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17 dicembre 2022

SHARK LAKE

Locandina di Shark Lake
Di Jerry Dugan. Con Dolph Lundgren, Sara Malakul Lane, Lily Brooks O'Briant, Michael Aaron Milligan, Lance E. Nichols. USA / 2015 / Koch Media

Shark Lake (2015) on IMDb

Siamo sulle ridenti sponde del lago Tahoe, una mitologica landa d'oltre oceano nella quale gli abitanti un po' hanno il Moncler, il colbacco e si riscaldano al fuoco del camino della loro isba, un po' sono in costume da bagno a fare i party hard come quando la canicola più brutta della Florida attanaglia le sinuose membra dei giovani più pazzerelli. Clint (Dolph Lundgren) è una specie di bracconiere o comunque una personalità torbida che si occupa, per lo meno nei primi 5 minuti del film, di procurare animali esotici a ricchi committenti possibilmente mafiosi. Dopo aver abbandonato sua figlia di 3 anni in occasione dell'ultima consegna purtroppo viene arrestato dall'insopportabile poliziotta Meredith. La coraggiosa tutrice dell'ordine infatti, tra una battuta da strong female character e l'altra, sperona il furgone dell'inerme Clint che finisce nel lago, costringendo così il colosso scandinavo alla resa. Secondo voi che tipo di animale stava trasportando il buon vecchio Clint?

Passano 5 anni. Clint esce di galera, la bambina viene adottata dalla poliziotta ma soprattutto cominciano ad apparire qua e là cadaveri. Inizialmente si pensa che il responsabile di tali atrocità sia un orso, perchè giustamente che cazzo ci deve essere uno squalo in un lago e poi comunque è un cliché di genere, non si può certo deludere il raffinato palato del pubblico di Prime Video. Fortunatamente mentre Meredith si sta mangiando un panino con la sua non-figlia le attacca bottone un sedicente oceanologo che le dice "Mah, signora mia, mica crederà alla storia dell'orso, vero? Sono Oceanologo io!". Lei ovviamente non ci credeva già da prima (perchè in qualità di donna sapeva già tutto) ciononostante invece di dire a questo tal dottor Peter Mayes "E allora cosa cazzo ci fai qui in montagna visto il il mare più vicino è a 350 chilometri?" si fa raccontare la sua stramba teoria che ovviamente si rivelerà veritiera. Per provare questa tesi, il dottore si presenterà senza dire nulla a nessuno nell'ufficio dello sceriffo con un braccio mozzato in una borsa frigo. Sorprendentemente questa azione invece di portare il dottore al braccio della morte del carcere di San Quintino scatenerà una caccia allo squalo nella quale verrà coinvolta quasi tutta la popolazione della contea. Per usare un eufemismo i risultati saranno scarsi, anche perché si scoprirà che il mostro non è uno ma sono tre in quanto cinque anni prima lo squalo che è finito nel lago insieme a Dolph Lundgren era una femmina incinta di due bei gemellini.

Come abbiano fatto a sopravvivere degli squali in acqua dolce per cinque anni ce lo spiega il pedante dottor Meyers, che lui è oceanologo, e asserisce che lo Squalo Leuca può vivere in acqua dolce ed è altresì pericoloso per l'uomo. Wikipedia conferma, quindi chapeau per aver reso la cosa per lo meno plausibile.


Il Dottor Mayes pensa che si chiava e invece no

Di per sè questo Shark lake è pure godibile, ma se ne sono viste talmente tante di queste storie che alla fine il film è probabilmente recensibile da uno chiunque dei nostri lettori che semplicemente abbia letto la sinossi di imdb. Le emozioni sono tutto sommato pochine e gli espedienti non solo narrativi, ma anche realizzativi sanno molto di già visto. Come in tutti i film del genere ad esempio le dimensioni degli squali variano dai 4 metri a 50 centimetri a seconda delle necessità di scena, tanto che la prima vittima dello squalo viene uccisa mentre sta fondamentalmente facendo un pediluvio sulla riva del lago. 

Carina l'idea un tantino canzonatoria e cattivella di inserire un personaggio volutamente stereotipato ispirato ai vari Bear Grylls che vorrebbe girare una puntata dell'equivalente di fantasia di "River Monsters" (guardatelo, è fichissimo) e viene ovviamente mangiato dagli squali mentre cerca di catturarli. Per il resto davvero pochino da dire. Certo, gli squali sono abbastanza buffi e fanno una sorta di marmellata di ciliegie quando riescono a brancare qualche sprovveduto natante ma tutto finisce lì. Tutto CGI e neanche un pupazzetto piccolo piccolo, mannaggia. Ma del resto siamo nel 2015.  


Ok, questa mi ha fatto sorridere. Però anche questa scena già vista, no?

Ah, nonostante il faccione tumefatto di Dolph Lundgren occupi i tre quarti della locandina e che sia tipo l'unico attore accreditato nei titoli di testa vi posso assicurare che non comparirà a schermo per più di dieci minuti. Bella lì. 


Questa copertina semi-ufficiale è molto più divertente (Ridiculous fun tua madre)


Recensito da: Imrahil


TRASH: 68/100

Noia: 71/100

Ridicolaggine degli Effetti Speciali: 79/100

Presunzione della Regia: 34/100

Incompetenza degli Attori: 56/100




6 settembre 2020

BIG ASS SPIDER!

Di Mike Mendez.  Con Greg Grunberg, Lin Shaye, Ruben Pla, Alexis Kendra, Lombardo Boyar . USA/2013.

Big Ass Spider! (2013) on IMDb

Rovistando nell’infinito mondo delle meraviglie di Amazon Prime la possibilità di imbattersi in ragni, squali, piranha e altri animali che fanno cose brutte è veramente altissima. Estasiati dalla troppa scelta alla fine questo buon ragnone dall’abisso ha battuto in finale un italianissimo film documentario su di una youtuber-influencer di cui non ricordo il nome.

Alex, che di professione fa il disinfestatore burlone (nome di battaglia: lo sterminatore) si trova in ospedale dopo aver perso la lotta impari col ragno brighellino che lo ha punto a tradimento.

Sfortunatamente nell'ospedale è ricoverato anche un BIG ASS SPIDER! ospite temporaneo di un cadavere trasportato lì "per sbaglio", ma che in realtà sarebbe sotto la strettissima sorveglianza del reparto speciale dell'esercito.

In sostanza, nel corso di un esperimento segreto presieduto da un boriosissimo e improbabile scienziato con occhiali perennemente abbassati, Panama in testa e due bombe nello zaino, è stata spruzzata una sostanza aliena su dei pomodori per svilupparne la crescita. Sulla pianta c'era un piccolo ragnetto e...hoplà ecco confezionato il nostro BIG ASS SPIDER!, che quadruplica ogni due ore e divora chiunque non faccia parte del cast principale.

