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3 gennaio 2024

REBEL MOON - PARTE 1: FIGLIA DEL FUOCO (aka Rebel Moon - Part One: A Child of Fire)

Di Zack Snyder. Con Sofia Boutella, Charlie Hunnam, Djimon Hounsou, Ed Skrein, Michiel Huisman. USA / 2023 / Grand Electric

Interessante notare come la trasformazione di Netlfix da servizio di streaming a casa di produzione stia accelerando e già arrivando alla sua fase finale. In casa della N rossa, infatti, hanno saltato il passaggio in cui producono bei film e/o successi commerciali per arrivare subito a defecare letame fumante. La montagna di escrementi in questione è bella grossa, 90 milioni di dollari di budget, e dalla firma prestigiosa, Zack Snyder.

È difficile capire il motivo del credito e della fan base di cui può disporre questo regista il cui unico film degno di nota rimane 300, risalente al lontanissimo 2006. Forse, le ultime chip se le è giocate con questo Rebel Moon, ed è equivalso ad andare in All In con in mano un 3 di picche e un 6 di fiori quando sul tavolo c’era un tris di assi. Basterebbe sapere che la sceneggiatura di questo film è stata scartata dalla Disney per un film della saga di Star Wars, per capire a quale abominio ci troviamo di fronte.

“Ah sì? Non volete che questo film sia uno Star Wars?” – si sarà detto Snyder – “E allora rifarò Episodio IV, ma di merda!”. E così ha fatto. La trama infatti vede una giovane donna contadina che finisce per andare alla ricerca di guerrieri da altri pianeti per combattere gli eserciti tirannici che terrorizzano la sua pacifica colonia.

L’Impero qui si chiama Mondo Madre, Luke Skywalker è una diverse strong female charachter -una Mary Sue senza personalità e carisma-, Darth Vader è un incrocio fra un cosplay di Cristiano Ronaldo e Hans Landa di Bastardi Senza Gloria, la ribellione è…la ribellione.

Ma abbiamo anche lo Han Solo in versione Lidl, incontrato alla cantina di Mos Eisley in versione gay bar, che pilota un Millennium Falcon in versione Penny Market.

I cattivi ovviamente sono cattivissimi e indossano divise uscite da un incrocio fra la Gestapo e l’Armata Rossa in un pessimo film steam punk, anche se il generale (o comandante, boh, non mi ricordo che grado avesse) Atticus Noble sembra essere l’unico personaggio con un minimo di caratterizzazione ed interpretato con il giusto entusiasmo da Ed Skrein. Ci sarebbe anche una sorta di Imperatore che vive al Polo Nord e che è interpretato da un tizio che si chiama Fra Fee (veramente!), ma ha talmente poco screen time da essere totalmente irrilevante. Immagino che avrà più spazio nel secondo capitolo che uscirà ad aprile, ma credo che non lo scoprirò mai visto che col cazzo che me lo guardo. Cattivissimi fortissimi per altro che hanno le navi interstellari, ma che non sanno come rendere fertile un terreno. Mah.

La parte peggiore è forse quella centrale, in cui vanno a reclutare i vari “guerrieri” per combattere il Mondo Madre. Questi tizi sembrano usciti da un picchiaduro anni ’90, ma non quelli fighi come Mortal Kombat o Street Fighter, ma piuttosto uno di quei ripoff poveri tipo Dangerous Streets o Time Killers: una sorta di indiano dagli addominali scolpiti che cavalca un ippogriffo, una donna samurai asiatica, un ex generale ubriacone trovato sul pianeta Gladiatori (perché lui è Djimon Hounsou, che ha fatto Il Gladiatore, eh ve lo ricordate? Eh eh eh?), più un altro cosplay, ma questa volta del personaggio di Gary Dourdan in Alien 4.

Il bello è che questi personaggi ci vengono introdotti con tutta una prosopopea tonitruante per poi praticamente sparire nella terza parte, in cui ogni tanto rispuntano inquadrati per cinque secondi giusto per ricordarci che esistono.

Avrei anche potuto perdonare l’estrema derivazione della storia, se almeno tutto il resto fosse stato buono, ma la realtà è che forse è anche peggio. Interpretazioni annoiate, regia fastidiosa, fotografia buia e deprimente, scenografie artefatte, CGI mediocre, musiche inesistenti, flashback eterni che interrompono la narrazione, monologhi imbarazzanti alla Gli Occhi del Cuore (“Non so se sono capace di amare! Sigh! Sob!”), manca un vero e proprio sviluppo della trama, combattimenti noiosi resi ridicoli dal solito uso smodato di slow motion e soprattutto è una grandissima rottura di palle. Dura due ore che sembrano tre mesi e alla fine non te ne frega un cazzo della storia, dei personaggi e del seguito (oppure della versione estesa del regista che dura un’ora in più, che probabilmente verrà usata come strumento di tortura per i prossimi interrogatori della CIA).

Un prodotto tanto povero di fantasia e qualità, quanto ricco della proverbiale presunzione e seriosità di Snyder, che ha pure avuto totale carta bianca per produrre questa roba. Ed ecco la carta che fine avrebbe dovuto fare. 


Recensito da: Vidur


TRASH: 88/100

Noia: 87/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 62/100

Presunzione della regia: 98/100


12 novembre 2023

RAPTORS (aka ZOMBIE 5 - KILLING BIRDS, KILLING BIRDS - UCCELLI ASSASSINI, DARK EYES OF THE ZOMBIE, ZOMBIE FLESHEATERS 4 )

Di Claudio Lattanzi. Con Timothy W. Watts, Lara Wendel, Robert Vaughn, James Villemaire. 1988 / USA-ITALIA / FILMIRAGE

Virgin Witch (1972) on IMDb

Negli anni '80 non si associava ancora il termine "raptor" né ai simpatici dinosauri capaci di aprire le porte, né alla franchigia NBA di Toronto (nata nel 1995), ma semplicemente agli uccelli rapaci. In realtà il termine "raptors" è difficilmente associabile pure a questo film, che gode di una pletora di titoli alternativi tutti ugualmente imbecilli e che non hanno alcun collegamento con la trama.

Gli uccelli rapaci infatti hanno un ruolo del tutto marginale, non ci sono "uccelli assassini", gli zombie non hanno gli occhi scuri e non c'entra niente con la serie Zombie inaugurata da Fulci e poi proseguita dai nostri amici del cuore Mattei e Fragasso. Il regista in questo caso è il misconosciuto Claudio Lattanzi che firma anche la sceneggiatura con lo pseudonimo di Claude Milliken, ma si dice che dietro, in realtà, ci sia stata la longa manu di Joe D'Amato. Vi è una sorta di disputa su chi abbia effettivamente diretto il film: secondo Lattanzi è stato girato "in simbiosi", secondo altre fonti ha fatto tutto D'Amato, che tra l'altro firma la fotografia con lo pseudonimo di Fred Sloniscko Jr. 

Chiunque sia stato dei due a realizzare fattivamente questo film, farebbe meglio a non vantarsene e forse anche a vergognarsene un po'. 


Un reduce del Vietnam torna a casa e scopre la moglie a letto con un altro. La prende sportivamente sgozzandoli entrambi e uccidendo pure i genitori di lei che stavano per riportare a casa il figlio neonato, prima di venire accecato da alcun rapaci tenuti in veranda (Ah-Ah!).

