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8 aprile 2024

141 A.D Missione in Dacia

Di Octavian Repede, con Alexandru Belciu, Paul Bondane, Alexandru Bornea. Romania 2018

141 A.D. Mission in Dacia (2018) on IMDb
Siamo nel 141 dopo cristo e non tira affatto una buona aria nell’accampamento romano a ridosso del limes dacico. Una cometa ha appena solcato il cielo e quasi tutto l’avamposto, a cominciare dal sudaticcio Prefetto Cornelius Fuffus soffre di una misteriosa malattia che sta decimando la guarnigione.
Per fortuna non tutti i soldati sono stati colti dal morbo, così dopo una dura selezione viene scelto il Centurione Marcus, ovvero il bipede più pigro e svogliato del campo per un’importante spedizione oltre confine.
Tanto tempo prima infatti un tizio, che potrebbe essere un medicus, aveva fatto un disegno su di un foglio di una pianta in possesso di una misteriosa (e disobbediente) popolazione dacica.
Questa pianta, a detta sua, permetterebbe la cura di ogni male.
Tutto a posto quindi, basta mandare il suddetto centurione con un potente esercito di tre legionari (Aquila, Tertius e Nerva) a trovare questa misteriosa (e disobbediente) popolazione delle montagne e fargli riportare indietro questa pianta prodigiosa.

Il medicus che cerca di ricordarsi come si usano le matite
Il medicus che cerca di ricordarsi come si usano le matite

La spedizione, che secondo le pretese del regista dovrebbe durare settimane, ma che chiaramente si protrae per non più di 2 giorni per complessivi 500 metri, si trascina lenta seguendo perennemente lo stesso schema:
  • Il gruppo arriva in un posto (che è poi sempre lo stesso)
  • Il legionario Aquila fa una domanda banale al centurione Marcus, tipo “ dove stiamo andando?
  • Il centurione lo osserva con sguardo spento
  • Non ottenendo risposta un altro legionario mormora “Centurio….”
  •  Il centurione continua a non proferire parola e ad ostentare il suo sguardo beota e perso
  • Il terzo legionario mormora “Centurio…..”
  • Il gruppo riparte e arriva in un altro posto, ripetendo la scena


    Centurio.....

Dopo un paio di ridicole scaramucce con un (disobbediente) popolo dacico a caso e dopo aver perso metà corpo di spedizione (i due legionari di prima) il taciturno centurione arriva in una grotta dove una fanciulla (la principessa dei serpenti o qualcosa del genere) sta riposando con di fianco una pianta.
Il centurione viene morso da un serpente e, senza motivo e molto vigliaccamente, uccide la principessa. Si trova così con una ferita avvelenata insanguinata ed una prodigiosa pianta che cura tutte le malattie fra le mani.
Non ci arriva subito, ma dopo qualche tempo ha la geniale intuizione che forse quella pianta potrebbe salvarlo, ne bruca un po’ e torna all’accampamento. Fine.

Confidavo in meglio, speravo in peggio.
La trama è estremamente semplice ma lineare, i costumi non sono nemmeno fatti male e si sono viste battaglie ben peggiori in questo genere di film, per quanto la scarsità di mezzi a disposizione del regista non permetta evidentemente scene memorabili.
La vera pecca è lo svolgimento, estremamente lento, ripetitivo e noioso, se venissero tolte le scene in cui i soldati scalano la montagna il film durerebbe venti minuti scarsi.
Vedibile ma non troppo.

La "Cima del diavolo", vera protagonista del film


Recensito da: Ortnidus

VOTI

TRASH: 70/100
NOIA: 141 a.d./100
RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: 60/100
PRESUNZIONE DELLA REGIA: 75/100
INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: 75/100




4 agosto 2021

ALIEN EXPEDITION (aka Jurassic Expedition)

dei Wallace Brothers. Con Whitney Nielsen, Edward Gusts, Linda Wong, Ethan McDowell. Automatic Entertainment/USA/2018

Alien Expedition (2018) on IMDb

Nel 2037 una sorta di federazione militare/commerciale con lo scopo di "esplorare lo spazio" scopre un nuovo pianeta potenzialmente abitabile; quindi una piccola squadra formata da un vecchio ubriacone, un capitano incompetente, tre rangers diversamente etnici ma ugualmente idioti e l'androide meno androide della storia del cinema (o del direct to video), viene inviata sul pianeta per una missione di ricognizione, ma in breve tempo esso si rivelerà infestato di strane e terrificanti creature!