Dunque il ragno fugge dall'ospedale superando diverse fasi di crescita, l'ultima delle quali prevede che deponga delle uova in un luogo tranquillo e senza persone, nello specifico un grattacielo nel centro di Los Angeles.

Al suo inseguimento si lancia questo agguerrito reparto speciale guidato dall'ufficialessa Karly (che ammicca, inspiegabilmente con Alex), e il già citato Alex accompagnato dalla spalla comica Jose (un gringo agente di guardia, macchietta ispanica che conduce la linea comica del film, olè).

Il ragno uccide, infilza, divora chiunque gli si pari davanti fatta eccezione per Karly che viene invece rapita e condotta nel suo nido in cima al grattacielo.

SPOILER

Il resto sono sicuro che lo sapete già, le armi e la forza bruta dell'esercito possono poco, mentre Alex è ironico, spigliato, forse un po' bolso, intelligente e sa benissimo cosa fare per far esplodere il BIG ASS SPIDER! salvando la bella Karly e il mondo.
Ah si, il nido con le uova appena dischiuse in effetti non lo distrugge nessuno.

FINE SPOILER

Nei titoli di coda veniamo a sapere, accompagnati dal ritmo senza tempo de 'la cucaracha' che c'era anche uno scarafaggio gigante sulla stessa pianta di pomodori. (Ahah vi ho spoilerato i titoli di coda...ora vi ho rovinato la visione del film, non ve lo sapreste mai aspettati scommetto)

Sicuramente gli altri duemila titoli proposti da Amazon Prime erano assolutamente equipollenti a questo semplice e in fin dei conti vedibile filmetto senza troppe pretese, che non se la crede troppo ma non è nemmeno volutamente così trash.
Non ho ben capito se dovrebbe fare molto ridere o meno, vedibile ma difficilmente consigliabile, recensito solo perchè minacciato dagli altri big ass membri di pellicoledallabisso.

Recensito da: Ortnid
TRASH: 80/100
Noia: 70/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 60/100
Presunzione della regia: 60/100 
Incompetenza degli attori: 73/100




4 settembre 2020

PIRANHA 3DD


di John Gulager. Con Danielle Panabaker, Matt Bush, Christopher Lloyd, Ving Rhames, David Hasselhoff. Dimension Films/USA/2012

Piranha 3DD (2012) on IMDb

 "Josh si è tagliato il pene perché qualcosa è uscito dalla mia vagina!"

Dopo i tragici eventi al Lago Victoria, gli spietati e implacabili pesci cannibali tornano a banchettare con carne umana in un parco acquatico. 

Seguito del già notevole Piranha 3D e con un titolo che rivaleggia per stronzaggine con "Riecco Aborym", questo Piranha 3DD intrattiene, diverte e sciorina pure qualche colpo di genio. Insomma, una cazzatona senza ambizioni perfetta per una serata estiva.

Il parco acquatico di nuova apertura è ovviamente gestito da uno stronzo senza scrupoli a cui piacciono molto i soldi e la gnagna. Ed è così che nel suo parco apre anche una "Adult Pool" in cui ci viene mostrato uno splendido florilegio di donne totalmente nude (full frontal!); una gioia per gli occhi tanto gratuita quanto inutile ai fini della trama e forse per questo, ancora più bello.

Lo sviluppo dell'intreccio vede poi la figliastra del proprietario, aiutata da un aitante poliziotto e dall'amico sfigatino, cercare di scoprire se effettivamente i Piranha invaderanno le piscine del parco e se sanno perforare le pareti. Le risposte sono: ma che domande sono? Ovvio!

I Piranha, realizzati un po' con una pezzente CGI e un po' con degli altrettanto pezzenti pupazzetti, come in ogni film horror del cazzo che si conviene, azzannano e mangiano il malcapitato in un nanosecondo oppure ci girano attorno per un quarto d'ora a seconda della convenienza della sceneggiatura. Inoltre, a quanto pare sono in grado di perforare l'acciaio, ma non i vetri di un comune acquario.

Le cose da ricordare di questo Piranha 3DD sono però ben altre. Le apparizioni di Christopher Lloyd (Doc di Ritorno al Futuro!), Ving Rhames (Marsellus Wallace di Pulp Fiction) -entrambi riprendono i personaggi apparsi nel primo film- e nientemeno di David Hasselhoff, a cui è stato proposto di partecipare al film il giorno prima dell'inizio delle riprese perché incontrato dal regista per caso in un ristorante (true story). Il buon David interpreta sé stesso con la sua consueta autoironia e tutte le scene che lo coinvolgono sono un vero spasso.

Il meglio però è riservato ad una coppia che fa sesso per la prima volta. Lei, sconvolta dalla sparizione della migliore amica e da un attacco di Piranha sventato a stento, chiede a lui di sverginarla. Al culmine dell'amplesso però, un Piranha covato in pancia dalla ragazza, spunta dalla vagina e azzanna l'attrezzo del malcapitato. Con un Piranha attaccato all'uccello, il ragazzo si trova costretto ad una sola soluzione: tagliarselo. Esilarante e raggelante allo stesso tempo. 

SPOILER

Notevole anche la morte del cattivo: mentre scappa col malloppo viene magicamente decapitato da un nastrino e la sua testa rotola fra le tette nude e insanguinate di una bagnante.

Il finale con il Piranha che cammina e si mangia la testa del bambino poi, è uno dei più cazzoni mai visti.

FINE SPOILER

Spassoso, sanguinolento, un po' porno e con David Hasselhoff. Che volete di più?


Recensito da: Vidur

VOTO 

TRASH: 84/100

Noia: 44/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100

Presunzione della regia: 20/100

Incompetenza degli attori: 74/100




Double the D's!!!


7 giugno 2019

GODZILLA – King of the Monsters

Di Michael Dougherty, con Kyle Chandler, Vera Farmiga, Millie Bobby Brown, Ken Watanabe. Warner Bros/USA/2019
Godzilla: King of the Monsters (2019) on IMDb
Sono passati otto lunghissimi anni dall’ultima volta che ci siamo occupati di recensire un Godzilla. Purtroppo in questo caso non si tratta di un film dell’originale filone nipponico con un tizio dentro un costume da dinosauro atomico che butta giù dei modellini e che combatte contro un altro tizio vestito da uccello preistorico, ma di un’americanata in grande stile e dall’immenso budget.

Il film in questione è un seguito di un Godzilla reboottato (termine inventato da me ora) nel 2014, diretto dal regista di Rogue One (Gareth Edwards) e che al botteghino aveva riscosso un buon successo. Tutti gli attori principali però, incassato l’assegno, hanno ben pensato di salutare la compagnia, costringendo la produzione a puntare su nuovi volti, tra cui il solitamente eccellente Kyle Chandler, la solitamente pessima Vera Farmiga e la solitamente “Eleven” di Stranger Things, Millie Bobby Brown.