Anni dopo, una squadra di ornitologi, più una giornalista e una..boh..guardia forestale, partono per una spedizione alla ricerca del rarissimo picchio dal becco argentato d'avorio con la coda tronca (o qualcosa di simile). Caso vuole, che proprio l'ultima persona ad aver visto questo raro esemplare di volatile sia proprio l'ex militare dell'incipit, ora diventato cieco. 


Grazie alle sue indicazioni, il gruppetto di ragazzi si troverà così nella classica casa sperduta...e manca la luce, bla bla bla, le visioni, bla bla bla, e dov'è finita Jennnifer? Jennifer dove sei? Jennifeeeeer? Oh mio dio! Jennifer è morta! Bla bla bla, dobbiamo scappare, ma il furgone non parte! Bla bla bla, non ce la faremo mai! Bla bla bla, scappiamo! Bla bla bla e bla bla. 

Insomma avete capito l'antifona. Aldilà del discreto incipit, la trama è praticamente inesistente, i personaggi insulsi, la recitazione pessima, la realizzazione tecnica men che mediocre, la povertà di idee sconcertante e la noia triturante (i coglioni).

Per vedere il primo zombie bisogna infatti attendere il minuto CINQUANTATRE, dopo che i precedenti trenta erano stati praticamente privi di qualsiasi evento significativo che non fosse la trovata rivoluzionaria di buttare con espedienti risibili dei ragazzetti in una casa più o meno stregata.

Non che dopo l'apparizione degli zombie il ritmo si impenni o il che tutto non si svolga secondo i cliché più beceri e scontati, ma almeno c'è un minimo di azione che ha interrotto il mio berciare contro lo schermo al ritmo di "succederà mai qualche cazzo in questo film di merda?".

Qualcosa è successo, con un mini colpo di scena di nessuna utilità e un finale troncato brutalmente con il classico fermo immagine, tipico degli horror merdosi degli anni '80, di cui in questo blog ne trovate una sostanziosa carrettata.

Per pietà, non mi soffermerò sulla colonna sonora da soap opera piazzata in modo criminale in alcuni punti del film, per tacere delle tastiere da un tanto al chilo piazzate nei momenti di "tensione", mentre gli effetti gore, onestamente, sono di discreta fattura e fanno il loro dovere.

Filmaccio da cui stare alla larga e da guardare solo nei casi in cui soffriate di insonnia o vogliate punirvi per aver commesso qualche peccato capitale.

Per l'attore protagonista, tale Timothy W. Watts, questo è stato l'unico film girato in carriera, mentre Lara Wendel, oltre ad aver recitato nel Tenebre di Argento, diventerà una delle protagoniste della serie TV di Italia Uno, College. 

Recensito da: Vidur

TRASH: 86/100

Noia: 90/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 45/100

Presunzione della regia: 66/100




1 agosto 2023

ROBIN, FRECCE, FAGIOLI E KARATE' (Aka Storia di arcieri, pugni e occhi neri)


Di Tonino Ricci. Con Alan Steel (Sergio Ciani), Cris Huerta, Victoria Abril, Iwao Yoshioka, Eduardo Fajardo, Rafael Abaicìn. 
ITALIA-SPAGNA / 1976 / Arco-Films

Storia di arcieri, pugni e occhi neri (1976) on IMDb

"C'erano un tempo e ci sono anche adesso, benchè l'aspetto non sia più lo stesso, potentissimi e ricchi signori che seminavano ingiustizie e terrori. Ma Robin Hood, con freccia tagliente, li combatteva aiutato dalla gente, e i prepotenti non ridevano più quando dovevano andare... a fare in cù. Come centrino poi fagioli e karatè... è una sorpresa e lo vedrai da te!" 

Per voi inurbani ecco la parafrasi di questo gaio sonetto in rima baciata con cui gli sceneggiatori ci augurano una buona visione: questo film su Robin Hood fa un sacco ridere perchè ci sono delle esilaranti battute volgarotte. I fagioli e il karatè non centrano un cazzo ma ce li abbiamo messi lo stesso. Visto? Poi dicono che il liceo classico non serve a nulla...
Il malvagio ed effemminato barone di Nottingham (ma non era lo sceriffo? vabè...) come da tradizione letteraria odia il popolo ed è assetato di potere. Cotanta è la sua prepotenza da voler catturare e uccidere il beneamato duca Alan che a buon diritto reclama la contea di Nottingham. Robin Hood, quasi per caso, incontrerà e salverà la sorella di Alan e pur di scoparsela cercherà un modo per liberare il duca con l'aiuto della sua banda di bricconi. Tanto notevole quanto immotivato il fatto che in questa allegra compagnia di ribaldi sia presente tale Fra' Moikako, un sedicente monaco cappuccino giapponese esperto di arti marziali ed amico di Frate Tuck. Siamo alla metà degli anni '70 e il Duo Padano cantava "Il pianto di Zambo", quindi aspettiamoci per lo meno che il buon frate del Cipango parli come nelle barzellette in cui viene rappresentato un orientale, cercando di costruire frasi con il maggior numero di "erre" possibile al fine di risultare comico. Guadagniamo costui, perdiamo personaggi fondamentali per le vicende di Robin Hood come Little John e Lady Marian dei quali nell'epopea di Tonino Ricci non vi è alcuna traccia. Tra assalti nella foresta più spoglia ed arida che io ricordi, tornei di tiro con l'arco volti a scovare Robin Hood (Si, proprio come nel cartone animato Disney uscito tre anni prima), grandi mangiate nobilitate da squassanti rutti, risse e battute non divertenti, l'annoiato spettatore verrà trascinato stancamente verso l'epilogo scontato nonché sull'orlo della depressione reattiva.

"Mi scusi, vuole sedersi?"


Quasi tre lustri prima di Mel Brooks e del suo "Robin Hood: Men in Tights", il bel paese decide di rivisitare in chiave comica la storia del più famoso arciere del mondo. Un ormai attempato Alan Steel, veterano dei vari Maciste, Sansone, Ursus ed Ercole, mette la tunica in naftalina per indossare la calzamaglia verde (e la cravatta da sceneggiatore!) e partecipa attivamente alla nascita di questo incommentabile guazzabuglio. Non è chiaro se il film debba essere una commedia, un'avventura o qualunque cosa ci sia in mezzo. Un bel minestrone che cerca di unire i generi più in voga degli anni '70, ovvero il film-scazzottata alla Bud Spencer e Terence Hill, la commedia quella di bassissima lega e il filone della cinematografia di Bruce Lee. Quello che è certo è che fallisce su tutta la linea. Il buon Sergio Ciani è vecchio e si vede, benchè cerchi di nascondere le rughe con un ridicolo pizzetto color platino. L'idea di infilare un karateka in un film su Robin Hood è assurda di per sè, ma vale la pena spendere due parole sull'interprete Iwao Yoshioka, esperto di arti marziali che ha costruito tutta la sua carriera cinematografica in Italia, inclusa la celebre miniserie "Sandokan" con il magnetico Kabir Bedi. Yoshioka aveva già distribuito qualche calcio rotante due anni prima sempre sotto la direzione di Tonino Ricci nello spaghetti-western "Storia di karatè, pugni e fagioli". Un titolo praticamente identico a quello di cui stiamo parlando in questa sede e che ci fa intuire che Ricci avesse l'intenzione di creare una sorta di filone dedicato al cinema "di botte e fagioli", ambientando ogni film in un differente contesto. Ma gli dei del cinema sono talvolta giusti, e a quanto pare l'orrida saga si è fermata solo a due lungometraggi. 

