6 marzo 2023

LE MANIE DI MR. WINNINGER OMICIDA SESSUALE (Aka The Horrible Sexy Vampire, El Vampiro de la autopista)

Di Jose' Luis Madrid. Con Anastasio Campoy, Susan Carvasal, Luis Induni, Patricia Loran, Ada Tauler, Marya Trovar, Anthony Ramis, Luis Marugan, Waldemar Wohlfahrt, Barta Barry. SPA / 1971 / FIDA

The Horrible Sexy Vampire (1971) on IMDb

Direttamente dall'abisso più profondo e nero che se avessi incontrato L'ispettore Lucarelli del film di Enzo Acri mi avrebbe detto "Uè Uagliu', ma aro' vai?" vi presento questa colossale martellata sulle gonadi che ci regala la Spagna di Francisco Franco.  Ecco a voi "Le Manie di Mr. Winninger omicida Sessuale", visione che ho intrapreso domenica scorsa esclusivamente per cercare di far addormentare il nano. Risultato, papà Imrahil K.O. dopo i primi 40 minuti e bambino completamente sveglio e devo dire ahimè immune al fascino del thriller in oggetto almeno quanto il padre. 

Una non particolarmente giovane coppia fa tappa in uno squallido motel per fare quello che di solito si fa in uno squallido motel. Dopo circa 10 minuti in cui seguiamo ogni mossa dei due innamorati mentre a turno si fanno la doccia ad un certo punto lui si strangola da solo. Lei dopo un po' lo vede e anche lei si strangola da sola. Un caso bizzarro, non trovate? 

Il giorno dopo un baffuto ispettore interroga il medico legale per avere gli ultimi aggiornamenti sulle due vittime. Quest'ultimo gli mostra tutto soddisfatto una specie di macchia di caffè sul collo della ragazza e dice "Mmmh ispettore, ho una teoria inattaccabile e dimostrabile al 100%. Venga da me stasera a bersi un amaro che le racconto tutto". Durate il loro incontro notturno il dottore, palesemente al settimo bicchiere di Stock 84, getterà in grembo all'ispettore una copia di Dracula di Bram Stoker e comanderà: "Orsù! Legga la pagina dove ho messo il segnalibro!". L'ispettore dunque enuncia l'unica frase dell'intero libro che nulla abbia a che fare con i vampiri, ma leggendo il titolo capisce dove il medico vuole andare a parare. Dopo il club del libro il dottore snocciolerà una serie di nozioni e trivia su questo misterioso e disabitato castello dei Winninger, citando manco fosse Wikipedia una serie di omicidi irrisolti avvenuti da quelle parti e che sembrano ripetersi ciclicamente ogni tot anni. "Ohohoh, fandonie, panzane, fanfaluche da infanti. Ma andrò a controllare il castello disabitato uguale identico a quello di Dracula di cui mi ha parlato". Dopo questo dialogo lo spettatore potrebbe tranquillamente interrompere la visione e dedicarsi a più costruttive attività, dal momento che l'intero intreccio del film è stato brutalmente spoilerato. 

"Un altro Biancosarti, commissario?"

La sera stessa (mai visto uno spagnolo tanto solerte, ma va detto che il film sarebbe ambientato in Inghilterra) si reca accompagnato da due comparse expendables presso il castello, dove si strangolerà da solo. Errata corrige, in realtà il vampiro, che ovviamente c'è, ci farà la cortesia di mostrarsi in occasione dell'omicidio dell'ispettore. Nulla da segnalare, è un distinto signore con i capelli fulvi che parla con l'eco ed indossa un mantello indistinguibile da quello indossato da Aldo Baglio in "tel chi el telùn" durante il celebre sketch in cui il comico siciliano impersona il conte Dracula. Confesso però che non mi sarei aspettato la morte dell'ispettore a questo punto del film, è stato oggettivamente un piccolo colpo di scena. Bravi!

Il caso sta diventando spicy, quindi viene coinvolto un ispettore senior e la gente inizia a morire fuori campo per tappare eventuali buchi di sceneggiatura:

"Vorrei interrogare il custode del castello." 

"Eeeeh guardi commissario, è morto proprio ieri nel suo letto per cause naturali, che disdetta."

"Mannaggia, ho però saputo che c'è un testimone chiave, portatelo subito nel mio uff..." 