Il film parte un po’ con il freno a mano tirato per poi acquistare un buon ritmo nella seconda parte, in cui finalmente vediamo i nostri “Titani” in azione. Peccato che nel trailer e ad inizio film Ken Watanabe ci illuda dicendo che ci sono diciassette mostri in giro, mentre alla fine della fiera ne vediamo solo quattro: Godzilla, Ghidorah, Mothra e Rodan. Proprio Ghidorah rappresenta il villain del film, opposto al buon Godzilla che, aiutato dalla tenera Mothra, si erge a difensore della terra, un grande classico della serie.

Una delle caratteristiche principali di questo film è il totale spregio per la logica degli spostamenti; umani e mostri si muovono da un punto all’altro del pianeta in uno schiocco di dita senza nessuna spiegazione: un momento i nostri eroi sono in Messico, il momento dopo sono a Boston, un momento Godzilla è in Antartide, il momento dopo è in una città sperduta sotto il mare, un momento Ghidora è a San Francisco, il momento dopo è in Cina, un momento Rodan è a Femminamorta in provincia di Pistoia, il momento dopo è a Portobuffole in provincia di Treviso.

Significativo in questo senso, è la scena in cui “Eleven” fugge da un’ultra segreta base militare affanculandia per poi ritrovarsi a Boston in men che non si dica, andare allo stadio e collegare l’apparecchio che emette le frequenze all’impianto audio per far sì che tutti i mostri diventino improvvisamente docili. Cioè, questa collega sto coso a degli altoparlanti di uno stadio a Boston e i mostri dislocati tra il Gabon e la Germania lo sentono e si fermano. Come avrete capito quindi, il film non si fa problemi a sparare cazzate a raffica, anche se tenta maldestramente di farci affezionare ai personaggi, la cui stragrande maggioranza è totalmente superflua. I militari sono tutti dei diversamente etnici senza volto, Ken Watanabe non fa altro che dire “GOJIRA!” con spiccato accento giapponese e la professorina cinese ha il solo compito di dare il nome ai vari mostri che compaiono sullo schermo.

Bocciato quindi? Non del tutto, perché le botte tra mostri sono realizzate a regola d’arte e alla fine quello che chiedi ad un film di Godzilla lo ottieni, ovvero intrattenimento innocuo e senza pretese in cui dei mostri combattono tra di loro. Ovvio, se volete ridere e vedervi un VERO Godzilla lasciate perdere questo Blockbusterone e recuperatene uno random qui recensito.

Certo che una comparsata a Gigan...







...potevano fargliela fare…

Recensito da: Vidur

TRASH: 67/100
Noia: 45/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 20/100
Presunzione della regia: 56/100
Incompetenza degli attori: 66/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: qualsiasi altro film con Godzilla contro qualcun altro. Ma quelli veri.

17 giugno 2018

VAMPIRI DAGLI ABISSI (Aka Beast of the Bering Sea)

Di Don E. Fauntleroy. Con Cassandra Scerbo, Brandon Beemer, Jonathan Lipnicki. USA/2013/SyFy
Bering Sea Beast (2013) on IMDb
"E' un errore mettersi contro Madre Natura, è una cosa più grande di noi." Tutti, su tutto dal 1950 circa.

Ah, la SyFy. Da quanto tempo non mi capitava un bel titolo old school di questo tipo tra le mani. Non è semplice, in questi difficili anni di Sharknado e del broadcasting multicanale del lerciume cinematografico. "Ah, scrivi su Pellicole dall'Abisso? Io adoro i film trash! Ho visto Sharknado 4! ah ah ah ah". Poveri, teneri figli dell'Estate: neanche avete idea di cosa questi occhi abbiano dovuto vedere, nel bene ma soprattutto nel male. Guardati Supercroc o Sodoma's Ghost, poi vediamo se i b-movies ti piacciono e ti interessano ancora. Ci vuole abnegazione spirito di sacrificio. 

Come spesso mi capita, sto divagando. In verità non è proprio questo il caso, e grandi e piccini possono goliardicamente usufruire di questo filmetto spensierato e leggero comprendente una buona dose di luoghi comuni, personaggi stereotipati e mostriciattoli divertenti fatti discretamente male. Quello che mi ha fatto suonare la campanella è per la verità il fatto che questo film abbia 4 o 5 titoli diversi, il che è quasi sempre garanzia di grande serietà in campo cinematografico. Ai due citati nel titolo aggiungo anche "Damn sea Vampires!", che a quanto pare qualche distributore non ha neppure capito essere il sottotitolo. 

LA TRAMA
Alaska. Un tizio senza nessuna esperienza nel campo viene assunto da una piccola impresa a conduzione familiare che si occupa di dragaggio dei fondali marini. Non che svolgano un qualsivoglia servizio alla comunità, ci mancherebbe altro: il loro unico obbiettivo è trovare oro. Durante un sopralluogo in una zona di mare del quale la famiglia sta valutando l'acquisto, un membro dell'equipaggio muore attaccato da uno squalo (AHAHAHA, ma no, ovviamente si tratta di un vampiro del mare, ma per ora lo sappiamo solo noi, quindi shhh). Nonostante tutti si guardino bene dal denunciare l'accaduto alle autorità, arriva col ditino inquisitorio una non particolarmente dotata biologa marina che ha per culo trovato il cadavere sulla spiaggia e che indagava sullo sterminio di foche sulla costa ad opera di un misterioso predatore che le ha dissanguate completamente.

SPOILER
Nel frattempo, papà cercatore d'oro ha preso la barca per vendicare il suo dipendente ucciso dallo squalo, ma non trattandosi di squali il suo tentativo è vano. E' questa l'occasione in cui vediamo per la prima volta il mostro nella sua magnificenza, dal momento che furbescamente il regista ha deciso di girare i tre quarti delle scene con i mostri di notte e con il buio pesto. 

Tuttavia, affinchè il film non finisca dopo 20 minuti, il mostro deve fare qualcosa di inaspettato (probabilmente anche per lui) quindi, invece di papparsi papino, decide di estrarre il suo enorme pene e di ingravidarlo, lasciandolo in posizione fetale sul ponte della barca da solo con i suoi incubi. Ok, forse è un po' romanzata (e neppure troppo), ma nella sostanza è quello che succede.

"Sarai la mia puttanella. io amo le puttanelle."
Quindi salviamo papà, scopriamo che è stato ingravidato e partorisce "alla Alien" sulla via dell'ospedale, permettendo ad uno di questi mostri di giungere comodamente a riva. Peraltro il fatto di essere fondamentalmente un pesce non sembra essere un limite alla sua voglia di camminare (letteralmente) sulla terra ferma. Bazzeccole, in seguito scopriremo che addirittura possono volare. 

Fortunatamente la biologa scende in campo e, dopo aver rinchiuso il mostriciattolo, si dedica al suo studio. Non riuscendo a prendere dei campioni di sangue con la siringa perchè la creatura si muove troppo velocemente decide di farle una foto che "TANTO E' LA STESSA COSA". Altro non è che il modo per farci scoprire che questi vampiri del mare sono fotofobici e si paralizzano con il flash della macchina fotografica. "Abbiamo trovato la loro criptonite". Bene, ma non benissimo.