"Plego, libelale me, io pligionielo"


Dal momento che il film è stato girato in Spagna e per di più in estate, assisteremo inoltre alla più patetica e sciatta foresta di Sherwood mai rappresentata nella storia del cinema, con tanto di macchia mediterranea, alberi radissimi, gran polveroni e sole che spacca le pietre. Recitazione assurda, ben oltre la commedia dell'arte, quasi da teatro Kabuki, tanto esasperate ed esagerate sono le espressioni degli attori. Non mancano gli effetti sonori da cartone animato aggiunti in post produzione per un sicuro effetto comico (avete presente? fiiiiiiiiiiuuuu, quaquaquaquaaaa, bonk, boing boing...). Inutile dire che se scopri di aver bisogno di faccette, boccacce e degli effetti sonori buffi, vuol dire che la scena in sè non fa ridere e stai perdendo in partenza. Si salva forse la performance seppur caricaturale di Cris Huerta (Fra' Tuck), ben noto caratterista spagnolo che appare in numerose produzioni, soprattutto western. Interessante il cammeo a fine film della "gigantessa" Francesca Romana Coluzzi, che giusto prima dei titoli di coda darà una ripassata a tutta la banda, cinesino incluso. Per il resto, ridatemi Franco e Ciccio. E di corsa.

Ah, la ridente ed impenetrabile foresta di Sherwood


Taluni narrano addirittura che il film sia inedito in Italia. Quel che è certo è che in Spagna gode di un vasta ed immotivata popolarità. Jajajaja! Que divertido! En passant, in Spagna il film si intitola "...Y le llamaban Robin Hood", ovvero "...Lo chiamavano Robin Hood". Furbacchioni! 

Recensito da: Imrahil

TRASH: 82/100
Noia: 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 74/100
Presunzione della regia: 16/100
Incompetenza degli attori: 81/100



SE TI PIACE GUARDA ANCHE: fatti un favore e guarda "Robin Hood - Un uomo in calzamaglia" 

13 novembre 2022

RAWHEAD REX

Di George Pavlou. Con David Dukes, Kelly Piper, Heinrich von Schellendorf, Ronan Wilmot. 1986 / Alpine Pictures / Irlanda - Regno Unito

Rawhead Rex (1986) on IMDb

Uno scrittore americano si trova nella campagna irlandese per fare delle ricerche per un libro, quando si trova coinvolto in una serie di uccisioni provocate da un essere sovrannaturale.

Scritto originariamente da Clive Barker (quello di Hellraiser, ça vans dire), prodotto con quattro sterline e massacrato dalla regia da un signor nessuno che in trent'anni di carriera ha diretto ben quattro film, questo horroraccio anni '80 è tanto stupido e becero quanto godibile e spassoso. Il divertimento è assicurato in gran parte  dall'aspetto del "terribile mostro" rievocato grazie allo spostamento di un totem da parte di un contadino e il solito provvidenziale fulmine.

E così in un mix tra un costume da carnevale di Bowser

e Bebop delle Tartarughe Ninja

il risultato è questo.


Con tanto di lucine di natale al posto degli occhi. 

Il nostro eroe grufola e deambula goffamente mettendo in disordine case e uccidendo una serie di comparse che sarebbero state troppo brutte anche per una recita oratoriale e schiavizza tramite subconscio il sagrestano della chiesa. L'uomo è talmente soggiogato ed eccitato dal nostro mostrone che ad un certo punto si fa pure fare una pioggia dorata nel bel mezzo del cimitero e sembra anche godere quando questi se lo mangia nel terzo atto. Bisogna dire che per lo meno a livello splatter Rawhead Rex ci da dentro e gli effetti speciali, tutti ovviamente prostetici, non sono neanche malaccio. 

Notevole la scena in cui un campeggiatore, cercando di uccidere il mostro, spara accidentalmente ad una bombola di gas ammazzando almeno una decina di persone che si trovavano nelle vicinanze. A tal proposito, memorabile uno scambio di battute tra un giornalista e il commissario incaricato delle indagini: "Ci sono collegamenti tra gli omicidi?" "Sì. Sono tutti morti".

Il sotto testo religioso, con le indagini portate avanti dallo scrittore, conferiscono un tono leggermente più profondo e tipicamente british al film, che altrimenti sarebbe stato equiparabile ad un Octaman qualunque. Peccato, o per fortuna, per il finale assolutamente idiota, con il Rawhead sconfitto inspiegabilmente dalla moglie dello scrittore che, impugnando un sasso di forma fallica, scatena una serie di scie e lucine blu che rispediscono sottoterra il nostro pseudo Bowser, prima di riapparire "a sorpresa" per il cliché di tutti i cliché.

Pare che anche a Clive Barker il film abbia fatto schifo, soprattutto perché nelle sue intenzioni il mostro avrebbe dovuto avere più o meno questa forma: 



Per fortuna che gli effettisti non hanno capito un cazzo e ci hanno regalato questa perla.



Recensito da: Vidur


TRASH: 84/100

Noia: 59/100

Ridicolaggine degli Effetti Speciali: 86/100

Presunzione della Regia: 54/100

Incompetenza degli Attori: 70/100




1 luglio 2013

R.O.T.O.R


Di Cullen Blaine. Con Richard Gesswein, Jayne Smith, Margaret Trigg, James Cole, Nanette Kuczek. USA/1987

R.O.T.O.R. (1987) on IMDb

Il crimine imperversa nella metropoli texana di Dallas, e la legge ha decisamente bisogno di una mano per arrestare le decine di criminali che dilagano a piede libero opprimendo il sogno americano. Pertanto il dottor Coldyron, uno scienziato-ricercatore del dipartimento di polizia decide di creare il poliziotto perfetto ed invincibile. Rotowash  Rotor, il fratello povero di Robocop, uno scheletrino costruito in una "lega sconosciuta" con un rivestimento che lo fa assomigliare in tutto e per tutto al classico grasso poliziotto americano che si mangia le ciambelle, con tanto di baffi a manubrio. Sotto pressioni politiche si decidono di affrettare i tempi dell'attivazione del prototipo, ed essendo la fretta cattiva consigliera, Rotor viene attivato con dei protocolli errati e decide di diventare un poliziotto abbastanza fiscale. Tipo uno di quelli che sparano alla gente che mette la macchina in doppia fila (personalmente, gli avrei dato la medaglia del congresso).

Con un eufemismo, possiamo affermare che il film parte in sordina. Nei primi 40 minuti fondamentalmente non succede un cazzo di niente, e siamo costretti a sorbirci la quotidianità del nostro protagonista che conduce una spensierata vita agreste nel suo ranch, chiacchiera con la fidanzata (che in seguito sparisce, come molti altri pezzi della trama) e sembra in generale fare di tutto fuorchè lavorare al suo progetto Rotor.

Quando gli fanno notare che invece che coltivare l'orticello e strigliare i cavalli per 12 ore e lavorare 15 minuti al giorno sarebbe il caso di fare eventualmente il contrario, indignato lascia l'incarico e i suoi ormai ex collaboratori fanno ovviamente un casino e Rotor viene attivato in circostanze misteriose ed inizia a disseminare "giustizia".