Ci sono voluti ben due registi e tre sceneggiatori per partorire questa splendida spedizione, che potrà essere aliena o giurassica, a seconda del vostro gusto personale. Se siete degli inguaribili nostalgici degli anni '80 (come il sottoscritto) di sicuro Alien Expedition vi farà rivivere lo spirito di quegli anni, in quanto il film è una sorta di spudorato omaggio ai prodotti cinematografici di quell'epoca. E così come negli anni '80 si faceva di necessità di virtù con i risicati budget a disposizione, spacciando scatole colorate con lampadine per astronavi, così i fratelli Wallace si sono dovuti adattare a girare un film di fantascienza con gli stessi soldi con cui una famiglia messicana di solito organizza una quinceañera. Ad essere obiettivi, la CGI delle astronavi nella prima parte del film non è neanche malaccio, tutto il resto però è un pianto: le tute spaziali sono delle giacche di pelle o dei piumini con cuciti sopra gli stemmi scout, gli interni delle astronavi sono dei magazzini con piazzate qua e là delle lucine intermittenti e degli sfondi stellati che si comprano per il presepe a Risparmio Casa, i fucili laser sembrano quelli che si comprano per il regalo dell'ultimo minuto al figlio del cugino di tuo zio a...Risparmio Casa. 

Ho già presentato brevemente i personaggi che non necessitano di ulteriori approfondimenti visto che hanno la caratterizzazione di un poster, una menzione speciale per l'androide o presunta tale però, è d'obbligo. Whitney Nielsen non è nient'altro che una sosia di Valentina Nappi, con meno capacità attoriali. La scelta di farla ridoppiare con una ridicola voce metallica in stile robot/cameriera/amante di Paulie in Rocky IV, aumenta lo sconcerto per un essere che teoricamente non dovrebbe avere sentimenti e che invece si incazza, si spaventa, va in panico, si preoccupa e prova pure dolore fisico. La tutina di spandex argentata però le dona. 

Immagino che ora vi starete chiedendo, vista la locandina e il titolo alternativo del film: "ma ci sono i dinosauri su questo pianeta?". La risposta è ni. Ci sono e non ci sono. Questi dinosaurini hanno una sorta di dispositivo di occultamento in stile Romulani e si fanno vedere giusto ogni tanto. E quando si fanno vedere assomigliano ad una copia assolutamente pezzente del dinosauro che in Jurassic Park spruzza veleno e uccide l'informatico fedifrago nella jeep. I personaggi menzionano a stento questi esseri e si comportano in modo abbastanza ambiguo: la mia ipotesi è che i registi, al momento delle riprese, non avessero idea di che forma avrebbero dovuto essere questi alieni e che quindi abbiano detto agli attori di immaginarsi dei generici mostri senza fornire nessun dettaglio nei dialoghi, per poi aggiungerli solo in post-produzione.

Sarebbe da chiedere conferma ai Wallace Brothers, così come mi piacerebbe porre loro anche le seguenti domande:

SPOILER

- che senso aveva la scena di sesso tra il capitano e la barista all'inizio, visto che poi la barista non si vedrà più per il resto del film? E perché è stata doppiata sovrapponendo l'audio di un porno anni '70?

- perché se anche il capo della federazione sa che il capitano è un alcolizzato e il maggiore è un babbeo, affida loro la missione?

- che senso avevano le "visioni" che Mason ha sotto la doccia? E perché ogni tanto gli trema la mano? E perché ogni tanto trema la mano anche a Valentina Nappi?

- che senso aveva il vermone alla Tremors che si mangia gli uccelli?

- perché uno dei rangers si ammala e si suicida dopo aver messo una mano nell'acqua?

- perché il capitano ubriacone ad un certo punto viene attratto da un globo di luce, poi viene rapito da un'astronave aliena e poi rispunta sul pianeta vivo ma voglioso di morire?

- perché parlano di concludere la missione come se stessero facendo qualcosa di nobile e spiritualmente alto, mentre in realtà stanno solo guardando se ci sono delle risorse minerarie da sfruttare?

- verso la fine Valentina Nappi prende un mega mitragliatore laser e dice con aria da badass "ora tocca a me"; a quel punto ti aspetteresti che esca e stermini tutti gli alieni, perché invece parte un ridicolo montaggio di Mason che fa delle foto alle piante col tablet mentre lei sta in laboratorio davanti a degli schermi verdi?