"Chi, l'agente Smith? Eeeeh no, guardi fino a mezz'ora fa stava bene eh, però purtroppo a quanto pare è deceduto..."

Bene ma non benissimo. 

Ma finalmente arriva il pollo da incolpare e l'ispettore già si vede con i galloni da generalissimo: si presenta infatti direttamente nell'ufficio dell'ispettore il buon Adolf, un discendente diretto del vecchio proprietario del castello che giustamente vuole andarci a vivere con la sua compagna Susan, ma deve far togliere i sigilli alla polizia. Il bellimbusto viene accontentato, ma la scia di sangue continua e, nonostante gli omicidi siano palesemente cominciati ben prima del suo arrivo, egli diviene il principale sospettato perchè alla polizia nessuno vuole sentir parlare di vampiri.

Adolf, come Jeffrey Dahmer, ha un hobby per nulla sospetto: la tassidermia.

[SPOILER]

Adolf tuttavia una notte viene in contatto il Barone Winninger, (il nostro affascinante vampiro) che gli rivela di essere vittima di una maledizione (ma va'?) che lo spinge ad uccidere le belle ragazze. 

"Tipo mia moglie?" 

"Esatto, tipo tua moglie, Adolf"  

Una delle successive notti infatti il Vampiro aggredirà la povera Susan, ma il coraggioso Adolf lo trafiggerà con il proverbiale paletto di frassino.

Il minaccioso Barone Winninger

[FINE SPOILER]

Questo film non ha direi nulla di peculiare o divertente. E' estremamente noioso e trasuda grigiume da ogni suo fotogramma. La storia è banale ed estremamente innocente, nonostante il titolo faccia pensare a chissà cosa. La realtà è che c'è un normalissimo vampiro a cui talvolta potrebbe capitare di uccidere una ragazza che per puro caso o per circostanza ha le zinne di fuori, ma da qui a chiamarlo maniaco e omicida sessuale mi sembra un po' eccessivo. In Spagna tra l'altro il regime franchista impose il completo taglio di tutte le scene di nudo trasformando questo film in un brutto episodio de "l'ispettore Barnaby". Anche l'utilizzo della figura del vampiro di per sè è abbastanza pretestuoso ed il fatto che il dottor Winninger sia un essere soprannaturale non è che sia poi sfruttato più di tanto, se non per risparmiare in effetti speciali costringendo il cast a strangolarsi da soli perchè, ehi, i vampiri possono essere invisibili. Risultato? Mi aspettavo una torbida crime story con risvolti voluttuosi, mi ritrovo con l'ennesimo horror da quattro pesetas. E così penso a tempo debito sia successo anche a molti altri spettatori.    


Recensito da: Imrahil

TRASH: 58/100
Noia: 97/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 71/100
Presunzione della regia: 69/100
Incompetenza degli attori: 65/100




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3 marzo 2023

SCANNATI VIVI (aka Skinned deep)

Scannati vivi - Locandina
Di Gabriel Bartalos. Con Les Pollack, Aaron Sims, Kurt Carley, Karoline Brandt, Linda Weinrib, Liz Little, Warwick Davis, Jason Dugre. USA / 2004 / Center Ring Entertainment

Skinned Deep (2004) on IMDb

La fastidiosa famiglia Rockwell (composta dai quattro membri più stereotipati della storia del cinema, ovvero padre bambascione, madre ridanciana e un po' civettuola, ragazzina adolescente dito in culo e ragazzino preadolescente petulante) sta facendo una rilassante vacanza nel countryside americano col loro bel furgoncino quando ad un tratto forano uno pneumatico. Papà raggiunge una sottospecie di bar in mezzo al nulla dove viene accolto da una amabile vecchietta che invita lui e il suo seguito a cena, adducendo come scusa il fatto che, nonostante sia il pieno pomeriggio di un normalissimo giorno feriale, "non troverà mai un gommista aperto". 

Ovviamente il padre, essendo bambascione, accetta di buon grado e trascinerà la sua famiglia ad una sorta di freak show e gli verrà offerta per cena della carne cruda di dubbia provenienza. Fin qui a quanto pare tutto a posto, del resto sembrano così carini: c'è la dolce nonnina, un nano con la camicia di forza e un fetish per i piatti (interpretato peraltro dal grandissimo Warwick Davis, ben noto caratterista affetto da nanismo con diversi blockbusters all'attivo), un ragazzo con un testicolo gigante al posto della testa e un tizio che indossa come maschera la faccia di un altro tizio morto di recente. Direi nulla di sospetto, non trovate? Ad un tratto però mamma ridanciana, tra un piedino e un occhiolino in direzione del tizio che sta indossando la faccia del tizio morto, ha una splendida idea: "Facciamo una bella foto!" Purtroppo al suo flirt pare non piacciano i flash, quindi in tutta risposta taglierà la gola a tutta la famiglia. 