Fortunatamente, Rotor è un pessimo poliziotto, è lento come la fame, ci mette 4 ore per prendere la mira e se qualcuno suona il clacson viene assalito da un terribile mal di testa, per cui i danni ai civili sono estremamente limitati. In ogni caso Rotor prende di mira una povera ragazza accusata di essere "complice di un'infrazione automobilistica". La pena ovviamente per questo reato, come per tutti gli altri è la morte.

"Non sarai mica passato col rosso, vero?"


Comincia quindi un (per nulla) furibondo inseguimento con la tipa che scappa, il Rotowash in moto che la insegue e il dottore che insegue entrambi.

[SPOILER]
La ragazza viene braccata dal perfido robot presso un imbarcadero lungo un fiume, ma viene salvata dal dottore che metterà dello spago da arrosto attorno al collo di Rotor, pronuncerà una frase incomprensibile sulla composizione molecolare del Rotor (probabilmente: "Attenta, la composizione molecolare di Rotor a contatto con lo spago da arrosto esplode") ed esso effettivamente esploderà. Un finale talmente improvvisato e sciatto da meritare un oscar.
[FINE SPOILER]

Film noioso come 4000 anni di purgatorio (ottenibili con 4 pugnette e due bestemmie, credo, nel caso vogliate provare e non abbiate comprensibilmente voglia di vedere Rotor), Ma che tutto sommato riesce a divertire soprattutto grazie ad una trama caotica, un cattivo che vuole essere super potente e super intelligente che invece è super stupido e ha dei punti deboli ridicolissimi, e un finale da scompisciarsi dal ridere.

Se sopravvivrete alla prima parte sarete premiati.

Ps: Notevole la locandina attiragonzi, vi assicuro che ovviamente non centra un cazzo.


Recensito da: Imrahil

VOTI:
TRASH: 83/100
Noia: 85/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 81/100
Presunzione della regia: 62/100
Incapacità degli attori: 75/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Robocop, lo spot della Rotowash

30 gennaio 2013

RABID GRANNIES - NONNE CANNIBALI

di Emmanuel Kervyn. Con Catherine Aymerie, Caroline Braeckman, Richard Cotica, Dany Daven. BEL/1988/Troma

Rabid Grannies (1988) on IMDb

"L'Islam ha bisogno di te! Impugna delle armi! Ma non delle armi qualsiasi.. La nostra J-32 è stata costruita con l'aiuto di Allah. Precisa e facile da usare con una scarica elimina fino a VENTI infedeli!"

Due dolci nonnine, in occasione del loro 92esimo compleanno (si, a quanto pare compiono gli anni assieme) hanno invitato nella loro magione tutti i più grandi figli di puttana del Benelux, che poi sarebbero il loro sconfinato stuolo di nipotini. Parenti serpenti, si sà.. come la maggior parte di voi lettori potrà confermare queste riunioni familiari allargate sono un rottura di cazzo pazzesca, e i nipoti delle due tenere vecchine parteciperanno a questa simpatica rimpatriata solo ed esclusivamente perchè sperano che le carampane schioppino il più velocemente possibile e possano così accaparrarsi l'eredità.  Questo compleanno però, grazie al regalo del cugino Christopher, che ben si è guardato dal partecipare alla festicciola, sarà una minima più movimentato del solito..

Altra pellicola targata Troma, altro autentico capolavoro del trash. Una vera perla con un buon ritmo, un buon livello di splatter e dei dialoghi assolutamente FOLLI e divertentissimi. Va' tuttavia segnalato che il titolo non si prende particolarmente sul serio e nasce a tutti gli effetti per essere una cagatona divertente, ma la tutto sommato bassa presunzione della regia non inficia quasi per nulla la godibilità, il divertimento, e le grasse risate che la visione di questo film è in grado di regalare allo spettatore.

Non vi è nulla di lineare in questo film. La trama praticamente non esiste, la sceneggiatura è follia allo stato puro: è semplicemente un tripudio alla volgarità ed alle cattiverie familiari che si trasforma con l'evolversi delle vicende in un trionfo di frattaglie. Si tratta a mio avviso di una soluzione vincente, ed ora vi spiego il perchè: gran parte dei film horror, in particolare quelli di serie B, si sviluppano in maniera estremamente piatta e lineare. La partenza è quasi sempre lenta e spesso noiosa, perchè devi presentare i personaggi (di cui in realtà non ti frega un cazzo), devi illustrare la situazione, che è sempre di calma apparente, poi se sei fortunato ti trovi una quarantina di minuti scarsa di follia, budella e grasse risate (a volte manco quella...) che termina con il ripristino dello status quo. In Rabid Grannies, per evitare di uccidere di noia lo spettatore durante la prima mezzora, si è deciso di aggiungere la variabile "dialoghi folli a ripetizione", ed è stata a mio avviso una splendida idea.

Mi addentro nel dettaglio, visto che tutto sommato all'inizio della recensione sono stato un po' nebuloso per quanto riguarda la trama..

[SPOILER]
Il nipote Christopher era "fissato e adoratore di Satana" (cit.) e faceva delle messe nere nei cimiteri. Scoperto è stato diseredato dalle buone nonnine, e per vendicarsi in occasione del loro compleanno, fa' recapitare una scatola di merda (che viene presentata come un regalo bellissimo) dalla quale esce del fumo che trasforma le nonnine in dei demoni incazzati che decimeranno i membri della disgustosa famiglia
[FINE SPOILER]

La vicenda si conclude con il più banale dei finali aperti, ma tutto sommato ci sta, siamo rimasti tutti soddisfatti ugualmente.

Titolo adatto a tutti i palati (come il nostro segreto amico Cosminscontra86 potrà confermare), da gustare avidamente per quasi tutta la sua durata (un'ora e mezza scarsa), assolutamente consigliato su tutta la linea. Per grandi e piccini!

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 94/100
Noia: 47/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 84/100
Presunzione della regia: 20/100
Incapacità degli attori: 76/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE: The Toxic Avenger, un altro film della Troma

6 giugno 2012

RUSLAN (Aka Driven to kill)

di Jeff King. Con Steven Seagal, Laura Mennel, Mike Dopud, Crystal Lowe e Igor Jijikine. USA/2009/20th Century Fox
Driven to Kill (2009) on IMDb

Se sei venuto a trovarci qui su Pellicole dall'Abisso, almeno un film di Steven Seagal in vita tua lo avrai visto. C'è una mafia (cinese, giapponese, italiana, laotiana) e, visto che i mafiosi sono molto malvagi, faranno un torto a Steven Seagal, che è un monaco pacifista (o un padre di famiglia, o un pastore protestante, o un attivista di green peace o comunque uno che ripudia la violenza) e lui reagirà uccidendoli tutti (si, perchè ha un passato da navy seal, poliziotto, veterano del vietnam...).