- perché la Valentina Nappi androide sente dolore fisico e quando le si pianta nella coscia una scheggia di qualcosa anziché estrarla avvolge la ferita con un rocchetto di garza?

- perché nell'ultima scena un dinosauro alieno entra nell'habitat guarda intensamente negli occhi Valentina per un minuto buono, poi lei se ne va e finisce il film?

FINE SPOILER

Altra menzione d'onore per la colonna sonora. Per la gran parte si tratta di un paio di tracce in stile synthwave anni '80, di quelle che potete ascoltare su YouTube mentre una DeLorean sfreccia verso un'infinita autostrada spaziale. Non sarebbe neanche male, peccato che venga usata ossessivamente e soprattutto non si fermi mai. Sentiamo lo stesso loop in continuazione, in ogni scena, che ci siano i protagonisti che parlano del più o o del meno, che ci sia un dinosauro invisibile che mangia un ranger, che ci sia una tempesta di asteroidi o che stiano guidando da un punto A ad un punto B, la musica è sempre lì ed è sempre la stessa. 

Se vi piace la fantascienza anni '80, la lista delle alternative è quasi infinito; se vi piace la fantascienza anni '80 e volete farvi quattro risate guardatevi Flash Gordon, se vi piacciono i dinosauri alieni potete guardare Dinosaur Island di Jym Wynorski, se vi piace la synthwave compratevi un album dei Carpenter Brut, se vi piace Valentina Nappi potete guardare la sua ultima fatica: Lesbian Reconditioning Camp. L'importante è che non guardiate questo film. 


Recensito da: Vidur

TRASH: 84/100

Noia: 45/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 78/100

Presunzione della regia: 66/100 

Incompetenza degli attori: 81/100


23 febbraio 2019

THE PREDATOR

Di Shane Black. Con Boyd Holbrook, Jacob Tremblay, Olivia Munn, Thomas Jane. USA/2018/20th Century Fox

The Predator (2018) on IMDb

Continuiamo con il nostro infernale ritmo di una recensione all'anno, che comunque è un bell'andare.

Se vi dicessi che The Predator ha un titolo che richiama un franchising di successo, attori cani e per lo più sconosciuti, una trama ridicola, scene di azione assurde e pretestuose, effetti speciali miseri e un finale aperto, davanti a che tipo di film pensereste di trovarvi davanti? Ma ad un mockbuster dell'Asylum, giusto? No, sbagliato! The Predator è un vero sequel della saga Predator prodotto dalla 20th Century Fox con il mirabolante budget di 88 milioni di dollari! E il regista è pure lo sceneggiatore dell'originale dell'87, nonché uno degli interpreti (il soldato sfigato con gli occhiali), ovvero Shane Black!

Incredibile, davvero, davvero incredibile. Una cosa di una bruttezza rara, tanto da far apparire Alien vs Predator (che comunque secondo me aveva la sua dignità) un capolavoro degno di rivaleggiare con Black Panther (AHAHAHAHAHAH) agli Oscar.

Non ho voglia di raccontarvi la trama perché è talmente stupida che il mio cervello si sta rifiutando di ricordarsela, ma vi basti sapere che un Predator precipita sulla terra, poi arriva un altro Predator più grande che lo vuole uccidere e che nel frattempo vuole rapire un bambino autistico che capisce il predatorese perché i Predator si stanno potenziando e si ibridano con altre razze. Il bambino autistico guarda caso è il figlio di un ex marine cecchino superbadass interpretato da uno degli attori più scarsi che mi sia capitato di vedere in un film americano, tale Boyd Holbrook.

Nel mezzo tanto umorismo di quello divertente, tante scene d'azione di quelle fatte bene, tanti effetti speciali di quelli belli (tipo il cane predator con tanto di dredd che si tiene in bocca le bombe per poi distribuirle ai protagonisti quando fa comodo), tante diatribe tra i militari buoni e militari cattivi di quelle interessanti, una scienziata di quelle fighe che si trasforma in Rambo così d'amblé. In più aggiungiamoci che i Predator in questo film sono degli emeriti coglioni e nessuna delle azioni che compiono ha la minima coerenza. Ma del resto niente ha la minima coerenza in questo film, visto che la banda di "soldati pazzerelli"  occasionalmente ruba motociclette, elicotteri ed astronavi senza la minima spiegazione o credibilità.