Da qui in avanti il film diventa una divertente lotta tra Vampiri (si, perchè tipo ce ne sono un casino) e umani armati di lampade da serra e armi improvvisati ai raggi ultravioletti che li fanno letteralmente esplodere. Del resto sono "Vampiri" in tutto per tutto, no? No, ma va bene. Come atto finale si andranno a braccare le bestie nel loro stesso territorio con una nave raffazzonata e armata con proiettori ultravioletti, verso l'inevitabile vittoria del genere umano. 
FINE SPOILER

Che dire, un film divertente e ricco di ilarità, forse non imperdibile ma di certo merita una visione. Ho limitato un po' a dire il vero il racconto, ma gli spunti per prendere per il culo questo film sono molteplici. In aggiunta a quanto detto citerò il fatto che la dimensione dei mostri varia dai 20 centimetri ai 2 metri a seconda delle necessità di scena, l'invenzione di delle pratiche granate di luce e il fatto che quello che ci viene presentato come il protagonista (che poi non è affatto il protagonista) abbia un figlio tipo di 3 anni che a quanto pare è stato abbandonato da solo per una settimana, visto che giorno e notte lavora/caccia vampiri ma tuttavia è orgogliosamente un "padre single".  

Dategli una possibilità, non resterete delusi. 

Recensito da: Imrahil

VOTI:

TRASH: 87/100
Noia: 58/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 79/100
Presunzione della regia: 46/100
Incompetenza degli attori: 78/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Alien Apocalypse

5 luglio 2013

MEGA PYTHON vs GATOROID

Di Mary Lambert. Con Tiffany, Debbie Gibson, A Martinez. Asylum/USA/2011
Mega Python vs. Gatoroid (2011) on IMDb
Aaaah, l'Asylum. Quanto sarebbe triste il mondo senza di loro? L'immarcescibile serie di mostro X contro mostro Y, partorisce questo spettacolare "Mega Phyton vs Gatoroid", una fantasmagorica fucina di minchiate a rotta di collo, in cui la cialtroneria dell'Asylum tocca il suo vertice.

E' davvero difficile stare dietro alla sequela di stronzate stratosferiche di questo film, caratterizzato da una CGI talmente misera e patetica da sembrare realizzata appositamente di merda.

La scienziata-ambientalista Debbie Gibson (una vecchia conoscenza Asylum) libera in una palude delle Everglades dei pitoni che ovviamente senza alcuna spiegazione diventano giganti e cominciano ad uccidere alligatori, ma anche persone nel tempo libero.

Sarà così che la sceriffa Tiffany - altra icona Asylum, ex pettoruta popstar anni '80 - consentirà ai redneck del luogo di cacciare i Mega Phyton in libertà. I suddetti redneck scompariranno dopo un quarto d'ora per riapparire misteriosamente dopo un tot, senza alcuna spiegazione logica.

Nel frattempo, il promesso sposo di Tiffany viene mangiato da un Mega Phyton. Ed è così che una Tiffany (per niente) affranta, ma sempre dotata di lucida labbra, decide di dar mangiare agli alligatori dei polli con degli steroidi anabolizzanti per farli crescere a dismisura e uccidere i Mega Phyton. Il misfatto verrà però scoperto dall'ambientalista di cui sopra, che aveva piazzato delle telecamere sugli alberi di una palude. Senza fili, senza batterie, senza un cazzo. Così.

Passano sei mesi - dato che si deve desumere da una mezza battuta buttata lì, ma potrebbe anche essere stato il giorno dopo - e i pitoni muoiono, mangiati dai super Gatoroid.

Tutto sembra andare liscio, ma arriva la sera della festa di beneficenza per la palude in cui vedremo:

- il poliziotto di guardia venire distratto dall'esperto di alligatori che vuole avvertire tutti del pericolo, lanciando un sasso

- una lunghissima e imbarazzante sequenza in cui le due eroine del film lottano tra di loro, lanciandosi insulti quali "faccia di serpente" e "naso da alligatore"

- l'irrompere di coccodrilloni e serpentoni banchettare con gli invitati

- al grido di "chiunque abbia un'arma la tiri fuori", tutti i presenti impugnare la loro pistola personale e sparare al nulla

- coccodrilloni uccisi da bottiglie di Jack Daniels

- le due protagoniste, l'esperto di alligatori indiano e la vecchia poliziotta, fuggire dal delirio di coccodrilli e serpenti con irrisoria facilità, dirigersi alla jeep, passare alla scena dopo in pieno giorno (un attimo prima erano le dieci di sera) e dirigersi a Miami, dove la vecchia poliziotta viene mangiata dopo aver cercato di uccidere a pistolettate un gatoroid di 700 tonnellate

Le due eroine alla lunga faranno pace e tra varie esplosioni, un elicottero in CGI, lo schianto di un aereo di cartapesta, bottiglie d'acqua spacciate per feromoni, coccodrilli che sventrano centri commerciali, pitoni che mangiano dirigibili, candelotti di dinamite degni di Willy e Beep Beep, caverne di uova e delirio generale, ci si avvia verso una finale sorprendente per due motivi:

SPOILER
- muoiono entrambe le protagoniste, perché giocare con la natura è brutto
- NON c'è il finale aperto! Io voglio Mega Phyton vs Gatoroid 2!!!
FINE SPOILER

La computer grafica qui tocca il suo punto più basso, la sequenza logica delle scene è totalmente arbitraria, le interpretazioni di Debbie Gibson e Tiffany sembrano quelle di un porno senza le scene di sesso, personaggi appaiono e scompaiono magicamente, i coccodrilli esplodono e i pitoni volano.
Tutto questo e molto altro nel magico mondo Asylum, che ormai ha perso chiaramente ogni briciolo di dignità e auto-controllo, lasciando correre a briglia sciolta qualunque boiata passi loro per la mente.

Ah, ovviamente Mega Phyton e Gatoroid non combattono mai tra di loro. Ma era ovvio, no?


Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 94/100
Noia: 48/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 93/100
Presunzione della regia: 1/100
Incapacità degli attori: 88/100

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: qualunque Asylumata, ma questo è quasi il top

NOTA BENE: Nel pieno stile cialtrone di questo sito, mi sono reso conto solo dopo aver pubblicato, che tale perla era giù stata recensita tempo fa dalla nostra Leotorda (qui). E in pieno stile cialtrone, la recensione qui presente rimarrà, perché noi facciamo un pò come cazzo ci pare.