Ricostruendo il puzzle di "Ruslan" tengo ad informarvi che il nostro maestro di Aikido preferito si scontrerà con la mafia russa, sarà un padre di famiglia e veste i panni di un mafioso in pensione che ha fatto un esame di coscienza ed ora ripudia la violenza e scrive libri. Ci troviamo di fronte ad un film azione che a me tutto sommato ha divertito, di una banalità sconcertante e impreziosito dalla performance di uno Steven Seagal con una pizza al posto della faccia e delle gettoniere al posto degli occhi. Patetici inseguimenti a piedi in cui i cattivi devono rallentare per poter farsi prendere da un protagonista con più che qualche chilo di troppo e con una tintura per capelli talmente nera che tende al violaceo. Per la serie.. "visto che avevo i capelli neri, se me li faccio nerissimi sembrerò ancora più giovane!". Per il resto è sempre la solita solfa.. occhiate di ghiaccio per congelare ed allo stesso tempo condannare moralmente i cattivi di turno, l'espressività di Macallè (il mio porcellino d'india) e frasi ad effetto tra il burlesque, il minaccioso e il "quanto sono figo". E' fin ingiusto classificare questa pellicola come "Azione"; dovrebbe esistere la categoria "Steven Seagal".

Tra le cose stra-ordinarie (nel senso letterale del termine) da segnalare, una fastidiosissima colonna sonora di musica popolare russa che nelle fasi concitate accompagna i balletti di Steven. Penso suoni più o meno come se facessero un film sulla camorra e tutte le volte che c'è una sparatoria facessero partire in sottofondo "O' surdato innamorato" o un album di Gigione.  Degno di nota anche il fatto che l'edizione italiana del DVD sia fatta con così poca cura che quando i protagonisti da copione si mettono a parlare in russo, compaiono i sottotitoli ma dalle loro bocche non esce suono alcuno. Pecca non certo imputabile alla direzione tecnica, che per la verità compie un lavoro più che decoroso. Lodevole, infine, lo sforzo della regia di riprendere Steven nelle fasi di combattimento solo in faccia per tentare di  non far vedere a tutto il mondo quanto sia appesantito.  

Per una visione spensierata, magari in compagnia di chi non è esattamente abituato alle vere e proprie Pellicole dall'Abisso, ritengo questo film possa essere una scelta azzeccata.

Recensito da: Imrahil


VOTI
TRASH: 79/100
Noia: 58/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 15/100
Presunzione della regia: 24/100
Incompetenza degli attori: 83/100


Se ti piace guarda anche: Il filmino privato in cui Steven Seagal sevizia le sue cameriere asiatiche

14 aprile 2012

RUBBER

Di Quentin Dupieux, con Stephen Spinella, Jack Plotnic, Wings Hauer, FRA/2010.
Rubber (2010) on IMDb

Un bel giorno un tale di nome Quentin Dupieux, che di lavoro faceva il musicista ed il produttore discografico, ebbe una gran pensata: “perché non girare un film in cui un copertone prende vita, inizia a compiere omicidi con la telepatia mentre un gruppo di persone lo guarda con il binocolo in un deserto”... Ora, il nostro buon Quentin, non contento di aver semplicemente pensato una stronzata del genere, ha deciso di girare il film e di portarlo al festival di Cannes!!! Aggiungerò un ultimo elemento al quadro, il suddetto film manca totalmente di autoironia e trasuda da ogni singolo fotogramma una pretenziosità insopportabile; com'é insopportabile la sottesa moralina del cazzo secondo la quale, visto che noi quando vediamo dei bei film siamo disposti a concedergli qualche incongruenza senza farci troppi problemi, allora dobbiamo essere disposti a sorbirci le stronzate a catena che “Rubber” ci propina senza battere ciglio.
Ora, se una giustizia divina esistesse, se la vita umana avesse un senso e se la sofferenza avesse un perché ultimo, il caro Quentin sarebbe stato accolto a Cannes con secchiate di merda e gavettoni di piscio (altro che "recensioni tendenzialmente negative”) e da quel giorno avrebbe lavorato per il resto della sua vita in una miniera di carbone, lavorando 20 ore al giorno senza poter contare sulle minime condizioni di sicurezza, e una volta terminata precocemente (ma mai troppo purtroppo) la sua esistenza, ad attenderlo troverebbe le Erimni, il supplizio di Sisifo, un'aquila che tutti i giorni gli divora il fegato, l'ascolto non stop di “Un'altra opportunità” dei Dari feat Max Pezzali e altre pene ancora più terribili.
Purtroppo tutto ciò non é accaduto e non accadrà mai... Perché? Posso suggerire (come viene ripetuto ossessivamente in tutto il film): “No reason”? E che ne dite?


Recensito da: Azagthoth
Voto 22/100
Noia 100/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 45/100
Presunzione della regia 100/100
Incapacità degli attori 62/100


SE TI PIACE GUARDARE ANCHE: non saprei, puoi chiedere allo stronzo che ce l'ha suggerito però...

4 dicembre 2011

IL RITORNO DEI DINOSAURI (aka Anonymous Rex)

Di Julian Jarrold, con Sam Trammell, Daniel Baldwin e Stephanie Lemelin. USA/2004/Sci Fi Pictures.

Anonymous Rex (2004) on IMDb

“Tuo padre è così tenero...vorrei averlo sempre con me per usarlo come coperta!”
Il delirio dopo 5 minuti di film.

Ho appena scoperto che questo film è tratto da un libro, che fa parte di una trilogia scritta da Eric Garcia. Ora...io spero davvero che la versione cinematografica sia solo ispirata ai libri perché non concepisco come si possa fare un film così idiota, figurarsi un libro...anzi tre. Tra parentesi non vedo l’ora di leggere il tomo conclusivo: Hot and Sweaty Rex...

Cosa accadrebbe se i dinosauri fossero ancora tra noi, a nostra insaputa?
Nulla, perché non lo sapremmo mai. Accertato che all’uomo non può fregarne di meno proviamo a vederla da un altro punto di vista: quello dei dinosauri.
Loro sono tanto tristi perché costretti a usare sembianze umane, confondendosi e vivendo come noi: utilizzando le posate, dormendo nei letti e cucinando la carne. Una tortura inimmaginabile.

Quello che però io mi chiedo è: come fanno a parlare? Perché una volta trasformati in dinosauri non hanno certo il dono della parola, non mi è sembrato almeno...dunque è il costume? E se è così come hanno fatto a comunicare prima di avere il costume per farselo costruire? L’avranno mica inventato loro, senza pollice opponibile?
Non è che il film dia molte spiegazioni, e forse A QUESTO una motivazione c’è...

Vincent il velociraptor e Ernie il triceratopo sono due investigatori privati, Vincent possiede un super-olfatto e ci spiega che ogni dinosauro ha alcuni sensi più sviluppati, peccato che il suo sia l’unico ad apparire in tutto il film. Con loro lavora anche la figlia di Ernie, Gabrielle, che profuma di pesche e panna; nel film ci tengono a ribadirlo circa 4000 volte, con tanto di immagine da pubblicità Muller di pesche che si tuffano in un mare di panna.
I nostri amici dinosauri, per fare un favore ad un’amica, si troveranno immischiati in un’oscura faccenda: la setta “Voce del progresso”, con l’aiuto dello spietato Raal, sta infatti drogando alcuni dinosauri con l’intenzione poi di liberarli, permettendogli di fare una strage di umani.