Ecco, The Predator per Predator è quello che è Scary Movie per Scream o Balle Spaziali per Star Wars, con la sola differenza che Scary Movie e Balle Spaziali sono nati per far ridere e fanno ridere, mentre The Predator è nato per far ridere e non fa ridere.
L'unica cosa che fa ridere è il fragoroso flop al botteghino (si parla di 50 milioni di incasso a fronte dei quasi 90 di budget) e le recensioni imbufalite di chiunque abbia visto il film e sia dotato di sinapsi funzionanti.

Speriamo che abbiano almeno smesso di mungere latte dalla mucca Predator una volta per tutte, lasciando morire una serie che aveva esaurito il suo motivo di esistere già dal secondo film.

E che magari, dico magari qualcuno, che ne so, inventi qualcosa di nuovo. Ma questo mi sembra già un po' troppo ambizioso.

Recensito da: Vidur

Voto
TRASH: 76/100
Noia: 65/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100
Presunzione della regia: 80/100
Incompetenza degli attori: 90/100

10 agosto 2018

OCEAN'S EIGHT

Di Gary Ross. Con Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne Hathaway e un sacco di altre donne. USA/2018/WARNER BROS

Ocean's Eight (2018) on IMDb

Ocean’s Eight riassume tutto ciò che c’è di sbagliato nei film hollywoodiani di oggi:
1) Riciclare qualcosa di già vista sotto forma di sequel, prequel, reboot, remake;
2) Fare della propaganda sinistroide liberal-gender-equal-inclusiva-femminista;
3) Metter su un grande cast sbattendosene il cazzo della trama e lasciando crateri di sceneggiatura convinti che lo spettatore medio non se ne accorgerà.

Sandra Botox (ops, Bullock) – la supposta sorella del George Clooney della serie originale Ocean’s 11 & co-  e una Cate Blanchett in versione biker, decidono – pensate un po’ che cosa incredibilmente moderna e rivoluzionaria - di rubare una collana di Cartier. E per farlo assoldano un po’ di altre donne di diversa razza ed estrazione sociale, tra cui Rihanna coi rasta e Sarah Paulson, la cui classe è l’unica nota positiva di tutto il film.

Per il resto ci sono delle donne che parlano, un piano che viene portato a termine senza la minima sbavatura e un’indagine di un simpaticissimo ispettore inglese che viene chiusa nell’arco di 5 minuti. Manca il ritmo, mancano le battute, mancano i contrasti, mancano pure la tensione o la suspence che ci dovrebbero essere in un film di questo genere: tutto viaggia al minimo sindacale aldilà di un pseudo colpo di scena di nessuna rilevanza.

E’ tutto talmente anestetizzato che anche le protagoniste alla notizia che, alla fine del colpo quando Sandra Botox comunica loro che guadagneranno cento fantastiliardi di paperdollari a testa, fanno un sorrisetto indifferente. Per poi cosa? Aprirsi una sala biliardo, farsi un giro in moto e comprarsi un loft per fare i video su Youtube.

Ah, il cratere di sceneggiatura? Certo, la megacollana che devono rubare si apre solo con un magnete che hanno solo le guardie del corpo ex Mossad? Che problema c’è? Basta fare un video di merda, mandarlo alla sorella 13enne di Rihanna che fa una copia del magnete in mezz’ora, parlando anche un simpaticissimo slang giovanile.

I precedenti Ocean’s erano intrattenimento innocuo ma anche di qualità (diciamo il primo, gli altri già più grotteschi), ma erano divertenti, avevano un bel ritmo, belle scene d’azione e quei giusti momenti di suspence. Qui non c’è assolutamente niente. Solo delle false recensioni comprate, atte a far lievitare il voto sui siti specializzati oppure impossibilitate a parlare male di un film con protagoniste delle donne per il timore di venire accusati di essere razzisti, omofobi, sessisti, maschilisti, fascisti, nazisti, salvinisti. E noi di Pellicole dall’Abisso che siamo tutto questo e anche di più, e soprattutto non ci legge nessuno, possiamo dirlo: Ocean’s Eight fa cagare.

Recensito da: Vidur

VOTO 
TRASH: 68/100
Noia: 84/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -/100
Presunzione della regia: 77/100
Incompetenza degli attori: 41/100

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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