19 novembre 2012

ANGRIFF DER KILLERMIKROFONE

Di  Mello Bündgen, con Oliver Krampe, Miriam Suarez, Leonie, Dominik Schwarze, Jürgen Humburg, GER 2011


Spesso in questo blog abbiamo recensito film dicendo che "fanno il giro", ovvero sono così brutti che alla fine escono dalla categoria "film" e irrompono trionfalmente nel "trash", con risultati quantomeno divertenti.
Purtroppo alcuni film non si limitano al consueto giretto ma sono più pretenziosi, fanno una sorta di giro e mezzo che li trascina in basso anche nella categoria dei film trash.
Accade così che questa pellicola vorrebbe essere non seria ma quantomeno divertente grazie alla geniale intuizione del regista che ci propone niente di meno che microfoni assassini.
Dal sito internet dei produttori-sceneggiatori-attori-piastrellisti evinciamo da dove nasce questa idea.
Un giorno, dovendo rigirare una scena per un altro film, in quanto rovinata dalla presenza di un microfono, (quanti e di quale qualità ne abbiamo visti su questo blog!) il buon Mello Bündgen si domanda se forse quel microfono non avesse deciso di sua spontanea volontà di comparire davanti alla telecamera, unicamente per un po' di protagonismo dopo anni passati a lavorare nelle retrovie.
Non contento di avere pensato una cazzata di siffatte proporzioni il nostro Mello  propone ai suoi baldi colleghi di girarci un film (un mezzo film visto che dura poco più di mezz'ora).
I suoi colleghi invece che sbeffeggiarlo volgarmente gli danno purtroppo corda e confezionano questa lenta e noiosa pagliacciata.
Non essendo dotati di mezzi adeguati, non possedendo sufficienti capacità, essendo a digiuno di idee brillanti, non sapendo tenere in mano una telecamera, non avendo un budget, non avendo un vero copione e non per ultimo senza avere nemmeno troppa voglia di girarlo, insomma avendo tutte le caratteristiche per girare un film di successo oggi, decidono che sarà un capolavoro e producono un trailer e un backstage che durano circa il doppio del film in questione.
Il risultato è noiosissimo nonostante la scarna durata, la trovata dei microfoni che si muovono (girando le scene all'incontrario) bisogna ammettere che è geniale, la trovata di lasciare il protagonista in canottiera per tutta la durata un po' meno.
La chiusa finale è questa: un film trash non può MAI essere fatto volutamente. Punto.

Recensito da: Ortnid

VOTI

TRASH: 68/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 92/100
Presunzione della regia: 75/100
Incapacità degli attori: 90/100



Se ti piace guarda anche:  In rete se ne trovano altri......

10 novembre 2012

IRON INVADER (aka Metal Shifters, Iron Golem)

di Paul Ziller, con Kavan Smith, Colby Johannson e Nicole de Boer. Canada/2011
Iron Golem (2011) on IMDb

«Stai bene?»
«Si, ma l’ho toccato... Perché non mi ha uccisa?»
«Il metallo è stato infettato con un batterio che si nutre di ferro nel sangue...grazie a Dio sei anemica.»


Nella cittadina di Vattelapesca cade un satellite russo, questo verrà prontamente raccolto da due fratelli, Ethan e Jake Sam e Dean, e portato dal loro amico sfasciacarrozze, che userà i suoi pezzi per costruire un golem di metallo in onore del paesino.

Paul Ziller si ispira liberamente alla serie TV di Supernatural, in modo da rendere i primi 30 minuti una bruttissima imitazione del telefilm. La formula dei personaggi è proprio la stessa: due fratelli - il più grande bassino, capelli corti chiari e occhi azzurri, interessato ad una donna, e il più piccolo slanciato, faccia da bambinone, capelli e occhi scuri - trovano un affare con degli strani poteri e lo portano ad un amico, proprietario di uno sfasciacarrozze.
E continua così fino a quando il golem di metallo non prende vita, a quel punto tutto diventa solo un enorme delirio, paragonabile unicamente ai film di Paul Ziller stesso.



Il mostro sembra indistruttibile, anche se sfasciato è in grado di ricomporsi all’infinito, come per magia. Grazie ad una maestra di biologia appena arrivata in città, si scoprirà infatti che non è il metallo ad avere strani poteri, bensì un batterio alieno che se ne “nutre”. Proprio per questo il golem attacca gli umani, per assorbire i metalli presenti nel sangue! Faceva prima ad attaccarsi a qualcos’altro.

[SPOILER]
Svariate morti ridicole dopo, i non pochi superstiti si rifugeranno in un bar e lì scopriranno che il punto debole del batterio è l’alcool. Ma tu pensa i casi della vita!
Quindi, dopo aver fatto saltare in aria il mostro con un’esplosione, andranno ad annaffiare di alcool i resti del Golem, spegnendo così le fiamme, causate dall’esplosione stessa.
Perché come tutti sappiamo l’alcool spegne il fuoco. Segnatevelo bambini.
Sarà per questo che il film è PG-13?
[FINE SPOILER]

Alla fine della visione tante sono le domande che lo spettatore si pone, ma la più importante è indubbiamente: “Perché?”.
Perchè lasciare il tuo filone di film catastrofici tutti uguali per partorire una cosa del genere, Paul?
È stato obbligato, non c’è dubbio! Lui voleva fare un film sulla fine del mondo a causa di un satellite precipitato sulla terra, oppure a causa di un batterio alieno, oppure entrambe. E qualcuno lo ha costretto ad inserire un golem di metallo in CGI!

Non so quanto valga la pena guardare questa cosa. Gli elementi necessari a far schifo ci sono tutti ovviamente, dagli effetti speciali alla recitazione, senza dimenticarci della trama. Ma, come tutti i film di Ziller, fa schifo nella media, non è eccezionale.
Forse solo un fan di Supernatural può disprezzarlo adeguatamente.

Recensito da: Leotorda


VOTI:

TRASH: 72/100
Noia: 67/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 84/100
Presunzione della regia: 15/100
Incapacità degli attori: 78/100

 
Se ti piace guarda anche: un altro film di Paul Ziller, Supernatural.

25 ottobre 2012

CARNOSAUR - La Distruzione


Di Adam Simon. Con Diane Ladd, Raphael Sbarge, Jennifer Runyon, Harrison Page. USA/1993
Carnosaur (1993) on IMDb

Carnosaur dovrebbe godere di un posticino speciale nel cuore di ogni shit-hound che si rispetti. Noi a Pellicole dall'Abisso lo avevamo visto per la prima volta anni ed anni fa', e ne eravamo rimasti molto colpiti, ma nessuno alla fine si prese la responsabilità di recensire, una volta aperto il blog, un film visto in maniera per nulla analitica e molto tempo addietro. Oggi non avendo un cazzo da fare ho deciso di riguardarmelo, e di propinarlo anche a voi, cari lettori, per il semplice fatto che siamo di fronte ad un prodotto che non può assolutamente mancare in un sito di recensioni di film orridi.  

LA TRAMA
Una multinazionale specializzata in polli decide di affidare ad uno scienziato pazzo (anzi, una scienziata, w le quote rosa) la creazione di un nuovo super pollo da allevamento mega-redditizio. In realtà la scienziata, essendo appunto pazza, lavora in "gran segreto" ad inserire un Carnosaur in ognuno voi, dal momento che voi uomini fate schifo e siete un cancro per questo pianeta! Ecco. Nel frattempo Doc, il nostro protagonista che rappresenta il tipico americano medio, si alcolizza e spara agli hippie, salvo poi innamorarsi di una di loro.