[SPOILER]
Peccato che il nostro Vincent si faccia intortare dalla bella Circe, voce ammaliatrice della setta, andandoci pure a letto. Da citare la bellissima idea di sfumare la scena di sesso tra dinosauri con un bel fiore che sboccia, che dopo le pesche che si tuffano nella panna non ha neanche stupito troppo.
Nel frattempo Gabrielle viene rapita senza motivo alcuno da Raal. Forse gli piacevano le pesche. E qui scopriamo un segreto segretissimo: Gabrielle è umana!
Ernie la trovò ancora neonata e, senza alcun motivo valido, decise di tenerla, crescendola come sua figlia. Nonostante la sua natura umana la ragazza ha però deciso di vivere come un dinosauro, per questo le piace spruzzarsi addosso dei feromoni al gusto “Pesche&Panna” appunto. I due detective riusciranno a liberare la ragazza e a prendere Raal, anche se sul liberare tutti i dinosauri drogati Vincent ci farà più di un pensierino... Di tutto ciò alle autorità supreme dei dinosauri non importerà proprio una cippa di nulla, infatti Raal verrà prontamente lasciato in libertà.
[FINE SPOILER]

Il non-sense regna sovrano tutto il film, lasciando lo spettatore con la sua bella carrellata di domande senza risposta, oltretutto il ritmo in certi punti è così lento da cullare lo spettatore verso un bel pisolino.
In compenso gli effetti speciali fanno abbastanza ridere, anche se dopo 5 minuti di dinosauri in giacca e cravatta ci si fa il callo e nemmeno lo si nota più.
Tutto questo e qualche uscita assurda rendono il film divertente...Ho avuto la sensazione che cominciasse con una certa sicurezza per poi perdersi sempre più, probabilmente proprio per questo in certi (molti) momenti risulta davvero noioso.

Recensito da: Leotorda

VOTI
TRASH: 78/100
Noia: 89/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 79/100
Presunzione della regia: 65/100
Incompetenza degli attori: 41/100


Se ti piace guarda anche: vai a comprare i libri.

15 novembre 2011

IL RITORNO DI KENSHIRO (Aka The Fist of the North Star)

Di Tony Randel. Con Gary Daniels, Malcolm McDowell, Costas Mandylor, Chris Penn, Isako Washio, “Downtown” Julie Brown. USA/1995

Fist of the North Star (1995) on IMDb

"You are already dead.."

IL FILM DI KEN IL GUERRIERO CON ATTORI VERI. Ho detto tutto. Questa pellicola peró merita una menzione d'onore. Ricordo la prima volta che l'ho vista anni ed anni fa' in camera mia accompagnato da un imberbe Vidur, in uno dei nostri primissimi esperimenti "So bad it's so good". All'epoca ci era sembrato una porcata immonda ma ne é passata di acqua sotto i ponti, e tra varie Croci dalle sette pietre, grazie Padre Pio e Bloody Psycho vari la nostra percezione del bello e del brutto si é pesantemente modificata.

Due pillole di trama per chi proprio non sa nulla di Ken il Guerriero (vergognatevi). Una guerra nucleare ha prosciugato i mari e decimato la popolazione mondiale, che ora vive in accampamenti in una specie di futuro post atomico molto simile all'ambientazione dell'Australia di Mad Max (se anche questo nome non vi dice nulla siete gentilmente invitati ad andarvene e sotterrare la testa da qualche parte). In questo mondo post-atomico Ken il discendente di una scuola di arti marziali (Hokuto) si scontrerá per ragioni "amorose" con Shin, un membro della sacra scuola di Nanto. La serie narra le peripezie dell'eroe per riconquistare la sua amata Julia. 

Il film segue in maniera approssimativa (anche per ragioni "tempistiche") la prima parte dell'avventura di Ken fino allo scontro finale con Shin (Costas Mandylor, pornodivo che annovera nella sua filmografia capolavori come "il delta di Venere"). Per il resto siamo di fronte a quello che ci si potrebbe aspettare. Un eroe pompato e monoespressivo che fa' esplodere le persone ma che alla fine ha un grande cuore, tanto da circondarsi di bambini cinesi petulanti. La realizzazione tecnica e gli effetti sono, riconsiderandoli a posteriori, piú che decorosi ed il film vanta inoltre un discreto ritmo. Tony Randel se la cava tutto sommato bene, anche perché é un regista di discreta esperienza con produzioni decorose alle spalle, come il secondo capitolo della esalogia di Hellraiser. Probabilmente quello che fa' piú ridere di questo prodotto é l'espressione spaesata e gli occhi perennemente sbarrati di Gary Daniels. A controbilanciare la pessima prova del protagonista un'ottimo e cattivissimo Chris Penn (il fratello di Sean, Eddie il bello nel capolavoro "le iene" di Tarantino, per intenderci) nei panni di Jagger, attore di grandissimo talento purtroppo prematuramente scomparso nel 2006. 


La pellicola é abbastanza innocua ed anonima ma ad alzare il livello trash generale é l'idea di fare un film con attori in carne ed ossa su un'icona delle Anime giapponesi come Ken Il Guerriero. Vista la nobiltá delle licenze, forse si poteva aspirare un po' piú in alto. Se volete vedere un film davvero bello tratto da un Anime guardatevi Star Battleship Yamato. 

Curiositá: Non so se é una cosa voluta, ma i personaggi che nell'anime avevano un nome orientale sono interpretati da attori caucasici, e quelli con un nome occidentale sono interpretati da orientali.

In ogni caso film divertente e consigliato.

Recensito da: Imrahil

VOTI
TRASH: 77/100
Noia: 58/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 73/100
Presunzione della regia: 30/100
Incompetenza degli attori: 60/100




Nulla meglio di questo video riassume l'intera pellicola

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4 agosto 2011

LE RADICI DELLA PAURA (Aka The Evil)

Di Gus Trikonis, con Richard Crenna, Joanna Pettet e Andrew Prine. USA/1978

The Evil (1978) on IMDb

Un gruppo di pseudo-volontari guidati da uno psicologo decidono di acquistare una gigantesca casa abbandonata per creare una clinica di riabilitazione per tossicodipendenti. La casa però ha qualcosa che non va'; si sentono strani rumori, si notano evanescenti presenze. Una cosa tutto sommato gestibile, tenendo conto dell'ottimo affare che è stato fatto! L'imbecillità e la curiosità dello psicologo-capo purtroppo però risveglierà niente popò di meno che Satana in persona che comincerà a sbattere fortissimo le finestre e a tirare i protagonisti con dei cavi.

Il cestone di Mediaworld questa volta ci regala questo horror estremamente classico della categoria ''case maledette". Nonostante la mia introduzione non sia per nulla invitante mi premuro di dire che questo film ci ha stupito ed è sinceramente piaciuto a tutti (cioè a me, a Ortnid e perfino all'incontentabile Vidur) e che se non fosse per la realizzazione decisamente a basso budget, avrebbe probabilmente sfondato e ora non lo troveremmo nel cestone delle porcate ma forse nello scaffale in ombra 2 x 6 euro.

Il film comincia malissimo. La lentezza è quella tipica dei film horror anni '70 con delle case maledette, e già temevamo di trovarci di fronte a qualcosa di molto simile a "la dolce casa degli orrori" o qualcosa del genere. La nostra pazienza dopo una mezzoretta scarsa ed interlocutoria di presentazione dei personaggi è premiata ed il ritmo accelera improvvisamente. Il cane indemoniato, satana si risveglia, gli occupanti della casa (che sono un buon numero) cominciano a morire come mosche, ed anche in modi abbastanza fantasiosi, tenendo conto della scarsità di mezzi a disposizione del regista. A proposito di ciò: gli unici oggetti utilizzati per realizzare gli effeti speciali di questo film sono dei ventilatori e dei cavi (in alcune scene si vedono abbastaza chiaramente purtroppo), ma considerato ciò il prodotto finito non è assolutamente pacchiano. La definirei una dignitosa povertà.

