERIE TV

Perché in questo momento ci gira così.

1. GILLIAN ANDERSON - X-FILES (1993-2018)

Paffutella nelle prime stagioni, in forma strepitosa in quelle di mezzo, incinta nella settima e ottava,  virago-MILF nella dodicesima: Dana Scully in ogni sua versione era, è, sempre sarà il sogno erotico di ogni nerd. 




2. MARINA SIRTIS  - STAR TREK THE NEXT GENERATION (1987-1994)

A proposito di nerd, ogni "Trekkie" che si rispetti avrà di certo consumato gli occhi (e non solo) sulla più bella betazoide dell'universo, il consigliere Deanna Troi, interpretata dall'attrice inglese di origine greca, costretta a non assumere neanche un grammo in sette anni per poter entrare nelle divise/pigiama ideate da quel marpione di Gene Roddenberry.


3. JENNIFER ANISTON  - FRIENDS (1994-2004)

Personalmente, sono del partito Monica, ma visto che l'ho già inserita nell'altra classifica, qui inseriamo Rachel, che insomma non è che fosse poi così male...



4. JENNIFER CARPENTER - DEXTER (2006-2013)

La sua mascella definita e il suo fisico perfettamente statuario sono rimaste le cose migliori di questa serie partita bene e poi presto deragliata, che non vuole neanche decidersi a finire. 




5. ANYA TAYLOR-JOY - LA REGINA DEGLI SCACCHI (2020)

Miniserie molto ben riuscita, anche per merito della bravura e del fascino del tutto peculiare di questa giovane attrice, che riesce nell'impresa di essere figa nonostante abbia gli occhi in due regioni differenti.



6. CYNTHIA DANIEL & BRITTANY DANIEL – SWEET VALLEY HIGH (1994-1998)

In questo pessimo rip-of di Beverly Hills, le gemelle Wakefieled dalla tipica e appariscente bellezza americana, sono l'unica cosa memorabile (assieme alla sigla) di un  telefilm che gioca esclusivamente su tutti gli stereotipi possibili e immaginabili legati ad "un tipico liceo americano".



7. LINDSAY PRICE – BEVERLY HILLS 90210 (1990-2000)

Parlando di Beverly Hills, ovviamente le bellezze si sprecano e prendere una piuttosto che un'altra è solo questione di gusti. Personalmente ho sempre avuto un debole per Janet, la moglie dalle fattezze asiatiche della futura star Asylum Steve Sanders/Ian Ziering. 



8. MISCHA BARTON – THE O.C. (2003-2007)

Restiamo in tema Beverly Hills, con la sua versione anni 2000. Qui, lotta serrata tra Marissa, Summer, Taylor, Alex e pure la MILF Julie Cooper. Pescate chi vi più aggrada, noi diamo un punto in più a Mischa che tra alcool, droghe, revenge porn e una ventina di chili presi, persi e poi ripresi, a 36 anni ha già buttato la carriera nel cesso. 


9. SHERILYN FENN – I SEGRETI DI TWIN PEAKS (1990-1991)

Il Maestro David Lynch non ha mai fatto mistero di amare le belle donne e nel cast della sua serie ultra-cult, ve n'è un'interessante selezione. Da Laura Palmer a Shelly Johnson, passando per Donna Hayward e Jocelyn Packard, puntiamo la nostra fiche su Audrey Horne, perché insomma, come dire di no a questo sguardo?

10. ELISABETH SHUE – THE BOYS (2019-)

Forse non saremo perversi come il Patriota, ma come non apprezzare questa quasi sessantenne ancora in forma strepitosa?




11. MADELINE ZIMA – CALIFORNICATION (2007-2014)

Vi ricordate di Grace, la piccola di casa Sheffield ne La Tata? Ecco, è cresciuta molto bene e in questa serie erotocentrica interpreta una delle 7.583.905 donne che David Duchovny si porta a letto.




12. JULIANNA MARGULIES – E.R. (1994-2009)

Una delle protagoniste della progenitrice di tutte le serie a tema medici, l’infermiera Hathaway è rimasta nei nostri cuori grazie ai suoi boccoli scuri e al suo sorriso rassicurante, nonostante l’aria stravolta e depressa che sfoggiava in quasi tutte le puntate.




13. SARAH CHALKE – SCRUBS (2001-2010)

Notevole ancora adesso, tanto che dalla fine di Scrubs ha recitato in 10 (contate!) serie diverse, la Dottoressa Reed con quell’aria da perversa innocenza e lucida follia , non è stata l’oggetto del desiderio del solo J.D..