L'uomo-coglione

Con poco entusiasmo mi accingo a vedere questo slasherino misto horror senza troppe pretese, che si rivelerà essere una vera e propria stronzata col botto e i fuochi d'artificio! Pur partendo in sordina infatti si rivela un crescendo di trovate bislacche e risibili che lasceranno lo spettatore tra l'interdetto e lo stupefatto. Il film oggettivamente non si prende mai sul serio, la trama è completamente inconsistente e chiaramente ispirata rubata a "Non aprite quella porta". Il film è stato girato con il risicato budget di 600.000 dollari ed è integralmente uscito dalla mente malata di Gabe Bartalos, grandissimo appassionato di film slasher di questa sorta e che semplicemente "voleva farne uno anche lui". Lui ha realizzato il suo sogno, io no. 

Warwick Davis nei panni del nano psicopatico Plates

[SPOILER]

Alla fine viene fuori che il tizio con il coglione al posto della testa, che paradossalmente è il più normale di tutti, si è innamorato della ragazzina, Tina, e chiede alla nonna se può tenerla in vita per lui. Lei accetta, ed è l'unico motivo per cui il film non si conclude dopo 20 minuti. Approfittando della sezione spoiler penso che inserirò qui in ordine un po' sparso le stronzate megagalattiche che mi sono dovuto sorbire (più che volentieri, invero).

1) Il ragazzino petulante sembra quasi avercela fatta a scappare dalla casa e si avventura nel bosco, ma verrà raggiunto dall'assassino che potete contemplare nella locandina del film. Costui muoverà il suo ridicolo coltello nell'aria, alla Goemon di Lupin. il ragazzino dirà "Ah! mi hai mancato! gne gne gne!" dopo di che si dividerà a metà in verticale da testa a palle. Groovy.

2) Scopriremo che il coglione che ha in testa il ragazzo pseudo-buono è in realtà un enorme cervello. E lui si chiama Brian. Capito? Brain - Brian.. eheheh.. vabè. Il nostro Brian sarà protagonista di una scena assurda, evitabile e totalmente inutile ai fini della trama nella quale l'attore Jason Dugre correrà completamente nudo per le strade di New York. La scena è stata girata realmente e senza ausilio di alcun effetto speciale o green screen, tanto che sia lui che il regista sono stati denunciati e addirittura brevemente arrestati per questo. Ma perchè?

La scena incriminata

3) Tina, non riuscendo a sottrarre Brian alla morsa della sua famiglia alla fine esasperata gli stapperà un pezzo di cervello e mentre il povero Brian rantola come un animale la sua testa si aprirà come una macabro fiore e usciranno dei cubi di legno con le lettere (sapete, quelli dei bambini) che, nel peggior stop motion che io ricordi di aver mai visto, si spargeranno sul pavimento componendo la parola "LOVE". La ragazza li calpesterà e una volta alzato il piede scopriremo che la scritta sotto la suola della nostra protagonista è diventata "HATE". Profondissimo. Credo.

4) Durante lo svolgimento dell'intreccio capiterà che un club di motociclisti della terza età entri in conflitto con questa stramba famiglia di assassini. In questo frangente vedremo una stupenda sequenza nella quale assisteremo ad una rissa tra il nano Plates e un ottuagenario con una protesi alla gamba. Spoiler nello spoiler, il vecchio zoppo sconfiggerà il povero nano e gli strapperà la testa a mani nude, calciandola successivamente al di là della recinzione in una metaforica trasformazione del football americano. Pura poesia su celluloide. 

The King of Iron Fist Tournament
The King of Iron Fist Tournament...

5) Memorabile il finale in cui Tina troverà nei mutandoni del "Creatore" (un vanesio culturista senza testa che dovrebbe essere il vero capo di questa mostruosa famiglia) dei pratici candelotti di dinamite con tanto di detonatore manco fossimo in un cartone con Bugs Bunny e Taddeo. Con questo espediente alla Looney Tunes la ragazza riuscirà a fuggire dalla casa facendo esplodere tutto.