Divertente accozzaglia di praticamente tutto ciò che potrebbe venirvi in mente pensando al termine "b-movie", questa pellicola potrebbe tranquillamente essere usata nelle scuole di spettacolo di tutto il mondo per spiegare agli studenti che cosa sia un film di merda. C'è il protagonista, duro, sboccato ed alcolizzato, c'è una trama assolutamente folle, intricatissima e stupida; c'è la bella ed acculturata ragazza ambientalista che riuscirà a fare breccia nel duro cuore del protagonista buzzurro, c'è una quantità davvero notevole di sangue e frattaglie mal fatte, c'è la cameriera che dice a un avventore allarmato "vedi troppi film dell'orrore, ah ah ah", c'è una gigantesca sega a due mani sul fatto che l'uomo sia un cancro da estirpare e che il pianeta sarebbe un posto migliore senza di noi, c'è un finale a metà strada tra il "non sappiamo come finirlo" e "cazzo, abbiamo finito i soldi" e poi ovviamente c'è un "terrificante" mostro che decuplica le sue dimensioni in 20 minuti e che, neanche a dirlo, è un pupazzotto ridicolissimo che muove solo le braccine.

Il film non è per nulla lineare, anzi direi che salta decisamente di palo in frasca, frastornando il pubblico con una miriade di sottotrame che si aprono e si chiudono immediatamente o non si chiudono affatto. Personaggi stereotipati a gogo che vengono dilaniati dalle tremende fauci dei Carnosaur di passaggio, che prima è uno, poi senza alcun motivo diventano due, tre e via dicendo.

[SPOILER]
Ineffetti si scopre che la dottoressa malvagia aveva creato delle uova di Carnosaur cammuffate da uova di gallina, per cui dal momento che l'americano medio mangia circa 15 uova al giorno, è riuscita ad infettare tutti con la Carnosaurite che, come effetto collaterale, fa partorire un uovo di Carnosaurino. La dottoressa stessa ci fa' sapere di depositare delle uova con una certa regolarità..




Memorabile il finale raffazzonato in due secondi in cui arrivano dei soldati e uccidono i protagonisti. Così.
[FINE SPOILER]

Nonostante il film faccia così schifo, sono stati prodotti ben 2 sequel, facendo di Carnosaur la trilogia più sciatta della storia (i due sequel peraltro sono praticamente introvabili, ma se mai riusciremo a scovarli sicuramente ne avrete notizia).

Non è semplicissimo dare un commento sensato a questo film. Diciamo.. è molto divertente, ma c'è di meglio. Non siamo al top del top, ma ci troviamo inequivocabilmente di fronte ad una pellicola che di fatto è ambasciatrice di un intero movimento cinematografico, nello specifico quello che più amiamo.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 90/100
Noia: 73/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 95/100
Presunzione della regia: 82/100
Incapacità degli attori: 59/100





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12 ottobre 2012

LA NOTTE DELLA LUNGA PAURA (Aka Night of the lepus)

Di William Claxton. Con Stuart Whitman, Janet Leigh, Roy Calhoun, DeForest Kelley. USA/1972/MGM
Night of the Lepus (1972) on IMDb

Se devo essere onesto, gli "eco-horror" mi hanno proprio scassato le palle: Sono una noia mortale, sono tutti uguali, hanno tutti le stesse tematiche e ad essere sinceri la stragrande maggioranza di essi sono dei film a bassissimo budget, fatti con poca cura e senza la benché minima pretesa. "La notte della lunga paura" non fa' ovviamente eccezione, ma ho scelto di vederlo per le terrificanti belve che i protagonisti del film si troveranno ad affrontari: dei batuffolosissimi e per nulla aggressivi coniglietti giganti.

TRAMA:
I ranch californiani stanno affrontando una vera e propria invasione di conigli, che si stanno pappando tutti i raccolti e rischiano di lasciare sul lastrico il povero Cole. Invece di cospargere di topicida i suoi raccolti o di reinventarsi venditore di carne di coniglio, il nostro eroe ha la pessima idea di rivolgersi ad una coppia (con figlia petulante a carico) di simil-professorini amanti della natura che vogliono risolvere la minaccia leporina senza spargimenti di sangue: nello specifico scelgono di irrorare alcuni conigli di ormoni sconosciuti e mai testati prima portatigli dall'Est da una persona altresí sconosciuta. Ottima idea.
Il risultato sará un esercito di conigli giganti "aggressivi come lupi" e grandi altrettanto.

La pellicola si sviluppa in modo assolutamente lineare e non dissimile da quella di tutti gli altri eco-horror dell'universo, per cui l'attenzione precipita in maniera inesorabile fin dai primi minuti del film. Attenzione che si risveglia solo quando vengono ripresi i conigliotti e i leprotti con dei modellini sullo sfondo per farli sembrare oversized. Sono veramente una delle cose meno minacciose che abbia mai visto, considerando che viene anche mantenuto il loro versettino tenero (sentirli ruggire sarebbe stato impagabile). Senso di paciositá e tenerezza che diventa di ilaritá quando si verificano incontri uomo/coniglio gigante. Forse dovrei dire incontri uomo/uomo vestito da coniglio.

Comunque, dopo aver aspettato giorni senza fare assolutamente nulla, si decide di chiamare la guardia nazionale, che si rivelerá praticamente inutile, anche perché il protagonista rifiuterá la proposta del generale di bombardare la zona con dei caccia (sono sicuro che i vertici dell'areonautica sarebbero stati molto d'accordo nel mandare due Thunderchief a bombardare dei "conigli assassini giganti".."

[SPOILER]
Si deciderá perció di elettrificare un binario morto del treno e di convogliarvi tutti i conigli giganti. Cole preparerá una betoniera di salmí e tutti saranno di nuovo felici, contenti e sudisti come prima.
[FINE SPOILER]


Un film assolutamente trascurabile se non per la scelta dei mostri di turno, che essendo dei conigli pelosi non fanno paura assolutamente a nessuno. A parte a Vidur e a Leotorda che in una situazione paragonabile a quella del film sarebbero certamente morti di allergia. Moderatamente divertente e abbastanza noioso. Se non vi interessano i conigli lasciate perdere.


Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 73/100
Noia: 81/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 89/100
Presunzione della regia: 15/100
Incapaitá degli attori: 84/100




Se ti piace guarda anche: un qualsiasi eco-horror abbraciando Gianubaldo, il tuo coniglietto di peluches



14 luglio 2012

DEEP FREEZE (aka Ice Crawlers)

Di John Carl Buechler, con Allen Lee Haff, Gotz Otto e Alexandra Kamp-Groeneveld. USA/2003
Deep Freeze (2001) on IMDb

“Cacca culo tette”
Tipica argomentazione di un operaio.