L'unica vera pecca è il finale, estremamente sbrigativo e decisamente banale. Capisco il ritmo elevato, ma a tutto c'è un limite

[SPOILER]
Lo psicologo va' nello scantinato chiude la botola da cui è uscito satana con la croce che egli stesso aveva tolto risvegliando il demone. Tempo effettivo su pellicola 30 secondi. Il tempo di andare in cantina.
[FINE SPOILER]

Abbiamo discusso lungamente se questo film dovesse essere recensito o meno su questo blog. Perchè oggettivamente non è un brutto film. Si tratta di un b-movie, ma l'unica cosa a categorizzarlo come tale è la disponibilità del portafoglio. Al cinema si vede molto di peggio. Magari più figo, magari in 3D, magari coloratissimo. Ma peggio.

Recensito da: Imrahil

VOTO CLEAN: 72





Se ti piace guarda anche: Non saprei.. qualche altro film sulle case maledette ma potresti rimanere cocentemente deluso

29 maggio 2011

RATATOING

Di un brasiliano, con dei brasiliani. Brasile/2007/Video Birquendo

Ratatoing (2007) on IMDb

Hola amigos! Un sorcio di fogna in CGI ha un'innato talento per l'arte culinaria e possiede un ristorante di cose schifose da mangiare, ma che ai topi piace un casino (questo deve essere esilarante in Brasile, visto che la pellicola per un quarto d'ora indugia su questo punto). Essendo la mia conoscenza del portoghese estremamente limitata, posso solo presumere la trama: se il mio intuito non mi inganna Ratatoing (che in realtà è il nome del locale, il protagonista si chiama Marcell de Souza Riberio Jesus Alemao da Silva) perde l'ingrediente segreto, ed è mega preoccupato che la sua rodente clientela se ne vada a mangiare da McTopa's o cose del genere. Indossata la tutina, il caschetto con la visione notturna e gli altri accessori da super spia si avventura in una cucina umana a recuperare l'ingrediente segreto (non ho la più pallida idea di cosa fosse, forse l'amore.). Da qui in avanti succedono un sacco di cose che fanno ridere molto i bambini brasiliani. Ad esempio i topi fanno cadere delle cose, oppure spaventano delle persone che gridano "ahi ahi ahi el ratòn!" e cose del genere. Tra le altre cose il film non finisce. Cioè ad un certo punto i topi se ne vanno e tornano al ristorante accompagnati dal gatto che senza motivo è diventato culo e camicia con loro. Un topo grasso dice "precisamenji!" tutti ridono e il film termina.

Ci troviamo di fronte a qualcosa di molto simile a quello che fanno tutti i giorni i nostri amici della Asylum, però il tutto fatto da dei brasiliani (che penso abbiano scoperto il televisore ieri) e cercando di truffare la fascia più debole e naturalmente gonza (ovvero i bambini). Questi film sono chiamati mock-busters, e ve n'è più d'uno e sono, fondamentalmente, una truffa. Questo Ratatoing con un sorcio che cucina è chiaramente un richiamo al successo Disney praticamente omonimo, benchè la trama sia lievemente diversa. Il tutto condito con una povertà infinita, una profonda tristezza un comparto tecnico molto più che mediocre e due doppiatori (un uomo e una donna) costretti a storpiarsi le voci per doppiare tutti i personaggi. Non c'è veramente altro da aggiungere, questo ''film'' è come ce lo si aspetta: una tristezza e una vergogna.

Guardando Ratatoing però ho imparato qualcosa:

- se aggiungi casualmente delle desinenze -ao ed -enji alle parole in italiano, hai imparato il portoghese.
- non c'è limite al peggio.
- I gatti in Brasile sembrano Jabba the Hutt.

Recensito da: Imrahil

NB: trattandosi di un cartone animato ho dovuto modificare alcuni criteri di giudizio che altrimenti sarebbero stati insensati.


VOTI
TRASH: 79/100
Noia: 93/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: -/100 : Merdosità della realizzazione tecnica 99/100
Presunzione della regia: 0/100
Incompetenza degli attori: -/100 :  Incompetenza dei doppiatori: 80/100







SE TI PIACE GUARDA ANCHE: The Little Cars, The Little Panda Fighter, Little Bee.... 

14 febbraio 2011

LOST WORLD - I predatori del mondo perduto (Aka Raptor Island)

di Stanley Isaacs. Con Lorenzo Lamas, Steven Bauer e Hayley DuMond USA/2004.

Raptor Island (2004) on IMDb

«AAAAAAAAAH...scheletri! Li ho sempre odiati, non so che farci...MI SPAVENTANO ACCIDENTI!»
Soldato scelto male.


Una nave stracolma di terroristi legati ad Al-Qaeda vaga tranquilla per mari sconosciuti, al suo interno i cattivoni Abù, Abdul, Camir e Mustafà scoprono degli infiltrati e giustamente decidono di ucciderli tutti...tranne la donna più insopportabile dell'universo, un agente sotto copertura da cui sperano di estorcere chissà quali informazioni.
In suo soccorso arriverà un gruppo di soldati americani, guidati dall'impassibile Lorenzo Lamas, che non riuscirà a salvarla fino a metà film, in compenso si impegnerà per farsi trascinare su una misteriosa isola nell'inseguire i malviventi.

Grazie ad una spiegazione che non spiega proprio nulla capiamo che, oltre alla trama, c'è qualcos'altro che non va: un aereo cinese, precipitato da anni, ha rilasciato sull'isola del materiale radioattivo che ha causato la comparsa di una numerosa colonia di raptor, e non solo. Ovvio no? Che poi.. non è che in seguito alle radiazioni nascono dei serpenti giganti, dei Komodo vs Cobra.. nasce proprio una nuova razza dal nulla.. Razza di velociraptor che peraltro non è affatto interessata ad un qualsiasi genere di interazione con gli umani, visto che si fanno gli affari loro anche quando i terroristi o la squadra speciale vomita proiettili per interminabili minuti. Semplicemente i poveri dinosauri dopo alcuni minuti crollano esanimi (presumibilmente per l'avvelenamento da piombo o, ancora più probabilmente, per la noia)

Con una grafica che a stento fa concorrenza a quella di un videogioco di serie C, dinosauri che sgambettano ed esplodono, sparatorie tra i superstiti e un livello di recitazione a tratti imbarazzante il film si trascina stancamente, lo stato d'animo nello spettatore però rimane sempre lo stesso: la noia.

Film consigliato solo per conciliare il sonno o ai fan masochisti di Lorenzo Lamas.
 

Recensito da Leotorda


VOTI
TRASH 70/100
Noia 95/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 91/100
Presunzione della regia 10/100
Incapacità degli attori  72/100



Se ti piace guarda anche: il video teaser di un videogioco sui dinosauri di 10 anni fa.

RECON 2020 - The Caprini massacre (Aka Power Corps.)

di Christian Viel. Con Andy Bradshaw, Andrew Campbell, Johnny Goar, Heidi Hawkins, Kevin Kelsall, Gillian Leigh. CANADA/2004.