Il Creatore, nel caso qualcuno non l'avesse capito...

6) Al vero e proprio epilogo la ragazzina, riuscirà a raggiungere l'ufficio dello sceriffo, che ovviamente si rivelerà colluso con la famiglia di assassini. Resasi conto di ciò, la ragazza comincerà ad urlare mentre la sequenza si spegne ed iniziano i titoli di coda. Ecco, non c'è nessuna musica, nessuna canzone ad accompagnarci durante i credits, saremo accompagnati dalle strazianti urla di Tina per tutta la durata dei titoli. Angosciante è dir poco, un vero tocco di classe

[FINE SPOILER]  

Il film pur essendo del 2004 è stato interamente ripreso su pellicola 16 mm, quindi sembra che sia stato girato negli anni '80. Due parole sulla localizzazione italiana: doppiaggio osceno ed al limite del parodistico, non saprei dire tuttavia se l'effetto fosse voluto o meno. Discutibile inoltre la scelta del titolo "Scannati Vivi", che è una ovvietà (per essere scannato devi prima ovviamente essere vivo) probabilmente scelto al solo fine di mantenere l'assonanza con la parola Skinned, che tuttavia come sappiamo significa "spellato". 
In generale comunque una visione piacevole da fare in compagnia, senza prendere il film troppo sul serio. Può regalare profonde e gutturali risate, che probabilmente aumentano esponenzialmente con l'utilizzo di alcol e/o altre sostanze psicoattive. Quasi imperdibile. 

Segnaliamo un cammeo del grande collezionista e autore di fantascienza Forrest J. Ackermann, che impersona uno dei vecchietti che compongono la gang di motociclisti. 


Recensito da: Imrahil

TRASH: 88/100
Noia: 67/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 86/100
Presunzione della regia: 18/100
Incompetenza degli attori: 83/100




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1 marzo 2023

SIMONE E MATTEO - UN GIOCO DA RAGAZZI (Aka Convoy Buddies)

Locandina di Simone e matteo - un gioco da ragazzi
Di Giuliano Carnimeo. Con Paul Smith, Antonio Cantafora, Dominic Barto, Giuliana Calandra, Ángel del Pozo, Mario Brega, Francisco Merino. ITA-SPA / 1975 / Produzioni Atlas

Convoy Buddies (1975) on IMDb

Ragazzi, ma quanto ci mancano gli anni '70? Beh a me in realtà non più di tanto, non fosse altro perché non ho avuto modo di viverli, ma che turbinio di emozioni quando li vedo rappresentati su pellicola! Tra i personaggi più iconici di questa stagione cinematografica di certo non possiamo dimenticarci di citare la super coppia protagonista di decine di scazzottate nelle più svariate ambientazioni: Bud Spencer e Terence Hill! Due personaggi talmente iconici da aver di fatto creato attorno alle loro figure un genere a sé. Genere che, se vogliamo, rientra pienamente nello spirito dei "B-Movie" ma che ha riscontrato un tale successo e un tale apprezzamento anche fuori dal territorio nazionale (amatissimi soprattutto in Germania) che davvero sarebbe assurdo vedere "Chi trova un amico trova un tesoro" o "...Altrimenti ci arrabbiamo!" recensito qui su Pellicole dall'Abisso. Farebbe storcere il naso tanto voi quanto a noi, cari lettori. 

Tutto questo successo, essendo stato praticamente istantaneo, ha tuttavia prodotto il più classico degli effetti collaterali: l'emulazione! ma che dico emulazione... l'imitazione! Ma che dico imitazione... La copia carbone!

Nascono così dal concept del regista Mauro Bolognini ben sei lungometraggi con protagonisti tali Simone (Paul Smith) e Matteo (Antonio Cantafora, accreditato come Michael Coby): la versione Asylum ante-litteram di Bud Spencer e Terence Hill! 

Recensisco questo insipido "Simone e Matteo - Un gioco da ragazzi" a titolo esemplificativo per l'intero filone, per il semplice motivo che è l'unico che ho visto. E no, non penso ne vedrò altri. 

Che amarezza..