14. KATHERINE HEIGL – GREY’S ANATOMY (2005-)


Finiamo il trenino medical con questa procace biondona che negli ultimi anni si sta dividendo fra serie che non ha visto nessuno, con film che non ha visto nessuno. Sarà colpa del fatto che ha la fama di essere simpatica come la merda in tasca? Forse, ma almeno non si è rifatta a tal punto da cambiare tutti i connotati, come la protagonista della serie.




15. LILY RABE – AMERICAN HORROR STORY / ASYLUM (2013)

Il tema della suora sexy sarà forse un cliché datato, ma sapete che a noi piace il vintage.




16. DANA DELORENZO – ASH VS EVILD DEAD (2015-2018)

In questa criminalmente sottovalutata e quasi sconosciuta serie spin-off de La Casa, la protagonista femminile ha il volto di questa attrice di origine siciliana dal classico fascino mediterraneo. Il fatto che per tutta la serie vada in giro a sparare a “deadite” sporca di sangue non fa che farcela apprezzare ancora di più.



17. LUCY LAWLESS – XENA (1995-2001)

Simulare la febbre per restare a casa da scuola e godersi due puntate di Xena alle 11 del mattino fantasticando su Lucy Lawless, era una cosa da farsi almeno una volta al mese.



18. COURTNEY HENGELLER – COBRA KAI (2018-)

In questa fenomenale serie seguito di Karate Kid, tra ragazzine più o meno piacenti, a splendere maggiormente è Amanda LaRusso, che rappresenta il termine di MILF come meglio non si potrebbe.




19. TIFFANI THIESSEN – BAYSIDE SCHOOL (1989-1992)

Eravamo ancora poco più che innocenti bambini quando iniziammo a condividere con Zach Morris la passione per questa bambolona dagli occhi azzurri, transitata poi anche in Beverly Hiils. Se vi ricordate che si chiamasse Tiffani Amber Thiessen, avete ragione, ma ha tolto l’Amber per “essere presa più seriamente come attrice”. E infatti il suo ultimo lavoro è il reboot/sequel di Bayside School uscito l’anno scorso e di cui il mondo ignora l'esistenza.




20. LAUREN GRAHAM / ALEXIS BLEDEL - UNA MAMMA PER AMICA (2000-2007)

Rigorosamente da applicare la Legga della Maniglia: prima la madre, poi la figlia.




21. JAIME PRESSLY - MY NAME IS EARL (2005-2009)

No, non è Margot Robbie, sono due persone diverse, apparentemente.




22. PAMELA ANDERSON – BAYWATCH (1989-2001)

Negli anni ’90 avevamo tutti a cuore i bagnanti di Los Angeles, cioè volevamo che affogassero così potevamo vedere Pamela correre al rallentatore. Il suo top però è nel video dei Lit, dove è alta 20 metri.




23. MILA KUNIS – THAT’ 70’S SHOW (1998-2006)


Questa serie cult, ormai quasi dimenticata, fu la rampa di lancio per la splendida attrice di origini ucraine, perfetta nella parte della petulante e peperina Jackie.




24. KRISTIN KREUK - SMALLVILLE (2001-2011)

Piccola e dal fascino esotico, l’attrice canadese è stata l’oggetto del contendere tra Clark Kent e Lex Luthor, in un’epoca in cui Superman non era ancora diventato motivo di imbarazzo per la Warner Bros.




25. LAUREN AMBROSE – SIX FEET UNDER (2001-2005)


La più giovane della famiglia Fisher è una redhead con uno splendido viso da bambola, in una serie, che nonostante gli alti e bassi, è stata capace di produrre uno dei migliori finali della storia della TV.




26. KALEY CUOCO – THE BIG BANG THEORY (2007-2019)


Perché tutti vorremo essere Leonard almeno un giorno nella vita.




27. CATHERINE BACH – DUKES OF HAZZARD (1979-1985)

Perché tutti vorremmo essere i “cugini” di Daisy Duke almeno un giorno nella vita.




28. BLAKE LIVELY – GOSSIP GIRL (2007-2012)

In questa serie in cui…ehm….una ragazza fa del gossip…? Non ne ho idea, mai visto. Figa, lei è figa.




29. EMILIA CLARKE – TRONO DI SPADE (2011-2019)

Mettiamola per carità, prima che il mondo si offenda.




30. KARIN PROIA – BORIS (2008-2010)

È stato...