La Geotech è un’azienda responsabile, per questo sta creando un impianto di perforazione petrolifera in Antartide senza trivellare alcunché, semplicemente bombardando il ghiaccio nelle profondità.
Nonostante l’ottima idea e le numerose precauzioni prese (nessuna), la zona sarà colpita da una serie di terremoti che allarmeranno qualcuno a caso in America; sarà compito di un gruppo di ragazzi freschi di università mettere a tacere le voci sul coinvolgimento della Geotech con le continue scosse, senza sapere cosa realmente è stato risvegliato.

Il luogo scelto, l’isolamento dal resto del mondo e le trivellazioni in profondità sono scenari classici per un film horror di livello infimo, ma questo li batte tutti, visto che il misterioso mostro assassino che terrorizza la base ha un problema: non fa paura. Anzi...

[SPOILER]
I ricercatori arrivano in Antartide accompagnati dal loro professore, incontrano i pochi abitanti della base (un maniaco depresso, una scienziata e un manipolo di operai sboccati), i primi personaggi inutili vengono trovati morti e noi capiamo che il mostro non ci verrà mostrato fino a quando non se ne potrà fare proprio a meno, e un motivo c’è. 
Per rimediare, ogni volta che qualcuno viene attaccato, assistiamo ad una serie di “flashate” delle ultime scene in cui quel personaggio era apparso. Senza motivo.
Presto, il maniaco, svelerà ai ragazzi il vero scopo della loro spedizione: il piano diabolico del prof e della scienziata è quello di far saltare tutto in aria e dare la colpa a loro, in quanto incapaci. In questo modo coprirebbero i danni causati in precedenza, ma soprattutto potrebbero scappare con una loro grande scoperta, un animale estinto da milioni di anni, ritrovato ancora vivo nelle profondità dei ghiacci: il trilobite.
Questo verrà definito da uno dei ricercatori come “un incrocio tra un verme e una zanzara”. Ma anche no. 

Ora, se sapete di cosa si tratta avrete capito perché il mostro in questione, pur essendo una versione gigante e carnivora dell’originale, non può far paura e soprattutto non può essere definito né un verme né una zanzara.
Il tenero esserino salta addosso alle persone e sembra quasi volerle abbracciare, forse il loro intento è proprio quello, visto quanto sopravvivono le vittime con quegli affari addosso.
Poi vedono un’altra persona e corrono. Ovviamente non sono affatto veloci ma li vedi con le loro zampette, ce la mettono tutta! Che carini.
[FINE SPOILER]

Ci son stati momenti in cui avrei preso a testate il muro tanto schifo facevano i dialoghi! Quelli tra gli operai erano una serie infinita di insulti, e forse erano anche quelli con più senso.

In conclusione, trama e personaggi sono banali e nemmeno il terribile mostro corre in soccorso al tutto, essendo di tutti gli animali estinti il meno pauroso. Nonostante ciò il film risulta godibile, dato che non annoia quasi mai.


Recensito da: Leotorda

VOTI
TRASH: 79/100
Noia: 55/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 80/100
Presunzione della regia: 38/100
Incapacità degli attori: 81/100 


Se ti piace guarda anche: un documentario sui trilobiti, Shockwave - L’attacco dei droidi, Ice Spiders.

20 giugno 2012

GAMERA CONTRO IL MOSTRO GAOS (aka Daikaiju Kuchusen – Gamera tai Gyaosu)


Di Noriaki Yuasa. Con dei giapponesi, Gamera, il mostro Gaos. Giappone/1967

Gamera vs. Gyaos (1967) on IMDb

C'è Gamera che è la tartaruga gigante e buona, amica del Giappone e dei bambini. C'è il cattivo Gaos, un mostro metà uccello e metà vampiro con la testa a triangolo che spara un laser giallo e che crea tornadi con le ali. Il bambino capisce tutto e dà le idee all'esercito per battere Gaos, ma solo Gamera può batterlo. Gamera lo batte. Fine.

Insomma, niente di nuovo nel terzo capitolo dedicato alla tartaruga che sputa fuoco e gira su stessa. L'appeal e il fascino di Godzilla, Gamera se li scorda e infatti questo film è assolutamente trascurabile e non dà nessuno spunto di interesse, essendo anche confezionato precipuamente per un pubblico giovanissimo.
Tuttavia i vizi sono duri a morire e io che sono refrattario a fumo e droghe, mi sfogo con i film di merda e quando vedo un dvd di un mostro gommoso giapponese contro un altro mostro gommoso giapponese, non riesco a resistere.
La solita battaglia di seimila ora dei due contendenti in questo film raggiunge apici difficilmente tollerabili, così come il saccente e paffuto bambino che urla tutto il tempo: “Gamera! Torna da noi! Gamera! Uccidi Gaos! Gamera! Due coche al tavolo cinque!”.
Notevole anche la filastrocca finale.

Basta, non c'è più nient'altro da dire. Ah sì, il mio dvd fa parte di una tiratura limitata, 999 copie numerate. La mia è la 679. E dopo questa notizia bomba, buona notte. (cit.)

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 66/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 75/100
Presunzione della regia: 22/100
Incapacità degli attori: 40/100

Se ti piace guarda anche: Gamera e i suoi amici, Godzilla contro i suoi amici


16 aprile 2012

FLU BIRD HORROR (aka Flu Birds)

Di Leigh Scott, con Clare Carey, Lance Guest e Jonathon Trent. USA/2008
Flu Bird Horror (2008) on IMDb


«Do you really think a bird would do that?»
«Well, they used to be dinosaurs.»
Il ranger illustra le sue formidabili teorie.


In una foresta appaiono un bel giorno degli strani esseri alati, affamati di carne umana e allegri portatori di un virus letale e contagioso. Chiunque abbia la fortuna di sopravvivere al loro incontro definirà i mostri come “uccelli” ma sinceramente penso che “nani travestiti da pipistrelli giganti col becco” sia più appropriato. Non fatevi trarre in inganno dalla locandina... i volatili infatti sono questi:


Nel frattempo dei ragazzi in gita dal riformatorio stanno campeggiando con un sorvegliante nella stessa zona, inutile dire che diventeranno il bersaglio preferito degli “uccelli”, cominciando così una fuga tra alberi, case abbandonate e cadaveri. Solo un ranger e una dottoressa accorreranno il loro soccorso, lottando contro il tempo a causa delle misure estreme prese dall’esercito, che intende radere al suolo l’intera foresta pur di non lasciar diffondere il virus.

[SPOILER]
Infine l’esercito si auto-distruggerà grazie alla propria incompetenza e saranno i giovani delinquenti - aiutati da ranger e dottoressa - a salvare la situazione facendo saltare in aria l’intero stormo, non senza qualche perdita.
[FINE SPOILER]

Film dal ritmo lento e trama insulsa. Notevole il tentativo di ingannare lo spettatore, innanzitutto con quella locandina fuorviante e poi chiamando insistentemente “uccelli” esseri che son tutto fuorché quello. Alla fine è meglio così però, fossero stati piccioni con l’aviaria il livello di noia avrebbe potuto facilmente realizzare qualche record, invece si è pensato bene di inserire dei pupazzotti ridicoli, l’unica vera attrazione del film.

