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14 marzo 2023

BOLLE DALL'ABISSO: L'ULTIMA NOTTE DI AMORE



Di Andrea Di Stefano. Con Pierfrancesco Favino, Linda Caridi, Antonio Gerardi, Francesco Di Leva. ITALIA / 2023 / Indiana Production        

A dispetto del titolo, L'Ultima Notte di Amore non è né un dramma sentimentale, né un raffinato porno soft, ma uno splendido thriller che conferma l'ottima salute del cinema italiano e la progressiva rinascita del cinema di genere nel nostro paese. L'Amore del titolo è il cognome del protagonista, un poliziotto ad un passo dalla pensione dopo trentacinque anni di onorato servizio, che si trova ad indagare sulla morte improvvisa e violenta del suo migliore amico e collega. 

Quasi impossibile aggiungere altro alla trama senza fare spoiler, pertanto accontentatevi di questo stringato incipit. Il regista Andrea Di Stefano si è fatto le ossa con due film dal respiro internazionale come Escobar e The Informer e infatti confeziona un gioiellino che ha poco da invidiare a tantissime produzioni americane analoghe. L'Ultima Notte di Amore è un thriller poliziesco che si muove a metà fra il mondo del crimine e della legge, seguendo quasi alla regola gli stilemi del genere, flirtando con alcuni inevitabili cliché, ma proponendo comunque una storia assolutamente avvincente.


Si seguono le vicissitudini di Franco Amore e dei coprotagonisti con sincero trasporto, con l'ansia e la voglia di sapere cosa accadrà e la cosa vale fino all'ultimo secondo della pellicola, capace di mantenere un elevato livello di tensione per quasi tutta la sua durata. Merito di una regia moderna e dinamica -ma mai troppo invadente- e di dialoghi crudi e realistici, che rifuggono l'effetto sceneggiato RAI o Distretto di Polizia. Efficace anche il tema portante di Santi Pulvirenti, ricco di classici echi anni '70 e '80.

Favino, come sempre, è eccezionale nell'interpretazione di un personaggio assolutamente umano, compresso nella zona grigia di quelli che sono onesti fino ad un certo punto (cit.). E per una volta anche il casting di supporto si rivela all'altezza della situazione: il ruolo di Cosimo sembra essere scritto apposta per Antonio Gerardi, così come è impossibile non empatizzare immediatamente con il Dino di Francesco Di Leva. A sorprendere però è Linda Caridi, davvero bravissima nel ruolo di Viviana, la giovane moglie calabrese del protagonista. Il suo personaggio è sfaccettato e davvero intrigante, capace com'è di unire dolcezza e amore a coraggio e determinazione. 


C'è poi un ulteriore personaggio, ovvero Milano. Tutto il film è ambientato nel capoluogo lombardo, le cui riprese aeree sono uno spettacolo nello spettacolo. La Milano rappresentata è una metropoli in cui il confine tra legalità e illegalità è labile e onnipresente e forse era l'unica città italiana in cui un film di questo genere poteva tenersi; per uno che ci è nato e cresciuto come il sottoscritto poi, è stata un vera goduria vederla sullo schermo, senza considerare che la scena clou è ambientata letteralmente a due passi dalla casa in cui ho vissuto per quasi vent'anni. 


Un paio di ingenuità e falle logiche nella scrittura e qualche villain un filino troppo stereotipato, sono gli unici difetti ascrivibili ad un film che definirei semplicemente bello, pienamente riuscito e che spero faccia da volano per altre produzioni di questo genere. 

Il cinema italiano è ancora vivo e lotta insieme a noi.

Recensito da: Vidur


29 settembre 2011

ULTIMO RIFUGIO: ANTARTIDE (Aka Virus: The End)

Di Kinji Fukasaku, con Glenn Ford, George Kennedy, Chuck Connors, Henry Silva, Bo Svensson, JAP/1980.