LA TRAMA

Due spiantati ladruncoli di strada allergici al lavoro accettano di trasportare un camion carico di insetticida da Milano (credo) a Marsiglia. La paga è oggettivamente molto allettante per un lavoro tutto sommato semplice: il "gioco da ragazzi" del titolo. Ma ovviamente visto che al mondo non ti regala niente nessuno scopriremo che dietro a questo apparentemente innocuo carico c'è ben altro: armi per qualche famiglia mafiosa d'oltralpe! Sfruttando l'espediente comico tutto sommato banale del protagonista inconsapevole la vicenda si dipanerà tra inseguimenti fraintesi, qualche interminabile scazzottata e un breve siparietto amoroso. 

Il film è in fin dei conti inoffensivo e quasi guardabile, quello che davvero manca è il mordente. Battute e situazioni sono tirate per le lunghe al limite dell'intollerabile, la trama è inconsistente, dialoghi e sceneggiatura sono banalotti, l'interpretazione da parte dei personaggi è quanto meno approssimativa. Del resto è praticamente impossibile sostituire il carisma di due mostri sacri come Bud e Terence. La cosa davvero straordinaria e decisamente da segnalare è la quasi maniacale ricerca da parte del regista e della produzione di ricreare un clone perfetto. Riprese, dialoghi, situazioni. Tutto il possibile.

Per dire l'attenzione al dettaglio, gli attori scritturati per i ruoli secondari sono tutti personaggi ben riconoscibili di altri film con i veri Bud Spencer e Terence Hill. Per doppiare Paul Smith e Michael Coby vennero ingaggiati Glauco Onorato e Pino Locchi, ovvero i due doppiatori della ben più famosa coppia emulata. La colonna sonora è di un complesso sconosciuto che si fa chiamare Juniper; poi vai a controllare bene e viene fuori che altri non sono che Guido e Maurizio De Angelis, ovvero gli Oliver Onions. C'è cura e attenzione. Quasi autismo. 

Insomma questo film non è la copia cinese malfatta di un prodotto, è la cialda compatibile Nespresso.
Funziona? Si (più o meno). 
Costa di meno? Si. 
È più buona? No. 
Alla lunga ti rompe la macchinetta i coglioni? Si. 

Il problema è che se questa logica, che applicata ad un prodotto può avere senso, la applichiamo ad una produzione artistica non può funzionare, perché il prezzo del biglietto del cinema è lo stesso sia per il film originale che per la sua brutta copia. Quindi visto che io spettatore non ho alcun vantaggio economico, perché dovrei scegliere il prodotto più scadente?
Beh, la risposta è semplice, non lo farebbe nessuno. Ma a tutto c'è una soluzione: basta truffare il pubblico! Ad esempio in Francia il film "Carambola" (il primo e forse il più celebre dei film con Simone e Matteo) venne distribuito con il titolo guascone di "Il mio nome è Trinità" sperando che qualche allocco mangia rane pensasse di andare a vedersi un sequel di "Lo chiamavano Trinità...". Anche i nostri non particolarmente svegli amici tedeschi ci siano cascati:   sembra infatti che in un cinema in Germania ci sia stata addirittura una specie di rivolta che ha portato alla distruzione della sala quando gli spettatori, attirati da una fallace locandina, si accorsero che non stavano affatto assistendo ad un film con Bud Spencer e Terence Hill. Una volta usciti dal cinema hanno poi rivendicato Danzica e invaso la Polonia.  


Recensito da: Imrahil


TRASH: 68/100

Noia: 86/100

Ridicolaggine degli Effetti Speciali: 46/100

Presunzione della Regia: 12/100

Incompetenza degli Attori: 72/100


Non perdetevi questo esilarante spezzone con Ennio Antonelli che parla in polacco invece che in romanaccio

SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Vorrei dirvi un film di Bud Specer e Terence Hill. Anzi, guardate quelli al posto di questo. 

19 febbraio 2023

THE MASK 2 (Aka Son of the Mask)

Locandina di The Mask 2
Di Lawrence Guterman. Con Jamie Kennedy, Alan Cumming, Ryan Falconer, Bob Hoskins, Traylor Howard, Ben Stein, Peter Flett, Kal Penn.
USA 2005 New Line Cinema
Son of the Mask (2005) on IMDb

Al settimo posto tra i film più visti di Netflix questa settimana in Italia, non ho potuto non cogliere l'occasione di gettarmi su questo sequel, uscito dieci anni dopo il grande successo del primo capitolo datato 1994 che aveva visto come protagonista Jim Carrey nel ruolo del simpatico e trasformista Stanley Ipkiss. Pur sapendo dell'esistenza del titolo ed essendo a conoscenza del fatto che si tratti di uno dei peggiori sequel mai realizzati della storia del cinema non mi era mai capitato di ritrovarmelo davanti. Perciò... andiamo!