A cura di: Vidur











28 gennaio 2021

TORNADO F6 – La Furia del Vento (aka Christmas Twister)

Di Peter Sullivan. Con Casper Van Dien, Victoria Pratt, Richard Burgi, Haley-Lu Richardson. Hybrid/USA/2012

Christmas Twister (2012) on IMDb

A pochi giorni dal Natale, una cittadina del Texas viene sconvolta dall’improvviso arrivo di giganteschi tornado. Il professor Walker ha il compito di salvare la sua famiglia e la città, mentre la furia degli elementi si scatena.

F6 è il gradino più alto della scala Fujita per la misurazione della forza dei tornado, ma si tratta di un livello ipotetico in quanto sembra che nella storia non si sia mai verificato un evento del genere. “Tornado F6” è un titolo piuttosto figo, merito dei i distributori italiani che hanno sostituito l’originale  “Christmas Twister”. O meglio CHRISTAMS TWISTER.  Ebbene sì, questo film è fatto talmente col culo che hanno sbagliato a riportare il titolo del film nei crediti di testa, scritti per altro con un font poveraccio di Word, tipo QUESTO. 

Il protagonista è il leggendario Casper Van Dien, l’indimenticato Johnny Rico di “Starship Troopers” nonché interprete di una sequela sterminata di filmacci da SyFi Channel della domenica pomeriggio. Il buon Casper è credibile come scienziato quanto lo sarebbe Valentina Nappi in un biopic su Rosy Bindi ed è chiaro che nell’occasione ha profuso l’impegno minimo sindacale per guadagnarsi la pagnotta. E’ interessante notare il fatto che, così come gli attoroni di Hollywood si sposano tra loro, lo fanno anche gli attori di film di Serie B. Van Dien infatti ha recentemente convolato in terze nozze con tale Jennifer Wenger, interprete tra gli altri di capolavori quali “Alpha Wolf”, “Lavalantula” e “Chicks Dig Gay Guys” (no, anche se sembra non è un porno).

La trovata di inserire il Natale in questo film è tanto inutile quanto pretestuosa. A parte due lucine, tre addobbi, una scena con un Santa Claus al centro commerciale, non vi è traccia di atmosfera natalizia, anche perché essendo ambientato in Texas ci sono 38 gradi e un sole che spacca le pietre. Ma se non c’è traccia di Natale in questo “Christams Twister”, non è che si abbondi neanche coi tornado. Ce ne sono giusto un paio che durano una manciata di minuti per poi sparire misteriosamente e magicamente; inutile dire quanto la CGI degli effetti speciali sia tra le più deprimenti mai viste su un piccolo schermo. Vi è una sovrabbondanza di orrendi green screen, così come quella di automobili anch’esse realizzate in CGI che vengono sollevate e spazzate via. La computer grafica viene usata senza ritegno pure per i danni agli edifici, per le fiamme, per i treni, per le nuvole e perfino per i computer. Vi è anche una carenza cronica di qualunque tipo di supporto alla popolazione: nonostante ci siano danni e feriti ovunque non vi è traccia di vigili del fuoco, ambulanze, paramedici, polizia, protezione civile, guardie forestali o bibliotecari: si vedono solo giusto due pompieri nella sequenza finale. Con calma, mi raccomando. 

Di veramente spassosa c’è una sola scena: il classico reporter, stronzo  e avido di fama, sale sul tetto di una centrale elettrica per fare lo scooppone, ma visto che è stupido e cattivo viene travolto da un container volante che guarda placidamente venirgli addosso senza fare una piega. Si tratta per altro dell’unico morto del film, che cerca disperatamente di creare del pathos mettendo in pericolo i personaggi per circa tre secondi e fargliela cavare con un mezzo taglietto sulla fronte quando va male.

Per il resto ogni membro della famiglia di Casper salva a turno una persona intrappolata sotto delle macerie di gommapiuma e il tutto si conclude in tempo per la classica grigliata natalizia in giardino a bordo piscina. 

Effetti speciali pezzenti, trama inesistente, attori cani, personaggi con lo spessore di un sottobicchiere, colonna sonora composta da una manciata di sample presi da Final Cut e manco un finale aperto. Meraviglia. 

Recensito da: Vidur

TRASH: 78/100

Noia: 62/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 91/100

Presunzione della regia: 66/100 

Incompetenza degli attori: 81/100


PS: AVETE MAI VISTO LA RAGAZZA CON LA CAMICIA GIALLA SULLA LOCANDINA? NO? IO NEANCHE, NEL FILM INFATTI NON COMPARE MAI. 