Virus: The End (1980) on IMDb

Siamo in piena guerra fredda e il Dottor Krause sta trasportando una misteriosa sostanza chiamata MM88 da Lipsia a Zurigo, all'apparenza sembrerebbe Joghurt, in realtà è un pericolosissimo virus in grado di moltiplicare i germi dell'influenza di due miliardi di volte.
Ovviamente esso viene rubato e disperso immediatamente da dei maldestrissimi agenti della Stasi.
Si viene quindi a sapere che l' MM88 era stato progettato dal dottor Meyer, ricercatore di nuove armi per la CIA nell'ambito dell'operazione Fenice , una di quelle terribili armi batteriologiche che non si sa nè come nè perchè ma possono "salvare centinaia di milioni di vita innocenti".
Invece che avvisare il mondo del terribile pericolo il senatore Gardaland decide di far internare il dottor Meyer e non avvisare il presidente americano dell'intera operazione.
Nel giro di circa due giorni tutti sono contagiati dal virus, la popolazione mondiale viene decimata, gli ospedali sono pieni, scoppiano rivoluzioni, nessuno trova un vaccino per questo germe che viene chiamato "influenza Italiana".
Dopo avere incolpato i sovietici, gli alieni, i terroristi cubani e forse anche Bin Laden il presidente americano si accorge che il senatore Gardaland non la ha proprio raccontata giusta, una tiratina d'orecchie e due buffetti sul collo sono tuttavia un rimprovero abbastanza severo , nel frattempo al di fuori della casa bianca tutte le specie viventi  della terra stanno morendo.
Passa ancora qualche giorno e al dottor Meyer, richiamato a palazzo ad inizio epidemia, viene in mente che il virus resta inattivo a temperature sotto lo zero.
Poco prima di morire il presidente chiama la base statunitense Palmer in Antartide per comunicare loro la notizia, il senatore Gardaland decide invece di attivare l'ARS, un sistema missilistico di difesa che atomizza il mondo nel caso di attacco nucleare agli Stati uniti. Quindi muoiono.
Restano vivi al mondo solo 855 uomini e 8 donne, quelli appunto nelle basi antartiche.
Gozzovigliano qualche mese finche il dottor Yoshizumi non si accorge che un terremoto fortissimo sta per attaccare la casa bianca, attivando le testate nucleari dell'ARS.
Decidono quindi di partire per salvare il mondo ormai senza più esseri viventi, falliscono e muoiono tutti.
Ho molto riassunto la seconda parte del film perchè veramente lunga e ricca di accadimenti, bisogna ammettere che tirate le somme non è un film  malvagio, il regista non si lascia andare a particolari colpi trash nè a ridicoli effetti speciali.
Tuttavia visto che questo è un blog che parla di porcate nei film, ne sciorinerò qualcuna non clamorosa ma quantomeno gustosa.
Mostrando i terribili effetti del virus vengono proposte delle scene in una città presentata come Milano che, oltre a non essere in nessun modo Milano, è abitata da asiatici.
I componenti della base antartica norvegese si uccidono a vicenda, senza nessun motivo.
L'unione sovietica tutta è chiamata "repubblica socialista sovietica dei cosacchi".
L'ammiraglio Conway è incaricato di silurare un sommergibile sovietico, il comandante del sommergibile grida Amistaaaaaad! prima di essere colpito.
Nel complesso , nonostante il titolo che è già un riassunto del film, non credo sia annoverabile nel Gotha del trash, una buona visione da fare in compagnia.

Recensito da: Ortnid

 
VOTI
TRASH: 25/100 
Noia: 55/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 30/100
Presunzione della regia: 65/100
Incompetenza degli attori: 60/100




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28 gennaio 2011

L'UOMO PUMA (aka The Pumaman)

Di Alberto Di Martino, con Walter George Alton, Miguel Angel Fuentes, Donald Pleasance. ITALIA/1980

The Pumaman (1980) on IMDb

“Ah! Ho mal di testa! Mi succede sempre quando percepisco un pericolo!”