Recensito da: Leotorda


VOTI
TRASH: 78/100
Noia: 79/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 84/100
Presunzione della regia: 25/100
Incapacità degli attori: 86/100


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5 aprile 2012

TROG IL TERRORE DI LONDRA

Di Freddie Francis, con Joan Crawford, Thorley Walters, Michael Gough, Bernard Kay, Kim Braden, David Griffin, John Hamill, Jack May, Geoffrey Case, Robert Hutton, Simon Lack, David Warbeck, Chloe Franks, Maurice Good, Joe Cornelius, GB, 1970
Trog (1970) on IMDb

Riecco dal profondo degli abissi l'ennesimo mostro assassino, questa volta nei panni di un troglodita di dieci milioni di anni, un cavernicolo grezzo e peloso.
LA TRAMA
Un gruppo di studenti di geologia si imbatte in una grotta mai visitata dall'uomo (sapiens) all'interno della quale rinvengono quello che pare essere un omaccione con una ridicola mascherina e del pelo penzolante dalle ascelle, che viene però spacciato come un neanderthaliano.
Il bestione abbatte in maniera risibile due dei tre studenti lasciandone però fuggire un altro che va a rivelare tutto alla dottoressa Brockton con la speranza di farsi assumere nel suo laboratorio dopo la laurea.
La Brockton, che in un film di serie Z non inglese sarebbe una scollata di trent'anni e invece qui è nonna Abelarda,  assume seduta stante il giovane e convince la polizia a non uccidere il bestione, di cui lei stessa scatta un'istantanea da due metri tipo fototessera.
Lo cattura e con la forza della scienza e delle buone maniere trasforma il sanguinario primate in un effemminato pelosone che gioca con le bambole, ascolta musica leggera e predilige i fiocchetti rosa da mettere al collo.
Murdock, il rivale della Brockton, non può sopportare tutto ciò e intenta una causa per l'abbattimento di quello che considera un animale, il giudice non lo appoggia e anzi la sua sentenza si scaglia contro il machismo violento in un tripudio di banalità sulla scienza che crea il progresso.
Intanto Trog (si, viene chiamato proprio così!) compie passi da gigante, impara l'utilizzo di tre parole usate però in maniera casuale, gioca con una pallina, picchia a sangue i cani, impara due colori, insomma fa tutto quello che anche la vostra puzzola da compagnia saprebbe fare se solo ne aveste una.
Elabora inoltre flashback lunghissimi in cui ci viene spiegata l'estinzione dei dinosauri che lui ha visto personalmente, gettando nel cesso la base della paleontologia, cioè che dinosauri e uomini non hanno mai vissuto insieme.
Murdock, invidiosissimo dei progressi di Trog, una notte si intrufola nel laboratorio e lo libera dal suo gabbiotto, ricevendone come ricompensa una serie di randellate in testa, Trog è libero così di andare in giro per il paese (nel titolo Londra, nel film Abbiategrasso) ad uccidere e a spargere sangue innocente, finchè non rapisce una bambina e fa ritorno alla grotta.
Asserragliato dalla polizia riconsegna senza proferire grugnito la bambina alla Brockton prima di essere ucciso dalla polizia.
Filmaccio che gode però del classico aplomb inglese di relativa clama e tranquillità. che in una pellicola del genere si traducono però con tediosità e noia, il costume di Trog è veramente notevole nella sua totale assenza, consiste infatti di mutande nere e mascherone.
Magnifico il profilo di Murdock che è proprio un malvagio dentro che vuole uccidere solo per cattiveria e vuole far fare brutta figura alla Brockton perchè "una donna non può essere il capo di un laboratorio".
Commoventi anche i due speleologi che esplorano un fiume sotterraneo in mutande bianche, ad un certo punto compaiono anche dei dinosauri di plastilina: tripudio!

Recensito da: Ortnid
VOTI
TRASH:75/100
Noia: 85/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 70/100
Incapacità degli attori: 70/100


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24 marzo 2012

DINOSHARK

di Kevin O’Neil, con Eric Balfour, Iva Hasperger e Aarón Díaz. USA/2010
Dinoshark (2010) on IMDb

Dovrebbe esserci un limite agli stereotipi e alla musica messicana che si possono inserire in un film, specialmente se di questo tipo. Indimenticabile è la martellante musica mariachi di Sharkoctopus, che ancora non mi fa dormire la notte e mi entra in testa quando devo alzarmi al mattino. 
Dinoshark senza mostro sarebbe un perfetto filmino per sponsorizzare il turismo in Messico, purtroppo senza motivo alcuno il mostro c’è e ovviamente fa anche schifo.

Nei ghiacciai dell’Alaska son rimasti surgelati dei piccoli dinoshark che, a causa del riscaldamento globale, verranno prontamente scongelati e liberati nell’oceano. Uno di loro arriverà in un posto imprecisato del Messico, pappandosi chiunque entri in acqua a ritmo di guitarron.
Dopo la perdita di una loro cara amica saranno Trace il marinaio e Carol la biologa marina (il cui lavoro consiste però nell’insegnare pallanuoto a delle undicenni) a dare la caccia allo stagionato squalo. Nella loro impresa verranno ostacolati innanzitutto dal proprio cervello, in seguito anche dalla polizia locale, che ovviamente non crede all’esistenza di un dinoshark. 

[SPOILER]
Degna di nota per l’inaudita inettitudine la performance di chiunque abbia lavorato a questo film delle forze dell’ordine che prima accusano il protagonista per gli omicidi (?) poi, una volta visto lo squalo preistorico, gli sparano da un elicottero, precipitano e... spariscono tutti! Per il resto del film dinoshark agirà indisturbato, dato che nessuno sarà messo al corrente della sua esistenza. 
Sempre per la serie “Ops, mi son dimenticato” Carol scorda di avvisare le sue allieve del pericolo, allieve che in occasione di una festa (perché Dino non attacca mai quelli che suonano?) stavano giocando in mezzo ad un canale.
La bella biologa riuscirà però a vendicarsi colpendo il mostro nel suo unico punto debole -  l’occhio - con un colpo solo e senza aver mai sparato prima, ovviamente!
[FINE SPOILER]

Inutile dirvi di risparmiare tempo e udito per un film che non ha nulla di interessante da dare, se non qualche pessimo esempio di effetti speciali e una carrellata dei più abusati cliché sul Messico.


Recensito da: Leotorda


VOTI
TRASH:77/100
Noia: 82/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 40/100
Incapacità degli attori: 74/100


Se ti piace guarda anche: un qualsiasi film con uno squalo gigante, il filmino delle vacanze in Messico di tuo cugino.

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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