Questo secondo capitolo non vede la partecipazione dell'attore canadese, ma di un altro comico, Jamie Kennedy, che si cala nei panni di Tim Avery, un aspirante fumettista che un giorno trova una maschera magica capace di trasformarlo in un buffo personaggio verde. La trama di "The Mask 2" è banale e prevedibile quanto una puntata di "Pingu". Tim Avery, il protagonista, è un fumettista alle prime armi, invidioso del successo del suo capo. Un giorno, però, il suo cane trova una misteriosa maschera capace di trasformarlo in un buffo personaggio verde con poteri magici e la faccia verde. Non passa molto tempo prima che Tim inizi a divertirsi con la sua nuova identità, ma ben presto scopre che la maschera ha una vita propria e che niente popò di meno che Loki (Alan Cunning), il dio degli inganni e dei sotterfugi è alla sua ricerca. Come avrete notato la trama del film è fondamentalmente una ripetizione della prima pellicola: un uomo insicuro trova una maschera magica che gli dà poteri straordinari. Peccato solo che in questo caso, però, l'uomo in questione è Jamie Kennedy che alla sua prima prova nel cinema che conta dimostra di non valere un unghia di Jim Carrey. 

Buongiornissimo! Caffè???



[Spoiler non tanto spoiler]
Tornato dal party aziendale di Halloween Tim, che aveva indossato la maschera perchè "non aveva altro da mettersi", copulerà furiosamente con sua moglie la quale sospettosamente non sembra particolarmente sconvolta da trovarsi nel letto uno sconosciuto con una maschera verde. Da questa Santa unione nascerà un insopportabile bambino in cgi con i poteri della maschera. Le dinamiche padre normale/sfigato-figlio con superpoteri dovrebbe far molto ridere nella visione dei produttori ma l'amara realtà è che è solo estremamente cringe.  
[FINE SPOILER]

"The Mask 2" è un film deludente sempre e imbarazzante a larghi tratti, sia dal punto di vista della trama, che della sceneggiatura, che dell'interpretazione degli attori. Jamie Kennedy, che qui interpreta il protagonista, non riesce a reggere il confronto con Jim Carrey, che nel primo film era riuscito a creare un personaggio iconico e divertente. La sua interpretazione è piatta e poco coinvolgente, e non riesce neanche per un secondo a farci simpatizzare per il suo personaggio.
Il film è clone imperfetto dell'originale, con una trama ripetitiva e poco ispirata. Jamie Kennedy non è in grado di reggere il film come Jim Carrey ha fatto nel primo, e sembra spaesato in ogni scena. Anche Alan Cumming sembra fuori luogo, e i suoi tentativi di fare ridere cadono spesso nel vuoto.
Nonostante la scarsa qualità del film, ha comunque guadagnato più di 57 milioni di dollari al botteghino. Sono decisamente troppi, ma il potere del marchio "The Mask" ha evidentemente attirato il pubblico, o forse erano solo curiosi di vedere come avrebbe funzionato un sequel dopo tutti questi anni. In ogni caso, i soldi che ha incassato non possono nascondere la verità: "The Mask 2" fa schifo. Ed in ogni caso non sono sufficienti a ripagare le spese di realizzazione. 

AHAHAHAHA NO VABE'. (ti pareva che il cane del cazzo non si mettesse la maschera?)


Se siete fan della prima pellicola, non vi aspettate chissà che dal sequel. Non riuscirete a trovare nulla di simile o anche lontanamente vicino a ciò che aveva reso il primo film un vero e proprio classico. Preparatevi piuttosto ad amareggiarvi. Non vale la pena di vedere "The Mask 2" nemmeno per un bambino, target di riferimento per questa produzione visto il piglio decisamente più infantile rispetto al predecessore. Il film è solo un brutto ricordo di ciò che era stato un grande successo. La morale della storia? Non tutti i sequel sono uguali e spesso i vecchi classici dovrebbero essere lasciati tranquilli. Una lezione che la Disney non ha ancora imparato. Su Imdb Il figlio di the Mask ha una valutazione di 2.2. Per dire, Bloody Psycho di Leandro Lucchetti è a 3,5. 