Come tutti ben sapete gli inca, gli aztechi, i maya e compagnia cantante hanno discendenze aliene. Non lo dico io, ma Alberto Di Martino, regista di questo divertente e allucinato pastrocchio, nato in qualità di “risposta italiana a Superman”. Questa volta non si tratta di un bambino abbandonato da Krypton in un campo di grano, ma bensì di uno stupido paleontologo, Tony, discendente inconsapevole della stirpe extraterrestre degli Aztechi (giunti come si vede nel prologo, a bordo di un lampadario arancione).
Inconsapevole fino all'arrivo di Vadinho, un gigantesco cileno con una faccia a metà tra Frankenstein e Ivan Zamorano, sacerdote degli dei che dopo varie insistenze farà indossare al suddetto paleontologo una cintura magica capace di trasformarlo nell'Uomo Puma. Il nostro “supereroe” avrà il compito di fermare il folle criminale Kobras (l'onnipresente Donald Pleasance), che ordisce un piano politco-internazionale per diventare il capo del mondo. Lo fa con: a)una tuta nera di pelle, b)con una antica maschera d'oro azteca con cui è capace di controllare le menti e che racchiude un'incredibile tecnologia, c)con delle facce di gomma delle persone controllate, attaccate ad un macchinario pseudo-elettrico d)con l'aiuto di una paleontologa bionda, doppiata con la voce e con l'accento finto-olandese più insopportabile della terra e che ovviamente poi si innamorerà dell'Uomo Puma.

Oltre all'assunto ridicolo e inconsistente, il film ha una struttura previdibile e scontata, passando anche dei momenti di fiacca abbasanza lunghi, ma ci sono alcune perle che risollevano decisamente le sorti di questa pellicola.
Innanzitutto la “divisa” da supereroe dell'Uomo Puma è quanto di più ridicolo visto nella storia: una maglietta nera attillata con sopra una faccia azteca, dei pantaloni di tela marroni e un mantello rosso e nero. E poi ci sono gli effetti speciali...roba che avrebbero fatto morire di vergogna i fratelli Lumiere. Le sequenze di volo sono fatte talmente male che non ci si può credere: l'Uomo Puma viene sovrapposto sullo sfondo in modo così casereccio e approssimativo che non potrete non sganasciarvi dalle risate. Stessa sorte vi accadrà, quando vedrete l'incredibile attraversamento delle pareti e le fantastiche scazzottate in stile Bud Spencer e Terence Hill.
Il meglio però arriva alla fine, con l'inseguimento dell'Uomo Puma all'elicottero in cui sta fuggendo Kobras. Le parole non servono, guardate il video qua sotto e giudicate da soli.

In conclusione si tratta di un discreto film trash abbastanza divertente, dove l'infinita bruttezza degli effetti speciali gioca un ruolo decisivo. Consigliato.

Recensito da: Vidur

VOTI
TRASH: 75/100
Noia: 71/100
Ridicolaggine degli effetti speciali: 98/100
Presunzione della regia: 82/100
Incompetenza degli attori: 51/100


SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Superman e tutti i film con delle leggende azteche, inca, maya che implicano gli dei animali, cioè quasi tutti.




La fantastica sequenza dell'elicottero

19 giugno 2010

L'UNDICESIMO COMANDAMENTO (aka The Brotherhood II - Young Warlocks)

di David DeCoteau. Con: Forrest Cochran, Sean Faris, Stacey Scowley. USA/2001

The Brotherhood 2: Young Warlocks (2001) on IMDb

John, appena arrivato in una esclusiva scuola privata, viene preso di mira da un gruppo di compagni prepotenti, gelosi della sua amicizia con la bella Mary. Quando il misterioso Luc gli offre una possibilità di rivalsa usando la stregoneria, John accetta senza sapere che il prezzo del nuovo potere potrebbe essere la sua stessa vita.