Power Corps. (2004) on IMDb

Siamo (presumibilmente) nel 2020, e la razza umana é alle prese con una pericolosa razza aliena che imperversa nei territori colonizzati dalla Terra. Questi alieni, conosciuti come Ma'har, oltre ad essere immensamente malvagi, sono estremamente sfuggenti, dal momento che vivono per la veritá in un altra dimensione. Una Squadra d'assalto super addestrata guidata dal feroce sergente Sharp (l'unica persona di colore ad avere le lentiggini) giungerá sulla remota colonia di Caprini per quello che sembra essere una missione pericolosa: fare delle cose non meglio precisate.

Chi intraprende la visione di questo film deve essere veramente pronto a tutto. Ci troviamo infatti di fronte ad una gigantesca orgia gratuita di proiettili, mostri a caso, scarafaggi verdi, dinosauri con tre teste, vampiri, zombie, lupi mannari che sembrano il leone senza coraggio del mago di Oz, cyborg con gli occhiali da sole, mostri di Loch Ness e molto altro. Il tutto é legato a stento da una flebilissima e pretestuosa trama, e svolto in una squallidissima e fatiscente location che sembra qualsiasi cosa meno che un esotico pianeta lontano anni luce dalla Terra. In tutto questo bordello la beffa principe é probabilmente il fatto che gli alieni malvagi, i famosi Ma'har, non compaiono mai.  Eh sí, perché questi maledetti sono, come ho precedentemente detto, in un'altra dimensione.. quindi sono invisibili! Ma, se permettete, concedetemi una piccola riflssione.. Perché conquistare un territorio di cui non puoi godere, in quanto risiedi in un'altra dimensione? Idee? Boh! probabilmente hanno attaccato gli umani per pura malvagitá.. (uhauhauhauahuah.). Proseguendo prendiamo in esame il titolo: non é esplicitamente espresso, ma é abbastanza facile considerare il ''2020'' che compare accanto a "Recon" l'anno nel quale si volge la vicenda. Perché? Voglio dire.. nel 2020 forse Milano avrá la quarta linea di metropolitana. Qui invece ci troviamo di fronte ad astronavi capaci di viaggi interstellari, colonie in altre galassie, cyborg eccetera. Non sarebbe stato piú plausibile un 2120?
Regia quasi amatoriale, attori cani ma c'é di peggio..

Recon 2020 é un postribolo dedicato a tutti gli amanti della profusione di piombo, dei soldati americani che spaccano i culi, e degli uomini mascherati da mostri che si accalcano gli uni sugli altri morenti all'urlo di "morite brutti figli di puttanaaaaaa *ratatatatatata*" o "*ratatatatata* ma quanti sono maledizione *ratatatatat*". L'azione é presumibilmente frenetica ma fondamentalmente é sempre la stessa solfa e la noia fará prima o poi capolino (prima, prima..). Qualche colpo di scena, ma la sorpresa ben presto lascerá il posto all'incredulitá sui vostri visi paciosi ed in seguito si fará largo l'indifferenza.
Nota di merito per i cambi di scena. Mai visto nulla di simile (o meglio, lo vedo tutti i giorni su windows movie maker). Per chi fosse interessato (???!!!), esistono anche Recon 2022 e Recon 2023, gli attesissimi (?!) sequel.


Recensito da Imrahil


VOTI
TRASH 81/100
Noia 73/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 90/100
Presunzione della regia 10/100
Incapacità degli attori  68/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Starship Troopers 3

26 gennaio 2011

Il RITORNO DI SCARECROW (aka Scarecrow Gone Wild)

Di Brian Katkin con Matthew Linhradt, Samantha Aisling, Ken Shamrock, USA/2004/Urban Girls Productions

Scarecrow Gone Wild (2004) on IMDb

Ancora una volta GXT non tradisce la fiducia che ho sempre riposto in lei, e decide di deliziarmi con niente popo di meno che il “Ritorno di Scarecrow”! Il film é addirittura il terzo episodio di una trilogia (ebbene si sembra impossibile ma ne hanno fatti altri due, ah e stando ad imdb pare siano pure peggiori, incredibile!) legata ad un mostruoso spaventapasseri che massacra i teeneger. In pratica ci viene riproposta il solito classico slasher, solo che a condurre la mattanza di giovinetti invece di esserci un Jason o un Micheal Meyers, c'é uno spaventapasseri.
Lo spaventapasseri in questione ritorna in vita per vendicare lo sfigato della compagnia, che i suoi amici idioti hanno spedito accidentalmente in coma, e così il massacro a inizio. La sceneggiatura é, come potrete immmaginare, di una piattezza imbarazzante ed inoltre il buon Brian Katkin ci mette pure del suo, impiegando fotografia sciatta come poche, temi musicali casuali inseriti in momenti casuali, e per di più pensa bene di girare la seconda parte del film di notte, dove per girata di notte leggasi buio, ergo non si capisce una mazza!
Ma almeno un merito Brian Katkin ce l'ha: in aiuto dei suoi giovani protagonisti fa intervenire il classico coach da film americano, che si rivelerà però essere niente meno che... Ken Shamrock!!! Ebbene si il coach é proprio lui, la leggenda delle arti marziali miste Ken Shamrock. Il buon Ken appena presentatosi ai ragazzi sboroneggia alla grande, racconta che lui ha già affrontato Scarecrow in passato e ha saputo sconfiggerlo, erano i tempi del Pride e lo ha finalizzato due volte. Appena finito di parlare ed ecco che compare lo spaventapasseri! E così via al match del secolo Scarecrow vs Ken Shamrock! Purtroppo gli anni passano per tutti, il povero Ken non é più quello di una volta e lo spaventapasseri sarà pure fatto di stracci e paglia ma non é l'ultimo dei pirla, si guarda bene dal farsi portare a terra, costringe l'avversario a combattere in piedi e lo manda KO alla prima ripresa.
Nonostante questa grave dipartita, il film riesce comunque a mantenersi a buoni livelli di trash con alcune trovate azzeccate, tipo portare lo sfigato in coma in un ospedale, però in uno che é ancora in costruzione (!!!), dove lavora una sola persona (!!!) ovvero il bis cugino della moglie del cognato della protagonista, o con ridicole digressioni sulla nascita dello spaventaparsi del tipo: “Un bambino sarebbe stato ucciso e la sua anima si sarebbe fusa con quella dello spaventapasseri?””Fusa?””Si una specie di metamorfosi.... Lo spaventapasseri ha assunto la personalità del bambino...” si come no un po' come in Dragonball no? F-U-S-I-O-N-E. Non dimentichiamoci poi del finale, dove ci viene mostrare un ipotetica terza legge di Ohm:

SPOILER
Facendo attraversare il corpo di uno sfigato dalla corrente, tramite uso di un defibrillatore, si causa la morte di uno spaventapasseri, e si rende lo sfigato in grado di cedere a sua volta corrente, nonché di cedere l'appena acquisita spaventapasserità (quest'ultimo termine va inteso come il comportarsi come uno spaventapasseri assassino!)
FINE SPOILER

Insomma “Il ritorno di Scarecrow” risulta essere un discreto trashino, che nonostante una trama banale e una regia piatta riesce comunque a regalarci qualche ghignata.

Recensito da: Azaghtoth

VOTI
TRASH 66/100
Noia 78/100
Ridicolaggine degli effetti speciali 86/100
Incapacita degli attori 77/100
Presunzione della regia 75/100

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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