11 luglio 2013

TOTAL RECALL – ATTO DI FORZA

Di Len Wiseman. Con Colin Farrell, Kate Beckinsale, Jessica Biel. USA/2012

Total Recall (2012) on IMDb

C’è un nuovo virus che sta infestando la cinematografia moderna: i reboot. Per chi non fosse familiare con questo odiosissimo termine, con reboot si intende il ‘rifacimento’ di un film, uscito più o meno recentemente. In poche parole si sfrutta un marchio di successo per andare sul sicuro e non avere la seccatura di scrivere qualcosa di nuovo. Gli esempi si sprecano e in un contesto così ampio, è inevitabile che ci siano tentativi riusciti (i Batman di Christopher Nolan, il primo Spiderman di Sam Raimi, i due Star Trek di J.J. Abrams) e alcune clamorose vaccate, come Halloween di Rob Zombie, Venerdì 13, tutti gli orribili Godzilla del nuovo millennio e il recentissimo duemilionesimo film su Superman (L’uomo d’acciaio).

Il film che analizziamo in questa sede è Total Recall, reboot del leggendario Atto di Forza, uscito nel 1990 per la regia di Paul Verhoeven. Un vero capolavoro (sì, capolavoro) di fantascienza, mischiata con una sana dose di action tout court. Il protagonista è un Arnold Schwarzenegger al suo apice, grossissimo e ironico. A corollario una Sharon Stone giovanissima e di una bellezza scandalosa, il solido Ronny Cox e un magistrale e spietato Michael Ironside.

Non sto a riscrivere la trama, se volete potete leggervela qui. Vi basti sapere che il film (che prende spunto da un racconto di Philipp K. Dick), mischiava sapientemente tanti elementi di fantascienza classica, con scene d’azione coinvolgenti ma mai invadenti, autoironia, dialoghi fulminanti, un sacco di idee geniali, tenendo viva fino all’ultimo l'incertezza (al punto di lasciare la cosa insoluta) se quello che stiamo vedendo è la realtà o è tutto un sogno. Senza dimenticare che prese anche un oscar per gli effetti speciali, che a distanza di 23 anni non sono invecchiati di una virgola  (senza un goccia di computer grafica).

E in questo reboot cosa abbiamo? Solo merda. Colin Farrell e le sue cazzo di sopracciglia paralizzate; Kate Beckinsale (moglie del regista, en passant), brava e bella per carità, ma totalmente fuori parte; Jessica Biel, chiaramente spaesata in un ruolo senza il minimo spessore; i bravi Bryan Cranston e Billy Nighy assolutamente sottoutilizzati.
Aldilà degli interpreti, a deludere è la trama, che prende il vago spunto dal film originale, ma che poi deraglia in una serie di banalità senza arte né parte, togliendo tutte le cose belle che avevano fatto di Atto di Forza un gran film.

L’ambientazione su Marte? Via, tutti sulla terra.

I Marziani, come la tipa con tre tette, i sensitivi, la prostituta nana, il tizio col cervello aperto? Via, buttiamo a caso all’inizio solo la tipa con le tre tette.

Il tassista nero doppiogiochista? Via, sostituiamolo con un amichetto di colore insignificante.

Il mitico scanner che faceva vedere lo scheletro? Via, non mettiamolo proprio.

Il capo delle resistenza che in realtà è un alieno vivente nella pancia di un tipo? Via, sostituiamolo con Bill Nighy, facciamogli dire quattro battute e poi uccidiamolo.

La fantastica sequenza dello psicologo nella camera d’albergo che perpetra il dubbio fra realtà e sogno? Via, sostituiamola con uno stucchevole e interminabile teatrino in una banca.

Lo spietato segugio Michael Ironside? Via, sostituiamolo con Kate Beckinsale.

La lotta finale col trucchetto dell’orologio che crea doppioni? Via, sostituiamolo con un noioso e stupido trionfo di Computer Grafica dell’era moderna.

La vena ironica e divertita che permea tutto il film? Via, siamo tutti seri e incazzati.

Il finale che lascia tutto incerto? Via, mettiamo un finale moscio e piatto.

Insomma, un film stupido, noioso, inutile e deludente che perde 100 a 0 con l’originale. Una vera e propria Pellicola dall'Abisso.


Recensito da: Vidur

VOTI
Trash: 74/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 60/100 (merda di computer grafica)
Presunzione della regia: 83/100
Incapacità degli attori: 81/100

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LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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