Ebbene sì, David colpisce ancora, evidentemente non pago del primo capitolo “The Brotherhood” (in italiano: “Stirpe di Sangue”, la cui recensione é presente nel nostro blog) decide di girare questo sequel “Brotherhood II: Young Warlocks”.
In realtà si tratta di un sequel per modo di dire, visto che in realtà é uguale in tutto e per tutto al primo episodio. Quindi ci viene riproposta la stessa identica trama e le stesse classiche situazioni in cui si può trovare un personaggio di sesso maschile in un film di Decoteau: ovvero correre in boxer, fare esercizi ginnici in boxer, buttarsi in piscina in boxer e fare rituali magici ovviamente sempre e rigorosamente in boxer e calzini bianchi, che ormai sappiamo essere la tenuta ufficiale di ogni giovinetto protagonista di un film di Decoteau.
Novità rispetto al primo lavoro? Niente di che, sì, qui la confraternita è formata da maghi e non da vampiri, ma per il resto niente di nuovo. Solite flashate bianche, soliti rallenty, solita musica truzza, solite interminabili ed inutili sequenze dialogate (altro trucchetto di David per allungare un po' la minestra), solita durata di un oretta e qualche minuto, solito budget risicatissimo, solita ragazza messa lì come pure pretesto, ma destinata ad un ruolo, ovviamente, di secondo piano ed ecc...
Ecco, colgo l'occasione per spendere due parole sulle figure femminili nei film di Decoteau, esse rappresentano il duro compromesso che il povero David deve accettare, poiché, nemmeno lui coraggioso regista indipendente, può sottrarsi del tutto alle spietate leggi del mainstream. David si prende tuttavia la sua rivincita su queste figure impostegli da poteri più grandi in sede di regia, trascurandole, dipingendole come figure scialbe e soprattutto condannandole a rimanere sempre vestite (o quasi), mentre i loro partner maschili si denudano sistematicamente. One little victory for David.
Cos'altro aggingere? Beh sicuramente é da segnalare uno dei picchi di trash dell'intera filmografia decoteauniana:

SPOILER
Durante la doccia di gruppo (che in un film di Decoteau non può mancare) la banda dei bulli decide di burlarsi di un'amico di John e cosa gli faranno mai?
Lo picchieranno? No
Lo smutanderanno? No (come potrebbero é già nudo...)
Bensì tenteranno di scrivenrgli sulle chiappe con un pennarello indelebile “questa é la mia passerina”!!!
FINE SPOILER

In conclusione “L'undicesimo Comandamento” é un tassello fondamentale per i patiti del cinema di David ed in particolare della saga di "The Brotherhood", ma é adatto anche ai neofiti, che non potranno non apprezzare le diverse situazioni trash, che come sempre nei film di David non mancano mai.

Recensito da: Azagthoth

VOTI
Trash: 76/100
Noia: 65/100
Ridicolaggine effetti speciali: 60/100
Presunzione della regia: difficilmente valutabile
Incompetenza degli attori: 80/100




SE TI PIACE GUARDA ANCHE:
un qualsiasi film di Decoteau con degli adolescenti a torso nudo in copertina

LEGENDA - per capire meglio le nostre recensioni e le nostre votazioni

Questo blog tratta esclusivamente film di infimo livello, per cui i nostri criteri di giudizio sono totalmente differenti da quelli che potreste trovare in un qualsiasi sito di recensioni cinematografiche; nello specifico noi qui a Pellicole dall'Abisso teniamo conto di 5 fattori ed abbiamo deciso di esprimere il voto in centesimi per consentire maggiori sfumature;

1) VOTO TRASH: è il più importante ed è un voto generale; se volete semplicemente sapere quanto sia ''patetico'' o involontariamente comico un film fate riferimento a questo dato.

2) VOTO NOIA: abbiamo scoperto nella nostra esperienza che la noia è un elemento ricorrente (ed estremamente fastidioso) di questo genere di film. Più è alto il valore più bisogna avere le palle di ferro per poterlo sostenere

3) RIDICOLAGGINE DEGLI EFFETTI SPECIALI: non credo servano particolari spiegazioni.

4) PRESUNZIONE DELLA REGIA: In molti casi i registi sono ben consci di star girando una puttanata clamorosa, e quinidi tendono a prendersi in giro da soli.. ma ci sono altri registi che invece sono fermamente convinti che il loro film sia una specie di capolavoro visionario low-budget, e spesso sono proprio questi i più grandi capolavori del trash. più è alto il valore più il film ''se la crede''.

5) INCOMPETENZA DEGLI ATTORI: inutile dare un voto alle abilità degli attori in questo genere di film, abbiamo ritenuto più funzionale dare una valutazione di quanto gli attori siano cani

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