Il povero Jaime Kennedy dopo la sua pessima prova come protagonista di questo film non riuscirà mai più a tornare alla ribalta, relegato in piccole particine di film mediocri. Del resto l'attore che offre la prova migliore dell'intera produzione è Otis, il piccolo Jack Russel ammaestrato. Davvero notevole. 



"And the academy award for best supporting actor goes to..."


Trivia non richiesto e che non centra quasi un cazzo: Ma lo sapevate che Jim Carrey nel primo film dice "Sfumeggiante" e non "Spumeggiante"? No perchè io l'ho scoperto tipo un anno fa alla veneranda età di 36 anni. Ok, scusate, me ne vado.

Domanda non richiesta e che non centra quasi un cazzo: Ma come potrà mai essere stata l'infanzia di un ragazzino di 13 anni che si chiama quasi letteralmente "Alan Sborrando"? 


Recensito da: Imrahil

TRASH: 83/100

Noia: 61/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 88/100

Presunzione della regia: 5/100

Incompetenza degli attori: 85/100 (grande Otis)







18 febbraio 2023

IL MARCHIO DI DRACULA (aka Scars of Dracula)

Locandina di Il marcio di Dracula
Di Roy Ward Baker. Con Christopher Lee, Dennis Waterman, Christopher Matthews, Jenny Hanley. Regno Unito / 1970 / Hammer Films

Scars of Dracula (1970) on IMDb

Continuiamo il nostro filone vampiresco con uno degli ultimi film della leggendaria Hammer con il leggendario Christopher Lee ad interpretare il leggendario Dracula; si tratta addirittura della quarta pellicola girata da Sir Christopher Frank Carandini Lee nel solo 1970, dopo Il Conte Dracula, Controfigura per un delitto ed Una Messa per Dracula, ovvero le ultime cartucce di un fucile ormai scarico e privo di ogni fascino. 

Girato con quattro soldi e con una svogliatezza generalizzata davvero avvilente, Il Marchio di Dracula è sostanzialmente una rottura di coglioni galattica, in cui non succede praticamente un cazzo. 

Il castello di Dracula e dell’Aigor di turno viene messo a ferro e fuoco dagli abitanti del villaggio vicino -una decina di figuranti vestiti di stracci- dopo l’ennesima uccisione di un'illibata fanciulla. Il Principe delle Tenebre però risorge grazie ad un simpatico pipistrello che sbatte le sue alucce meccaniche cigolando come una bicicletta anni ’60 e che droppa delle goccine di sangue sul suo cadavere. 

Nel frattempo, l’impenitente donnaiolo Paul seduce la fidanzata del fratello alla di lei festa di compleanno e per sfuggire alle guardie del Borgomastro, finisce dritto filato nel castello dell’appena risorto Dracula.

Paul sembrerebbe il protagonista, nonché il personaggio migliore del film e quindi giustamente viene ucciso a metà del secondo rullo. Così, il centro della scena viene preso dal noiosos fratello Simon e dalla sua promessa sposa che non fanno altro che dirsi quanto si amano e quanto siano preoccupati per Paul.

Le cose non si rianimano neanche quando i due arrivano al castello, in quanto Dracula non sarà in scena per più di dieci minuti scarsi in totale e fa pure cose senza senso, come uccidere a coltellate una donna vampira; e qui neppure l’immensa classe di Christopher Lee riesce a mascherare il suo tedio, percepibile fin dal primo momento in cui compare in scena.

Quasi da ridere il finale con Dracula che viene ucciso da un fulmine che colpisce un bastone di ferro che stava brandendo per uccidere il buon Simon.

Pur perdonando le scenografie di gommapiuma e il pipistrello cigolante -data l’epoca e il budget- non si può passare sopra al ritmo catatonico e ad una messa in scena sciatta e impiegatizia, il cui effetto è paragonabile all'iniezione in vena di un mix di Roipnol e radici di valeriana.


Un paio di scene splatter e le splendide grazie esibite dalla popputa Jenny Henley fungono da unici elementi di interesse per un prodotto che anziché fare onore alla gloriosa storia degli horror della Hammer, gli sputa quasi in faccia. 


Recensito da: Vidur


TRASH: 77/100

Noia: 91/100

Ridicolaggine degli effetti speciali: 81/100

Presunzione della regia: 65/100

Incompetenza degli attori: 74/100


LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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